Esempio scheda primarie sindaco dopo riforma elettorale

Come ho descritto in precedenza, la proposta di riforma del sistema di elezione dei sindaci prevede la divisione tra consiglio comunale e sindaco con due schede elettorali differenti, in cui il consiglio non ha coalizioni ed il sindaco forma una coalizione composta da un solo contrassegno.

60 giorni prima del voto si tengono le primarie per i candidati sindaci, il contrassegno elettorale al fianco del sindaco dovrà essere obbligatoriamente identico a quello presentato 60 giorni dopo quando ci saranno le “vere elezioni” :

Questo è l’esempio di scheda elettorale per i sindaci :
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L’elettore potrà tracciare una sola “X” in corrispondenza del nome e del cognome del candidato prescelto.

Non avrà invece alcun valore una “X” posta sul contrassegno.

Invece,la scheda elettorale per l’elezione vera e propria del sindaco che si tiene 60 giorni dopo, è identica a quella precedente, ma contiene solo un nome di colui che per ogni contrassegno ha ottenuto il maggior numero di preferenze :

ImmagineCome si vede è identica al mattarellum, 1 nome, 1 simbolo, 1 eletto a sindaco con la maggioranza relativa dei voti,senza ballottaggio, dunque senza raggiungere il 50%+1 dei voti.

Il consiglio comunale è invece eletto su una seconda scheda, senza coalizioni, senza sbarramenti, senza premi di maggioranza, con il proporzionale puro.

Il sindaco ha il potere di veto che porta al 60% il numero di voti necessari al consiglio per modificare i provvedimenti della giunta e al 66% il numero di voti necessari al consiglio per modificare un regolamento votato in giunta entro 30 giorni dalla sua approvazione.

Cioè a dire che alla coalizione di partiti che sostengono il sindaco basta il 41% dei voti per impedire che il consiglio comunale modifichi atti della giunta, pur essendo un consiglio eletto con il proporzionale.

Il sindaco dovrà cioè fare una giunta con degli assessori che rappresentino almeno quella percentuale per andare sul sicuro.

Egli non potrà essere sfiduciato, e non avrà bisogno di voti di fiducia del consiglio.

Solo nel caso di dimissioni del sindaco,il consiglio comunale ha 15 giorni per votare a maggioranza assoluta un nuovo sindaco, altrimenti il comune è commissariato o è sciolto.

Per evitare “infiltrazioni” tra centro destra e centro sinistra si può stabilire che solo chi ha fatto le primarie e le ha vinte si può candidare a sindaco 60 giorni dopo,in modo da renderle obbligatorie.
In questo modo si evita che nelle primarie elettori di centro destra votino per i candidati di centro.sinistra visto che il loro candidato non fa le primarie.

Mentre le singole liste apparentate con un candidato sindaco non sono presenti nella scheda delle primarie,sono presenti invece singole liste che 60 giorni dopo corrono in solitudine.

Dunque non vanno confuse le firme da raccogliere per i candidati sindaci e per essere presenti alle primarie e quelle per i candidati consiglieri.

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