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  • giamps78 20:13 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Mogli di Berlinguer, Pertini, Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito) 

    mogli di #Pertini, #Berlinguer, #Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito)

    Reversibilità sui vitalizi,incredibile!
    Quando l’ho sentito pronunciare non credevo alle mie orecchie…
    A parte il fatto che Enrico Berlinguer sarebbe il primo a non volere che le mogli degli ex politici ricevano una reversibilità sui vitalizi…
    Ma poi in questo momento mi chiedo in base a quale norma l’inps ha eroga questa reversibilità.
    Si dirà magari: In base ad una legge dello stato, quella sulle pensioni, lì è prevista la reversibilità per il superstite e quindi si è applicata quella norma.
    Peccato però che i vitalizi per gli ex-parlamentari non risultano istituiti da leggi dello stato ma da delibere degli uffici di presidenza e a queste bisogna sono soggette in tutto e per tutto.
    Questo significa che se nelle delibere degli uffici di presidenza di camera e senato non vi sono riferimenti ad eventuali reversibilità su tali vitalizi evidentemente quei vitalizi non dovevano e non debbono essere erogati.
    Stiamo parlando di due normative differenti e l’una non comprende l’altra, la legge sulle pensioni non ha nulla a che vedere con la norma interna redatta e approvata dall’ufficio di presidenza fatta in base all’autonomia finanziaria delle due camere.
    Cioè, non si può creare i vitalizi tramite l’ufficio di presidenza e creare la reversibilità usando una legge ma deve essere una decisione dell’ufficio di presidenza a stabilire questo.
    Ergo, se veramente fosse questa la situazione l’inps o qualsiasi altro istituto pubblico abbia erogato tali denari lo ha fatto impropriamente e quindi deve andare a riprendere tali somme, dalla prima all’ultima.
    Tra i beneficiari ci sono mogli illustri, di Pertini, di Almirante, di Berlinguer…non ha importanza il cognome del marito, se c’è stato veramente un errore grossolano di questo tipo tali somme dovranno essere tutte restituite, ed n ogni caso immediatamente interrotte quelle nuove

     
  • giamps78 12:34 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Eliminare vitalizi e fare riforma costituzionale per dividere pensioni assistenziali da quelle retributive 

     

    Per abolire tutti i vitalizi per un totale di 500 milioni risparmiati ogni anno si deve dividere la riforma in 3 scaglioni.

    1)la proposta di legge primo firmatario Matteo richetti in discussione in questo momento alle camere deve contenere una sola riga che indica semplicemente l’abrogazione della legge peraltro approvata in questa legislatura e che riguarderà solo ed esclusivamente i futuri ex-parlamentari.
    La camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati agli attuali parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private.

    2)si riuniscono alla camera ed al senato gli uffici di presidenza e in 15 minuti possono eliminare retroattivamente i vitalizi agli ex-parlamentari del passato.
    Nel frattempo la camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati dagli ex-parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private, ma non riceveranno più alcun vitalizio.
    Che facciano ricorso e vediamo cosa dice la corte costituzionale.
    Come dicevo, la camera ed il senato hanno autonomia costituzionale di spesa e di regolamento, non è così per una legge dello stato dovesse applicarsi anche solo all’interno del parlamento sulla quale la corte costituzionale è più libera di agire.

    3)una riforma costituzionale elimina i vitalizi degli ex consiglieri regionali e in vista magari di una sentenza negativa della corte al punto precedente prevede l’abolizione retroattiva di ogni vitalizio anche per gli ex-parlamentari.

    Per quanto riguarda il punto 3, è inutile dire che il treno è già passato, che i rottamatori sono andati alla guerra con una riformicchia costituzionale che oltre a devastare l’impianto precedente illudeva di ridurre le spese dei partiti nelle regioni, norma comunque aggirabile dando rimborsi a singole persone ed in ogni caso senza incidere minimamente sui vitalizi.
    Cioè paghiamo 500 milioni annui degli ex parlamentari e quindi riduciamo i costi della politica eliminando la politica e portando i senatori ad essere 100 invece che 315.
    Benvengano 100, in svizzera c’è una delle due camere che ne ha di meno di 100 ma c’è anche il proporzionale puro con l’assenza di sbarramento.
    Incomprensibile avere 630 deputati, creati per dare rappresentanza a tutte le parti politiche in molti territori e avere contemporaneamente sbarramenti che rendono impossibile una distribuzione razionale.
    Pagare meno i politici, e permettere ai politici di rappresentare tutte le istanze dell’elettorato senza che chi ottiene più voti sia giudice sulle delle istanze di chi ne prende meno appaltando idee e seggi ed eliminando chi ha avuto voti veri dal popolo.
    Abbiamo 500 milioni di euro in vitalizi, se c’è da fare un risparmio è da qui che si deve cominciare.
    Ma sarebbe ideologicamente sbagliata una riforma costituzionale come quella del punto 3 che guardasse solamente a queste spese pazze.

    Sbagliato guardare solo ai vitalizi dei politici e non anche a tutti quelli che hanno ricevuto favoritismi con il sistema retributivo, le doppie e le baby pensioni, chi riceve reversibilità (calcolate tra l’altro con il vecchio retributivo) senza nemmeno 10 anni di matrimonio o convivenza dimostrabile.
    La riforma costituzionale delle pensioni può anzi deve abolire tutto questo e farlo retroattivamente con una sola riga e poi alla seconda riga si scrive: “tutte le prestazioni pensionistiche sono calcolate con il sistema di calcolo contributivo. La legge stabilisce i criteri per l’assistenza a coloro i quali avessero problemi economici a seguito del nuovo ricalcolo retroattivo delle pensioni in essere tenedo conto di quanto versato durante la vita lavorativa e di quanto già ricevuto, tenendo conto delle trattenute già effettuate su quelle prestazioni ed eliminando ogni trattenuta futura da ogni erogazione pensionistica.”.
    Stop, le pensioni minime sono assistenza perché chi le riceve non ha versato molti contributi o non ne ha versato affatto, e pure quelle di vecchiaia.

     
  • giamps78 16:17 il 21 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pensioni dei giovani: Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista 

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    Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista sulle presunte pensioni dei giovani

    Il governo tenta di imburrarsi nuovamente i sindacati facendo una proposta “generosa” sulle pensioni future dei giovani.
    La proposta vedrebbe una pensione minima dopo almeno 20 anni di contributi essere di 650 euro, ai quali si aggiungono dei soldi per ogni ulteriore anno di contributo fino ad arrivare a mille euro.
    Intanto va subito chiarito un punto: Il problema non sono le pensioni future dei giovani, il problema è rappresentato da chi oggi riceve una pensione senza aver pagato i contributi.
    Stiamo parlando del 51% del totale della spesa pubblica.
    Serve una riforma, serve un taglio per fare in modo che i giovani ricevano una pensione sempre più a capitalizzazione, ovvero che i propri contributi servano per ricevere la propria pensione.
    E allora la mia proposta è semplicissima: Si prende la proposta fatta dal governo ed invece di applicarla alle pensioni future la si applica a qualsiasi pensione in essere.
    Ovviamente chi non ha versato almeno 20 anni di contributi non potrà aspirare a portare la sua pensione minima a 650 euro.
    No perché adesso c’è la proposta di Berlusconi che è un noto splafonatore della spesa pubblica, che vuol portare a mille euro le pensioni minime, di chiunque anche delle vecchie pensioni oggi abolite ma che continuano ad essere erogate senza che chi le riceve abbia pagato contributi.
    Emblematico il caso del presidente dell’inps boeri che ha parlato di “anomalia, dicendo che ci sono 300 mila pensioni erogate all’estero e di queste meno del 10% ha più di 10 anni di contributi, ma la stragrande maggioranza di queste, circa 200 mila pensioni sono erogate all’estero (esentasse) a chi ha versato meno di 3 anni di contributi.
    Il costo complessivo di questa anomalia è quasi di un miliardo di euro all’anno.
    Non bisogna continuare a portare avanti gli stessi comportamenti di chi ci ha preceduto.
    Il governo gioca con il bastone e la carota cercando di corrompere di volta in volta le generazioni che si susseguono dando condizioni pensionistiche sempre più agevolate rispetto alle condizioni economiche ma allo stesso tempo sempre peggiori rispetto alle precedenti generazioni.
    Chi si fa fregare dall’imburrata governativa è responsabile tanto quanto lo stato di questa situazione economico-sociale che peggiora giorno dopo giorno anche se chi la constata tutti i giorni viene tacciato di gufaggine acuta.
    Il comportamento corretto è quello di chiedere per tutti i pensionati, presenti e futuri, le medesime condizioni, agendo quindi con un ricalcolo totale e abolendo i vitalizi, le doppie pensioni.

    E lo voglio riscrivere ancora una volta perché qualcuno ancora una volta ha chiesto ai pensionati di essere “generosi” con i giovani.
    Le cose stanno esattamente all’opposto!
    Smettiamola di divulgare menzogne…
    I giovani sono quelli generosi perché stanno pagando delle pensioni totalmente ingiustificate agli anziani.
    Non si possono ascoltare queste richieste di generosità fatte a chi sta prendendo soldi dai contributi versati dagli attuali lavoratori con regole che sono state abolite dall’ordinamento in quanto troppo vantaggiose.
    E ribadisco ancora una volta che non si parla di pensioni d’oro ma di chi ha ricevuto più di quello che ha versato.
    Si faccia una legge costituzionale dicendo: Chi ha ricevuto più di quello che ha versato subirà il taglio della propria pensione e in base al suo ISEE potrà ricevere una pensione minima che va da 500 euro a 650 euro a seconda del numero di anni di contributi.
    Esentasse, si intende.
    Si taglia la pensione e contemporaneamente si eliminano totalmente le trattenute.
    Così come nel calcolo precedente per verificare se si sono versati più soldi di quelli ricevuti si devono anche sottrarre le tasse versate, cioè le trattenute statali sulle precedenti erogazioni pensionistiche.
    Anzi, facciamola ancora più larga: Chi ha ricevuto 100 mila euro in più di quanto ha effettivamente versato avrà una pensione minima da 500 euro.
    Ovviamente si deve fare un conto tenendo presente nel calcolo anche i vitalizi, le doppie pensioni etc etc.
    E tutti i soldi risparmiati potrebbero finire in una detassazione del cuneo fiscale lato azienda senza distinzioni tra giovani lavoratori, 55° enni, ricchi, poveri.
    Se si dice che il taglio è del 3% allora è del 3%.
    In questo modo aumenterà l’occupazione ed aumenteranno anche le entrate fiscali e le entrate dell’inps perché i nuovi assunti pagheranno i contributi( non come le renzate delle detassazioni una tantum).
    Aumenteranno le entrate fiscali e si potrà procedere ad ulteriori detassazioni diminuendo i soldi dati come assistenza e puntando ad un periodo di deflazione con il prodotto interno lordo che però aumenta.
    Le maggiori entrate dell’inps, circa 40 miliardi di surplus, non vengono quindi regalate ai poveri, i veri poveri sono quelli che devono ancora nascere e si ritrovano con 50 mila euro di debito pubblico “a testa” , “sulle spalle”.
    Quei 40 miliardi l’inps li darà a cassa depositi e prestiti che farà investimenti, si cioè attenzione, non investimenti a fondo perduto ma con un piano ESCO, in modo da diminuire i costi producendo un guadagno che permette di restituire tale cifra.

    Ovviamente questi sindacati sono contrari a questa impostazione perché la maggior parte dei loro iscritti sono quelli che hanno avuto tanti privilegi ed hanno utilizzato a man bassa ogni singolo articolo di legge che permettesse di ottenere pensioni più alte.
    In questo senso non c’è differenza tra il berlusconismo ed il sindacalismo di chi si professa di sinistra.
    Sinistra come parola aleatoria da sventolare ipocritamente per fare bella figura, ma nei fatti si applicano comportamenti che fanno marcire le fondamenta della cosa pubblica, portando poi all’eliminazione di ogni diritto per le future generazioni.
    io ritengo invece che non vi sia differenza tra chi ha versato 30 anni di contributi ma ha già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quelli che ha versato e chi ha oggi la pensione minima a 500 euro senza avere i 20 anni di contribuzione richiesta alle future generazioni come indispensabile per essere pensionati.
    Questo significa che in futuro ci saranno persone che hanno 15 anni di contributi che non avranno pensione, e oggi c’è gente che ha magari solo 3 anni di contributi che si lamenta di ricevere solo 500 euro.
    È chiaro che siamo di fronte ad una disparità clamorosa tra passato, presente e futuro e poi arriva qualcuno che vuole portare a mille quelle 500 euro!
    Assurdo.
    Vadano a vedere le statistiche dei “pensionati” negli altri paesi del mondo…
    Chiaramente prendere 500 è molto meglio di prendere zero!
    Negli altri paesi ci sono fette di ottantenni senza pensione e questi non rientrano nelle statistiche perché non sono considerati pensionati visto che il sistema funziona a capitalizzazione o risulta essere comunque privatizzato….
    Tra parentesi la proposta governista non tiene nemmeno conto delle buste arancioni spedite dall’inpa dove si dice che se qualcuno va in pensione 3 anni prima ha una riduzione che va dal 30% al 40% della sua pensione, questo in futuro, con il sistema retributivo, quindi bisogna cercare di capire come sarà possibile attuare la loro proposta.
    Inoltre la loro ape social elude alla grande il meccanismo che ci sarà in futuro.
    Però bisogna chiedersi come mai a 61 anni si può andare in pensione mentre Nello stesso momento l’inps ricorda che bloccare l’età pensionabile rispetto all’aspettativa di vita ha un costo.
    Forse che la causa dell’innalzamento dell’età sono proprio tutti i prepensionamenti fatti in questi anni?
    E quelli che vanno con l’ape social avranno quei 6 mesi in più da lavorare visto che sarebbero andati in pensione dopo il 2019?
    Certo che no!
    Ovviamente boeri non dice nulla sulla mancata copertura di questi prepensionati, ne di quelli precedenti!

     
  • giamps78 10:29 il 18 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: adeguamento, , , ,   

     

    Nei mesi passati ho spiegato a più riprese i motivi che mi portano a ritenere sbagliata la formulazione della legge “richetti-di Maio” per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari.
    La corte costituzionale quasi sicuramente boccerà questa legge.
    Ma ora mi viene in mente l’unica possibilità per fare in modo che la corte ne permetta invece l’applicazione eliminando questo privilegio.
    C’È stata una modifica della costituzione con l’introduzione del pareggio di bilancio, che ribadisco nulla ha a che fare con il fiscal compact.
    Se si vuole fare una metafora con una persona sovrappeso che si ingozza, applicare il fiscal compact significa stringergli la cinghia mentre quello continua a mangiare, mentre il pareggio di bilancio lascia ferma dov’è la cinghia ma punta ad evitare che continui ad ingozzarsi e gli si dice che può mangiare quanto vuole ma senza aumentare il peso di un solo grammo.
    Se fa attività sportiva e dimagrisce qualche kg, che nella metafora significa se c’è un taglio della spesa pubblica, si può mangiare e ritornare allo stesso peso precedente.
    Altra metafora è il peso in base all’altezza, ma tutti sanno che ad un certo punto si smette di crescere, e sperare nell’aumento del prodotto interno lordo per far crescere il debito risulta totalmente assurdo.
    Difatti come ho spiegato altre volte è l’inflazione ad essere volano di debito pubblico e della pseudo crescita del PIL, ma l’inflazione è inversamente proporzionale alla quantità di debito, è più alta dove il debito è più basso e più bassa dove il debito è più alto.
    Ritornando nell’argomento principale, in questi ultimi anni c’è stata una modifica della costituzione: Il pareggio di bilancio inserito in costituzione.
    Questo potrebbe essere un puntello fondamentale davanti ai giudici della corte: Quando la camera dei deputati ha ordinato che vi fossero dei vitalizi per gli ex-parlamentari non ha indicato alcuna copertura finanziaria.
    Quando poi alla legge richetti-di Maio è stato chiesto un parere alla ragioneria dello stato ci sono voluti mesi per una risposta.
    Ma se una legge del passato non contiene alcuna copertura finanziaria, può oggi essere considerata costituzionale?
    Io credo di no, ma la corte viene chiamata a dibattere non sulla vecchia legge mancante di coperture, per decidere se è ancora costituzionale ma sarà chiamata a dibattere su una nuova legge che taglia “retroattivamente” gli effetti di una precedente legge che però  non è stata dichiarata incostituzionale.

    È una norma di civiltà stabilire che un vitalizio, grazie al pareggio di bilancio inserito in costituzione, non può più essere erogato, perché quello crea debito al 100% e la costituzione non lo consente.
    Ho messo tra virgolette la parola “retroattivamente” perché la norma totalmente retroattiva chiederebbe indietro tutti i soldi ricevuti negli ultimi decenni.
    Il fatto che non si chieda indietro nulla ma che semplicemente si dica “da oggi non ricevete più nulla” è già qualcosa di diverso.
    La legge di oggi stabilisce che da oggi non si erogano più i vitalizi, dov’è la retroattività?
    Io non la vedo perché per me sarebbe più giusto andare a requisire 10 miliardi di euro ottenuti tramite i vitalizi da tutti gli ex parlamentari e dai loro successori.
    Ma questo evidentemente non si può fare, questo si è un diritto acquisito.
    Il 24 di ottobre la corte costituzionale dovrà esprimersi sul provvedimento che ha annullato il mancato adeguamento delle pensioni rispetto all’inflazione, una sentenza che potrebbe costare allo stato italiano qualcosa come 50 miliardi di euro, difatti più passano gli anni e più questi soldi “dovuti” ai pensionati aumentano anche in relazione ai successivi mancati scatti progressivi.
    Ha ragione la corte nel dire che se c’è una indicizzazione questa va rispettata, sia per i ricchi che per i poveri.
    dunque sarebbe stata meglio una riforma che ricalcolasse tutte le pensioni con il contributivo alle quali poi applicare il corretto adeguamento.
    L’inps ha detto che alcune pensioni dei dirigenti ricalcolate con il contributivo sarebbero addirittura più alte,io credo proprio di no perché evidentemente prima di effettuare il ricalcolo dal monte contributi va  sottratto quanto effettivamente ricevuto in questi anni.
    Il taglio medio sarebbe del 55%, ovviamente poi si fa come nel resto d’Europa: Si eliminano le trattenute statali.
    Quindi pensioni più basse ma senza trattenute, questo consente di avere anche un risparmio sulle pensioni erogate all’estero per le quali già oggi non sono previste trattenute.
    Se invece di erogare 100 a chi non ha versato abbastanza contributi e di questi 100 supponiamo 40 vanno in trattenute statali, si eroga 40 senza trattenute si passa da 60 ricevuti effettivamente a 40, alla quale si applica il giusto adeguamento all’inflazione.
    Ma c’è però un punto sul quale la corte dovrebbe ragionare:
    La vecchia previdenziale retributiva legge fatta dalla democrazia cristiana e dal pentapartito non ha coperture finanziarie.
    È vero che tale legge non è più in vigore ma i suoi effetti continuano ed hanno portato all’elevato debito pubblico e ad un costo complessivo  per le pensioni che va oltre il 50% del totale della spesa pubblica italiana.

    Siamo di fronte ad una legge che non è più costituzionale attualmente perché agisce sulle uscite che però devono essere pari alle entrate.
    Di solito se la costituzione cambia allora tutte le leggi che non rispettano la costituzione devono essere adeguate.
    D’altra parte questo è stato da sempre il lavoro della corte costituzionale.
    Non è che di fronte al giudizio di costituzionalità di una legge ordinaria palesemente incostituzionale si è andati a vedere se tale legge fosse in vigore da prima dell’entrata in vigore del singolo articolo della costituzione o dell’intera costituzione.
    Se una legge ordinaria del 1930 risulta incostituzionale, risulta incostituzionale rispetto all’attuale costituzione e non rispetto allo statuto albertino o alla costituzione del 1948…
    Parlando poi di diritti acquisiti va precisato che chi riceve vitalizi o pensioni retributive non ha versato denaro o se l’ha fatto ha già ricevuto di più di quello che ha dato.
    Tagliare una pensione retributiva non significa dunque togliere qualcosa che appartiene a tali persone ma evitare di dare qualcosa che non appartiene a tali persone che viene indebitamente versato, anzi in questo caso “debitamente” visto che va a finire nel debito pubblico che poi un domani qualcuno deve rifinanziare pagandoci pure gli interessi e che sarà impossibile da estinguere.
    Ma se costoro hanno un diritto acquisito, non hanno un diritto acquisito pure quelli che oggi versano i contributi  che poi vanno a finire nelle loro tasche?
    Diritto acquisito in epoca repubblicana significa che chiunque  può arrivare a goderne, ma non è questo il caso visto che le future generazioni non avranno quelle condizioni ma oggi sono costretti a pagare per dare soldi a quelli che oggi mantengono inalterate quelle condizioni.
    Sarebbe diritto acquisito de valesse anche per il futuro, ma per tutti mica solo per costoro che rappresentano il passato.
    Sarebbe diritto acquisito se quei soldi che ricevono appartenessero effettivamente a loro e non fossero invece obbligatoriamente versati dagli attuali lavoratori.
    Se avessero versato 100 guai a chi tocca quei 100, pensioni d’oro o non pensioni d’oro.
    Ma avendo versato 10 e ricevendo 100 hanno già ricevuto più di quello che hanno versato.
    Sono soldi che appartengono ad altri,sono soldi che appartengono alla collettività, non può essere un diritto acquisito.
    Altrimenti anche il re d’Italia dopo il referendum del 1946 avrebbe dovuto rimanere in carica fino alla sua morte,essendo un diritto acquisito il trono.
    E la costituzione non avrebbe potuto requisire i suoi diritti civili e politici oltreché le sue proprietà.
    Se si sono tolti i diritti civili al re allora si possono togliere le pensioni retributive ed i vitalizi ai parlamentari ,da subito,a tutti.
    Ma non si può essere alternativamente un giorno per la cancellazione del pareggio di bilancio in costituzione e un giorno per usare tale pareggio di bilancio per togliere i privilegi.

     
  • giamps78 18:57 il 13 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , età pensionabile,   

    La truffa delle pensioni e la fine dello stato italiano 

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    Quella sull’aspettativa di vita che aumenta e che porta all’aumento di altri sei mesi dell’età pensionabile è una bugia,una menzogna.
    Questo è il prezzo che le future generazioni pagheranno alle tanto aggressive quanto inutili politiche renziste degli ultimi anni.
    Soldi regalati come nel caso delle 14° ai pensionati, quella che hanno chiamar APE sociale ovvero un prepensionamento indiscriminato, crisi aziendali risolte a costo dello stato con altri prepensionamenti…
    Bonus a destra e bonus a manca come i 500 euro ai 18° per comprare porcate senza far sapere loro che quando saranno anziani avranno sulle spalle un debito pubblico di quasi 4 mila miliardi di euro (anche se l’euro molto probabilmente sarà sparito dalla faccia della terra) e andranno in pensione a 75 anni.
    Peccato che come ho già scritto la settimana scorsa, abbiano già alzato numerose volte l’età pensionabile senza dire nulla a nessuno.
    L’inps dica in base a quale legge ha diminuito i coefficienti di trasformazione per la parte contributiva dal 31 dicembre 2015.
    Adesso si inventano che mancano 1,2 miliardi per evitare questo innalzamento di 6 mesi, che truffatori.
    Siamo di fronte all’ennesima frode, diminuiscono le pensioni future aumentando inoltre l’età pensionabile e nel mentre regalano quattordicesime, fanno prepensionamenti sistemici e poi hanno il coraggio di dire che la causa è l’innalzamento dell’aspettativa di vita.
    No, non è così perché fino a 12 mesi fa dicevano che nel 2019 l’età pensionabile legata all’aspettativa di vita sarebbe diminuita di 6 mesi in quanto nel 2016 c’era stata una diminuzione di tale aspettativa rispetto al 2015.
    Se i numeri non sono opinioni è dunque falso il documento dell’inps che ha già calcolato la progressione dell’aspettativa di vita dei prossimi 30 anni.
    La verità è che il sistema non sta in piedi e questi politicanti nonché i vari dirigenti dell’inps lo sanno e fanno buon viso a cattivo gioco.
    Si alza l’età pensionabile non perché aumenta l’aspettativa di vita ma perché l’erogazione complessiva delle attuali pensioni è la più alta del mondo.
    Centinaia e centinaia di miliardi di euro erogati, a causa del il sistema retributivo che è ancora in vigore per le pensioni del passato.
    Questa è la causa principale del basso tasso di occupazione in Italia, il danno e la beffa…
    dei privilegi dati e difesi a beneficio di chi magari non ha versato un solo euro di contributi o a chi è andato in pensione a 39 anni, che grazie a questo governo ora magari avrà pure la quattordicesima.
    Questa è la giustizia dello stato della repubblica italiana!
    Ma arriverà anche un domani, e in quel domani non sarà più possibile corrompere i pensionati mentre viene svenduto alle multinazionali il futuro delle generazioni a venire.
    E in quel momento, senza questa corruttela pubblica e mediatica vedremo su quali basi si poggerà lo stato della repubblica italiana e vedremo le sue forze dell’ordine ( che vanno ancora in pensione con le vecchie regole) riusciranno a contenere l’ondata di odio scaturita da chi si sentirà truffato dai soliti furbetti amici delle multinazionali capitaliste.

    E in quel momento per pagare i creditori del default si faranno i conti
    I conti veri,quelli che oggi non si vogliono fare bisognerà farli domani e retroattivamente.
    Invece il sistema pensionistico corretto funziona per categorie, ha i fondi differenziati a seconda della tipologia di lavoro, ha la classe dei pensionati con una propria aspettativa di vita ragionando per classi d’età.
    Se uno specifico fondo , ad esempio quello degli impiegati pubblici è in rosso si alzerà l’età pensionabile solo a loro e solo a loro si aumenteranno i contributi da versare.
    È così che avviene il riconoscimento dei lavori usuranti all’interno dello stesso fondo che per forza di cose avrà l’aspettativa di vita più bassa e quindi di conseguenza l’età pensionabile più bassa.

     

     
  • giamps78 09:37 il 12 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Modifica dell’interpretazione della legge sul trattamento dei dati personali 

    All’atto della sottoscrizione del consenso non si dovrebbe in ogni caso intendere che quei dar diventano proprietà intellettuale di chi li raccoglie.
    Cioè a dire: Non c’è nulla di male se facebook, google, twitter o altri propongono pubblicità  agli uenti utilizzando i loro dati personali,ma tali dati non devono essere passar gratuitamente o a pagamento a terzi, o a terze parti, senza il consenso dell’utente.
    L’utente quando dà il consenso al trattamenti lo dà alla singola azienda.
    Se quei dati vengono girati ad altre aziende è una chiara violazione del consenso.
    La singola azienda ha ricevuto tale consenso, non invece le altre alle quali tale consenso è totalmente mancante.
    Quindi il modulo con l’autorizzazione al trattamento deve contenere un’altra opzione ,quest’ultima facoltativa, che permetta all’utente di negare il permesso alla cessione conto terzi dei suoi dati, che permette cioè a chi fornisce un servizio di ottiene il consenso totale al trattamento di tali dati di poterli quindi cedere ad entità terze senza un ulteriore consenso dell’interessato.
    Inoltre,se qualcuno acconsente e l’azienda vende quei dati ritengo che una parte dei soldi debba finire anche a chi di quei dati ne è il vero possessore, ovvero l’utente iscritto.

    P.S. 20 luglio: Il garante ha risposto alla mia mail.

     

    Gentile Utente

    con riferimento alla Sua email sotto riportata, Le rappresentiamo che questa Autorità ha più volte ribadito come non possano considerarsi legittimi i trattamenti dei dati personali quando, al momento della prestazione del consenso, gli interessati non siano stati posti in condizione tale da poter esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte e le proprie determinazioni in merito (ex multis: provv. 22 febbraio 2007, doc. web n. 1388590; provv.  12 ot-tobre 2005, doc. web n.  1179604; provv.  3 novembre 2005, doc. web n. 1195215; provv. 10 maggio 2006, doc. web n.  1298709; provv. 15 luglio 2010, doc. web n. 1741998)

    Il Garante peraltro, con orientamento costante e consolidato, ritiene che quando il titolare abbia richiesto un solo consenso (c.d. consenso unico) per una molteplicità di eterogenee finalità del trattamento, ovvero qualora la fornitura di un servizio venga subordinata alla obbligatoria prestazione del consenso al trattamento dei dati per fini promozionali o di profilazione (c.d. consenso obbligato), tale consenso non possa considerarsi liberamente e consapevolmente prestato (ex multis provv.  24 febbraio 2005, punto 7, doc. web n.  1103045; provv. 20 dicembre 2012, doc. web n. 22236

     
  • giamps78 11:25 il 10 July, 2017 Permalink | Rispondi
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    Immigrati: Italia gioca a scaricabarile con l’Europa, la proposta di Emma Bonino sbriciolerebbe Schengen 

     

    Vedo che Emma bonino ha tirato fuori l’uovo di colombo: Una direttiva europea del 2001 che permetterebbe di dare visti di 12 mesi ai migranti per permettere loro di passare i confini degli stati europei.
    Quella del visto temporaneo ai migranti è una proposta che feci 2 anni fa, ma il fine di questa proposta non era quella di per permettere ai migranti di passare il confine,era quella di legalizzarli temporaneamente in attesa del giudizio sulla richiesta di asilo pendente.
    Infatti se fosse applicata la proposta di Emma Bonino ci sarebbero delle gravi conseguenze e smetterebbe di esistere il trattato anche di shengen, anche per gli italiani oggi possono attraversare il confine per andare negli altri stati europei,sarebbe la fine della libera circolazione delle persone.
    quando ho fatto 2 anni fa parlavi di visto temporaneo ai migranti proponevo il dovere di firma quotidiana presso il luogo di allocazione.
    Cioè l’esatto opposto di quello che propone Emma Bonino.
    il mio ragionamento rientrava nell’ambito del reato di immigrazione clandestina, e dicevo che non lo si può applicare a chi non era a conoscenza di questa legge ma solo a chi già una volta è stato trovato sul territorio nazionale senza un permesso.
    Pertanto chi non avesse firmato e fosse fuggito cercando di attraversare il confine sarebbe stato fermato e rimpatriato, non in Italia, ma nel paese di origine.
    Ovviamente questo permesso temporaneo non si può dare a chi è recidivo e per la seconda volta entra in Italia clandestinamente.
    In quel caso scatterebbe il rimpatrio immediato.
    Questa storiella dei ricollocamenti negli stati europei non sta in piedi, visto che nella classifica delle richieste d’asilo l’Italia è sesta con 160 mila richieste contro le 700 mila richieste in germania.
    Questo significa che se ci fosse una redistribuzione equa a noi verrebbero distribuiti ulteriori migranti provenienti dagli altri stati europei, non il contrario come invece vorrebbero i politicanti italiani.
    La verità è che l’Italia ha effettuato solo 300 rimpatri, a fronte di migliaia di arrivi.
    Ma dal 2014 ad oggi coloro che hanno visto bocciata la richiesta di asilo sono centinaia di migliaia.
    Che fine hanno fatto queste persone?
    Uno dei grandi problemi della legge bossi-fini sull’immigrazione è rappresentato dall’uso dei “fogli di via”.
    Si consegna un foglio e si dice di allontanarsi dal territorio.

    Ma io non ho mai visto qualcuno che invece di sbarcare a lampedusa cerca di partire da Lampedusa perché avendo ricevuto il foglio di via cerca di tornare nel suo paese di origine.
    Il problema migranti è dunque per buona parte responsabilità dello stato della repubblica italiana i cui vertici giocano a scaricabarile con l’Europa che non ha alcuna responsabilità.
    L’Italia,come ho detto fin dall’inizio, doveva rivolgersi da subito all’organizzazione delle nazioni unite e non all’unione europea.
    E le nazioni unite avrebbero dovuto aprire uno o più campi profughi in ogni stato africano, all’interno dei quali accettare solo profughi di quel paese.
    E tali campi avrebbero dovuto avere lo status di ambasciate e attrezzati con aeroporti per trasportare i migranti nel campo profughi del proprio paese.
    Li in quei campi si sarebbe dovuta fare la prima accoglienza ed il riconoscimento, li si poteva chiedere lo status di rifugiato,li si veniva nutriti e protetti da intemperie e minacce varie.
    E lì terminavano i rimpatri di chi non aveva diritto di restare nei paesi europei.
    Tali campi profughi sarebbero dovuti aumentare di superficie man mano che nuove persone vi entravano allargandosi a macchia d’olio e togliendo territorio alla sovranità del singolo stato sul quale viene costruito.

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 09:40 il 8 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: autovelox, limite velocità, multe   

    Multe stradali: Usare un sistema progressivo non per fare cassa ma per educare 

     

     

    Trovo corretta l’intenzione di eliminare le indicazioni stradali che avvertono della presenza degli autovelox.
    L’automobilista è tenuto a rispettare i limiti ovunque, quindi non si capisce perché debba essere avvertito.
    Implicitamente gli si dice che può andare alla velocità che vuole dove non sono presenti autovelox e questo aumenta il numero degli incidenti e le morti.
    Bisogna invece puntare ad un modello virtuoso che non abbia come scopo quello di fare cassa mungendo l’automobilista ma che abbia principalmente uno scopo educativo.
    Ecco perché è sbagliato porre dei segnali stradali nei pressi di un autovelox ma è giusto far sapere all’automobilista che ha superato il limite senza per forza di cose fargli una multa ma semplicemente avvisandolo del suo comportamento e togliendo un punto alla patente.
    Il metodo delle multe progressive ha proprio l’intento di educare l’automobilista.
    Oggi il sistema non funziona perché la multa è la medesima indipendentemente dalla velocità, per cui uno che va a 100 km/h oltre il limite sente di rischiare quanto uno che va a 20 km/h oltre il limite, e questo favorisce i comportamenti indisciplinati.
    Se una strada ha un limite di 50 km/h chi va a 70 e chi va a 90 non meritano lo stesso trattamento ne meritano di pagare la medesima cifra.
    Chi va a 70 km/h cioè supera il limite di velocità di oltre 20 km/h non dovrebbe pagare denaro, dovrebbe perdere 2 punti della patente e pagare una multa solo quando è recidivo o finisce i punti della patente.
    1 punto in meno per chi va fino a 15 km/h oltre il limite, sempre senza pagare multe.
    Chi invece su quella stessa strada va a 100 km/h, cioè 50 km/h oltre il limite di velocità non merita solo una multa in denaro più consistente, ma almeno 10 punti in meno sulla patente,il che significa che se lo fa una seconda volta deve rifare da zero la patente e non potrà guidare finché non è riuscito ad riottenerla.
    Quindi a saldi invariati per le casse pubbliche ci deve essere un meccanismo che tenda a far rispettare maggiormente il codice della strada.
    Da punto di vista educativo, meglio un autovelox che funziona sempre, che non sia segnalato, ma che non fa multe in denaro a chi pur andando oltre i 50 km/h  resta sotto sotto i 70 km/h , ma che a tutti costoro toglie un solo punto della patente,avvertendoli ovviamente.
    Alla ventesima volta non avendo più punti scatterà la sanzione e dovranno rifarsi la patente.
    Un sistema di autovelox che ti avverta tramite sms in tempo reale del superamento della velocità  e che ti dica in quale via è posto l’autovelox non necessita quindi a maggior ragione di altre segnalazioni stradali.

     
  • giamps78 15:22 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli di elicotteri elettrici anti-incendio con idranti a pressione variabile 

     

     

    La velocità, la precisione e la quantità di acqua “sparata” dagli idranti determinano anche la capacità di spegnimento dell’incendio e sulle zone impervie ad esempio le montagne,nonché sui piani alti di un grattacielo, possono essere caratteristiche essenziali.
    C’È bisogno di un mezzo aereo che sia maneggevole e che possa essere utilizzato per spegnere gli incendi.
    Il mezzo giusto potrebbe essere un elicottero elettrico, dotato di idranti a pressione variabile.
    L’elicottero potrebbe funzionare grazie ad un motore elettrico ma ovviamente non può supportare un peso troppo elevato come ad esempio 10 mila Kg dovuti al peso d’acqua che si intende trasportare, altrimenti aumenta di pericolosità e perde di maneggevolezza.
    Pertanto si potrà sfruttare l’idrogeno che pesa 10 volte di meno dell’acqua e può essere messo sotto pressione all’interno di specifiche bombole, raffreddate tramite l’energia elettrica.
    Sull’elicottero dovrebbero esserci poi numerose membrane a scambio protonico (PEM) , che utilizzando l’idrogeno producono acqua ed energia elettrica.
    L’acqua verrà quindi creata in volo dalle PEM e l’energia elettrica verrà utilizzata per far funzionare l’elicottero.
    Ovviamente per ottenere quei 10 mila litri d’acqua da quell’idrogeno e farlo in breve tempo sarà necessario produrre una massiccia quantità di energia elettrica la maggior parte della quale non sarà utilizzata dall’elicottero in volo.
    Pertanto saranno necessarie delle super batterie in modo da non perdere quella massiccia quantità elettricità di energia elettrica.
    Inutile dire che se l’incendio è massiccio sarà necessaria una gigantesca capacità di idrogeno ma soprattutto delle batterie che devono godere dell’intercambiabilità.
    Il pieno di idrogeno teoricamente si fa in brevissimo tempo e questo può aiutare molto per evitare perdite di tempo durante l’emergenza.
    una volta che l’incendio sarà domato e l’elicottero tornerà in garage, l’energia accumulata dalle batterie potrà essere utilizzata dalle PEM dell’elicottero nel processo opposto, verrà utilizzata quell’energia elettrica per ricaricare le bombole di idrogeno.
    Al limite per compensare la forza esercitata dagli idranti durante le operazioni di spegnimento degli incendi potrebbe essere necessario montare degli stabilizzatori inerziali automatici ad esempio ad aria compressa.
    Inoltre la enorme precisione dovuta alla vicinanza di un elicottero all’obbiettivo,cosa non possibile utilizzando un canader, fa pensare che sia possibile  sganciare delle vere e proprie “bombe d’acqua” o dei materiali o delle polveri che possano fermare o contenere gli incendi.

     
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