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  • giamps78 11:19 il 7 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Le incongruenze di lega nord e movimento 5 stelle ed i profili di incostituzionalità del #fianellum 

    In tempi recenti, al tempo dell’italicum spagnolo quello prima maniera, quello famoso del patto del Nazareno che Alfano da ministro dell’interno è riuscito a far modificare nella lettura tra la camera ed il senato, mi ricordo che si parlava di una norma “salva lega”, cioè di permettere a chi avesse ottenuto un congruo numero di voti nei piccoli collegi spagnoli,arrivando magari come primi ma senza riuscire a superare lo sbarramento, evitando che tali forze politiche restassero fuori dal parlamento.
    Si parlava cioè di una eccezione allo sbarramento che non lasciasse fuori le forze locali.
    La stessa lega nord piu volte è rimasta sotto lo sbarramento, si pensi ad esempio nel 2001 quando ottenne il 3,9% dei voti, restando fuori dal riparto proporzionale della camera dei deputati dove entrò solo grazie ai collegi uninominali.
    Ecco, se si ripetesse nuovamente una situazione del genere, se cioè la lega not ottenesse questa volta il 4,9% dei voti, vincendo magari in 60 collegi uninominali, resterebbe completamente esclusa dalla rappresentanza,a differenza di quanto successe nel 2001.
    Quindi c’è sia la possibilità che un partito regionalista con collegi uninominali relativi sia sovra rappresentato,sia quella opposta in presenza di un proporzionale puro con sbarramento che non riesca ad ottenere nemmeno un seggio arrivando primo in molti collegi uninominali.
    Per non parlare di quando la lega Nord non era ancora nata e si presentò alle elezioni nazionali con i simboli di lega lombarda e Liga veneta e grazie all’assenza di sbarramento ottenne seggi che ne hanno consentito la crescita anche grazie ai soldi ricevuti ma anche grazie all’eco di un rappresentante eletto nelle istituzioni che fa campagna elettorale.
    Infatti il soprannome di “senatur” dato dal popolo all’allora segretario della lega lombarda si deve solo ed esclusivamente alla completa assenza dello sbarramento elettorale.
    Per quanto riguarda il movimento 5 stelle mi basta riportare quanto viene affermato nella proposta di legge Presentata nel 2014 dagli onorevoli Toninelli, cozzolino, dadone,d’ambrosio,lombardi etc etc, cioè la numero 2352:
    “Si è cercato di riprodurre di fatto uno sbarramento simile a quello in vigore in Germania (l’unico paese che ha uno sbarramento del 5%, il quale , tuttavia,non preclude l’accesso alla distribuzione dei seggi alle forze politiche che vincono tre collegi uninominali).
    Peraltro,dopo la sentenza n.1 del 2014 della corte costituzionale, uno sbarramento elettorale del 5%, da calcolare in un collegio unico nazionale ,specie se abbinato a circoscrizioni intermedie e a una formula elettorale selettiva quale quella che si adotta
    rischierebbe di risultare costituzionalmente illegittimo,in quanto produttivo di eccessiva distorsivitá.
    […]”

    Qui termina quanto riportato nella proposta di legge del movimento 5 stelle, che nelle righe successive continua trattando il tema delle preferenze e del voto disgiunto.

    Peraltro, come ho avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, la legge elettorale uscita ieri dalla commissione è incostituzionale anche per il singolare aspetto che riguarda “il passo del gambero” che i candidati fanno nelle liste.
    Infatti con la medesima “x” l’elettore esprime il proprio voto sia per il collegio uninominale, sia per il listino posto sulla destra.
    Quindi se l’elettore traccia una sola “x” sulla parte destra della scheda sopra ad uno dei candidati del listino plurinominale il voto viene assegnato automaticamente anche al candidato dell’uninominale che gli passerebbe davanti.
    Ad esempio una espressione di voto di questo tipo dovrebbe annullare il voto stesso.
    Anche nel caso di una sola “x” posta esclusivamente sull’unico contrassegno presente che viene assegnato a due distinte liste che sono tra loro concorrenti, ovvero lista proporzionale e lista uninominale infrange chiaramente il dettato costituzionale.
    Cioè manca la possibilità per l’elettore di esprimere una chiara e univoca volontà.
    La corte infatti ha sentenziato la possibilità di avere listini bloccati ma corti per avere conoscibilità dei candidati, ma il meccanismo che ho chiamato “passo del gambero” non lo permette affatto visto che le due liste,uninominali e proporzionali si mescolano a seconda del numero totale di voti ottenuti rispetto alle altre forze politiche, quindi a seconda dei voti ricevuti dagli altri partiti la lista viene numerata in un modo piuttosto che in uno diverso, ma non in base ai voti ottenuti da quel partito, in base ai voti ottenuti dagli avversari.
    Inoltre trattasi dei medesimi identici voti calcolati sia sull’uninominale che sul proporzionale.
    La corte ammette listini corti,anche se bloccati, ma dubito che potrà mai ammettere che la medesima ed identica “x” serva per creare un mix tra due diversi listini modificandone l’ordine.
    Ecco perché nei giorni scorsi ho proposto che i 220 collegi uninominali siano veri collegi uninominali relativi cin un vero scorporo elettorale, mantenendo inalterata la parte sinistra della scheda elettorale,magari aggiungendo le preferenze.

    Infine c’è un’altra palese incostituzionalità che riguarda l’emendamento del relatore fiano che a questo punto credo sia parte integrante della legge che permettendo assegnare a forze politiche concorrenti i seggi spettanti ad una forza politica nel caso in cui finiscano i candidati in lista.
    Non scrivo nemmeno il perché, credo che si capisca…
    Supponiamo ci siano ad esempio le tanto minacciate dimissioni di massa, il risultato finale sarebbe quello di dare seggi alle forze politiche che si vogliono avversare.
    La realtà è che qui ci avviciniamo sempre di più alla legge acerbo travestita, con i super nominati tanto pochi sono i candidati visto che si possono candidare sia sull’uninominale che nel proporzionale.
    Invece la proposta che ho fatto elimina la possibilità di candidarsi sia nel proporzionale che nell’uninominale, di modo che ci siano un numero maggiore di candidati e ci sia una vera selezione della classe dirigente,non una finta con la possibilità di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 08:36 il 4 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Se il movimento 5 stelle si immola per la patria avremo preferenze e voto disgiunto 

     

    1) collegi veramente uninominali
    I 3 saggi di movimento 5 stelle, forza Italia e partito democratico pare abbiano “blindato” i collegi uninominali.
    Non capisco bene che cosa questo possa significare, l’unico dato certo è la riduzione dei collegi da 303 a poco più di 200.
    In pratica il numero di collegi scende dal 50% al 33% e immagino che restante 17% sia proporzionale ma con lo scorporo e che serva per eleggere sempre nei collegi uninominali i migliori perdenti per riequilibrare quel 33% di maggioritario.
    Sarebbe logico, nel mattarellum c’erano il 75% di collegi uninominali qui solo il 33%, nel mattarellum c’era il 25% di proporzionale, qui solo il 17%.
    Quindi un maggioritario molto inferiore con uno scorporo che è molto più elevato che annacqua i collegi uninominali relativi.
    Questo immagino, che ci siano meno collegi uninominali ma che almeno siano veri collegi.
    Nel senso che sarebbe un mattarellum “al contrario” con 33% di collegi uninominali e 67% di proporzionale.
    Ma ovviamente non sarà così perché immagino che forza Italia e movimento 5 stelle non vogliano alcun collegio uninominale maggioritario e che quindi questi collegi rientrino in quel  meccanismo infernale preparato nei giorni scorsi, dove i candidati nei collegi uninominali finiscono sotto un listino bloccato proporzionale senza ottenere il seggio.
    Persone di buon senso non ci avrebbero pensato due volte nel ridurre si il numero di collegi ma di farli realmente uninominali e correrti da quell’ottimo scorporo che comunque lenisce fortemente quel maggioritario riportandolo quasi ad essere un proporzionale.
    Ed invece quelli che volevano far sapere agli elettori chi vince e chi perde la sera stessa delle elezioni finisce per non far sapere nemmeno chi viene eletto nei singoli collegi perché serviranno complicatissimi calcoli astrusi…
    Chiariamoci, non è che il maggioritario sopra descritto cambierebbe il senso della legge, infatti rimane tutto quanto l’impianto iniziale, a cambiare è solo l’astrusione dell’algoritmo forz’italiota che con la diminuzione del numero di collegi uninominali può e anzi dovrebbe essere uninominale relativo anche perché poi c’è un ulteriore 50% di proporzionale che corregge le eventuali distorsioni residue di quel 33% di collegi uninominali leniti dal 17% di scorporo.

    2) voto disgiunto, preferenze e coalizioni
    Facciamo finta che quanto descritto nel punto 1 sia realizzato.
    Abbiamo sulla sinistra il nome prestampato del candidato nel vero collegio uninominale supportato dal contrassegno e come nel fianellum sulla destra ci sono i nomi dei candidati nel listino bloccato.
    Evidentemente ancora non è possibile alcun voto disgiunto in quanto la “x” al momento è ancora una.
    Ma se al fianco di ogni candidato del listino bloccato si aggiungesse un piccolo contrassegno di partito e fosse possibile aggiungere una preferenza?
    Credo che sia una buona mediazione, forza Italia non vuole le preferenze ma vuole le coalizioni, il movimento 5″stelle non vuole le liste bloccate,non vuole le coalizioni ma vuole il voto disgiunto e le preferenze, il partito democratico vuole inveri collegi uninominali anche se sono annacquati dallo scorporo.
    Ma tutti e tre vogliono un premio di governabilità, che potrebbe essere interamente calcolato sui voti dati al contrassegno più grande,il contrassegno di coalizione, che affianca i candidati nei collegi uninominali.
    L’uninominale infatti sarebbe qui veramente maggioritario ma non sarebbe in grado di incidere realmente come numero di seggi assegnati, ma quello stesso voto può permettere l’assegnazione di un premio in seggi, calcolato sui voti proporzionali, se viene superata nel collegio unico la soglia del 40% di voti ottenuti sul simbolo che accompagna i candidati uninominali.
    Era la modifica chiesta dal movimento 5″stelle nel toninellum o legalicum che dir si voglia.
    In tutto questo la scheda elettorale rimane pressoché identica, l’unica differenza reale è che ci sono le preferenze anche per i nomi prestampato in scheda nella parte destra e ognuno di quei nomi viene affiancato da un piccolo contrassegno che serve per le preferenze ed il voto disgiunto , cioè in quello che oggi sarebbe un listino bloccato che permette alle segreterie di partito di nominarsi i parlamentari.
    Il movimento5 stelle deve decidere se immolarsi per la patria o tenersi una manciata di seggi.
    Infatti le coalizioni penalizzerebbero il movimento 5 stelle ma con le preferenze tornerebbero in parlamento persone che non sono nominate.
    È piu  importante l’interesse generale o quello particolare?

    A tal proposito, pur di avere dei veri collegi uninominali in quei 200 collegi si potrebbe pensare anche di aumentare la quota proporzionale con lo scorporo,di altri 15 punti percentuali, passando dal 32%  e sottraendoli dall’altra quota proporzionale che avrebbe così un numero inferiore di candidati e un minor numero di candidati nella scheda elettorale.

     
  • giamps78 16:12 il 3 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Rendere potabile il #fianellum mantenendo l’uninominale a predominanza proporzionale 

    La legge elettorale che partito democratico, forza italia e movimento 5 stelle si preparano ad approvare risulta altamente peggiorativo delle leggi attualmente in vigore(consultellum al senato e #italicum cassato alla camera).
    Non trovo un senso logico a quello che questi partiti stanno cercando di fare se non un unico obbiettivo comune: Eliminare le preferenze.
    Ora voglio dire una cosa basica, credo che sia l’abc della democrazia e dei sistemi elettorali.
    Se c’è un collegio uninominale e questo viene attribuito su base interamente e totalmente proporzionale, le preferenze risultano assolutamente indispensabili altrimenti non avrebbe alcun senso e a mio avviso sarebbe totalmente incostituzionale.
    In parole povere il collegio uninominale , quando è totalmente proporzionale necessita di almeno due se non anche tre candidati con la scelta da parte dell’elettore.
    Qui non si tiri in causa il sistema elettorale denominato “provincellum” perché è tutta un’altra cosa.
    Intanto prima di chiarire il ragionamento faccio una domanda di cui immagino la risposta:
    Cosa succede se due candidati su due distinti collegi uninominali posti all’interno del medesimo collegio plurinominale superano entrambi il 50% dei voti?
    In teoria sono a pari merito, quindi entrambi sono primi o secondi dentro la lista plurinominale ma uno di loro viene eletto come secondo e l’altro come quarto.
    Anzi,attualmente non c’è nemmeno questa eventualità perché sono assolutamente certo che ci sia un vuoto normativo ancora da sistemare, e questo pur non avendo letto la legge!

    Seconda domanda:
    Se un elettore volesse dare il suo supporto ad un candidato su una lista bloccata, del quale vede nome e cognome dove dovrebbe porre la “x”.

    Uno ovviamente è portato a rispondere che la “x” vada messa sul contrassegno di quel partito.
    È no! Risposta sbagliata.
    La medesima “x” assegna il voto sia al candidato dell’uninominale che del proporzionale e se viene superata la soglia del 50% il collegio uninominale può superare il candidato del listino bloccato.
    Ma il voto espresso cioè la “x” è la medesimo…
    INCOSTITUZIONALE,e non è la prima.

    Infine,ultimo punto che contiene anche una proposta per risolvere il problema precedente.

    Per fare un esempio si immagini la vecchia  legge elettorale della prima repubblica o si immagini l’attuale legge per le elezioni europee…
    Ci sono collegi molto grandi e liste di candidati molto lunghe e ci sono le preferenze.
    Se ora portiamo i collegi ad essere uninominali mantenendo gli effetti derivanti dalla ripartizione totalmente proporzionale non otteniamo liste con un solo candidato per forza politica che concorre con altri singoli candidati di altre forze politiche,sarebbe illogico.
    Otteniamo invece liste composte da due o tre candidati nei collegi uninominali per la stessa forza politica con i loro nomi prestampati in scheda nella parte sinistra della scheda elettorale prevista dal fianellum.
    E semmai ad esempio quel 50% previsto dal fianellum si utilizza in rapporto al numero totale di preferenze ottenute dai candidati della stessa forza politica non certamente rispetto ai voti totali ricevuti da tutti i contrassegni visto che il collegio non è maggioritario.

    Un collegio può anche essere uninominale e assegnato totalmente con il proporzionale, e quando dico totalmente proporzionale intendo senza soglie, senza seggi maggioritari, ma dovrebbe contenere le preferenze,ma non sui listini plurinominali, bensì sui collegi uninominali.
    Ma forse la domanda più sensata di oggi è questa:
    Come mai chi ha eliminato dall’ordinamento il sistema elettorale chiamato “provincellum” e sostituendolo con delle elezioni di secondo livello ora lo vuole utilizzare come sistema ideale,tra l’altro copiandolo male e senza ritegno osano affermare : “anche nel provincellum succedeva così”.
    Se portassimo il fianellum a livello provinciale non ci sarebbe più l’elezione diretta del presidente di provincia(dimenticavo che già l’hanno già tolta eppure la adoravano) e  sparirebbe pure il principio maggioritario nei collegi provinciali…

     
  • giamps78 21:25 il 2 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Ecco le modifiche per rendere potabile (e costituzionale) il #fianellum 

    Propongo qui 3 modifiche per migliorare l’intricatissimo sistema elaborato dai tre “saggi” del partito democratico, di forza Italia e del movimento 5 stelle, sistema che così com’è congeniato non reggerebbe nemmeno la prova del conteggio dei voti la sera stessa delle elezioni, figuriamoci la sentenza della corte.
    Questo giro si sono superati, hanno fatto una roba di una complessità assurda, e pensare che l’onorevole Paolo sisto diceva che altri sistemi erano complicatissimi, ma questo che lui ha contribuito s scrivere li batte tutti tanto che ogni giorno riscrivono la stessa legge e non riescono a venirne a capo nemmeno loro!
    Passiamo alle “semplicissime” modifiche, parto ovviamente dal maxi emendamento fiano che non ho potuto nemmeno leggere visto che i pdf della commissione affari costituzionali erano tagliati a pagina 1 e ora sono perfino spariti…
    Usando informazioni di terza mano sono riuscito a capire come funziona,o meglio, come non funziona!

    C’È il 50% di collegi uninominali ma sono maggioritari e relativi.
    Il primo che arriva vince.
    C’È un primo 25% di proporzionale che è collegato a quei collegi uninominali che funziona come il sistema tedesco, e quindi con lo scorporo sui seggi (o sui voti) ottenuti nell’uninominale.
    C’È un secondo 25% di proporzionale che volendo può utilizzare i medesimi identici voti usati nel primo 25% di proporzionale, ma a differenza dell’altro non ha lo scorporo.
    Il primo 25% fa eleggere i migliori candidati perdenti nei collegi uninominali esattamente come nello scorporo del mattarellum utilizzato al senato dal 1994 al 2006.
    Il secondo 25% fa eleggere i listini bloccati che saranno molto più corti di quelli presenti nel “fianellum” proprio perché il 50% di proporzionale è stato diviso a metà e quindi saranno ancor più riconoscibili.
    Ecco fatto….
    La ciliegina sulla torta: sbarramenti diversificati.
    Volendo le due quote di proporzionale possono avere sbarramenti diversi, portando magari all’8% lo sbarramento nella quota dove ci sono le liste bloccate e portando a zero (virgola zero) lo sbarramento nel 25% di proporzionale che contiene lo scorporo dei collegi uninominali, ma utilizzando anche un sistema di ripartizione dei seggi che favorisca le forze più grandi e tolga seggi ai più piccoli ma senza annientarli come fosse una bomba atomica

     
  • giamps78 14:47 il 2 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Forse non è chiaro che il fianellum è clamorosamente incostituzionale. 

    Forse non è chiaro…
    La predominanza dei seggi proporzionali su quelli uninominali è incostituzionale, a maggior ragione se ci sono le liste bloccate.
    Il problema non è solo il Prevedere che il candidato nel collegio uninominale entri come secondo piuttosto che come quarto rispetto ai seggi del collegio plurinominale.
    Certo,questo è sicuramente un problema perché significa trasformare di fatto il collegio uninominale in un prolungamento del collegio plurinominale, quindi c’è una prima incostituzionalità, che sia presente o meno il voto disgiunto, anzi a maggior ragione se ci fosse, sarebbe una pagliacciata ancor più grande.
    La corte è stata chiara,liste corte, conoscibilità dei candidati.
    E certamente questa prima criticità non collega il voto dato dall’elettore con l’eletto, e quindi non c’è il rapporto diretto.
    Ma poi c’è la seconda incostituzionalità, il porcellum al senato aveva gli stessi collegi di questo “fianellum” pseudo tedesco.
    Il porcellum del senato venne bocciato dalla corte per le liste bloccate troppo lunghe, ma qui il “fianellum” ha praticamente il 100% di liste bloccate esattamente come il porcellum,dato che qui l’uninominale è farlocco e dipende dai voti proporzionali e l’eletto nell’uninominale fa parte a tutti gli effetti del listino bloccato proporzionale, sia che entrasse come primo,sia che entrasse come secondo o come quarto farebbe parte in maniera mascherata della lista bloccata perché i seggi sono assegnati solo ed esclusivamente in base ai voti proporzionali proporzionali indipendentemente dall’aspetto riguardante la successiva predominanza.
    No no, in questo caso mi riferisco al fatto che se ad un movimento spetta un seggio questo seggio spetta solo ed esclusivamente in base al voto proporzionale degli elettori, quindi anche il collegio uninominale fa parte a tutti gli effetti del collegio plurinominale, indipendentemente dai voti ricevuti dai singoli candidati di collegio.
    Quindi non c’è solo il problema di eleggere prima o dopo il candidato dell’uninominale rispetto al listino plurinominale, con la predominanza di quest’ultimo, ma anche il problema ancor più grande che vede la piena condivisione dei seggi da assegnare calcolati solo sulla base del proporzionale.
    Oltre al fatto che come ho dimostrato ieri non ci possono essere 303 candidati eletti nei collegi uninominali, potranno essere di più o di meno, addirittura zero gli eletti nell’uninominale se vi fosse un risultato con 7 oppure 8 forze politiche di poco sotto al 15% di voti,anche se poco probabile.
    Il punto è che la corte ha bocciato il porcellum al senato che aveva i medesimi collegi del fianellum e aveva il medesimo numero di candidati nelle liste bloccate, cioè il 100%!
    Il fianellum ed il porcellum del senato sono identici per quanto riguarda le liste bloccate ed hanno i collegi identici,quindi anche il fianellum è clamorosamente incostituzionale.
    Se questo giro grillo si mette a fare il Berlusconi difendendo a denti stretti questa super porcata e il toninelli si traveste da brunetta, chi assumerà  questo giro le posizioni  il vero grillo ed il vero toninelli

     
  • giamps78 22:09 il 1 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Ecco perché il #fianellum è una porcata assoluta di livello astronomico! 

    Chi spiega all’onorevole cittadino Toninelli che non si può avere un sistema elettorale dove i collegi uninominali sono assegnati in base al risultato proporzionale e allo stesso tempo avere il voto disgiunto tra uninominale e proporzionale?!?
    Non è mica difficile da capire…
    Se è il voto proporzionale a far scattare il seggio bisognerebbe innanzitutto capire se questo voto proporzionale è basato sulle “x” ricevute dai contrassegni o se è basato sulle “x” ricevute dai candidati uninominali.
    Infatti non si può dire nel contempo entrambe le cose!
    Il voto disgiunto evidentemente divide in due parti la scheda e questo significa che i voti dati ai candidati nell’uninominale non sono voti che si possono conteggiare anche con voti proporzionali.
    Accade la stessa cosa per l’elezione dei sindaci: Se un elettore mette la “x” sul contrassegno il voto viene assegnato anche al candidato sindaco, salvo che non vi sia una seconda “x” su un diverso candidato sindaco.
    Ma se un elettore traccia una “x” solo sul candidato sindaco il voto non è calcolato nel proporzionale ma solo nel collegio uninominale che nel caso specifico è rappresentato dai confini comunali con l’elezione uninominale di una persona e cioè della figura del sindaco.
    Ma noi in questo caso non abbiamo un collegio uninominale maggioritario come per i sindaci,abbiamo collegi che dipendono dal voto proporzionale e quindi se un candidato dovesse anche arrivare primo superando il 50% come previsto dal maxi emendamento presentato dall’onorevole Fiano NON sarebbe ugualmente eletto se alla sua forza politica NON sono assegnati seggi proporzionali (se ad esempio resta sotto il 5% di sbarramento) o se pur superando lo sbarramento ha un numero di seggi proporzionali assegnati che risulti inferiore al numero di collegi uninominali vinti superando il 50%.
    Bisognerebbe poi analizzare  certamente l’astruso metodo di ripartizione utilizzato dall’onorevole Fiano per riuscire a far eleggere il 50% di rappresentanti nei collegi uninominali.
    Si perché oltre a tutto quello precedentemente affermato c’è un punto fisso: Devono esserci il 50% di eletti nei collegi uninominali!
    Questo lo hanno detto loro…
    Ma come si fa ad ottenere 303 eletti nei collegi non è ancora dato saperlo!
    Infatti par di capire che l’assegnazione del collegio uninominale sia una risulta del voto proporzionale ed i primi ad essere eletti sono quelli nel listino plurinominale!

    Quindi teoricamente si potrebbero avere zero eletti nei collegi uninominali e tutti gli eletti presi dai collegi plurinominali!
    Apro parentesi dicendo che questo non fa tornare i conti con il numero minimo di candidati da mettere in lista perché se tutti i candidati sono presi dai collegi plurinominali le liste di candidati devono essere raddoppiate nella loro lunghezza e questo trasforma la legge in incostituzionale come affermato dalla corte visto che sono listini bloccati!
    Chiusa parentesi…
    Ma poi c’è da interlacciare tutto con il numero massimo e minimo di candidati eletti nei vari collegi plurinominali che come dice la costituzione devono basarsi sul censimento ed essere a questo proporzionali.
    Quindi l’astruso sistema di ripartizione non  potrà creare una elevata differenza in un territorio tra numero di eletti e numero di abitanti.
    Quindi ricapitolando questo concetto: Potremmo avere zero eletti nei collegi uninominali, oppure potremmo avere 303 eletti nei collegi uninominali ma che abbiano ottenuto anche solo il 7% dei voti mentre chi in quel collegio ha preso ad esempio il 49% (o addirittura il 60% nel caso di assenza di seggi proporzionali) non risulta eletto.
    Il vero sistema uninominale proporzionale NON funziona così.
    Se viene superata la soglia nel collegio uninominale si assegna il seggio sempre e comunque, e c’è lo scorporo sui voti che sono serviti per ottenere quel seggio.
    Se la soglia non è superata si assegna il seggio proporzionalmente in un collegio plurinominale, ma una volta assegnato uno di quei seggi proporzionali questi permettono l’elezione dei candidati nei collegi uninominali che abbiano ottenuto i migliori risultati nelle rispettive forze politiche tenendo conto del rapporto tra numero di eletti e numero di elettori secondo il censimento.
    Questo significa che ci possono essere più eletti nei collegi uninominali,quindi magari 2 deputati su un collegio uninominale e si intende per preferenza la differenza di voti ricevuti tra candidati diversi della stessa forza politica in collegi uninominali differenti.
    Invece il progetto presentato in commissione ed il successivo maxi emendamento rappresentano un gigantesco pasticcio che non è possibile aggirare nemmeno introducendo una seconda scheda elettorale perché com’è noto nel mattarellum funzionava esattamente così  e c’erano le liste civetta.

    In conclusione non è possibile dire che ci saranno il 50% di deputati eletti nei collegi uninominali e dire contemporaneamente che c’è l’uninominale-proporzionale ovvero i collegi uninominali legati ai voti a livello nazionale.
    Salvo che non si ritorni al rosatellum, ovvero ai collegi uninominali maggioritari relativi o che si abbandoni l’idea del numero fisso di eletti nei collegi.
    Che poi sinceramente sia fianellum che rosatellum prevedevano il paracadute dei listini bloccari proporzionali per chi non fosse eletto nell’uninominale senza tener conto dei voti che quel candidato aveva preso in tale collegio.
    In particolare nella proposta fiano avremmo potuto avere zero candidati eletti nei collegi uninominali ma quegli stessi candidati eletti nelle liste bloccate dei collegi plurinominali!
    Una porcata astronomica.
    Ma perché in vece di ste menate non si prende il vecchio mattarellum in vigore al senato della repubblica e lo si estende anche alla camera dei deputati?
    Uninominale maggioritario secco con il 75% dei collegi, scorporo e assenza di sbarramento e collegi già disegnati.
    Scommetto che lo voterebbe anche Alfano!

     
  • giamps78 16:55 il 31 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    No agli ESBBS europei costruiti in modo da far aumentare lo spread tra i paesi membri 

    Non si deve assolutamente creare un debito comune europeo tramite dei bond comunitari che risultano essere fuori dal controllo degli stati nazionali e che va ad aggiungersi ai debiti pubblici degli stati nazionali.
    Non si deve ripetere l’errore di creare una seconda germania,in aggiunta alla germania già esistente, ma questa seconda guidata dalla commissione europea.
    Se così fosse l’unione europea tramite un bilancio europeo andrebbe a creare un debito in aggiunta a quello già esistente per gli stati membri penalizzandoli fortemente nel rifinanziamento del loro debito e all’Italia costerebbe carissimo perché evidentemente tra l’acquisto di un bond europeo e l’acquisto di un titolo di stato italiano si preferirebbe il primo e lo spread salirebbe ulteriormente portando ad altre riforme lacrime e sangue nel mentre la beffarda unione europea eroga denaro a pioggia in giro per il continente con l’intento di vincere l’antieuropeismo e creando questo nuovo debito europeo.
    Il solito tranello,il solito trabocchetto che fa leva sull’attuale assenza di debito europeo.
    E il circolo vizioso di sindacati,di imprenditori pescecane, di banchieri speculatori quando c’è da fare nuovo debito si buttano a capofitto.
    Domanda:
    Facendo fede su quale prodotto interno lordo si creerebbero questi bond?
    Su nessuno!
    L’unione europea è una somma di prodotti interni lordi e non ne ha uno proprio!
    Ed ognuno dei prodotti interni lordi dei paesi membri dell’eurozona ha un proprio rapporto con il proprio debito.
    Ergo non possono usare il nostro prodotto interno lordo per fare un debito senza che questo sia compreso nel nostro bilancio.
    nessuno te lo finanzia…
    La germania non ne vuol sapere di uniformare i tassi di interesse di tutti gli stati membri che adottano l’euro perché loro dovrebbero sborsare più quattrini.

    Siccome l’unione europea intesa come entità autonoma ha un prodotto interno lordo pari a zero in teoria avrebbe un rapporto debito sul p.i.l. Infinito, altro che il 134% dell’Italia!
    È evidente che ha bisogno delle garanzie degli stati membri per poter fare debito, perché sennò quel debito
    Così hanno elaborato questo escamotage per continuare ad avere bassi tassi di interesse sul debito tedesco e contemporaneamente alzare lo spread con il sud Europa tramite questi nuovi bond chiamati ESBBs.
    Cioè ci stanno nuovamente prendendo in giro…
    Infatti non puoi fare due debiti differenti utilizzando lo stesso prodotto interno lordo che poi è rappresentato dalla somma dei prodotti interni lordi dei paesi dell’unione europea.
    Sarebbe una moltiplicazione miracolosa!
    In confronto la leva finanziaria utilizzata da juncker per il suo piano di investimenti è una robetta da pidelli!
    Ma soprattutto chi e come pagherebbe gli interessi su questi ESBBS?
    Anche se fossero pochi ci sono e vanno pagati,quindi da qualche bilancio andranno presi quei soldi…
    Ma il bilancio dell’eurozona attualmente non esiste ed il bilancio della UE è formato da somme pagate dai singoli stati membri sui quali pende già un debito.
    Quindi questo significherebbe che, a norma di costituzione, ogni singola emissione di questi bond europei deve essere approvata da tutti i parlamenti degli stati membri,o in alternativa tutti gli stati membri modificano le proprie costituzioni cedendo una parte della propria sovranità in materia economica.
    Altrimenti non sarebbe incostituzionale…
    Diverso sarebbe se questo strumento non servisse per le mancette erogate dalla commissione Europea ma servisse invece per acquistare i titoli di stato invenduti, oppure se funzionasse con le medesime regole del quantitative easing diminuendo così lo spread con magari anche un ruolo della BCE nella stampa di nuove banconote.
    In questo caso gli interessi del bond dovrebbero essere pagati dai singoli stati, ma sarebbero collocati come bond ESBBS

     
  • giamps78 22:20 il 30 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini sbaglia,Berlusconi è peggio di Renzi 

    A settembre 2016 ci avevo beccato:

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Salvini dice “Renzi a casa” e dice no alla sua riforma costituzionale.

    Ma Berlusconi è la causa di questa riforma costituzionale, Brunetta, Verdini e Alfano sono la stessa cosa.

    Questa gente ha ingannato Renzi e lo hanno costretto a fare questa riforma costituzionale.

    Renzi è andato avanti facendo buon viso a cattivo gioco ma anche a luo questa riforma costituzionale fa veramente schifo, ma non voleva fare come D’Alema che si è fatto fregare anche lui da Berlusconi con la bicamerale.

    Sulla riforma elettorale, pure Renzi si era detto favorevole alle preferenze, ma il patto del nazareno ha consentito l’accordo tra apparati di partito.

    Se oggi Salvini si fida di forza italia e presenta una proposta di legge costituzionale che tra parentesi a me fa veramente schifo, farà lo stesso errore che ha fatto Renzi.

    Presidenzialismo e presenza del vincolo di mandato eliminano completamente la repubblica parlamentare.
    Poi che ci…

    View original post 1.170 altre parole

     
  • giamps78 18:09 il 30 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Vogliono continuare spartirsi la torta,una torta avvelenata, come tutti i pozzi del loro sistema politico 

     

    In pochi ricordano che in questa legislatura a Montecitorio è già presente una soglia del 4%.
    Il porcellum infatti aveva due soglie, il 4% alla camera e addirittura l’8% al senato.
    Sono solo due le forze politiche sono arrivate sotto tale soglia ma che grazie al superamento dello sbarramento di coalizione sono riuscite ad entrare lo stesso in parlamento: Fratelli d’Italia e sinistra ecologia e libertà e nessuna di queste due forze ha mai appoggiato il governo ma sono sempre state all’opposizione.
    Tutto il resto,tutti gli altri gruppuscoli parlamentari sono nati da partiti che hanno superato la soglia del 4% e che supereranno senza fatica anche quella del 5 o dell’8%.
    Quella specie di mercato delle vacche presente in questa legislatura con il record di cambi di gruppo nulla ha a che vedere con lo sbarramento al 5% e continuerà inesorabilmente.
    Chi vota per uno sbarramento non elimina i gruppuscoli parlamentari mai votati dagli elettori che si costituiranno in parlamento il giorno le elezioni, ma elimina una buona porzione della libertà di voto degli elettori.
    Gli apparati di partito o gli apparati di movimento,che sono dimostrati 100 volte peggiori di quelli di partito, tentano di arroccarsi nel palazzo credendo che i cittadini siano stupidi fino al punto di cadere continuamente in questa pantomima da cartelli sventolati in aula, questo orribile teatrino di incravattati che si autonominano ai vertici delle istituzioni e uccidono tutti gli altri.
    Vogliono spartirsi la torta,una torta avvelenata, come tutti i pozzi
    Il sistema politico è completamente marcio, comprese le nuove forze politiche che sono ancora più marce.

     
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