Progetto di riforma dell’elezione dei sindaci e dei consigli

Proposta di riforma per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in vista delle elezioni 2016, con l’inserimento delle primarie.

Il consiglio comunale è eletto su una singola scheda dove non sono presenti i nomi ed i cognomi dei sindaci.
All’interno di tale scheda non sono presenti nemmeno le coalizioni tra forze politiche, cioè ogni forza politica concorre in solitudine all’assegnazione dei seggi nel consiglio comunale.

Quest’ultimo viene eletto con sistema totalmente proporzionale,e senza alcuno sbarramento.

In una seconda scheda sono presenti i sindaci,ed al fianco del nome e del cognome di ogni sindaco compare un solo contrassegno elettorale.

Il candidato sindaco che otterrà un voto in piu degli altri diventerà sindaco in un unico turno, dunque senza ballottaggi.

Il sindaco non riceve alcuna fiducia/sfiducia dal consiglio comunale, possiede però un diritto di veto che porta la percentuale di voti in consiglio per poter modificare un testo presentato dalla sua giunta al 60%.

Mentre le decisioni e le circolari spettanti al sindaco, possono essere modificate dal consiglio se vi è la maggioranza dei 2/3 dei favorevoli entro un massimo di 30 giorni da quando tali decisioni e tali regolamenti sono adottati.

Non è applicabile il diritto di veto del sindaco sulla modifica dello statuto comunale e sulle decisioni che di norma sono espressamente di facoltà del consiglio comunale.

2 mesi prima delle elezioni, che lo ricordo sono sempre e comunque a turno unico, ci sono le primarie per la scelta dei candidati sindaci e dei candidati consiglieri, fatte nel medesimo giorno fatte su una sola scheda scrutinata e vidimata nelle apposite sezioni ufficiali, e non sotto i gazebo.

Tali primarie non sono obbligatorie, ma le firme raccolte per la partecipazione alle primarie possono essere sottratte alle firme necessarie per la partecipazione alle successive elezioni, in poche parole chi partecipa alle primarie ha già raccolto le firme e non deve farlo successivamente.
Le primarie però sono vincolanti per lo specifico contrassegno elettorale, cioè in una forza politica alle primarie vince tizio, tale forza politica non può 2 mesi dopo presentare sempronio.
Può però modificare simbolo e denominazione del proprio partito, ripresentare le firme e presentarsi alle elezioni con un candidato sindaco diverso.
Il candidato sindaco ha un solo contrassegno, che evidentemente potrà anche essere quello di coalizioni, pur non formandosi coalizioni in consiglio comunale in quanto ogni forza politica concorre in solitudine e senza ottenere premi di maggioranza.

Come si vede per la scheda di elezione dei sindaci c’è un modello uninominale in stile “mattarellum”, infatti le due schede sono identiche nella forma, quella usata dal 1994 al 2005 risulta identica a quella dell’elezione dei sindaci.
Il bilanciamento proporzionale è nella composizione del consiglio, mediato matematicamente dal diritto di veto del sindaco che ha delle primarie legali.
Un sistema equilibrato di pesi e contrappesi dove tutte le parti, maggioritarie e proporzionaliste trovano un beneficio reciproco e dove controllore e controllante sono separati realmente.

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