Updates from novembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 07:57 il 12 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    La Tessera per eliminare anche i 20 ed i 50 centesimi di euro 

    Aggiornamento e completamento della proposta sulla tessera che permette di non dare come resto monetine da 5 da 10, da 20,da 50 centesimi.

    La tessera potrebbe contenere due opzioni una prima che ho denominato “stop monetine” e l’altra denominata “solo banconote”.
    La prima opzione è quella che ho spiegato l’altro giorno, e serve per non dare resti sotto l’euro,ma continuando ad utilizzare le monete da 1 e 2€, e sarebbe attivata automaticamente per tutti quelli che usano la tessera.
    Ovviamente presso l’ufficio informazioni può essere disattivata dall’operatore semplicemente togliendo il segno di spunta,se il cliente ritiene di non volerla utilizzare più.
    L’altra opzione,quella denominata “solo banconote” deve essere attivata dal cliente,sempre presso l’ufficio informazioni (o magari tramite numero verde a risposta automatica)

    Questa opzione costituisce una ulteriore diminuzione della perdita di tempo rendendo più facile e veloce il processo di pagamento riducendo anche il lavoro dei cassieri.
    La prima opzione ha un debito massimo un euro,questa seconda ha come debito massimo 5 euro, metà potenzialmente a carico del cliente, l’altra metà potenzialmente a carico del negozio.
    Le casse in questo modo non erogheranno come resto le monete da uno e due euro.
    Facciamo un esempio di prima applicazione:
    Il cliente spende 48,85€, e la tessera al momento non contiene ne debito ne credito.
    Il cassiere vedrà tale cifra e il sistema indicando la cifra sottratta cioè 1,15€ chiederà al cliente 50 €.
    Abbiamo dunque il cliente che nella tessera vanta un credito un credito di 1,15.
    Lo stesso cliente si presenta nei giorni successivi e compie un acquisto di 37,40€ mostrando sempre la stessa identica tessera.
    Il sistema sottrae la cifra da pagare al credito contenuto nella tessera e ottiene come risultato 38,55€.
    Per arrivare a 40€ mancano ancora 1,45€ che finiscono nella tessera ma questa volta non più come credito ma come debito, del negozio verso il cliente.
    Una terza volta il cliente spende 47,55€, e mancano 2,45 € al raggiungimento dei 50€, ma 2,55€ ai 45€.
    avendo un cliente un debito di 1,45€,non pagherà 45€,ma 50€ e vanterà quindi un credito di 1€.
    Potenzialmente l’opzione permette un pagamento più rapido addirittura del bancomat e volendo si può applicare anche se il metodo di pagamento risulta essere il bancomat.
    Cioè a dire che il cassiere non deve stare tutte le volte a capire quale sia il metodo di pagamento, una volta passata la tessera tutto risulta automatizzato.

    P.s.
    Tengo a precisare che questo sistema non richiede una modifica hardware ma solo software.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Mi fa piacere che il governo abbia deciso di evitare la stampa di monetine da 1 e 2 centesimi di euro, che hanno un costo di fabbricazione superiore al loro valore e quindi non coniandoli di ottiene un risparmio di alcuni milioni di euro.
    Il governo ha deciso che il conto finale sarà arrotondato allo zero o ai 5 centesimi facendo l’arrotondamento alla cifra più vicina.
    Ma ben 10 anni fa io proposi una cosa semplice semplice che farebbe risparmiare molto tempo alle casse.
    Proposi di utilizzare quelle tessere che moltissimi negozi già oggi usano e poterci inserire il resto al di sotto dell’euro, cioè non solo le monetine da 1 e 2 centesimi, ma anche quelle da 5, da 10 e da 50 centesimi facendo in modo che i cassieri abbiano da dare solo il rimanente resto.
    In questo modo se ci fosse una spesa da 19,80 euro ed…

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  • giamps78 18:34 il 6 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Come migliorare te SEMPRE del 20% l’efficienza delle fuel cell ,non solo quando si usa la “marcia costante” 

    Caro lettore,

    la ringrazio innanzitutto per l’attenzione dimostrata alle nostre attività, che si sviluppano da oltre vent’anni.

    Ovviamente, in un pezzo giornalistico dove al tema gestione dei flussi di potenza ho potuto dedicare due righe non si poteva raccontare tutto, ma nei miei articoli del 2002 e 2004.

    Definition of energy management technique for series hybrid vehicles

    S Barsali, M Pasquali, G Pede

    International Electric Vehicle Symposium EVS-19, Busan, South Korea

    FC vehicle hybridisation: an affordable solution for an energy-efficient FC powered drive train

    G Pede, A Iacobazzi, S Passerini, A Bobbio, G Botto

    Journal of Power Sources 125 (2), 280-291

    che trova, insieme a molti altri sul tema, in google scholar, alla mia pagina, troverà che alcune delle sue intuizioni sono giuste (ed ampiamente dimostrato negli oltre 9 milioni di ibridi in giro per il mondo).

    Nel proptotipo URB-e 4.0, però, la potenza della FC è così ridotta che più che di “full hybrid” si dovrebbe parlare di range-extender, perché con 1 kW si può fare poco più che ricaricare da fermo, come accennato nell’articolo.

    Sperando che la lettura degli stessi le sia gradita,

    cordiali saluti,

    Giovanni Pede

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Mi fa piacere leggere che il centro di ricerca ENEA sta facendo l’aggiornamento del software sulla sua URBan car 4.0, che consentirà in determinate condizioni di avere un aumento nell’efficienza del 20%.
    In pratica quest’automobile è ibrida e funziona ad idrogeno ma ha anche un motore elettrico.
    Loro aumentano l’efficienza del 20% quando l’utente utilizza la marcia a velocità costante, in queste condizioni evitano di far passare la corrente elettrica attraverso le batterie e quindi ci sono molte meno perdite, infatti l’energia arriva direttamente al motore elettrico.
    Questo è molto positivo, ricalca grossomodo la mia proposta(vedi articolo intitolato “macchina del futuro avrà un motore endotermico a giri costanti”) per alimentare un motore elettrico, anche se evidentemente in quel caso non parlavo di celle a combustibile,anche perché l’idrogeno l’ho proposto di bruciarlo nel motore a combustione più che in una cella a combustibile.
    Ma rimanendo sul pezzo, a me sembra buono…

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  • giamps78 08:04 il 17 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anche quest’anno l’Italia cresce più di tutti, ma bisogna sottrarre l’inflazione al PIL! 

    anche quest’anno l’italia cresce più di tutti…ma bisogna sottrarre l’inflazione al PIL!

    Evidentemente altro fattore, che resta comunque nel solco del punto precedente, è la bassa disoccupazione, laddove è più bassa certamente ci può essere l’inflazione più alta sempreché non sia raggiunto il limite di saturazione prezzi-salari.
    E forse è proprio per questo motivo che in Italia c’è l’inflazione “quasi tedesca” solo in trentino alto adige.
    Perché a parità di moneta l’inflazione fa perdere competitività?
    A me sembra ovvio…
    All’aumentare dei prezzi aumentano pure i costi sostenuti da chi acquista quelle merci aumentate di prezzo, e dunque chiederà più soldi in busta paga per continuare ad avere il medesimo potere d’acquisto, ma più soldi significa maggiore costo anche del prodotto creato da chi vuole l’aumento salariale e così via.
    Tale prodotto aumentando di prezzi diventerà nella stragrande maggioranza dei casi (esclusi i beni di lusso) meno appetibile e chi avrà avuto l’inflazione più bassa guadagnerà competitività sistemica.
    all’aumentare dell’inflazione aumenta pure la spesa pubblica perché così come aumenteranno le remunerazione dei privati aumentano gli stipendi pubblici, che non risultano bloccati da spending review, e contemporaneamente aumentino le spese per gli investimenti pubblici e di tutta la macchina burocratica anche solo il costo esemplificativo dell’asfaltatura di una strada…
    E tutto questo porta con se altra inflazione, il che sarebbe tutto compensato dagli interessi sul debito, alcuni pagano 80 miliardi annui su 2’200 miliardi, altri pagano dolo 30 miliardi su un debito di 2’300 miliardi come avviene in germania.
    L’iperinflazione degli anni ’70 e ’80, e quella avuta all’entrata nell’euro nel 2002 (ma non rilevata dall’istat) ci hanno rovinato…
    Certo, l’aumento dell’inflazione può portare ad un più elevato aumento del prodotto interno lordo perché a parità di numero di merci acquistate se un bene costa l’1% in più sembra che il prodotto interno lordo abbia avuto una crescita mentre invece l’attività economica è la medesima ed anzi c’è stata una perdita di competitività, come appena spiegato.
    Ora è chiaro che sottrarre il prodotto interno lordo all’inflazione non è una grande operazione stilistica, anche perché il calcolo non risulta assolutamente preciso visto che l’inflazione per questo tipo di calcolo andrebbe calcolata in maniera differente.
    Ma tra il guardare solo il prodotto interno lordo senza considerare l’inflazione, come fanno attualmente gli economisti moderni,  e sottrarci l’inflazione magari sbagliata di una qualche frazione di punto, è certamente migliore questa seconda ipotesi, in quanto si avvicina di più alla realtà.
    Difatti basta prendere lo storico degli ultimi 40 anni,fare tale sottrazione e verificare con questa operazione consenta realmente di capire quando c’è stato accumulo di ricchezza nel paese( nei periodi nei quali il prodotto era superiore all’inflazione) oppure l’opposto.
    Ecco che dunque l’Italia in questo 2017 ha una crescita della ricchezza dello 0,4% che va confrontata con gli altri paesi europei.
    Si verificherà dunque che c’è un motivo se l’Italia contemporaneamente aumenta le vendite nell’area euro e diminuisce le esportazioni fuori dall’unione europea.
    Da una parte c’è la stessa moneta con l’aumento ,anche se piccolo, della competitività.
    Dall’altra parte l’euro di rivaluta del 10% sul dollaro…

     
  • giamps78 09:21 il 16 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il QE della BCE è un “muro di Berlino finanziario” che divide socialismo democratico dal capitalismo internazionale 

    C’È un muro di Berlino che corre lungo l’Europa, che riguarda la stampa di banconote e precisamente la proprietà di queste banconote.
    Questo è il principio base che poi si evolve in economia assumendo solo successivamente le varie forme distorte e la retorica sulla cattiva politica, sui sistemi elettorali, sulle tasse.
    Immaginare una banca privata “indipendente” a capo dell’economia di un intero continente, che si pone al di sopra dell’economia e delle costituzioni repubblicane, senza che queste ultime siano aggiornate a tale potere e non invece ignorando questo potere e de costituzionalizzando il denaro , la sua creazione, la gestione dei prestiti e affidando il tutto ad una sola entità(peraltro non eletta a suffragio universale), il mercato “libero”, è un insulto non agli economisti, ma al cervello umano e alla materia grigia.
    Qui c’è la forza del capitalismo, se non si fosse capito, ed è per questo che si parla di muro di Berlino.
    Ovviamente stampare le proprie banconote non prelude alla finanza allegra, all’assenza di regole di bilancio, quelle devono esserci così come l’austerità, altrimenti la moneta affonda, ma questo è un altro discorso.
    Partiamo dunque dal principio dell’economia: La proprietà delle banconote.
    Da una parte del muro c’è chi ha l’ideologia della banca centrale o federale privata, all’interno della quale neppure gli organi giudiziari possono indagare, e l’ideologia di una società fondata sulle ricchezze private che si ritengo essere proprietarie di tutto, anche degli stati.
    Ovvio che chi porta avanti questa ideologia rifiuta che una banca centrale possa acquistare titoli di debito emessi dagli stati.
    È un insulto il solo pensare che gli stati possano essere “aiutati” dalla grande banca centrale privata.
    Invece nessun lamento quando tale banca stampa soldi e li “regala” ad altre banche private per acquistare quello stesso debito pubblico emesso dagli stati, ovviamente sarebbe sbagliato ugualmente ma diventa giusto perché le banche private lucrano sugli stati attraverso i tassi di interesse e quindi diventa automaticamente giusto.
    Dall’altra parte del muro c’è chi dice che ogni singola banconota che viene stampata dalla banca centrale appartiene agli stati, che dunque usare quei soldi per l’acquisto di titoli pubblici risulta essere comunque una forzatura, quei soldi appartengono già agli stati che hanno creato quella moneta tramite i trattati, e dunque a quegli stati dovrebbero essere dati senza passare per l’acquisto di debito.

    Ma in ogni caso si può soprassedere, nel senso che se gli interessi derivanti da tali denari sono poi restituiti agli stati ,come accade nel QE di questi ultimi anni, allora dal punto di vista logico matematico e concettuale diventa la medesima cosa anche dal punto di vista degli effetti.
    Diventa la stessa cosa fino ad un certo punto, perché poi si arriva alla seconda parte del ragionamento, la mancata tenuta del sistema che sta dall’altra parte del muro causata dall’impossibilità di stampare banconote.
    Intanto come scritto in precedenza, se la bce non può stampare denaro per acquistare titoli di stato, come fa notare la corte costituzionale tedesca rivolgendosi all’alta corte di Bruxelles, niente vieta alla BCE di dare i soldi appena stampati direttamente agli stati, così come ha dato quei soldi alle banche private ad interessi al costo del denaro, ovviamente senza acquistare titoli, ma come semplice prestito.
    Ma la seconda parte del ragionamento sul “muro di Berlino finanziario” si basa sul lungo periodo, l’estinzione delle attività economiche da parte degli stati che hanno banche centrali o federali che rifiutano di entrare nell’economia.
    In pratica la crisi finanziaria cominciata nel 2007 non ha insegnato nulla e continua a non  insegnare nulla a certi balordi che evidentemente hanno ben altri interessi economici e vogliono demolire  l’Europa che i loro padri hanno costruito per svenderla a qualche multinazionale che vuole la nostra sovranità.
    E si sbagliano di grosso….
    Dall’altra parte del muro c’è stato annichilimento nel constatare che l’unica strada per evitare il disastro economico era la stampa di banconote.
    Ci sono rimasti male nel veder scoppiare le loro bolle speculative e nel veder crollare i loro prodotti interni lordi, vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, vogliono una rivincita fingendo che le loro teorie economiche siano ancora in piedi.
    Sfruttano cioè la stampa di banconote con l’acquisto di titoli di stato da una parte, criticano tali acquisti e cercano in tutti i modi di porvi fine dall’altra!
    La Federal reserve, la banca centrale privata statunitense ha comprato debito pubblico per anni, l’occupazione degli stati uniti è passata dai massimi ai minimi storici, ma a quale prezzo?
    Il rapporto del debito sul prodotto interno lordo è aumentato di 40 punti percentuali superando il 100%.
    A nessuno suona un campanello d’allarme?!?
    Tanto più che ora la FED cercherà di vendere al mercato dei capitali privati quei titoli in modo da ritirarsi dalla vita economica del paese.

    Non si sono ancora accorti che, di la del muro di Berlino finanziario, il sistema non sta in piedi nel lungo periodo?
    Non si sono resi conto che se non stampano banconote regalano prodotto interno lordo agli stati che le banconote le stampano?
    E poi vengono a raccontarci la storiella degli stati in via di sviluppo.
    Guardate in che condizioni sono oggi paesi tipo il Brasile, che fino a prima della stampa di banconote veniva dipinto in un modo ed ora viene dipinto nel modo opposto ed è vicino ad una guerra civile.
    A si giusto, fino in brasile è arrivata la retorica dei “troppi partiti” e del proporzionale puro come fattore di instabilità, è per questo che le parole d’ordine sono diventate “collegio uninominale” e “sbarramento elettorale.
    Poveracci!
    Poveraccio pure il Venezuela che ,essendo esportatore di petrolio, ha pagato la stampa di banconote degli stati sviluppati.
    Non è un paradosso perché il prossimo governo democraticamente eletto del Venezuela, anche se non si sa quando questo avverrà, porterà quello stato dall’altra parte del muro facendo per sempre finire il sogno chavista.
    Colpa loro ovviamente, un socialismo che si fonda su petrolio e centralizzazione del potere militare nella vita politica è meglio perderlo che trovarlo!
    Anche all’italia converrebbe uscire dall’euro nel momento in cui a vincere sia quell’ideologia che ci vuole sudditi della moneta non controllata dalla politica ma dal capitale internazionale.
    Conviene uscire ma solo se viene autoprodotta l’energia e non dunque importata dall’estero.
    Saremmo sul lastrico in poco tempo se uscissimo dall’euro magari affermando che lo stato non deve occuparsi di economia, che bisogna lasciare tutto in mano ai privati.
    La pianificazione economica deve essere fatta dalla politica, che oggi evidentemente non è in grado di svolgere questa funzione perché “amebizzata” dal capitalismo.
    Purtroppo il socialismo non si è evoluto nel suo pensiero economico, ha seguito due filoni di pensiero, l’uno assolutamente supino alle regole capitaliste, l’altro rimasto involuto dal 1930 e alle 4 stupidaggini scritte dal Carl marx che rappresentano la fine del socialismo prima ancora che inizi.

     
  • giamps78 08:12 il 6 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Nicolas Maduro non è più il presidente legittimo del Venezuela 

     

    Se accettiamo la lettura proposta da Nicolas Maduro, se accettiamo che sia stata eletta una assemblea costituente in modo legittimo, se accettiamo che la vecchia costituzione venezuelana non sia più in vigore e che quindi le vecchie elezioni parlamentari non risultano più valide ed il parlamento legislativo non più in vigore, se accettiamo totalmente questa lettura, allora c’è una cosa ovvia che Nicolas Maduro deve evidentemente fare: Dare le dimissioni.
    Infatti è la vecchia costituzione ad averne permesso l’elezione, se quelle regole non sono più in vigore tanto che il parlamento non è più insediato allora neppure l’elezione presidenziale può considerarsi ancora valida.
    Pertanto il presidente illegittimo del Venezuela non avrebbe potuto convocare l’insediamento dell’assemblea costituente, ne avrebbe potuto essere presente a tale insediamento, non avrebbe potuto ne dovuto chiedere che l’assemblea costituente si esprimesse su un tema politico piuttosto che un altro.
    L’assemblea costituente, anche ammettendo che sia eletta legalmente, di fatto ha reso illegittimo qualsiasi potere presidenziale.
    Il fatto stesso della permanenza al potere di Nicolas Maduro rende illegittima l’assemblea costituente.
    Illegittimo l’insediamento dell’assemblea, illegittime le decisioni prese dopo il suo insediamento quali la rimozione della procuratrice generale Ortega.
    Ogni decisione dell’assemblea costituente è dunque illegittima perché controfirmata da Nicolas Maduro che evidentemente non è più il presidente legittimo del Venezuela.
    Non c’è nemmeno da attendere la fine del mandato presidenziale, il mandato è già finito perché le vecchie regole sono state cancellate.
    Questo se si accetta la visione propagandata dal dittatore venezuelano.
    Cioè il presidente del Venezuela si è tirato la zappa sui piedi pensando di riuscire a delegittimare il presidente senza delegittimare se stesso perché c’era un colore politico diverso tra parlamento e presidenza lui ha pensato di eliminare il parlamento chiamando una assemblea costituente, che però ha delegittimato non solo il parlamento ma anche il presidente che quindi non può terminare quel mandato secondo le regole precedenti.
    Non può insediare assemblee costituenti che dunque sono illegittime e non può più parlare come presidente del Venezuela e se lui parla come presidente del Venezuela  allora anche il vecchio parlamento legislativo è da considerarsi ancora in carica.
    Senza tener conto che la nuova assemblea costituente è stata eletta senza seguire la procedura descritta dalla vecchia carta costituzionale pertanto in punta di diritto risulta illegittima e non ha neppure ottenuto un quorum del 50% dei votanti.
    Quindi sono due illegittimità, ma se anche fosse legittima una delle due l’altra dovrebbe comunque decadere.
    Se è valida l’assemblea costituente decade Nicolas. Maduro, se è in carica Nicolas  Maduro allora non è in carica l’assemblea costituente.

     
  • giamps78 10:37 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Urgente: Giudici corte costituzionale e senatore Lauricella cambino mestiere! 

    P.S. 11 giugno 2017

    anche Paolo becchi fa la stessa proposta: Utilizzare la legge legge 4 agosto 1993, n. 276 così. Com’è.

    no ma dico, hanno provato ad aprirla e hanno notato che i riferimenti normativi sono riferiti a legislazioni elettorali precedenti?

    pure io ho sempre detto di usare il mattarellum del senato,ma va riscritto e inserito in una nuova legge, facendo copia ed incolla e poi facendo le modifiche necessarie.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Stavo leggendo il disegno di legge proposta dal senatore Lauricella e mi è sembrato di trovarmi davanti ad una giungla.
    Davvero non capisco come si possano scrivere leggi in questo modo.
    Dove sono le abrogazioni delle leggi elettorali successive a quelle usate come riferimento per stendere questa proposta?
    Non ci sono.
    Dunque non c’è abrogazione esplicita,quindi quelle norme restano valide se non contrastano con quelle nuove creando l’effetto ginepraio.
    La proposta lauricella modifica una legge del 1957 e una legge del 1993,per l’elezione di camera e senato senza considerare minimamente le modifiche che ci sono state nel tempo.
    Non sono un giurista,ma se una norma è stata sostituita da un’altra norma, se c’è dunque una abrogazione,non si può prenderla a riferimento richiamandola,infatti tale frase,tale articolo non risulta più essere presente nell’ordinamento,quindi una legge che lo richiama è come minimo un generatore di confusione e con massimo risulta totalmente illegittima.
    Non…

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  • giamps78 22:20 il 30 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini sbaglia,Berlusconi è peggio di Renzi 

    A settembre 2016 ci avevo beccato:

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Salvini dice “Renzi a casa” e dice no alla sua riforma costituzionale.

    Ma Berlusconi è la causa di questa riforma costituzionale, Brunetta, Verdini e Alfano sono la stessa cosa.

    Questa gente ha ingannato Renzi e lo hanno costretto a fare questa riforma costituzionale.

    Renzi è andato avanti facendo buon viso a cattivo gioco ma anche a luo questa riforma costituzionale fa veramente schifo, ma non voleva fare come D’Alema che si è fatto fregare anche lui da Berlusconi con la bicamerale.

    Sulla riforma elettorale, pure Renzi si era detto favorevole alle preferenze, ma il patto del nazareno ha consentito l’accordo tra apparati di partito.

    Se oggi Salvini si fida di forza italia e presenta una proposta di legge costituzionale che tra parentesi a me fa veramente schifo, farà lo stesso errore che ha fatto Renzi.

    Presidenzialismo e presenza del vincolo di mandato eliminano completamente la repubblica parlamentare.
    Poi che ci…

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  • giamps78 15:17 il 11 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Si al super ministro europeo delle finanze con poteri su bilanci stati dell’eurozona,ma a condizione che… 

     

    Sono favorevole alla creazione del super ministro europeo delle finanze che possa entrare a gamba tesa nei bilanci degli stati membri imponendo misure.
    Sono favorevole anche a mantenere e addirittura anche a far aumentare il surplus commerciale tedesco.
    Sono disposto a dimenticare che regaliamo all’Europa ogni anno ben 4 miliardi a fondo perduto di contribuzione netta anzi ad essere favorevole a dare all’Europa non più 4 ma addirittura 5 o 6 miliardi annui a fondo perduto.
    Sono disposto a dimenticare che negli ultimi 25 anni abbiamo  regalato ,alla comunità europea prima e all’unione europea poi, oltre 100 miliardi di euro andati a chi ci ha fatto concorrenza sleale usando quei soldi per darli ai nostri imprenditori per fare le delocalizzazioni.
    Sono diventato improvvisamente europeista che è sinonimo di masochista?
    Ma certo che no!
    C’È una condizione…una sola condizione:
    Si faccia contestualmente un meccanismo per eliminare definitivamente lo spread.
    Come?
    Molto semplicemente con l’acquisto comune di un debito che però rimane separato tra stato e stato.
    Chi compra un titolo di stato non sarà più a conoscenza a quale paese appartenente all’eurozona va questo finanziamento perché non sarà reso pubblico.
    Il ministro delle finanze europee avrà anche il compito di rifinanziare i debiti degli stati della zona euro,senza eccezioni.
    Si crea così la centrale unica per il finanziamento dei titoli pubblici degli stati che utilizzano l’euro.

    Ovviamente chi non utilizza l’euro ma è nell’unione europea lo fa volontariamente e si tiene lo spread.
    Altrettanto ovviamente un trattato di questo tipo toglie sovranità agli stati membri dell’eurozona,pertanto va costituzionalizzato ovvero ogni singolo stato dovrà inserire questa cessione di sovranità nella propria carta costituzionale ed eventualmente fare un referendum popolare confermativo come ad esempio può capitare in Italia.
    Chi dirà si e avrà modificato la costituzione entro i successivi 2 anni,continuerà a far parte dell’unione europea e dell’euro.
    Gli stati membri che diranno no resteranno nell’unione europea ma dovranno uscire dall’euro.
    Questo vale anche per chi si trova già in questa situazione e vuole fare un referendum per cambiare la sua costituzione.
    Ad esempio i cittadini polacchi polonia potrebbero dire si al referendum ma in quel caso la polonia entrerebbe da subito nell’euro.
    Tutto questo per dire che lo stesso giorno in tutta Europa potrebbe svolgersi tale referendum ed in base all’esito si saprà chi vuole stare con la prima velocità e chi con la seconda.
    Naturalmente il nuovo parlamento europeo eletto al termine di questa legislatura dovrà avere delle sedute apposite dove gli europarlamentari dell’eurozona si confrontano con il ministro delle finanze europee e dove si prendono le decisioni.
    E tale ministro da tali europarlamentari dovrà ricevere un voto di insediamento ad inizio mandato.
    Se è il caso si può pensare di far slittare di 12 mesi le elezioni europee per dar modo a tutti i paesi di modificare la costituzione  e di fare il referendum popolare il cui esito sarà decisivo per le scelte dei che dovranno essere fatte dai governi nei mesi successivi.

     
  • giamps78 12:48 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    INAIL condannato per il nesso telefoni-tumori: A questo punto meglio privatizzare l’ente. 

    se c’è un nesso  tra l’uso del telefono e le malattie all’orecchio,la colpa certamente non è dell’inail ma di chi ha fabbricato il telefono e non ha inserito nel libretto d’istruzioni le informazioni corrette.
    L’inail in questa faccenda non c’azzecca proprio nulla,infatti molti utenti senza essere al lavoro hanno utilizzato il telefono per uso personale per molte ore al giorno perché non sapevano che fosse nocivo e se si dovessero ammalare chi dovrebbero citare in giudizio,le normative europee?!?
    Se ti ammali perché usi il telefono al lavoro hai un trattamento,se ti ammali perché usi il telefono per i fatti tuoi ne hai uno diverso.
    La sentenza è totalmente sballata, questo non è minimamente accettabile.
    Tre sono gli attori,ma casualmente paga sempre pantalone, casualmente tutti sono sempre  d’accordo quando c’è da fare debito pubblico, sindacati, aziende, politica, giudici… TUTTI D’ACCORDO, SEMPRE.
    Abbiamo un fabbricante di telefoni che attesta la bontà del suo prodotto, che non non vieta l’uso prolungato e non consiglia affatto la moderazione nel suo utilizzo continuativo e prolungato.
    Abbiamo un secondo attore,un’azienda qualsiasi che acquista tale telefono e lo fa utilizzare nel modo corretto,cioè quello specificato nel libretto di istruzioni,dove non è presente alcuna regola
    E poi abbiamo l’istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro che viene condannato a pagare perché quell’azienda qualsiasi ha fatto utilizzare 10 anni per due ore al giorno il telefono.
    Se questo fosse il metro di misura,qualsiasi persona riscontrasse un tumore all’orecchio ed avesse utilizzato anche a scopo personale un telefono, merita un risarcimento, che certamente non potrà essere dato dall’inail perché non di tratta di un infortunio sul lavoro.
    Ribadisco,l’inail in questa faccenda non c’azzecca nulla,difatti tale persona malata, magari ha utilizzato il telefono,anche se magari di diversa marca,anche fuori dal lavoro,magari per altre due ore al giorno, come qualsiasi altra persona può fare nella sua vita privata, come fa il giudice ad emettere una sentenza simile?
    La situazione è simile al problema dell’amianto, quando venne utilizzato per la prima volta tutti ne lodavano le qualità, poi si è scoperto quanto fosse nocivo, sono state fatte delle normative e sono state condannate delle aziende.

    Io non credo che si possa condannare l’inail per un qualcosa che somiglia più ad un vuoto normativo per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro, di un comportamento tanto usuale al lavoro quanto usuale fuori dal lavoro: L’uso del telefono.
    Dobbiamo chiederci se in altri paesi ,dove tutto è stato privatizzato, dove anche l’istituto per gli infortuni sul lavoro è stato privatizzato, avremmo avuto una sentenza di questo tipo.
    Dubito che in quei paesi si sarebbe arrivati alla condanna di un istituto privato per un presunto vuoto normativo, per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro.
    Allo stesso modo non si può condannare questo istituto solo perché è pubblico.
    Altrimenti meglio che lo privatizziamo, perché non è possibile avere due pesi e due misure da parte di queste “toghe nere”.
    I lavoratori si facciano l’assicurazione privata e facciamo una bella revisione della spesa,come per le automobili, d’altra parte nessuna assicurazione ha mai pagato per i morti causati dall’inquinamento dell’aria.
    Poi dimezziamo le buste paga di tutti i giudici in modo da far capire a loro spese che il pareggio di bilancio ha un qualche valore, e magari abbassando i costi si riesce ad assumere qualche giudice in più per avere sentenze in tempi più

     

     
  • giamps78 10:58 il 21 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè. 

    In questo articolo spiego perché lo #iussoli fa aumentare il razzismo,chi lo vuole ci manderà tutti a destra.
    Cara sinistra autolesionista,ottieni percentuali da prefisso telefonico,chiediti perché…

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
    Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
    Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
    Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
    Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una…

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