Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:04 il 17 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anche quest’anno l’Italia cresce più di tutti, ma bisogna sottrarre l’inflazione al PIL! 

    anche quest’anno l’italia cresce più di tutti…ma bisogna sottrarre l’inflazione al PIL!

    Evidentemente altro fattore, che resta comunque nel solco del punto precedente, è la bassa disoccupazione, laddove è più bassa certamente ci può essere l’inflazione più alta sempreché non sia raggiunto il limite di saturazione prezzi-salari.
    E forse è proprio per questo motivo che in Italia c’è l’inflazione “quasi tedesca” solo in trentino alto adige.
    Perché a parità di moneta l’inflazione fa perdere competitività?
    A me sembra ovvio…
    All’aumentare dei prezzi aumentano pure i costi sostenuti da chi acquista quelle merci aumentate di prezzo, e dunque chiederà più soldi in busta paga per continuare ad avere il medesimo potere d’acquisto, ma più soldi significa maggiore costo anche del prodotto creato da chi vuole l’aumento salariale e così via.
    Tale prodotto aumentando di prezzi diventerà nella stragrande maggioranza dei casi (esclusi i beni di lusso) meno appetibile e chi avrà avuto l’inflazione più bassa guadagnerà competitività sistemica.
    all’aumentare dell’inflazione aumenta pure la spesa pubblica perché così come aumenteranno le remunerazione dei privati aumentano gli stipendi pubblici, che non risultano bloccati da spending review, e contemporaneamente aumentino le spese per gli investimenti pubblici e di tutta la macchina burocratica anche solo il costo esemplificativo dell’asfaltatura di una strada…
    E tutto questo porta con se altra inflazione, il che sarebbe tutto compensato dagli interessi sul debito, alcuni pagano 80 miliardi annui su 2’200 miliardi, altri pagano dolo 30 miliardi su un debito di 2’300 miliardi come avviene in germania.
    L’iperinflazione degli anni ’70 e ’80, e quella avuta all’entrata nell’euro nel 2002 (ma non rilevata dall’istat) ci hanno rovinato…
    Certo, l’aumento dell’inflazione può portare ad un più elevato aumento del prodotto interno lordo perché a parità di numero di merci acquistate se un bene costa l’1% in più sembra che il prodotto interno lordo abbia avuto una crescita mentre invece l’attività economica è la medesima ed anzi c’è stata una perdita di competitività, come appena spiegato.
    Ora è chiaro che sottrarre il prodotto interno lordo all’inflazione non è una grande operazione stilistica, anche perché il calcolo non risulta assolutamente preciso visto che l’inflazione per questo tipo di calcolo andrebbe calcolata in maniera differente.
    Ma tra il guardare solo il prodotto interno lordo senza considerare l’inflazione, come fanno attualmente gli economisti moderni,  e sottrarci l’inflazione magari sbagliata di una qualche frazione di punto, è certamente migliore questa seconda ipotesi, in quanto si avvicina di più alla realtà.
    Difatti basta prendere lo storico degli ultimi 40 anni,fare tale sottrazione e verificare con questa operazione consenta realmente di capire quando c’è stato accumulo di ricchezza nel paese( nei periodi nei quali il prodotto era superiore all’inflazione) oppure l’opposto.
    Ecco che dunque l’Italia in questo 2017 ha una crescita della ricchezza dello 0,4% che va confrontata con gli altri paesi europei.
    Si verificherà dunque che c’è un motivo se l’Italia contemporaneamente aumenta le vendite nell’area euro e diminuisce le esportazioni fuori dall’unione europea.
    Da una parte c’è la stessa moneta con l’aumento ,anche se piccolo, della competitività.
    Dall’altra parte l’euro di rivaluta del 10% sul dollaro…

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  • giamps78 09:21 il 16 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il QE della BCE è un “muro di Berlino finanziario” che divide socialismo democratico dal capitalismo internazionale 

    C’È un muro di Berlino che corre lungo l’Europa, che riguarda la stampa di banconote e precisamente la proprietà di queste banconote.
    Questo è il principio base che poi si evolve in economia assumendo solo successivamente le varie forme distorte e la retorica sulla cattiva politica, sui sistemi elettorali, sulle tasse.
    Immaginare una banca privata “indipendente” a capo dell’economia di un intero continente, che si pone al di sopra dell’economia e delle costituzioni repubblicane, senza che queste ultime siano aggiornate a tale potere e non invece ignorando questo potere e de costituzionalizzando il denaro , la sua creazione, la gestione dei prestiti e affidando il tutto ad una sola entità(peraltro non eletta a suffragio universale), il mercato “libero”, è un insulto non agli economisti, ma al cervello umano e alla materia grigia.
    Qui c’è la forza del capitalismo, se non si fosse capito, ed è per questo che si parla di muro di Berlino.
    Ovviamente stampare le proprie banconote non prelude alla finanza allegra, all’assenza di regole di bilancio, quelle devono esserci così come l’austerità, altrimenti la moneta affonda, ma questo è un altro discorso.
    Partiamo dunque dal principio dell’economia: La proprietà delle banconote.
    Da una parte del muro c’è chi ha l’ideologia della banca centrale o federale privata, all’interno della quale neppure gli organi giudiziari possono indagare, e l’ideologia di una società fondata sulle ricchezze private che si ritengo essere proprietarie di tutto, anche degli stati.
    Ovvio che chi porta avanti questa ideologia rifiuta che una banca centrale possa acquistare titoli di debito emessi dagli stati.
    È un insulto il solo pensare che gli stati possano essere “aiutati” dalla grande banca centrale privata.
    Invece nessun lamento quando tale banca stampa soldi e li “regala” ad altre banche private per acquistare quello stesso debito pubblico emesso dagli stati, ovviamente sarebbe sbagliato ugualmente ma diventa giusto perché le banche private lucrano sugli stati attraverso i tassi di interesse e quindi diventa automaticamente giusto.
    Dall’altra parte del muro c’è chi dice che ogni singola banconota che viene stampata dalla banca centrale appartiene agli stati, che dunque usare quei soldi per l’acquisto di titoli pubblici risulta essere comunque una forzatura, quei soldi appartengono già agli stati che hanno creato quella moneta tramite i trattati, e dunque a quegli stati dovrebbero essere dati senza passare per l’acquisto di debito.

    Ma in ogni caso si può soprassedere, nel senso che se gli interessi derivanti da tali denari sono poi restituiti agli stati ,come accade nel QE di questi ultimi anni, allora dal punto di vista logico matematico e concettuale diventa la medesima cosa anche dal punto di vista degli effetti.
    Diventa la stessa cosa fino ad un certo punto, perché poi si arriva alla seconda parte del ragionamento, la mancata tenuta del sistema che sta dall’altra parte del muro causata dall’impossibilità di stampare banconote.
    Intanto come scritto in precedenza, se la bce non può stampare denaro per acquistare titoli di stato, come fa notare la corte costituzionale tedesca rivolgendosi all’alta corte di Bruxelles, niente vieta alla BCE di dare i soldi appena stampati direttamente agli stati, così come ha dato quei soldi alle banche private ad interessi al costo del denaro, ovviamente senza acquistare titoli, ma come semplice prestito.
    Ma la seconda parte del ragionamento sul “muro di Berlino finanziario” si basa sul lungo periodo, l’estinzione delle attività economiche da parte degli stati che hanno banche centrali o federali che rifiutano di entrare nell’economia.
    In pratica la crisi finanziaria cominciata nel 2007 non ha insegnato nulla e continua a non  insegnare nulla a certi balordi che evidentemente hanno ben altri interessi economici e vogliono demolire  l’Europa che i loro padri hanno costruito per svenderla a qualche multinazionale che vuole la nostra sovranità.
    E si sbagliano di grosso….
    Dall’altra parte del muro c’è stato annichilimento nel constatare che l’unica strada per evitare il disastro economico era la stampa di banconote.
    Ci sono rimasti male nel veder scoppiare le loro bolle speculative e nel veder crollare i loro prodotti interni lordi, vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, vogliono una rivincita fingendo che le loro teorie economiche siano ancora in piedi.
    Sfruttano cioè la stampa di banconote con l’acquisto di titoli di stato da una parte, criticano tali acquisti e cercano in tutti i modi di porvi fine dall’altra!
    La Federal reserve, la banca centrale privata statunitense ha comprato debito pubblico per anni, l’occupazione degli stati uniti è passata dai massimi ai minimi storici, ma a quale prezzo?
    Il rapporto del debito sul prodotto interno lordo è aumentato di 40 punti percentuali superando il 100%.
    A nessuno suona un campanello d’allarme?!?
    Tanto più che ora la FED cercherà di vendere al mercato dei capitali privati quei titoli in modo da ritirarsi dalla vita economica del paese.

    Non si sono ancora accorti che, di la del muro di Berlino finanziario, il sistema non sta in piedi nel lungo periodo?
    Non si sono resi conto che se non stampano banconote regalano prodotto interno lordo agli stati che le banconote le stampano?
    E poi vengono a raccontarci la storiella degli stati in via di sviluppo.
    Guardate in che condizioni sono oggi paesi tipo il Brasile, che fino a prima della stampa di banconote veniva dipinto in un modo ed ora viene dipinto nel modo opposto ed è vicino ad una guerra civile.
    A si giusto, fino in brasile è arrivata la retorica dei “troppi partiti” e del proporzionale puro come fattore di instabilità, è per questo che le parole d’ordine sono diventate “collegio uninominale” e “sbarramento elettorale.
    Poveracci!
    Poveraccio pure il Venezuela che ,essendo esportatore di petrolio, ha pagato la stampa di banconote degli stati sviluppati.
    Non è un paradosso perché il prossimo governo democraticamente eletto del Venezuela, anche se non si sa quando questo avverrà, porterà quello stato dall’altra parte del muro facendo per sempre finire il sogno chavista.
    Colpa loro ovviamente, un socialismo che si fonda su petrolio e centralizzazione del potere militare nella vita politica è meglio perderlo che trovarlo!
    Anche all’italia converrebbe uscire dall’euro nel momento in cui a vincere sia quell’ideologia che ci vuole sudditi della moneta non controllata dalla politica ma dal capitale internazionale.
    Conviene uscire ma solo se viene autoprodotta l’energia e non dunque importata dall’estero.
    Saremmo sul lastrico in poco tempo se uscissimo dall’euro magari affermando che lo stato non deve occuparsi di economia, che bisogna lasciare tutto in mano ai privati.
    La pianificazione economica deve essere fatta dalla politica, che oggi evidentemente non è in grado di svolgere questa funzione perché “amebizzata” dal capitalismo.
    Purtroppo il socialismo non si è evoluto nel suo pensiero economico, ha seguito due filoni di pensiero, l’uno assolutamente supino alle regole capitaliste, l’altro rimasto involuto dal 1930 e alle 4 stupidaggini scritte dal Carl marx che rappresentano la fine del socialismo prima ancora che inizi.

     
  • giamps78 08:12 il 6 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Nicolas Maduro non è più il presidente legittimo del Venezuela 

     

    Se accettiamo la lettura proposta da Nicolas Maduro, se accettiamo che sia stata eletta una assemblea costituente in modo legittimo, se accettiamo che la vecchia costituzione venezuelana non sia più in vigore e che quindi le vecchie elezioni parlamentari non risultano più valide ed il parlamento legislativo non più in vigore, se accettiamo totalmente questa lettura, allora c’è una cosa ovvia che Nicolas Maduro deve evidentemente fare: Dare le dimissioni.
    Infatti è la vecchia costituzione ad averne permesso l’elezione, se quelle regole non sono più in vigore tanto che il parlamento non è più insediato allora neppure l’elezione presidenziale può considerarsi ancora valida.
    Pertanto il presidente illegittimo del Venezuela non avrebbe potuto convocare l’insediamento dell’assemblea costituente, ne avrebbe potuto essere presente a tale insediamento, non avrebbe potuto ne dovuto chiedere che l’assemblea costituente si esprimesse su un tema politico piuttosto che un altro.
    L’assemblea costituente, anche ammettendo che sia eletta legalmente, di fatto ha reso illegittimo qualsiasi potere presidenziale.
    Il fatto stesso della permanenza al potere di Nicolas Maduro rende illegittima l’assemblea costituente.
    Illegittimo l’insediamento dell’assemblea, illegittime le decisioni prese dopo il suo insediamento quali la rimozione della procuratrice generale Ortega.
    Ogni decisione dell’assemblea costituente è dunque illegittima perché controfirmata da Nicolas Maduro che evidentemente non è più il presidente legittimo del Venezuela.
    Non c’è nemmeno da attendere la fine del mandato presidenziale, il mandato è già finito perché le vecchie regole sono state cancellate.
    Questo se si accetta la visione propagandata dal dittatore venezuelano.
    Cioè il presidente del Venezuela si è tirato la zappa sui piedi pensando di riuscire a delegittimare il presidente senza delegittimare se stesso perché c’era un colore politico diverso tra parlamento e presidenza lui ha pensato di eliminare il parlamento chiamando una assemblea costituente, che però ha delegittimato non solo il parlamento ma anche il presidente che quindi non può terminare quel mandato secondo le regole precedenti.
    Non può insediare assemblee costituenti che dunque sono illegittime e non può più parlare come presidente del Venezuela e se lui parla come presidente del Venezuela  allora anche il vecchio parlamento legislativo è da considerarsi ancora in carica.
    Senza tener conto che la nuova assemblea costituente è stata eletta senza seguire la procedura descritta dalla vecchia carta costituzionale pertanto in punta di diritto risulta illegittima e non ha neppure ottenuto un quorum del 50% dei votanti.
    Quindi sono due illegittimità, ma se anche fosse legittima una delle due l’altra dovrebbe comunque decadere.
    Se è valida l’assemblea costituente decade Nicolas. Maduro, se è in carica Nicolas  Maduro allora non è in carica l’assemblea costituente.

     
  • giamps78 10:37 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Urgente: Giudici corte costituzionale e senatore Lauricella cambino mestiere! 

    P.S. 11 giugno 2017

    anche Paolo becchi fa la stessa proposta: Utilizzare la legge legge 4 agosto 1993, n. 276 così. Com’è.

    no ma dico, hanno provato ad aprirla e hanno notato che i riferimenti normativi sono riferiti a legislazioni elettorali precedenti?

    pure io ho sempre detto di usare il mattarellum del senato,ma va riscritto e inserito in una nuova legge, facendo copia ed incolla e poi facendo le modifiche necessarie.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Stavo leggendo il disegno di legge proposta dal senatore Lauricella e mi è sembrato di trovarmi davanti ad una giungla.
    Davvero non capisco come si possano scrivere leggi in questo modo.
    Dove sono le abrogazioni delle leggi elettorali successive a quelle usate come riferimento per stendere questa proposta?
    Non ci sono.
    Dunque non c’è abrogazione esplicita,quindi quelle norme restano valide se non contrastano con quelle nuove creando l’effetto ginepraio.
    La proposta lauricella modifica una legge del 1957 e una legge del 1993,per l’elezione di camera e senato senza considerare minimamente le modifiche che ci sono state nel tempo.
    Non sono un giurista,ma se una norma è stata sostituita da un’altra norma, se c’è dunque una abrogazione,non si può prenderla a riferimento richiamandola,infatti tale frase,tale articolo non risulta più essere presente nell’ordinamento,quindi una legge che lo richiama è come minimo un generatore di confusione e con massimo risulta totalmente illegittima.
    Non…

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  • giamps78 22:20 il 30 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini sbaglia,Berlusconi è peggio di Renzi 

    A settembre 2016 ci avevo beccato:

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Salvini dice “Renzi a casa” e dice no alla sua riforma costituzionale.

    Ma Berlusconi è la causa di questa riforma costituzionale, Brunetta, Verdini e Alfano sono la stessa cosa.

    Questa gente ha ingannato Renzi e lo hanno costretto a fare questa riforma costituzionale.

    Renzi è andato avanti facendo buon viso a cattivo gioco ma anche a luo questa riforma costituzionale fa veramente schifo, ma non voleva fare come D’Alema che si è fatto fregare anche lui da Berlusconi con la bicamerale.

    Sulla riforma elettorale, pure Renzi si era detto favorevole alle preferenze, ma il patto del nazareno ha consentito l’accordo tra apparati di partito.

    Se oggi Salvini si fida di forza italia e presenta una proposta di legge costituzionale che tra parentesi a me fa veramente schifo, farà lo stesso errore che ha fatto Renzi.

    Presidenzialismo e presenza del vincolo di mandato eliminano completamente la repubblica parlamentare.
    Poi che ci…

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  • giamps78 15:17 il 11 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Si al super ministro europeo delle finanze con poteri su bilanci stati dell’eurozona,ma a condizione che… 

     

    Sono favorevole alla creazione del super ministro europeo delle finanze che possa entrare a gamba tesa nei bilanci degli stati membri imponendo misure.
    Sono favorevole anche a mantenere e addirittura anche a far aumentare il surplus commerciale tedesco.
    Sono disposto a dimenticare che regaliamo all’Europa ogni anno ben 4 miliardi a fondo perduto di contribuzione netta anzi ad essere favorevole a dare all’Europa non più 4 ma addirittura 5 o 6 miliardi annui a fondo perduto.
    Sono disposto a dimenticare che negli ultimi 25 anni abbiamo  regalato ,alla comunità europea prima e all’unione europea poi, oltre 100 miliardi di euro andati a chi ci ha fatto concorrenza sleale usando quei soldi per darli ai nostri imprenditori per fare le delocalizzazioni.
    Sono diventato improvvisamente europeista che è sinonimo di masochista?
    Ma certo che no!
    C’È una condizione…una sola condizione:
    Si faccia contestualmente un meccanismo per eliminare definitivamente lo spread.
    Come?
    Molto semplicemente con l’acquisto comune di un debito che però rimane separato tra stato e stato.
    Chi compra un titolo di stato non sarà più a conoscenza a quale paese appartenente all’eurozona va questo finanziamento perché non sarà reso pubblico.
    Il ministro delle finanze europee avrà anche il compito di rifinanziare i debiti degli stati della zona euro,senza eccezioni.
    Si crea così la centrale unica per il finanziamento dei titoli pubblici degli stati che utilizzano l’euro.

    Ovviamente chi non utilizza l’euro ma è nell’unione europea lo fa volontariamente e si tiene lo spread.
    Altrettanto ovviamente un trattato di questo tipo toglie sovranità agli stati membri dell’eurozona,pertanto va costituzionalizzato ovvero ogni singolo stato dovrà inserire questa cessione di sovranità nella propria carta costituzionale ed eventualmente fare un referendum popolare confermativo come ad esempio può capitare in Italia.
    Chi dirà si e avrà modificato la costituzione entro i successivi 2 anni,continuerà a far parte dell’unione europea e dell’euro.
    Gli stati membri che diranno no resteranno nell’unione europea ma dovranno uscire dall’euro.
    Questo vale anche per chi si trova già in questa situazione e vuole fare un referendum per cambiare la sua costituzione.
    Ad esempio i cittadini polacchi polonia potrebbero dire si al referendum ma in quel caso la polonia entrerebbe da subito nell’euro.
    Tutto questo per dire che lo stesso giorno in tutta Europa potrebbe svolgersi tale referendum ed in base all’esito si saprà chi vuole stare con la prima velocità e chi con la seconda.
    Naturalmente il nuovo parlamento europeo eletto al termine di questa legislatura dovrà avere delle sedute apposite dove gli europarlamentari dell’eurozona si confrontano con il ministro delle finanze europee e dove si prendono le decisioni.
    E tale ministro da tali europarlamentari dovrà ricevere un voto di insediamento ad inizio mandato.
    Se è il caso si può pensare di far slittare di 12 mesi le elezioni europee per dar modo a tutti i paesi di modificare la costituzione  e di fare il referendum popolare il cui esito sarà decisivo per le scelte dei che dovranno essere fatte dai governi nei mesi successivi.

     
  • giamps78 12:48 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    INAIL condannato per il nesso telefoni-tumori: A questo punto meglio privatizzare l’ente. 

    se c’è un nesso  tra l’uso del telefono e le malattie all’orecchio,la colpa certamente non è dell’inail ma di chi ha fabbricato il telefono e non ha inserito nel libretto d’istruzioni le informazioni corrette.
    L’inail in questa faccenda non c’azzecca proprio nulla,infatti molti utenti senza essere al lavoro hanno utilizzato il telefono per uso personale per molte ore al giorno perché non sapevano che fosse nocivo e se si dovessero ammalare chi dovrebbero citare in giudizio,le normative europee?!?
    Se ti ammali perché usi il telefono al lavoro hai un trattamento,se ti ammali perché usi il telefono per i fatti tuoi ne hai uno diverso.
    La sentenza è totalmente sballata, questo non è minimamente accettabile.
    Tre sono gli attori,ma casualmente paga sempre pantalone, casualmente tutti sono sempre  d’accordo quando c’è da fare debito pubblico, sindacati, aziende, politica, giudici… TUTTI D’ACCORDO, SEMPRE.
    Abbiamo un fabbricante di telefoni che attesta la bontà del suo prodotto, che non non vieta l’uso prolungato e non consiglia affatto la moderazione nel suo utilizzo continuativo e prolungato.
    Abbiamo un secondo attore,un’azienda qualsiasi che acquista tale telefono e lo fa utilizzare nel modo corretto,cioè quello specificato nel libretto di istruzioni,dove non è presente alcuna regola
    E poi abbiamo l’istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro che viene condannato a pagare perché quell’azienda qualsiasi ha fatto utilizzare 10 anni per due ore al giorno il telefono.
    Se questo fosse il metro di misura,qualsiasi persona riscontrasse un tumore all’orecchio ed avesse utilizzato anche a scopo personale un telefono, merita un risarcimento, che certamente non potrà essere dato dall’inail perché non di tratta di un infortunio sul lavoro.
    Ribadisco,l’inail in questa faccenda non c’azzecca nulla,difatti tale persona malata, magari ha utilizzato il telefono,anche se magari di diversa marca,anche fuori dal lavoro,magari per altre due ore al giorno, come qualsiasi altra persona può fare nella sua vita privata, come fa il giudice ad emettere una sentenza simile?
    La situazione è simile al problema dell’amianto, quando venne utilizzato per la prima volta tutti ne lodavano le qualità, poi si è scoperto quanto fosse nocivo, sono state fatte delle normative e sono state condannate delle aziende.

    Io non credo che si possa condannare l’inail per un qualcosa che somiglia più ad un vuoto normativo per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro, di un comportamento tanto usuale al lavoro quanto usuale fuori dal lavoro: L’uso del telefono.
    Dobbiamo chiederci se in altri paesi ,dove tutto è stato privatizzato, dove anche l’istituto per gli infortuni sul lavoro è stato privatizzato, avremmo avuto una sentenza di questo tipo.
    Dubito che in quei paesi si sarebbe arrivati alla condanna di un istituto privato per un presunto vuoto normativo, per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro.
    Allo stesso modo non si può condannare questo istituto solo perché è pubblico.
    Altrimenti meglio che lo privatizziamo, perché non è possibile avere due pesi e due misure da parte di queste “toghe nere”.
    I lavoratori si facciano l’assicurazione privata e facciamo una bella revisione della spesa,come per le automobili, d’altra parte nessuna assicurazione ha mai pagato per i morti causati dall’inquinamento dell’aria.
    Poi dimezziamo le buste paga di tutti i giudici in modo da far capire a loro spese che il pareggio di bilancio ha un qualche valore, e magari abbassando i costi si riesce ad assumere qualche giudice in più per avere sentenze in tempi più

     

     
  • giamps78 10:58 il 21 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè. 

    In questo articolo spiego perché lo #iussoli fa aumentare il razzismo,chi lo vuole ci manderà tutti a destra.
    Cara sinistra autolesionista,ottieni percentuali da prefisso telefonico,chiediti perché…

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
    Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
    Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
    Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
    Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una…

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  • giamps78 10:15 il 12 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro € 

    Una buona proposta per la costituzione del ministro unico delle finanze europee.(febbraio 2016).

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro €.
    buona proposta solo se tassi di interesse sui debiti sono uguali per tutti

    Se lo spread si azzera con la creazione del ministro delle finanze europeo noi siamo a posto.
    Avendo un avanzo primario positivo, se i tassi di interesse si attestassero a livelli tedeschi, significa riuscire a bloccare ed anzi far scendere in cifra assoluta il debito pubblico.
    In pratica risolvere il problema in partenza, anche solo mantenendo una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5% ogni anno, a queste condizioni si può abbassare ulteriormente il debito.
    Porsi in una situazione di questo tipo significa non avere piu il cappio al collo.
    La Germania ci ha fregato e alla grande in questi ultimi 20 anni, ha fatto i suoi interessi CONTRO gli interessi del sud-europa.
    Il suo debito è piu basso proprio perchè il suo metodo…

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  • giamps78 07:58 il 24 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    #jobsact: contratto “unico” a tutele crescenti è diventato più costoso di quello a tempo determinato! 

    By Giamps78

    Obbiettivo primario era quello di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato e di aumentare il costo di quello a tempo determinato per disincentivarlo.
    L’operazione è clamorosamente fallita, e questo è pure il fallimento di matteo renzi, un fallimento completo e assoluto.
    La modifica dell’articolo 18 ha avvicinato i contratti a tempo indeterminato a quelli a tempo determinato.
    il tempo indeterminato è dato dal fatto che non c’è una data di scadenza ma che la mattina stessa in cui il datore di lavoro prende questa decisione si può essere licenziati senza giusta causa, anche se i profitti dell’azienda sono in crescita ma si punta a profitti ancora maggiori.
    Lo ha confermato perfino un giudice con una sentenza…
    Abbiamo quelle che vengono chiamate “tutele crescenti” che in realtà aumentano il costo del lavoro facendo propendere la scelta del contratto da stipulare verso il tempo determinato,esattamente l’opposto degli obbiettivi prefissati dal governo renzi.
    Ovviamente io sto guardando le cose in prospettiva,alla luce della fine degli incentivi previsti inizialmente per il mitico contratto unico a tutele crescenti.
    L’inps ieri ci ha fatto sapere che a gennaio, primo mese senza incentivi, e via via che passeranno i mesi saranno sempre di più le aziende che termineranno l’agevolazione della durata di 3 anni,cominciata nel 2014, a seconda del mese in cui il lavoratore è stato assunto con le “tutele crescenti”.
    L’inps fa sapere che le domande di disoccupazione sono in aumento di circa 13 mila unità rispetto al gennaio del 2016 e se questo trend fosse confermato avremmo nel 2017 un aumento dei posti di lavoro di sole 80 mila unità nei prossimi 12 mesi, destinate a scendere a 40 mila e poi a 20 mila via via che gli incentivi per un totale di 18 miliardi di euro vanno a scadere.
    Ma non è questa la notizia peggiore perché fin quando il petrolio si manterrà a questi livelli e l’euro resterà sotto quota 1,10 sul dollaro i posti di lavoro in ogni caso dovrebbero essere destinati ad aumentare,anche sgonfiandosi la bolla renziana del jobs-act.
    La notizia peggiore è invece un’altra: Facendo i dovuti calcoli i datori di lavoro si renderanno conto che senza incentivi economici il contratto unico a tutele crescenti risulta più oneroso di un normale contratto a tempo determinato!

    Infatti se è vero che sulla carta anche senza incentivi il costo del lavoro risulta più alto per  i contratti a tempo determinato,questi non comprendono alcuna mensilità da dare al lavoratore che arriva al termine della data scritta sul proprio contratto e forse sbaglio ma non credo sia prevista alcuna mensilità nemmeno in caso di licenziamento che avvenga prima della scadenza di tale contratto a tempo determinato contratti che mi pare possono essere prorogati di due anni in due anni,mi pare di ricordare fino ad un massimo di 6.
    Se fosse confermato quanto scritto sopra l’incentivo dell’assenza dell’articolo 18 risulterebbe del tutto inutile anche per le aziende che fanno ampio uso di tempo determinato.
    Infatti assumere qualcuno a tutele crescenti significa dovergli pagare anche le mensilità per il suo licenziamento, onere che rende tali contratti meno economici di quelli a tempo determinato.
    Un fallimento totale per chi come me inizialmente auspicava che un contratto a tutele crescenti fosse “unico” proprio perché eliminava anche la tipologia contrattuale a tempo determinato.
    Siamo passati addirittura ad avere un tempo determinato meno costoso di un tempo indeterminato che contiene pure i licenziamenti economici collettivi!
    C’È poco da chiamare gufi quelli che usano il cervello e che guardano i fatti reali invece della propaganda delle slide.
    Naturalmente inascoltati i consigli di chi diceva di aumentare a 6 mesi il periodo di prova dei contratti a tempo indeterminato ma di evitare i licenziamenti senza giustificato motivo.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di eliminare l’articolo 18 solo dopo la richiesta cassa integrazione, la revisione pubblica dello stato di salute delle imprese, dopo l’attuazione dei contratti di solidarietà riducendo anche le buste paga dei manager,e dopo gli investimenti per l’efficientemento produttivo.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di unificare l’articolo 18 per le aziende sopra e sotto i 15 dipendenti, togliendo qualche diritto a quelli sopra ma uniformandoli e dando tali diritti a quelli sotto i 15 dipendenti.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di calcolare il dare-avere di ogni singolo lavoratore per sapere se durante la sua vita lavorativa sfrutta assegni pubblici abusandone e facendo in modo che la tassazione sia più elevata per queste persone che chiedono magari ogni anno da decenni gli assegni di disoccupazione pagati dagli altri lavoratori.

    D’altronde dati parlano chiaro,la propaganda di Matteo Renzi sta a zero,tutti i mesi l’inps ci dice che i contratti a tempo determinato sono in aumento rispetto a quelli che fintamente vengono chiamati a tempo indeterminato ma che contengono i licenziamenti economici e tutto questo accadeva quando c’erano ancora gli incentivi anche se via via ridotti nel tempo.
    Gennaio 2017 è il primo mese senza incentivi per chi ha assunto una persona nel gennaio 2014, si faranno due conti e verificheranno le date in cui scatta l’aggravio dovuto alle mensilità…
    È assurdo se si pensa che la propaganda del governo renzi con tanto di slide diceva robe tipo “+200% di contratti a tempo indeterminato”.
    Avviene invece l’esatto opposto tra l’altro rispetto ad un tempo indeterminato che permette il licenziamento in qualsiasi momento.
    Questo è dilettantismo elevato al cubo.
    Per non parlare del disastro sui voucher che lo ricordo sono stato il primo a denunciare nel 2014 parlando di nuovo caporalato, molto prima che lo facesse la CGIL che tra l’altro i voucher li ha utilizzati e probabilmente ne ha fatto scorta per usarli fino alla fine dell’anno dopo che ne ha causato l’eliminazione totale.
    E mi pare che in questo ci sia un palese conflitto di interessi nel no della CGIL alla prima stesura del decreto che impediva l’uso dei voucher per i pensionati che non avrebbero più potuto lavorare in CGIL.
    siamo passati dai 10€ orari all’eliminazione completa dello strumento che il governo renzi aveva ampliato con i decreti attuativi del jobs-act aumentando la quantità di ore anni lavorabili con i voucher.
    Invece di farli costare di più,ad esempio 20 € orari, e di ridurre il tempo in cui un lavoratore li può utilizzare durante l’anno, annullando le modifiche contenute nel jobs-act e lasciando solo la tracciabilità, lo strumento è stato rimosso per paura di un referendum abrogativo.
    Questa sembra sempre più una repubblica delle banane

     
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