Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 10:37 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Urgente: Giudici corte costituzionale e senatore Lauricella cambino mestiere! 

    P.S. 11 giugno 2017

    anche Paolo becchi fa la stessa proposta: Utilizzare la legge legge 4 agosto 1993, n. 276 così. Com’è.

    no ma dico, hanno provato ad aprirla e hanno notato che i riferimenti normativi sono riferiti a legislazioni elettorali precedenti?

    pure io ho sempre detto di usare il mattarellum del senato,ma va riscritto e inserito in una nuova legge, facendo copia ed incolla e poi facendo le modifiche necessarie.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Stavo leggendo il disegno di legge proposta dal senatore Lauricella e mi è sembrato di trovarmi davanti ad una giungla.
    Davvero non capisco come si possano scrivere leggi in questo modo.
    Dove sono le abrogazioni delle leggi elettorali successive a quelle usate come riferimento per stendere questa proposta?
    Non ci sono.
    Dunque non c’è abrogazione esplicita,quindi quelle norme restano valide se non contrastano con quelle nuove creando l’effetto ginepraio.
    La proposta lauricella modifica una legge del 1957 e una legge del 1993,per l’elezione di camera e senato senza considerare minimamente le modifiche che ci sono state nel tempo.
    Non sono un giurista,ma se una norma è stata sostituita da un’altra norma, se c’è dunque una abrogazione,non si può prenderla a riferimento richiamandola,infatti tale frase,tale articolo non risulta più essere presente nell’ordinamento,quindi una legge che lo richiama è come minimo un generatore di confusione e con massimo risulta totalmente illegittima.
    Non…

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  • giamps78 22:20 il 30 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini sbaglia,Berlusconi è peggio di Renzi 

    A settembre 2016 ci avevo beccato:

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Salvini dice “Renzi a casa” e dice no alla sua riforma costituzionale.

    Ma Berlusconi è la causa di questa riforma costituzionale, Brunetta, Verdini e Alfano sono la stessa cosa.

    Questa gente ha ingannato Renzi e lo hanno costretto a fare questa riforma costituzionale.

    Renzi è andato avanti facendo buon viso a cattivo gioco ma anche a luo questa riforma costituzionale fa veramente schifo, ma non voleva fare come D’Alema che si è fatto fregare anche lui da Berlusconi con la bicamerale.

    Sulla riforma elettorale, pure Renzi si era detto favorevole alle preferenze, ma il patto del nazareno ha consentito l’accordo tra apparati di partito.

    Se oggi Salvini si fida di forza italia e presenta una proposta di legge costituzionale che tra parentesi a me fa veramente schifo, farà lo stesso errore che ha fatto Renzi.

    Presidenzialismo e presenza del vincolo di mandato eliminano completamente la repubblica parlamentare.
    Poi che ci…

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  • giamps78 15:17 il 11 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Si al super ministro europeo delle finanze con poteri su bilanci stati dell’eurozona,ma a condizione che… 

     

    Sono favorevole alla creazione del super ministro europeo delle finanze che possa entrare a gamba tesa nei bilanci degli stati membri imponendo misure.
    Sono favorevole anche a mantenere e addirittura anche a far aumentare il surplus commerciale tedesco.
    Sono disposto a dimenticare che regaliamo all’Europa ogni anno ben 4 miliardi a fondo perduto di contribuzione netta anzi ad essere favorevole a dare all’Europa non più 4 ma addirittura 5 o 6 miliardi annui a fondo perduto.
    Sono disposto a dimenticare che negli ultimi 25 anni abbiamo  regalato ,alla comunità europea prima e all’unione europea poi, oltre 100 miliardi di euro andati a chi ci ha fatto concorrenza sleale usando quei soldi per darli ai nostri imprenditori per fare le delocalizzazioni.
    Sono diventato improvvisamente europeista che è sinonimo di masochista?
    Ma certo che no!
    C’È una condizione…una sola condizione:
    Si faccia contestualmente un meccanismo per eliminare definitivamente lo spread.
    Come?
    Molto semplicemente con l’acquisto comune di un debito che però rimane separato tra stato e stato.
    Chi compra un titolo di stato non sarà più a conoscenza a quale paese appartenente all’eurozona va questo finanziamento perché non sarà reso pubblico.
    Il ministro delle finanze europee avrà anche il compito di rifinanziare i debiti degli stati della zona euro,senza eccezioni.
    Si crea così la centrale unica per il finanziamento dei titoli pubblici degli stati che utilizzano l’euro.

    Ovviamente chi non utilizza l’euro ma è nell’unione europea lo fa volontariamente e si tiene lo spread.
    Altrettanto ovviamente un trattato di questo tipo toglie sovranità agli stati membri dell’eurozona,pertanto va costituzionalizzato ovvero ogni singolo stato dovrà inserire questa cessione di sovranità nella propria carta costituzionale ed eventualmente fare un referendum popolare confermativo come ad esempio può capitare in Italia.
    Chi dirà si e avrà modificato la costituzione entro i successivi 2 anni,continuerà a far parte dell’unione europea e dell’euro.
    Gli stati membri che diranno no resteranno nell’unione europea ma dovranno uscire dall’euro.
    Questo vale anche per chi si trova già in questa situazione e vuole fare un referendum per cambiare la sua costituzione.
    Ad esempio i cittadini polacchi polonia potrebbero dire si al referendum ma in quel caso la polonia entrerebbe da subito nell’euro.
    Tutto questo per dire che lo stesso giorno in tutta Europa potrebbe svolgersi tale referendum ed in base all’esito si saprà chi vuole stare con la prima velocità e chi con la seconda.
    Naturalmente il nuovo parlamento europeo eletto al termine di questa legislatura dovrà avere delle sedute apposite dove gli europarlamentari dell’eurozona si confrontano con il ministro delle finanze europee e dove si prendono le decisioni.
    E tale ministro da tali europarlamentari dovrà ricevere un voto di insediamento ad inizio mandato.
    Se è il caso si può pensare di far slittare di 12 mesi le elezioni europee per dar modo a tutti i paesi di modificare la costituzione  e di fare il referendum popolare il cui esito sarà decisivo per le scelte dei che dovranno essere fatte dai governi nei mesi successivi.

     
  • giamps78 12:48 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    INAIL condannato per il nesso telefoni-tumori: A questo punto meglio privatizzare l’ente. 

    se c’è un nesso  tra l’uso del telefono e le malattie all’orecchio,la colpa certamente non è dell’inail ma di chi ha fabbricato il telefono e non ha inserito nel libretto d’istruzioni le informazioni corrette.
    L’inail in questa faccenda non c’azzecca proprio nulla,infatti molti utenti senza essere al lavoro hanno utilizzato il telefono per uso personale per molte ore al giorno perché non sapevano che fosse nocivo e se si dovessero ammalare chi dovrebbero citare in giudizio,le normative europee?!?
    Se ti ammali perché usi il telefono al lavoro hai un trattamento,se ti ammali perché usi il telefono per i fatti tuoi ne hai uno diverso.
    La sentenza è totalmente sballata, questo non è minimamente accettabile.
    Tre sono gli attori,ma casualmente paga sempre pantalone, casualmente tutti sono sempre  d’accordo quando c’è da fare debito pubblico, sindacati, aziende, politica, giudici… TUTTI D’ACCORDO, SEMPRE.
    Abbiamo un fabbricante di telefoni che attesta la bontà del suo prodotto, che non non vieta l’uso prolungato e non consiglia affatto la moderazione nel suo utilizzo continuativo e prolungato.
    Abbiamo un secondo attore,un’azienda qualsiasi che acquista tale telefono e lo fa utilizzare nel modo corretto,cioè quello specificato nel libretto di istruzioni,dove non è presente alcuna regola
    E poi abbiamo l’istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro che viene condannato a pagare perché quell’azienda qualsiasi ha fatto utilizzare 10 anni per due ore al giorno il telefono.
    Se questo fosse il metro di misura,qualsiasi persona riscontrasse un tumore all’orecchio ed avesse utilizzato anche a scopo personale un telefono, merita un risarcimento, che certamente non potrà essere dato dall’inail perché non di tratta di un infortunio sul lavoro.
    Ribadisco,l’inail in questa faccenda non c’azzecca nulla,difatti tale persona malata, magari ha utilizzato il telefono,anche se magari di diversa marca,anche fuori dal lavoro,magari per altre due ore al giorno, come qualsiasi altra persona può fare nella sua vita privata, come fa il giudice ad emettere una sentenza simile?
    La situazione è simile al problema dell’amianto, quando venne utilizzato per la prima volta tutti ne lodavano le qualità, poi si è scoperto quanto fosse nocivo, sono state fatte delle normative e sono state condannate delle aziende.

    Io non credo che si possa condannare l’inail per un qualcosa che somiglia più ad un vuoto normativo per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro, di un comportamento tanto usuale al lavoro quanto usuale fuori dal lavoro: L’uso del telefono.
    Dobbiamo chiederci se in altri paesi ,dove tutto è stato privatizzato, dove anche l’istituto per gli infortuni sul lavoro è stato privatizzato, avremmo avuto una sentenza di questo tipo.
    Dubito che in quei paesi si sarebbe arrivati alla condanna di un istituto privato per un presunto vuoto normativo, per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro.
    Allo stesso modo non si può condannare questo istituto solo perché è pubblico.
    Altrimenti meglio che lo privatizziamo, perché non è possibile avere due pesi e due misure da parte di queste “toghe nere”.
    I lavoratori si facciano l’assicurazione privata e facciamo una bella revisione della spesa,come per le automobili, d’altra parte nessuna assicurazione ha mai pagato per i morti causati dall’inquinamento dell’aria.
    Poi dimezziamo le buste paga di tutti i giudici in modo da far capire a loro spese che il pareggio di bilancio ha un qualche valore, e magari abbassando i costi si riesce ad assumere qualche giudice in più per avere sentenze in tempi più

     

     
  • giamps78 10:58 il 21 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè. 

    In questo articolo spiego perché lo #iussoli fa aumentare il razzismo,chi lo vuole ci manderà tutti a destra.
    Cara sinistra autolesionista,ottieni percentuali da prefisso telefonico,chiediti perché…

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
    Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
    Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
    Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
    Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una…

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  • giamps78 10:15 il 12 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro € 

    Una buona proposta per la costituzione del ministro unico delle finanze europee.(febbraio 2016).

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro €.
    buona proposta solo se tassi di interesse sui debiti sono uguali per tutti

    Se lo spread si azzera con la creazione del ministro delle finanze europeo noi siamo a posto.
    Avendo un avanzo primario positivo, se i tassi di interesse si attestassero a livelli tedeschi, significa riuscire a bloccare ed anzi far scendere in cifra assoluta il debito pubblico.
    In pratica risolvere il problema in partenza, anche solo mantenendo una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5% ogni anno, a queste condizioni si può abbassare ulteriormente il debito.
    Porsi in una situazione di questo tipo significa non avere piu il cappio al collo.
    La Germania ci ha fregato e alla grande in questi ultimi 20 anni, ha fatto i suoi interessi CONTRO gli interessi del sud-europa.
    Il suo debito è piu basso proprio perchè il suo metodo…

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  • giamps78 07:58 il 24 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    #jobsact: contratto “unico” a tutele crescenti è diventato più costoso di quello a tempo determinato! 

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    Obbiettivo primario era quello di far costare meno il lavoro a tempo indeterminato e di aumentare il costo di quello a tempo determinato per disincentivarlo.
    L’operazione è clamorosamente fallita, e questo è pure il fallimento di matteo renzi, un fallimento completo e assoluto.
    La modifica dell’articolo 18 ha avvicinato i contratti a tempo indeterminato a quelli a tempo determinato.
    il tempo indeterminato è dato dal fatto che non c’è una data di scadenza ma che la mattina stessa in cui il datore di lavoro prende questa decisione si può essere licenziati senza giusta causa, anche se i profitti dell’azienda sono in crescita ma si punta a profitti ancora maggiori.
    Lo ha confermato perfino un giudice con una sentenza…
    Abbiamo quelle che vengono chiamate “tutele crescenti” che in realtà aumentano il costo del lavoro facendo propendere la scelta del contratto da stipulare verso il tempo determinato,esattamente l’opposto degli obbiettivi prefissati dal governo renzi.
    Ovviamente io sto guardando le cose in prospettiva,alla luce della fine degli incentivi previsti inizialmente per il mitico contratto unico a tutele crescenti.
    L’inps ieri ci ha fatto sapere che a gennaio, primo mese senza incentivi, e via via che passeranno i mesi saranno sempre di più le aziende che termineranno l’agevolazione della durata di 3 anni,cominciata nel 2014, a seconda del mese in cui il lavoratore è stato assunto con le “tutele crescenti”.
    L’inps fa sapere che le domande di disoccupazione sono in aumento di circa 13 mila unità rispetto al gennaio del 2016 e se questo trend fosse confermato avremmo nel 2017 un aumento dei posti di lavoro di sole 80 mila unità nei prossimi 12 mesi, destinate a scendere a 40 mila e poi a 20 mila via via che gli incentivi per un totale di 18 miliardi di euro vanno a scadere.
    Ma non è questa la notizia peggiore perché fin quando il petrolio si manterrà a questi livelli e l’euro resterà sotto quota 1,10 sul dollaro i posti di lavoro in ogni caso dovrebbero essere destinati ad aumentare,anche sgonfiandosi la bolla renziana del jobs-act.
    La notizia peggiore è invece un’altra: Facendo i dovuti calcoli i datori di lavoro si renderanno conto che senza incentivi economici il contratto unico a tutele crescenti risulta più oneroso di un normale contratto a tempo determinato!

    Infatti se è vero che sulla carta anche senza incentivi il costo del lavoro risulta più alto per  i contratti a tempo determinato,questi non comprendono alcuna mensilità da dare al lavoratore che arriva al termine della data scritta sul proprio contratto e forse sbaglio ma non credo sia prevista alcuna mensilità nemmeno in caso di licenziamento che avvenga prima della scadenza di tale contratto a tempo determinato contratti che mi pare possono essere prorogati di due anni in due anni,mi pare di ricordare fino ad un massimo di 6.
    Se fosse confermato quanto scritto sopra l’incentivo dell’assenza dell’articolo 18 risulterebbe del tutto inutile anche per le aziende che fanno ampio uso di tempo determinato.
    Infatti assumere qualcuno a tutele crescenti significa dovergli pagare anche le mensilità per il suo licenziamento, onere che rende tali contratti meno economici di quelli a tempo determinato.
    Un fallimento totale per chi come me inizialmente auspicava che un contratto a tutele crescenti fosse “unico” proprio perché eliminava anche la tipologia contrattuale a tempo determinato.
    Siamo passati addirittura ad avere un tempo determinato meno costoso di un tempo indeterminato che contiene pure i licenziamenti economici collettivi!
    C’È poco da chiamare gufi quelli che usano il cervello e che guardano i fatti reali invece della propaganda delle slide.
    Naturalmente inascoltati i consigli di chi diceva di aumentare a 6 mesi il periodo di prova dei contratti a tempo indeterminato ma di evitare i licenziamenti senza giustificato motivo.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di eliminare l’articolo 18 solo dopo la richiesta cassa integrazione, la revisione pubblica dello stato di salute delle imprese, dopo l’attuazione dei contratti di solidarietà riducendo anche le buste paga dei manager,e dopo gli investimenti per l’efficientemento produttivo.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di unificare l’articolo 18 per le aziende sopra e sotto i 15 dipendenti, togliendo qualche diritto a quelli sopra ma uniformandoli e dando tali diritti a quelli sotto i 15 dipendenti.
    Inascoltati i consigli di chi diceva di calcolare il dare-avere di ogni singolo lavoratore per sapere se durante la sua vita lavorativa sfrutta assegni pubblici abusandone e facendo in modo che la tassazione sia più elevata per queste persone che chiedono magari ogni anno da decenni gli assegni di disoccupazione pagati dagli altri lavoratori.

    D’altronde dati parlano chiaro,la propaganda di Matteo Renzi sta a zero,tutti i mesi l’inps ci dice che i contratti a tempo determinato sono in aumento rispetto a quelli che fintamente vengono chiamati a tempo indeterminato ma che contengono i licenziamenti economici e tutto questo accadeva quando c’erano ancora gli incentivi anche se via via ridotti nel tempo.
    Gennaio 2017 è il primo mese senza incentivi per chi ha assunto una persona nel gennaio 2014, si faranno due conti e verificheranno le date in cui scatta l’aggravio dovuto alle mensilità…
    È assurdo se si pensa che la propaganda del governo renzi con tanto di slide diceva robe tipo “+200% di contratti a tempo indeterminato”.
    Avviene invece l’esatto opposto tra l’altro rispetto ad un tempo indeterminato che permette il licenziamento in qualsiasi momento.
    Questo è dilettantismo elevato al cubo.
    Per non parlare del disastro sui voucher che lo ricordo sono stato il primo a denunciare nel 2014 parlando di nuovo caporalato, molto prima che lo facesse la CGIL che tra l’altro i voucher li ha utilizzati e probabilmente ne ha fatto scorta per usarli fino alla fine dell’anno dopo che ne ha causato l’eliminazione totale.
    E mi pare che in questo ci sia un palese conflitto di interessi nel no della CGIL alla prima stesura del decreto che impediva l’uso dei voucher per i pensionati che non avrebbero più potuto lavorare in CGIL.
    siamo passati dai 10€ orari all’eliminazione completa dello strumento che il governo renzi aveva ampliato con i decreti attuativi del jobs-act aumentando la quantità di ore anni lavorabili con i voucher.
    Invece di farli costare di più,ad esempio 20 € orari, e di ridurre il tempo in cui un lavoratore li può utilizzare durante l’anno, annullando le modifiche contenute nel jobs-act e lasciando solo la tracciabilità, lo strumento è stato rimosso per paura di un referendum abrogativo.
    Questa sembra sempre più una repubblica delle banane

     
  • giamps78 08:04 il 1 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Riforma delle pensioni: Pensione sociale a chi ha ricevuto più di quanto ha dato 

    Ho ascoltato ieri la trasmissione Ballarò di floris su raitre, a no scusate,in epoca renziana la veltroniana raitre è passata di mano.
    Ricominciamo…
    Ho ascoltato ieri sera “di martedì” di floris in una interessante prima parte di trasmissione dove c’era perfino un rimasuglio di contraddittorio apparentemente vero (come nel periodo pre-post renziano) sul confronto tra pensioni retributive e contributive.
    Interessanti spunti di cui non ero a conoscenza chissà come mai non mi hanno sorpreso come i trattamenti pensionistici di alcune casse separate dall’inps, di alcune aziende private (ex-statali) che riguardano ad esempio la telefonia o le banche che sono oggi in clamoroso rosso e che con l’accorpamento delle casse previdenziali pagano tutti i cittadini.
    È brutto fare antipolitica su un tema così serio e siccome non voglio allinearmi a chi sbandiera questi temi a scopo elettoralistico,sbagliando perché non si accorge che allineare le pensioni al sistema contributivo è esattamente l’opposto di una manovra elettoralistica,preferisco descrivere una delle variabili che ha portato quelle casse ad avere un così ampio disavanzo.
    L’ho già spiegato mille volte che i tagli sociali e l’austerità non sono la ricetta della persona cattiva che vuole il male dei cittadini,non sono la causa ma sono l’effetto delle casse allegre e dell’iper inflazione che ha colpito l’Italia in passato e che ci ha fatto perdere competitività anche se pare che nessuno se ne sia accorto,in questi termini.
    Senza farla troppo lunga il risultato dell’aumento del costo del lavoro generato dall’aumento del debito e da un sistema pensionistico assurdo quale quello retributivo ha dato come esito il taglio del numero dei dipendenti statali e la svendita del patrimonio pubblico comprendente anche telefonia e pure la banca d’Italia.
    Il “fondo” del discorso porta a dire che i tagli del personale fatti in questi ultimi decenni,frutto di quelle spese pazze e di quelle ignobili riforme del passato hanno costretto austerità ed hanno mandato in rosso quelle casse che fino a ieri erano separate dall’inps.
    Chiaro che se c’è il blocco del turn-over ci sono meno lavoratori assunti ogni tot che vanno in pensione ergo c’è un rosa di bilancio.
    Questa è una spiegazione che non sottrae responsabilità alla mancata riforma retroattiva di privilegi pensionistici decisi privatamente e poi mantenuti con l’unificazione delle casse previdenziali.

    E non sottrae responsabilità nemmeno alla mancata riforma non solo della 2° pensione retributiva maturata da molti sindacalisti di cui ho sentito parlare ieri durante la trasmissione , ma anche della mancata riforma dei privilegi pensionistici delle forze dell’ordine soprattutto dopo la manifestazione dei vigili del fuoco della settimana scorsa che chiedevano pari trattamenti.
    Pari trattamenti si,ma pari privilegi,tipo baby pensioni, tutt’oggi erogabili alle forze dell’ordine, no.
    A tal proposito, si potrebbe stabilire che il 60% dei risparmi dovuti alla riforma costituzionale retroattiva che porta integralmente il sistema contributivo alle forze dell’ordine, sia utilizzato per migliorare i trattamenti salariali nel rinnovo dei contratti e nell’aumento delle spese per la sicurezza.
    Il restante 40% deve per forza di cose ridurre l’aumento dell’indebitamento.
    Ho scritto ridurre l’aumento e non invece “tagliare il debito” perché purtroppo sono questi privilegi ad averci fatto perdere competitività all’interno della quale ha avuto gioco facile la speculazione capitalista che ci ha costretto ai tagli e austerità , come forma di difesa attiva.
    Togliendo di mezzo quei privilegi non si taglia effettivamente il debito ma se ne riduce solo l’aumento proprio perché oggi la situazione è veramente grave e non si può far finta di non aver fatto tutta una concatenazione di errori in questi decenni avendo in testa solo il consenso elettorale e la propaganda e non invece il bene comune.
    Ma i nodi poi vengono al pettine e le bugie hanno le gambe corte anche se i ristoranti sono pieni e non si vede la crisi che è frutto psicologico di un panico generato mediaticamente!
    Tornando alla trasmissione di martedì, ho notato pure alcune imprecisioni grossolane, quale quella che riguarda un presunto incremento delle pensioni d’oro nel caso in cui queste fossero calcolate con il sistema contributivo invece che con quello retributivo utilizzato ancora oggi per erogare la maggior parte delle prestazioni.
    C’È un errore clamoroso, presumo dia lo stesso errore che ci portiamo dietro da almeno 12 mesi,cioè da quando il centro studi dell’inps ha elaborato il documento che ha portato nella commissione parlamentare, e che oggi non solo non viene smentito da ulteriori studi ma diviene verità!
    Come può accadere che una pensione contributiva sia più alta di una retributiva lo sanno solo loro!
    Questi insinuano che se una persona ha guadagnato tanto ed ha pagato tanti contributi e per molti anni con il retributivo oggi prende meno soldi di quanti ne prenderebbe con il contributivo.

    No ma dico: Qualcuno cerca di pigliare gli altri per il ****?
    A giudicare dall’effetto pare ci sia riuscito se pure giuliano cazzola che è uno che se ne intende ci è cascato in pieno.
    Quanto affermato sopra varrebbe solo in un caso,e nemmeno in quello se i calcoli sono fatti bene.
    Il caso è semplice,più unico che raro, la media delle ultime buste paga usate nel retributivo sono più basse di altre buste paga che quel lavoratore ha avuto ad esempio nei primi anni di lavoro,ma deve essere un cambiamento notevolissimo per far si che il retributivo sia più basso del contributivo.
    Ora però smentisco che questo possa accadere,infatti il retributivo si è accompagnato ad una età pensionabile più bassa si oggi alle volte anche di 15 anni,alle volte anche di più per le baby pensioni.
    Se anche vi fossero 10 mila casi di pensioni d’oro che aumentano con il ricalcolo contributivo,facendo la sottrazione tra quanto dato e quanto ricevuto tenendo conto del costo della vita e delle tasse pagate ed eseguendo il ricalcolo sulla cifra restante, si nota la flessione,che non è un incremento,è una flessione.
    E quand’anche vi fossero 10 casi in Italia dove questo non accade, basterebbe stabilire nella legge che raggiunta la parità tra dare e avere si procede all’erogazione della pensione minima.
    E quest’ultimo principio,di una sola riga andrebbe mese in costituzione,anche se tecnicamente non ve ne sarebbe bisogno visto che questo è il principio di bilancio tra entrate e uscite che in costituzione c’è già.
    È iniquità assoluta la lotta politica per istituire un tetto alle pensioni d’oro, non risolve un solo problema dal punto di vista del bilancio e regala palate di soldi alle pensioni integrative private alle quali chissà come mai non si chiede alcun tetto.
    Qui qualcuno tenta di collettivizzare le perdite e ci fa pure antipolitica prendendosi gli applausi.
    Se uno ha una pensione d’oro ed ha ricevuto meno di quello che ha dato io lo difendo,ma non è una novità ho detto questa cosa svariate volte,ma nel momento in cui ha ricevuto di più scatta la pensione sociale magari basata sull’issee, se è alto non viene erogata.
    Tra parentesi un ricalcolo totalmente contributivo taglierebbe in media del 40% le pensioni, ma sarebbe una pensione esentasse come avviene nel resto d’Europa,quindi il taglio darebbe di molto inferiore.
    In ogni caso se il parlamento dovesse togliere una delle 3 pensioni a giuliano amato sarebbe già un buon inizio..

     
  • giamps78 11:43 il 26 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    La corte costituzionale non è una vergogna universale 

    La corte costituzionale NON è una vergogna universale.
    Ripeto,la corte costituzionale non è una vergogna universale.

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Una doverosa precisazione:
    La corte costituzionale non ha eliminato le pluricandidature,ed in questo caso è una buona notizia.
    Questo veniva ieri riportato dai giornali: “la corte boccia le pluricandidature”.
    La colpa però non è soltanto dei media ma anche della corte stessa che invece di leggere la sentenza e pubblicarla ha preferito giocare al telefono senza fili con gli avvocati,gli unici ad averla realmente udita e ad aver dato le successive interviste.
    A dire il vero sono stato ingannato più volte dai titoli di giornale,quando ho letto: “no capilista bloccati” ho pensato che significasse una bocciatura da parte della corte,ed infatti la bocciatura c’è stata,ma del ricorso,non dei capilista che restano vivi e vegeti,l’esatto opposto.
    Sono passato dall’euforia alla delusione.
    In pratica non è vero che la sentenza ha aumentato numero dei capilista bloccati eletti in parlamento perché le candidature multiple sono state bocciate ma solo nella parte relativa alla…

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  • giamps78 10:18 il 13 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    #voucher: La CGIL, la proposta Damiano ed il #Jobsact di #renzi che li ha peggiorati 

    Non è vero quanto affermano gli esponenti del partito democratico, secondo i quali il job act di renzi non avrebbe modificato la disciplina dei voucher.
    Lo ha fatto eccome se lo ha fatto,portando la soglia massima annuale da 5 mila a 7 mila euro per singolo lavoratore.
    Basta andare a vedere i dati reali,chi li ha a disposizione può facilmente verificare quanti di quei 150 milioni di voucher sono stati dati a persone che avevano già passato la soglia dei 5 mila euro.
    Da questo dato si ottengono l’incremento reale nell’uso dei voucher provocato dal jobs act di renzi,anche se non risulta totalmente esplicativo del peggioramento provocato da tale disposizione.
    Passare da 5 mila a 7 mila significa aumentare di 2  mila euro annuali e con un semplice calcolo si verifica che, a 10 euro pagati ogni ora lavorata,si ha un incremento dell’utilizzo dei voucher di due mesi a otto ore al giorno,per ogni singolo lavoratore.
    Questi due mesi ulteriori si aggiungono ai precedenti tre mesi, e permette l’utilizzo dei voucher per 5 mesi ogni anno.
    tralasciando per un momento il lavoro nero,questi 5 mesi permetterebbero all’azienda di avere l’intercambio annuale di 2 Lavoratori che solo apparentemente vanno a costituire lavoro occasionale ma in realtà sostituiscono un posto di lavoro contrattualizzato,essendo il costo del lavoro dimezzato e facendo risparmiare l’azienda.
    Quindi le stesse due persone farebbero 5 mesi di lavoro ogni anno e andrebbero a sostituire un posto di lavoro che non può certamente considerarsi lavoro nero.
    Poi ovviamente quelli che hanno votato tale modifica in parlamento,nonché il ministro del lavoro sosterrà che questa modifica serve per far emergere il lavoro nero,ma in ogni caso nessuno può garantire che i rimanenti mesi dell’anno non siano pagati a nero,magari retribuendo 4 voucher al giorno e pagando le rimanenti 4 ore in nero.
    In ogni caso i controlli costerebbero di più dei soldi che lo stato incamera con le tasse pagate da tali lavoratori visto che tali entrate mi pare siano vicino a zero.
    Il punto chiave è capire quale sia la funzione migliore che possono avere i voucher all’interno del mondo del lavoro.
    Anche la sigla sindacale cgil ha utilizzato i voucher per 75 mila ore nel 2016 nello stesso momento in cui propone un referendum per abrogarli totalmente.

    A giustificazione di questo la CGIL afferma di non aver avuto altra scelta essendo state abolite le altre forme contrattuali.
    Penso che sia sbagliato polemizzare su questo punto, ma se tale giustificazione fosse fondata significherebbe che con la vittoria al referendum e l’abolizione totale dei voucher,il giorno dopo,vi sarebbero giganteschi problemi non essendo disponibile alcuna forma contrattuale sostitutiva,visto che il referendum è applicato immediatamente alla pubblicazione del risultato elettorale,mentre per una nuova legge,tra una cosa e l’altra potrebbero volerci mesi.
    Quindi senza fare inutili polemiche invito la CGIL a fare una seria proposta per il dopo voucher, che essa stessa sarebbe portata ad utilizzare visto che essa stessa afferma che ad oggi questa risulta assente.
    Mi piacerebbe leggerla per capire quanta precarietà c’è al suo interno e valutare con calma prima di recarmi al seggio e votare per il referendum abrogativo,e credo che questo interessi moltissime altre persone.
    La verità invece è un’altra.
    Alla CGIL non dà fastidio l’assenza di diritti nei voucher,non dà fastidio il fatto che non siano divise le attività “professionalizzate” dove a fornire il lavoro è una persona giuridica o svolte nelle proprietà occupate da persone giuridiche dalle attività svolte per conto di persone fisiche.
    Alla CGIL non interessa che le personalità giuridiche paghino 20 euro per ogni ora in modo da disincentivarne l’uso economico,mentre alle persone fisiche resti a 10 euro.
    Alla CGIL non interessa questo.
    La CGIL volendo eliminare i voucher vuole eliminare la possibilità di poter essere scavalcata nella stipula dei contratti.
    La CGIL non sta parlando in difesa dei lavoratori ma in difesa di sé stessa.
    Come se le partite IVA o le altre forme contrattuali precarie non scavalcassero ugualmente il sindacato.
    Alla CGIL dà fastidio che qualcuno possa saltare la burocrazia e recandosi in tabaccheria possa comprare un buono lavoro,indipendentemente se questo sia da 10 o da 20 euro e magari contenga più tasse statali,più contributi ed anche una maggiore remunerazione.
    No,alla CGIL da fastidio l’assenza di un contratto cartaceo,la coda allo sportello,l’assenza di teste pensanti che tutto l’anno vanno a spulciare le innumerevoli e continuative modifiche contrattuali che i politicanti votano ogni mese.
    La CGIL non difende le altre professioni come dice,difende la propria!

    La CGIL ha pagato dei pensionati con dei voucher,come scritto precedentemente non voglio polemizzare sull’ipocrisia,sullo scodinzolare bene ed il razzolare male,perché in fin dei conti pure io essendo contrario all’utilizzo del combustibile fossile e battendomi per le energie alternative sono costretto ad utilizzarlo.
    Il punto invece è proporre qualcosa di alternativo senza la mera protesta settoriale.
    Ad esempio per me è positivo che dei pensionati vengano pagati per 75 mila ore per lavorare all’interno della CGIL,perché dal mio punto di vista se un pensionato se la sente di continuare a lavorare dovrebbe farlo ed in proposito ho lanciato un’altra proposta di flessibilità in uscita che risulta alternativa a quella compresa nei job acts del governo renzi.
    Ritenevo utile l’unificazione del part time in uscita con la flessibilità ed il pagamento di metà pensione con un risparmio per lo stato che diventa detassazione per un neo-assunto.
    Non concordo ma capisco anche il punto di vista di chi dice che se lavora un pensionato si toglie un posto di lavoro ad un giovane e che quelle 75 mila ore potevano essere lavorate da dei giovani.
    Io ritengo che sia utile che un pensionato versi contributi che in questo caso sono 2,5 euro per ogni ora lavorata,di modo che possa pagare quell’insostenibile pensione ottenuta con il 50% di retributivo.
    Altri invece pensano che il debito pubblico non esista e che la crescita del prodotto interno lordo esista realmente e non sia invece astrofisica dei numeri!
    Robe da matti!
    Loro credono che il prepensionamento non peggiori la vita di tutti quelli che in pensione ci devono andare ed utilizzano questa soluzione per fare contenti i sindacati all’interno della singola grande impresa godendosi la vittoria di Pirro che risulta essere la sconfitta di tutti i lavorator,gli altri ovviamente,quelli che non avranno tali fortune e che anzi a causa di tali prepensionamenti vedranno l’età pensionabile alzata ulteriormente,il coefficiente di calcolo sulla parte contributiva essere calcolato al ribasso.
    Tutto è collegato e già si profilano i prepensionamenti per alitalia,come già successo per moltissime altre aziende,ad esempio la Fiat,o da ultimo per gli esuberi dei banchieri.
    Non è un caso se l’italia risulta essere prima nel mondo per contributi pensionistici pubblici versati dai singoli lavoratori,e se la spesa pensionistica italiana è la più alta d’Europa.

    L’ex ministro del lavoro cesare Damiano propone che i voucher possano essere utilizzati solo per pagare persone che risultano disoccupate di lungo periodo.
    Io trovo che questa sia una idea originale ma sensata solamente se viene tolta occasionalità.
    Cioè a dire che trovo ottima l’idea di far cercare alle aziende le persone che da anni non trovano un lavoro,di dare l’incentivo del base costo del lavoro per farle rientrare,mentre oggi questo capita soprattutto per le persone in mobilità con le aziende che sono incentivate dal ricollocamento
    Ma a quel punto diventa impossibile per chi offre lavoro sapere,recandosi in tabaccheria,chi ne può usufruire e chi no.
    Non sarebbe più da considerare lavoro occasionale e uscendo dalla forma mentis del voucher,sarebbe da considerarlo un vero e proprio contratto per gli italiani ch risultano disoccupati ad esempio da almeno tre anni e che in questo periodo sono rimasti in italia.
    Ovvero la stipula di un contratto part time o di 40 ore settimanali per un numero ben definito di mesi che potrebbero essere 3,non ripetibili se non allo scadere di altri 3 anni di disoccupazione assoluta,nei quali ricevono 10 euro orari di cui 2,5 per i contributi previdenziali esattamente come gli attuali voucher.
    Anzi,dal mio personale punto di vista dovrebbero essere obbligatori,nel senso che se un disoccupato li rifiuta senza “giustificato motivo” perde ogni sussidio ed ogni sconto fiscale erogato dallo stato all’intero nucleo familiare.
    In questo modo rientrano nel mondo del lavoro quelle sacche di disoccupati di lungo corso e le imprese vanno a cercarli negli uffici di collocamento.
    Ma questa tipologia contrattuale credo sia ben distante dai voucher,soprattutto se si vuole vietarne l’utilizzo in agricoltura e nell’edilizia ,anche ai disoccupati di lungo corso.
    L’Occasionalità rimarrebbe ma non sarebbe lavoro occasionale bensì lavoratore occasionale,pertanto non avrebbe nulla a che fare con i voucher perché impresa e lavoratore hanno l’obbligo prefissato di durata contrattuale di 3 mesi,senza possibilità rescissorie dovute ad un giustificato motivo che in questo caso deve essere ancora più restrittivo rispetto ad altre forme contrattuali.
    Certamente terminato il contratto l’azienda sarà libera nelle sue scelte ma non potrà più utilizzare questa tipologia contrattuale per lo stesso lavoratore se non sono passati almeno tre anni e non risulta disoccupato di lungo

     
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