Updates from dicembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 16:12 il 17 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    La neutralità della rete voluta da Obama è meglio della totale deregolamentazione voluta da Trump 

    la mia posizione di contrarietà alla neutralità della rete non va assolutamente confusa con la posizione di chi, come Roland Trump, ne vuole la totale deregolamentazione.
    Nella neutralità della rete voluta da Obama c’erano certamente delle falle, ma la totale assenza di regole è certamente peggiore.

    così come per la corretnte elettrica gratuita sotto una certa soglia di consumo, il ragionamento vale per internet.
    Io ritengo che l’accesso ad internet gratuito debba essere un diritto per chiunque, ma appunto essendo un diritto non può avere prestazioni identiche a quelle fornite a chi paga il servizio.
    Quindi una neutralità della rete che non prevede che i providers siano obbligati a fornire un servizio minimo essenziale, magari fornendo tale servizio con una banda rimaneggiata, fa si che una parte della popolazione non ne possa avere accesso.
    Per questo motivo è sbagliato vietare ai provider una differenziazione della velocità di accesso ai siti web.
    Ma stiamo parlando del lato utente navigatore, non stiamo parlando del lato sito web.
    In questo ragionamento non si parla di singoli siti web maggiormente raggiungibili rispetto ad altri, si parla di qualunque sito web più o meno facilmente raggiungibile dal singolo utente se sta utilizzando la banda gratuitamente fornita dal provider rispetto all’utente in 1° classe o in classe economica.
    Si viaggia peggio come per i treni, anche se si viaggia sugli stessi binari, e questo però deve essere visto come l’unico sistema che permetta una totale copertura gratuita per ogni singola persona.
    E questo risulta fondamentale come già spiegato per abbattere i costi dello stato all’atto della digitalizzazione, laddove prevedendo la copertura gratuita completa, si prevede la possibilità di utilizzo capillare di internet per l’invio di comunicazioni digitali pubbliche, la mail univoca in base all’indirizzo di casa per tutti i cittadini , leggibile tramite un apposito telefono di casa o un qualsiasi telefono abilitato che possa utilizzare quella banda gratuita.
    Chiaramente se lo stato non è a conoscenza di caselle di posta elettronica certificate, non può nemmeno inviare i documenti digitali.
    Io credo che la ricerca sia orientata alle multinazionali, e dunque trovi il super telefono cellulare ma non trovi il telefono fisso efficiente che permetta l’invio e la ricezione di documenti, che sappia verificare se quel messaggio sia stato letto e che solo dopo possa inviare un cartaceo.
    Non esiste ricerca che permetta l’utilizzo del digitale anche a chi non è nativo digitale, che crei interfacce amichevoli facilmente utilizzabili anche da persone anziane schiacciando semplicemente un bottone.
    L’altra cosa che non andava nella neutralità della rete proposta da Obama era l’impossibilità di aprire appositi provider che facessero aprire un solo sito web.
    Cioè il pensare di costituire una rete che desse l’accesso ad un solo specifico sito.
    Non si tratta di far aprire siti con velocità diverse ma di permettere la costituzione di reti per singoli siti mentre altri risultano inaccessibili.
    Io sarei favorevole ad un utilizzo simile ma solo se la fruizione resta gratuita per qualunque navigatore.questa credo sia la discriminante corretta, se il servizio è offerto gratuitamente allora credo sia giusto permettere alla singola azienda ,ad esempio facebook, di far entrare gli utenti nel proprio sito web, senza dare accesso ad altri siti, a patto che lo scopo di lucro si limiti alla copertura delle spese per il servizio, senza ulteriori profitti.
    Facile comunque per lo stato sarebbe semplice mettere l’internet gratuito per tutti, e allora sarà chiaro che se una persona può scegliere tra entrare solo su facebook o entrare su tutti i siti, anche se ad una velocità inferiore, sceglierà di entrare su tutti i siti, salvo eventi speciali.
    E io credo che se la regola resta valida, e cioè l’obbligo di gratuità del servizio dato ai navigatori, anche le stesse televisioni che oggi sono fruibili gratuitamente, possono trovare una propria continuità anche in internet, sempreché si permetta loro la costituzione di linee dedicate su internet, cosa che la neutralità di Obama vietava.

     

     

    Annunci
     
  • giamps78 09:58 il 10 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’organizzazione delle nazioni unite e israele riconoscano l’esistenza della città di al-quds sulle proprie cartine geografiche 

    È stato lo stesso Netanyahu a chiedere che non si parli di Gerusalemme est e di Gerusalemme Ovest, gli israeliani non accettano nemmeno che sulle brochure del giro d’Italia del 2018, ci sia scritto che parte da Gerusalemme ovest e dicono che Gerusalemme è unica e non può essere divisa tra est e ovest, e che la capitale di Israele è l’intera Gerusalemme, intendendo sia quella ovest sia quella est, e gli stati uniti d’America, che hanno deciso di stabilirvi l’ambasciata spostandola da Tel-Aviv , non possono non sapere questo, non possono far finta che non sia così, non possono far finta di non aver capito.
    Sappiamo bene che Israele vuole tutto quanto, sappiamo che gli stati uniti d’America hanno armato fino ai denti Israele,compresa l’arma nucleare che Israele possiede.
    Sappiamo della disparità militare tra Israele e tutti gli altri stati a cui Israele ha dichiarato guerra in 70 anni di storia.
    A proposito di storia, si pretende di cancellare la millenaria “proprietà” della città in mano islamica, si pretende di riscrivere la storia, asserendo appunto che “Gerusalemme capitale di Israele è incontestabile dal punto di vista storico”.
    Ma di quale storia?
    Certamente quella della religione ebraica e quella della religione cristiana ma non certo quella della religione mussulmana.
    Israele da decenni prepara gli ingredienti per una guerra di religione e assieme agli stati uniti ne hanno combinate di cotte e di crude dal dopoguerra ad oggi.
    Non si capisce perché,così come gli U.S.A. hanno armato Israele dell’arma nucleare, la Russia non possa fare lo stesso con l’Iran che ha il divieto di produrre tali armi, mentre non ha alcun divieto di acquisto dell’arma già creata e pronta all’uso, in modo da riequilibrare le forze militari in campo.
    Se invece si vuole una de-escalation militare, punto primo Israele accetti formalmente il divieto per il suo esercito di entrare ad al-quds e a Gerusalemme.
    Israele riconosca l’esistenza della città di al-quds che fino ad oggi è stata chiamata Gerusalemme est, e Gerusalemme ovest potrà essere chiamata semplicemente Gerusalemme.
    Entrambe queste città devono godere di uno statuto speciale all’interno dei rispettivi stati, uno statuto speciale riconosciuto da trattati internazionali, con l’intervento automatico, quindi senza voto in consiglio di sicurezza, da parte dell’ONU, se non sarà rispettato.
    E al primo punto dello statuto speciale, ci deve essere l’autogoverno delle due città dal punto di vista militare e l’impossibilità da parte dei rispettivi parlamenti centrali di deliberare azioni all’interno delle città stesse i cui unici uomini armati dovranno essere quelli della polizia municipale, anch’essi sotto il governo del consiglio comunale e non dello stato centrale.
    Il divieto di uomini armati dell’esercito , pena l’arrivo dei caschi blu dell’Onu.

     
  • giamps78 11:49 il 7 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    Su #Gerusalemme gli stati uniti d’America si sono dimostrati di una slealtà assoluta, ma chi la fa l’aspetti… 

    Su Gerusalemme per decenni gli stati uniti d’America hanno fatto finta di essere quello che non sono,dei mediatori, hanno fatto i furbi facendo credere a tutti di essere imparziali mentre invece avevano già preso la loro decisione a favore di Israele.
    Gli stati uniti hanno tenuto un comportamento ingannevole, si sono comportati come una Volpe messa a protezione del pollaio dove loro stessi furbescamente si erano posti come difensori, hanno solo finto un comportamento trasparente  mentre quel comportamento serviva loro per raggiungere meglio l’obbiettivo che fin da subito si erano prefissati.
    La parola pace per loro significa sopraffazione e sottomissione, e ogni volta che pronunciano tale parola bisognerebbe tradurla nel modo corretto, secondo il  significato che loro nella realtà loro intendono.
    Sono stati smascherati, non potranno più avere alcun ruolo di mediazione basata su “grandi valori di democrazia e libertà”, da oggi e per sempre sono completamente fuori dai giochi.
    Qualunque trattativa fatta con loro è stata ed è solo un guadagnare tempo come se il tempo potesse cancellare le dirci guerre dichiarate dal suo 52° stato: Israele.
    Israele fa a pieno titolo parte degli stati uniti d’America, altrimenti non si spiegherebbe come mai gli americani che fin dalla loro nascita hanno sempre rifiutato di entrare nelle vicende di paesi stranieri, abbiano  deciso quale debba essere la capitale di uno stato straniero, contro le deliberazioni internazionali, contro la stessa firma di un presidente degli stati uniti d’America che aveva firmato un trattato che conteneva i confini originari del neonato stato di Israele che non conteneva Gerusalemme.
    L’intera città di Gerusalemme è stata conquistata con le armi, una città conquistata con le armi mai nella storia potrà essere la città della pace, ma soltanto la città della guerra.
    Chi non riconosce Gerusalemme come città occupata militarmente e addirittura la promuove a capitale dello stato che la ha conquistata non potrà mai proporsi come mediatore di pace ma solo con mediatore di sottomissione e di sopraffazione.
    Prima conquistano gerusalemme con le armi e dopo che hanno ottenuto i loro obbiettivi militari-religiosi cercano di far passare del tempo facendo poi credere che Gerusalemme come capitale di Israele sia frutto di un accordo di pace.
    Quale pace?
    La pace dopo l’armistizio incondizionato di questa guerra silenziosa e quotidiana ,la pace dopo la resa incondizionata delle altre controparti, una guerra loro fingono di non aver mai dichiarato ma che loro combattono quotidianamente con ogni mezzo.
    Gli stati uniti nella loro politica estera stabiliscono quali debbano essere le capitali degli stati stranieri, andando contro il pensiero dei loro padri costituenti e andando in contro a gravi conseguenze.

    Articoli correlati:
    Ecco perché uno stato laico di Israele non ha diritto a reclamare una Gerusalemme religiosa
    https://giamps78.wordpress.com/2017/12/05/ecco-perche-uno-stato-laico-di-israele-non-ha-diritto-a-reclamare-una-gerusalemme-religiosa/

     
  • giamps78 10:41 il 5 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco perché uno stato laico di #Israele non ha diritto a reclamare una #Gerusalemme religiosa 

     

    Israele lanciando i suoi caccia contro damasco, sta facendo di tutto per far scoppiare una terza guerra mondiale perché pensa di trarne dei vantaggi territoriali.
    Hanno fatto male i conti con la storia che potrebbe liberarsi di loro in maniera definitiva.
    L’apertura di un’ambasciata statunitense a Gerusalemme non è di per se un fatto negativo, il fatto negativo è che si affermi che Gerusalemme è territorio di Israele.
    Gerusalemme può essere unita e indipendente come città stato, così come lo è il vaticano.
    Una città stato che non è Israele e non è Palestina.
    Gli stati uniti d’America fingono di combattere contro le guerre di religione, dicono di essere per la laicità dello stato, ma è falso perché il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è solo ed esclusivamente una mossa religiosa, della bibbia sulla quale gli statunitensi prestano giuramento.
    È dunque una dichiarazione di guerra religiosa, e non basterà tutta la loro ipocrisia mediatica a far credere il contrario.
    Non esiste altra spiegazione che possa far riconoscere Gerusalemme capitale di Israele se non quella religiosa.
    Israele è uno stato artificiale creato dai regnanti d’Inghilterra alla fine della seconda guerra mondiale.
    Israele è una reminiscenza del passato che si fonda su un libro, la bibbia.
    Questa è la verità anche se cercano in tutti i modi di nasconderlo.
    Vogliono far credere che Israele sarebbe uno stato laico e che la maggioranza della popolazione di Israele tra pochi anni avrà sangue palestinese.
    Due cose sono da dire su questo argomento, l’una l’opposta dell’altra.
    Gli stati uniti non possono mettere apposto la propria coscienza tramite questa reminiscenza moderna di Israele perché o Israele è Israele in tutto e per tutto oppure è solo una pantomima moderna, come gli attori-lottatori del wrestling che al passare del tempo cedono il posto a qualcun altro che somiglia loro e che possa portare il medesimo nome stabilendo una continuità nella finzione della lotta.
    Questo rifacimento laico di israele con il gay pride del mese scorso che sfila per le vie di gerusalemme non ha alcun senso e non potrà portare a nulla di buono in futuro.
    Creare marionette storiche per mettersi a posto la coscienza magari può funzionare come avanspettacolo ma dal punto di vista religioso apre un solco che l’ipocrisia del potere mediatico mondialista statunitense mai e poi mai potrà riuscire a sotterrare due metri sotto terra facendo il lavaggio del cervello e parlando di diritti “civili” o “incivili”.

    Ma il secondo argomento è ancora più semplice da capire del primo:
    Come può Israele stato artificiale e laico la cui maggioranza di sangue non è nemmeno ebraica eccezion fatta solo per alcune decine di migliaia di abitanti che sono al 100% ebree, chiedere Gerusalemme senza avere nemmeno i vecchi requisiti religiosi?
    Consegnare Gerusalemme allo stato laico di Israele che fa sfilare il gay-pride equivale a consegnare Gerusalemme si sodomiti!
    È una contraddizione in termini, chiedere Gerusalemme per una questione religiosa e vendersi l’anima calpestando quella stessa religione per avere le armi e l’appoggio degli stati uniti d’America.
    Ma tra lapidare e far sfilare ci sarà pure una via di mezzo…
    Ma tutto fa brodo, anche una sfilata alza il prodotto interno lordo e fa vivere meglio gli israeliani!
    abbiamo in premier, Netanyahu, che va in giro a spiegare come far funzionare meglio l’economia, quale deve essere il giusto livello di tassazione, che durante le cene si mette pure a disegnare grafici sui tovaglioli, mentre con le armi conquista i territori circostanti dicendo che quelli sono i confini di uno stato di Israele, ma di uno stato religioso che esisteva migliaia di anni fa!
    Ma cavoli, allora pure i romani possono chiedere di avere Gerusalemme, infondo quelle mura che rimangono ancora in piedi del vecchio tempio chi le aveva fatte costruire?
    Caro soldato israeliano, che ti piace piangere davanti al muto, sappi che quel muro lo ha fatto costruire l’odiatissimo impero romano, e li di fianco ,scavando appena trovato il simil sinedrio ebraico,anch’esso costruito dai romani!
    Ma stiamo parlando di qualcosa che esisteva migliaia di anni fa, se Roma ottenesse Gerusalemme certamente avrebbe una crescita del prodotto interno lordo senza bisogno di disegnare grafici sui tovaglioli?
    Ma la domanda è: Quanti danni dovremo ancora aspettarci da questo “israele laico” prima che si capisca che non può esistere alcun Israele laico?
    Quegli scienziati ebrei che si credono padroni della genetica nei loro laboratori stanno facendo degli esperimenti che vanno contro ogni loro credo religioso, ma non lo dicono, lo fanno di nascosto.
    Ma l’ipocrisia vuole che in questo stato fantoccio di faccia credere di essere religiosi se un ministro si dimette perché le ferrovie lavorano il sabato che in teoria è giorno di riposo.
    Se gli stati uniti considereranno Gerusalemme come capitale d’Israele, a mio avviso, l’unica risposta è il ritiro di tutte le delegazioni da qualsiasi organizzazione internazionale che abbia sede nel territorio degli stati uniti, fin quando la sede non sarà spostata.
    Se ci sarà una risposta forte in questo senso non la si darà vinta a chi, come ha fatto lo stato laico di Israele fino ad oggi, ha minacciato le organizzazioni internazionali(UNESCO, onu) ed ha tagliato loro i fondi come forma di ritorsione.

     
  • giamps78 07:44 il 18 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il “selezionatore meccanico” che manca ai negozi Amazon e che elimina l’odioso riconoscimento facciale 

    wp_ss_20171118_0002

    Io non credo che il sistema predisposto da Amazon per i negozi fisici sia funzionale allo scopo che si vuole ottenere.
    Per cui boccio senza alcuna remora tale sistema che non ci porta solo in un altro mondo, ma in un altro universo certamente peggiore di questo che fa già abbastanza schifo.
    Inaccettabile un software di riconoscimento facciale, inaccettabili duemila telecamere che ti osservano per verificare se metti nel carrello la pastasciutta che ha la forma di spaghetti piuttosto che quella che ha la forma di mezze pippe…
    Qui ci lamentiamo del fatto che su internet usano i nostri dati e la nostra vita privata per venderla alle multinazionali e poi ci arriva il negozio che ci ruba con la telecamera perfino l’indecisione nel scegliere la pastasciutta, se prendiamo un corridoio piuttosto che l’altro, che cosa compriamo, quando dove come mangiamo.
    Io credo che Amazon sia ancora in tempo per migliorare il progetto, magari utilizzando quello che alcuni medi fa ho predisposto per quei tipi di negozi, e che ancora non avevo scritto sul mio blog, perché aspettavo il momento giusto.
    In pratica il negozio viene completamente ridisegnato, non servono tutte quelle stupide telecamere, servono invece dei distributori meccanici dei prodotti, non servono carrelli della spesa, il carrello della spesa lo si trova pronto all’uscita del negozio con tutto quello che si è preso.
    Se il negozio fosse uno di quelli normali, la persona prenderebbe il pacco della pasta e lo metterebbe nel carrello, e questo accadrebbe anche nei nuovi negozi Amazon.
    Ma anche questo passaggio può essere eliminato!
    Così come tutte quelle inutili telecamere…
    Nel negozio che può essere molto piccolo all’interno, ci potrà essere un solo prodotto per ogni tipo, mica va nel carrello.
    Infatti l’acquirente lo esaminerà in tutto e per tutto e poi lo rimetterà al suo posto, selezionando il numero nell’apposito spazio, posto appena sotto a quel prodotto.
    Ci saranno due tipologie di selezione del numero, una analogica, ed in questo caso si usa la tesserina apposita, e una digitale, ed in questo caso si può usare il proprio cellulare.
    E in questo caso basterà tramite quello stesso software del cellulare, selezionare la modalità “non in linea” per fare la spesa nel “negozio 3D” in modalità stile “Second life” dal salotto di casa.
    A quel punto uno sceglie di andarsi a prendere la spesa, e nel momento in cui arriva, lo fa sapere al selezionatore meccanico che prepara tutto in un paio di minuti, senza dover girare per forza per il negozio.
    In alternativa c’è il servizio che porta a casa tutto quello che si acquista, tramite il fattorino del negozio che ovviamente non può coprire grandi distanze, ed in questo caso si pagherà il servizio.

    Ma il tutto si fonda sul “selezionatore meccanico” che rende possibile l’automatizzazione mantenendo inalterata la possibilità di anonimato per i clienti.
    Cosa sarà mai questo selezionatore meccanico.
    Lo dice la parola stessa, è un magazzino posto su uno spazio adiacente alle casse o alla “reception” dal quale meccanicamente, tramite sistemi automatici e bracci meccanici sono selezionati i prodotti, che ovviamente vanno inseriti nel magazzino, pezzo per pezzo, codice per codice.
    Quindi c’è un lavoro manuale che avviene nelle retrovie di nascosto a chi si trova nel negozio che riguarda il caricamento dei prodotti, automatizzabile a sua volta se tali prodotti fossero impacchettati in un certo modo all’atto della produzione e del confezionamento.
    Il negozio non solo da per filo e per segno quanti prodotti ci sono ancora in magazzino, ma conosce pure la loro data di scadenza, cosa che l’attuale negozio fisico Amazon non conosce!
    Chi dice a tutte quelle belle e stupide telecamere di Amazon che il prodotto è scaduto?!?
    Nessuno!
    Invece con questa proposta i prezzi vengono scritti in maniera digitale, e possono subire modifiche in tempo reale a seconda delle quantità presenti in magazzino e sono aggiornate in tempo reale al software consultabile dal divano di casa che però si riferisce al negozio fisico più vicino a casa.
    Sarà possibile ordinare anche quello che non c’è in negozio attendendo più tempo o pagando un ulteriore sovrapprezzo per averlo non da quel negozio fisico ma dalla distribuzione Amazon che arriva per posta.
    Il software Amazon potrebbe contenere uno spot pubblicitario di ogni prodotto, che a differenza delle attuali pubblicità sarà visualizzabile sia in negozio fisico sia in quello multimediale dal salotto di casa, ma solo se il cliente lo richiederà perché ne vuole sapere di più, e finito di guardare il filmato potrà anche fare domande tramite la chat del negozio sempre attiva con risposta immediata,ovviamente a distanza!

     
  • giamps78 07:32 il 11 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #irma: Costruire “droni dissipatori di energia” è meno complicato che costruire F35 militari! 

     

    So che se non si parla di petrolio,bombe o imperialismo è difficile che gli U.S.A. si impegnino a fare qualcosa…
    Ma in linea teorica sarebbe possibile assorbire tutta l’energia sprigionata da un uragano dissipandola e facendolo scomparire.
    l’uragano ha anche un punto debole: L’occhio.
    Nell’occhio del ciclone, o in questo caso dell’uragano c’è una sostanziale calma e dunque non c’è il rischio che il marchingegno che dobbiamo costruire abbia a rompersi, a patto di spostarsi nella direzione dell’uragano per rimanere sempre nel suo centro.
    Quindi una specie di “drone dissipatore” volando sopra all’uragano potrebbe calarsi nel suo centro senza essere minimamente colpito dalla forza dei suoi venti.
    Il drone dissipatore una volta entrato nell’occhio può scendere sempre più in basso e tramite dei dispositivi ad aria compressa potrebbe non toccare mai la superficie mai la superficie mantenendosi stabile.
    Il drone deve cercare di l’energia dal vento trasformandola in  rotazione di eliche nel senso di rotazione opposto a quello dell’uragano in modo da generare una leggera ma costante opposizione.
    se questo non è possibile, si deve semplicemente dissipare l’energia catturata, o magari usata per raffreddare le acque sopra cui verosimilmente si trova l’uragano.
    Dal drone potrebbero uscire delle palette orizzontali che vanno a ruotare come fossero delle pale eoliche orizzontali che assorbono energia, mentre nella parte superiore potrebbero esserci le eliche che girano in senso opposto e dissipano l’energia creata dalle prime..
    Anche se,sempre in linea teorica, in un futuro prossimo l’energia sara trasportabile al di fuori dell’uragano presso una serie di super-centrali elettriche, questo oggi non è possibile.
    Il punto è che le palette orizzontali del drone devono essere allungabili ed entrare nel vortice quel tanto che basta per riuscire ad assorbirne l’energia senza però compromettere la stabilità del marchingegno.
    Ovviamente non si sta parlando di assorbire e dissipare tutta l’energia in 5 minuti, ma ogni kW assorbito è stato complessivamente sottratto alla forza distruttiva.
    Voglio dire, chi sta cercando di costruire robot per andare sul pianeta Marte che spende tutti quei soldi per la ricerca…
    Un drone dissipatore costerebbe meno di un F35 e sarebbe costruito per evitare distruzioni, non per crearle, generando pure ingenti risparmi nelle ricostruzioni post-evento.

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 08:41 il 31 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’assoluta incapacità di Trump mette in cattiva luce le genuine politiche protezioniste 

    Se c’è una persona che sta svilendo le politiche protezionistiche facendole odiare ai cittadini questa è Ronald Trump.
    Credo che mai nessun politico sia mai riuscito a dimostrare tutta la sia incapacità in così pochi giorni di distanza dal proprio insediamento come è riuscito a fare lui.
    Tre cose si era impegnato a fare concretamente: Il muro col Messico,la riforma dell’obamacare, il blocco dei migranti.
    Due di questi tre sono già stati bocciati sonoramente.
    Il congresso a maggioranza repubblicana ha bocciato la riforma dell’odiato obamacare che Trump aveva proposto.
    Faccio notare che la vittoria alle elezioni si deve proprio a causa dell’entrata nella campagna elettorale di questo tema mai trattato da Trump in precedenza ed utilizzato per superare la Clinton nelle ultime settimane.
    Una bocciatura come questa rappresenta,da sola,il fallimento della presidenza visto e considerato che sono stati gli stessi repubblicani a votare per tenere l’obamacare.
    Un deputato repubblicano ha affermato: “non ho mai visto una legge scritta peggio di questa” e non si riferiva all’obamacare ma alla riforma sanitaria proposta da Trump.
    Il tutto è stato condito con la minaccia di far perdere il seggio ai deputati che non avessero votato la sua riforma,dimenticando la divisione dei poteri e l’indipendenza dell’un potere rispetto all’altro.
    In questo Trump somiglia tantissimo a renzi, quando bighellono tra i banchi della camera dei deputati minacciando la fine anticipata della legislatura se non fosse stata votata la sua riforma costituzionale poi bocciata sonoramente dal referendum malgrado il quesito truffaldino che ha portato milioni di persone a votare per l’approvazione di tale riforma.
    Il secondo punto,il decreto per il blocco dell’immigrazione da 6 paesi a maggioranza islamica è stato reiterato due volte e due volte è stato bocciato dai giudici statunitensi,altro buco dell’acqua,almeno per il momento.
    Il muro con il messico pare destinato ad “arenarsi”, Trump sta cercando di elemosinare un miliardo al congresso per fare i primi 100 km, ma di questo passo nei prossimi 4 anni non riuscirà nemmeno a farne fare 50!
    Trump ha poi abolito i limiti alle emissioni nocive delle automobili perché, si sa, lui non crede a tutte le baggianate sul surriscaldamento globale e quei limiti danneggiano l’industria.

    E qui ci sarebbe spazio per una Class Action viste le centinaia di migliaia di morti e dell’aumento delle sofferenze respiratorie e allergiche che vi sono ogni anno.
    È un’invenzione pure questa?
    Oppure c’è una relazione l’abolizione del limite alle emissioni e l’abolizione dell’obamacare?
    Ma almeno gli americani avranno il carbone “really clean” per dar lavoro a quei poveri minatori si tornerà alla macchina a vapore…
    Due piccioni con una fava, inserisci il carbone e l’auto viaggia alla grande!
    Aggiungiamoci pure il buco nell’acqua che Trump ha intenzione di fare nei confronti dell’Europa mettendo i dazi al 100% nei confronti di prodotti tipo la vespa piaggio, e questo si pensa sia una ritorsione per la bocciatura effettuata dagli organismi di sicurezza alimentare europea sulla carne “dopata” cresciuta con gli ormoni negli stati uniti.
    Solo che gli scooter piaggio sono prodotti anche in Vietnam,uno stato che ha il costo del lavoro e della vita ben più basso dell’Europa.
    Il risultato finale sarà semplicemente disastroso per gli U.S.A che si ritroveranno i dazi aggirati e gli scooter ad un prezzo ancora più basso dell’attuale provenienti però dal Vietnam, e un commercio con l’Europa,dove esporta molti prodotti, che sarà ridotto.
    Ma perché allora anche i McDonald  non li spostano in Vietnam,dopotutto all’operaio vietnamita,che risulta privo di diritti ma che ha un potere d’acquisto eccezionale ,magari se lo mangerebbe un panino con carne americana dopata!
    A really hot-dog!
    Insomma, il giusto principio protezionistico viene guastato da principianti allo sbaraglio incapaci di  presentare una corretta omogenea ed oggettiva interpretazione e che quindi  lo fanno odiare ai cittadini che vedono solo gli svantaggi.
    Chi osa solo ragionare in quel modo (metto i dazi sugli scooter perché mi bloccano la carne) rappresenta la rovina di ogni futuro protezionistico e autarchico e sta avvelenando i pozzi.
    Risulta poi evidente che debba esserci una differenziazione tra prodotti che possono essere riprodotti indipendentemente dal luogo di produzione e quelli che non possono essere replicati al di fuori di quel luogo.
    E questo ad esempio per l’acqua ma anche per i prodotti equo-solidali che rientrano a pieno titolo nei trattati internazionali e che sono prodotti tipici che non sono “inscatolati” dal taylorismo.
    Un conto può essere uno scooter che può essere riprodotto ovunque e quindi è giusto far aprire una fabbrica in ogni luogo dove esso viene venduto evitando l’accentramento delle produzioni.
    Altro conto ad esempio riguarda l’acqua ad esempio la “san pellegrino” che se venisse interamente prodotta negli stati uniti si potrebbe chiamare ancora san pellegrino ma non sarebbe più san pellegrino.
    Che poi non capisco: Perché la san pellegrino si e tutte le altre acque minerali no?
    Anche qui ci sono gli estremi per un ricorso

    Quello che invece la polotica può fare dovrebbe riguardare tutte le acque importate,e dovrebbe riguardare il solo imbottigliamento e confezionamento,visto che in questo caso la materia prima non può essere prodotta in loco senza diventare un taroccamento.
    in definitiva non è che un presidente possa decidere di favorire le aziende che gli hanno pagato la campagna elettorale e sfavorire quelle che si sono schierate contro la sua elezione  se queste sono le preferite da chi ha votato per i suoi avversari.
    Non mi pare che questo sia il modo giusto di fare politica.
    Bisognerebbe guardare le cifre e guardarla tipologia di prodotti non certo i marchi.
    Un decreto dovrebbe rispettare i vincoli di generalità e astrattezza, il che impedirebbe di inserire nelle leggi il nome dei marchi ma solo la tipologia di prodotto e l’origine che in teoria dovrebbe riguardare tutti i luoghi di importazione ma con percentuali diverse a seconda del costo della vita e del lavoro oltreché la bilancia commerciale.
    Il che significa che un paese come il Vietnam dovrebbe importare di più di quanto esporta verso un paese con più alto costo della vita e del lavoro.
    Quindi risulta inaccettabile e deleterio,se non per ragioni sanitarie o di sicurezza, il blocco o il dazio riferito ad un marchio specifico,senza peraltro osservare la bilancia commerciale..

     
  • giamps78 06:47 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bill Gates vuole tassare i robot…cominciamo a tassare i possessori di software Microsoft! 

    Come si può pensare nell’epoca della globalizzazione di tassare dei robot che sostituiscono gli esseri umani nella catena produttiva senza che i furbi capitalisti ne traggano un vantaggio?
    Alzando muri doganali!
    Come si fa a non calcolare che se tassi i robot le produzioni robotizzate vanno all’estero,in un qualsiasi “paradiso” e poi entrano nei nostri mercati ad un prezzo molto più basso lasciando disoccupati pure i nostri robot?!?
    Il Canada ad esempio ha stretto un patto di libero scambio con l’Europa, supponiamo non intenda tassare i robot,chiaramente i loro prodotti costeranno meno al netto del trasporto.
    Questo significa che un numero di prodotti sempre crescenti, creati da robot che lavorano 24 ore al giorno senza pagare tasse manderanno qui moltissima merce creando buchi di bilancio ovvero riducendo le entrate fiscali derivanti dai robot “nostrani” fino ad azzerarle per l’assenza totale delle produzioni.
    È un ragionamento sbagliato nelle sue fondamenta a meno che questa proposta non venga assunta a livello globale,con una tassa obbligatoriamente uguale per tutti pena il divieto di vendere prodotti.
    Ma poi ci saranno comunque le triangolazioni fatte dagli stati canaglia.
    queste futuribili e ipotetiche entrate fiscali servirebbero contro la povertà per creare il magnifico reddito di cittadinanza  che non potrà essere mantenuto a lungo visto che siamo economie che si fondano sul debito.
    Invece il ragionamento corretto non è quello di tassare i robot per far costare di più il loro lavoro dando un reddito di cittadinanza agli umani che restano senza.
    Il ragionamento corretto è quello di far lavorare questi robot per creare prodotti gratuiti per quelle persone che non possono permettersi degli acquisti, senza che questi abbiano bisogno di redditi di cittadinanza.
    Quindi più lavoreranno i robot,più il costo del loro lavoro sarà basso, più persone potranno avere molti più oggetti e ricevere molti più servizi gratuiti.
    l’organizzazione lavorativa degli esseri umani deve riguardare lavori in assenza dell’ultra competizione, ma tornare come un tempo a fare qualche cosa senza che si guardi alla produttività ed invece mettendo davanti le priorità sociali e territoriali da fare obbligatoriamente per poter ricevere quei beni gratuiti.
    Penso per esempio alla corrente elettrica,se fosse gratuita fino ad una certa quantità il povero la potrebbe usare senza bisogno di soldi mettendo in atto comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

    Inoltre,non abbiamo bisogno di centralizzazioni produttive che rendano dipendenti e schiave le popolazioni che ricevono i beni, così come non c’è bisogno della centralizzazione delle fonti energetiche, ma di autoproduzione locale.
    Km zero,autoproduciamoci gli oggetti direttamente in casa con una stampante 3D,perché dovremmo tassare una stampante 3D?
    A questo punto tassiamo anche tutti i possessori di software Microsoft!
    Quanti posti di lavoro hanno portato via automatizzando le operazioni i software di Bill Gates?
    Degli scolari di una scuola,in Italia,hanno creato delle protesi per le vittime di guerra in africa.
    La particolarità stava nei materiali utilizzati,tutta plastica riciclata lavorata attraverso una stampante 3D
    Hanno cominciato le spedizioni in africa ed hanno avuto un grande riscontro.
    Ma si sono accorti che le spedizioni e le lungaggini nei controlli facevano salire il prezzo anche di 10 volte.
    Hanno preso le stampanti e le hanno inviate in africa ed hanno abbattuto i costi.
    Dunque il problema non è costituito dai robot ma dall’uso che se ne fa successivamente e dalla accessibilità a tali prodotti all’interno del sistema autocratico-capitalista.
    Dalla “lotta di mercato” dovrebbero essere quindi esclusi alcuni beni la cui distribuzione può essere gratuita.
    Beni ad esempio come l’accesso all’acqua per la quale vale lo stesso discorso fatto per la fornitura di energia elettrica, gratuita fino ad una certa quantità oltre la quale si deve pagare,senza mescolare l’una parte gratuita con la parte a pagamento e senza conguagli di sorta.
    Chi non ha pagato non può avere accesso oltre il limite gratuito giornaliero/ settimanale.
    Limite gratuito che però significa anche non avere balzelli mensili con costi di allacciamento o di servizio e di canone idrico,quelli sono fatti pagare solo a chi tale limite lo sfora.
    E questa rappresenta la terza via tra un sistema previdenziale del “dare soldi a tutti” e un sistema a capitalizzazione dove chi non ha versato i contributi diventa povero assoluto e molto probabilmente delinque.
    Il tutto mescolato con un lavoro collettivo territoriale al di fuori del mercato “a concorrenza perfetta” senza che quest’ultimo sia cancellato nei suoi principi ma cercando di limitarlo nel suo potere di schiavitù sulle popolazioni

     
c
scrivi un nuovo post
j
post successivo/commento successivo
k
post precedente/commento precedente
r
Rispondi
e
Modifica
o
mostra/nascondi commenti
t
torna a inizio pagina
l
vai all'accesso
h
mostra/nascondi aiuto
shift + esc
Annulla