Updates from luglio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 08:41 il 31 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’assoluta incapacità di Trump mette in cattiva luce le genuine politiche protezioniste 

    Se c’è una persona che sta svilendo le politiche protezionistiche facendole odiare ai cittadini questa è Ronald Trump.
    Credo che mai nessun politico sia mai riuscito a dimostrare tutta la sia incapacità in così pochi giorni di distanza dal proprio insediamento come è riuscito a fare lui.
    Tre cose si era impegnato a fare concretamente: Il muro col Messico,la riforma dell’obamacare, il blocco dei migranti.
    Due di questi tre sono già stati bocciati sonoramente.
    Il congresso a maggioranza repubblicana ha bocciato la riforma dell’odiato obamacare che Trump aveva proposto.
    Faccio notare che la vittoria alle elezioni si deve proprio a causa dell’entrata nella campagna elettorale di questo tema mai trattato da Trump in precedenza ed utilizzato per superare la Clinton nelle ultime settimane.
    Una bocciatura come questa rappresenta,da sola,il fallimento della presidenza visto e considerato che sono stati gli stessi repubblicani a votare per tenere l’obamacare.
    Un deputato repubblicano ha affermato: “non ho mai visto una legge scritta peggio di questa” e non si riferiva all’obamacare ma alla riforma sanitaria proposta da Trump.
    Il tutto è stato condito con la minaccia di far perdere il seggio ai deputati che non avessero votato la sua riforma,dimenticando la divisione dei poteri e l’indipendenza dell’un potere rispetto all’altro.
    In questo Trump somiglia tantissimo a renzi, quando bighellono tra i banchi della camera dei deputati minacciando la fine anticipata della legislatura se non fosse stata votata la sua riforma costituzionale poi bocciata sonoramente dal referendum malgrado il quesito truffaldino che ha portato milioni di persone a votare per l’approvazione di tale riforma.
    Il secondo punto,il decreto per il blocco dell’immigrazione da 6 paesi a maggioranza islamica è stato reiterato due volte e due volte è stato bocciato dai giudici statunitensi,altro buco dell’acqua,almeno per il momento.
    Il muro con il messico pare destinato ad “arenarsi”, Trump sta cercando di elemosinare un miliardo al congresso per fare i primi 100 km, ma di questo passo nei prossimi 4 anni non riuscirà nemmeno a farne fare 50!
    Trump ha poi abolito i limiti alle emissioni nocive delle automobili perché, si sa, lui non crede a tutte le baggianate sul surriscaldamento globale e quei limiti danneggiano l’industria.

    E qui ci sarebbe spazio per una Class Action viste le centinaia di migliaia di morti e dell’aumento delle sofferenze respiratorie e allergiche che vi sono ogni anno.
    È un’invenzione pure questa?
    Oppure c’è una relazione l’abolizione del limite alle emissioni e l’abolizione dell’obamacare?
    Ma almeno gli americani avranno il carbone “really clean” per dar lavoro a quei poveri minatori si tornerà alla macchina a vapore…
    Due piccioni con una fava, inserisci il carbone e l’auto viaggia alla grande!
    Aggiungiamoci pure il buco nell’acqua che Trump ha intenzione di fare nei confronti dell’Europa mettendo i dazi al 100% nei confronti di prodotti tipo la vespa piaggio, e questo si pensa sia una ritorsione per la bocciatura effettuata dagli organismi di sicurezza alimentare europea sulla carne “dopata” cresciuta con gli ormoni negli stati uniti.
    Solo che gli scooter piaggio sono prodotti anche in Vietnam,uno stato che ha il costo del lavoro e della vita ben più basso dell’Europa.
    Il risultato finale sarà semplicemente disastroso per gli U.S.A che si ritroveranno i dazi aggirati e gli scooter ad un prezzo ancora più basso dell’attuale provenienti però dal Vietnam, e un commercio con l’Europa,dove esporta molti prodotti, che sarà ridotto.
    Ma perché allora anche i McDonald  non li spostano in Vietnam,dopotutto all’operaio vietnamita,che risulta privo di diritti ma che ha un potere d’acquisto eccezionale ,magari se lo mangerebbe un panino con carne americana dopata!
    A really hot-dog!
    Insomma, il giusto principio protezionistico viene guastato da principianti allo sbaraglio incapaci di  presentare una corretta omogenea ed oggettiva interpretazione e che quindi  lo fanno odiare ai cittadini che vedono solo gli svantaggi.
    Chi osa solo ragionare in quel modo (metto i dazi sugli scooter perché mi bloccano la carne) rappresenta la rovina di ogni futuro protezionistico e autarchico e sta avvelenando i pozzi.
    Risulta poi evidente che debba esserci una differenziazione tra prodotti che possono essere riprodotti indipendentemente dal luogo di produzione e quelli che non possono essere replicati al di fuori di quel luogo.
    E questo ad esempio per l’acqua ma anche per i prodotti equo-solidali che rientrano a pieno titolo nei trattati internazionali e che sono prodotti tipici che non sono “inscatolati” dal taylorismo.
    Un conto può essere uno scooter che può essere riprodotto ovunque e quindi è giusto far aprire una fabbrica in ogni luogo dove esso viene venduto evitando l’accentramento delle produzioni.
    Altro conto ad esempio riguarda l’acqua ad esempio la “san pellegrino” che se venisse interamente prodotta negli stati uniti si potrebbe chiamare ancora san pellegrino ma non sarebbe più san pellegrino.
    Che poi non capisco: Perché la san pellegrino si e tutte le altre acque minerali no?
    Anche qui ci sono gli estremi per un ricorso

    Quello che invece la polotica può fare dovrebbe riguardare tutte le acque importate,e dovrebbe riguardare il solo imbottigliamento e confezionamento,visto che in questo caso la materia prima non può essere prodotta in loco senza diventare un taroccamento.
    in definitiva non è che un presidente possa decidere di favorire le aziende che gli hanno pagato la campagna elettorale e sfavorire quelle che si sono schierate contro la sua elezione  se queste sono le preferite da chi ha votato per i suoi avversari.
    Non mi pare che questo sia il modo giusto di fare politica.
    Bisognerebbe guardare le cifre e guardarla tipologia di prodotti non certo i marchi.
    Un decreto dovrebbe rispettare i vincoli di generalità e astrattezza, il che impedirebbe di inserire nelle leggi il nome dei marchi ma solo la tipologia di prodotto e l’origine che in teoria dovrebbe riguardare tutti i luoghi di importazione ma con percentuali diverse a seconda del costo della vita e del lavoro oltreché la bilancia commerciale.
    Il che significa che un paese come il Vietnam dovrebbe importare di più di quanto esporta verso un paese con più alto costo della vita e del lavoro.
    Quindi risulta inaccettabile e deleterio,se non per ragioni sanitarie o di sicurezza, il blocco o il dazio riferito ad un marchio specifico,senza peraltro osservare la bilancia commerciale..

     
  • giamps78 06:47 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bill Gates vuole tassare i robot…cominciamo a tassare i possessori di software Microsoft! 

    Come si può pensare nell’epoca della globalizzazione di tassare dei robot che sostituiscono gli esseri umani nella catena produttiva senza che i furbi capitalisti ne traggano un vantaggio?
    Alzando muri doganali!
    Come si fa a non calcolare che se tassi i robot le produzioni robotizzate vanno all’estero,in un qualsiasi “paradiso” e poi entrano nei nostri mercati ad un prezzo molto più basso lasciando disoccupati pure i nostri robot?!?
    Il Canada ad esempio ha stretto un patto di libero scambio con l’Europa, supponiamo non intenda tassare i robot,chiaramente i loro prodotti costeranno meno al netto del trasporto.
    Questo significa che un numero di prodotti sempre crescenti, creati da robot che lavorano 24 ore al giorno senza pagare tasse manderanno qui moltissima merce creando buchi di bilancio ovvero riducendo le entrate fiscali derivanti dai robot “nostrani” fino ad azzerarle per l’assenza totale delle produzioni.
    È un ragionamento sbagliato nelle sue fondamenta a meno che questa proposta non venga assunta a livello globale,con una tassa obbligatoriamente uguale per tutti pena il divieto di vendere prodotti.
    Ma poi ci saranno comunque le triangolazioni fatte dagli stati canaglia.
    queste futuribili e ipotetiche entrate fiscali servirebbero contro la povertà per creare il magnifico reddito di cittadinanza  che non potrà essere mantenuto a lungo visto che siamo economie che si fondano sul debito.
    Invece il ragionamento corretto non è quello di tassare i robot per far costare di più il loro lavoro dando un reddito di cittadinanza agli umani che restano senza.
    Il ragionamento corretto è quello di far lavorare questi robot per creare prodotti gratuiti per quelle persone che non possono permettersi degli acquisti, senza che questi abbiano bisogno di redditi di cittadinanza.
    Quindi più lavoreranno i robot,più il costo del loro lavoro sarà basso, più persone potranno avere molti più oggetti e ricevere molti più servizi gratuiti.
    l’organizzazione lavorativa degli esseri umani deve riguardare lavori in assenza dell’ultra competizione, ma tornare come un tempo a fare qualche cosa senza che si guardi alla produttività ed invece mettendo davanti le priorità sociali e territoriali da fare obbligatoriamente per poter ricevere quei beni gratuiti.
    Penso per esempio alla corrente elettrica,se fosse gratuita fino ad una certa quantità il povero la potrebbe usare senza bisogno di soldi mettendo in atto comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

    Inoltre,non abbiamo bisogno di centralizzazioni produttive che rendano dipendenti e schiave le popolazioni che ricevono i beni, così come non c’è bisogno della centralizzazione delle fonti energetiche, ma di autoproduzione locale.
    Km zero,autoproduciamoci gli oggetti direttamente in casa con una stampante 3D,perché dovremmo tassare una stampante 3D?
    A questo punto tassiamo anche tutti i possessori di software Microsoft!
    Quanti posti di lavoro hanno portato via automatizzando le operazioni i software di Bill Gates?
    Degli scolari di una scuola,in Italia,hanno creato delle protesi per le vittime di guerra in africa.
    La particolarità stava nei materiali utilizzati,tutta plastica riciclata lavorata attraverso una stampante 3D
    Hanno cominciato le spedizioni in africa ed hanno avuto un grande riscontro.
    Ma si sono accorti che le spedizioni e le lungaggini nei controlli facevano salire il prezzo anche di 10 volte.
    Hanno preso le stampanti e le hanno inviate in africa ed hanno abbattuto i costi.
    Dunque il problema non è costituito dai robot ma dall’uso che se ne fa successivamente e dalla accessibilità a tali prodotti all’interno del sistema autocratico-capitalista.
    Dalla “lotta di mercato” dovrebbero essere quindi esclusi alcuni beni la cui distribuzione può essere gratuita.
    Beni ad esempio come l’accesso all’acqua per la quale vale lo stesso discorso fatto per la fornitura di energia elettrica, gratuita fino ad una certa quantità oltre la quale si deve pagare,senza mescolare l’una parte gratuita con la parte a pagamento e senza conguagli di sorta.
    Chi non ha pagato non può avere accesso oltre il limite gratuito giornaliero/ settimanale.
    Limite gratuito che però significa anche non avere balzelli mensili con costi di allacciamento o di servizio e di canone idrico,quelli sono fatti pagare solo a chi tale limite lo sfora.
    E questa rappresenta la terza via tra un sistema previdenziale del “dare soldi a tutti” e un sistema a capitalizzazione dove chi non ha versato i contributi diventa povero assoluto e molto probabilmente delinque.
    Il tutto mescolato con un lavoro collettivo territoriale al di fuori del mercato “a concorrenza perfetta” senza che quest’ultimo sia cancellato nei suoi principi ma cercando di limitarlo nel suo potere di schiavitù sulle popolazioni

     
  • giamps78 06:07 il 16 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non siamo gli utili idioti di Israele e dei suoi trucchetti guerrafondai 

    è da decenni che questi israeliani ci stressano la vita provocando guerre e provocando la nascita di nuovi terrorismi.
    Ci hanno presi tutti per i fondelli per troppo tempo ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Guerre con tutti i propri vicini che si sono espanse globalmente e sono divenute terrorismo internazionale.
    Con l’amministrazione americana di Bill Clinton hanno fatto credere che il loro intento fosse quello dei due stati, nella realtà la loro furbizia stava nell’ingannare gli organismi internazionali che Israele lo hanno creato nel 1948.
    Guadagnare tempo per avanzare e conquistare nuovi territori.
    Questa cosa si chiama guerra, legittima oppure illegittima,ma si chiama guerra.
    Si può essere d’accordo oppure si può essere contrari all’espansionismo israeliano,quel che è certo è che per perseguirlo si sta portando avanti una guerra.
    Ora Israele pretenderebbe non più la soluzione a due star ma ad uno stato solo!
    Altra presa per i fondelli,altro tentativo di guadagnare tempo per guadagnare altri territori.
    Fino a quando la comunità internazionale lascerà fare ad Israele ciò che vuole?
    Fino a quando la comunità internazionale potrà continuare a subire i comportamenti che Israele mette in atto e che poi si espandono a livello globale?
    Ci sono dei confini e sono quelli tracciati dalla comunità internazionale e non quelli conquistati da Israele.
    Se a Israele stanno bene,allora tel- aviv è la capitale di Israele.
    Altrimenti se Israele è convinta di poter riavere indietro tutti i territori che aveva mille e cinquecento anni fa, legittimamente o illegittimamente, siamo di fronte ad una guerra,giusta o sbagliata che sia ma non c’è un modo diverso per descrivere questa situazione.
    Quindi, la comunità internazionale intervenga immediatamente, non è possibile che Israele sia il 51° stato degli USA e che la Palestina sia la Guantánamo a cielo aperto di Israele, non è possibile che israele impedisca a dei deputati europei che sono stati invitati a recarsi in Palestina di potere poi avere accesso.
    C’è la comunità internazionale?
    La Palestina fa parte dell’onu?
    E allora com’è possibile che bisogna chiedere ad Israele il permesso di entrare e questo viene negato discrezionalmente?
    E’ una presa in giro.
    A queste condizioni non possono sussistere le condizioni per alcun tavolo,mentre gli israeliani sequestrano con la forza il terreno di alcuni frati che hanno la sola colpa di coltivare dell’uva in Palestina e costruiscono muri per impedire l’accesso ai palestinesi

    L’unione europea contratta con la Palestina delle etichette per l’origine dei prodotti e subito Israele interviene cercando di impedirlo,tagliando gli approvvigionamenti alla Palestina,le entrate tributarie dovute e dicendo il solito ritornello e cioè che questo impedirebbe la pace,loro che fanno guerre su guerre da decenni.
    La Palestina faccia richiesta per entrare nell’unione europea, e chieda per vie legali il proprio territorio compresa l’intera Gerusalemme, e poi il giorno dopo la sentenza,quando sarà chiaro che Gerusalemme non appartiene ad Israele perché Israele ha perso la sua guerra contro gli arabi,quando sarà chiaro questo la Palestina potrà dare a Gerusalemme uno stato speciale sul modello di honk-kong.
    Infondo anche honk-kong era una colonia inglese come Gerusalemme.
    Gerusalemme che cento anni fa contava 12 mila ebrei oggi pretende il controllo totale della città.
    Se queste persone vogliono fare una guerra,giusta o ingiusta che sia a seconda del punto di vista,non facciano finta di cercare la pace ma siano onesti e dicano che noi siamo solo delle pedine per la loro rivincita (o ri-perdita) storica.
    Siano onesti e lo dicano, ma qui siamo stufi di farci carico dei problemi che Israele crea alla comunità internazionale e di fare da scudo stravolgendo la realtà per dare sempre ragione ad Israele anche quando ha torto solo perché contro Israele non si può dire nulla.
    La verità è che Netanyahu sta cercando di imbonire il nuovo presidente degli stati uniti per offrirgli una prospettiva basata su una realtà distorta che mai potrà realizzarsi realmente perché i primi a non volerla realizzare sono gli stessi israeliani,anche se a loro conviene affermare il contrario.
    Non c’è bisogno di alcuna moratoria sulle 3 mila abitazioni che Israele vuole conquistare su un terreno che non gli spetta.
    C’È bisogno invece di una sentenza di un tribunale internazionale che tanto Israele ignorerà così come ha già fatto con il voto di condanna dell’onu,organismo internazionale al quale Israele ha poi tagliato i fondi per ritorsione.
    Ridicoli,come se l’onu dipendesse dai fondi israeliani?
    Ma se Israele esiste grazie all’onu e alle potenze internazionali che hanno vinto la seconda guerra mondiale.
    Se avessero deciso diversamente adesso Israele non ci sarebbe nemmeno.

    invece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi anc
    ora,e poi ancora,con qualsiasi mezzo,con l’inganno,con i trabocchetti e con la guerra.
    E’ arrivato il momento di dire basta.Invece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancInvece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancInvece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancé

     
  • giamps78 09:01 il 31 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Trump e Immigrazione: Ai soviet, ai comuni o alle contee la competenza esclusiva sulle espulsioni 

    Accettare l’immigrazione deve essere una libera scelta.
    E questa scelta non può essere veramente libera se chi la propone crea una sorta di “obbligo morale” che implica l’accettazione in ogni caso dei migranti.
    I profughi vanno aiutati ed accettati,servono delle scuole culturali per i profughi e per i loro figli.
    Talo scuole culturali non devono spiegare le nostre usanze,devono mantenere il cordone ombelicale tra il profugo ed i suoi figli con il paese di origine.
    La scuola culturale insegna al figlio del profugo la lingua e la storia del paese di origine perché poi lì deve ritornare,e questo per un motivo molto semplice:
    Se viene aiutato un profugo,se viene insegnata una attività che poi può essere dal lui riprodotta,quando tale profugo sarà rimpatriato potremo aiutare un altro profugo in difficoltà con le medesime modalità.
    Bisogna integrare i paesi l’uno con l’altro,ognuno con le proprie usanze.
    Se invece si pensa ad integrare singole persone dando loro la cittadinanza dopo 5 anni e non dopo almeno 20, il risultato sarà la saturazione,l’innalzamento di muri,la vittoria elettorale dell’isolamento.
    Sbagliato parlare solo di immigrati “extra-comunitari”, va fatta una legge che sia pieni poteri e autonomia alle comunità locali,INDIPENDENTEMENTE  dalla nazionalità.
    Il consiglio comunale deve poter provvedere all’emanazione dei fogli di via,per i cittadini comunitari,e all’espulsione per i cittadini extracomunitari con l’ausilio del ministero dell’interno.
    In questo senso i comuni devono avere piena autonomia decisionale nella costruzione della propria comunità locale.
    Nel rispetto della costituzione,non ci devono essere distinzioni di razza,sesso,religione,ma chi vuole la residenza nel comune deve superare un periodo di prova,deve essere giudicato ed infine confermato e può essere espulso dal comune.
    Ribadisco,indipendentemente dalla nazionalità.
    La proprietà privata capitalista e mondialista con la libera circolazione di merci e di persone non può essere senza controllo.
    I soviet, i comuni, o altre assemblee democraticamente elette devono poter espellere anche chi è nato nel comune ma non si è integrato.
    Chi arriva da fuori non può avere come unico parametro di misurazione il denaro che fa da collante della società.
    La società si deve fondare sul mutuo soccorso favorendo lo scambio beni prima di tutto con Chi è vicino.
    Stesso dicasi per l’autonomia locale,il livello più alto può fare solo quello

    Per quanto riguarda l’ordine esecutivo del presidente degli stati uniti Trump che blocca l’immigrazione da sette nazioni,io credo che sia da analizzare bene.
    Ogni stato degli stati uniti deve avere la competenza non solo sull’immigrazione che arriva dall’estero,ma anche sui cittadini americani che abitano in altri stati e le contee all’interno degli stati devono avere la competenza esclusiva rispetto alle altre contee,e giù fino alle comunità locali, sulle quali si deve fondare la società e loro devono decidere non solo sui profughi ma anche sulla circolazione dei cittadini americani.
    Questo significa che il presidente degli stati uniti ha l’obbligo di rimpatriare tutti i cittadini non americani che risultano espulsi dalle comunità locali attraverso un voto democratico dei consigli di contea ed ha l’obbligo di far rispettare il divieto emanato dalle stesse contee anche nei confronti dei cittadini americani espulsi che salvo il caso di ravvedimento e di marcia indietro della contea stessa non possono più rientrare.
    Se vogliamo fare un bel paragone con le leggi marcatiste del capitalismo selvaggio,oserei dire che questo sistema è simile all’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che legalizza il licenziamento illegittimo senza giusta causa.
    Cari bei capitalisti,visto che vi piace privatizzare tutto,fate finta che ogni comune sia inteso come una azienda e che si possa essere mandati via,ma in questo caso non illegittimamente ma dopo un voto democratico di un soviet o di un consiglio comunale eletti democraticamente.
    Ma attenzione, non bisogna confondere un jobs act o una bossi-fini con un decreto di espulsione emanato da un soviet,da un comune o da una contea.
    L’espulsione può “avere luogo” indipendentemente dallo stato di occupazione dell’espulso e indipendentemente dalla nazionalità dell’espulso.
    Mentre per quanto riguarda il luogo di nascita si fa riferimento ad un limite massimo del 3% della popolazione che può essere espulsa nel corso dei 5 anni successivi,fermo restando che anche il controllo del numero delle nascite è demandato alle comunità locali senza alcuna ingerenza se non nei principi generali che riguardano la costituzionalità nell’assenza di discriminazioni di tali atti.

     
  • giamps78 09:38 il 1 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    L’ultima discriminazione di Obama contro le persone a basso reddito 

     

    Io non credo che la carta costituzionale degli stati uniti d’America distingua tra abitanti di case pubbliche ed abitanti di case private,o tra abitanti poveri e abitanti ricchi.
    Non penso che i diritti fondamentali siano soggetti ad una legge differente a seconda Dell tipologia di allocazione immobile che viene utilizzata da un soggetto.
    Nella fattispecie imporre il divieto di fumo ai soli abitanti delle case popolari discrimina nettamente le persone davanti alla legge.
    Le case popolari non sono case aperte al pubblico, sono utilizzate da degli inquilini che sono a tutti gli effetti dei privati,tanto quanto sono dei privati gli abitanti delle villette più benestanti.
    Un siffatto divieto non può certo distinguere tra queste due tipologie di persone.
    Dunque il divieto di fumo può anche esserci,ma deve riguardare tutte le case senza distinguere tra quelle più ricche e quelle più povere.il governo mica può disporre a suo piacimento della vita di quelli a cui ha dato una casa facendo rinunciare a questi una parte dei propri diritti.
    L’obbiettivo dichiarato del provvedimento è quello di “proteggere milioni di bambini dagli effetti del fumo passivo”.
    E allora io suggerirei alcune varianti:
    Ad esempio divieto di fumare sigarette nelle automobili meno costose,permettendo anche il fumo del sigaro ma soltanto nelle fuoriserie e nelle jeep,ma solo se queste ultime sono sovvenzionate dal governo,altrimenti niente sigaro perché i polmoni dei bambini che respirano fumo passivo sanno riconoscere una Jeep sovvenzionata da una non sovvenzionata.
    Po invece,nei quartieri dove c’è maggiore propensione alla delinquenza,ci dovrebbe essere il divieto di consumo di alcolici,ma solo all’interno delle case popolari sovvenzionate.
    Infatti ogni bambino povero ha il diritto di non crescere con i genitori ubriachi!
    Infine contro l’obesità infantile ci vorrebbe un divieto di consumare zucchero per chi abita nei “piani bassi” ma anche per chi abita nei “piani alti” se malauguratamente la casa popolare sovvenzionata possiede un ascensore che impedisce di bruciare calorie facendo le scale.
    Ma uno potrebbe inventarsi qualsiasi finalità positiva per poter controllare e discriminare la vita di taluni cittadini rispetto ad altri.
    C’era un proverbio che dice:dalle migliori delle intenzioni può derivare il peggiore dei danni.
    Una legge di questo tipo è come una testa d’ariete che abbatte il portone dei diritti di tutti i cittadini.
    Si comincia sempre così e poi non si sa più dove si va a finire.
    Non capisco bene la logica di tutto questo.
    Lo stato federale che dice:
    se sei ricco puoi fare ammalare i tuoi figli,infondo la nostra nazione è la patria delle libertà,se sei povero devo impedirti alcuni comportamenti!
    Diverso invece sarebbe il creare di una carta per l’acquisto di prodotti nei market che permetta degli sconti ma solo se non vengono presi prodotti nocivi per la salute.
    Uno se vuole lo sconto non può usare la carta ad esempio per prendere le sigarette altrimenti gli sconti terminano all’istante.
    Oppure molto più semplicemente si vieta il fumo in ogni casa,anche in quelle non sovvenzionate o magari si vieta la vendita di sigarette.
    A proposito non c’è ancora stato un referendum per vietare la vendita di sigarette,ovviamente a tutti non solo agli abitanti delle case popolari sovvenzionate?
    Io non dare così per certo l’esito negativo della votazione perché tanti fumatori non riescono a smettere e potrebbero essere spinti a votare favorevolmente per chiudere una volta per tutte con il fumo da sigaretta e non trovarsi davanti un fumatore dopo aver smesso incorrendo in una ricaduta e ricominciando a fumare.
    Dopotutto le dipendenze possono contrastare con la libertà di scelta più del divieto stesso che in questo caso difende la libertà.
    Ovviamente non è che chi abita nelle case popolari sovvenzionate dipende dal tabacco in maniera inferiore a chi abita nella villa.

     
  • giamps78 08:32 il 19 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Trump e l’Overdose di aiuti di stato (legali) negli U.S.A 

    Gli stati uniti d’America sono famosi per aver ridotto al minimo la presenza dello stato nell’economia,e nel rapporto tra i privati.
    In realtà negli state’s di fatto è sempre la collettività a pagare per chi sbaglia.
    Se risulta vero quello che praticamente tutti hanno ammesso e cioè che una perdita di bilancio si trasforma in uno sconto fiscale che arriva fino all’esenzione totale per tutti gli anni successivi fino al ripianamento di quella perdita.
    Prendiamo il caso del neo eletto presidente degli stati uniti che ha ammesso di aver perso quasi un miliardo di dollari circa 20 anni prima.
    Per i successivi 20 anni la legge fiscale americana ha previsto l’esenzione fiscale fino al raggiungimento del pareggio di quella perdita.
    Chiarisco subito non non è questo il punto centrale del discorso,non voglio mettere in dubbio la veridicità delle affermazioni del neo presidente,non voglio mettere in dubbio la possibilità che quella perdita sia stata effettiva e reale come parrebbe indicato nella sua dichiarazione dei redditi.
    Semplicemente questa e’ una constatazione di quanto egli stesso ha affermato ovvero sia che la legge è stata da lui rispettata ma che nel contempo è  la legge stessa a permettere e ad agevolare questi comportamenti che a prima vista potrebbero sembrare poco virtuosi incitando al fallimento di mercato.
    Ad esempio mi chiedo se le banche americane che hanno provocato la crisi economica mondiale cominciata del 2007 abbiano oggi l’opportunità di non versare nemmeno un centesimo di tasse mettendo a bilancio tali perdite negli anni successivi.
    Cioè a dire che il loro fallimento in realtà si è trasformato opportunità di ottenere una esenzione fiscale totale per tutti gli anni seguenti fino al ripianamento totale di quelle perdite.in altre parole mi domando se le banche che hanno avuto un comportamento misurato e composto,non hanno provocato danni ed hanno fatto investimenti meno rischiosi salvaguardando gli investitori,che non hanno avuto perdite e non hanno avuto multe,si trovino oggi penalizzate e debbano pagare la tassazione piena mentre quelle fallite possano godere delle esenzioni totali perfino sulle multe che sono state combinate loro.
    Se così  fosse,ed io posso solo ipotizzarlo non conoscendo benissimo quel tipo di legislazione fiscale,saremmo molto vicini a qualche cosa che somiglia molto a degli aiuti di stato per le aziende che falliscono e quindi si tratterebbe certamente di una palese violazione di svariati trattati internazionali sul libero commercio che gli stati uniti hanno sottoscritto con i partner  mondiali.

    Saremmo di fronte ad una vera e propria alterazione del mercato che danneggia in primis le stesse aziende all’interno degli stati uniti d’America.
    Se così Fosse sarebbe quasi una mezza truffa messa in atto da chi quotidianamente ci vuole insegnare che cosa sia il “fallimento di mercato”.
    Basti pensare alla “nostra” acciaieria ilva a Taranto.
    Se adottassimo quelle regole tutte le perdite di mercato ricadrebbero sulle casse dello stato con l’esenzione totale delle tasse pari a tali perdite.
    Nel mentre l’unione europea ci dice che non si può fare sconti fiscali sulla corrente elettrica utilizzata dall’ilva per le sue lavorazioni perché si avrebbe una alterazione della concorrenza perfetta tramite aiuti di stato.
    Se le ipotesi precedenti fossero vere e se tale sistema fiscale fosse presente in Italia allora l’ilva tramite l’esenzione fiscale ottenuta dal suo proprietario e l’ammortamento nel tempo di tali agevolazioni avrebbe parimenti questo aiuto anche se indiretto apparentemente legale.
    A queste condizioni,credo bene che negli stati uniti l’evasione fiscale sia al minimo!
    Certo,uno che concorda un risarcimento da 25 milioni per la questione della Trump university può ottenere altrettanti denari tramite le esenzioni fiscali facendoli di fatto pagare alla collettività,non ha bisogno né di evadere ne di eludere illegalmente il fisco visto che è tutto legale.
    Non sto affermando che questo sistema sia ingiusto e che le leggi americane in materia fiscale vadano cambiate.
    Bensì affermo che queste leggi creano una disparità di trattamento nei confronti di chi deve rispettare determinate regole che prevedono ad esempio il divieto degli aiuti di stato.
    Sto affermando che quel sistema fiscale vìola la concorrenza perfetta tanto quanto gli aiuti di stato.
    Ma se tale sistema fosse da tutti applicato certamente smetterebbe di sussistere la disparità precedentemente descritta all’interno del mercato internazionale.
    E’ L’utilizzo di quel sistema da parte di una singola nazione o di un piccolo insieme di stati a creare la disparità.
    Così Come allo stesso modo la presenza di aiuti di stato all’interno di una singola nazione crea una disparità nella concorrenza perfetta internazionale che smetterebbe di sussistere se tali aiuti fossero legali e tutte le nazioni avessero a disposizione questo strumento.
    L’analisi precedente riguarda il rapporto commerciale tra nazioni diverse mentre rimarrebbe in piedi la disparità di trattamento tra aziende virtuose e aziende fallimentari all’interno dello stesso stato,favorendo queste ultime.

    Appare del tutto evidente l’inganno perpetrato dall’ideologia capitalista americana quando afferma che le aziende che non sono all’altezza devono fallire per far spazio a quelle che presentano una maggiore redditività.
    Questo ci sentiamo ripetere tutti i giorni quando alla vecchia maniera si tenta di parlare di difesa dei posti di lavoro in essere e qualche riformista con le pezze sul culo ci viene a dire che le aziende devono fallire se non hanno la giusta produttività alla quale va legato lo stipendio dei dipendenti.
    Ma è del tutto evidente che la redditività viene alterata da questa sperequazione che va a premiare i falliti e porta fuori mercato i virtuosi fin quando non consumano le loro perdite.
    Il sistema statunitense potrà produrre dei benefici dal lato dell’iniziativa imprenditoriale permettendo di rimettersi in corsa dopo un fallimento ma si deve sapere  che chi non fallisce paga più tasse di chi crea buchi di bilancio e ottiene poi maggiori ricavi.
    L’ipotesi è Dunque che ci stiano dando lezioni coloro che violano quotidianamente le regole che impongono a noi.
    Anche le maxi multe miliardarie sarebbero una mezza truffa se poi sono scaricabili esentasse nella dichiarazione dei redditi.
    Troppo facile produrre sottocosto e in perdita per guadagnare i mercati ripianando le perdite con il capitale del padrone che poi otterrà uno sconto fiscale pari a tali perdite produttive.
    Questo è un aiuto di stato bello e buono e va ad alterare il mercato nei confronti di chi non lo pratica.
    Beh allora le acciaierie cinesi potrebbero fare lo stesso per abbassare il costo del loro prodotto azzerando le tasse pagate con le perdite incamerate dai prezzi sottocosto praticati.

     
  • giamps78 10:36 il 14 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Dazi unilaterali alla cina costano a #trump 200 miliardi $ annui! 

    I cinesi mica son nati ieri..
    visto che agli americani piacciono tanto le armi con la polvere da sparo, dovrebbero sapere che sono state inventate dai cinesi circa 5 mila anni prima che Cristoforo colombo sbarcasse “nelle indie”.
    Certo poi è pure capitato che gli inglesi, inventori del calcio,venissero “pettinati” dagli islandesi che hanno più vulcani che campi sportivi.
    In ogni caso il debito pubblico americano mi pare che in cifra assoluta si stia aggirando intorno ai venti mila miliardi di dollari e questo significa che una piccola turbolenza sui mercati potrebbe alzare i tassi di interesse di centinaia di miliardi di dollari all’anno.
    Se queste premesse fossero vere allora un aumento dei tassi di interessi americani anche del solo 1% potrebbe produrre a regime al tesoro americano una maggiore spesa per circa 200 miliardi di $ all’anno.
    Questo dato è inquinante ma c’è gente che continua a chiedere il formarsi di nuovo debito per avere un vantaggio nel breve periodo lasciando però un macigno alle future generazioni.
    Parlano contro l’austerità ma non si rendono conto della bomba ad orologeria che loro stessi hanno fabbricato con questo sistema che diventa ogni giorno più instabile.
    Infatti all’aumentare dei debiti pubblici in cifra assoluta va ad aumentare l’instabilità e va ad aumentare la percentuale di debito detenuta dalle banche nei loro sempre più pesanti bilanci.
    Ma la Cina è un caso a parte vista la forte propensione,a volte doverosa, dello stato ad entrare nelle faccende economiche che i capitalisti giudicano inammissibile.
    Mi pare che il debito pubblico americano detenuto dalla cina sia di svariate migliaia di miliardi di dollari…
    Se l’ampliamento dei dazi americano venisse visto come un affronto dai cinesi,questi potrebbero vendere una parte di quel debito e creare un serio problema di sostenibilità a livello mondiale ad un paese che per molte volte sono già andati vicini al default tecnico con il successivo aumento del tetto del debito votato dal congresso.
    Tra parentesi c’è anche da chiedersi se la Federal reserve ha fatto bene i conti sui costi per il bilancio corrente americano di un futuro rialzo dei tassi di interesse.
    Quanto penseranno di incassare gli americani con l’aumento dei dazi tanto più dovranno pagare con l’aumento dei tassi di interesse.
    Purtroppo questo capitalismo ha prodotto delle degenerazioni che oggi è quasi impossibile riuscire a sanare,però  per gli speculatori liberisti e’ tutto normale,loro guadagnano di più se dopo aver rubato la sovranità agli stati li fanno pure fallire quando cercano di liberarsi dalla morsa.

     
  • giamps78 11:33 il 13 May, 2016 Permalink | Rispondi  

    Barak Obama,la toilette bisex e la farsa elettorale 

    Pare che il presidente degli stati uniti d’america abbia obbligato le scuole pubbliche a permettere ai transgender di entrare nel bagno secondo la propria identità.

    Intanto sono stupito del fatto che si parli di scuole pubbliche, cioè a dire che le scuole private possono fare ciò che vogliono.

    Come può un presidente degli stati uniti sentirsi presidente solo degli studenti di una scuola pubblica e non anche delle scuole private?

    Forse siccome le scuole private sono frequentate dai ricchi fanno parte di uno stato diverso e devono rispettare regole diverse, per loro sarà il preside dell’istituto a decidere se un transessuale debba entrare in un bagno piuttosto che nell’altro.

    Poi c’è la questione dell’identità del transessuale, è evidente che questa persona ha una sua identità, il problema è che non si capisce bene quale sia….

    Come si può affermare che ogni transessuale può entrare nel bagno del gender a seconda della propria identità?

    E chi la stabilisce?
    La stabilisce da solo a seconda di come si sveglia la mattina?!?
    Magari nei giorni dispari può entrare nel bagno delle donne e in quelli pari in quello dei maschi!

    Ma solo nelle scuole pubbliche,è per questo che il presidente Obama si è rivolto solo a queste strutture, infatti lui sa’ che in tutte le scuole private hanno costruito un terzo bagno!

    Due bagni unisex e una toilette “bisex double face”.

    Ma io credo che nemmeno la legge degli stati uniti consenta ad un presidente degli stati uniti di emanare direttive di questo tipo e per di più valevoli solo le scuole pubbliche.

    Non mi pare che venga rispettato il principio di generalità ed astrattezza della norma.

    Forse che Obama ha paura di pagare pegno regalando voti al partito repubblicano modificando l’esito delle ormai prossime elezioni?

    Da una parte c’è la moglie di un ex-presidente che da 10 anni prova a diventare presidente, che perde le elezioni primarie ma vince la candidatura grazie ai super delegati.

    Dall’altra parte c’è un partito che fa le primarie dove si presenta un solo candidato perchè tutti gli altri si sono ritirati perchè così il partito è unito.

    Un candidato che si mette il caschetto da minatore per far vedere la sua vicinanza alle lobby delle materie prime, e quando se lo toglie chiede se qualcuno ha la lacca spray perchè i capelli si sono scompigliati.

    Come se il contenuto della lacca spray non fosse peggiore dell’aria respirata quotidianamente da quei minatori.

    Questa sarebbe la più grande democrazia al mondo che noi dovremmo imitare come abbiamo imitato con la moda dei jeans.

    Questi vorrebbero venirci a spiegare che cosa sono i diritti civili.

     
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