Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 14:50 il 13 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il porcellum era veramente peggio del rosatellum 2.0? Io penso di no 

     

    Il porcellum a me piaceva perché ha permesso di fare a pezzi il bipartitismo del mattarellum e specificatamente il mattarellum applicato alla camera dei deputati, non quello applicato al senato perché privo di sbarramento e avente uno scorporo fatto bene.
    Ora però c’era in vigore il consultellum che aveva le preferenze al 100% al senato e nel 40% della camera dove c’erano i famosi 100 capilista bloccati.
    Quindi abbiamo un netto peggioramento,acuito dal fatto che il parlamento non ha potuto fare ciò che prescrive la costituzione tramite una procedura normale di approvazione della legge.
    Qui di normale non c’è nulla tranne l’arroganza renziana che oramai è la normalità.
    C’ERANO tante possibilità, il mattarellum applicato dal 1993 al 2006 al senato della repubblica, non aveva le preferenze nel 25% di proporzionale ma non aveva nemmeno liste bloccate visto che in quel 25% di proporzionale venivano eletti i miglior perdenti dei collegi uninominali.
    Tutto questo senza calcolare che un 36% di collegi uninominali senza scorporo  come nel rosatellum bis, equivalgono esattamente per numero di seggi ad un 75% di uninominale con lo scorporo come nel vecchio mattarellum del senato.
    In questo modo si sarebbe evitato il voto “a grappolo’ dell’uninominale sul proporzionale.
    Oppure in questo rosatellum con i nomi ed i cognomi dei candidati scritti in scheda elettorale, nella parte destra, potevano essere previste le preferenze.
    Queste non sarebbero state come le vecchie preferenze nelle quali l’elettore doveva scrivere nome e cognome con la matita, c’erano già scritti, questo avrebbe permesso di superare svariate criticità delle vecchie preferenze e avrebbe potuto funzionare anche senza voto disgiunto.
    Invece siamo alle solite, un parlamento eletto con liste bloccate incostituzionali vota contro la sentenza della consulta una legge che non contiene nemmeno una preferenza.
    Tutto questo fa semplicemente vomitare perché il prossimo anno ci ritroveremo in parlamento e di conseguenza poi in televisione tutte quella gente che nessuno voterebbe neanche con la pistola puntata alla tempia, e saranno li, ancora, altri 5 anni a far vedere quanto schifo fa la politica.
    Al porcellum ci ha pensato la corte che ha messo le preferenze, ed ora il nome è cambiato in consultellum, ora andiamo al voto con un’altra schifezza elettorale approvata alla camera con un voto di fiducia chiesto da un governo che è in carica grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale.
    Un governo che ha chiesto la prima fiducia al parlamento dicendo che non voleva occuparsi della legge elettorale.
    Ora i renziani cercano di dare lezioni di responsabilità, dicendo che serve una legge omogenea, ma quando io lo dicevo a loro 3 anni fa ero gufo…
    Quando dicevo che l’italicum non andava bene perché non si doveva fare una legge elettorale per una sola camera?
    Quando dicevo di far entrare in vigore l’italicum solo dopo il referendum?
    Ero gufo anche quando dicevo che poteva vincere anche il no al referendum costituzionale, che un legislatore dovrebbe legiferare guardando non solo il proprio orticello e la propria propaganda facendo credere che si tratti dell’interesse generale.
    Avevo chiesto a Mattarella con una lettera aperta che gli avevo spedito di non firmare l’italicum perché valeva per una sola camera e ciò costituiva una problematica che lui doveva considerare.
    Tutto inutile, come ora queste considerazioni sul rosatellum bis, tutto inutile.

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  • giamps78 22:15 il 11 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto 

    uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
    Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
    Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
    Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
    Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
    Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
    Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
    Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
    Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
    Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
    Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

     
  • giamps78 10:03 il 9 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Senza il voto disgiunto anche questa versione del #rosatellum è incostituzionale 

    Inutile che la maggioranza di non governo unita a forza Italia e lega gioiscano per aver rispettato i tempi del calendario ed aver mantenuto la parola data.
    Questo fallimentare schemino renziano non funziona,non ha funzionato nelle altre incostituzionali riformicchie elettorali , non ha funzionato nella riforma costituzionale e non funziona ora.
    Il rosatellum senza il voto disgiunto è totalmente e completamente illegittimo, lo ha detto la corte costituzionale in varie sentenze.
    Il voto espresso da un cittadino deve essere chiaro e non può essere manomesso dal sistema elettorale.
    Se io voto per il collegio uninominale cioè se voto per un candidato, non sto votando anche per tutti gli altri candidati del proporzionale delle liste bloccate, altrimenti la mia univoca volontà viene travisata e questo evidentemente rende la legge incostituzionale.
    Hanno creato questa specie di mostro ed esultano perché prosegue l’iter della legge, ma se queste sono le premesse è meglio che rimanga il consultellum.
    Creano dei collegi plurinominali proporzionali e affermano che il primo seggio di tale collegio si assegna col sistema uninominale.
    Peccato che sia lo stesso voto che è valido due volte per il medesimo collegio!
    Vogliamo dire che è costituzionale conteggiare due volte lo stesso voto per lo stesso collegio?!?
    Se un elettore pone una sola “x” in scheda elettorale, non mettendone altre, il voto viene conteggiato sia come preferenza del singolo candidato bloccato della forza politica ,sia come voto proporzionale dato a quella stessa forza politica, sia al candidato nell’uninominale della coalizione che però viene eletto nel collegio plurinominale.
    Io non credo che la corte costituzionale, e spero anche il presidente della repubblica, possano accettare un  meccanismo come questo.
    Ancora una volta renzi è corso da Berlusconi e ancora una volta i pozzi sono stati avvelenati.
    Errare è umano, perseverare è diabolico.
    Il senato ad esempio deve essere eletto su base regionale, così faceva il porcellum che non aveva ne sbarramenti ne premi nazionali, così faceva il mattarellum del senato che aveva lo scorporo regionale dei voti uninominali.
    Troppo difficile sarebbe stata la creazione delle coalizioni come blocco monolitico, cioè come ho suggerito io fin dall’inizio, ovvero di considerare le tre o le quattro forze politiche come una sola forza politica.

    Agli elettori sarebbe apparsa la visione di 3 o 4 contrassegni ma mettendo la sua “x” su uno di questi in realtà si votava un unico contrassegno e poi o con le preferenze o stabilendo concordemente le candidature ci sarebbero stati tot eletti di una forza e tot eletti dell’altra, ma nella stessa lista.
    Allora avrebbe avuto senso, come nel mattarellum del senato, il porre una sola “x” e l’avere automaticamente sia il voto proporzionale che uninominale ovvero lo stesso numero di voti dati nell’uninominale presi anche nel proporzionale.
    Ma sia ben inteso, se tali voti non sono scorporati sono conteggiati due volte e al senato non hanno carattere regionale come invece prescrive la costituzione.
    Aveva senso prendere il mattarellum del senato,mantenendo la prevelenza uninominale di collegi,il 75%,ma anche lo scorporo, mantenendo l’assenza di sbarramento, e facendo le alleanze come blocco monolitico, cioè come se fossero una sola lista,cioè una sola lista bloccata per coalizione nel restante 25% di proporzionale, mettendo poi questo sistema anche alla camera.
    Sarebbe stato facile,sarebbe stata una legge comprensibile,
    , non ci sarebbero state delle vere e proprie preferenze, le segreterie avrebbero avuto ugualmente il loro potere, ma almeno si faceva una legge costituzionale ed equilibrata che non avrebbe minato il voto dei cittadini e avrebbe lasciato un minimo di libertà evitando la coercizione totale del voto.
    Ma è inutile sperare in qualcosa che non avverrà…
    Preferiscono fare leggi elettorali astruse e ingannevoli, dove l’elettore non sa che mettendo una “x” su un candidato plurinominale non sta votando per lui perché c’è la lista bloccata, lo vede scritto nella scheda ma è un candidato bloccato che segue l’ordine di presentazione, una cosa di una oscenità mostruosa dal punto di vista democratico , oltretutto votando anche per il candidato uninominale senza nemmeno senza saperlo, candidato uninominale che non è messo in bella vista come accade ad esempio per i candidati sindaci, no lo mettono il più nascosto possibile.
    No, non si possono fare leggi in questa maniera dove invece di sottrarre i voti uninominali se ne tiene conto due volte all’interno del medesimo collegio.
    Poi lo capisce anche un bambino che il collegio al senato non è su base regionale che l’uninominale dà un premio di circoscrizione,c’era un motivo se il mattarellum al senato aveva lo scorporo regionale, su questo argomento consiglio questa interessante lettura: https://giamps78.wordpress.com/2017/05/10/premio-di-maggioranza-nazionale-o-uninominale-non-si-puo-applicare-al-senato-la-proposta-fragomeli-malpezzi/
    A proposito di scadenze,siete ancora in tempo a fare una legge elettorale decente.

     
  • giamps78 13:07 il 30 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea” 

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea”

    L’approvazione del CETA, il trattato internazionale di libero scambio tra unione europea e Canada, mette in luce perfettamente la situazione che avevo descritto in uno dei miei ultimi articoli (https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/ ) sull’ incostituzionalità di quella che viene chiamata “costituzione europea”.
    In pratica il 70% di tale trattato internazionale risulta già entrato in vigore,anche in Italia, mentre il rimanente 30% attente le ratifiche dei parlamenti degli stati membri dell’unione.
    Ma la costituzione italiana non permette al parlamento italiano di delegare una materia com’è quella dell’approvazione dei trattati internazionali, per fare ciò serve una modifica della costituzione italiana, che non è mai stata fatta.
    Il Parlamento deve concedere volta per volta, l’autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, invece in questo preciso istante la materia “commercio con l’estero” è stata ceduta all’unione europea tramite una legge ordinaria che non aveva avuto alcun procedimento rafforzato di approvazione.
    In poche parole ne il presidente del consiglio dei ministri,ne il presidente della repubblica italiana hanno ricevuto alcuna autorizzazione alla ratifica del CETA da parte del parlamento italiano.
    Formalmente l’unione europea ha già fatto entrare in vigore il 70% di questo trattato con l’approvazione del presidente del consiglio italiano senza che questi abbia ricevuto alcuna autorizzazione dal parlamento italiano.
    Per il restante 30% servirà tale l’autorizzazione, e dicono loro, che se tale 30% fosse bocciato sarebbe bocciato anche il rimanente 70%,in tutta l’unione europea.
    Ma questo accade solo perché lo ha voluto espressamente il presidente della commissione europea,non perché si tratta di un modus operandi esplicito nelle norme.
    Infatti,com’è possibile che il parlamento italiano possa autorizzare alla ratifica di un intero trattato internazionale se buona parte di questo risulta già in vigore?
    È evidente che non vi può essere alcuna autorizzazione alla ratifica su un testo che a parer loro non ha bisogno di alcuna ratifica perché già entrato in vigore.
    Che cosa voterà il parlamento su quel 70%, certamente non quello che prescrive la costituzione,ovvero una esplicita autorizzazione su qualcosa che non necessita di alcuna autorizzazione.
    È chiaro che si tratta di una presa per i fondelli per far vedere che i parlamenti nazionali mantengono la propria sovranità che nei fatti è stata scippata in modo totalmente incostituzionale.
    Il fatto è che in questo momento un trattato internazionale è entrato in vigore anche in Italia senza l’autorizzazione del parlamento, quindi non bisogna guardare il dito ma la luna, non bisogna guardare al CETA ma alla “costituzione europea” che è incostituzionale ed ha i suoi effetti immediati con norme già approvate in luoghi esterni a quelli deputati dalla costituzione della repubblica italiana.

    Articoli correlati:
    Almeno 2 trattati comunitari sono incostituzionali,chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare
    https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/

     
  • giamps78 08:04 il 28 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    È incostituzionale il voto di fiducia governativo per approvare provvedimenti 

     

    La costituzione della repubblica italiana non ammette il voto di fiducia chiesto dal governo per approvare interi provvedimenti, ad esempio utilizzando la tecnica dei maxiemendamenti.
    Tutto questo è incostituzionale.
    Il voto di fiducia è obbligatorio ai sensi dell’articolo 94 della costituzione, per fare in modo che il governo possa insediarsi, e tale fiducia deve essere votata entro 10 giorni dalla sua formazione, ovvero da quando ha prestato giuramento presso il presidente della repubblica.
    L’articolo 94 è l’unico articolo della costituzione in cui si parla del voto di fiducia e guarda caso ne parla per indicare l’insediamento del governo, non certo per indicare l’approvazione di leggi tramite tale voto magari usando i maxi emendamenti.
    Anzi, nello stesso articolo al terzo comma si dice che “il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo non importa l’obbligo di dimissioni” non si intende minimamente parlare di “voto di fiducia”, che non esiste nel nostro ordinamento se non al momento dell’insediamento.
    D’altra parte, accadrebbe l’esatto opposto, se vi fosse un voto contrario ad un “voto di fiducia” vi sarebbe l’obbligo di dimissioni, evidentemente perché verrebbe me o il rapporto fiduciario.
    Ma questo è esattamente il contrario di quello che la costituzione prevede al terzo comma appena descritto.
    Difatti qui si utilizza un fantomatico foto di fiducia, e lo si trasforma in “proposta del governo” mentre queste parole non hanno questo significato ma intendono quanto poi spiegato nei successivi articoli della costituzione,il governo può presentare disegni di legge alle camere, e l’articolo 81 nel quale si dice che il governo presenta i bilanci ed i rendiconti consuntivi.
    In poche parole per “proposta del governo” non si intende la richiesta del voto di fiducia, ma semplicemente dei testi che il.governo presenta alle camere e che possono essere bocciati.
    Questo non comporta le dimissioni del governo.
    Il governo deve dimettersi se viene approvata mozione di sfiducia, che è opportunamente prevista.
    Ma non è previsto alcun voto di fiducia che il governo può chiedere…
    Quindi nessun provvedimento può essere approvato tramite un voto di fiducia che ribadisco ancora una volta,non esiste se non per l’insediamento del governo.
    Il fatto che un governo riceva la fiducia NON PERMETTE AL GOVERNO DI AVERE CARTA BIANCA CON I SUOI MAXI EMENDAMENTI.

    Si continua a fare qualcosa che la costituzione non permettendo fare.
    Anzi, dice l’esatto opposto: Il governo non deve dimettersi se viene bocciata una sua proposta,evidentemente non con un voto di fiducia che non è permesso.
    Si continua a ritenere erroneamente che il fatto di avere la fiducia dalle camere permetta al governo di scrivere le leggi impedendo la presentazione degli emendamenti, ma tutto questo più che falso è sovversivo.
    Il governo non può approvarsi le leggi tanto è vero che l’articolo 76 lo specifica, la funzione legislativa non può essere delegata al governo.
    L’articolo 72 afferma poi che le leggi devono essere approvate articolo per articolo, e questa è indiscutibilmente “la procedura normale di esame e di approvazione delle leggi” descritta nell’ultimo comma dello stesso articolo dove c’è anche la lista delle materie nelle quali non è possibile derogare a questo principio.
    E nella lista sono presenti le leggi costituzionali, elettorali, delegazione legislativa,approvazione bilanci ecc. ecc.
    Significa che per queste leggi l’approvazione deve avvenire articolo per articolo.
    Non si paventa un voto di fiducia governativo,perché come spiegato in precedenza la costituzione non lo ammette, e tantomeno  si paventa un maxi emendamento che riscrive l’intero testo ad esempio sulla legge elettorale o sulla finanziaria che devono essere approvati articolo per articolo ai sensi del già citato articolo 72 primo comma della costituzione.
    L’articolo 72 nei commi intermedi permette invece una “sotto specie” di voto di fiducia, che però non riguarda solo il governo, in quanto anche il parlamento può chiedere di arrivare subito all’approvazione finale un testo con le sole dichiarazioni di voto.
    Ma innanzitutto questo può accadere solo su delimitate materie, e quindi evidentemente quelle escluse dal successivo ultimo comma dell’articolo 72 già citato in precedenza (leggi costituzionali,elettorali,di bilancio) e su un testo che evidentemente è immodificabile ma non è un emendamento bensì trattasi di un testo base della commissione.
    Non esiste in natura un maxi-emendamento del governo che riscrive l’intera legge sulla quale viene posto un fantomatico voto di fiducia magari in materia elettorale, di bilancio o di delega legislativa.
    Ovviamente la furbata del maxi emendamento sta nel mettere tutto il testo su un solo articolo e poi fare un voto a chiamata per appello nominale.
    Ma questa è la procedura con la quale entra in carica il governo, non è in alcun modo sovrapponibile alla procedura per approvare le leggi.
    Uno perché non c’è scritto si possa fare, due perché la costituzione obbliga all’approvazione articolo per articolo su determinate materie..

     
  • giamps78 12:56 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Almeno 2 trattati “comunitari” sono incostituzionali: Chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare 

    Trattati comunitari incostituzionali…

    I grandi giuristi politici-costituzionali affermano di voler inserire nella costituzione della repubblica italiana una frase che permetta alla stessa costituzione di essere in qualche modo “superiore” ai trattati internazionali ed in particolare ai trattati europei, perché a parer loro oggi non è così ovvero un trattato internazionale potrebbe soprassedere al dettato costituzionale, ed invece secondo costoro la costituzione tedesca prevedrebbe questo tipo di subalternità.
    Come ho già scritto altre volte le cose non stanno così.
    L’articolo 117 al primo comma dice esplicitamente che la potestà legislativa (che è esercitata dallo stato e dalle regioni) deve si rispettare i vincoli comunitari, ma anche la costituzione stessa.
    E siccome non esiste vincolo comunitario che abbia assunto validità senza prima un voto del parlamento italiano, si evince che anche i vincoli comunitari,validi proprio perché il parlamento italiano li ha “convertiti” devono rispettare in pieno il dettato costituzionale.
    Dunque un vincolo comunitario che fosse contrario alla costituzione sarebbe eliminato dalla corte costituzionale italiana e non sarebbe più in vigore in quanto la decisione della corte risulta retroattiva e le regole europee sancivano (prima dell’entrata in vigore degli ultimi trattati) che solo l’unanimità nell’approvazione di tutti gli stati membri facesse entrare in vigore tale trattato all’interno dell’unione europea.
    Quindi una bocciatura della corte italiana di una qualsiasi legge (ordinaria) di “conversione” di un trattato comunitario fatta dal parlamento italiano corrisponde all’annullamento di tale trattato in tutta l’unione europea, non solo in Italia.
    Tutto questo per dire cosa?
    Intanto per ribadire che una legge ordinaria con la quale il parlamento italiano approva i trattai comunitari non corrisponde ad una legge costituzionale che ha un diverso metodo di approvazione e può prevedere un referendum confermativo.
    Gli stessi trattati europei denominati “costituzione europea” possono e anzi io credo debbano essere soggetti ad un ricorso presso la corte costituzionale anche da parte delle regioni italiane oltreché da un nuovo prossimo governo nazionale, e con motivazioni varie che tenterò di spiegare in seguito.
    Innanzitutto si prevede una cessione di sovranità della repubblica italiana all’unione europea, ma con una bella differenza rispetto al passato.
    In passato c’era l’unanimità, quella cosa che ho appena finito di spiegare:
    Se uno stato non era d’accordo saltava l’intero trattato comunitario, è successo in passato con il referendum francese che ha eliminato quella che vilmente veniva chiamata “costituzione europea”, poi riproposta e purtroppo approvata con un differente testo.
    E tale principio resta valido per tutti i vecchi trattati approvati all’unanimità, che se dunque fossero dichiarati incostituzionali decadrebbero come spiegato in precedenza.
    La stessa “costituzione europea” risulta approvata all’unanimità e dunque decadrebbe in tutta l’unione in maniera retroattiva se una corte la dichiarasse incostituzionale.
    Stavo spiegano i motivi che renderebbero a mio giudizio incostituzionale tale trattato:
    Tale trattato stabilisce a propria volta che non è più necessaria l’unanimità degli stati membri per approvare i successivi trattati comunitari, tra i quali a propria volta sono previsti trattati internazionali ad esempio sul commercio con l’estero.
    In poche parole la costituzione italiana stabilisce punto per punto le materie dove lo stato italiano ha la competenza legislativa,quello dove le regioni hanno la competenza legislativa (nella fattispecie “a ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato) , nonché la legislazione concorrente tra stato e regioni.
    Quindi in pratica tutto l’universo delle competenze legislative risulta “esplicitamente” assegnato o allo stato o alle regioni.
    Il tutto è ancora più esplicito all’ultimo comma del 117 dove la costituzione prevede che le regioni nelle materie di loro competenza possano “concludere accordi con stati” nelle materie di propria competenza.
    Quindi anche le regioni italiane possono sottoscrivere trattati internazionali ed il commercio con l’estero risulta una materia concorrente che però lo stato ha regalato completamente all’unione europea.
    Completamente significa che l’unione europea può prendere decisioni in merito e far entrare nel sistema legislativo italiano delle norme anche se il parlamento fosse contrario.
    Qui bisogna fare una distinzione, i binari sono due e sono paralleli.
    Un conto è una legge costituzionale che concede esplicitamente sovranità ad enti superiori dichiarando quali materie vengono cedute.
    Altro conto è una legge ordinaria che “converte” un trattato comunitario che non può cedere sovranità ad un ente superiore che non adotti più il principio dell’unanimità per l’approvazione di nuove normative e addirittura di nuovi trattati senza nemmeno l’assenso del parlamento italiano o delle regioni competenti per materia.

    Non è possibile immaginare il rispetto dell’articolo 1 della costituzione, la sovranità appartiene al popolo nel momento in cui il parlamento italiano(o una regione  su una materia di sua competenza) votando contro ad un provvedimento, vede comunque entrare in vigore lo stesso nell’ordinamento italiano.
    Ed il trattato che istituisce tutto questo non ha avuto, ed ecco il secondo binario, nessun voto nella conferenza stato regioni ed è stato approvato dal parlamento con una legge ordinaria e non invece con una legge costituzionale.
    Essendo che tale trattato dichiara esplicitamente che anche un voto negativo del parlamento italiano può essere reso inutile da una maggioranza qualificata di popolazione europea o di numero di stati membri della UE, risulta evidente che le competenze “esplicitamente” elencate dalla costituzione italiana e appartenenti a stato e regioni vengono letteralmente bypassate andando quindi contro l’articolo 1 della costituzione in cui si afferma che la sovranità nella repubblica italiana appartiene al popolo, cosa non vera non essendoci più l’unanimità europea con la nuova costituzione europea non costituzionalizzata in Italia se non con una legge ordinaria e con un trattato che regala all’unione europea il commercio con l’estero by-passando di fatto le regioni e lo stato italiano.
    Per questo motivo chi ha giurato sulla costituzione italiana,non sulla costituzione europea, deve farla rispettare dichiarando incostituzionale la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che ha creato la cd. Costituzione europea, nonché la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che regala (senza alcun controllo da parte di regioni e parlamento italiano) il commercio con l’estero, tra l’altro materia concorrente tra stato e regioni.
    Solo una legge costituzionale, non un trattato, non una legge ordinaria, può modificare la potestà legislativa descritta nella costituzione, o al limite, come indicato nell’articolo 117, dove si afferma che lo stato può delegare le materie alle regioni.
    Non mi risulta che ci sia scritto che possa delegarle alla comunità internazionale e se non è scritto nella costituzione tale delega non è costituzionalmente prevista, e quindi non si può attuare.
    L’unanimità permetteva il mantenimento di questa potestà legislativa, ora che non c’è più è palese l’incostituzionalità con il dettato esplicito contenuto nella costituzione.
    La cessione di potestà legislativa si effettua solo con legge costituzionale , non con leggi ordinarie, a meno che una legge costituzionale non lo preveda.
    Siccome nessuna legge costituzionale ha mai previsto una cessione esplicita di sovranità all’unione europea, tale cessione non ci può essere.
    L’unica legge costituzionale in tal senso è stata  un referendum confermativo in cui si parlava di “procedere all’integrazione europea” ma ha il valore di un ordine del giorno,oltre che un valore politico, ma nulla più perché dal punto di vista giuridico non sono espressamente indicate materie cedute a quella che allora era chiamata comunità europea.
    Quindi serviva una nuova legge costituzionale che contenesse esplicitamente tali modifiche puntuali alle materie di competenza o che contenesse la possibilità di delegare tali competenze a enti superiori così come si parla deleghe a enti regionali.
    La repubblica italiana non è composta dall’unione Europea, ne c’è scritto che l’Italia compone l’unione europea, dunque non si può regalare competenze con leggi ordinarie e senza che sia previsto, visto che nella repubblica italiana la sovranità appartiene al popolo, non il popolo europeo che può decidere anche contrariamente a quanto deciso nella repubblica italiana o nelle regioni.
    Le parole “obbligo comunitario” non significano niente se non è spiegato in che cosa consiste questa comunità ed ovviamente tale spiegazione essere fatta con legge costituzionale, stiamo dando per sottinteso qualcosa che giuridicamente non è sottinteso.
    Non è vero che manca il referendum popolare sui trattati europei, manca la corretta approvazione di tali trattati, nelle forme giuridiche opportunamente rafforzate.
    La costituzione non è modificabile se non con un procedimento rafforzato e questo non si può fare con una legge ordinaria.
    Si dirà che sono i trattati internazionali stessi a contenere queste regole , ma tutti i trattati internazionali sono stati approvati con leggi ordinarie, anche quello di Roma,quindi nella scala gerarchica delle fonti del diritto è di grado inferiore alla costituzione.
    In similitudine si prenda il caso del trentino, servono leggi costituzionali per modifiche statutarie, qui abbiamo creato una “costituzione europea” con delle leggi ordinarie.
    Altrimenti la corte costituzionale dovrebbe cancellare il commercio con l’estero tra le materie esplicitamente elencate e aggiungere che appartiene all’unione europea.
    Poi dovrebbe cancellare l’articolo uno e dire che la sovranità della repubblica italiana non appartiene più al popolo ma agli organismi comunitari, perché di questo si tratta vista l’impossibilità di dire no nel caso in cui vi sia una maggioranza qualificata europea.

     
  • giamps78 11:51 il 15 September, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: corte, , organismi geneticamente modificati   

    Sugli #OGM La corte #UE ci ha annessi alla Common law: Differenza tra scelte politiche e “scelte” scientifiche 

     

    Non è che un trattato internazionale può portare l’Italia da un sistema a civil law ad un sistema a common law dove i giudici fanno le leggi, altrimenti si tratterebbe di una vera e propria annessione che snatura la struttura giuridica.
    Invece la corte di giustizia europea sugli OGM ha fatto una sentenza da common law, hanno stabilito un precedente pericolosissimo, hanno fatto a pezzi il codice civile italiano stabilendo che i giudici sono sottomessi non alla legge, scritta come da civil law, che anche loro devono rispettare nelle loro sentenze, ma ad una legge non scritta e inventata ad arte dai giudici della Corte europea tramite un principio base che elimina di fatto i codici vigenti nel paese oggetto di quella sentenza.
    Hanno inventato dal nulla il principio secondo il quale uno stato non può vietare nulla che non abbia evidenze scientifiche di nocività per gli esseri umani.
    Con questo principio la scelta politica non esiste più, le leggi che vietano l’uso di vari prodotti non hanno più alcun effetto a meno che non lo dica la scienza.
    Ma la politica ha una sua prerogativa, il parlamento ha una sua sovranità  e dunque QUALSIASI prodotto può essere bandito anche senza alcuna evidenza scientifica, anche se non serve evidenza scientifica, lo si fa per scelta politica.
    Il giudice deve rispettare la civil law, non può improvvisamente invertire l’onere della prova e far diventare la politica serva della scienza.
    La scienza è importante, ma così come la religione, ha le sue leggi che non sono le leggi della politica che è e deve rimanere sovrana.
    Dunque si, quando qualcosa è provato che fa male quel qualcosa va ritirato dal mercato, ma non si può affermare il contrario, altrimenti al posto di andare a votare per eleggere i parlamentari bisognerà andare a votare per eleggere gli scienziati!
    Il diritto della politica è anche quello di vietare un prodotto per ragioni diverse rispetto alla nocività che non risulta in ogni caso l’unico e il solo parametro di valutazione per una scelta politica.
    Ad esempio ci sono i temi etici, sulle quali le evidenze scientifiche cozzano, cinsono le opportunità politiche ed il giudizio sulle leggi devono darlo i cittadini.

    O ci può essere una scelta  opportunità nello stabilire che il 100% del made in italy deve essere biologico, e sarebbe una scelta politica, non scientifica,magari economica, ed il giudice non può e non deve intromettersi.
    Nel caso specifico gli OGM hanno ad esempio la caratteristica nociva verso altri raccolti fatti nelle vicinanze che vengono modificati geneticamente dalle spore emesse dai raccolti OGM.
    Ma questo è solo uno dei motivi che possono far pensare ad un parlamento sovrano di effettuare una scelta di questo tipo, e un giudice non può fare le leggi al posto del parlamento stabilendo che la scienza viene prima della politica.
    La scienza viene prima della politica solo se la politica lo dice e lo scrive nero su bianco in una legge.
    Nel caso specifico la normativa europea permetteva ad ogni parlamento nazionale di decidere in merito e la scelta che ha fatto l’Italia è stata per vietare gli OGM.
    I giudici della Corte europea se proprio vogliono intromettersi a piè pari nelle faccende politiche allora devono annullare quel testo europeo che permette all’Italia di vietare gli OGM.
    Il giudice europeo stabilisca magari anche che i dazi sono illegali, che i  materiali provenienti dalla cina che non ha evidenze scientifiche di nocività per l’uomo possono essere venduti anche da chi non ha lo status di economia di mercato.
    Se il principio base espresso dalla corte è così importante allora è valido sempre ed è superiore anche ai dazi e quindi non si si può vietare la vendita di alcun prodotto dopo averne importati una certa quantità annua.

     
  • giamps78 10:11 il 5 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Vaccini: Lo scontro di competenze tra regione Veneto e ministero della salute 

    La ministra Lorenzin si rivolge al tar del Lazio per chiedere l’annullamento della legge regionale sui vaccini fatta dal veneto.
    A supporto di questa richiesta richiama l’articolo 32 della costituzione che afferma:
    “la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”.
    Quindi di questo si tratta, lo ha ammesso la stessa ministra Lorenzin, si tratta di “tutela della salute”.
    Ma questa specifica competenza risulta essere di concorrente tra stato e regioni, presente esplicitamente al punto “s” dell’articolo 117.
    Dunque in questa materia concorrente spettano alle regioni le potestà legislative tranne che per i principi fondamentali, che spettano allo stato ed inoltre alle regioni spetta la potestà regolamentare.
    Quindi, in questo contesto, se c’è qualcosa che risulta fuorilegge è la circolare emessa dal ministero della salute in cui si specifica che ci si può iscrivere a scuola anche solo presentando l’autocertificazione e presentando il foglio di prenotazione vaccinale.
    Tale circolare non è di competenza statale ma regionale, pertanto quella circolare è da ritirare.
    D’altra parte l’articolo 32 della costituzione afferma che “la repubblica tutela la salute” non afferma “lo stato tutela la salute” e inoltre l’articolo 114 afferma che “la repubblica è costituita dai comuni, dalle province,dalle città metropolitane,dalle regioni e dallo stato”.
    risulta evidente come l’articolo 32 non affida esclusivamente allo stato questa competenza, che può quindi essere rivendicata dalla regione secondo quanto scritto nel 117 comma “s”.
    Anzi probabilmente è l’intero decreto del governo nazionale a dover essere eliminato in quanto contiene norme che vanno oltre i semplici principi fondamentali che secondo quanto previsto da articolo 32 e 117 della costituzione sono di competenza regionale e alle regioni non è stato chiesto nemmeno un parere.

     
  • giamps78 09:49 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    l’errore della corte dei conti sull’innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita 

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    I “risparmi” previsti dalla legge fornero non sono stati impegnati da nessun’altra legge.
    Questa è la realtà dei fatti.
    Ogni legge ha bisogno di una copertura finanziaria e le passate leggi sulle pensioni non hanno previsto alcuna copertura finanziaria.
    Ergo, i risparmi previsti dalla legge fornero non sono veri risparmi secondo quanto stabilito dal pareggio di bilancio in costituzione.
    Non sono veri risparmi tanto è vero che la legge Fornero non libera risorse da quei risparmi, non libera risorse utilizzabili come coperture finanziarie per altre leggi.
    La legge Fornero tenta invece di far tornare il sistema pensionistico nell’alveo della costituzionalità del pareggio di bilancio in quanto le leggi sulle pensioni risultano incostituzionali ed incostituzionali sono tutte le erogazioni di baby pensioni, doppie pensioni, vitalizi ai consiglieri regionali, pensioni retributive e così via.
    Incostituzionali perché le vecchie leggi che le hanno istituite non contengono alcun riferimento alle coperture finanziarie utili per poter erogare tali servizi.
    Se è vero che il pareggio di bilancio è stato inserito dopo l’ultima crisi economica e dunque risulta cronologicamente successiva alla legge sulle pensioni retributive, è anche vero che la modifica costituzionale è per sua natura retroattiva rispetto ad ogni altra legge ordinaria vigente nell’ordinamento, come accaduto ad esempio con i codici fascisti dichiarati incostituzionali in alcune parti secondo la nuova costituzione ma che nelle altre (vedi codice rocco) e risultano ancora in vigore.
    Inoltre la costituzione del 1948 già prevedeva un certo rigore tra entrate e uscite e vietava perfino l’istituzione di nuove tasse nella legge finanziaria.
    Questo per dire semplicemente che l’attuale debito pubblico sul quale ogni anno si pagano oltre 60 miliardi di interessi, nonostante decenni di avanzo primario è anche il risultato di tali leggi prive di copertura.
    La legge Fornero non solo consente di continuare a scaricare debito sulle future generazioni ma viene attuata contro le future generazioni alzando la loro età di pensionamento senza togliere nulla a chi oggi gode di privilegi assurdi e incostituzionali.
    La legge Fornero stabilisce dei risparmi futuri su una legge incostituzionale che è priva di copertura finanziaria.
    Tali risparmi non sono risparmi veri, utilizzabili ad esempio come coperture per altre leggi, ci sono solo risparmi ma nella legge Fornero non ci sono spese che possano utilizzare quei risparmi.
    Questo significa che a norma di pareggio di bilancio, tecnicamente, si può eliminare anzi abrogare completamente la legge Fornero senza bisogno di alcuna copertura finanziaria, infatti non ci sono spese nella legge Fornero e quindi eliminandola dall’ordinamento non si incorre in alcuno dei vizi espressi dalla corte dei conti.
    Le spese sono invece contenute in quelli che oggi sono definiti “diritti acquisiti” cioè le vecchie leggi sulle pensioni prive di copertura finanziaria che ancora una volta si vorrebbero scaricare sulle future generazioni

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
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