Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:49 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    l’errore della corte dei conti sull’innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita 

    wp_ss_20170809_0001

    I “risparmi” previsti dalla legge fornero non sono stati impegnati da nessun’altra legge.
    Questa è la realtà dei fatti.
    Ogni legge ha bisogno di una copertura finanziaria e le passate leggi sulle pensioni non hanno previsto alcuna copertura finanziaria.
    Ergo, i risparmi previsti dalla legge fornero non sono veri risparmi secondo quanto stabilito dal pareggio di bilancio in costituzione.
    Non sono veri risparmi tanto è vero che la legge Fornero non libera risorse da quei risparmi, non libera risorse utilizzabili come coperture finanziarie per altre leggi.
    La legge Fornero tenta invece di far tornare il sistema pensionistico nell’alveo della costituzionalità del pareggio di bilancio in quanto le leggi sulle pensioni risultano incostituzionali ed incostituzionali sono tutte le erogazioni di baby pensioni, doppie pensioni, vitalizi ai consiglieri regionali, pensioni retributive e così via.
    Incostituzionali perché le vecchie leggi che le hanno istituite non contengono alcun riferimento alle coperture finanziarie utili per poter erogare tali servizi.
    Se è vero che il pareggio di bilancio è stato inserito dopo l’ultima crisi economica e dunque risulta cronologicamente successiva alla legge sulle pensioni retributive, è anche vero che la modifica costituzionale è per sua natura retroattiva rispetto ad ogni altra legge ordinaria vigente nell’ordinamento, come accaduto ad esempio con i codici fascisti dichiarati incostituzionali in alcune parti secondo la nuova costituzione ma che nelle altre (vedi codice rocco) e risultano ancora in vigore.
    Inoltre la costituzione del 1948 già prevedeva un certo rigore tra entrate e uscite e vietava perfino l’istituzione di nuove tasse nella legge finanziaria.
    Questo per dire semplicemente che l’attuale debito pubblico sul quale ogni anno si pagano oltre 60 miliardi di interessi, nonostante decenni di avanzo primario è anche il risultato di tali leggi prive di copertura.
    La legge Fornero non solo consente di continuare a scaricare debito sulle future generazioni ma viene attuata contro le future generazioni alzando la loro età di pensionamento senza togliere nulla a chi oggi gode di privilegi assurdi e incostituzionali.
    La legge Fornero stabilisce dei risparmi futuri su una legge incostituzionale che è priva di copertura finanziaria.
    Tali risparmi non sono risparmi veri, utilizzabili ad esempio come coperture per altre leggi, ci sono solo risparmi ma nella legge Fornero non ci sono spese che possano utilizzare quei risparmi.
    Questo significa che a norma di pareggio di bilancio, tecnicamente, si può eliminare anzi abrogare completamente la legge Fornero senza bisogno di alcuna copertura finanziaria, infatti non ci sono spese nella legge Fornero e quindi eliminandola dall’ordinamento non si incorre in alcuno dei vizi espressi dalla corte dei conti.
    Le spese sono invece contenute in quelli che oggi sono definiti “diritti acquisiti” cioè le vecchie leggi sulle pensioni prive di copertura finanziaria che ancora una volta si vorrebbero scaricare sulle future generazioni

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
  • giamps78 10:42 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sistema istituzionale: Quanto ne capisce Giuliano Amato? Esattamente zero 

     

    Chi capisce qualcosa di costituzioni, quindi non mi riferisco a giuliano amato sa perfettamente che esiste una cosa chiamata separazione dei poteri tra legislativo ed esecutivo.
    La separazione è autentica quando i due momenti elettorali sono distinti o comunque quando l’elezione della carica monocratica, cioè la presidenza non necessita di alcuna maggioranza nell’assemblea per restare in carica o per entrare in carica.
    Tradotto significa che in Francia o negli stati uniti d’America non c’è un premio di maggioranza nel caso venga eletto un presidente o un governatore piuttosto che un altro presidente o un altro governatore.
    Che altresì vi può essere la maggioranza assembleare di un “colore” e la presidenza di un colore diverso.
    Che i momenti in cui si rinnovano totalmente o parzialmente(con elezioni di medio termine) le assemblee elettive possono essere diversi dai momenti in cui si vota per la presidenza.
    Difatti in Francia votano le legislative il mese dopo,ma il governo entra in carica il mese prima.
    Quindi quando si parla di introdurre in Italia questi sistemi non si può assolutamente far passare il messaggio di un premio di maggioranza “giustificato” ,anche se abnorme, dalla presenza di una elezione ad una carica monocratica che si collegherebbe ad un premio di maggioranza per creare la governabilità in assemblea.
    L’altro sistema istituzionale è quello che ha il voto di fiducia assembleare e questo evidentemente non contiene alcuna elezione diretta.
    Sfido a trovare un paese dove c’è l’elezione diretta e c’è un premio di maggioranza assembleare legato alla vittoria di una persona piuttosto che un’altra che assegna i seggi ad una lista piuttosto che l’altra.
    Semplicemente non esiste..
    Non esiste nel regno unito dove c’è il voto di fiducia e non c’è l’elezione diretta, non esiste in germania e in nessun altro paese.
    Tutto questo indipendentemente dal tipo di legge elettorale, uninominale o proporzionale,infatti nel regno unito hanno l’uninominale mentre in germania il proporzionale.

    Quindi il dire che l’italicum sarebbe stato costituzionale se vi fosse stata l’elezione diretta del presidente del consiglio equivale a dire una fesseria anche se a dirla è un giudice della corte costituzionale nonché ex vice segretario del partito socialista italiano,ed ex presidente del consiglio.
    Questo inoltre non significa che non vi possa essere l’elezione diretta del presidente del consiglio all’interno di una assemblea eletta totalmente con un proporzionale senza sbarramenti.
    Infatti il presidente e l’assemblea avrebbero tra loro dei poteri distinti e non necessiterebbe un rapporto fiduciario con l’aggiunta del potere di vero da parte del presidente eletto.
    Ed in questo caso,come in tutti i veri sistemi proporzionali puri, non si fa campagna elettorale di ogni tematica al fine di andare al governo, ma si utilizzano i referendum ed è il popolo a decidere sui temi chiave.
    Il che risulta molto differente dalla piega che ha preso la repubblica italiana in questo neo-feudalesimo dove si regalano premi abnormi e si eliminano forze politiche del 2%.
    L’ibrido italiano, quello di regalare premi a singole persone che controllano totalmente le assemblee e le rendono supine non produce buon governo ma solo degenerazione politica e partitica.
    Per questo motivo ho fortemente criticato la sentenza della corte costituzionale che ha giustificato un premio di lista in un comune sotto i 5 mila abitanti che ha trasformato il 28% dei voti presi da un candidato sindaco,e ottenuti con una bassa affluenza, nel 60% dei seggi.
    La costituzione deve valere dal più piccolo dei comuni fino al voto per le elezioni europee, non è che siccome il comune è piccolo si trasforma nella terra di nessuno.
    Non è uguaglianza del voto e non è nemmeno ragionevole.
    Una sentenza di questo tipo ci porta fuori da una repubblica democratica.

     
  • giamps78 18:07 il 8 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il P.D. non si azzardi a fare decreti sulla legge elettorale e il P.D.R. non si azzardi a firmarli 

     

    L’articolo 72 ultimo comma della costituzione vieta la promulgazione di decreti in materia elettorale.
    La procedura normale di esame e di approvazione è sempre adottata per le leggi elettorali.
    La “procedura normale” è l’esatto opposto della “necessità ed urgenza” richiesta ai decreti legge e la possibilità del governo di auto delegarsi nel disegnare i collegi,visto che il consultellum usa ancora il censimento del 2001.
    Spero che il presidente della repubblica,ancorché eletto a tale ruolo con i voti non segreti del partito democratico, nonché ex presidente della corte costituzionale, sia coerente con la sua storia politica, anche se ciò ultimamente non è avvenuto, e non firmi questo ennesimo atto di violenza nei confronti delle istituzioni repubblicane che lui dovrebbe difendere.
    Semmai ci fosse stato un dubbio di incostituzionalità su un voto di fiducia governativo riguardante la legge elettorale denominata italicum, e io dubbi a tal proposito non ne ho mai avuti.
    Semmai ci fosse il dubbio sulla costituzionalità di un voto di fiducia governativo non su un singolo emendamento come fece il governo Andreotti riguardo all’elezione diretta dei sindaci nei comuni, quando la DC bocciò quella singola proposta,quel singolo emendamento.
    Semmai vi fosse il dubbio, che io non avevo, su un voto di fiducia su un maxi emendamento che aveva il compito di riscrivere l’intera legge elettorale impedendo di fatto il diritto costituzionale dei senatori e dei deputati di presentare modifiche ad una legge elettorale, altro che procedura normale di approvazione…
    Qui non ci può essere dubbio, perché mai nella storia della repubblica è accaduto questo.
    Se Mattarella firmasse un siffatto decreto sarebbe certamente imputabile di alto tradimento, presso il tribunale del popolo sovrano.
    Semmai il partito democratico osasse fare una cosa del genere dovrebbe essere sciolto e ne dovrebbe essere vietata la sua riorganizzazione sotto qualsiasi forma.

     
  • giamps78 11:19 il 7 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Le incongruenze di lega nord e movimento 5 stelle ed i profili di incostituzionalità del #fianellum 

    In tempi recenti, al tempo dell’italicum spagnolo quello prima maniera, quello famoso del patto del Nazareno che Alfano da ministro dell’interno è riuscito a far modificare nella lettura tra la camera ed il senato, mi ricordo che si parlava di una norma “salva lega”, cioè di permettere a chi avesse ottenuto un congruo numero di voti nei piccoli collegi spagnoli,arrivando magari come primi ma senza riuscire a superare lo sbarramento, evitando che tali forze politiche restassero fuori dal parlamento.
    Si parlava cioè di una eccezione allo sbarramento che non lasciasse fuori le forze locali.
    La stessa lega nord piu volte è rimasta sotto lo sbarramento, si pensi ad esempio nel 2001 quando ottenne il 3,9% dei voti, restando fuori dal riparto proporzionale della camera dei deputati dove entrò solo grazie ai collegi uninominali.
    Ecco, se si ripetesse nuovamente una situazione del genere, se cioè la lega not ottenesse questa volta il 4,9% dei voti, vincendo magari in 60 collegi uninominali, resterebbe completamente esclusa dalla rappresentanza,a differenza di quanto successe nel 2001.
    Quindi c’è sia la possibilità che un partito regionalista con collegi uninominali relativi sia sovra rappresentato,sia quella opposta in presenza di un proporzionale puro con sbarramento che non riesca ad ottenere nemmeno un seggio arrivando primo in molti collegi uninominali.
    Per non parlare di quando la lega Nord non era ancora nata e si presentò alle elezioni nazionali con i simboli di lega lombarda e Liga veneta e grazie all’assenza di sbarramento ottenne seggi che ne hanno consentito la crescita anche grazie ai soldi ricevuti ma anche grazie all’eco di un rappresentante eletto nelle istituzioni che fa campagna elettorale.
    Infatti il soprannome di “senatur” dato dal popolo all’allora segretario della lega lombarda si deve solo ed esclusivamente alla completa assenza dello sbarramento elettorale.
    Per quanto riguarda il movimento 5 stelle mi basta riportare quanto viene affermato nella proposta di legge Presentata nel 2014 dagli onorevoli Toninelli, cozzolino, dadone,d’ambrosio,lombardi etc etc, cioè la numero 2352:
    “Si è cercato di riprodurre di fatto uno sbarramento simile a quello in vigore in Germania (l’unico paese che ha uno sbarramento del 5%, il quale , tuttavia,non preclude l’accesso alla distribuzione dei seggi alle forze politiche che vincono tre collegi uninominali).
    Peraltro,dopo la sentenza n.1 del 2014 della corte costituzionale, uno sbarramento elettorale del 5%, da calcolare in un collegio unico nazionale ,specie se abbinato a circoscrizioni intermedie e a una formula elettorale selettiva quale quella che si adotta
    rischierebbe di risultare costituzionalmente illegittimo,in quanto produttivo di eccessiva distorsivitá.
    […]”

    Qui termina quanto riportato nella proposta di legge del movimento 5 stelle, che nelle righe successive continua trattando il tema delle preferenze e del voto disgiunto.

    Peraltro, come ho avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, la legge elettorale uscita ieri dalla commissione è incostituzionale anche per il singolare aspetto che riguarda “il passo del gambero” che i candidati fanno nelle liste.
    Infatti con la medesima “x” l’elettore esprime il proprio voto sia per il collegio uninominale, sia per il listino posto sulla destra.
    Quindi se l’elettore traccia una sola “x” sulla parte destra della scheda sopra ad uno dei candidati del listino plurinominale il voto viene assegnato automaticamente anche al candidato dell’uninominale che gli passerebbe davanti.
    Ad esempio una espressione di voto di questo tipo dovrebbe annullare il voto stesso.
    Anche nel caso di una sola “x” posta esclusivamente sull’unico contrassegno presente che viene assegnato a due distinte liste che sono tra loro concorrenti, ovvero lista proporzionale e lista uninominale infrange chiaramente il dettato costituzionale.
    Cioè manca la possibilità per l’elettore di esprimere una chiara e univoca volontà.
    La corte infatti ha sentenziato la possibilità di avere listini bloccati ma corti per avere conoscibilità dei candidati, ma il meccanismo che ho chiamato “passo del gambero” non lo permette affatto visto che le due liste,uninominali e proporzionali si mescolano a seconda del numero totale di voti ottenuti rispetto alle altre forze politiche, quindi a seconda dei voti ricevuti dagli altri partiti la lista viene numerata in un modo piuttosto che in uno diverso, ma non in base ai voti ottenuti da quel partito, in base ai voti ottenuti dagli avversari.
    Inoltre trattasi dei medesimi identici voti calcolati sia sull’uninominale che sul proporzionale.
    La corte ammette listini corti,anche se bloccati, ma dubito che potrà mai ammettere che la medesima ed identica “x” serva per creare un mix tra due diversi listini modificandone l’ordine.
    Ecco perché nei giorni scorsi ho proposto che i 220 collegi uninominali siano veri collegi uninominali relativi cin un vero scorporo elettorale, mantenendo inalterata la parte sinistra della scheda elettorale,magari aggiungendo le preferenze.

    Infine c’è un’altra palese incostituzionalità che riguarda l’emendamento del relatore fiano che a questo punto credo sia parte integrante della legge che permettendo assegnare a forze politiche concorrenti i seggi spettanti ad una forza politica nel caso in cui finiscano i candidati in lista.
    Non scrivo nemmeno il perché, credo che si capisca…
    Supponiamo ci siano ad esempio le tanto minacciate dimissioni di massa, il risultato finale sarebbe quello di dare seggi alle forze politiche che si vogliono avversare.
    La realtà è che qui ci avviciniamo sempre di più alla legge acerbo travestita, con i super nominati tanto pochi sono i candidati visto che si possono candidare sia sull’uninominale che nel proporzionale.
    Invece la proposta che ho fatto elimina la possibilità di candidarsi sia nel proporzionale che nell’uninominale, di modo che ci siano un numero maggiore di candidati e ci sia una vera selezione della classe dirigente,non una finta con la possibilità di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.

     
  • giamps78 10:04 il 28 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sui #voucher il pasticcio Boschi-Gentiloni è “servito”! 

    Il decreto per abolire i voucher è stato fatto con l’unico intento di evitare il referendum,questo non l’ho insinuato io ma lo ha candidamente ammesso il presidente del consiglio dei ministri Paolo gentiloni.
    A parte il fatto che io non ho notizia di una eventuale conversione eseguita dalle camere,pertanto entro 60 se tale decreto dovesse decadere avrebbe in ogni caso luogo tale referendum in quanto gli effetti di tale legge verrebbero meno retroattivamente.
    Ma può essere che lo abbiano già convertito e che il sottoscritto sia disinformato.
    Certamente se il decreto fosse ancora da convertire dubito che la scelta più opportuna sarebbe quella di modificare le politiche sui voucher tramite un’altra legge,la manovrina chiesta dall’Europa, e non invece tramite una modifica diretta di tale decreto.
    Infatti è tale decreto ad aver fatto sospendere il referendum e la corte verifica su tale decreto se effettivamente il referendum abbia perso la sua ragione d’essere e dunque su tale decreto andavano inseriti questi nuovi voucher che il governo sta pensando di introdurre cambiando nome e aumentandoli da 10 a 12,5 euro per ora lavorata, senza però che possano essere acquistati in tabaccheria.
    Il ministro Finocchiaro dice che chi parla di reintroduzione dei voucher dice una cosa non vera, perché questi non sono voucher.
    O ci ha presi per stupidi oppure il governo sta mostrando per l’ennesima volta l’arroganza del potere.
    L’Italia non può permettere un referendum,siamo arrivati a questo punto.
    Altro si che la svizzera,qui studiano di notte come fare per evitare che il popolo possa decidere se questi voucher debbano o non debbano essere aboliti.
    Aboliti,non è che poi arriva la boschi o gentiloni e li reintroducono.
    La corte costituzionale più volte ha detto che se un argomento è stato oggetto di referendum abrogativo esso diventa vincolato rispetto alle leggi successive di modo che la volontà popolare non sia traviata dal legislatore,salvo che non vi sia stato un cambiamento di scenario che giustifichi tale cambiamento.
    Qui che cambiamento di scenario c’è stato?
    Sono passati 30 giorni da un decreto di abolizione della disciplina…
    Prima ci deve essere il referendum,poi a seconda dell’esito il governo può agire di conseguenza.

    Non si può fare un decreto governativo che pur di evitare un referendum crea un buco normativo e poi colmare questo buco reintroducendo ciò che il referendum voleva abrogare!
    Se ora c’è un vuoto normativo in agricoltura e nei lavori famigliari c’è un solo colpevole: Il governo che ha tentato di fare il furbo con dei giochettini di una scorrettezza assoluta.
    questa reintroduzione poteva anzi doveva trasformarsi in emendamenti governativi al decreto che ha eliminato i voucher ed essere subito dopo sottoposto al vaglio della corte che avrebbe poi stabilito per l’eventuale decadenza dei referendum.
    E allo stesso modo dopo il referendum,in caso di vittoria del “si” e di superamento del quorum la corte avrebbe potuto prendere al vaglio questi nuovi voucher e dire se vanno contro la volontà popolare.
    Quello che ha fatto il governo rappresenta uno smacco non solo al popolo detentore della sovranità ma anche alla corte costituzionale stessa.
    Un consiglio: Si faccia questo referendum il più presto possibile,tanto il quorum non sarà superato…

     
  • giamps78 14:37 il 12 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: Meglio il 50% o il 75% di collegi uninominali? Meglio il 100%! 

     

    Il partito democratico propone uno pseudo modello tedesco, che a me sembra più una porcata catatonica.
    50% di collegi uninominali relativi,senza soglia minima per ottenere il seggio, con il restante 50% di proporzionale non si sa bene su quanti collegi plurinominali,senza coalizioni e senza scorporo come invece avviene in Germania o avveniva nel mattarellum in vigore dal 1994 al 2005.
    Apro una parentesi su quest’ultima frase,com’è. Noto quel mattarellum in realtà non era uno solo ma erano due,scritti in due diverse leggi l’una applicata al senato e l’altra alla camera.
    2 giorni fa ho scritto che nel mattarellum applicato al senato era presente lo scorporo mentre nel mattarellum applicato alla camera dei deputati lo scorporo risultava assente.
    Ebbene,ho scritto una imprecisione.
    Tecnicamente lo scorporo era previsto in entrambe le camere, ma alla camera dei deputati c’era un “baco” che ne permetteva l’aggiramento attraverso le liste civetta,cosa non possibile al senato dove i cittadini esprimevano il proprio voto su una sola scheda.
    Quando ho scritto che il mattarellum applicato alla camera non aveva lo scorporo mi riferivo al fatto che nella distribuzione dei seggi esso non veniva calcolato appunto perché facilmente aggirabile.
    Ci sono lucratori politici di professione che hanno usato a mani basse le liste civetta per ottenere più seggi di quelli che avrebbero meritato e che ora fanno la morale sulla soglia di sbarramento, peraltro introdotta per la prima volta proprio nel 1993, a tutti i livelli istituzionali tranne per il parlamento europeo dove fu introdotta solo in seguito con la grande ammucchiata che andava dall’Italia dei valori ai democratici di sinistra,a forza Italia,alleanza nazionale etc etc che votarono compatti favorevolmente questo ladrocinio di seggi.
    Gli stessi che per decenni hanno presentato liste civetta per ottenere più seggi dicono che un partito dello 0,9% non è degno di avere dei rappresentanti nelle aule parlamentari che contano ben 630 deputati e 315 senatori perché lor signori vogliono rubare quei seggi che spetterebbero a tale forza politica senza nemmeno lasciare le briciole.
    Quando sento il senatore Sisto lamentarsi del modello tedesco dicendo che può “potenzialmente dimezzare i seggi di una forza politica”(la sua ovviamente!) e dire che questo non è democratico, mi vien quasi da ridere.

    Magari fossero soltanto dimezzati i seggi di chi è sotto la soglia di sbarramento!
    Ma poi si faccia due conti con l’italicum spagnolo prima maniera presente nel patto del Nazareno e scoprirà che molte forze politiche avrebbero allo stesso modo dimezzato i seggi e molte di più sarebbero scomparse.
    Ma se lo votava lui e conveniva a forza Italia era democratico!
    Chiusa la (piccolissima) parentesi….
    Il sistema che propongo qui è sempre lo stesso da anni.
    Non ha senso discutere se sia meglio avere il 50% di collegi uninominali oppure il 75% a scegliere questa percentuale può essere il popolo nel momento in cui si reca in cabina.
    Nella prima repubblica la democrazia cristiana ebbe degli eletti al senato della repubblica nei collegi uninominali,pochi, ma ci sono stati.
    Tutti gli altri senatori venivano eletti con il proporzionale ma sempre all’interno dei collegi uninominali.
    Infatti quel senato aveva il 100% dei collegi uninominali e potenzialmente tutti i candidati potevano essere eletti con il maggioritario e non con il proporzionale.
    La parolina magica si chiama soglia minima che in quel contesto era del 65%,superabile solo dalla democrazia cristiana in pochissime zone.
    Il referendum segni pannella ha eliminato tale soglia, e quindi per alcuni mesi in Italia abbiamo avuto un sistema interamente proporzionale alla camera e interamente uninominale al senato, da qui è nato il mattarellum.
    Che differenza c’è tra il modello pseudo tedesco proposto dal partito democratico cin il 50% di collegi uninominali e 50% plurinominali ed invece un sistema che avesse il 100% di collegi uninominali una soglia minima del 40% con annesso scorporo elettorale?
    In assenza di coalizioni, probabilmente nessuna differenza.
    Tradotto significa che quel 40% verrà superato probabilmente solo nel 50% dei collegi, nel restante sarà proporzionale con i resti.
    Potrei poi spiegare perché prevedendo le coalizioni e mettendo tale soglia minima al 40% nel sinolo collegio uninominale, e mettendo infine il 75% di collegi uninominali si ottiene che  in solo due terzi di quei collegi uninominali c’è lo scatto del seggio uninominale, perché evidentemente nell’altro terzo non è superata la soglia minima  del 40%.
    Ed è appunto questo il problema: Lo pseudo sistema tedesco non avendo scorporo e non avendo soglia minima per l’elezione risulta essere una porcata macroscopica.
    Quello che sto cerca do di dire è che si può avere il 50% di eletti nei collegi uninominali stabilendo un numero più alto di collegi ma facendo eleggere chi realmente lo merita
    superando una soglia di garanzia democratica.

    Fatti due conti,se proprio non si vogliono le coalizioni il sistema migliore per avere il 50% di eletti con l’uninominale ed il 50% di eletti con il proporzionale è quello di avere il 100% di collegi uninominali fissando una soglia minima al 40% con i resti proporzionali, che non prevedono alcuno sbarramento nella loro distribuzione.
    Se è la strada del modello tedesco a turno unico e senza coalizioni che si vuole copiare allora consiglio proprio quest’ultima soluzione:
    100% di collegi uninominali,soglia al 40% nel singolo collegio e scorporo elettorale che assegni eventuali resti proporzionali con la totale assenza di sbarramenti.
    Con una legge di questo tipo mi vedrei costretto a tornare a votare per evitare che il seggio uninominale sia assegnato con il maggioritario!
    Sempreché il mio voto non sia considerato poi scheda bianca da assurdi sbarramenti!
    Solo poi andrebbe inserita una postilla di difesa democratica per evitare che la stessa forza politica possa ottenere alla camera dei deputati più del 55% dei voti.
    Ovviamente se le due più grandi forze invece di combattersi si uniscono vincerebbero nel 100% dei seggi.
    Anche perché quello che non viene detto dai proponenti è che con quello pseudo modello tedesco si può ottenere il 65% di seggi con il solo 35% dei voti ottenuti.
    Quindi è incostituzionale,serve una soglia minima e serve soprattutto la postilla di difesa democratica.

     
  • giamps78 19:53 il 10 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    premio di maggioranza nazionale o uninominale non si può applicare al senato, la proposta fragomeli-malpezzi 

    Com’è noto la costituzione obbliga il senato della repubblica ad essere eletto su base regionale.
    Può dunque un collegio uninominale considerarsi parte di un collegio regionale?
    La risposta è negativa.
    Per questo motivo il mattarellum in vigore dal 1994 al 2006 aveva due differenti leggi elettorali,quella della camera aveva una scheda per i collegi uninominali ed una per la parte proporzionale,quella del senato aveva una sola scheda elettorale che comprendeva nella stessa scheda sia uninominale che proporzionale.
    La legge elettorale del senato non avrebbe potuto avere due schede come la camera dei deputati, ne aveva una sola perché si è trovato l’escamotage del collegio regionale utilizzato non solo come ovvio per il 25% di proporzionale ma anche per far eleggere su base regionale i candidati nei collegi uninominali che risultavano migliori perdenti in tali collegi ma ottenevano un seggio nel collegio regionale,ripescati con il 25% di proporzionale.
    Questo escamotage ha dato al collegio uninominale un un collegamento con quello regionale anche attraverso lo scorporo elettorale nel rispetto del dettato costituzionale.
    Traslare al senato il mattarellum della camera significa far diventare incostituzionale la legge.
    Alla camera dei deputati il mattarellum aveva due schede elettorali,ognuna delle quali indipendente dall’altra.
    Sulla prima si trovavano i collegi uninominali, che per inciso non utilizzano per loro stessa natura ne un collegio nazionale ne un collegio regionale, bensì uno inter comunale o inter provinciale  a seconda del territorio.
    Applicare i collegi uninominali senza collegarli al collegio regionale è dunque incostituzionale.
    Questo per chi diceva di voler abolire lo scorporo al senato e di traslare la legge di una camera dei deputati anche sull’altra camera.
    Ma lo stesso dicasi per la proposta dell’onorevole Lauricella che vorrebbe contare a livello nazionale i voti del senato per poi far eleggere i senatori su base regionale.
    I voti del senato non si possono sommare a livello nazionale,così come un collegio uninominale al senato non può distaccarsi dal livello regionale,e a questo serviva appunto lo scorporo che toglieva a livello regionale i voti ricevuti nel collegio uninominale.
    Quello che si potrebbe fare ,invece, tramite un escamotage, è dare un premio più grande o dimezzato a livello regionale a seconda dei risultati nazionali della camera dei deputati,quindi senza sommare tra loro i voti al senato ricevuti sul livello nazionale perché non si può fare.
    Questo escamotage sulla base del risultato della camera darà nella singola regione un premio pieno oppure dimezzato sulla base del risultato regionale considerando il vincitore del premio alla camera risulta essere il vincitore anche nella singola regione.
    Questo escamotage può essere accettato dalla corte perché in passato ha parlato omogeneità dei risultati delle due camere e questo è l’intento: Dare se non la maggioranza assoluta quantomeno la maggioranza relativa al senato della repubblica,alla forza politica che dovesse ottenere la maggioranza assoluta alla camera, che appunto ha il premio nazionale.
    La proposta lauricella invece punta a dare maggiori seggi in una regione anche a chi in quella regione fosse classificato come secondo o terzo per numero di voti ma al senato a livello nazionale ne ha presi di più.
    Questo non può in alcun modo considerarsi una elezione su base regionale perché in una determinata regione una forza politica può ottenere molti meno voti ma vedere assegnata più seggi.
    Ergo, la proposta dell’onorevole malpezzi e non so di chi altro deve si spiega che il premio di governabilità trova un pieno riconoscimento tramite il premio nazionale al senato è priva di fondamento giuridico ed incostituzionale,a meno che il secondo turno al senato non veda ballottaggi regionali con premi regionali fermo restando l’escamotage di dimezzarli a chi avesse vinto una regione e non avesse vinto il premio alla camera dei deputati.
    Ed anche un eventuale doppio turno di collegio uninominale non potrebbe che avere lo scorporo elettorale a livello regionale così come era previsto nel mattarellum sempre al senato della repubblica.
    Questi sono gli stessi che lodavano l’operato di Carlo Azelio Ciampi,e magari lo hanno pure votato come presidente della repubblica nei tempi che furono.
    Ebbene Ciampi non firmò il porcellum prima maniera perché conteneva il premio di maggioranza nazionale al senato.
    Se non lo avesse fatto lui lo avrebbe fatto la corte costituzionale nella sentenza 1/2014.
    La governabilità non esiste in costituzione, esiste invece l’elezione del senato su base regionale che quindi prevale.
    A meno che non si cerchi di cambiare la costituzione modificando il significato delle stesse parole.

    Quindi sostanzialmente lo scorporo al senato deve essere presente nei collegi uninominali,sia a  turno unico che a doppio turno indifferentemente, per ricondurre questi ultimi al collegio regionale sottraendo i voti che non sono regionali.
    Mentre non occorre scorporo se il premio è regionale ad esempio in un ballottaggio regionale al secondo turno

     
  • giamps78 09:35 il 19 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini e le 30 badanti di Bersani: Inseguire il capitalismo è inseguire la follia! 

    Ieri stavo guardando la trasmissione di floris su Telemontecarlo e sono rimasto colpito dal solito discorso della ex-sinistra che ha perduto la bussola.
    Dice il buon Pierluigi Bersani che nel suo paesello ci sono 30 anziani che hanno assunto badanti ma lo hanno fatto a nero perché purtroppo sono clandestini.
    Ma però sempre secondo Bersani non sono pagate in nero perché”ricevono il giusto” e lui questa cosa “la sa per certo”!
    Cosa mi tocca sentire…
    Siccome ricevono il giusto non sarebbero pagate a nero, e questo ha fatto pure il ministro e le famose liberalizzazioni!
    Poi Bersani implorava matteo salvini dicendo: “cosa ne facciamo di queste 30 badanti del mio paesello?”
    Che scena raccapricciante!
    Salvini ha preso la palla al balzo ed ha cominciato con la retorica del “prima gli italiani, basta sanatorie”.
    Come se la legge bossi fini non fosse già una sanatoria ambulante che fa acqua da tutte le parti!
    Ormai in italia in Italia ci sono più stranieri che italiani…
    Se consideriamo anche l’immigrazione regionale italiana degli ultimi 50 anni, l’immigrazione regionale europea degli ultimi 20,scopriamo che in certi borghi non c’è rimasto più nessuno di quelli che c’erano prima e nessun successore compaesano.
    Faccio notare che la retorica salviniana dei “4 milioni di poveri assoluti in Italia” è presa a pugni dal fatto che esistono nell’unione europea milioni di badanti che  possono venire in Italia senza aver bisogno di mostrare la carta d’identità.
    Di fronte a questa situazione Bersani ,che aveva il dovere di denunciare quelle 30 badanti che lavorano in nero, ne parla addirittura in televisione e ne propone la sanatoria!
    Mi è balenata per la testa l’ipotesi che il povero Bersani sia stato preso in giro persino degli ultra settantenni che si sono fatti 4 risate alle sue spalle!
    Invece di pensare alle leggi che lui ha votato in parlamento,leggi scritte con i piedi, che la corte costituzionale ha sonoramente bocciato, ad esempio la legge sui matrimoni di interessi con gli stranieri,Bersani propone l’ennesima sanatoria dei clandestini.
    Sanatoria che dal mio punto di vista equivale ad un vero e proprio condono.
    Gli unici che sanno fare le statistiche dono gli inglesi perché loro considerano stranieri anche i comunitari,oltre ad avere una nazionale di calcio per ogni “popolo” del regno unito.

    Andatevi a vedere le loro statistiche e scoprirete i dati veri che in italia non vengono rivelati e scoprirete perché gli inglesi hanno votato a favore del’uscita del regno unito dall’unione europea,perché anche noi siamo extra comunitari.
    Ecco,noi stiamo peggio di loro perché almeno per le loro strade si sente parlare ancora in inglese.
    Qui da noi si sente parlare di tutto tranne che italiano o dialetto locale.
    Questo vuol dire essere xenofobi?
    Io penso di no,io penso che una spugna possa assorbire fino ad un certo punto e poi smette.
    Ma la spugna non ha perso le sue qualità nell’assorbire i liquidi,  mantiene inalterate tutte le caratteristiche precedenti, comprese quelle relative all’assorbimento.
    Purtroppo una spugna quando è satura smette di assorbire e sarebbe ora che questi politicanti se ne accorgessero perché è esattamente quello che sta succedendo oggi.
    Ma se preferiscono fare orecchi da mercante ci penseranno gli elettori.
    Inseguire questo capitalismo, questo presunto mercato a concorrenza perfetta con l’assenza di dogane e libertà di circolazioni delle merci e delle persone è come inseguire la pazzia, buona fortuna!
    Che altro posso aggiungere, non so che cosa potrà rimanere del nostro tessuto sociale che vinca il Pd e  pseudo-sinistre ,la lega o il movimento 5 stelle i danni nel prossimo futuro saranno inimmaginabili.
    Legalizzazione di droga,di prostituzione,armi libere come se queste non aumentassero l’insicurezza, “diritti civili” chiamati così per ingannare il popolo che tra poco sarà favorevole ai matrimoni omosessuali solo perché quotidianamente subisce il lavaggio del cervello mediante ipnosi e messaggi sublimin

     
  • giamps78 17:11 il 8 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Niente tasse senza rappresentanza per il 10% dei votanti che vedranno cancellato un voto validamente espresso 

    non è dimostrato e non è dimostrabile che la differenza nella qualità delle leggi dipenda dal numero di forze politiche che sostengono un governo,dal numero di seggi di maggioranza che queste portano in dote nel parlamento.
    Se così fosse allora il governo di Mario Monti,che aveva la più ampia maggioranza della storia della repubblica, avrebbe dovuto “partorire” buone leggi essendo stato un governo stabile nei numeri in parlamento.
    Invece risulta il più odiato dagli italiani e le sue leggi contenevano grossolani errori.
    I due partiti più grandi hanno votato entrambi la fiducia allo stesso governo ma questo non ha aumentato la qualità delle leggi,anzi, se possibile l’ha diminuita.
    È la morte del parlamento che continua da decenni.
    Una sola persona,mai stata parlamentare, che diventa presidente del consiglio e comanda a bacchetta tutte le istituzioni rappresentative, la prima delle quali , il parlamento, che viene espropriato del potere di fare le leggi.
    I parlamentari non rappresentano la nazione,rappresentano il capo partito che li nomina nelle liste bloccate, e per lo stesso motivo non hanno assenza di vincolo di mandato.
    Ma il migliore offerente può dar loro un posto sicuro in una differente lista bloccata e allora cominciano le transumanze che nessuno ha intenzione di vietare.
    Tutto deve andare contro la collegialità degli organismi elettivi,tutto deve essere centralizzato al singolo cervello,l’animale politico che meglio imbroglia i suoi simili e che poi costringe  i sottoposti a votare leggi scritte “da cani” tramite i voti di fiducia.
    Questo non ha nulla a che vedere con la forza politica che ottiene l’1% che ha pari diritto delle altre nel partecipare alla formazione degli organi di governo e che invece si tenta in tutti i modi di eliminare.
    Abbiamo da una parte i voti veri,anche se sono solo l’1%, che i cittadini hanno dato in cabina elettorale, e dall’altra la nascita di gruppi parlamentari che non corrispondono ad alcun voto dato dai cittadini e la contestuale transumanza.
    C’È poi chi ritiene giusto,oltre ad eliminare tali voti veri, il sostituirli nei seggi in modo da dare ad una forza politica che ottiene il 40% dei voti il 55% dei seggi.
    Insomma, si elimina completamente una parte dell’elettorato ed i suoi diritti politici e si danno quei seggi ad altre forze che quei voti non li hanno ricevuti.
    Tutto questo perché non si può tollerare che il capo politico sia costretto a trattare con forze che hanno preso l’1% di voti veri.
    La somma dei voti di chi viene cancellato da uno sbarramento del 3% è circa il 10%.
    Cioè il 10% di chi si reca alle urne non riceve alcuna rappresentanza politica.
    Se è vero il detto “niente tasse senza rappresentanza” si dia almeno la possibilità a coloro che non sono rappresentati, a causa di questi sotterfugi elettorali, di non pagare le tasse.
    Chi governerà con il 40% divenuto 55% potrà avere stabilità di governo nelle aule parlamentari, ma dovrà far pagare tasse aggiuntive a tutti quelli che la rappresentanza in parlamento l’hanno ottenuta.
    Oppure organizziamo un bellissimo sciopero fiscale al quale possono partecipare tutti quelli che hanno votato partiti sotto il 3%.
    Il presidente del consiglio avrà anche una maggioranza stabile ma dovrà fare a meno di decine di miliardi di tasse e fare quindi una manovra aggiuntiva,ovviamente chiedendo la fiducia al parlamento,malgrado la costituzione vieti procedure di quel tipo su leggi che modificano la speson

     
c
scrivi un nuovo post
j
post successivo/commento successivo
k
post precedente/commento precedente
r
Rispondi
e
Modifica
o
mostra/nascondi commenti
t
torna a inizio pagina
l
vai all'accesso
h
mostra/nascondi aiuto
shift + esc
Annulla