Updates from novembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:49 il 26 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Chi pregna i media con la violenza sulle donne non condannando la violenza sugli uomini fa sembrare quest’ultima implicitamente preferibile 

     

    Abbiamo un mondo mediatico che disegna quotidianamente gli uomini come orchi e le donne come vittime di violenza.
    La violenza fisica non è solo quella che si compie con le braccia o con le gambe, anche quella che si compie con le corde vocali se queste creano un danno fisico ma invisibile alle cellule del cervello.
    In questo senso tutti ad andare a vedere quella ricerca che mostra i danni cerebrali che le donne possono causare agli uomini.
    La litigata continuativa tra una coppia crea danni fisici invisibili ma presenti nelle cellule cerebrali maschili che poi una volta danneggiate possono anche trasformarsi in atteggiamenti violenti da parte degli uomini.
    Quindi io spero che la scienza si smetta di giudicare solo le apparenze e cominci veramente a restituire la dignità a chi quotidianamente viene bombardato mediaticamente dalle molestatrici seriali del tacco 20 , dalle attrici o dalle dalle doppiatrici dello star System che poi fanno le vittime o le santarelline.
    Adesso senza entrare nella fase complottista andate a vedervi il programma della loggia massonica il grande oriente d’Italia, e quali erano i loro propositi sul rapporto tra uomo e donna.
    Poi non capisco perché si usa dire che dietro ad un grande uomo ci sarebbe una grande donna e mentre  mentre se c’è il piccolo uomo la colpa è solo sua e non di una eventuale piccola donna che magari gli ha rovinato l’esistenza, e nessuno può negare che le donne sono capaci di fare questo agli uomini.
    Io credo che va tolta la maschera a questa ipocrisia femminista che parla di parità di diritti in una costituzione dove si afferma che non ci devono essere distinzioni di sesso.
    Bisogna dire che la violenza è sbagliata, senza distinzioni di sesso, ed invece si dimenticano gli uomini che quotidianamente vengono uccisi quasi come se un cadavere donna avesse maggiori diritti di un cadavere uomo.
    Vogliono la parità di trattamento, vogliono l’uguaglianza ma le donne sono le prime a non rispettare questi parametri.
    Il numero degli uomini uccisi è di molto superiore al numero di donne uccise, solo che per la maggior parte, gli uomini uccisi sono ammazzati da uomini, ed in minima parte, da altre donne.
    Ma possiamo in qualche modo affermare l’uomo ucciso da un altro uomo o che ne subisce violenza violenza ha minori diritti umani rispetto ad una donna che subisce il medesimo trattamento?
    La risposta è no, le vittime sono vittime, indipendentemente da chi ha generato tali violenze.
    Ingiustificabile la divisione , lo squarcio nella società che le femministe tentano di creare, e la mancanza di una voce unitaria contro la violenza che si traduce in assenza inqualificabile della condanna di quella prodotta sugli uomini.
    Si condanna maggiormente la violenza sugli animali che la violenza sugli uomini.

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  • giamps78 19:31 il 15 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Maxi-emendamento su legge di bilancio trasforma costituzione in una fiaba per bambini di una repubblica immaginaria 

     

    D’accordo, mi sto inventando io che la legge di bilancio si approva articolo per articolo…
    Non c’è scritto nella costituzione all’articolo 72 che la legge di bilancio al pari della legge elettorale deve seguire la procedura normale di approvazione delle leggi, non c’è nemmeno scritto che la camera la approva articolo per articolo.
    Mi sto inventando tutto traendo come spunto un libro delle fiabe della fantasiosa repubblica da raccontare ai bambini prima di andare a dormire, per farli dormire tranquilli.
    Ma qui non c’è da stare tranquilli perché il governo della repubblica italiana prepara un maxi emendamento proprio sulla legge di bilancio che esso stesso ha scritto e presentato alle camere!
    quindi prende tutti gli articoli e li raggruppa in un solo e unico articolo e poi pone la questione di fiducia.
    Un siffatto maxi emendamento è del tutto inammissibile, per un semplice motivo: Se gli articoli fossero 20 o 30, fossero realmente esaminati articolo per articolo come affermerebbe quella fiaba per bambini di una repubblica immaginaria significherebbe come minimo  dichiararli inammissibili e dichiarare inammissibile qualsivoglia emendamento che non si riferisca solo ed esclusivamente ad un singolo articolo.
    Questo perché il testo uscito dalla commissione vincola, a norma dell’articolo 72, “la camera stessa” alla approvazione “articolo per articolo”.
    Questo credo sia indiscutibile, e tutti i bambini che ascoltano ogni sera la favola della repubblica immaginaria sanno che il governo non può più trasformare 20 o 30 articoli in un solo articolo perché la costituzione protegge tutti quegli articoli e ne obbliga alla discussione, di quel testo, così come uscito dalla commissione.
    Ci sono precedenti che permettono di fare questo?
    Benissimo,basta costituire un precedente dove si dice chiaramente che non si può fare.

     
  • giamps78 21:50 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale e legge del contrappasso: Sergio firma pure,questa è anche la tua legge! 

    carissimo Sergio,

    È la legge del contrappasso,ti tocca firmare un’altra legge elettorale porcata.
    Tu che hai ucciso il tuo partito grazie ad una legge elettorale, a due leggi elettorali, alle quali era stato dato il tuo nome, il mattarellum.
    In questo hai avuto dei bravi insegnanti, i radicali italiani di pannella e bonino sono stati maestri del suicidio politico nella perdita della propria autonomia parlamentare, dei propri consiglieri comunali, regionali , deputati, senatori e parlamentari europei.
    Quasi un suicidio collettivo.
    Ma la forma era perfetta e la deflagrazione del sistema politico lo è stata altrettanto.
    Eri stato così attento a fare non una ma ben due leggi elettorali,una approvata dalla camera e l’altra al senato, perché c’era il bicameralismo paritario e perfetto e la camera non doveva modificare la legge elettorale del senato e viceversa il senato non doveva modificare quella della camera.
    Due leggi approvate nella stessa settimana in pienaautonomia dalle due camere , correva l’anno 1993.
    Stilisticamente tanto perfetto nella forma quanto deflagrante nella sostanza…
    Peccato solo per quel baco che alla camera ha dato la maggioranza dei seggi a Berlusconi tramite le liste civetta!
    Oggi per la legge del contrappasso ti ritrovi a firmare una legge, una sola legge, valida sia per il senato che per la camera, scritta al di fuori del parlamento ed imposta dal governo che poi a cascata l’ha imposta al parlamento tramite una decina di voti di fiducia.
    La seconda legge elettorale che ti ritrovi a firmare in pochi mesi, la precedente, denominata italicum, è stata cassata dalla corte costituzionale.
    Un bel contrappasso, visto che tu eri presidente di quella corte costituzionale che da anni priva di alcuni giudici visto che i renziani da soli non riescono a farsi eleggere il loro giudice rottamatore.
    E tu firmi ancora, e ancora la tua corte dichiarerà incostituzionale una legge elettorale sulla quale non hai fatto il controllo di costituzionalità che invece ciampi aveva in qualche modo fatto nel 2006.
    Ehhh,ciampi, non voglio aprire il capitolo dell’indipendenza della banca d’Italia, preferisco stendere un velo pietoso.
    Vendere l’anima ai berlusconini del “giglio cesare” dev’essere proprio dura!
    Il giglio renziani ti ha fatto eleggere in maniera poco istituzionale, ha voluto far vedere a tutti che tu sei stato scelto da loro, quindi tu gli devi qualcosa, non ti fare remore, firma tutto.

     

    So che ti senti obbligato,non deve essere una bella sensazione.
    Infondo infondo il modus operandi con il quale viene approvata questa legge è lo stesso utilizzato per la tua elezione a capo dello stato.
    Il voto era segreto, la maggioranza per l’elezione del presidente della repubblica doveva essere qualificata,, ma solo dalla 5° votazione sarebbe bastata la maggioranza semplice,i deputati dovevano essere indipendenti nelle loro scelte e non invece agire per fare un piacere a questo segretario di partito che poi magari li ricompensa in altro modo, sempre in maniera lecita, sia chiaro.
    Il giglio cesare renziano ha chiamato tutti i segretari di partito e ha fatto le consultazioni nella segreteria di partito, ha fatto la conferenza stampa, ha fatto il nome pubblicamente.
    La tua elezione è stata in qualche modo extra-parlamentare, mica come pertini che ci sono voluti più di 20 votazioni a garantire una sua vera indipendenza.
    Il giglio cesare renziano per evitare inconvenienti ha deciso di snobbare le prime 4 votazioni a maggioranza qualificata come se non non contassero nulla,come se fossero un impaccio,un rischio, ed ha ordinato a tutti i suoi parlamentari di votare scheda bianca o di non partecipare alla votazione, mancando di rispetto all’istituzione repubblicana ed ai padri costituenti che quelle soglie le avevano pensate appositamente.
    Dopotutto ai renziani vengono le bolle quando ci sono i voti segreti o quando qualcuno prova ad agire secondo coscienza.
    A loro della democrazia assembleare non interessa, vengono fuori dalla legge della giungla, quella che tu hai contribuito a scrivere, la legge elettorale dei comuni e delle province.
    Questi sono i tuoi frutti avvelenati, cresciuti sull’albero che tu hai piantato, con l’uomo solo che controlla l’intera assemblea.
    Sergio firma pure, questa legge infondo infondo viene indicata come “mattarellum al contrario” visto che ha le percentuali di collegi uninominali e plurinominali invertite…
    Quindi firma pure, ma ho il timore che peggio della legge del contrappasso debba ancora arrivare..

     
  • giamps78 14:50 il 13 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il porcellum era veramente peggio del rosatellum 2.0? Io penso di no 

     

    Il porcellum a me piaceva perché ha permesso di fare a pezzi il bipartitismo del mattarellum e specificatamente il mattarellum applicato alla camera dei deputati, non quello applicato al senato perché privo di sbarramento e avente uno scorporo fatto bene.
    Ora però c’era in vigore il consultellum che aveva le preferenze al 100% al senato e nel 40% della camera dove c’erano i famosi 100 capilista bloccati.
    Quindi abbiamo un netto peggioramento,acuito dal fatto che il parlamento non ha potuto fare ciò che prescrive la costituzione tramite una procedura normale di approvazione della legge.
    Qui di normale non c’è nulla tranne l’arroganza renziana che oramai è la normalità.
    C’ERANO tante possibilità, il mattarellum applicato dal 1993 al 2006 al senato della repubblica, non aveva le preferenze nel 25% di proporzionale ma non aveva nemmeno liste bloccate visto che in quel 25% di proporzionale venivano eletti i miglior perdenti dei collegi uninominali.
    Tutto questo senza calcolare che un 36% di collegi uninominali senza scorporo  come nel rosatellum bis, equivalgono esattamente per numero di seggi ad un 75% di uninominale con lo scorporo come nel vecchio mattarellum del senato.
    In questo modo si sarebbe evitato il voto “a grappolo’ dell’uninominale sul proporzionale.
    Oppure in questo rosatellum con i nomi ed i cognomi dei candidati scritti in scheda elettorale, nella parte destra, potevano essere previste le preferenze.
    Queste non sarebbero state come le vecchie preferenze nelle quali l’elettore doveva scrivere nome e cognome con la matita, c’erano già scritti, questo avrebbe permesso di superare svariate criticità delle vecchie preferenze e avrebbe potuto funzionare anche senza voto disgiunto.
    Invece siamo alle solite, un parlamento eletto con liste bloccate incostituzionali vota contro la sentenza della consulta una legge che non contiene nemmeno una preferenza.
    Tutto questo fa semplicemente vomitare perché il prossimo anno ci ritroveremo in parlamento e di conseguenza poi in televisione tutte quella gente che nessuno voterebbe neanche con la pistola puntata alla tempia, e saranno li, ancora, altri 5 anni a far vedere quanto schifo fa la politica.
    Al porcellum ci ha pensato la corte che ha messo le preferenze, ed ora il nome è cambiato in consultellum, ora andiamo al voto con un’altra schifezza elettorale approvata alla camera con un voto di fiducia chiesto da un governo che è in carica grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale.
    Un governo che ha chiesto la prima fiducia al parlamento dicendo che non voleva occuparsi della legge elettorale.
    Ora i renziani cercano di dare lezioni di responsabilità, dicendo che serve una legge omogenea, ma quando io lo dicevo a loro 3 anni fa ero gufo…
    Quando dicevo che l’italicum non andava bene perché non si doveva fare una legge elettorale per una sola camera?
    Quando dicevo di far entrare in vigore l’italicum solo dopo il referendum?
    Ero gufo anche quando dicevo che poteva vincere anche il no al referendum costituzionale, che un legislatore dovrebbe legiferare guardando non solo il proprio orticello e la propria propaganda facendo credere che si tratti dell’interesse generale.
    Avevo chiesto a Mattarella con una lettera aperta che gli avevo spedito di non firmare l’italicum perché valeva per una sola camera e ciò costituiva una problematica che lui doveva considerare.
    Tutto inutile, come ora queste considerazioni sul rosatellum bis, tutto inutile.

     
  • giamps78 22:15 il 11 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto 

    uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
    Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
    Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
    Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
    Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
    Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
    Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
    Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
    Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
    Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
    Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

     
  • giamps78 10:03 il 9 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Senza il voto disgiunto anche questa versione del #rosatellum è incostituzionale 

    Inutile che la maggioranza di non governo unita a forza Italia e lega gioiscano per aver rispettato i tempi del calendario ed aver mantenuto la parola data.
    Questo fallimentare schemino renziano non funziona,non ha funzionato nelle altre incostituzionali riformicchie elettorali , non ha funzionato nella riforma costituzionale e non funziona ora.
    Il rosatellum senza il voto disgiunto è totalmente e completamente illegittimo, lo ha detto la corte costituzionale in varie sentenze.
    Il voto espresso da un cittadino deve essere chiaro e non può essere manomesso dal sistema elettorale.
    Se io voto per il collegio uninominale cioè se voto per un candidato, non sto votando anche per tutti gli altri candidati del proporzionale delle liste bloccate, altrimenti la mia univoca volontà viene travisata e questo evidentemente rende la legge incostituzionale.
    Hanno creato questa specie di mostro ed esultano perché prosegue l’iter della legge, ma se queste sono le premesse è meglio che rimanga il consultellum.
    Creano dei collegi plurinominali proporzionali e affermano che il primo seggio di tale collegio si assegna col sistema uninominale.
    Peccato che sia lo stesso voto che è valido due volte per il medesimo collegio!
    Vogliamo dire che è costituzionale conteggiare due volte lo stesso voto per lo stesso collegio?!?
    Se un elettore pone una sola “x” in scheda elettorale, non mettendone altre, il voto viene conteggiato sia come preferenza del singolo candidato bloccato della forza politica ,sia come voto proporzionale dato a quella stessa forza politica, sia al candidato nell’uninominale della coalizione che però viene eletto nel collegio plurinominale.
    Io non credo che la corte costituzionale, e spero anche il presidente della repubblica, possano accettare un  meccanismo come questo.
    Ancora una volta renzi è corso da Berlusconi e ancora una volta i pozzi sono stati avvelenati.
    Errare è umano, perseverare è diabolico.
    Il senato ad esempio deve essere eletto su base regionale, così faceva il porcellum che non aveva ne sbarramenti ne premi nazionali, così faceva il mattarellum del senato che aveva lo scorporo regionale dei voti uninominali.
    Troppo difficile sarebbe stata la creazione delle coalizioni come blocco monolitico, cioè come ho suggerito io fin dall’inizio, ovvero di considerare le tre o le quattro forze politiche come una sola forza politica.

    Agli elettori sarebbe apparsa la visione di 3 o 4 contrassegni ma mettendo la sua “x” su uno di questi in realtà si votava un unico contrassegno e poi o con le preferenze o stabilendo concordemente le candidature ci sarebbero stati tot eletti di una forza e tot eletti dell’altra, ma nella stessa lista.
    Allora avrebbe avuto senso, come nel mattarellum del senato, il porre una sola “x” e l’avere automaticamente sia il voto proporzionale che uninominale ovvero lo stesso numero di voti dati nell’uninominale presi anche nel proporzionale.
    Ma sia ben inteso, se tali voti non sono scorporati sono conteggiati due volte e al senato non hanno carattere regionale come invece prescrive la costituzione.
    Aveva senso prendere il mattarellum del senato,mantenendo la prevelenza uninominale di collegi,il 75%,ma anche lo scorporo, mantenendo l’assenza di sbarramento, e facendo le alleanze come blocco monolitico, cioè come se fossero una sola lista,cioè una sola lista bloccata per coalizione nel restante 25% di proporzionale, mettendo poi questo sistema anche alla camera.
    Sarebbe stato facile,sarebbe stata una legge comprensibile,
    , non ci sarebbero state delle vere e proprie preferenze, le segreterie avrebbero avuto ugualmente il loro potere, ma almeno si faceva una legge costituzionale ed equilibrata che non avrebbe minato il voto dei cittadini e avrebbe lasciato un minimo di libertà evitando la coercizione totale del voto.
    Ma è inutile sperare in qualcosa che non avverrà…
    Preferiscono fare leggi elettorali astruse e ingannevoli, dove l’elettore non sa che mettendo una “x” su un candidato plurinominale non sta votando per lui perché c’è la lista bloccata, lo vede scritto nella scheda ma è un candidato bloccato che segue l’ordine di presentazione, una cosa di una oscenità mostruosa dal punto di vista democratico , oltretutto votando anche per il candidato uninominale senza nemmeno senza saperlo, candidato uninominale che non è messo in bella vista come accade ad esempio per i candidati sindaci, no lo mettono il più nascosto possibile.
    No, non si possono fare leggi in questa maniera dove invece di sottrarre i voti uninominali se ne tiene conto due volte all’interno del medesimo collegio.
    Poi lo capisce anche un bambino che il collegio al senato non è su base regionale che l’uninominale dà un premio di circoscrizione,c’era un motivo se il mattarellum al senato aveva lo scorporo regionale, su questo argomento consiglio questa interessante lettura: https://giamps78.wordpress.com/2017/05/10/premio-di-maggioranza-nazionale-o-uninominale-non-si-puo-applicare-al-senato-la-proposta-fragomeli-malpezzi/
    A proposito di scadenze,siete ancora in tempo a fare una legge elettorale decente.

     
  • giamps78 13:07 il 30 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea” 

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea”

    L’approvazione del CETA, il trattato internazionale di libero scambio tra unione europea e Canada, mette in luce perfettamente la situazione che avevo descritto in uno dei miei ultimi articoli (https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/ ) sull’ incostituzionalità di quella che viene chiamata “costituzione europea”.
    In pratica il 70% di tale trattato internazionale risulta già entrato in vigore,anche in Italia, mentre il rimanente 30% attente le ratifiche dei parlamenti degli stati membri dell’unione.
    Ma la costituzione italiana non permette al parlamento italiano di delegare una materia com’è quella dell’approvazione dei trattati internazionali, per fare ciò serve una modifica della costituzione italiana, che non è mai stata fatta.
    Il Parlamento deve concedere volta per volta, l’autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, invece in questo preciso istante la materia “commercio con l’estero” è stata ceduta all’unione europea tramite una legge ordinaria che non aveva avuto alcun procedimento rafforzato di approvazione.
    In poche parole ne il presidente del consiglio dei ministri,ne il presidente della repubblica italiana hanno ricevuto alcuna autorizzazione alla ratifica del CETA da parte del parlamento italiano.
    Formalmente l’unione europea ha già fatto entrare in vigore il 70% di questo trattato con l’approvazione del presidente del consiglio italiano senza che questi abbia ricevuto alcuna autorizzazione dal parlamento italiano.
    Per il restante 30% servirà tale l’autorizzazione, e dicono loro, che se tale 30% fosse bocciato sarebbe bocciato anche il rimanente 70%,in tutta l’unione europea.
    Ma questo accade solo perché lo ha voluto espressamente il presidente della commissione europea,non perché si tratta di un modus operandi esplicito nelle norme.
    Infatti,com’è possibile che il parlamento italiano possa autorizzare alla ratifica di un intero trattato internazionale se buona parte di questo risulta già in vigore?
    È evidente che non vi può essere alcuna autorizzazione alla ratifica su un testo che a parer loro non ha bisogno di alcuna ratifica perché già entrato in vigore.
    Che cosa voterà il parlamento su quel 70%, certamente non quello che prescrive la costituzione,ovvero una esplicita autorizzazione su qualcosa che non necessita di alcuna autorizzazione.
    È chiaro che si tratta di una presa per i fondelli per far vedere che i parlamenti nazionali mantengono la propria sovranità che nei fatti è stata scippata in modo totalmente incostituzionale.
    Il fatto è che in questo momento un trattato internazionale è entrato in vigore anche in Italia senza l’autorizzazione del parlamento, quindi non bisogna guardare il dito ma la luna, non bisogna guardare al CETA ma alla “costituzione europea” che è incostituzionale ed ha i suoi effetti immediati con norme già approvate in luoghi esterni a quelli deputati dalla costituzione della repubblica italiana.

    Articoli correlati:
    Almeno 2 trattati comunitari sono incostituzionali,chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare
    https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/

     
  • giamps78 08:04 il 28 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    È incostituzionale il voto di fiducia governativo per approvare provvedimenti 

     

    La costituzione della repubblica italiana non ammette il voto di fiducia chiesto dal governo per approvare interi provvedimenti, ad esempio utilizzando la tecnica dei maxiemendamenti.
    Tutto questo è incostituzionale.
    Il voto di fiducia è obbligatorio ai sensi dell’articolo 94 della costituzione, per fare in modo che il governo possa insediarsi, e tale fiducia deve essere votata entro 10 giorni dalla sua formazione, ovvero da quando ha prestato giuramento presso il presidente della repubblica.
    L’articolo 94 è l’unico articolo della costituzione in cui si parla del voto di fiducia e guarda caso ne parla per indicare l’insediamento del governo, non certo per indicare l’approvazione di leggi tramite tale voto magari usando i maxi emendamenti.
    Anzi, nello stesso articolo al terzo comma si dice che “il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo non importa l’obbligo di dimissioni” non si intende minimamente parlare di “voto di fiducia”, che non esiste nel nostro ordinamento se non al momento dell’insediamento.
    D’altra parte, accadrebbe l’esatto opposto, se vi fosse un voto contrario ad un “voto di fiducia” vi sarebbe l’obbligo di dimissioni, evidentemente perché verrebbe me o il rapporto fiduciario.
    Ma questo è esattamente il contrario di quello che la costituzione prevede al terzo comma appena descritto.
    Difatti qui si utilizza un fantomatico foto di fiducia, e lo si trasforma in “proposta del governo” mentre queste parole non hanno questo significato ma intendono quanto poi spiegato nei successivi articoli della costituzione,il governo può presentare disegni di legge alle camere, e l’articolo 81 nel quale si dice che il governo presenta i bilanci ed i rendiconti consuntivi.
    In poche parole per “proposta del governo” non si intende la richiesta del voto di fiducia, ma semplicemente dei testi che il.governo presenta alle camere e che possono essere bocciati.
    Questo non comporta le dimissioni del governo.
    Il governo deve dimettersi se viene approvata mozione di sfiducia, che è opportunamente prevista.
    Ma non è previsto alcun voto di fiducia che il governo può chiedere…
    Quindi nessun provvedimento può essere approvato tramite un voto di fiducia che ribadisco ancora una volta,non esiste se non per l’insediamento del governo.
    Il fatto che un governo riceva la fiducia NON PERMETTE AL GOVERNO DI AVERE CARTA BIANCA CON I SUOI MAXI EMENDAMENTI.

    Si continua a fare qualcosa che la costituzione non permettendo fare.
    Anzi, dice l’esatto opposto: Il governo non deve dimettersi se viene bocciata una sua proposta,evidentemente non con un voto di fiducia che non è permesso.
    Si continua a ritenere erroneamente che il fatto di avere la fiducia dalle camere permetta al governo di scrivere le leggi impedendo la presentazione degli emendamenti, ma tutto questo più che falso è sovversivo.
    Il governo non può approvarsi le leggi tanto è vero che l’articolo 76 lo specifica, la funzione legislativa non può essere delegata al governo.
    L’articolo 72 afferma poi che le leggi devono essere approvate articolo per articolo, e questa è indiscutibilmente “la procedura normale di esame e di approvazione delle leggi” descritta nell’ultimo comma dello stesso articolo dove c’è anche la lista delle materie nelle quali non è possibile derogare a questo principio.
    E nella lista sono presenti le leggi costituzionali, elettorali, delegazione legislativa,approvazione bilanci ecc. ecc.
    Significa che per queste leggi l’approvazione deve avvenire articolo per articolo.
    Non si paventa un voto di fiducia governativo,perché come spiegato in precedenza la costituzione non lo ammette, e tantomeno  si paventa un maxi emendamento che riscrive l’intero testo ad esempio sulla legge elettorale o sulla finanziaria che devono essere approvati articolo per articolo ai sensi del già citato articolo 72 primo comma della costituzione.
    L’articolo 72 nei commi intermedi permette invece una “sotto specie” di voto di fiducia, che però non riguarda solo il governo, in quanto anche il parlamento può chiedere di arrivare subito all’approvazione finale un testo con le sole dichiarazioni di voto.
    Ma innanzitutto questo può accadere solo su delimitate materie, e quindi evidentemente quelle escluse dal successivo ultimo comma dell’articolo 72 già citato in precedenza (leggi costituzionali,elettorali,di bilancio) e su un testo che evidentemente è immodificabile ma non è un emendamento bensì trattasi di un testo base della commissione.
    Non esiste in natura un maxi-emendamento del governo che riscrive l’intera legge sulla quale viene posto un fantomatico voto di fiducia magari in materia elettorale, di bilancio o di delega legislativa.
    Ovviamente la furbata del maxi emendamento sta nel mettere tutto il testo su un solo articolo e poi fare un voto a chiamata per appello nominale.
    Ma questa è la procedura con la quale entra in carica il governo, non è in alcun modo sovrapponibile alla procedura per approvare le leggi.
    Uno perché non c’è scritto si possa fare, due perché la costituzione obbliga all’approvazione articolo per articolo su determinate materie..

     
  • giamps78 12:56 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Almeno 2 trattati “comunitari” sono incostituzionali: Chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare 

    Trattati comunitari incostituzionali…

    I grandi giuristi politici-costituzionali affermano di voler inserire nella costituzione della repubblica italiana una frase che permetta alla stessa costituzione di essere in qualche modo “superiore” ai trattati internazionali ed in particolare ai trattati europei, perché a parer loro oggi non è così ovvero un trattato internazionale potrebbe soprassedere al dettato costituzionale, ed invece secondo costoro la costituzione tedesca prevedrebbe questo tipo di subalternità.
    Come ho già scritto altre volte le cose non stanno così.
    L’articolo 117 al primo comma dice esplicitamente che la potestà legislativa (che è esercitata dallo stato e dalle regioni) deve si rispettare i vincoli comunitari, ma anche la costituzione stessa.
    E siccome non esiste vincolo comunitario che abbia assunto validità senza prima un voto del parlamento italiano, si evince che anche i vincoli comunitari,validi proprio perché il parlamento italiano li ha “convertiti” devono rispettare in pieno il dettato costituzionale.
    Dunque un vincolo comunitario che fosse contrario alla costituzione sarebbe eliminato dalla corte costituzionale italiana e non sarebbe più in vigore in quanto la decisione della corte risulta retroattiva e le regole europee sancivano (prima dell’entrata in vigore degli ultimi trattati) che solo l’unanimità nell’approvazione di tutti gli stati membri facesse entrare in vigore tale trattato all’interno dell’unione europea.
    Quindi una bocciatura della corte italiana di una qualsiasi legge (ordinaria) di “conversione” di un trattato comunitario fatta dal parlamento italiano corrisponde all’annullamento di tale trattato in tutta l’unione europea, non solo in Italia.
    Tutto questo per dire cosa?
    Intanto per ribadire che una legge ordinaria con la quale il parlamento italiano approva i trattai comunitari non corrisponde ad una legge costituzionale che ha un diverso metodo di approvazione e può prevedere un referendum confermativo.
    Gli stessi trattati europei denominati “costituzione europea” possono e anzi io credo debbano essere soggetti ad un ricorso presso la corte costituzionale anche da parte delle regioni italiane oltreché da un nuovo prossimo governo nazionale, e con motivazioni varie che tenterò di spiegare in seguito.
    Innanzitutto si prevede una cessione di sovranità della repubblica italiana all’unione europea, ma con una bella differenza rispetto al passato.
    In passato c’era l’unanimità, quella cosa che ho appena finito di spiegare:
    Se uno stato non era d’accordo saltava l’intero trattato comunitario, è successo in passato con il referendum francese che ha eliminato quella che vilmente veniva chiamata “costituzione europea”, poi riproposta e purtroppo approvata con un differente testo.
    E tale principio resta valido per tutti i vecchi trattati approvati all’unanimità, che se dunque fossero dichiarati incostituzionali decadrebbero come spiegato in precedenza.
    La stessa “costituzione europea” risulta approvata all’unanimità e dunque decadrebbe in tutta l’unione in maniera retroattiva se una corte la dichiarasse incostituzionale.
    Stavo spiegano i motivi che renderebbero a mio giudizio incostituzionale tale trattato:
    Tale trattato stabilisce a propria volta che non è più necessaria l’unanimità degli stati membri per approvare i successivi trattati comunitari, tra i quali a propria volta sono previsti trattati internazionali ad esempio sul commercio con l’estero.
    In poche parole la costituzione italiana stabilisce punto per punto le materie dove lo stato italiano ha la competenza legislativa,quello dove le regioni hanno la competenza legislativa (nella fattispecie “a ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato) , nonché la legislazione concorrente tra stato e regioni.
    Quindi in pratica tutto l’universo delle competenze legislative risulta “esplicitamente” assegnato o allo stato o alle regioni.
    Il tutto è ancora più esplicito all’ultimo comma del 117 dove la costituzione prevede che le regioni nelle materie di loro competenza possano “concludere accordi con stati” nelle materie di propria competenza.
    Quindi anche le regioni italiane possono sottoscrivere trattati internazionali ed il commercio con l’estero risulta una materia concorrente che però lo stato ha regalato completamente all’unione europea.
    Completamente significa che l’unione europea può prendere decisioni in merito e far entrare nel sistema legislativo italiano delle norme anche se il parlamento fosse contrario.
    Qui bisogna fare una distinzione, i binari sono due e sono paralleli.
    Un conto è una legge costituzionale che concede esplicitamente sovranità ad enti superiori dichiarando quali materie vengono cedute.
    Altro conto è una legge ordinaria che “converte” un trattato comunitario che non può cedere sovranità ad un ente superiore che non adotti più il principio dell’unanimità per l’approvazione di nuove normative e addirittura di nuovi trattati senza nemmeno l’assenso del parlamento italiano o delle regioni competenti per materia.

    Non è possibile immaginare il rispetto dell’articolo 1 della costituzione, la sovranità appartiene al popolo nel momento in cui il parlamento italiano(o una regione  su una materia di sua competenza) votando contro ad un provvedimento, vede comunque entrare in vigore lo stesso nell’ordinamento italiano.
    Ed il trattato che istituisce tutto questo non ha avuto, ed ecco il secondo binario, nessun voto nella conferenza stato regioni ed è stato approvato dal parlamento con una legge ordinaria e non invece con una legge costituzionale.
    Essendo che tale trattato dichiara esplicitamente che anche un voto negativo del parlamento italiano può essere reso inutile da una maggioranza qualificata di popolazione europea o di numero di stati membri della UE, risulta evidente che le competenze “esplicitamente” elencate dalla costituzione italiana e appartenenti a stato e regioni vengono letteralmente bypassate andando quindi contro l’articolo 1 della costituzione in cui si afferma che la sovranità nella repubblica italiana appartiene al popolo, cosa non vera non essendoci più l’unanimità europea con la nuova costituzione europea non costituzionalizzata in Italia se non con una legge ordinaria e con un trattato che regala all’unione europea il commercio con l’estero by-passando di fatto le regioni e lo stato italiano.
    Per questo motivo chi ha giurato sulla costituzione italiana,non sulla costituzione europea, deve farla rispettare dichiarando incostituzionale la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che ha creato la cd. Costituzione europea, nonché la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che regala (senza alcun controllo da parte di regioni e parlamento italiano) il commercio con l’estero, tra l’altro materia concorrente tra stato e regioni.
    Solo una legge costituzionale, non un trattato, non una legge ordinaria, può modificare la potestà legislativa descritta nella costituzione, o al limite, come indicato nell’articolo 117, dove si afferma che lo stato può delegare le materie alle regioni.
    Non mi risulta che ci sia scritto che possa delegarle alla comunità internazionale e se non è scritto nella costituzione tale delega non è costituzionalmente prevista, e quindi non si può attuare.
    L’unanimità permetteva il mantenimento di questa potestà legislativa, ora che non c’è più è palese l’incostituzionalità con il dettato esplicito contenuto nella costituzione.
    La cessione di potestà legislativa si effettua solo con legge costituzionale , non con leggi ordinarie, a meno che una legge costituzionale non lo preveda.
    Siccome nessuna legge costituzionale ha mai previsto una cessione esplicita di sovranità all’unione europea, tale cessione non ci può essere.
    L’unica legge costituzionale in tal senso è stata  un referendum confermativo in cui si parlava di “procedere all’integrazione europea” ma ha il valore di un ordine del giorno,oltre che un valore politico, ma nulla più perché dal punto di vista giuridico non sono espressamente indicate materie cedute a quella che allora era chiamata comunità europea.
    Quindi serviva una nuova legge costituzionale che contenesse esplicitamente tali modifiche puntuali alle materie di competenza o che contenesse la possibilità di delegare tali competenze a enti superiori così come si parla deleghe a enti regionali.
    La repubblica italiana non è composta dall’unione Europea, ne c’è scritto che l’Italia compone l’unione europea, dunque non si può regalare competenze con leggi ordinarie e senza che sia previsto, visto che nella repubblica italiana la sovranità appartiene al popolo, non il popolo europeo che può decidere anche contrariamente a quanto deciso nella repubblica italiana o nelle regioni.
    Le parole “obbligo comunitario” non significano niente se non è spiegato in che cosa consiste questa comunità ed ovviamente tale spiegazione essere fatta con legge costituzionale, stiamo dando per sottinteso qualcosa che giuridicamente non è sottinteso.
    Non è vero che manca il referendum popolare sui trattati europei, manca la corretta approvazione di tali trattati, nelle forme giuridiche opportunamente rafforzate.
    La costituzione non è modificabile se non con un procedimento rafforzato e questo non si può fare con una legge ordinaria.
    Si dirà che sono i trattati internazionali stessi a contenere queste regole , ma tutti i trattati internazionali sono stati approvati con leggi ordinarie, anche quello di Roma,quindi nella scala gerarchica delle fonti del diritto è di grado inferiore alla costituzione.
    In similitudine si prenda il caso del trentino, servono leggi costituzionali per modifiche statutarie, qui abbiamo creato una “costituzione europea” con delle leggi ordinarie.
    Altrimenti la corte costituzionale dovrebbe cancellare il commercio con l’estero tra le materie esplicitamente elencate e aggiungere che appartiene all’unione europea.
    Poi dovrebbe cancellare l’articolo uno e dire che la sovranità della repubblica italiana non appartiene più al popolo ma agli organismi comunitari, perché di questo si tratta vista l’impossibilità di dire no nel caso in cui vi sia una maggioranza qualificata europea.

     
  • giamps78 11:51 il 15 September, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: corte, , organismi geneticamente modificati   

    Sugli #OGM La corte #UE ci ha annessi alla Common law: Differenza tra scelte politiche e “scelte” scientifiche 

     

    Non è che un trattato internazionale può portare l’Italia da un sistema a civil law ad un sistema a common law dove i giudici fanno le leggi, altrimenti si tratterebbe di una vera e propria annessione che snatura la struttura giuridica.
    Invece la corte di giustizia europea sugli OGM ha fatto una sentenza da common law, hanno stabilito un precedente pericolosissimo, hanno fatto a pezzi il codice civile italiano stabilendo che i giudici sono sottomessi non alla legge, scritta come da civil law, che anche loro devono rispettare nelle loro sentenze, ma ad una legge non scritta e inventata ad arte dai giudici della Corte europea tramite un principio base che elimina di fatto i codici vigenti nel paese oggetto di quella sentenza.
    Hanno inventato dal nulla il principio secondo il quale uno stato non può vietare nulla che non abbia evidenze scientifiche di nocività per gli esseri umani.
    Con questo principio la scelta politica non esiste più, le leggi che vietano l’uso di vari prodotti non hanno più alcun effetto a meno che non lo dica la scienza.
    Ma la politica ha una sua prerogativa, il parlamento ha una sua sovranità  e dunque QUALSIASI prodotto può essere bandito anche senza alcuna evidenza scientifica, anche se non serve evidenza scientifica, lo si fa per scelta politica.
    Il giudice deve rispettare la civil law, non può improvvisamente invertire l’onere della prova e far diventare la politica serva della scienza.
    La scienza è importante, ma così come la religione, ha le sue leggi che non sono le leggi della politica che è e deve rimanere sovrana.
    Dunque si, quando qualcosa è provato che fa male quel qualcosa va ritirato dal mercato, ma non si può affermare il contrario, altrimenti al posto di andare a votare per eleggere i parlamentari bisognerà andare a votare per eleggere gli scienziati!
    Il diritto della politica è anche quello di vietare un prodotto per ragioni diverse rispetto alla nocività che non risulta in ogni caso l’unico e il solo parametro di valutazione per una scelta politica.
    Ad esempio ci sono i temi etici, sulle quali le evidenze scientifiche cozzano, cinsono le opportunità politiche ed il giudizio sulle leggi devono darlo i cittadini.

    O ci può essere una scelta  opportunità nello stabilire che il 100% del made in italy deve essere biologico, e sarebbe una scelta politica, non scientifica,magari economica, ed il giudice non può e non deve intromettersi.
    Nel caso specifico gli OGM hanno ad esempio la caratteristica nociva verso altri raccolti fatti nelle vicinanze che vengono modificati geneticamente dalle spore emesse dai raccolti OGM.
    Ma questo è solo uno dei motivi che possono far pensare ad un parlamento sovrano di effettuare una scelta di questo tipo, e un giudice non può fare le leggi al posto del parlamento stabilendo che la scienza viene prima della politica.
    La scienza viene prima della politica solo se la politica lo dice e lo scrive nero su bianco in una legge.
    Nel caso specifico la normativa europea permetteva ad ogni parlamento nazionale di decidere in merito e la scelta che ha fatto l’Italia è stata per vietare gli OGM.
    I giudici della Corte europea se proprio vogliono intromettersi a piè pari nelle faccende politiche allora devono annullare quel testo europeo che permette all’Italia di vietare gli OGM.
    Il giudice europeo stabilisca magari anche che i dazi sono illegali, che i  materiali provenienti dalla cina che non ha evidenze scientifiche di nocività per l’uomo possono essere venduti anche da chi non ha lo status di economia di mercato.
    Se il principio base espresso dalla corte è così importante allora è valido sempre ed è superiore anche ai dazi e quindi non si si può vietare la vendita di alcun prodotto dopo averne importati una certa quantità annua.

     
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