Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 12:55 il 20 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Vi presento il “menefreghellum” 

     

    Il rosatellum è un sistema completamente bloccato ed io credo sia anche incostituzionale senza la possibilità del voto disgiunto che esiste in qualsiasi altra elezione, da quella comunale a quella regionale è possibile votare per una forza politica ma anche per un diverso sindaco o in diverso presidente di regione.
    Non ha alcun senso mantenere l’uso di una sola scheda elettorale anziché di due se non è presente lo scorporo dei voti ricevuti dall’uninominale e se non è possibile votare il capo politico su una apposita seconda scheda, raggruppando quindi giustamente uninominale e proporzionale in una unica.
    L’essenza della legge elettorale che propongo qui, il menefreghellum, non cerca di correggere gli errori di base del rosatellum, ma li utilizza per fare in modo che gli elettori abbiano comunque una scelta in più, così il sistema non risulta essere totalmente bloccato.
    Anziché un solo nome per Collegio, la coalizione be presenta 3  e l’elettore può mettere la preferenza su uno dei tre.
    L’errore del rosatellum rimane inalterato, se qualcuno vota uno dei tre candidati, il voto va a tutte le forze politiche della coalizione nel proporzionale.
    Se al contrario l’elettore vota solo per la forza politica, il voto viene assegnato a tutti e tre i candidati uninominali.
    Attenzione,anche senza la presenza del voto disgiunto, un candidato di altra forza politica che prendesse meno voti come coalizione ma più voti come candidato uninominale, risulterebbe eletto nel collegio.
    Questo può capitare quando un candidato ottiene molti più voti dei concorrenti all’interno della stessa coalizione e lo scarto di voti con la coalizione avversaria risulta inferiore a tale differenza.
    Dopotutto è pur sempre un collegio uninominale e c’è pur sempre un ripescaggio proporzionale e per i migliori perdenti dell’uninominale.

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  • giamps78 21:24 il 18 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    referendum del 22 ottobre in lombardia non è nemmeno la preistoria del voto elettronico 

     

    Vengo a sapere che non è possibile annullare la scheda, vengo a sapere che la scheda bianca non è veramente una scheda bianca, cioè l’assenza di una scelta, ma che è diventata una vera e propria scelta.
    Il cittadino troverà si uno schermo tattile, ma quello schermo non sarà accoppiato a matite digitali, non sarà possibile scrivere nulla.
    Mi pare poi di aver capito che non ci sarà alcuna delle 2 proposte antifrode che da anni propongo perché sono a costo zero e sono di buon senso.
    Non ci sarà il fermo immagine, ovverosia la registrazione in formato fotografico (ad esempio jpeg) di ogni singolo voto, nel momento in cui questo avviene,ovviamente facendo in modo che il voto resti anonimo.
    Questo sistema che ho ideato personalmente alcuni anni fa, permette di avere un database digitale con le foto di ogni voto all’interno dell’urna digitale, ovviamente il database non deve essere posto su memoria riscrivibile, non deve essere quella che con l’abbreviazione inglese si indica con le due lettere RW, ma deve essere memoria indelebile.
    Quindi se qualcuno vota alle 8:05 della mattina , quel fermoimmagine che finisce nel supporto removibile (ad esempio un DVD) posto all’interno del seggio digitale registrerà il voto in maniera indelebile a meno che non sia toccato il tasto “cancella”.
    Il fatto che manchi una matita copiativa,ancorché digitale, credo che vada contro la legge sui referendum, e potrebbe anche renderlo non valido.
    Così come l’impossibilità di non votare alcuna delle possibilità previste in scheda, ovvero votare scheda bianca che si è invece trasformata in una scelta posta all’interno della scheda.
    Poi c’è un secondo sistema antifrode, che è rappresentato da uno scontrino cartaceo(che ultimamente ho visto essere stato proposto anche nel rosatellum) di avvenuto voto che finisce dentro una vera e propria urna sempre all’interno del seggio elettronico, contenente i dati fondamentali della votazione che in caso di ricorso possono essere incrociati con i fermi immagini descritti precedentemente.
    Insomma, il software non è intelligente, non riesce a rilevare i tocchi sullo schermo (ovviamente tocchi digitali indelebili) e a rilevare l’assegnazione del voto chiedendo conferma all’utente, dicendogli ad esempio:
    Stai votando per il si, confermi
    Stai annullando la scheda,confermi?
    Il tuo voto non contiene scelte, quindi sarà considerato scheda bianca, confermi?

    P.s. Ovviamente l’antifrode sta anche nella possibilità che ha l’elettore di controllare il proprio voto anonimo descritto nel piccolo scontrino che poi finisce nell’urna.

     
  • giamps78 13:21 il 2 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Dalla Catalogna potrebbe arrivare anche la soluzione del conflitto in Crimea 

    non ho mai mai letto la costituzione spagnola, per cui sono abbastanza ignorante in merito.
    Ma mi giungono notizie di un comma costituzionale che prevede la possibilità per le regioni che compongono la spagna di richiedere la secessione, ma solo nel caso in cui lo richiedano i 2/3 del consiglio regionale.
    Quello che è successo in questi giorni in catalogna è sbagliato.
    Nel consiglio regionale catalano gli indipendentisti si sono fermati al 55% dei seggi e dunque non avrebbero i due terzi.
    Un referendum consultivo, quindi privo di valenza giuridica ma pieno di valenza politica non si nega a nessuno anche perché la costituzione prevede la libertà di parola e di espressione prima ancora delle competenze legislative.
    Ma un referendum consultivo, quindi propositivo mi pare che ci sia già star nel 2010, mentre lo pseudo-referendum di ieri voleva essere qualcosa di diverso,voleva fare la secessione dalla spagna senza i2/3 dei seggi in consiglio.
    Ma i fattacci compiuti ieri ai seggi dalle forze di sicurezza di Madrid dal mio punto di vista hanno fatto propendere l’ago della bilancia verso la secessione.
    Quindi adesso il raggiungimento della soglia dei 2/3 a mio parere è più vicina ma il consiglio dovrebbe essere sciolto per fare nuove elezioni il più presto possibile.
    questa norma costituzionale che prevede il raggiungimento della soglia dei 2/3 è proprio carina, tanto che potrebbe applicarsi anche all’ucraina e alla Russia per risolvere il conflitto nato con l’annessione della Crimea dopo un referendum farsa.
    I termini dell’accordo tra Russia ed ucraina potrebbero essere i seguenti:
    Sia la federazione russa che l’ucraina, inseriscono nelle proprie costituzioni la possibilità di fare referendum secessionisti nel caso in cui a chiuderlo sia una maggioranza regionale dei 2/3.
    Entrambe si impegnano al mantenimento di tale norma e all’esecuzione sia in tutto il territorio russo che in tutto quello ucraino.
    D’altra parte perfino l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche lo prevedeva e difatti è stato con un referendum che l’ucraina si è distaccata dall’URSS, e tra parentesi si votò anche in Crimea e in quell’occasione gli elettori di quella regione furono per l’uscita dell’Ucraina.
    Modificate entrambe le costituzioni, quella russa e quella ucraina, l’accordo può entrare in vigore, ma se una delle due dovesse cancellarla allora retroattivamente tutti i referendum sarebbero annullati.
    La Crimea ritorna ufficialmente sotto le bandiere dell’Ucraina e gli ispettori internazionali dovranno controllare la  validità sia del rinnovo del consiglio sia del successivo referendum che prevede la secessione.
    Stesso dicasi per le regioni addicenti.

     
  • giamps78 10:02 il 29 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’auto del futuro potrebbe essere elettrica alimentata da un motore endotermico a giri costanti 

     

    Supponiamo di avere una vettura ibrida, con un motore endotermico ed uno elettrico al proprio interno.
    Sappiamo che il motore elettrico ha un rendimento molto alto e che quello endotermico a certe condizioni ha rendimenti migliori, in altre altre peggiori,ad esempio in città rende me o che nelle strade a lunga percorrenza.
    Sappiamo inoltre che non ci sono ancora molte colonnine per la ricarica elettrica, e che serve tempo per una ricarica, che le batterie sono costose e che nel tempo perdono rendimento alimentando sprechi ed anche con gli ultimi progressi tecnologici hanno comunque dei limiti rispetto alle automobili tradizionali ad esempio nella durata della carica,inoltre le linee elettriche fanno comunque perdere circa un 10% dell’energia prodotta alla fonte durante il trasporto.
    Queste sono le premesse per creare l’autovettura ibrida nella quale il motore endotermico funziona a giri costanti.
    C’È un punto nel quale il rendimento è maggiore se si utilizza benzina per creare energia elettrica e far funzionare l’autovettura.
    Ovverosia l’automobile risparmierà carburante se questo invece di essere utilizzato dal motore endotermico fosse trasformato da quel motore in energia elettrica e poi utilizzato dal motore elettrico per far avanzare il mezzo.
    La teoria dei giri costanti dice che, nel mentre l’auto è ferma al semaforo il motore endotermico continua a funzionare a giri costanti alimentando quello elettrico per la successiva ripartenza.
    In pratica non sarebbe più il motore endotermico a far muovere direttamente il mezzo ma a questo ci pensa quello elettrico.
    Il motore endotermico dovrà allo stesso tempo avere una efficienza massima e avere costi limitati.
    Difatti verrebbe costruito senza alcune parti che oggi invece risultano fondamentali.
    Non servirà ad esempio il cambio, appunto perché girerà su una sola marcia, o al massimo due se proprio si vuole prevedere la guida “sportiva” e c’è necessità di fornire maggiore energia al motore elettrico.
    Le batterie non avranno bisogno di essere super elaborate e costose  proprio perché si punta ad utilizzare subito in loco l’energia prodotta all’interno del range di funzionamento tra l’energia fornita da un motore e l’energia assorbita dall’altro.
    Penso che si potrebbero fare 50 km con un litro di carburante ai quali si potrebbe arrivare ad aggiungere anche il recupero dell’energia in frenata.

     

     
  • giamps78 12:56 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Almeno 2 trattati “comunitari” sono incostituzionali: Chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare 

    Trattati comunitari incostituzionali…

    I grandi giuristi politici-costituzionali affermano di voler inserire nella costituzione della repubblica italiana una frase che permetta alla stessa costituzione di essere in qualche modo “superiore” ai trattati internazionali ed in particolare ai trattati europei, perché a parer loro oggi non è così ovvero un trattato internazionale potrebbe soprassedere al dettato costituzionale, ed invece secondo costoro la costituzione tedesca prevedrebbe questo tipo di subalternità.
    Come ho già scritto altre volte le cose non stanno così.
    L’articolo 117 al primo comma dice esplicitamente che la potestà legislativa (che è esercitata dallo stato e dalle regioni) deve si rispettare i vincoli comunitari, ma anche la costituzione stessa.
    E siccome non esiste vincolo comunitario che abbia assunto validità senza prima un voto del parlamento italiano, si evince che anche i vincoli comunitari,validi proprio perché il parlamento italiano li ha “convertiti” devono rispettare in pieno il dettato costituzionale.
    Dunque un vincolo comunitario che fosse contrario alla costituzione sarebbe eliminato dalla corte costituzionale italiana e non sarebbe più in vigore in quanto la decisione della corte risulta retroattiva e le regole europee sancivano (prima dell’entrata in vigore degli ultimi trattati) che solo l’unanimità nell’approvazione di tutti gli stati membri facesse entrare in vigore tale trattato all’interno dell’unione europea.
    Quindi una bocciatura della corte italiana di una qualsiasi legge (ordinaria) di “conversione” di un trattato comunitario fatta dal parlamento italiano corrisponde all’annullamento di tale trattato in tutta l’unione europea, non solo in Italia.
    Tutto questo per dire cosa?
    Intanto per ribadire che una legge ordinaria con la quale il parlamento italiano approva i trattai comunitari non corrisponde ad una legge costituzionale che ha un diverso metodo di approvazione e può prevedere un referendum confermativo.
    Gli stessi trattati europei denominati “costituzione europea” possono e anzi io credo debbano essere soggetti ad un ricorso presso la corte costituzionale anche da parte delle regioni italiane oltreché da un nuovo prossimo governo nazionale, e con motivazioni varie che tenterò di spiegare in seguito.
    Innanzitutto si prevede una cessione di sovranità della repubblica italiana all’unione europea, ma con una bella differenza rispetto al passato.
    In passato c’era l’unanimità, quella cosa che ho appena finito di spiegare:
    Se uno stato non era d’accordo saltava l’intero trattato comunitario, è successo in passato con il referendum francese che ha eliminato quella che vilmente veniva chiamata “costituzione europea”, poi riproposta e purtroppo approvata con un differente testo.
    E tale principio resta valido per tutti i vecchi trattati approvati all’unanimità, che se dunque fossero dichiarati incostituzionali decadrebbero come spiegato in precedenza.
    La stessa “costituzione europea” risulta approvata all’unanimità e dunque decadrebbe in tutta l’unione in maniera retroattiva se una corte la dichiarasse incostituzionale.
    Stavo spiegano i motivi che renderebbero a mio giudizio incostituzionale tale trattato:
    Tale trattato stabilisce a propria volta che non è più necessaria l’unanimità degli stati membri per approvare i successivi trattati comunitari, tra i quali a propria volta sono previsti trattati internazionali ad esempio sul commercio con l’estero.
    In poche parole la costituzione italiana stabilisce punto per punto le materie dove lo stato italiano ha la competenza legislativa,quello dove le regioni hanno la competenza legislativa (nella fattispecie “a ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato) , nonché la legislazione concorrente tra stato e regioni.
    Quindi in pratica tutto l’universo delle competenze legislative risulta “esplicitamente” assegnato o allo stato o alle regioni.
    Il tutto è ancora più esplicito all’ultimo comma del 117 dove la costituzione prevede che le regioni nelle materie di loro competenza possano “concludere accordi con stati” nelle materie di propria competenza.
    Quindi anche le regioni italiane possono sottoscrivere trattati internazionali ed il commercio con l’estero risulta una materia concorrente che però lo stato ha regalato completamente all’unione europea.
    Completamente significa che l’unione europea può prendere decisioni in merito e far entrare nel sistema legislativo italiano delle norme anche se il parlamento fosse contrario.
    Qui bisogna fare una distinzione, i binari sono due e sono paralleli.
    Un conto è una legge costituzionale che concede esplicitamente sovranità ad enti superiori dichiarando quali materie vengono cedute.
    Altro conto è una legge ordinaria che “converte” un trattato comunitario che non può cedere sovranità ad un ente superiore che non adotti più il principio dell’unanimità per l’approvazione di nuove normative e addirittura di nuovi trattati senza nemmeno l’assenso del parlamento italiano o delle regioni competenti per materia.

    Non è possibile immaginare il rispetto dell’articolo 1 della costituzione, la sovranità appartiene al popolo nel momento in cui il parlamento italiano(o una regione  su una materia di sua competenza) votando contro ad un provvedimento, vede comunque entrare in vigore lo stesso nell’ordinamento italiano.
    Ed il trattato che istituisce tutto questo non ha avuto, ed ecco il secondo binario, nessun voto nella conferenza stato regioni ed è stato approvato dal parlamento con una legge ordinaria e non invece con una legge costituzionale.
    Essendo che tale trattato dichiara esplicitamente che anche un voto negativo del parlamento italiano può essere reso inutile da una maggioranza qualificata di popolazione europea o di numero di stati membri della UE, risulta evidente che le competenze “esplicitamente” elencate dalla costituzione italiana e appartenenti a stato e regioni vengono letteralmente bypassate andando quindi contro l’articolo 1 della costituzione in cui si afferma che la sovranità nella repubblica italiana appartiene al popolo, cosa non vera non essendoci più l’unanimità europea con la nuova costituzione europea non costituzionalizzata in Italia se non con una legge ordinaria e con un trattato che regala all’unione europea il commercio con l’estero by-passando di fatto le regioni e lo stato italiano.
    Per questo motivo chi ha giurato sulla costituzione italiana,non sulla costituzione europea, deve farla rispettare dichiarando incostituzionale la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che ha creato la cd. Costituzione europea, nonché la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che regala (senza alcun controllo da parte di regioni e parlamento italiano) il commercio con l’estero, tra l’altro materia concorrente tra stato e regioni.
    Solo una legge costituzionale, non un trattato, non una legge ordinaria, può modificare la potestà legislativa descritta nella costituzione, o al limite, come indicato nell’articolo 117, dove si afferma che lo stato può delegare le materie alle regioni.
    Non mi risulta che ci sia scritto che possa delegarle alla comunità internazionale e se non è scritto nella costituzione tale delega non è costituzionalmente prevista, e quindi non si può attuare.
    L’unanimità permetteva il mantenimento di questa potestà legislativa, ora che non c’è più è palese l’incostituzionalità con il dettato esplicito contenuto nella costituzione.
    La cessione di potestà legislativa si effettua solo con legge costituzionale , non con leggi ordinarie, a meno che una legge costituzionale non lo preveda.
    Siccome nessuna legge costituzionale ha mai previsto una cessione esplicita di sovranità all’unione europea, tale cessione non ci può essere.
    L’unica legge costituzionale in tal senso è stata  un referendum confermativo in cui si parlava di “procedere all’integrazione europea” ma ha il valore di un ordine del giorno,oltre che un valore politico, ma nulla più perché dal punto di vista giuridico non sono espressamente indicate materie cedute a quella che allora era chiamata comunità europea.
    Quindi serviva una nuova legge costituzionale che contenesse esplicitamente tali modifiche puntuali alle materie di competenza o che contenesse la possibilità di delegare tali competenze a enti superiori così come si parla deleghe a enti regionali.
    La repubblica italiana non è composta dall’unione Europea, ne c’è scritto che l’Italia compone l’unione europea, dunque non si può regalare competenze con leggi ordinarie e senza che sia previsto, visto che nella repubblica italiana la sovranità appartiene al popolo, non il popolo europeo che può decidere anche contrariamente a quanto deciso nella repubblica italiana o nelle regioni.
    Le parole “obbligo comunitario” non significano niente se non è spiegato in che cosa consiste questa comunità ed ovviamente tale spiegazione essere fatta con legge costituzionale, stiamo dando per sottinteso qualcosa che giuridicamente non è sottinteso.
    Non è vero che manca il referendum popolare sui trattati europei, manca la corretta approvazione di tali trattati, nelle forme giuridiche opportunamente rafforzate.
    La costituzione non è modificabile se non con un procedimento rafforzato e questo non si può fare con una legge ordinaria.
    Si dirà che sono i trattati internazionali stessi a contenere queste regole , ma tutti i trattati internazionali sono stati approvati con leggi ordinarie, anche quello di Roma,quindi nella scala gerarchica delle fonti del diritto è di grado inferiore alla costituzione.
    In similitudine si prenda il caso del trentino, servono leggi costituzionali per modifiche statutarie, qui abbiamo creato una “costituzione europea” con delle leggi ordinarie.
    Altrimenti la corte costituzionale dovrebbe cancellare il commercio con l’estero tra le materie esplicitamente elencate e aggiungere che appartiene all’unione europea.
    Poi dovrebbe cancellare l’articolo uno e dire che la sovranità della repubblica italiana non appartiene più al popolo ma agli organismi comunitari, perché di questo si tratta vista l’impossibilità di dire no nel caso in cui vi sia una maggioranza qualificata europea.

     
  • giamps78 17:10 il 22 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non è vero che con la presenza dei collegi uninominali non ci può essere anche un premio nazionale 

    il presidente della commissione affari costituzionali della camera ha affermato che vista la presenza dei collegi uninominali non vi può essere anche la presenza del premio di maggioranza,nazionale per la camera e regionale per il senato,questo non è proprio vero,basta che ci sia uno scorporo fatto bene e ciò diventa possibile.

     

    Il modello italiano del mattarellum al senato scorporava i voti ottenuti dalle forze politiche,invece il modello tedesco scorpora i seggi uninominali vinti e non quindi i voti.
    questo sembra di poco conto ma nei fatti permette aggiungere un premio di maggioranza a livello nazionale.
    Difatti molti esponenti politici hanno affermato che con l’aggiunta dei collegi uninominali non sarebbe più possibile aggiungere un premio,alla prima lista o alla prima coalizione, che riescano a superare il 35%.
    Ma ciò non è vero…
    È possibile ma solo a determinate ed occulate condizioni.
    Lo scorporo elettorale “alla tedesca” sottrae i seggi vinti,non i voti ottenuti, dunque se una forza politica ottenesse ad esempio 100 seggi uninominali ed il 36% dei voti a livello nazionale alla camera dei deputati, otterrebbe il premio del 15% che farebbe arrivare il totale dei seggi ottenuti al 51%, non dunque al 51% più ulteriori 100 seggi.
    Si avrebbero cioè da sottrarre quei 100 seggi uninominali al 51%,non dunque aggiungendo premio a ulteriore premio.
    Quindi è possibile farlo ritornando nel solco della proposta fatta in precedenza dal movimento 5 stelle.
    Anzi, si può aggiungere anche il voto disgiunto,tanto la vittoria nel collegio uninominale non preclude la vittoria a livello nazionale essendo i seggi uninominali diminuiti rispetto alle prime stesure della legge.
    Uno scorporo di questo tipo permette quindi di diminuire le distorsioni ed è possibile proprio perché c’è una sola scheda nella quale si vota sia per l’uninominale che per il proporzionale.

     
  • giamps78 17:18 il 20 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anticipo pensionistico per donne con figli ed i sindacati che vogliono allargare platea a coppie omosessuali e stranieri 

     

    Passi pure il concetto della donna che è  incinta(in Italia) e che quindi fisicamente avendo una conformazione diversa rispetto all’uomo può aver diritto ad andare in pensione 6 mesi prima per ogni figlio.
    giustamente nel caso di gravidanze può e deve esserci una differenza nell’età di pensionamento che favorisca quest’ultima di fronte alla normativa europea che dichiara l’obbligo di avere la stessa età di pensionamento per uomini e donne.
    Ma stop,qui finisce,non è che come chiedono i sindacati adesso si devono tirare dentro anche i figli adottivi e i figli la cui gravidanza non è stata condotta in Italia.
    Anche perché qualcuno potrebbe domandare perché la donna si e l’uomo no?
    Se un figlio è adottato non c’è differenza tra padre e madre, non c’è differenza di conformazione fisica, la madre non è rimasta in cinta, non ha avuto impedimenti fisici, e francamente ho già capito dove vogliono andare a parare: Ai bambini “adottati” dalle coppie omosessuali e agli extracomunitari che arrivano qui già adulti… una cosa inaccettabile.
    Se la donna resta incinta e poi vende suo figlio ad una coppia omosessuale, dal mio punto di vista nessuno di questi soggetti merita alcun mese di anticipo pensionistico,anche perché l’utero in affitto è illegale, vogliamo pure premiare questi comportamenti?
    Perché mai se qualcuno adotta dei figli che arrivano dall’estero si dovrebbe dare,tra l’altro alla sola donna, dei vantaggi pensionistici?
    È assurdo.
    Ritornando al discorso precedente: i permessi lavorativi parentali valgono sia per le mamme che per i papà,così come nulla vieta ad una donna di lavorare mentre l’uomo fa le faccende domestiche, una legge deve tenere conto di questo non può generalizzare.
    Se un figlio è adottato e la donna non è rimasta in cinta, il padre può fare la stessa fatica che fa la madre nell’allevarlo, perché dunque la legge dovrebbe dare unidirezionalmente alla donna questi sei mesi e non ad esempio 3 mesi e 3 mesi?
    Per me dovrebbero essere dati zero e zero, non 3 e 3, ma nemmeno aprioristicamente 6 e zero altrimenti si va contro la legge europea e l’uguaglianza dei sessi.
    Dovrebbe valere esclusivamente per le donne che abbiano portato avanti una o più gravidanze(in Italia), e che abbiano cresciuto i figli e certamente non dati in adozione e nemmeno adottati.
    Altrimenti la legge non può scegliere aprioristicamente quale dei due sessi fa la fatica di allevare tale figlio, può essere la donna o l’uomo, oppure la legge dovrebbe stabilire dei parametri per decidere a quale dei due genitori spettano tali mesi di anticipo pensionistico.
    Per quanto riguarda i figli adottati cosa facciamo, il doppio bonus?
    6 mesi a chi partorisce,e poi fa adottare il figlio 6 mesi per chi lo adotta per un totale di 1 anno per un solo figlio?
    Impossibile.
    Qui ci sono i soliti sindacati che cercano varchi per aumentare la spesa pubblica

     
  • giamps78 07:32 il 11 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #irma: Costruire “droni dissipatori di energia” è meno complicato che costruire F35 militari! 

     

    So che se non si parla di petrolio,bombe o imperialismo è difficile che gli U.S.A. si impegnino a fare qualcosa…
    Ma in linea teorica sarebbe possibile assorbire tutta l’energia sprigionata da un uragano dissipandola e facendolo scomparire.
    l’uragano ha anche un punto debole: L’occhio.
    Nell’occhio del ciclone, o in questo caso dell’uragano c’è una sostanziale calma e dunque non c’è il rischio che il marchingegno che dobbiamo costruire abbia a rompersi, a patto di spostarsi nella direzione dell’uragano per rimanere sempre nel suo centro.
    Quindi una specie di “drone dissipatore” volando sopra all’uragano potrebbe calarsi nel suo centro senza essere minimamente colpito dalla forza dei suoi venti.
    Il drone dissipatore una volta entrato nell’occhio può scendere sempre più in basso e tramite dei dispositivi ad aria compressa potrebbe non toccare mai la superficie mai la superficie mantenendosi stabile.
    Il drone deve cercare di l’energia dal vento trasformandola in  rotazione di eliche nel senso di rotazione opposto a quello dell’uragano in modo da generare una leggera ma costante opposizione.
    se questo non è possibile, si deve semplicemente dissipare l’energia catturata, o magari usata per raffreddare le acque sopra cui verosimilmente si trova l’uragano.
    Dal drone potrebbero uscire delle palette orizzontali che vanno a ruotare come fossero delle pale eoliche orizzontali che assorbono energia, mentre nella parte superiore potrebbero esserci le eliche che girano in senso opposto e dissipano l’energia creata dalle prime..
    Anche se,sempre in linea teorica, in un futuro prossimo l’energia sara trasportabile al di fuori dell’uragano presso una serie di super-centrali elettriche, questo oggi non è possibile.
    Il punto è che le palette orizzontali del drone devono essere allungabili ed entrare nel vortice quel tanto che basta per riuscire ad assorbirne l’energia senza però compromettere la stabilità del marchingegno.
    Ovviamente non si sta parlando di assorbire e dissipare tutta l’energia in 5 minuti, ma ogni kW assorbito è stato complessivamente sottratto alla forza distruttiva.
    Voglio dire, chi sta cercando di costruire robot per andare sul pianeta Marte che spende tutti quei soldi per la ricerca…
    Un drone dissipatore costerebbe meno di un F35 e sarebbe costruito per evitare distruzioni, non per crearle, generando pure ingenti risparmi nelle ricostruzioni post-evento.

     
  • giamps78 11:04 il 7 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: Super proposta per PD, M5S e Lega (non per forza Italia!) 

    sulla legge elettorale l’invito che faccio è quello di unire i voti di partito democratico, lega nord e movimento 5 stelle fregandosene di forza italia che ha già creato abbastanza casini in questa legislatura implorando Giorgio Napolitano per una sua rielezione a presidente della repubblica.
    Detto questo stiamo parlando di uninominale maggioritario, che in ogni caso con il tripolarismo non dà certezze di governabilità, e che dà solo la certezza delle ammucchiate, ma l’uninominale è anche l’unica strada per avere un accordo tra queste forze politiche.
    Questo è il punto dirimente, non snaturare il sistema politico italiano tramite la coercizione del voto e dare una vera scelta ai cittadini nei collegi uninominali evitando rasoiate alla rappresentatività che sono rasoiate alla democrazia.
    Ognun per se nel collegio uninominale, ma senza candidature imposte dall’alto come in passato, sono i cittadini dal basso a dover scegliere chi debba essere eletto nel singolo collegio.
    Però bisogna tirare via le croste della vecchia politica sul sistema elettorale e permettere che sistemi utilizzati in altre parti del mondo possano essere introdotti anche qui da noi.
    Chiaro che il movimento 5 stelle non accetterà mai l’uninominale secco in quanto sarebbe fortemente penalizzato in termini di seggi ed invece l’uninominale totalmente proporzionale non sarebbe ben visto dalla lega.
    Siamo di fronte all’evoluzione della politica, una legge elettorale può creare e annientare le forze politiche, dunque è un tema molto delicato.
    Quindi bisogna fare in modo che nel collegio uninominale maggioritario ogni forza politica corra da sola e che siano i cittadini a decidere la coalizione che porta all’elezione del singolo rappresentante.
    Ecco che dunque nella scheda elettorale si potrebbe introdurre la prima, la seconda e la terza scelta, tramite un semplice quadrettino al fianco del singolo candidato affiancato dal singolo simbolo.
    Quello delle prime, seconde e terze scelte è un sistema utilizzato in molti stati e addirittura per eleggere il presidente della repubblica d’Irlanda, e qui verrebbe applicato per eleggere il rappresentante nel singolo collegio uninominale, sempreché costui riesca a superare , sommando prime, seconde e terze scelte, il 50% dei voti, altrimenti il seggio verrebbe assegnato in maniera proporzionale pura e senza sbarramenti a livello nazionale o regionale per il senato.
    Chiaramente se uno supera il 50% senza aver bisogno delle seconde scelte o delle terze scelte sarà eletto senza il conteggio di queste ultime anche se un diverso candidato, sommando anche le terze scelte dovesse risultare primo.
    Mi pare che sia una proposta di buon senso, il mettere un 100% di collegi uninominali sia alla camera che al senato e laddove non si superasse il 50%, sommando prime,seconde e terze scelte, dare tali seggi in maniera proporzionale senza alcuno sbarramento.

     
  • giamps78 12:35 il 30 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Motociclista spezza braccio a vigile perché è stato troppo tempo nel fargli la multa… Digitalizziamola! 

    Effettivamente le forze dell’ordine stanno troppo tempo a redigere i verbali.
    Potrebbero metterci 15 minuti o anche 20, infatti utilizzano il vecchio sistema, quello della carta e della penna.
    Non parliamo poi dei costi per l’invio della multa fatta dalla polizia stradale… vengono ulteriormente addebitati assieme a quelli di trascrizione i costi del passaggio dai 3 o 4 uffici fino ad arrivare al centro operativo presente giù per le puglie, per poi finire a Roma dove ci sono altri uffici pubblici e avviene un ulteriore smistamento.
    Alla fine il cittadino deve pagare pure tutta questa burocrazia!
    È un non senso considerando che vigili e forze di polizia utilizzano degli apparecchietti che vengono puntati sulle targhe delle autovetture e che offrono le generalità delle autovetture, e tutto questo con un’ottima precisione.
    Dunque basterebbe aggiungere un semplicissimo software collegato ad un emettitore di scontrini.
    Il vigile o le altre forze di polizia possono emettere la multa senza nemmeno dover trascrivere in cartaceo, i dati sono già digitali.
    Si inserisce il numero della carta d’identità e nel dispositivo compaiono le generalità della si singola persona, poi si clicca sul pulsante “ok” e le generalità vengono prese digitalmente ed inserite nella multa digitale che non ha bisogno di carta carbone.
    Stessa cosa si fa con il mezzo, si inserisce la targa e si verifica che il modello corrisponda e poi con un singolo click si inseriscono in automatico tutte queste generalità all’interno della multa digitale.
    Nel software ci sono gli articoli del codice della strada, da un menu a tendina si cerca quello giusto e si seleziona aggiungendo delle note a margine.
    La multa deve andare on line immediatamente ed essere consultabile, non deve essere trascritta, non deve essere spedita, per i primi 5 giorni.
    Se la multa viene pagata entro 5 giorni, tramite il sito apposito, lo sconto potrebbe essere addirittura del 50%, perché aumenta il risparmio e diminuisce la burocrazia del sistema pubblico.
    Il vigile o le altre forze di polizia potranno essere più efficienti ed il costo per il cittadino in termini di tempo e di spesa saranno inferiori.
    Rilasceranno un semplice scontrino come ad esempio quello per le ricariche telefoniche, e avranno un codice della multa per essere sicuri di non pagare quella sbagliata e su internet ci sarà la conferma di aver pagato correttamente

     
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