Updates from dicembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 16:12 il 17 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    La neutralità della rete voluta da Obama è meglio della totale deregolamentazione voluta da Trump 

    la mia posizione di contrarietà alla neutralità della rete non va assolutamente confusa con la posizione di chi, come Roland Trump, ne vuole la totale deregolamentazione.
    Nella neutralità della rete voluta da Obama c’erano certamente delle falle, ma la totale assenza di regole è certamente peggiore.

    così come per la corretnte elettrica gratuita sotto una certa soglia di consumo, il ragionamento vale per internet.
    Io ritengo che l’accesso ad internet gratuito debba essere un diritto per chiunque, ma appunto essendo un diritto non può avere prestazioni identiche a quelle fornite a chi paga il servizio.
    Quindi una neutralità della rete che non prevede che i providers siano obbligati a fornire un servizio minimo essenziale, magari fornendo tale servizio con una banda rimaneggiata, fa si che una parte della popolazione non ne possa avere accesso.
    Per questo motivo è sbagliato vietare ai provider una differenziazione della velocità di accesso ai siti web.
    Ma stiamo parlando del lato utente navigatore, non stiamo parlando del lato sito web.
    In questo ragionamento non si parla di singoli siti web maggiormente raggiungibili rispetto ad altri, si parla di qualunque sito web più o meno facilmente raggiungibile dal singolo utente se sta utilizzando la banda gratuitamente fornita dal provider rispetto all’utente in 1° classe o in classe economica.
    Si viaggia peggio come per i treni, anche se si viaggia sugli stessi binari, e questo però deve essere visto come l’unico sistema che permetta una totale copertura gratuita per ogni singola persona.
    E questo risulta fondamentale come già spiegato per abbattere i costi dello stato all’atto della digitalizzazione, laddove prevedendo la copertura gratuita completa, si prevede la possibilità di utilizzo capillare di internet per l’invio di comunicazioni digitali pubbliche, la mail univoca in base all’indirizzo di casa per tutti i cittadini , leggibile tramite un apposito telefono di casa o un qualsiasi telefono abilitato che possa utilizzare quella banda gratuita.
    Chiaramente se lo stato non è a conoscenza di caselle di posta elettronica certificate, non può nemmeno inviare i documenti digitali.
    Io credo che la ricerca sia orientata alle multinazionali, e dunque trovi il super telefono cellulare ma non trovi il telefono fisso efficiente che permetta l’invio e la ricezione di documenti, che sappia verificare se quel messaggio sia stato letto e che solo dopo possa inviare un cartaceo.
    Non esiste ricerca che permetta l’utilizzo del digitale anche a chi non è nativo digitale, che crei interfacce amichevoli facilmente utilizzabili anche da persone anziane schiacciando semplicemente un bottone.
    L’altra cosa che non andava nella neutralità della rete proposta da Obama era l’impossibilità di aprire appositi provider che facessero aprire un solo sito web.
    Cioè il pensare di costituire una rete che desse l’accesso ad un solo specifico sito.
    Non si tratta di far aprire siti con velocità diverse ma di permettere la costituzione di reti per singoli siti mentre altri risultano inaccessibili.
    Io sarei favorevole ad un utilizzo simile ma solo se la fruizione resta gratuita per qualunque navigatore.questa credo sia la discriminante corretta, se il servizio è offerto gratuitamente allora credo sia giusto permettere alla singola azienda ,ad esempio facebook, di far entrare gli utenti nel proprio sito web, senza dare accesso ad altri siti, a patto che lo scopo di lucro si limiti alla copertura delle spese per il servizio, senza ulteriori profitti.
    Facile comunque per lo stato sarebbe semplice mettere l’internet gratuito per tutti, e allora sarà chiaro che se una persona può scegliere tra entrare solo su facebook o entrare su tutti i siti, anche se ad una velocità inferiore, sceglierà di entrare su tutti i siti, salvo eventi speciali.
    E io credo che se la regola resta valida, e cioè l’obbligo di gratuità del servizio dato ai navigatori, anche le stesse televisioni che oggi sono fruibili gratuitamente, possono trovare una propria continuità anche in internet, sempreché si permetta loro la costituzione di linee dedicate su internet, cosa che la neutralità di Obama vietava.

     

     

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  • giamps78 09:58 il 10 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’organizzazione delle nazioni unite e israele riconoscano l’esistenza della città di al-quds sulle proprie cartine geografiche 

    È stato lo stesso Netanyahu a chiedere che non si parli di Gerusalemme est e di Gerusalemme Ovest, gli israeliani non accettano nemmeno che sulle brochure del giro d’Italia del 2018, ci sia scritto che parte da Gerusalemme ovest e dicono che Gerusalemme è unica e non può essere divisa tra est e ovest, e che la capitale di Israele è l’intera Gerusalemme, intendendo sia quella ovest sia quella est, e gli stati uniti d’America, che hanno deciso di stabilirvi l’ambasciata spostandola da Tel-Aviv , non possono non sapere questo, non possono far finta che non sia così, non possono far finta di non aver capito.
    Sappiamo bene che Israele vuole tutto quanto, sappiamo che gli stati uniti d’America hanno armato fino ai denti Israele,compresa l’arma nucleare che Israele possiede.
    Sappiamo della disparità militare tra Israele e tutti gli altri stati a cui Israele ha dichiarato guerra in 70 anni di storia.
    A proposito di storia, si pretende di cancellare la millenaria “proprietà” della città in mano islamica, si pretende di riscrivere la storia, asserendo appunto che “Gerusalemme capitale di Israele è incontestabile dal punto di vista storico”.
    Ma di quale storia?
    Certamente quella della religione ebraica e quella della religione cristiana ma non certo quella della religione mussulmana.
    Israele da decenni prepara gli ingredienti per una guerra di religione e assieme agli stati uniti ne hanno combinate di cotte e di crude dal dopoguerra ad oggi.
    Non si capisce perché,così come gli U.S.A. hanno armato Israele dell’arma nucleare, la Russia non possa fare lo stesso con l’Iran che ha il divieto di produrre tali armi, mentre non ha alcun divieto di acquisto dell’arma già creata e pronta all’uso, in modo da riequilibrare le forze militari in campo.
    Se invece si vuole una de-escalation militare, punto primo Israele accetti formalmente il divieto per il suo esercito di entrare ad al-quds e a Gerusalemme.
    Israele riconosca l’esistenza della città di al-quds che fino ad oggi è stata chiamata Gerusalemme est, e Gerusalemme ovest potrà essere chiamata semplicemente Gerusalemme.
    Entrambe queste città devono godere di uno statuto speciale all’interno dei rispettivi stati, uno statuto speciale riconosciuto da trattati internazionali, con l’intervento automatico, quindi senza voto in consiglio di sicurezza, da parte dell’ONU, se non sarà rispettato.
    E al primo punto dello statuto speciale, ci deve essere l’autogoverno delle due città dal punto di vista militare e l’impossibilità da parte dei rispettivi parlamenti centrali di deliberare azioni all’interno delle città stesse i cui unici uomini armati dovranno essere quelli della polizia municipale, anch’essi sotto il governo del consiglio comunale e non dello stato centrale.
    Il divieto di uomini armati dell’esercito , pena l’arrivo dei caschi blu dell’Onu.

     
  • giamps78 10:41 il 5 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco perché uno stato laico di #Israele non ha diritto a reclamare una #Gerusalemme religiosa 

     

    Israele lanciando i suoi caccia contro damasco, sta facendo di tutto per far scoppiare una terza guerra mondiale perché pensa di trarne dei vantaggi territoriali.
    Hanno fatto male i conti con la storia che potrebbe liberarsi di loro in maniera definitiva.
    L’apertura di un’ambasciata statunitense a Gerusalemme non è di per se un fatto negativo, il fatto negativo è che si affermi che Gerusalemme è territorio di Israele.
    Gerusalemme può essere unita e indipendente come città stato, così come lo è il vaticano.
    Una città stato che non è Israele e non è Palestina.
    Gli stati uniti d’America fingono di combattere contro le guerre di religione, dicono di essere per la laicità dello stato, ma è falso perché il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è solo ed esclusivamente una mossa religiosa, della bibbia sulla quale gli statunitensi prestano giuramento.
    È dunque una dichiarazione di guerra religiosa, e non basterà tutta la loro ipocrisia mediatica a far credere il contrario.
    Non esiste altra spiegazione che possa far riconoscere Gerusalemme capitale di Israele se non quella religiosa.
    Israele è uno stato artificiale creato dai regnanti d’Inghilterra alla fine della seconda guerra mondiale.
    Israele è una reminiscenza del passato che si fonda su un libro, la bibbia.
    Questa è la verità anche se cercano in tutti i modi di nasconderlo.
    Vogliono far credere che Israele sarebbe uno stato laico e che la maggioranza della popolazione di Israele tra pochi anni avrà sangue palestinese.
    Due cose sono da dire su questo argomento, l’una l’opposta dell’altra.
    Gli stati uniti non possono mettere apposto la propria coscienza tramite questa reminiscenza moderna di Israele perché o Israele è Israele in tutto e per tutto oppure è solo una pantomima moderna, come gli attori-lottatori del wrestling che al passare del tempo cedono il posto a qualcun altro che somiglia loro e che possa portare il medesimo nome stabilendo una continuità nella finzione della lotta.
    Questo rifacimento laico di israele con il gay pride del mese scorso che sfila per le vie di gerusalemme non ha alcun senso e non potrà portare a nulla di buono in futuro.
    Creare marionette storiche per mettersi a posto la coscienza magari può funzionare come avanspettacolo ma dal punto di vista religioso apre un solco che l’ipocrisia del potere mediatico mondialista statunitense mai e poi mai potrà riuscire a sotterrare due metri sotto terra facendo il lavaggio del cervello e parlando di diritti “civili” o “incivili”.

    Ma il secondo argomento è ancora più semplice da capire del primo:
    Come può Israele stato artificiale e laico la cui maggioranza di sangue non è nemmeno ebraica eccezion fatta solo per alcune decine di migliaia di abitanti che sono al 100% ebree, chiedere Gerusalemme senza avere nemmeno i vecchi requisiti religiosi?
    Consegnare Gerusalemme allo stato laico di Israele che fa sfilare il gay-pride equivale a consegnare Gerusalemme si sodomiti!
    È una contraddizione in termini, chiedere Gerusalemme per una questione religiosa e vendersi l’anima calpestando quella stessa religione per avere le armi e l’appoggio degli stati uniti d’America.
    Ma tra lapidare e far sfilare ci sarà pure una via di mezzo…
    Ma tutto fa brodo, anche una sfilata alza il prodotto interno lordo e fa vivere meglio gli israeliani!
    abbiamo in premier, Netanyahu, che va in giro a spiegare come far funzionare meglio l’economia, quale deve essere il giusto livello di tassazione, che durante le cene si mette pure a disegnare grafici sui tovaglioli, mentre con le armi conquista i territori circostanti dicendo che quelli sono i confini di uno stato di Israele, ma di uno stato religioso che esisteva migliaia di anni fa!
    Ma cavoli, allora pure i romani possono chiedere di avere Gerusalemme, infondo quelle mura che rimangono ancora in piedi del vecchio tempio chi le aveva fatte costruire?
    Caro soldato israeliano, che ti piace piangere davanti al muto, sappi che quel muro lo ha fatto costruire l’odiatissimo impero romano, e li di fianco ,scavando appena trovato il simil sinedrio ebraico,anch’esso costruito dai romani!
    Ma stiamo parlando di qualcosa che esisteva migliaia di anni fa, se Roma ottenesse Gerusalemme certamente avrebbe una crescita del prodotto interno lordo senza bisogno di disegnare grafici sui tovaglioli?
    Ma la domanda è: Quanti danni dovremo ancora aspettarci da questo “israele laico” prima che si capisca che non può esistere alcun Israele laico?
    Quegli scienziati ebrei che si credono padroni della genetica nei loro laboratori stanno facendo degli esperimenti che vanno contro ogni loro credo religioso, ma non lo dicono, lo fanno di nascosto.
    Ma l’ipocrisia vuole che in questo stato fantoccio di faccia credere di essere religiosi se un ministro si dimette perché le ferrovie lavorano il sabato che in teoria è giorno di riposo.
    Se gli stati uniti considereranno Gerusalemme come capitale d’Israele, a mio avviso, l’unica risposta è il ritiro di tutte le delegazioni da qualsiasi organizzazione internazionale che abbia sede nel territorio degli stati uniti, fin quando la sede non sarà spostata.
    Se ci sarà una risposta forte in questo senso non la si darà vinta a chi, come ha fatto lo stato laico di Israele fino ad oggi, ha minacciato le organizzazioni internazionali(UNESCO, onu) ed ha tagliato loro i fondi come forma di ritorsione.

     
  • giamps78 07:54 il 3 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    No ad aberrazioni tipo un governo “del presidente” meglio un governo “della repubblica parlamentare per le riforme costituzionali” 

     

    No ad aberrazioni tipo il “governo del presidente” meglio un “governo della repubblica parlamentare”, che finalmente svolga il suo ruolo di mediatore tra tutte le forze politiche in parlamento, e che abbia la capacità di trovare soluzioni vere ai problemi, non minestre riscaldate o pannicelli caldi.
    In Italia le camere devono tornare ad avere un ruolo di indipendenza dai capi bastone e di dipendenza dal popolo.
    C’È bisogno di una riforma costituzionale sulla “separazione delle carriere” ma non quelle dei giudici, quelle dei politici dal loro segretario di partito o dal loro presidente fiduciario.
    Il raggiungimento di questo obbiettivo è l’unico in grado di far vivere un governo non del presidente ma della repubblica parlamentare.
    Incanalare subito un percorso per il raggiungimento di questo obbiettivo sarebbe di primaria importanza e a mio parere l’unica strada è rappresentata da un mix di riforme costituzionali, che in parlamento vengono discusse e votate una dietro l’altra quasi fossero una sola legge costituzionale, ma che invece sono approvate in modo distinto, in modo da far partire, se mancasse la maggioranza qualificata, una serie di referendum confermativi che si voterebbero lo stesso giorno.
    Un referendum costituzionale potrebbe riguardare proprio l’istituto dei referendum, con l’introduzione di quello propositivo (anche privo di valore legale ma con molto valore politico) possibile anche sulle materie economiche.
    Qualcosa che permetta al parlamento italiano di diventare come il parlamento svizzero, e lo ricordo, il governo svizzero è formato da tutte le forze politiche senza scellerate svelte di campo.
    A decidere il svizzera sono i referendum, ma sono i parlamentari con le loro leggi a farli entrare in vigore.
    Anche una trasformazione del bicameralismo sul modello degli stati uniti potrebbe risolvere alcune problematiche presenti nel nostro bicameralismo perfetto.
    In quel caso ognuna delle due camere approva un testo che può anche essere differente, e poi una commissione bipartisan, che ascolti anche i proponenti originari di tale proposta, cerca una soluzione intermedia, nelle parti in cui vi sono differenze e al limite si potrebbe pensare di introdurre un apposito referendum per far decidere al popolo, nei casi in cui il tema sia particolarmente divisivo e nell’opzione numero uno si scrive la versione proposta da una camera e e poi la seconda scelta ,quella dell’altra camera.

     

    Se il bicameralismo subisse una modifica di questo tipo, ed il voto su questo punto della riforma costituzionale avesse una maggioranza qualificata, non vi sarebbe bisogno del referendum e si potrebbe invece fare un referendum sulla creazione di un senato delle regioni che abbia un sistema elettorale diverso da quello della camera.
    Ad esempio il senato delle regioni potrebbe avere tutti i seggi eletti con il maggioritario uninominale con un sistema di voto australiano e la camera potrebbe rimanere proporzionale.
    Questo perché a risolvere il problema insorto tra il testo votato da una camera ed il testo votato dall’altra potrebbe essere un referendum popolare, se la commissione bipartisan non trova un accordo.

     
  • giamps78 08:08 il 30 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pale eoliche “in serie” con apertura e chiusura automatizzata 

     

    Le pale eoliche potrebbero essere molto più piccole di con sono costruite ora,in modo da essere molto meno impattanti per l’ambiente, e potrebbero essere messe in serie, intersecandosi l’una con l’altra.
    Avremo così una prima pala eolica che gira in senso orario, una seconda che gira in senso antiorario, una terza che torna a girare in senso orario e così via.
    Ovviamente devono raccogliere il medesimo vento, quindi vanno costruite nel modo opposto ad intermittenza.
    Come scritto in precedenza, metà delle pale intersecano la struttura precedente, l’alta metà delle pale intersecano la struttura successiva.
    Gireranno tutte alla stessa velocità e non si scontreranno mai grazie a dei magneti che manterranno inalterate le distanze trasmettendo il moto dall’una all’altra.
    Il progetto punta dunque ad raccogliere più e meglio il vento puntando a raccoglierlo tutto, a diminuire il costo delle strutture e a renderle meno impattanti sul territorio.
    Può funzionare sia sulle pale eoliche verticali sia su quelle orizzontali.
    Inoltre, al fine di ridurre le perdite di energia della parte che gira controvento, si prevede l’apertura e la chiusura delle singole pale che per metà giro si troveranno controvento.
    L’elettricità necessaria per chiuderle e “spiegarle” è inferiore alla maggiore energia che viene raccolta da questo meccanismo.

     

    P.s.
    Va da se che se ho 6 pale eoliche in serie avrò forse anche più del triplo di corrente elettrica creata, ma un abbassamento dei costi se ho un solo rotore che trasforma energia e le pale che si trasmettono tra loro il moto perché intersecano magneticamente l’una con l’altra, e si abbasseranno i costi ci sarà un solo pilone portante per tutte e sei le pale che ruotano.
    Evidentemente dovranno essere più piccole per  evitare sollecitazioni estreme.
    ma avranno poi un ulteriore incremento del rendimento tramite un sistema automatico che apre e chiude le pale ogni mezzo giro,tra l’altro un sistema di questo tipo potrebbe anche essere montato su pale eoliche in essere, già oggi presenti nei parchi eolici.
    Diminuisce il costo, l’impatto visivo delle pale, aumenta del triplo il loro rendimento.

     
  • giamps78 11:51 il 19 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il solare termodinamico “verticale” applicato all’idroelettrico 

    Abbiamo il solare termodinamico che utilizza l’energia del sole e tramite specchi e sali fusi concentra e poi ancora trattiene il calore.
    Quel calore fa girare un motore grazie all’espansione del liquido, nel nostro caso potrebbe trattarsi di acqua che diventa vapore acqueo che espandendosi produce energia.
    Fin qui mi pare chiaro, il solare termodinamico è già una realtà…
    Solo che ora questo impianto viene costruito non in orizzontale bensì in verticale di fianco ad un impianto idroelettrico già dotato di impianti per la risalita ed il riutilizzo dell’acqua che ha appena creato energia elettrica dalla sua discesa.
    La base del solare termodinamico si trova posizionata in basso, e gli specchi potrebbero trovarsi anche sopra al laghetto artificiale.
    La differenza è che il solare termodinamico ha i tubi verticali, e porta il vapore acqueo verso l’alto.
    Le turbine della centrale idroelettrica non dovranno più lavorare con l’acqua fredda ma con l’acqua calda, e per eliminare dispersioni potrebbero essere rivestite di sali fusi che accumulano calore ricevuto.
    La differenza di temperatura dell’acqua potrà così essere minima, risalendo come vapore e scendendo come acqua.
    Il termodinamico fa il suo mestiere e produce l’energia dall’espansione del vapore, anche l’idroelettrico fa il suo producendo in continuo energia elettrica ma ottenendo questa dalla caduta dell’acqua.
    L’energia per far risalire l’acqua nelle condotte è pressoché nulla in quanto ottenuta dall’espansione del vapore dal quale il termodinamico ricava pure energia.

     

    Consideriamo poi che l’elettrolisi dell’acqua fredda costa più energia elettrica di quanto ne costi l’elettrolisi dell’acqua calda.
    Se a quest’acqua calda magari contiene del glicerolo, potremmo fare l’elettrolisi con un consumo di energia elettrica molto minore.

    teniamo poi conto che si potrebbe ricavare calore dall’elettrolisi, ad esempio verificando la temperatura di idrogeno e ossigeno che potrebbero passare per uno scambiatore.

     
  • giamps78 07:44 il 18 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il “selezionatore meccanico” che manca ai negozi Amazon e che elimina l’odioso riconoscimento facciale 

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    Io non credo che il sistema predisposto da Amazon per i negozi fisici sia funzionale allo scopo che si vuole ottenere.
    Per cui boccio senza alcuna remora tale sistema che non ci porta solo in un altro mondo, ma in un altro universo certamente peggiore di questo che fa già abbastanza schifo.
    Inaccettabile un software di riconoscimento facciale, inaccettabili duemila telecamere che ti osservano per verificare se metti nel carrello la pastasciutta che ha la forma di spaghetti piuttosto che quella che ha la forma di mezze pippe…
    Qui ci lamentiamo del fatto che su internet usano i nostri dati e la nostra vita privata per venderla alle multinazionali e poi ci arriva il negozio che ci ruba con la telecamera perfino l’indecisione nel scegliere la pastasciutta, se prendiamo un corridoio piuttosto che l’altro, che cosa compriamo, quando dove come mangiamo.
    Io credo che Amazon sia ancora in tempo per migliorare il progetto, magari utilizzando quello che alcuni medi fa ho predisposto per quei tipi di negozi, e che ancora non avevo scritto sul mio blog, perché aspettavo il momento giusto.
    In pratica il negozio viene completamente ridisegnato, non servono tutte quelle stupide telecamere, servono invece dei distributori meccanici dei prodotti, non servono carrelli della spesa, il carrello della spesa lo si trova pronto all’uscita del negozio con tutto quello che si è preso.
    Se il negozio fosse uno di quelli normali, la persona prenderebbe il pacco della pasta e lo metterebbe nel carrello, e questo accadrebbe anche nei nuovi negozi Amazon.
    Ma anche questo passaggio può essere eliminato!
    Così come tutte quelle inutili telecamere…
    Nel negozio che può essere molto piccolo all’interno, ci potrà essere un solo prodotto per ogni tipo, mica va nel carrello.
    Infatti l’acquirente lo esaminerà in tutto e per tutto e poi lo rimetterà al suo posto, selezionando il numero nell’apposito spazio, posto appena sotto a quel prodotto.
    Ci saranno due tipologie di selezione del numero, una analogica, ed in questo caso si usa la tesserina apposita, e una digitale, ed in questo caso si può usare il proprio cellulare.
    E in questo caso basterà tramite quello stesso software del cellulare, selezionare la modalità “non in linea” per fare la spesa nel “negozio 3D” in modalità stile “Second life” dal salotto di casa.
    A quel punto uno sceglie di andarsi a prendere la spesa, e nel momento in cui arriva, lo fa sapere al selezionatore meccanico che prepara tutto in un paio di minuti, senza dover girare per forza per il negozio.
    In alternativa c’è il servizio che porta a casa tutto quello che si acquista, tramite il fattorino del negozio che ovviamente non può coprire grandi distanze, ed in questo caso si pagherà il servizio.

    Ma il tutto si fonda sul “selezionatore meccanico” che rende possibile l’automatizzazione mantenendo inalterata la possibilità di anonimato per i clienti.
    Cosa sarà mai questo selezionatore meccanico.
    Lo dice la parola stessa, è un magazzino posto su uno spazio adiacente alle casse o alla “reception” dal quale meccanicamente, tramite sistemi automatici e bracci meccanici sono selezionati i prodotti, che ovviamente vanno inseriti nel magazzino, pezzo per pezzo, codice per codice.
    Quindi c’è un lavoro manuale che avviene nelle retrovie di nascosto a chi si trova nel negozio che riguarda il caricamento dei prodotti, automatizzabile a sua volta se tali prodotti fossero impacchettati in un certo modo all’atto della produzione e del confezionamento.
    Il negozio non solo da per filo e per segno quanti prodotti ci sono ancora in magazzino, ma conosce pure la loro data di scadenza, cosa che l’attuale negozio fisico Amazon non conosce!
    Chi dice a tutte quelle belle e stupide telecamere di Amazon che il prodotto è scaduto?!?
    Nessuno!
    Invece con questa proposta i prezzi vengono scritti in maniera digitale, e possono subire modifiche in tempo reale a seconda delle quantità presenti in magazzino e sono aggiornate in tempo reale al software consultabile dal divano di casa che però si riferisce al negozio fisico più vicino a casa.
    Sarà possibile ordinare anche quello che non c’è in negozio attendendo più tempo o pagando un ulteriore sovrapprezzo per averlo non da quel negozio fisico ma dalla distribuzione Amazon che arriva per posta.
    Il software Amazon potrebbe contenere uno spot pubblicitario di ogni prodotto, che a differenza delle attuali pubblicità sarà visualizzabile sia in negozio fisico sia in quello multimediale dal salotto di casa, ma solo se il cliente lo richiederà perché ne vuole sapere di più, e finito di guardare il filmato potrà anche fare domande tramite la chat del negozio sempre attiva con risposta immediata,ovviamente a distanza!

     
  • giamps78 19:37 il 4 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Come migliorare te SEMPRE del 20% l’efficienza delle fuel cell ,non solo quando si usa la “marcia costante” 

    mi fa piacere leggere che il centro di ricerca ENEA sta facendo l’aggiornamento del software sulla sua URBan car 4.0, che consentirà in determinate condizioni di avere un aumento nell’efficienza del 20%.
    In pratica quest’automobile è ibrida e funziona ad idrogeno ma ha anche un motore elettrico.
    Loro aumentano l’efficienza del 20% quando l’utente utilizza la marcia a velocità costante, in queste condizioni evitano di far passare la corrente elettrica attraverso le batterie e quindi ci sono molte meno perdite, infatti l’energia arriva direttamente al motore elettrico.
    Questo è molto positivo, ricalca grossomodo la mia proposta(vedi articolo intitolato “macchina del futuro avrà un motore endotermico a giri costanti”) per alimentare un motore elettrico, anche se evidentemente in quel caso non parlavo di celle a combustibile,anche perché l’idrogeno l’ho proposto di bruciarlo nel motore a combustione più che in una cella a combustibile.
    Ma rimanendo sul pezzo, a me sembra buono quanto riscontrato da quelli dell’enea, e difatti ora modificano il software per migliorare questa efficienza prima del salone dove presenteranno l’auto.
    Ed è anche un esempio per tutti gli altri costruttori di celle a combustibile,anche loro potranno aumentare l’efficienza a quelle specifiche condizioni, e cioè quando la marcia è costante.
    Ma purtroppo all’Enea non si sono ancora accorti che possono ottenere SEMPRE questa efficienza maggiorata,anche quando la marcia non è costante.
    Come?
    Ma è molto semplice , FACENDO ANDARE LE COSE AL CONTRARIO!
    L’elettricità appena prodotta deve sempre passare prima per il motore elettrico, senza mai passare prima per le batterie.
    Gli scarti di potenza  creati dall’automobilista quando rallenta, quelli si devono finire nelle batterie e avere quindi il decremento dell’efficienza del 20% quando saranno usati in futuro.
    Ma se io passo da 80 km/h che suppongo essere la marcia a giri costanti in pianura e rallento a 60 km /h continuerò ad avere l’efficienza maggiorata del 20% su quei 60 km/h ed i restanti venti vanno a finire nella batteria pur continuando ad utilizzare la marcia a velocità costante che in realtà non è più costante.
    Terrò quindi la cella a combustibile spenta se le velocità sono troppo basse e userò le batterie per evitare sprechi energetici dopo che queste sono già arrivate alla carica massima.
    E userò le batterie per supplire ad una velocità superiore a quella prevista dalla marcia costante in modo da addizionarne gli effetti, ottenendo così SEMPRE QUELLA MAGGIORAZIONE DI EFFICIENZA sulla parte costante che la fa da leone per la cilindrata scelta.
    Certo poi in caso di cilindrate più alte si può ritenere più adeguata una seconda fuel Cell oppure una fuel Cell a scalo di potenza, cioè a blocchi mobili, che si attivano solo in caso di bisogno, ma bisogna che il costo sia congruo alla maggiore efficienza ottenuta, altrimenti è controproducente.

     

     

     

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    • giamps78 18:34 il 6 novembre, 2017 Permalink | Rispondi

      L’ha ribloggato su Blog di GIAMPaolo SPOngae ha commentato:

      Caro lettore,

      la ringrazio innanzitutto per l’attenzione dimostrata alle nostre attività, che si sviluppano da oltre vent’anni.

      Ovviamente, in un pezzo giornalistico dove al tema gestione dei flussi di potenza ho potuto dedicare due righe non si poteva raccontare tutto, ma nei miei articoli del 2002 e 2004.

      Definition of energy management technique for series hybrid vehicles

      S Barsali, M Pasquali, G Pede

      International Electric Vehicle Symposium EVS-19, Busan, South Korea

      FC vehicle hybridisation: an affordable solution for an energy-efficient FC powered drive train

      G Pede, A Iacobazzi, S Passerini, A Bobbio, G Botto

      Journal of Power Sources 125 (2), 280-291

      che trova, insieme a molti altri sul tema, in google scholar, alla mia pagina, troverà che alcune delle sue intuizioni sono giuste (ed ampiamente dimostrato negli oltre 9 milioni di ibridi in giro per il mondo).

      Nel proptotipo URB-e 4.0, però, la potenza della FC è così ridotta che più che di “full hybrid” si dovrebbe parlare di range-extender, perché con 1 kW si può fare poco più che ricaricare da fermo, come accennato nell’articolo.

      Sperando che la lettura degli stessi le sia gradita,

      cordiali saluti,

      Giovanni Pede

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  • giamps78 18:52 il 27 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pubblicità in RAI: differenziare trasmissioni pagate dal canone da quelle con presentatori artisti. 

     

    Se i presentatori della rai sono artisti e quindi rispettano il tetto agli stipendi e sono pagati dalla pubblicità allora si faccia più pubblicità durante quelle trasmissioni, e meno in quelle pagate dal canone.
    Sempre nel rispetto del tetto pubblicitario, in quelle trasmissioni ci dovrebbe essere la pubblicità con la medesima frequenza delle altre televisioni private concorrenti.
    Facile dire che si fa audience, ma però si , bravo hai fatto un alto audience, ma bisogna vedere con quanti minuti di pubblicità all’interno della trasmissione.
    Senza il canone rai quelle trasmissioni avrebbero necessità di un maggior numero di minuti in pubblicità esattamente come avviene nelle altre reti televisive private senza il canone.
    Ed è anche ingiusto che il medesimo numero di pubblicità vada in onda sia sulle trasmissioni pagate attraverso il canone sia su quelle pagate dalle pubblicità stesse che non hanno alcun tetto agli stipendi dei presentatori artisti.
    Siccome un minuto di pubblicità con audience elevato vale anche 3 o 4 volte un minuto di pubblicità quando l’audience è più bassa, aumentandola di 60 secondi nelle trasmissioni dove vi sono i presentatori con contratti da artista si può probabilmente anche azzerare la pubblicità nelle altre ore del giorno quando è il canone a pagare le spese.

     
  • giamps78 09:05 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Giusto che la regione veneto chieda lo statuto speciale,i miei complimenti a zaia per questa scelta. 

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    I miei complimenti a Luca zaia per aver chiesto che il veneto abbia lo statuto speciale,a mio avviso era proprio questo il senso del referendum del 22 ottobre.
    Storicamente, hanno più diritto ad uno statuto speciale i veneti oppure i trentini?
    Io penso i veneti, perché non mi risulta che i trentini abbiano mai avuto una centenaria repubblica che commerciava con ogni parte del mondo e Napoleone, che regalò il veneto a Roma, è morto da 300 anni,anche se qualcuno spesso tenta di imitarlo!
    È uno schiaffo alla storia l’essere a sandwich tra due regioni a statuto speciale come il trentino alto Adige ed il Friuli venezia-giulia…
    Purtroppo il sottosegretario Bressa, che io ritengo essere abbastanza un traditore visto che nei tempi che furono veniva eletto in veneto ed oggi è passato al trentino, sposandone completamente le cause, ritiene che questa richiesta vada contro l’unitarietà e l’indivisibilità della repubblica.
    E qui ci vorrebbe una grande,grossa, risata… spieghi perché uno statuto speciale avrebbe la caratteristica di minare l’unità della repubblica, e spieghi perché invece nelle altre 5 regioni a statuto speciale , tra l’altro dalle quali lui è stato eletto, queste caratteristiche non sarebbero presenti.
    Oppure come mai pur essendo presenti queste caratteristiche il trentino alto Adige le altre 4 regioni speciali hanno questo statuto che andrebbe quindi contro la costituzione essendo la repubblica indivisibile.
    La repubblica è indivisibile, lo stato invece non lo è…
    Se si fa un referendum come quello fatto il 22 ottobre scorso, se si supera il quorum con un grande sforzo popolare, se la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto chiede maggiore autonomia votando si, la strada giusta è quella intrapresa dal presidente della regione veneto Luca zaia che ha chiesto per il veneto il riconoscimento dello statuto speciale.
    Non si poteva certo andare chiedere qualche materia che poi un qualsiasi governo avrebbe potuto cancellare in 5 minuti.
    In ogni caso se vuoi ottenere 5 devi comunque chiedere 10, e c’è da avere un obbiettivo ambizioso da raggiungere passo dopo passo,tappa dopo tappa.
    meglio avere poco e subito piuttosto che chiedere tutto e subito ottenendo però nulla e mai!
    Quindi se l’emilia Romagna ottiene qualcosina da questo governo, prima della fine della legislatura, credo sia giusto che anche il veneto sottoscriva tale intesa e porti casa quelle due o tre materie.
    Quindi è giusto mandare degli emissari a quelle riunioni anche se io credo che lo stato non dovrebbe trattare con singole regioni ma con tutte le regioni in egual modo attraverso lo strumento della conferenza stato regioni.
    Ma se bonaccini ottiene qualcosina in 30 giorni, credo che anche zaia dovrebbe firmare.
    Ma in ogni caso dalla legislatura successiva (si vota tra pochi mesi), l’autonomia deve essere costituzionalmente riconosciuta, ma la riforma costituzionale, se va in porto, ci mette anni per essere approvata e nel frattempo avere qualche materia in più farebbe comodo,altrimenti il veneto farà la fine della logica renziana sui contratti a tempo indeterminato.
    Non ci sono date sul contratto, perciò le volpi renziane lo hanno chiamato “indeterminato”.
    Il problema è che in qualsiasi momento il contratto può essere “rescisso” pagando qualche mensilità al lavoratore che si trova disoccupato senza magari aver fatto nulla di male ma solo perché qualcuno che non è nemmeno in perdita vuole aumentare il profitto.
    La stessa cosa potrebbe accadere con questa fantomatica autonomia, si finge che sia vera autonomia come si finge che il contratto a tempo indeterminato sia veramente un contratto a tempo indeterminato, e poi senza giustificato motivo, anzi, senza bisogno di specificare alcun motivo, si interrompe improvvisamente.
    Ci sono 5 regioni a statuto speciale,non capisco perché non dovrebbero diventare 6 oppure 7 se si accoda anche la Lombardia.
    Ma per me possono anche diventare tutte a statuto speciale, si può anche ridurre un pelino l’autonomia degli statuti speciali ma trasformando tutte le regioni in regioni a statuto speciale.
    Salvini vuole diventare premier oppure voterà come premier il leader indicato da un qualunque partito della sua coalizione che prenda un voto in più della Lega Nord.
    Lui è quello famoso dei programmi prima del voto,vediamo se farà sottoscrivere agli alleati un programma che preveda una forte autonomia anche per il lombardo-veneto.
    Credo sia buonsenso il prevedere ad esempio che la clausula di interesse nazionale sia votata anche da un senato delle autonomie, in una repubblica dove tutte le regioni sono a statuto speciale, evitando che un premier romano sentendosi eletto direttamente dal popolo cancelli con un tratto di penna decenni di fatica…
    Ma una cosa deve essere chiara: Non esiste in natura che per il trentino alto Adige o per la Sicilia non valga la clausola di supremazia per l’interesse Nazionale attivabile dal governo romano,mentre per i cittadini veneti e per tutte le regioni a statuto ordinario deve valere tale formulazione come era previsto ad esempio nella riforma costituzionale boschi-renzi bocciata poi dal referendum del 4 dicembre 2016.
    C’È un piccolo particolare: In tutta probabilità la prossima legislatura sarà costituente e certamente forza Italia e fratelli d’Italia chiederanno una qualche forma di elezione diretta o del premier o addirittura del presidente della Repubblica.
    È chiaro che l’autonomia locale deve essere difesa soprattutto dal pericolo proveniente dal centro attraverso delle tutele costituzionali che impediscano il costituirsi di un ricatto, di una minaccia costante verso deputati e senatori eletti in veneto, verso il presidente della Regione ed i consiglieri regionali.
    Bisogna evitare che tra le mani del “premier eletto direttamente dal popolo” vi sia una clausola di supremazia nazionale applicata a macchia di leopardo , applicata ai veneti ma non ai trentino o ai siciliani.
    Bisogna evitare che questo premier, magari nominato a costituzione vigente ottenendo la fiducia delle camere, abbia la possibilità di riprendersi in un colpo solo tutte le competenze che il governo precedente ci aveva messo anni e anni ad assegnarle.

     

    P.s.
    Ho sentito parlare ieri di federalismo fiscale, ma senza gabbie salariali sarà impossibile rilanciare il sud perché una siringa al nord deve costare di più di una siringa al sud,anche perché altrimenti tale siringa sarà acquistata dall’estero perché più conveniente.

     
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