Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 10:18 il 19 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale : Non gettare via l’acqua sporca con il bambino! 

    Legge elettorale: Non gettare via l’acqua sporca con il bambino!
    Se fosse applicata la proposta che ho avuto modo di fare nelle settimane scorse, sarebbero risolti tutti i problemi sorti in questi ultimi giorni, compresi quelli riguardanti il voto in trentino.
    La riduzione del numero di collegi uninominali scesi al 33% permetterebbero a questi di essere veri collegi uninominali maggioritari senza influire eccessivamente sull’esito proporzionale della rappresentanza parlamentare e permetterebbero al tempo stesso  l’applicazione di tale normativa anche al trentino alto Adige, i cui collegi andrebbero in ogni caso ridisegnati a seguito dell’ultimo censimento.
    Quindi un 33% di collegi uninominali maggioritari senza possibilità che i candidati facciano parte anche dell’altra lista proporzionale.
    L’unico ripescaggio, se così si può chiamare, riguarderebbe il restante 17% di proporzionale con lo scorporo che fa arrivare gli eletti nei collegi uninominali al 50%.
    Un 17% di scorporo vero e senza sbarramenti elettorali,in questo modo non occorre che sia presente la regola tedesca che permette a chi vince 3 collegi di evitare le soglie di sbarramento.
    Poi il restante 50% di proporzionale manterrebbe lo sbarramento al 5%.
    Quindi quel 17% riequilibra ulteriormente verso il proporzionale l’esito dei collegi uninominali, ed evidentemente chi otterrà molti seggi nei collegi uninominali molto difficilmente ne otterrà qualcuno in quel 17%.
    Se proprio si vuole si può aggiungere il voto disgiunto e funzionerebbe perfettamente ma non è strettamente necessaria la sua introduzione.
    Il punto è che i collegi uninominali sono così pochi da non rendere imperativa la costruzione di agglomerati di liste e quindi evitare le problematiche del mattarellum.
    Abbiamo quindi 1 scheda elettorale alla camera ed una al senato e poi propongo una l’inserimento seconda scheda alla camera con le primarie di partito.
    Chi vince le primarie nazionali di partito (assieme al suo vice) ottiene un seggio se la sua forza politica ha ottenuto un seggio in quel 17% di proporzionale.
    Ovviamente il presidente della repubblica non deve sottostare a quel risultato ma guardare alla possibile presenza di maggioranze parlamentari per prendere una decisione.
    Quindi non si tratta di una elezione diretta ma di porre fine a farloccamenti  tipo gazebarie o parlamentarie.
    Ancora meglio sarebbe una mini lista bloccata nazionale, che in pratica sarebbe la lista dei ministri e permette l’elezione alla camera di 10 persone che sono in lista con chi ha vinto le primarie di partito.
    Ovviamente ogni candidato ha una sua lista.

     
  • giamps78 17:56 il 17 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Finalmente realizzata la mia proposta sulla canapa legale! 

    Già lo nel 2009 nel mio libro “vincere il consumismo globale” scrivevo un articolo dal titolo “tra proibizionismo e legalizzazione delle droghe leggere riguardo alla canapa legale,quella che la legge consente già di coltivare avendo un valore di principio attivo inferiore allo 0,6%.
    In quell’articolo per quella che aveva un principio attivo più alto proponevo una mediazione tra le due posizioni parlavo di un sistema ibrido: “si può trovare una mediazione come può essere quella di vietare la vendita,lo spaccio e la cessione gratuita ma permettendone la coltivazione per uso personale”.
    E aggiungevo:
    “penso che questa sia una via di mezzo che lascerebbe quasi inalterata la legge Giovanardi”.
    Mentre quella con principio attivo inferiore a 0,6% può già essere coltivata, venduta liberamente e può essere utilizzata in ambito edile,cartografico,energetico etc etc.
    Quindi volendo può anche essere fumata,ma nessuno lo ha mai fatto ritenendo questa idea stupida.
    Ancora nel 2014 ribadivo che la cannabis già legale poteva servire per togliere mercato non solo alla malavita organizzata ma anche a ridurre il consumo di tabacco e non plus ultra il fatturato dell’industria farmaceutiche.
    Finalmente in svizzera alcuni mesi fa hanno provato a metterla in commercio ed è stato subito boom!
    Anche in svizzera la canapa voluta dagli antiproibizionisti risulta illegale,mentre invece questa si può vendere senza alcun problema ed è stata subito apprezzata.
    Altro che idea stupida!
    Da poco pure a bologna è prodotta e venduta con una varietà che comprende basso principio attivo ma vari alcaloidi in grado ad esempio di far passare il mal di testa.
    Non posso quindi che ritenermi soddisfatto nel mentre aspetto la realizzazione della seconda parte della proposta,quella che riguarda la canapa non legale.
    Mentre la vendita di semi risulta comunque già legale la coltivazione è ancora reato.
    Quindi faccio mia la proposta del movimento 5 stelle e con una tassa annuale si potrebbe acquistare uno o piu vasi contenenti semi e terra e avere il permesso di coltivarla in un luogo appartato dando il proprio nome ed il proprio cognome all’autorità senza però che tale piantina o le sue foglie secche siano trasportabili al di fuori del luogo indicato alle forze dell’ordine per la loro coltivazione,nel mentre quella legale con basso principio attivo può essere acquistata con le stesse modalità del tabacc

     
  • giamps78 15:38 il 3 May, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: boeri, burocrazia, inps, isee   

    Burocrazia italiana: L’odissea per avere un modello ISEE 

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    Avevo bisogno del modulo ISEE, così mi sono recato dai sindacati,per l’occasione la CGIL.
    Aspetto una settimana per l’appuntamento, e poi mi dicono di rivolgermi all’INPS.
    Quindi mi reco all’INPS, ci sono circa 40 persone in attesa,prima di farmi 2 ore di coda mi suggeriscono di andare a casa a prendermi la tessera sanitaria magnetica perché c’è un innovativo sistema dove si striscia il badge per ottenere il numerino e mettersi in coda così gli impiegati faranno prima conoscendo già i miei dati.
    Faccio tempo ad andare e a tornare che vedo un numero maggiore di persone ferme in coda e gli stessi numeri in chiamata sul tabellone digitale ,come prima di andare via,ma nel frattempo sono passati 40 minuti!
    Non c’è una macchinetta del caffè e nemmeno il wi-fi ma almeno ci sono i megaschermi con la propaganda “di regime” e le interviste a Tito boeri!
    Tra voucher per l’asilo nido e bonus mamme mi sono fatto una cultura!
    Il tempo pare essersi fermato quando
    FINALMENTE tocca a me..
    Purtroppo però l’impiegata mi dice che loro il modello ISEE non lo fanno, che devo recarmi dai sindacati.
    gli faccio presente che sono stati i sindacati a mandarmi all’inps…
    Però se voglio c’è l’innovativo servizio on line,mi basta solo attivare l’innovativo PIN e potrò farmi da solo su internet questo modello.
    Così compilo moduli e scartoffie e mi danno una busta contenente questo PIN,busta che diverrà inutile poco visto che al primo utilizzo il PIN dovrà essere modificato per questioni di sicurezza!
    Quindi mi metto nuovamente in coda per l’utilizzo della postazione “self-service”.
    Va via la signora che occupava la postazione e io aspetto 5 minuti nell’attesa di vedere comparire sullo schermo il mio numero a quella postazione che ha come numero di sportello il 2.
    Aspetto altri 5 minuti e niente,la postazione è vuota ,il computer inutilizzato.
    Vengo a sapere che l’avanzamento dei numeri non è collegato al software del computer,in pratica dovrei fare la coda ad un altro sportello chiedendo agli impiegati di far andare avanti i numeri manualmente.
    Prendo l’iniziativa e mi siedo, non mi pare che tra le altre 40 persone ci sia qualcuno che scalpita per l’utilizzo di quel self-service, successivamente ho capito anche il perché!
    Fatto un nuovo PIN cerco in tutti i modi di farmi questo modello ISEE e trovo praticamente una giungla,e mi accorgo che tutti i dati sono da inserire a mano,che i database degli uffici pubblici non sono collegati, ad esempio che l’anagrafica del nucleo familiare non esiste, devo scrivermela io.
    Nei per i dati del cud mi viene
    chiesto qualcosa che non è nelle mie conoscenze, ma che gli enti pubblici conoscono bene ma evidentemente il database dell’agenzia delle entrate non è collegato al database dell’inps per cui bisogna inserire tutto a mano anche questo che francamente pur avendo davanti le carte non sono in grado di inserire.
    Non c’è il collegamento automatico con il database del catasto e così via..
    dopo due ore che stavo seduto in questa nuova postazione self-service cercando di fare questo ISEE mi rendo conto di essere rimasto l’ultimo nella stanza,gli impiegati stavano aspettando che io finissi per andare a mangiare.
    Così vado li e gli faccio una domanda su un numero e mi viene risposto “se te lo dicessi rischierei di sbagliare,pure io vado dai sindacati a fare la dichiarazione dei redditi!” E poi ancora  “in quella postazione devi fare da solo,è come se stessi usando il computer di casa tua”
    A quel punto credo di esser diventato verde , non ci ho più visto e ho gridato: “l’inps fa 14 miliardi di debito ogni anno e non rispondete nemmeno ad una domanda? Per cosa vi pagano? Spero che vi licenzino tutti!”
    In pratica ho perso settimane per fare un modulo che non sono ancora riuscito ad avere e ora mi toccherà pagare qualcuno che me lo faccia.
    A questo punto privatizziamo anche l’inps, o almeno esternalizziamo il servizio clienti, se uno deve pagare dopo che già paga le tasse allora che dia i soldi ai privati e che si abbassino le tasse.urocrazia italiana:

     
  • giamps78 11:56 il 26 April, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: elezioni, fallimento, francia,   

    Il clamoroso fallimento delle primarie francesi 

    Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha messo in luce il totale fallimento del metodo delle primarie.
    I primi due candidati meglio classificati non hanno fatto le primarie, addirittura uno dei due ha lasciato il partito socialista per evitare di farle e si è candidato come indipendente “centrista”.
    Non solo, nelle primarie del partito socialista c’è stata la vittoria del voto “di protesta” e dunque di un candidato dell’estrema sinistra che dunque è divenuto il candidato unico di tutto il partito,cosa non accettata da molti che hanno spinto per una ulteriore candidatura al di fuori di tale schieramento,non accettando l’esito delle primarie.
    La somma dei voti avrebbe portato uno di questi due candidati al ballottaggio, ma così non è stato
    Dall’altra parte gli ex-gollisti di destra che tentavano di costituire un fronte repubblicano con i centristi sono stati clamorosamente asfaltati da questo nuovo centro indipendente che guarda più a sinistra e che al ballottaggio costituirà un fronte repubblicano senza “i repubblicani”!
    C’è poi un particolare da non dimenticare, se è vero che chi ha vinto le primarie nei due partiti tradizionali francesi non è nemmeno riuscito ad arrivare al ballottaggio, è anche vero che in tali e pressoché inutili primarie dono stati clamorosamente battuti un ex presidente della repubblica e un ex premier dell’attuale governo, che non sono riusciti ad arrivare nemmeno al ballottaggio delle inutili primarie!
    Io ritengo comunque  che le primarie abbiano un senso quando sono votate da tutti i cittadini come primo turno elettorale.
    Ferma restando la mia contrarietà ad un presidenzialismo dove il presidente mantenga un ruolo politico e non invece super partes.
    Se fosse super partes e vi fosse l’elezione diretta non vi dovrebbe essere alcun simbolo di partito al di fuori del nome e del cognome e di conseguenza nessuna elezione primaria di partito.
    ma per le cariche monocratiche di parte quindi non super partes, bisogna obbligare ogni partito che a candidare almeno due o 3 persone all’interno di un vero primo turno elettorale che si disputa nel medesimo giorno e che quindi abbia anche le primarie incorporate.
    Poi si può trovare una soluzione per il secondo turno, si può far passare al secondo turno ogni forza politica che riesca a superare il 15% dei voti.
    Ad esempio si può introdurre il voto singolo trasferibile con prima,seconda e terza scelta per far superare il 50% dei voti nel secondo turno.

     
  • giamps78 08:11 il 28 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: L’interessante proposta dei deputati fragomeli,malpezzi e riotta 

    Devo dire che di proposte ne ho viste di ben peggiori di questa, che tutto sommato contiene delle innovazioni importanti, ma purtroppo anche delle castronerie assurde.
    Le  cose positive sono:
    1) la presenza delle preferenze con i nomi ed i cognomi stampati sulla scheda elettorale.
    2)l’eliminazione del capolista e se ho capito bene il tener conto dell’ordine di presentazione dei candidati come primi non eletti e cioè nel caso in cui si verifichino dimissioni o decadenze di chi viene eletto con le preferenze.
    3)l’abbassamento della soglia del premio di maggioranza dal 40% al 37% (dei votanti) che permette di arrivare al 52% e non invece al 55%.
    4)la previsione di un secondo turno elettorale anche tra più di due schieramenti.
    Ecco le cose buone credo finiscano qui.
    Le parti negative:
    1) i deputati descrivendo la proposta parlano di tre soglie,al 40% al primo turno,al 37% al secondo e il 20% (ma in questo caso sul totale degli aventi diritto al voto) per accedere al secondo turno e francamente non riesco a capirne se c’è un errore o se è la solita normetta arzigogola.
    2)lo sbarramento c’è ancora e questa risulta una discriminazione assolutamente incostituzionale del diritto di voto e indebolisce la politica tutta perché rende più difficile l’accesso delle cariche elettive ai cittadini.
    3)i collegi sono quelli dell’italicum e vengono traslati al senato,pertanto il numero di candidati prestampato in scheda crea confusione assoluta,fermo restando un principio di base proporzionale e un premio di maggioranza precedentemente descritti meglio optare per i collegi uninominali con solo 3 nomi prestampati per ogni forza politica,il che comunque crea parecchia confusione perché se ogni forza ne ha tre 3 moltiplicato per 10 uguale a 30 tutti scritti in scheda.
    4)ancora una volta si fa il conteggio nazionale dei voti al senato, il che risulta incostituzionale.
    Piuttosto che questo meglio l’uninominale a doppio turno cioè il ballottaggio nei singoli collegi,fermo restando le preferenze descritte da questa legge al primo turno e l’aggiunta degli accordi tra primo e secondo turno tra candidati e contrassegni nel collegio uninominale.
    5)la legge ancora una volta scritta “da cani” con abrogazioni di singole parole su un testo unico mentre dovrebbe essere completamente riscritto l’articolo abrogando l’intero articolo che viene sostituito.
    A tal proposito mi pare che la proposta di fratelli d’italia mi pare firmata da la rilussa abbia più eleganza anche se rispetto ai contenuti differisce maggiormente nei gusti,cioè mi fa parecchio schifo.

     
  • giamps78 12:49 il 8 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Le regioni possono muovere ricorso per “terminare” l’unione europea 

    Intanto chiariamo subito il significato dell’articolo 117 della costituzione italiana al primo comma:

    “La potestà legislativa è esercitata dallo stato e dalle regioni nel rispetto della costituzione,nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.”

    Quanto si afferma è semplice,la potestà legislativa nel territorio nazionale è esercitata solo e solamente dallo stato italiano e dalle regioni italiane.
    Tale esercizio tuttavia deve essere svolto conformemente alla costituzione italiana e all’ordinamento comunitario.
    Ma sia l’ordinamento comunitario che gli obblighi internazionali entrano nel nostro ordinamento attraverso l’esercizio di cui sopra,ovvero attraverso l’attività dello stato e delle regioni,non dunque direttamente di un parlamento europeo mai citato dalla carta costituzionale.

    È vero anche che l’articolo 134 della costituzione italiana indica di quali conflitti la corte costituzionale può occuparsi e tra questi non sono compresi i trattati internazionali.
    Ma si badi bene che per quanto detto precedentemente ogni trattato internazionale è legge dello stato,viene approvato dalle due camere,peraltro con procedimento normale e dunque con una iniziativa di legge ordinaria, e viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
    Pertanto se tale trattato comunitario o internazionale dovesse ledere uno degli esercizi di cui sopra compresi nell’articolo 117 primo comma della costituzione, sarebbe in pieno giudicabile dalla corte costituzionale.
    Difatti avremmo uno stato che ratifica o addirittura cede poteri e sovranità tramite accordi internazionali o comunitari senza nemmeno ottenere i pareri vincolanti e dunque favorevoli delle regioni che nel caso specifico hanno la potestà legislativa concorrente.
    È il caso del commercio con l’estero,che la repubblica italiana tramite un trattato europeo ha ceduto all’unione europea.
    Il commercio con l’estero è una materia in cui le regioni hanno potestà legislativa, un potere che dunque non può essere dato all’unione europea.
    Non può,perché la costituzione non prevede che le regioni devolvano verso l’unione i loro poteri,quindi anche se avessero voluto non avrebbero potuto regalare tali poteri,ma non è questo il caso visto che il loro parere non è stato nemmeno chiesto.

    Le regioni possono devolvere i poteri verso il basso,lo stato può devolvere i propri poteri verso il basso,ma in alcuna parte della costituzione si parla di dare i poteri verso l’alto.
    Il tutto fino a oggi ha funzionato  così per un solo motivo:
    L’Italia all’articolo 1 prevede che la sovranità sia popolare,aveva fino a ieri un diritto di veto sull’entrata in vigore dei trattati.
    Oggi non è più così,due sono i fattori che hanno generato queste incostituzionalità:
    1) il veto dell’Italia non esiste più,per far entrare in vigore in trattato non serve più un parere favorevole di tutti gli stati membri, basta la maggioranza della popolazione o del numero di stati facente parte l’unione.
    Quindi se il parlamento italiano dice no,tali norme possono comunque entrare in vigore nel nostro ordinamento, evidentemente confliggendo con l’articolo 1 della nostra costituzione,a meno che non si affermi che la sovranità appartiene al popolo,qualsiasi esso sia,cioè magari ad un popolo straniero!
    L’importante è che non appartenga alla monarchia!
    Questo per quanto riguarda l’incostituzionalità di quella che è stata addirittura chiamata “costituzione europea”, alla faccia di semplici obblighi comunitari…
    2) il commercio con l’estero che lo stato italiano ha “regalato” all’unione europea arriva a prefigurare una cosa ben peggiore: L’assenza per lo stato o per le regioni di qualsivoglia sovranità su quella materia ovverosia in contrasto con l’articolo 117 già citato inizialmente la completa perdita della potestà legislativa descritta esplicitamente in tale articolo.
    Cioè se fino a pochi anni fa si chiedeva quantomeno al parlamento italiano di ratificare i trattati internazionali ed i trattati comunitari, e di pubblicarli in gazzetta ufficiale per farli entrare in vigore, oggi ci troviamo atti aventi forza di legge non pubblicati in gazzetta e che non sono stati nemmeno ratificati dallo stato che però sono vigenti a tutti gli effetti.
    Stiamo parlando di contrasti di trattati approvati con procedimento legislativo ordinario che regalano all’unione europea materie che la costituzione italiana ha affidato mediante procedimento rafforzato allo stato e alle regioni.
    Semplicemente non si può fare.
    Quindi la corte deve per forza di cose dichiarare l’incostituzionalità della legge approvata dal parlamento italiano che ratifica questa cessione di poteri che appartengono pure alle regioni.

    La sovranità appartiene al popolo può certamente significare popolo europeo, ma solo se è esplicitamente scritto nella costituzione italiana mediante un procedimento rafforzato.
    Mentre invece nella costituzione italiana non vi è traccia del parlamento europeo,quindi in punta di diritto è come se non esistesse,quindi la sovranità in Italia appartiene allo stato e alle regioni,quantomeno tramite le ratifiche dei trattati che poi finiscono comunque nella Gazzetta ufficiale della repubblica italiana.

    L’unico modo per dare il commercio con l’estero all’unione europea è quello di un iter rafforzato mediante procedimento costituzionale che dia
    All’unione europea tali poteri e che contemporaneamente li tolga a regioni o stato, oppure l’inserimento in costituzione della  “devoluzione verso l’alto” nella quale si afferma che stato o regioni possono dare elasticamente materie di propria competenza all’unione europea, processo già previsto in costituzione ad esempio per la devoluzione verso il basso come avviene per le province, ma in questo caso in qualsiasi momento avrebbero il diritto di riaverle indietro.
    Di più,se vi fossero dubbi in proposito basta leggere l’ultimo comma dell’articolo 117 in cui esplicitamente si indicano le regioni come ratificatrici di accordi con gli stati esteri, quindi il commercio con l’estero affidato all’unione europea non può considerarsi in vigore all’interno dello stato italiano in mancanza dell’approvazione di tutti i consigli regionali,tenendo conto che alle regioni spetta la potestà regolamentare su ogni materia che non sia a legislazione esclusiva dello stato.
    Quindi le regioni italiane possono ricorrere contro lo stato ed in particolare contro le leggi approvate dallo stato riguardo a “costituzione europea” e “commercio con l’estero”.
    Non c’è bisogno di alcuna riforma della costituzione per affermare questo,come invece erroneamente afferma l’onorevole Tremonti.
    È già così, e visto che conosce parecchi presidenti di regione faccia muovere ricorso presso la corte, ricordando che il 117 afferma che la potestà legislativa spetta solo ed esclusivamente a stato e regioni, e per obblighi comunitari si intendono obblighi che lo stato e le regioni hanno precedentemente assunto,che vanno rispettati, non invece obblighi mai assunti che calano dall’alto senza un voto del parlamento come invece accade per le decisioni che l’Europa prende con il commercio con l’estero.

    Italia una e indivisibile significa che la costituzione italiana prevale su qualsiasi altra entità all’interno/esterno del territorio nazionale,non solo sull’indipendenza della singola regione dallo stato ma anche,al contrario, della dipendenza dello stato da altri parlamenti,senza un procedimento rafforzato che modifichi in questo senso la costituzione.
    La forma repubblicana non è oggetto di revisione ma oggi riceviamo ordini da chi forma repubblicana non è.
    E quale sarebbe l’assurdo principio che non è scritto da nessuna parte secondo cui un trattato europeo avrebbe la possibilità di urtare contro la costituzione italiana e che sia quest’ultima a soccombere?
    Un trattato europeo composto da una riga che dicesse: “La sovranità appartiene alle élites” comporterebbe la rimozione del primo articolo della nostra costituzione che dice “la sovranità appartiene al popolo” che la esercita secondo le forme previste nella costituzione italiana?
    La risposta è no.
    Non è no solo perché si parla di principi fondamentali perché anche l’articolo 117 è a suo modo un principio fondamentale che deriva dallo stesso primo articolo della costituzione: Parla di potestà legislativa e afferma che questa appartiene solo allo stato e alle e che i trattati comunitari dallo stato e dalle regioni sono approvati e dopo la loro approvazione,dopo dunque il controllo di costituzionalità,diventano obblighi in quanto rappresentanti della parola data.
    Ma data da chi?
    Dallo stato e dalle regioni, che prendono l’impegno,non invece lo subiscono da astratte entità internazionali non previste dalla nostra attuale costituzione.

     
  • giamps78 08:00 il 19 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco le primarie nel “mattarellum ponderato a doppio turno” senza registrazione degli iscritti 

    Stavo leggendo la proposta virgiu-matarrese per la “legalizzazione” delle elezioni primarie nelle regioni.
    L’ho trovata sbagliata nella sua impostazione.
    Non esiste che ci si debba iscrivere ad un registro per poter votare.
    Il suffragio universale diretto è un principio dal quale non si può retrocedere.
    Essendo poi che l’elezione del presidente determina il premio di maggioranza e comportare anche lo scioglimento del consiglio in caso di dimissioni, si sta dicendo che una piccola cerchia di persone nelle elezioni primarie prende la decisione per tutte le altre che poi si trovano tutto preconfezionato quando si recano al seggio.
    Questo è contrario ai principi repubblicani.
    Quindi se ci devono essere le primarie queste non possono che rappresentare il primo turno delle successive elezioni.
    Ecco quindi una buona proposta,che però riguarda livello nazionale, l’aggiornamento del sistema elettorale che ho denominato “mattarellum ponderato” al quale ho aggiunto doppio turno e primarie.

    Si,uninominale doppio turno, ma non proprio alla francese…

    Al primo turno nei collegi uninominali ci sono le primarie di collegio, dove singoli contrassegni candidano ognuno 3 persone.
    Al secondo turno cioè 4 settimane dopo ci sono le elezioni vere e proprie alle quali.
    Tutti i candidati usciti vincitori dal primo turno,all’interno del proprio contrassegno, possono partecipare al secondo turno candidandosi nel collegio uninominale.
    Nessun altra persona potrà candidarsi se non quelle che risultano vincenti all’interno del proprio schieramento alle elezioni primarie.
    Quindi per un partito non risulta obbligatorio parteciparvi,infatti nel secondo turno ogni candidato vincitore può se lo vorrà ritirarsi oppure farsi appoggiare da una coalizione di contrassegni

    Ad esempio “forza nuova” non riesce a raccogliere le molte firme necessarie per partecipare alle elezioni primarie che si tengono ad esempio il giorno 10 maggio.
    A tali primarie si presentano 8 contrassegni e ognuno corre da solo, visto che al primo turno non si fanno alleanze ma al limite si fanno “agglomerati”,ma come spiegherò in seguito questo non sarà ne prevalente ne necessario.
    Quindi ritornando all’esempio precedente forza nuova non viene ammessa alle primarie e risultano ammessi 8 contrassegni con 8 vincitori.
    Supponiamo che forza nuova invece sia riuscita a raccogliere le firme per il secondo turno, reciprocamente gli 8 vincitori non vogliono accordarsi con forza nuova al secondo turno e supponiamo altresì che forza nuova non si riconosca in alcuno di quegli 8 candidati.
    Senza accordo “forza nuova” non potrà partecipare al secondo turno infatti si ritroverebbe senza il candidato di collegio che risulta indispensabile.
    Al contrario può accadere che il contrassegno di una forza politica non partecipi al primo turno ma solo al secondo, appunto per questo al primo turno si possono creare agglomerati.
    Ma l’esempio va avanti parlando di quelle 8 persone vincitrici.
    Controlleranno il numero di voti ricevuti e verificheranno le possibilità di vittoria e decideranno se è il caso di ritirarsi o di continuare.
    Ovviamente il loro nome prestampato in scheda potrà esserci solo se continueranno la corsa mentre scomparirà se daranno appoggio ad un altro.
    C’È dunque una raccolta di firme “per parti separate” quella delle primarie e quella del secondo turno che ovviamente per questioni di tempo dovranno essere tutte consegnate entro lo stesso giorno cioè entro 60 giorni prima.
    Chi non partecipa alle primarie deve comunque mettere in sicurezza la presenza al secondo turno tramite la raccolta di firme che comincia 6 mesi prima, altrimenti saranno presenti solo i contrassegni del primo turno,senza aggiunte.
    Ovviamente le firme raccolte per le primarie e le firme raccolte per il secondo turno dono distinte e sovrapponibili,cioè esattamente quello che già succede oggi per le firme del candidato presidente di regione e per le liste che lo sostengono.

    Questa tipologia di primarie ha bisogno di particolari regole per poter funzionare all’interno del “mattarellum ponderato”.
    Considerando questa tipologia di primarie, e considerando la conformazione della scheda elettorale del secondo turno che sarebbe in stile tatarellum,cioè un candidato con il proprio cognome prestampato,un simbolo di coalizione, e l’appoggio di coalizione di liste come avviene per le elezioni regionali,considerando questi fattori bisogna che sia permesso,come in Francia,la possibile modifica dei contrassegni di coalizione tra primo e secondo turno.
    Altrimenti al primo turno in ogni collegio si farebbero primarie con contrassegni tra loro diversi e verrebbe fuori l’arlecchinata, irrimediabile al secondo turno con quindi l’impossibilità di far scattare il premio di maggioranza ed un corretto scorporo elettorale(di coalizione) privo di sbarramento nel rimanante 10% dei seggi..
    A mio modesto avviso,per avere uno scorporo veritiero e allo stesso tempo per semplificare il tutto bisogna sottrarre i voti uninominali che consentono l’elezione di un candidato di collegio alla lista che ha preso più voti all’interno della coalizione in quello specifico collegio.
    Prendiamo ad esempio il pd alleato con sel, che fanno le primarie di collegio al primo turno io che si allei o al secondo turno e vincano il collegio uninominale.
    È razionale pensare che il candidato vincitore rappresenti la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di voti ed è ragionevole pensare che tranne in rari casi questo sia il candidato del pd.
    Per carità può capitare che bontà d’animo il pd decida al primo turno di far candidare tre persone di sel w che ad essere eletta sia una figura del partito minore.
    Ma di fatto in tutti gli altri collegi sono i candidati di sel a “portare acqua” ai vincitori del pd.
    Ecco perché quel 10% di proporzionale (che come ho spiegato nel “mattarellum ponderato” può assumere valenza anche maggiore) deve essere scorporato togliendo dal proporzionale i voti ottenuti da chi ha vinto i collegi che presumibilmente appartiene proprio alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti in quello specifico collegio.

    FONDAMENTALE è che se si utilizza il mattarellum della camera dei deputati si può fare lo scorporo sulle liste,visto che le schede elettorali sono due,e mettendo dentro la norma anti lista civetta ovvero la perfetta coincidenza tra contrassegni uninominali e proporzionali evitando che qualcuno tenti di fare il furbo con lo scorporo.
    Invece se si utilizza il mattarellum del senato lo scorporo non potrà che applicarsi al contrassegno di coalizione.
    L’alternativa sarebbe rappresentata dal 100% dei collegi tutti uninominali e relativi senza scorporo e senza proporzionale,il che potrebbe anche rappresentare una soluzione al senato.
    C’È però da chiedersi se se sia costituzionale ottenere il il%% dei seggi come fece il centrodestra in sicilia dove ottenne nell’uninominale 61 eletti su 61.
    Il premio certamente è Stato ben superiore a quel 15% indicato dalla corte per avere la ragionevole uguaglianza del voto.
    Ecco perché il mattarellum va ponderato sia verso l’alto che vera il basso facendo in modo di non superare quel 55% ma facendo altresì in modo da facilitare il raggiungimento di un 51 anche se questo non permette una perfetta governabilità,il tutto senza uccidere i piccoli che altrimenti non crescono e non sostituiscono i grandi da questo punto di vista c’è un conflitto di interessi oltreché un abuso di posizione dominante da parte di chi fa la legge elettoral

     
  • giamps78 06:07 il 16 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non siamo gli utili idioti di Israele e dei suoi trucchetti guerrafondai 

    è da decenni che questi israeliani ci stressano la vita provocando guerre e provocando la nascita di nuovi terrorismi.
    Ci hanno presi tutti per i fondelli per troppo tempo ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Guerre con tutti i propri vicini che si sono espanse globalmente e sono divenute terrorismo internazionale.
    Con l’amministrazione americana di Bill Clinton hanno fatto credere che il loro intento fosse quello dei due stati, nella realtà la loro furbizia stava nell’ingannare gli organismi internazionali che Israele lo hanno creato nel 1948.
    Guadagnare tempo per avanzare e conquistare nuovi territori.
    Questa cosa si chiama guerra, legittima oppure illegittima,ma si chiama guerra.
    Si può essere d’accordo oppure si può essere contrari all’espansionismo israeliano,quel che è certo è che per perseguirlo si sta portando avanti una guerra.
    Ora Israele pretenderebbe non più la soluzione a due star ma ad uno stato solo!
    Altra presa per i fondelli,altro tentativo di guadagnare tempo per guadagnare altri territori.
    Fino a quando la comunità internazionale lascerà fare ad Israele ciò che vuole?
    Fino a quando la comunità internazionale potrà continuare a subire i comportamenti che Israele mette in atto e che poi si espandono a livello globale?
    Ci sono dei confini e sono quelli tracciati dalla comunità internazionale e non quelli conquistati da Israele.
    Se a Israele stanno bene,allora tel- aviv è la capitale di Israele.
    Altrimenti se Israele è convinta di poter riavere indietro tutti i territori che aveva mille e cinquecento anni fa, legittimamente o illegittimamente, siamo di fronte ad una guerra,giusta o sbagliata che sia ma non c’è un modo diverso per descrivere questa situazione.
    Quindi, la comunità internazionale intervenga immediatamente, non è possibile che Israele sia il 51° stato degli USA e che la Palestina sia la Guantánamo a cielo aperto di Israele, non è possibile che israele impedisca a dei deputati europei che sono stati invitati a recarsi in Palestina di potere poi avere accesso.
    C’è la comunità internazionale?
    La Palestina fa parte dell’onu?
    E allora com’è possibile che bisogna chiedere ad Israele il permesso di entrare e questo viene negato discrezionalmente?
    E’ una presa in giro.
    A queste condizioni non possono sussistere le condizioni per alcun tavolo,mentre gli israeliani sequestrano con la forza il terreno di alcuni frati che hanno la sola colpa di coltivare dell’uva in Palestina e costruiscono muri per impedire l’accesso ai palestinesi

    L’unione europea contratta con la Palestina delle etichette per l’origine dei prodotti e subito Israele interviene cercando di impedirlo,tagliando gli approvvigionamenti alla Palestina,le entrate tributarie dovute e dicendo il solito ritornello e cioè che questo impedirebbe la pace,loro che fanno guerre su guerre da decenni.
    La Palestina faccia richiesta per entrare nell’unione europea, e chieda per vie legali il proprio territorio compresa l’intera Gerusalemme, e poi il giorno dopo la sentenza,quando sarà chiaro che Gerusalemme non appartiene ad Israele perché Israele ha perso la sua guerra contro gli arabi,quando sarà chiaro questo la Palestina potrà dare a Gerusalemme uno stato speciale sul modello di honk-kong.
    Infondo anche honk-kong era una colonia inglese come Gerusalemme.
    Gerusalemme che cento anni fa contava 12 mila ebrei oggi pretende il controllo totale della città.
    Se queste persone vogliono fare una guerra,giusta o ingiusta che sia a seconda del punto di vista,non facciano finta di cercare la pace ma siano onesti e dicano che noi siamo solo delle pedine per la loro rivincita (o ri-perdita) storica.
    Siano onesti e lo dicano, ma qui siamo stufi di farci carico dei problemi che Israele crea alla comunità internazionale e di fare da scudo stravolgendo la realtà per dare sempre ragione ad Israele anche quando ha torto solo perché contro Israele non si può dire nulla.
    La verità è che Netanyahu sta cercando di imbonire il nuovo presidente degli stati uniti per offrirgli una prospettiva basata su una realtà distorta che mai potrà realizzarsi realmente perché i primi a non volerla realizzare sono gli stessi israeliani,anche se a loro conviene affermare il contrario.
    Non c’è bisogno di alcuna moratoria sulle 3 mila abitazioni che Israele vuole conquistare su un terreno che non gli spetta.
    C’È bisogno invece di una sentenza di un tribunale internazionale che tanto Israele ignorerà così come ha già fatto con il voto di condanna dell’onu,organismo internazionale al quale Israele ha poi tagliato i fondi per ritorsione.
    Ridicoli,come se l’onu dipendesse dai fondi israeliani?
    Ma se Israele esiste grazie all’onu e alle potenze internazionali che hanno vinto la seconda guerra mondiale.
    Se avessero deciso diversamente adesso Israele non ci sarebbe nemmeno.

    invece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi anc
    ora,e poi ancora,con qualsiasi mezzo,con l’inganno,con i trabocchetti e con la guerra.
    E’ arrivato il momento di dire basta.Invece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancInvece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancInvece di ringraziare chi ha dato loro un pezzo di terra che loro avevano perso da centinaia di anni, questi ne vogliono ancora di più  e poi ancé

     
  • giamps78 06:35 il 15 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    ovvero tatarellum nei collegi uninominali (3° parte) 

    Un mattarellum che nei singoli collegi uninominali utilizzi il “tatarellum” che aveva sia i simboli delle singole forze politiche che il simbolo di coalizione,nonché il nome e cognome prestampato in scheda di un candidato,che a mio parere dovrebbero essere non più e non meno di due per eliminare definitivamente i seggi sicuri e lasciare il potere di ultima scelta al popolo.
    Si prende così il meglio dalle preferenze e il meglio dai collegi uninominali,evitando le liste bloccate e lo sbarramento nella rimanente parte proporzionale come il vecchio mattarellum del senato. Rimarrebbe il problema di uno che viene eletto a parlamentare e poi si dimette.
    In questo caso non si sa come comportare per la nomina del successore,non si sa chi dovrebbe essere il primo dei non eletti.
    In questo caso si verifica se l’elezione del parlamentare e’ avvenuta nel collegio uninominale o nella parte proporzionale.
    Nel primo caso le dimissioni portano al ritorno alle urne in quel singolo collegio.
    Nel secondo caso,ovvero con l’elezione grazie ai resti proporzionali si ha la sostituzione diretta del primo dei non eletti di quella stessa forza politica.
    Mi sembra innovativa la soglia minima del 36% nel singolo collegio per poter vincere il seggio e mi sembra innovativa la soglia minima del 36% dei seggi a livello nazionale per poter aspirare al premio del 15%.
    Si badi bene che nella mia proposta se una forza politica dovesse ottenere il 60% di collegi uninominali ne vedrebbe ridursi il 5%, perche a differenza del mattarellum non si può ablndare oltre quella percentuale nemmeno con i resti proporzionali.
    Questa soglia di sicurezza non l’ho vista in nessun’altra proposta,eppue basta poco perché si realizzi.
    Quindi se e’ vero che esiste un premio del 15% è anche vero che esiste una limitazione ai seggi che si possono ottenere anche se quel premio non dovesse scattare.
    Perché 36%?
    Semplicemente perché 36+15=51.
    Se uno ottiene il 36% dei seggi tramite il 15% di premio arriva al 51% di seggi, c’è un vincitore che però non domina e probabilmente dovrà fare degli accordi in parlamento.
    La corte ha detto che il 15% e’ il massimo premio che si può dare.
    Per quanto riguarda il senato,a differenza della proposta Lauricella che utilizza la cifra nazionale dei voti al senato e determina un premio nazionale al senato,nella mia proposta ci si riferisce sempre alla cifra nazionale,ma della camera non del senato.
    A seconda se chi vince alla camera risulta vincente in una specifica regione,si ha il premio intero che porta almeno al 51% il vincitore (sempre se supera la soglia valida anche per il senato del 36% dei seggi).
    Altrimenti se in quella specifica regione vince qualcuno che non ha vinto alla camera si becca un premio regionale del solo 7,5%, evitando così l’effetto porcellum sul senato che assegnava il 55% dei seggi regionali anche a chi avesse perso nell’altra camera ma avesse vinto la specifica regione.
    Vi fosse un doppio turno questo potrebbe esserci anche solo per la camera dei deputati, essendo che i premi del senato,interi o dimezzati, si assegnano solo dopo che e’ conosciuto il nome del vincitore alla camera,quindi dopo un eventuale ballottaggio,usando i voti al senato del primo e unico turno avremmo il premi al senato stabilito al termine del ballottaggio.
    Ovvio che non è sicura la governabilità perché se non si superano le soglie i seggi sono assegnati con il proporzionale,e se non si vincono abbastanza regioni anche vincendo il ballottaggio non si ha la maggioranza assoluta al senato,ma si ha comunque una maggioranza relativa importante,e questa cosa si chiama democrazia che non prevede un vincitore la sera stessa del voto,anche perché non esiste vincitore senza voti.
    La corte costituzionale ha detto che avere un vincitore la sera stessa del voto,sempre e comunque,risulta incostituzionale.
    Bisogna prenderne atto.
    Ovviamente il ballottaggio di cui sopra che risulta presente nella mia proposta si ha quando due forze politiche siano riuscite entrambe a superare la soglia del 36% dei seggi,non certamente con nell’italicum dove sarebbe bastato arrivare secondi con il 20% dei voti.
    Infine l’ultimo punto ma non meno importante è l’aggiunta della scheda per le primarie nazionali e per la scelta dei leader.
    E’ una semplice scheda,può essere previsto che non assegni seghi e sia solo per bellezza,così come può spostare 10 seggi proporzionali in un collegio unico nazionale con un sistema di ripartizione che preveda l’elezione di tutti quelli che arrivano primi.
    Ovviamente si parla di prestampare i nomi ed i cognomi di almeno due leader, di coalizione o di movimento,sulla scheda elettorale che può avere la stessa forma di quella utilizzata nei collegi uninominali ovvero il “tatarellum” che è la legge elettorale per il rinnovo dei consigli regionali.
    P.s.
    Il simbolo di coalizione sarebbe utile ad esempio anche in trentino,di modo che agli elettori trentini si fa sapere quale coalizione sostiene la swp.

     
  • giamps78 11:42 il 27 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    2 proposte: #italicum e #mattarellum modificati dopo sentenza della consulta 

    La corte costituzionale non ha bocciato il ballottaggio,ha detto che ci può essere,anche in una sola camera,ma solo se viene superata la soglia del 40%.
    Questo significa che se due liste superano il 40% ,magari una prende il 41% e l’altra prende il 42%, invece di assegnare il premio che regala decine e decine di seggi con uno scarto così ridotto tra le due liste, e con un così grande numero di elettori che hanno votato “altro”, si procede al ballottaggio.
    non ricordo che cosa prevedesse l’italicum prima della sentenza nel caso in cui due forze politiche superassero entrambe il 40% al primo turno
    Mi pare fosse prevista l’assegnazione del premio a chi avesse ottenuto un solo voto in più.
    Invece il ballottaggio ha senso solo se utilizzato in determinate circostanze,altrimenti svilisce il momento elettorale.
    E d’altra parte ci son state polemiche in ogni elezione sullo scarto ridotto di voti tra chi ha preso il premio e chi lo ha perso per poco,quindi anche forza italia potrebbe essere d’accordo con questa tipologia di ballottaggio e pure il movimento 5 stelle che non fu contro il ballottaggio nell’incontro avuto con renzi e questo tipo di ballottaggio è molto diverso da quello dell’italicum.
    Dunque da qui si può ripartire,da un ballottaggio che potrebbe esserci solo se due forze politiche superano entrambe una soglia.
    Ma quale soglia?
    La corte ha indicato nel 15% il massimo premio “ragionevole” e lo ha fatto confermando il premio al 55% e indicando la soglia del 40%.
    Ma è del 15% pure la soglia che dal 39% porta al 54% o che dal 38% porta al 53,che dal 37% porta al 52% e che dal 36% porta al 51%.
    Chi sarebbe contrario a queste modifiche?
    Credo nessuno,forza italia addirittura proponeva la soglia del 37% che era presente nella prima versione dell’italicum e si arrabbio con Napolitano che fece alzare al 40% la soglia.
    Oggi movimento 5 stelle lo vede con il binocolo il 40%,ma magari ad un 36% ci potrebbe anche arrivare.
    Quindi queste due modifiche potrebbero essere approvate a larghissima maggioranza.
    Poi c’è la terza modifica che riguarda la presenza delle liste solitarie o della possibilità di apparentamento.
    Siccome c’è la soglia del 36% e 36 moltiplicato per tre supera 100, non si avrà mai il caso di tre liste che superano tutte il 36%.

    Quindi a differenza di quanto avveniva con l’italicum,dove non essendo presente una soglia si poteva avere la sovrapposizione di tre forze politiche in pochi punti percentuali e dove le prime due anche con il 25% avrebbero potuto accedere al ballottaggio scalzando il movimento 5 stelle a causa della presenza degli apparentamenti,con questa tipologia di ballottaggio questo non potrà accadere,infatti ognuno deve puntare al 36% non ad arrivare secondi con qualsiasi percentuale.
    Anzi la presenza di apparentamenti già dal primo permette di non snaturare totalmente le forze politiche.
    Rimango dell’opinione che il massimo numero di apparentamenti debba essere 3,indipendentemente se questi sono fatti al primo o al secondo turno.
    Certo,in quest’ultimo caso il calcolo per dare il premio dopo il ballottaggio si farebbe sui voti ricevuti al primo turno sommando i voti ricevuti al primo turno anche dalle liste successivamente apparentate,in modo da stabilire se questo debba essere del 51%,del 52% ecc. ecc.
    Invece,nel caso in cui nessuna forza politica riesca a superare il 36%,può scattare un premio del 15% per chi ha ottenuto il maggior numero di voti al primo turno,dunque senza ballottaggio.
    Al senato tale sistema può essere replicato,ogni regione sebbene indipendente l’una dall’altra dunque potrebbe verificarsi un problema sui ballottaggi asincroni con la camera dei deputati oppure l’assenza di ballottaggi alla camera e qualche ballottaggio in diverse regioni al senato.
    Per limitare questo rischio basterà stabilire che le regioni andranno al ballottaggio solo se dopo il primo turno tale ballottaggio è previsto in almeno 12 regioni.
    12 è un calcolo approssimativo che permette di stabilire che almeno due forze politiche,al senato abbiano ottenuto più del 36% in 12 regioni.
    Se questo accade è praticamente certo che anche alla camera dei deputati ci sono state almeno due forze politiche che hanno superano tali soglie.
    Se invece venisse adottato il mattarellum modificato, che è stata una proposta da me fatta 2 anni fa,si avrebbe l’applicazione ad entrambe le camere del mattarellum applicato al senato nel 1993.
    Molto semplicemente si sommano i seggi ottenuti al primo turno,e poi si applicano le medesime regole descritte precedentemente per l’italicum modificato.

    Quindi si prende quello che era il 25% di proporzionale,lo si divide in due parti,una del 15% e l’altra del 10%,l’uno è il premio mentre l’altro è la rimanente parte proporzionale da attribuire dopo aver effettuato lo scorporo,già presente nel mattarellum applicato al senato nel 1993.
    Ovviamente il tutto senza sbarramento come prevede quella stessa legge.
    Arabo.
    Infine,oltre alla soglia percentuale per ottenere il premio nazionale alla camera e regionale al senato è necessaria la presenza di due altre soglie:
    La prima soglia è quella per ottenere il singolo seggio uninominale al primo turno,che nella prima repubblica era del 65% e che in questa legge come minimo dovrebbe essere del 36%.
    Ovvero deve essere raggiunto almeno il 36% dei voti nel singolo collegio altrimenti il seggio viene attribuito proporzionalmente,cioè va ad aumentare quel famoso 10% descritto in precedenza.
    La seconda soglia deve limitare il numero massimo di seggi ottenuti se questi superano già al primo turno il 55%,se non al senato che viene eletto su base regionale,deve essere presente almeno alla camera dei deputati,perché c’è il concreto rischio di vedere una forza politica del 40% prendere il 75% dei seggi,cioè tutti i seggi uninominali.
    Il sistema,volendo, può prevedere sia un ballottaggio che un premio del 15% assegnato al primo turno.
    Oppure tale premio può non essere assegnato,difatti se nessuno ottiene il 36% dei collegi il premio non scatta.
    Siccome rispetto al 1993 c’è una scheda elettorale in meno,almeno al primo turno,ci può essere un collegio unico nazionale dove si confrontano più candidati della medesima forza politica,magari,perché no,prevedendo che chi perde all’interno della stessa forza politica si faccia una legislatura a casa e non ottenga il seggio parlamentare e ci riprovi nelle successive elezioni.
    Com’è chiaro non esisteranno appoggi esterni del tipo rifondazione comunista-ulivo o come il patto radicali-polo della libertà, perché i seggi servono per superare alla soglia ed ottenere il premio.
    Semmai,una volta ottenuto il 36% di seggi e vinto l’eventuale ballottaggio,ed ottenuto il 15% di premio,saranno necessari i seggi proporzionali di rifondazione comunista o dei radicali per ampliare quel 51%.
    Va tenuto conto però che rispetto al 1993 sono stati aggiunti gli eletti all’estero,che per forza di cose faranno parte di quel 10% di proporzionale e non hanno scorporo e quindi vanno ad aumentare quel 51%.

     
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