Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:24 il 13 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’acqua “super-ionizzata” per far funzionare le vetture ad idrogeno 

    E se si creasse l’acqua “super ionizzata”?
    Oggi c’è un grosso problema che impedisce alle vetture ad idrogeno di prendere piede: La pericolosità dell’idrogeno che costringe ad avere dei distributori appositi,delle costosissime bombole per l’immagazzinamento, i problemi di accumulo.
    L’acqua invece è l’esatto opposto e scorre libera.
    Perché dunque non creare dell’acqua “super ionizzata” e magari anche metterci dentro del glicerolo creando questo carburante del futuro che alimenta le vetture ad idrogeno?
    Si evita di costruire l’infrastruttura dell’idrogeno,le bombole,gli accumulatori…
    Tutte cose costose che frenano l’utilizzo delle auto e le rendono più costose.
    Tutto quello che serve è la creazione di una specifica acqua che accumuli cariche elettriche ma resti comunque acqua,una sorta di “batteria” invisibile che si potrebbe appunto chiamare acqua super ionizzata e può essere trasportata dalle attuali autobotti che riforniscono gli attuali distributori.
    Poi l’idrogeno viene creato direttamente dall’auto utilizzando pochissima corrente elettrica, infatti tutta l’altra corrente elettrica è già stata inserita nell’acqua e dunque l’auto non avrà bisogno di bombole e sarà dunque meno costosa.

     
  • giamps78 08:14 il 12 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Petizione on line per vietare gli allevamenti di galline in “batteria” consentendo solo allevamenti “a terra” 

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    firma la petizione per Vietare gli allevamenti di polli e galline in batteria, permettere l’esistenza solo degli allevamenti a terra.

    la pratica industriale disumana degli allevamenti in batteria va vietata , polli e galline per tutta la loro vita non vedono nemmeno la luce del sole e sono bloccate per tutta la loro vita in 15 cm di spazio.

    polle e galline devono essere allevati a terra, devono aver diritto al loro spazio vitale con delle condizioni decenti.

    le uova costeranno di più?

    certo che si, 5 centesimi a uovo, ma abolendo la concorrenza sleale e disumana degli allevamenti in batteria si abbasseranno anche i costi degli allevamenti a terra perché le uniche uova vendute saranno quelle provenienti dagli allevamenti a terra e dunque il costo si abbasserà grazie all’aumento del numero delle vendite.

    ll trattato internazionale di libero scambio non permette di abolire gli allevamenti a batteria?

    non è vero, c’è sicuramente una clausula che parla di diritti e questi diritti devono valere anche per le galline e per i polli.

    http://www.giamps78.wordpress.com

    Firma la petizione per vietare l’allevamento di polli e galline in batteria(versione italiana):
    https://www.petizioni24.com/no_allevamenti_galline_in_batteria

    English version:
    https://www.change.org/p/giamps-ban-chicken-farms-in-batteries-allow-only-farms-on-the-ground

     
  • giamps78 08:47 il 6 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    ridurre gli incidenti stradali riducendo costi assicurazioni senza usare le scatole nere 

    Prima di tutto va modificato il sistema utilizzato per le multe da eccesso di velocità.
    Chi va più veloce deve pagare di più.
    Chi supera di meno di 20 km/h il limite di velocità deve avere una multa ma questa deve essere inferiore a quella presa da chi ha superato di 30 di 40 o di 50 km/h tale limite e che deve anche vedersi sospesa la patente.
    Inoltre le assicurazioni devono verificare i punti sulla patente del guidatore perché non è possibile che chi fa incidenti può cambiare compagnia e pagare di meno mentre chi non ha fatto incidenti deve pagare l’incidente di chi poi cambia compagnia assicurativa perché così paga di meno.
    Questo meccanismo darebbe il giusto valore alla patente a punti che ancora oggi viene vista come distante ed inutile.
    Chi va più veloce per le strade paga di più di assicurazione,anche se non fa incidenti.
    Gli autovelox verificano le velocita ed invece che inviare multe tolgono punti alla patente.
    Le compagnie di assicurazione devono applicare contestualmente tariffe più alte a chi ha meno punti e tariffe più basse a chi ha più punti, senza che questo meccanismo provochi indebiti guadagni alle compagnie assicurative.
    Prevenire è meglio che curare pertanto questo sistema produrrà certamente una riduzione degli incidenti e contestualmente una ulteriore riduzione dei costi.
    Le compagnie assicurative devono inoltre verificare l’entità del sinistro e cioè non è possibile che un sinistro da mille euro sia considerato come uno da cento mila euro perché questo è un incentivo negativo che alimenta comportamenti scorretti.
    Inoltre ogni compagnia di assicurazione deve trasmettere,su richiesta motivata, i dati degli incidenti di qualsiasi nuovo cliente in modo da poter verificare se si tratta di una persona che fa molti incidenti e vuol farli pagare agli altri, in questo modo, considerando la storia ed i punti della patente, si potrà fare un prezzo corretto in base alla situazione.

     
  • giamps78 09:37 il 12 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Modifica dell’interpretazione della legge sul trattamento dei dati personali 

    All’atto della sottoscrizione del consenso non si dovrebbe in ogni caso intendere che quei dar diventano proprietà intellettuale di chi li raccoglie.
    Cioè a dire: Non c’è nulla di male se facebook, google, twitter o altri propongono pubblicità  agli uenti utilizzando i loro dati personali,ma tali dati non devono essere passar gratuitamente o a pagamento a terzi, o a terze parti, senza il consenso dell’utente.
    L’utente quando dà il consenso al trattamenti lo dà alla singola azienda.
    Se quei dati vengono girati ad altre aziende è una chiara violazione del consenso.
    La singola azienda ha ricevuto tale consenso, non invece le altre alle quali tale consenso è totalmente mancante.
    Quindi il modulo con l’autorizzazione al trattamento deve contenere un’altra opzione ,quest’ultima facoltativa, che permetta all’utente di negare il permesso alla cessione conto terzi dei suoi dati, che permette cioè a chi fornisce un servizio di ottiene il consenso totale al trattamento di tali dati di poterli quindi cedere ad entità terze senza un ulteriore consenso dell’interessato.
    Inoltre,se qualcuno acconsente e l’azienda vende quei dati ritengo che una parte dei soldi debba finire anche a chi di quei dati ne è il vero possessore, ovvero l’utente iscritto.

    P.S. 20 luglio: Il garante ha risposto alla mia mail.

     

    Gentile Utente

    con riferimento alla Sua email sotto riportata, Le rappresentiamo che questa Autorità ha più volte ribadito come non possano considerarsi legittimi i trattamenti dei dati personali quando, al momento della prestazione del consenso, gli interessati non siano stati posti in condizione tale da poter esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte e le proprie determinazioni in merito (ex multis: provv. 22 febbraio 2007, doc. web n. 1388590; provv.  12 ot-tobre 2005, doc. web n.  1179604; provv.  3 novembre 2005, doc. web n. 1195215; provv. 10 maggio 2006, doc. web n.  1298709; provv. 15 luglio 2010, doc. web n. 1741998)

    Il Garante peraltro, con orientamento costante e consolidato, ritiene che quando il titolare abbia richiesto un solo consenso (c.d. consenso unico) per una molteplicità di eterogenee finalità del trattamento, ovvero qualora la fornitura di un servizio venga subordinata alla obbligatoria prestazione del consenso al trattamento dei dati per fini promozionali o di profilazione (c.d. consenso obbligato), tale consenso non possa considerarsi liberamente e consapevolmente prestato (ex multis provv.  24 febbraio 2005, punto 7, doc. web n.  1103045; provv. 20 dicembre 2012, doc. web n. 22236

     
  • giamps78 11:25 il 10 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , , ,   

    Immigrati: Italia gioca a scaricabarile con l’Europa, la proposta di Emma Bonino sbriciolerebbe Schengen 

     

    Vedo che Emma bonino ha tirato fuori l’uovo di colombo: Una direttiva europea del 2001 che permetterebbe di dare visti di 12 mesi ai migranti per permettere loro di passare i confini degli stati europei.
    Quella del visto temporaneo ai migranti è una proposta che feci 2 anni fa, ma il fine di questa proposta non era quella di per permettere ai migranti di passare il confine,era quella di legalizzarli temporaneamente in attesa del giudizio sulla richiesta di asilo pendente.
    Infatti se fosse applicata la proposta di Emma Bonino ci sarebbero delle gravi conseguenze e smetterebbe di esistere il trattato anche di shengen, anche per gli italiani oggi possono attraversare il confine per andare negli altri stati europei,sarebbe la fine della libera circolazione delle persone.
    quando ho fatto 2 anni fa parlavi di visto temporaneo ai migranti proponevo il dovere di firma quotidiana presso il luogo di allocazione.
    Cioè l’esatto opposto di quello che propone Emma Bonino.
    il mio ragionamento rientrava nell’ambito del reato di immigrazione clandestina, e dicevo che non lo si può applicare a chi non era a conoscenza di questa legge ma solo a chi già una volta è stato trovato sul territorio nazionale senza un permesso.
    Pertanto chi non avesse firmato e fosse fuggito cercando di attraversare il confine sarebbe stato fermato e rimpatriato, non in Italia, ma nel paese di origine.
    Ovviamente questo permesso temporaneo non si può dare a chi è recidivo e per la seconda volta entra in Italia clandestinamente.
    In quel caso scatterebbe il rimpatrio immediato.
    Questa storiella dei ricollocamenti negli stati europei non sta in piedi, visto che nella classifica delle richieste d’asilo l’Italia è sesta con 160 mila richieste contro le 700 mila richieste in germania.
    Questo significa che se ci fosse una redistribuzione equa a noi verrebbero distribuiti ulteriori migranti provenienti dagli altri stati europei, non il contrario come invece vorrebbero i politicanti italiani.
    La verità è che l’Italia ha effettuato solo 300 rimpatri, a fronte di migliaia di arrivi.
    Ma dal 2014 ad oggi coloro che hanno visto bocciata la richiesta di asilo sono centinaia di migliaia.
    Che fine hanno fatto queste persone?
    Uno dei grandi problemi della legge bossi-fini sull’immigrazione è rappresentato dall’uso dei “fogli di via”.
    Si consegna un foglio e si dice di allontanarsi dal territorio.

    Ma io non ho mai visto qualcuno che invece di sbarcare a lampedusa cerca di partire da Lampedusa perché avendo ricevuto il foglio di via cerca di tornare nel suo paese di origine.
    Il problema migranti è dunque per buona parte responsabilità dello stato della repubblica italiana i cui vertici giocano a scaricabarile con l’Europa che non ha alcuna responsabilità.
    L’Italia,come ho detto fin dall’inizio, doveva rivolgersi da subito all’organizzazione delle nazioni unite e non all’unione europea.
    E le nazioni unite avrebbero dovuto aprire uno o più campi profughi in ogni stato africano, all’interno dei quali accettare solo profughi di quel paese.
    E tali campi avrebbero dovuto avere lo status di ambasciate e attrezzati con aeroporti per trasportare i migranti nel campo profughi del proprio paese.
    Li in quei campi si sarebbe dovuta fare la prima accoglienza ed il riconoscimento, li si poteva chiedere lo status di rifugiato,li si veniva nutriti e protetti da intemperie e minacce varie.
    E lì terminavano i rimpatri di chi non aveva diritto di restare nei paesi europei.
    Tali campi profughi sarebbero dovuti aumentare di superficie man mano che nuove persone vi entravano allargandosi a macchia d’olio e togliendo territorio alla sovranità del singolo stato sul quale viene costruito.

     
  • giamps78 09:40 il 8 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: autovelox, limite velocità, multe   

    Multe stradali: Usare un sistema progressivo non per fare cassa ma per educare 

     

     

    Trovo corretta l’intenzione di eliminare le indicazioni stradali che avvertono della presenza degli autovelox.
    L’automobilista è tenuto a rispettare i limiti ovunque, quindi non si capisce perché debba essere avvertito.
    Implicitamente gli si dice che può andare alla velocità che vuole dove non sono presenti autovelox e questo aumenta il numero degli incidenti e le morti.
    Bisogna invece puntare ad un modello virtuoso che non abbia come scopo quello di fare cassa mungendo l’automobilista ma che abbia principalmente uno scopo educativo.
    Ecco perché è sbagliato porre dei segnali stradali nei pressi di un autovelox ma è giusto far sapere all’automobilista che ha superato il limite senza per forza di cose fargli una multa ma semplicemente avvisandolo del suo comportamento e togliendo un punto alla patente.
    Il metodo delle multe progressive ha proprio l’intento di educare l’automobilista.
    Oggi il sistema non funziona perché la multa è la medesima indipendentemente dalla velocità, per cui uno che va a 100 km/h oltre il limite sente di rischiare quanto uno che va a 20 km/h oltre il limite, e questo favorisce i comportamenti indisciplinati.
    Se una strada ha un limite di 50 km/h chi va a 70 e chi va a 90 non meritano lo stesso trattamento ne meritano di pagare la medesima cifra.
    Chi va a 70 km/h cioè supera il limite di velocità di oltre 20 km/h non dovrebbe pagare denaro, dovrebbe perdere 2 punti della patente e pagare una multa solo quando è recidivo o finisce i punti della patente.
    1 punto in meno per chi va fino a 15 km/h oltre il limite, sempre senza pagare multe.
    Chi invece su quella stessa strada va a 100 km/h, cioè 50 km/h oltre il limite di velocità non merita solo una multa in denaro più consistente, ma almeno 10 punti in meno sulla patente,il che significa che se lo fa una seconda volta deve rifare da zero la patente e non potrà guidare finché non è riuscito ad riottenerla.
    Quindi a saldi invariati per le casse pubbliche ci deve essere un meccanismo che tenda a far rispettare maggiormente il codice della strada.
    Da punto di vista educativo, meglio un autovelox che funziona sempre, che non sia segnalato, ma che non fa multe in denaro a chi pur andando oltre i 50 km/h  resta sotto sotto i 70 km/h , ma che a tutti costoro toglie un solo punto della patente,avvertendoli ovviamente.
    Alla ventesima volta non avendo più punti scatterà la sanzione e dovranno rifarsi la patente.
    Un sistema di autovelox che ti avverta tramite sms in tempo reale del superamento della velocità  e che ti dica in quale via è posto l’autovelox non necessita quindi a maggior ragione di altre segnalazioni stradali.

     
  • giamps78 15:22 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli di elicotteri elettrici anti-incendio con idranti a pressione variabile 

     

     

    La velocità, la precisione e la quantità di acqua “sparata” dagli idranti determinano anche la capacità di spegnimento dell’incendio e sulle zone impervie ad esempio le montagne,nonché sui piani alti di un grattacielo, possono essere caratteristiche essenziali.
    C’È bisogno di un mezzo aereo che sia maneggevole e che possa essere utilizzato per spegnere gli incendi.
    Il mezzo giusto potrebbe essere un elicottero elettrico, dotato di idranti a pressione variabile.
    L’elicottero potrebbe funzionare grazie ad un motore elettrico ma ovviamente non può supportare un peso troppo elevato come ad esempio 10 mila Kg dovuti al peso d’acqua che si intende trasportare, altrimenti aumenta di pericolosità e perde di maneggevolezza.
    Pertanto si potrà sfruttare l’idrogeno che pesa 10 volte di meno dell’acqua e può essere messo sotto pressione all’interno di specifiche bombole, raffreddate tramite l’energia elettrica.
    Sull’elicottero dovrebbero esserci poi numerose membrane a scambio protonico (PEM) , che utilizzando l’idrogeno producono acqua ed energia elettrica.
    L’acqua verrà quindi creata in volo dalle PEM e l’energia elettrica verrà utilizzata per far funzionare l’elicottero.
    Ovviamente per ottenere quei 10 mila litri d’acqua da quell’idrogeno e farlo in breve tempo sarà necessario produrre una massiccia quantità di energia elettrica la maggior parte della quale non sarà utilizzata dall’elicottero in volo.
    Pertanto saranno necessarie delle super batterie in modo da non perdere quella massiccia quantità elettricità di energia elettrica.
    Inutile dire che se l’incendio è massiccio sarà necessaria una gigantesca capacità di idrogeno ma soprattutto delle batterie che devono godere dell’intercambiabilità.
    Il pieno di idrogeno teoricamente si fa in brevissimo tempo e questo può aiutare molto per evitare perdite di tempo durante l’emergenza.
    una volta che l’incendio sarà domato e l’elicottero tornerà in garage, l’energia accumulata dalle batterie potrà essere utilizzata dalle PEM dell’elicottero nel processo opposto, verrà utilizzata quell’energia elettrica per ricaricare le bombole di idrogeno.
    Al limite per compensare la forza esercitata dagli idranti durante le operazioni di spegnimento degli incendi potrebbe essere necessario montare degli stabilizzatori inerziali automatici ad esempio ad aria compressa.
    Inoltre la enorme precisione dovuta alla vicinanza di un elicottero all’obbiettivo,cosa non possibile utilizzando un canader, fa pensare che sia possibile  sganciare delle vere e proprie “bombe d’acqua” o dei materiali o delle polveri che possano fermare o contenere gli incendi.

     
  • giamps78 10:18 il 19 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale : Non gettare via l’acqua sporca con il bambino! 

    Legge elettorale: Non gettare via l’acqua sporca con il bambino!
    Se fosse applicata la proposta che ho avuto modo di fare nelle settimane scorse, sarebbero risolti tutti i problemi sorti in questi ultimi giorni, compresi quelli riguardanti il voto in trentino.
    La riduzione del numero di collegi uninominali scesi al 33% permetterebbero a questi di essere veri collegi uninominali maggioritari senza influire eccessivamente sull’esito proporzionale della rappresentanza parlamentare e permetterebbero al tempo stesso  l’applicazione di tale normativa anche al trentino alto Adige, i cui collegi andrebbero in ogni caso ridisegnati a seguito dell’ultimo censimento.
    Quindi un 33% di collegi uninominali maggioritari senza possibilità che i candidati facciano parte anche dell’altra lista proporzionale.
    L’unico ripescaggio, se così si può chiamare, riguarderebbe il restante 17% di proporzionale con lo scorporo che fa arrivare gli eletti nei collegi uninominali al 50%.
    Un 17% di scorporo vero e senza sbarramenti elettorali,in questo modo non occorre che sia presente la regola tedesca che permette a chi vince 3 collegi di evitare le soglie di sbarramento.
    Poi il restante 50% di proporzionale manterrebbe lo sbarramento al 5%.
    Quindi quel 17% riequilibra ulteriormente verso il proporzionale l’esito dei collegi uninominali, ed evidentemente chi otterrà molti seggi nei collegi uninominali molto difficilmente ne otterrà qualcuno in quel 17%.
    Se proprio si vuole si può aggiungere il voto disgiunto e funzionerebbe perfettamente ma non è strettamente necessaria la sua introduzione.
    Il punto è che i collegi uninominali sono così pochi da non rendere imperativa la costruzione di agglomerati di liste e quindi evitare le problematiche del mattarellum.
    Abbiamo quindi 1 scheda elettorale alla camera ed una al senato e poi propongo una l’inserimento seconda scheda alla camera con le primarie di partito.
    Chi vince le primarie nazionali di partito (assieme al suo vice) ottiene un seggio se la sua forza politica ha ottenuto un seggio in quel 17% di proporzionale.
    Ovviamente il presidente della repubblica non deve sottostare a quel risultato ma guardare alla possibile presenza di maggioranze parlamentari per prendere una decisione.
    Quindi non si tratta di una elezione diretta ma di porre fine a farloccamenti  tipo gazebarie o parlamentarie.
    Ancora meglio sarebbe una mini lista bloccata nazionale, che in pratica sarebbe la lista dei ministri e permette l’elezione alla camera di 10 persone che sono in lista con chi ha vinto le primarie di partito.
    Ovviamente ogni candidato ha una sua lista.

     
  • giamps78 17:56 il 17 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Finalmente realizzata la mia proposta sulla canapa legale! 

    Già lo nel 2009 nel mio libro “vincere il consumismo globale” scrivevo un articolo dal titolo “tra proibizionismo e legalizzazione delle droghe leggere riguardo alla canapa legale,quella che la legge consente già di coltivare avendo un valore di principio attivo inferiore allo 0,6%.
    In quell’articolo per quella che aveva un principio attivo più alto proponevo una mediazione tra le due posizioni parlavo di un sistema ibrido: “si può trovare una mediazione come può essere quella di vietare la vendita,lo spaccio e la cessione gratuita ma permettendone la coltivazione per uso personale”.
    E aggiungevo:
    “penso che questa sia una via di mezzo che lascerebbe quasi inalterata la legge Giovanardi”.
    Mentre quella con principio attivo inferiore a 0,6% può già essere coltivata, venduta liberamente e può essere utilizzata in ambito edile,cartografico,energetico etc etc.
    Quindi volendo può anche essere fumata,ma nessuno lo ha mai fatto ritenendo questa idea stupida.
    Ancora nel 2014 ribadivo che la cannabis già legale poteva servire per togliere mercato non solo alla malavita organizzata ma anche a ridurre il consumo di tabacco e non plus ultra il fatturato dell’industria farmaceutiche.
    Finalmente in svizzera alcuni mesi fa hanno provato a metterla in commercio ed è stato subito boom!
    Anche in svizzera la canapa voluta dagli antiproibizionisti risulta illegale,mentre invece questa si può vendere senza alcun problema ed è stata subito apprezzata.
    Altro che idea stupida!
    Da poco pure a bologna è prodotta e venduta con una varietà che comprende basso principio attivo ma vari alcaloidi in grado ad esempio di far passare il mal di testa.
    Non posso quindi che ritenermi soddisfatto nel mentre aspetto la realizzazione della seconda parte della proposta,quella che riguarda la canapa non legale.
    Mentre la vendita di semi risulta comunque già legale la coltivazione è ancora reato.
    Quindi faccio mia la proposta del movimento 5 stelle e con una tassa annuale si potrebbe acquistare uno o piu vasi contenenti semi e terra e avere il permesso di coltivarla in un luogo appartato dando il proprio nome ed il proprio cognome all’autorità senza però che tale piantina o le sue foglie secche siano trasportabili al di fuori del luogo indicato alle forze dell’ordine per la loro coltivazione,nel mentre quella legale con basso principio attivo può essere acquistata con le stesse modalità del tabacc

     
  • giamps78 15:38 il 3 May, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: boeri, burocrazia, , isee   

    Burocrazia italiana: L’odissea per avere un modello ISEE 

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    Avevo bisogno del modulo ISEE, così mi sono recato dai sindacati,per l’occasione la CGIL.
    Aspetto una settimana per l’appuntamento, e poi mi dicono di rivolgermi all’INPS.
    Quindi mi reco all’INPS, ci sono circa 40 persone in attesa,prima di farmi 2 ore di coda mi suggeriscono di andare a casa a prendermi la tessera sanitaria magnetica perché c’è un innovativo sistema dove si striscia il badge per ottenere il numerino e mettersi in coda così gli impiegati faranno prima conoscendo già i miei dati.
    Faccio tempo ad andare e a tornare che vedo un numero maggiore di persone ferme in coda e gli stessi numeri in chiamata sul tabellone digitale ,come prima di andare via,ma nel frattempo sono passati 40 minuti!
    Non c’è una macchinetta del caffè e nemmeno il wi-fi ma almeno ci sono i megaschermi con la propaganda “di regime” e le interviste a Tito boeri!
    Tra voucher per l’asilo nido e bonus mamme mi sono fatto una cultura!
    Il tempo pare essersi fermato quando
    FINALMENTE tocca a me..
    Purtroppo però l’impiegata mi dice che loro il modello ISEE non lo fanno, che devo recarmi dai sindacati.
    gli faccio presente che sono stati i sindacati a mandarmi all’inps…
    Però se voglio c’è l’innovativo servizio on line,mi basta solo attivare l’innovativo PIN e potrò farmi da solo su internet questo modello.
    Così compilo moduli e scartoffie e mi danno una busta contenente questo PIN,busta che diverrà inutile poco visto che al primo utilizzo il PIN dovrà essere modificato per questioni di sicurezza!
    Quindi mi metto nuovamente in coda per l’utilizzo della postazione “self-service”.
    Va via la signora che occupava la postazione e io aspetto 5 minuti nell’attesa di vedere comparire sullo schermo il mio numero a quella postazione che ha come numero di sportello il 2.
    Aspetto altri 5 minuti e niente,la postazione è vuota ,il computer inutilizzato.
    Vengo a sapere che l’avanzamento dei numeri non è collegato al software del computer,in pratica dovrei fare la coda ad un altro sportello chiedendo agli impiegati di far andare avanti i numeri manualmente.
    Prendo l’iniziativa e mi siedo, non mi pare che tra le altre 40 persone ci sia qualcuno che scalpita per l’utilizzo di quel self-service, successivamente ho capito anche il perché!
    Fatto un nuovo PIN cerco in tutti i modi di farmi questo modello ISEE e trovo praticamente una giungla,e mi accorgo che tutti i dati sono da inserire a mano,che i database degli uffici pubblici non sono collegati, ad esempio che l’anagrafica del nucleo familiare non esiste, devo scrivermela io.
    Nei per i dati del cud mi viene
    chiesto qualcosa che non è nelle mie conoscenze, ma che gli enti pubblici conoscono bene ma evidentemente il database dell’agenzia delle entrate non è collegato al database dell’inps per cui bisogna inserire tutto a mano anche questo che francamente pur avendo davanti le carte non sono in grado di inserire.
    Non c’è il collegamento automatico con il database del catasto e così via..
    dopo due ore che stavo seduto in questa nuova postazione self-service cercando di fare questo ISEE mi rendo conto di essere rimasto l’ultimo nella stanza,gli impiegati stavano aspettando che io finissi per andare a mangiare.
    Così vado li e gli faccio una domanda su un numero e mi viene risposto “se te lo dicessi rischierei di sbagliare,pure io vado dai sindacati a fare la dichiarazione dei redditi!” E poi ancora  “in quella postazione devi fare da solo,è come se stessi usando il computer di casa tua”
    A quel punto credo di esser diventato verde , non ci ho più visto e ho gridato: “l’inps fa 14 miliardi di debito ogni anno e non rispondete nemmeno ad una domanda? Per cosa vi pagano? Spero che vi licenzino tutti!”
    In pratica ho perso settimane per fare un modulo che non sono ancora riuscito ad avere e ora mi toccherà pagare qualcuno che me lo faccia.
    A questo punto privatizziamo anche l’inps, o almeno esternalizziamo il servizio clienti, se uno deve pagare dopo che già paga le tasse allora che dia i soldi ai privati e che si abbassino le tasse.urocrazia italiana:

     
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