Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 16:55 il 31 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    No agli ESBBS europei costruiti in modo da far aumentare lo spread tra i paesi membri 

    Non si deve assolutamente creare un debito comune europeo tramite dei bond comunitari che risultano essere fuori dal controllo degli stati nazionali e che va ad aggiungersi ai debiti pubblici degli stati nazionali.
    Non si deve ripetere l’errore di creare una seconda germania,in aggiunta alla germania già esistente, ma questa seconda guidata dalla commissione europea.
    Se così fosse l’unione europea tramite un bilancio europeo andrebbe a creare un debito in aggiunta a quello già esistente per gli stati membri penalizzandoli fortemente nel rifinanziamento del loro debito e all’Italia costerebbe carissimo perché evidentemente tra l’acquisto di un bond europeo e l’acquisto di un titolo di stato italiano si preferirebbe il primo e lo spread salirebbe ulteriormente portando ad altre riforme lacrime e sangue nel mentre la beffarda unione europea eroga denaro a pioggia in giro per il continente con l’intento di vincere l’antieuropeismo e creando questo nuovo debito europeo.
    Il solito tranello,il solito trabocchetto che fa leva sull’attuale assenza di debito europeo.
    E il circolo vizioso di sindacati,di imprenditori pescecane, di banchieri speculatori quando c’è da fare nuovo debito si buttano a capofitto.
    Domanda:
    Facendo fede su quale prodotto interno lordo si creerebbero questi bond?
    Su nessuno!
    L’unione europea è una somma di prodotti interni lordi e non ne ha uno proprio!
    Ed ognuno dei prodotti interni lordi dei paesi membri dell’eurozona ha un proprio rapporto con il proprio debito.
    Ergo non possono usare il nostro prodotto interno lordo per fare un debito senza che questo sia compreso nel nostro bilancio.
    nessuno te lo finanzia…
    La germania non ne vuol sapere di uniformare i tassi di interesse di tutti gli stati membri che adottano l’euro perché loro dovrebbero sborsare più quattrini.

    Siccome l’unione europea intesa come entità autonoma ha un prodotto interno lordo pari a zero in teoria avrebbe un rapporto debito sul p.i.l. Infinito, altro che il 134% dell’Italia!
    È evidente che ha bisogno delle garanzie degli stati membri per poter fare debito, perché sennò quel debito
    Così hanno elaborato questo escamotage per continuare ad avere bassi tassi di interesse sul debito tedesco e contemporaneamente alzare lo spread con il sud Europa tramite questi nuovi bond chiamati ESBBs.
    Cioè ci stanno nuovamente prendendo in giro…
    Infatti non puoi fare due debiti differenti utilizzando lo stesso prodotto interno lordo che poi è rappresentato dalla somma dei prodotti interni lordi dei paesi dell’unione europea.
    Sarebbe una moltiplicazione miracolosa!
    In confronto la leva finanziaria utilizzata da juncker per il suo piano di investimenti è una robetta da pidelli!
    Ma soprattutto chi e come pagherebbe gli interessi su questi ESBBS?
    Anche se fossero pochi ci sono e vanno pagati,quindi da qualche bilancio andranno presi quei soldi…
    Ma il bilancio dell’eurozona attualmente non esiste ed il bilancio della UE è formato da somme pagate dai singoli stati membri sui quali pende già un debito.
    Quindi questo significherebbe che, a norma di costituzione, ogni singola emissione di questi bond europei deve essere approvata da tutti i parlamenti degli stati membri,o in alternativa tutti gli stati membri modificano le proprie costituzioni cedendo una parte della propria sovranità in materia economica.
    Altrimenti non sarebbe incostituzionale…
    Diverso sarebbe se questo strumento non servisse per le mancette erogate dalla commissione Europea ma servisse invece per acquistare i titoli di stato invenduti, oppure se funzionasse con le medesime regole del quantitative easing diminuendo così lo spread con magari anche un ruolo della BCE nella stampa di nuove banconote.
    In questo caso gli interessi del bond dovrebbero essere pagati dai singoli stati, ma sarebbero collocati come bond ESBBS

     
  • giamps78 10:21 il 27 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    strategia del G7 è fallimentare: “prima i nostri” va declinato in africa a favore degli africani 

    Il G7 e G20 sono gli organismi che rappresentano l’egoismo internazionale dei paesi che sulla carta sono i più evoluti del pianeta.
    Fin quando dovremo pagare dazio agli speculatori finanziari che comandano questi politicanti per mantenere regole economiche assurde?
    Il continente africano è un grande esportatore di cibo ma al tempo stesso è anche il continente con la più grande malnutrizione.
    Paesi come la Cina hanno abbandonato la politica del figlio unico solo perché hanno grandi possedimenti in africa che consentono loro di produrre grandi quantità di riso, nel mentre gli africani muoiono di fame.
    Molte aziende, anche italiane, sono andate in africa e sfruttano il tasso cambio monetario e l’assenza di diritti per schiavizzare chi in precedenza aveva una propria produzione locale e aveva di che sopravvivere.
    Le multinazionali forniscono denaro ai tiranni di turno,cosicché possano comprare armi, e creano prodotti che diventano concorrenza sleale qui da noi e costringono le nostre aziende al lavoro nero per poter resistere al mercato.
    Abbiamo dunque profughi causati da guerre create dalle multinazionali e che magari a causa delle multinazionali hanno perduto il lavoro, che vengono qui a lavorare in nero per far concorrenza a prodotti creati in africa.
    Questo ad esempio è capitato con una famosa multinazionale del pomodoro.
    La soluzione proposta ieri durante il G7 di Taormina non potrà risolvere alcun problema reale, infarti i problemi che si cercano di risolvere sono stati creati in primis dal G7 e dalla totale assenza di regole economiche e sul movimento di capitali.
    Gli stati del G7 hanno insito l’egoismo economico dettato da una lettura errata del prodotto interno lordo sul quale si annidano gli speculatori dell’economia che è fondata sul debito.
    E d’altra parte a nulla è servito in passato l’eliminazione dei debiti degli stati africani, la situazione non solo non è migliorata ma se possibile è pure peggiorata.
    Il cambiamento principale per poter migliorare la situazione in africa riguarda il commercio del cibo:
    NESSUNO STATO AFRICANO DEVE POTER ESPORTARE CIBO VERSO ALTRI PAESI AFRICANI O VERSO PAESI EXTRA-AFRICANI FIN QUANDO IN QUELLO STATO CI SONO PERSONE DENUTRITE.

    “prima i nostri” deve valere anche in africa nel senso di “prima i loro”, cioè  se arriva la multinazionale deve prima pensare a dar da mangiare agli africani che abitano in quello stato e poi,il di più, può essere esportato.
    Tutto questo ad eccezione del cibo equo-solidale certificato che segue differenti regole produttive ed economiche e rientrano nell’interscambio internazionale tra le culture e necessitano di uno spazio minimo vitale in ogni stato.
    Il bene dell’Africa si fa legando il territorio alle persone evitando la privatizzazione dei servizi, ma lasciando che questi siano gratuiti.
    Ovviamente la gratuità produce un minor costo per prodotto creato,per questo motivo non ci può concorrenza perfetta e non ci può essere libero scambio perché le aziende sfruttano il lavoro per fare concorrenza sleale.
    L’egoismo ci porta a ritenere che l’integrazione si faccia prendendo dall’Africa i migliori cervelli o le persone più portate ad imparare a svolgere un’occupazione ed invece è esattamente il contrario perché si priva il continente africano di quei cervelli che avrebbero potuto garantire quello sviluppo.
    L’egoismo del prodotto interno lordo internazionalizzato ci fa vedere gli altri stati come concorrenti, sviluppare l’Africa con l’assenza totale di regole del commercio significa semplicemente far chiudere le nostre aziende.
    Insegnare ad un migrante un lavoro è doveroso ma due sono gli errori:
    1)insegnare il lavoro sbagliato,ovvero quello che serve alle nostre produzioni e non invece alle produzioni del paese di origine analizzando la morfologia,le risorse e lo stadio di sviluppo.
    2)permettere che l’Africa ci faccia concorrenza sleale, ovvero sia lasciare che l’economia internazionalista fondata su debito permetta a quel lavoratore che noi abbiamo formato e che è ritornato in africa di svolgere produzioni che successivamente creino una concorrenza sleale.
    Quindi se c’è da spendere soldi per portare l’attrezzatura affinché in un villaggio africano ci sia l’acqua,non si può lasciare che quell’acqua cada nelle ma i di multinazionali o che sia gestita da privati,fossero pure appartenenti a quel villaggio.
    Ma tale acqua dovrebbe essere gratuita per tutti gli abitanti.
    L’avere la vendita di quell’acqua,fossero pure pochi i centesimi per acquistarla innesca una serie di processi e alla fine si saranno spesi soldi inutilmente perché molta più gente di prima morirà di sete.
    Invece dire che tutti hanno diritto ad un litro di acqua al giorno ma solo se si adoperano almeno 1 ora al giorno in lavori utili a quel villaggio significa dare un’occupazione e una motivazione a tali persone.
    Stesso dicasi per altri beni e per altre attività gestite localmente e democraticamente puntando ad avere una disoccupazione zero anche seni lavori svolti sembrerebbero obsoleti visti dall’occidente,ma sono utilissimi nel villaggio. e da questo punto di vista molto da insegnare visto che abbiamo un passato di artigianato nelle professioni che però qui da noi oggi sono quasi scomparse perché uccise dal mercato.
    Continuano a fare delle pubblicità in televisione dove si mostrano questi bambini denutriti e si chiedono degli euro di donazione.
    Poi con quei soldi si comprano dei prodotti che magari sono arrivati qui proprio dall’africa,sono stati etichettati e confezionati i n itala e sembrano italiani, e poi li rimandiamo in africa per le persone che muoiono di fame.
    È assurdo

     
  • giamps78 09:46 il 16 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    I tedeschi fanno surplus commerciale? Allora #bundesbank acquisti titoli di stato di chi ha un deficit! 

    I grandi europeisti sono in realtà dei grandi speculatori amici del sistema bancario.
    Solo i nostri ingenui governanti italiani non avevano capito qualcosa che era chiaro e lampante fin dall’inizio: Questa unione europea è una trappola per topi dove il pezzo di formaggio viene mese li in bella vista circondato però da una colla micidiale che ne impedisce la fuga.
    I politicanti nostrani sono da sempre subalterni ed hanno accettato tutto ingannando con belle parole il popolo italiano.
    Nella realtà ogni accordo preso a livello europeo è star solamente una gigantesca fregatura.
    Ci avevano detto che con l’euro il nostro debito che è molto alto sarebbe stato messo al sicuro: Una gigantesca falsità perché il differenziale dei titoli di stato italiani con il bund tedesco ha toccato livelli do oltre 500 punti base.
    Stessa identica moneta ma 5 punti percentuali di differenza sul finanziamento del debito.
    Loro considerano i paesi membri dell’unione europea alla stregua di società private che si confrontano all’interno del mercato privato e che quindi devono fregarsi l’un l’altro facendo fallire chi sta peggio.
    Questi sarebbero gli europeisti,cioè fantocci nelle mani delle multinazionali che vogliono dettare legge nell’unione europea grazie alla leva finanziaria,cioè a soldi che non esistono nella realtà,che le banche si inventano, che le banche utilizzano per fare rendita finanziaria utilizzando l’errore di partenza presente nel trattato di Maastricht: Il divieto di stampa di banconote vere,pubbliche,da parte delle banche Nazionali.
    È chiaro che tutto questo non può essere minimamente accettabile così come non si può accettare che i partener della germania siano nell’unione europea con la propria moneta e prendano ogni anno i nostri soldi(oltre 4 miliardi annui) per farci concorrenza sleale.

    No no,assolutamente no.
    A queste condizioni non solo è impensabile una maggiore aggregazione Europea e risulta improponibile la figura del super ministro europeo delle finanze, ma non ha nemmeno senso rimanere in questa unione Europea.
    E le minacce subite dall’Inghilterra che si prepara ad uscire dalla UE, dimostrano quanto siano fondate queste considerazioni.
    Una cosa deve essere chiara: Non ci faremo più fregare ne dalla germania ne dai suoi partner sia nel caso di uscita dalla UE sia nel caso in cui ci sia maggiore aggregazione nella UE.
    Non ci faremo fregare da speculatori finanziari e non ci faremo fregare da politici da questi finanziati.
    Non ci faremo fregare dai vari Trump e Macron che vengono eletti in giro per il mondo che lavorano dichiaratamente per l’alta finanza e non ci faremo fregare dai banchieri tedeschi che da ancor prima della guerra d’indipendenza americana offrono denaro in cambio di sovranità.
    Questo deve essere chiaro, è finito il secolo del combustibile fossile e sono finite le assurde speculazioni finanziarie che si fondano sul presunto libero scambio studiato a tavolino per favorire i soliti noti.
    Purtroppo i politicanti italiani che ci hanno portato e che ci porteranno alla rovina in futuro,non sono adatti a governare ne se si rimane ne se si esce dall’unione europea perché anche quando non sono in malafede e non hanno da difendere dei propri patrimoni, sono semplicemente incapaci.
    Invece di pensare al bene del popolo italiano fanno gasdotti che arrivano dall’estero espiantando ulivi oppure promettono redditi di cittadinanza,bonus di 80 euro,pensioni minime a mille euro.
    Le loro riforme sono totalmente controproducenti e servono per comprare tempo ma purtroppo il tempo sta per scadere, malgrado la banca centrale europea sia riuscita a ritardare per 3-4 anni gli effetti funesti di una tremenda crisi che resta comunque inevitabile a causa della teoria economica fallace.
    Se invece si crea un meccanismo,che non deve per forza essere un eurobond ma anche ad esempio l’acquisto dei titoli di stato della banca nazionale di uno dei paesi membri nei confronti degli altri paesi membri,come può essere ad esempio la bundesbank che oltre ad acquistare bund acquista anche titoli di stato di altri paesi ad un tasso magari doppio rispetto agli interessi che paga agli investitori per il proprio debito allora si ottiene un miglioramento del bilancio pubblico tedesco ed una diminuzione del tasso di interesse degli altri paesi europei tradotto tutto questo significa che chi fa surplus commerciale dovrebbe acquistare obbligatoriamente titoli di stato di altri paesi.
    D’altra parte, quando vedi un presidente della commissione europea che invece di far vietare derivati e leve finanziarie crea un piano chiamandolo con il suo cognome e invece di usare 500 miliardi di denaro vero stampato dalla b.c.e. Prende e trasforma 12 miliardi di euro in 500 miliardi finti inventati dalle banche tramite la leva finanziaria,capisci che la fine è vicina.

     
  • giamps78 22:30 il 13 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Berlusconi alzando le pensioni minime a mille euro aumenta fatturato del “partito di Mediaset” 

     

    Alzare le pensioni minime a mille euro  significa tre cose:
    1)aumentare il fatturato al “partito di Mediaset”
    2)aumentare il debito pubblico
    3)far tramontare il sistema pensionistico contributivo.

    Il fatturato del partito di Mediaset  aumenta perché aumentando le pensioni aumentano anche l’inflazione e quindi con dei prodotti più costosi anche gli introiti pubblicitari inevitabilmente aumentano.
    Ovviamente qualcuno deve pagare il conto: Le future generazioni che vedranno imprese perdere competitività e troveranno un sistema paese che si assottiglia in sovranità e democrazia mentre si denuda con le privatizzazioni.
    Questa ricetta è la medesima seguita negli ultimi 50 anni e oggi siamo messi così A CAUSA di queste politiche.
    Ma la cosa più grave di questa proposta non è tanto il fatto che i mille euro saranno dati anche a chi non ha versato i contributi e che non ha collezionato nemmeno 20 anni di contributi,soglia questa introdotta alcuni anni fa.
    No, la cosa peggiore è l’eliminazione de facto del principio contributivo che deve ancora entrare a pieno regime e già viene smantellato.
    La profonda ingiustizia di chi ha lavorato una vita e andrà in pensione con il contributivo ottenendo mille e cento euro e chi senza aver lavorar nemmeno 1 anno si ritroverà a pigliare mille euro.
    Questa riforma sarebbe totalmente controproducente anche per chi si trovasse ad avere una pensione futura sotto i mille euro come buona parte delle future pensioni contributive.
    Il sistema contributivo sarebbe totalmente impallinato da una misura come questa visto che con 20 anni di contributi si possono ottenere mille euro.
    E dire che non è così, dire cioè che questa legge sarebbe destinata solo a chi percepisce oggi una pensione e non a chi la percepirà domani sarebbe una beffa inaccettabile proprio per le ragioni spiegate in precedenza considerando che l’inps paga le pensioni con i contributi dei lavoratori di oggi.
    Detto questo bisogna fare due conti.
    Non solo bisogna trovare le coperture finanziarie per quelli che sono oggi in pensione ma anche per quelli che un domani andranno in pensione ed avranno un aumento che li porta a percepire non più 800 ma mille euro.
    Certo, bisogna prendere i conti fatti nelle passate riforme delle pensioni e trovare la differenza tra quel costo ipotizzato ed invece i nuovi costi non solo nel bilancio triennale ma come minimo ventennale.

    ed ogni volta che qualcuno in futuro riceverà tale aumento ovvero tale differenza tra quanto avrebbe dovuto percepire e i mille euro che effettivamente percepirà dovrà di volta in volta essere trovata la copertura finanziaria di questa spesa che necessariamente dovrà essere un fondo e dovrà necessariamente smettere di funzionare per tutti non appena tali coperture non sono più trovate.
    É un calcolo non impossibile da fare visto le buste arancioni spedite dall’INPS,ma soprattutto le buste arancioni non spedite dall’INPS che sono quelle che più si distanziano dai mille euro perché daranno accesso a pensioni minime di 500 euro quindi con 500 euro di differenza.
    Evidentemente una spesa che necessiterà di una copertura nel momento in cui comincerà ad essere fatta e che non può vedere solo il povero cretino ottenere 500 euro mentre tutti gli altri continuano a prendere mille, e non può nemmeno vedere l’aumento del debito pubblico con spese che escono dal pareggio di bilancio e che quindi a rigor di logica vanno votate a maggioranza qualificata in parlamento e con l’approvazione dell’unione europea che non credo sia così favorevole soprattutto perché finito il QE le pensioni le dovremo tagliare come avvenuto in Grecia!
    L’aumento a mille euro deve tornare a diminuire a 500 euro senza le coperture,ma per tutti,non solo per le giovani generazioni.
    Si,questa riforma è degna della prima repubblica, quella prima repubblica che ci ha portato sull’orlo della bancarotta.
    In ogni caso il pareggio di bilancio e stato proposto dal governo Berlusconi e votato da berlusconi durante il suo governo e durante durante il governo monti anche se non piace al partito di Mediaset
    quindi è facile che la campagna mediatica in atto lo faccia togliere dalla costituzione in breve tempo.
    Infine una considerazione di fondo su un provvedimento di questo tipo: Se qualcuno crede che possa servire per diminuire la povertà per livellare le differenze tra ricchi e poveri migliorando le condizioni di questi ultimi si sbaglia di grosso perché accadrà l’esatto opposto.
    Non si dimentichi il precedente ,quando le pensioni minime furono portate a 500 euro mentre i prezzi raddoppiarono e raddoppiò pure il fatturato del partito di Mediaset.
    L’aumento dei prezzi farà delocalizzare le aziende sane e farà guadagnare più denaro ai libero professionisti del parassitismo di sistema grazie ai guadagni derivanti dall’aumento tali pensioni,peggiorando ogni indice del sistema paese,compresa la tanto famigerata produttività.
    Infatti siamo arrivati al livello di saturazione prezzi- salari,come ho spiegato altre volteImmagine

     
  • giamps78 14:54 il 9 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    La robotizzazione che andrebbe fatta: “fabbriche di divisione dei rifiuti” per far chiudere i termovalorizzatori e discariche 

    Sono già passati 9 anni da quando,per la prima volta, ho proposto la costruzione delle “fabbriche di divisione dei rifiuti”.
    C’È un costo iniziale, nella programmazione e nell’investimento dell’infrastruttura, ma poi c’è un calo dei costi con l’aumento oltre il 90% della raccolta differenziata,con minori costi per i comuni e per i cittadini.
    Una fabbrica di divisione dei rifiuti può essere manuale o automatizzata.
    Nell’epoca dei software sempre più sofisticati è possibile che dei robot riescano a riconoscere i rifiuti dividendoli nel modo corretto.
    È un software che si può implementare nel tempo, quindi inizialmente fin quado non è autosufficiente e il database non sarà completo dovrà funzionare con la collaborazione umana che interagisce soprattutto nei prodotti sconosciuti.
    Il robot identifica ogni singolo rifiuto e lo pone nella giusta corsia.
    Quindi ogni sacchetto contenente rifiuti inizialmente differenziati dai cittadini passano per questa fabbrica che compie la verifica e ripara agli errori umani elevando la raccolta differenziata a percentuali superiori al 100%.
    Il rifiuto identificato,magari anche grazie al riconoscimento dell’etichetta indicante il materiale,può poi essere tagliato e lavato in modo da diminuire l’ingombro iniziale,poi può essere venduto ad un prezzo superiore all’attuale perché si trova in condizioni migliori ed ha una qualità superiore.
    Addirittura ci sarebbe la possibilità,su richiesta di specifiche aziende,di restituire le confezioni vuote dello stesso identico prodotto per effettuare un riciclo a “ciclo chiuso” di determinate confezioni utilizzando i medesimi materiali di partenza per fare nuove confezioni future, in modo da avere un riciclo specifico avente un prezzo ed una qualità superiori.
    Insomma,nell’epoca della tecnologia si potrebbe facilmente coniugare l’esigenza ambientale con l’incremento dei prodotti venduti creando un ciclo virtuoso e in pratica, facendo chiudere i termovalorizzatori e le discariche.
    Ma per ottenere pienamente questo obbiettivo servono anche leggi che eliminino l’IVA sui prodotti ottenuti con materiale riciclabile all’infinito(ad esempio l’alluminio) e la dimezzino per i prodotti creati con materiale che è riciclabile ma solo per un certo numero di volte, mentre si alza l’IVA per tutti i prodotti che contengono al loro interno, o che siano confezionati con materiale non riciclabile, che finisce nel rifiuto secco.
    Stanno robotizzando tutte le linee produttive creando prodotti sempre più difficili da realizzare e creano software per far guidare da sole le autovetture,non posso credere che non siano in grado di robotizzare lo smaltimento dei rifiuti?

    p.s.

    Fabbrica di divisione dei rifiuti” oltre a far chiudere discariche-inceneritori permette di arrivare a autarchia su materie prime importate.

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 13:09 il 30 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Macroregioni: Le gabbie salariali per far rinascere il sud Italia e diminuire il debito 

    Abbiamo bisogno di una grande riforma, di macroregioni che non vanno intese come semplici unioni di regioni che però mantengono le stesse competenze che hanno oggi.
    Non ha senso sprecare energie per la lotta alla criminalità presente nel sud Italia,questa infatti non è la causa ma deriva da una mancata organizzazione economica delle regioni del sud Italia e sparisce da sola se tali errori vengono corretti.
    Bisogna intervenire sulla legge della domanda e dell’offerta stabilendo delle tariffe fisse ma diversificate a seconda della macroregione.
    Il che non significa ridurre le tasse al sud Italia,anzi,l’esatto opposto.
    Un esempio:
    Lo stato attraverso l’autorità per l’energia sta decidendo il prezzo della corrente elettrica.
    C’È una sbagliatissima riforma dell’energia che vorrebbe “liberalizzare il mercato” dell’energia elettrica e che in pratica significa solo liberalizzare il profitto senza limite dei soliti speculatori capitalisti.
    Questa riforma va fermata.
    Lo stato deve stabilire il prezzo dell’energia facendola pagare il 20% in meno nelle macroregioni del sud Italia e il 30% in meno nelle isole.
    Attenzione,questo non significa diminuire la percentuale di tasse su quel prezzo,e nemmeno compensare con risorse pubbliche la differenza di prezzo.
    Anzi,essendo il prezzo più basso di 20 o 30 punti percentuali, lo stato eliminerà parte dei sussidi che oggi sono concessi,in quanto costituirebbero un doppione.
    Se quindi diminuisce il costo della componente energetica nel sud Italia,abbiamo un inizio di divergenza dell’inflazione tra macroregione e macroregione.
    Tale differenza si esplicita poi sui contratti del pubblico impiego, sull’indicizzazione delle pensioni,sulle retribuzioni dei lavoratori privati.
    Si stanno differenziando le varie zone d’Italia.
    Non piace ai sindacati,lo so,loro vorrebbero la contrattazione nazionale,le leggi che valgono per tutti e bla bla bla.
    Tutto molto bello,ma forse non si sono accorti che la stessa identica moneta che usiamo noi la usano in quasi tutta Europa e che il libero scambio ha eliminato dazi tra paesi europei.
    Forse non si sono accorti che il commercio mondiale ha accorciato le distanze,anche grazie alla digitalizzazione,al telelavoro etc etc.
    Quindi, o si stabilisce un salario fisso mondiale per ogni singola mansione,un salario che sia uguale ovunque, cosa idilliaca ma credo impossibile da realizzare,oppure ci si adegua e si fa concorrere il nord italia con la Germania ed il sud Italia con la Polonia.
    Non ci sono molte altre scelte.
    Quindi la critica al mercato la si fa fissando dei prezzi tramite le leggi e differenziando questi prezzi.
    Naturalmente nell’esempio del costo dell’energia elettrica di può affermare che nei luoghi dove la corrente elettrica costa meno ci sono meno profitti e meno soldi per gli investimenti.
    Falso,perché a fronte di una diminuzione del costo dell’energia elettrica, le aziende che forniscono il servizio saranno autorizzate a diminuire le remunerazioni dei propri occupati,per fare in modo di non avere perdite.
    Attenzione che il meccanismo è complesso: Anche chi riceverà una retribuzione inferiore dovrà pagare meno i prezzi ed i servizi di cui usufruisce.
    A lungo termine il risultato che si ottiene è l’esatto opposto, sempre se il mondo di mezzo cioè i fornitori di beni e servizi non cercano di fare i furbi aumentando i guadagni.
    Sarà il sud Italia ad aver diminuito il costo degli investimenti in quanto questo costo è strettamente relazionato al costo della vita e del lavoro.
    Sarà il sud quindi che espanderà quelle attività che al nord sono oggi troppo costose.
    Il sud avrà un calo nelle importazioni perché avrà minor potere d’acquisto sulle merci che arrivano dall’estero rispetto al nord, ma diventerà concorrenziale per un segmento produttivo che oggi è importazione,perché no magari nel ramo tecnologico.
    Sbaglia chi pensa che detassare le assunzioni dei giovani nel sud Italia possa portare qualche effetto macroeconomico.
    Rimarrà tutto come prima anzi peggiorerà ancora.
    Le percentuali tasse semmai andranno diminuite nelle macroregioni del nord,dove il costo della vita e del lavoro sono più alti.
    Va diminuito il costo della vita e quello del lavoro al sud Italia,questo è il sistema visto che i sindacati hanno fallito nella contrattazione internazionale,sono stati isolati nei propri livelli nazional, mentre subiamo la concorrenza sleale dall’estero.
    In altre parole in questi decenni il capitalismo ha fatto ciò che ha voluto delle lotte per i diritti dei lavoratori e l’unica difesa la si è trovata nella contrattazione nazionale,non in quella internazionale.
    Ma gli interessi all’interno di una nazione sono così variegati e differenziati da non poter avere una visione comune da portare a livello internazionale.
    Dividi et impera,questo ha fatto il capitalismo.

     
  • giamps78 10:17 il 24 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    La teoria del default economico evolutivo annulla distinzione tra socialismo democratico e socialismo rivoluzionario di destra o di sinistra 

    Personalmente non sono favorevole alla cancellazione di un debito,ma semmai ad una sia monetizzazione grazie agli interessi negativi e alla deflazione.
    Certo, in passato ho svolto considerazioni riguardo allo stato delle cose in Giappone,che ha il rapporto tra debito e prodotto interno lordo peggiore del pianeta, facendo però notare che quel debito pubblico è in mano pubblica, e se quindi la bank of japan (BOJ) avesse deciso di eliminarlo lo avrebbe potuto fare senza conseguenze e di colpo il Giappone sarebbe passato ad essere il più virtuoso.
    Questo serviva per far capire che la situazione giapponese non era affatto la peggiore anzi, l’assenza cronica di inflazione non rappresentava un problema ma un’opportunità, che ha permesso il mantenimento dell’esistenza di una banca pubblica e ha permesso ai giapponesi di avere gli stipendi più alti del pianeta con la disoccupazione più bassa del pianeta.
    Ma purtroppo gli economisti mondiali,pagati chissà da chi, hanno deciso che il Giappone da malato immaginario dovesse trasformarsi in malato reale,quindi l’fmi ha insistito e il premier giapponese Abe , che passerà alla storia per il completo fallimento della sua riforma economica chiamata “abenomics”, ha deciso di introdurre la tassa sul valore aggiunto con risultati che per loro non potranno che essere catastrofici.
    Non sostengo e non ho mai sostenuto l’eliminazione del debito, di principio resto contrario al fallimento degli stati, anzi le cose stanno esattamente all’opposto.
    Sono i fautori del capitalismo ad essere favorevoli ai default generalizzati perché dicono che si tratta di fenomeni naturali che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, rappresentano un qualcosa di inevitabile e poi la ruota continua a girare.
    I fautori di questa teoria hanno visto con favore la crisi del 2007 negli usa trasferitasi in Europa l’anno seguente trascinata dalla crisi delle banche e dell’immobiliare.
    I fautori di questa teoria grazie alle crisi moltiplicano i loro guadagni e scaricano le perdite sui poveri cretini.
    I fautori di questa teoria sono contrari austerità al controllo dei conti,creano volutamente instabilità politiche e guerre e dicono che il progresso compie passi da gigante proprio grazie a questo sistema che per loro funziona perfettamente.
    Loro dicono: Abbiamo una scoperta scientifica in più,stiamo avanzando velocissimamente verso il progresso,e questo grazie al sistema capitalista che sarà pure ingiusto ma ottiene risultati grazie alla promessa di profitto individuale.

    I default economici sono visti come Darwin ha descritto l’evoluzione della specie, necessaria per il perfezionamento,quindi non solo positiva ma anche indicata.
    Nel mondo reale questo accade, l’essere umano stravolge l’habitat che ne ha permesso l’esistenza ed elimina le altre specie animali portandole all’estinzione.
    Le due cose sono perfettamente collegate,battersi contro l’espianto degli ulivi per il passaggio di un metanodotto significa battere contro questo tipo di filosofia che si trasforma in religione occulta e che ogni giorno diventa sempre più pervasiva.
    Questa teoria si presenta bene perché da un lato offre denaro facile,dall’altro fa grandi discorsi contro le povertà ma nel reale delle cose si appropria del potere, dei sistemi comunicativi, crea terrorismi per utilizzare le paure delle persone e così controllarle meglio.
    Essere favorevoli all’austerità e al controllo della spesa significa ripudiare il sistema capitalista che si fonda sul debito ed essere favorevoli ad avere una banca centrale pubblica che possa stampare denaro ed acquistare titoli di stato.
    I problemi economici a cui assistiamo oggi sono molto simili ai problemi economici di 100 anni fa, il problema dell’economia è sempre lo stesso e rappresenta lo scontro con il capitalismo.
    Ma rispetto al passato c’è un’esperienza in più che è stata fatta.
    Ad esempio l’abbattere lo zar in Russia ed il fare la rivoluzione socialista non ha significato realizzare il socialismo e neppure ha significato eliminare il capitalismo che difatti ha poi vinto.
    I problemi riscontrati dagli abitanti dell’unione sovietica erano i medesimi e non sono star risolti in alcun modo da quel tipo di socialismo che era semplicemente una scatola vuota ma che spacciava contenuti quali ad esempio l’uguaglianza ed è sfociato in un regime anti democratico tanto da far rimpiangere lo zar.
    Questo perché prima di parlare di socialismo bisogna porre rimedio ai problemi costruttivi del capitalismo che altrimenti vincerà sempre.
    Se non si risolvono questi problemi,a partire da quelli relativi all’economia che si fonda sui debiti pubblici, che sia socialismo riformista o rivoluzionario poco cambia.
    Il primo andrà al governo democraticamente ma non risolverà alcun problema,il Second andrà al governo in maniera autoritaria e in egual modo non riuscirà a risolvere alcun problema.

     
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