Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 16:59 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli errori di Boeri sulle pensioni future e proposta per uscire dalla crisi occupazionale 

     

    Tito Boeri non vuole capire che è finito tempo del “chi ha avuto ha avuto,chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.
    Il passato non si può scordare perché pesa su tutti gli italiani e si chiama debito pubblico con oltre 60 miliardi di euro di interessi ogni anno.
    Non vuole uscire dal vecchio di idee che vuole le pensioni fisse una volta ottenute.
    Non c’è più il posto fisso ma continuiamo ad distribuire la pensione fissa.
    Tito Boeri vuole porci davanti ad un bivio totalmente fasullo ed errato ed esclude le pensioni in essere dai suoi ragionamenti.
    Dice:”Se si andrà in pensione prima di 70 anni le pensioni saranno più basse”.
    Peccato che lui sia quello che ha fortemente voluto l’ape social, che sta mandando in pensioni delle persone a 61 anni senza alcuna riduzione della loro pensione che anzi erogata in pieno con la cessione del quinto per un debito che il pensionato fa le banche.
    Tali pensionati otterranno l’intera pensione senza tagli appena avranno terminato di pagare quel debito.
    Con quale faccia tosta l’inps continua a diminuire i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle future pensioni contributive alle sole pensioni future e non anche a quelle che già sta erogando?
    Nelle statistiche che Tito Boeri osserva per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile ci sono oppure non ci sono le persone che già sono pensionate?
    Cosa ne sanno Boeri & company dell’allungamento dell’aspettativa di vita di chi oggi ha 30 anni?
    Nulla,si presuppone che siccome gli attuali anziani vivono di più anche i futuri anziani vivranno di più, ma questa è solo un’ipotesi.
    Cosa ne sapete voi se gli attuali 30 o 40 enni sono più o meno cagionevoli di salute rispetto agli attuali 70 enni?
    Non lo si sa, lo si immagina.
    Per fare queste statistiche si tiene conto o non si tiene conto dei 70 enni?
    E come mai se si tiene conto dei 70 enni nell’allungamento dell’aspettativa di vita le loro pensioni non diminuiscono?
    Fanno parte delle statistiche e quindi anche a loro deve diminuire la pensione così come diminuisce a chi deve ancora andare in pensione.
    Lo so è brutto,si perdono voti.
    Meglio fare l’offerta speciale per il coefficiente di trasformazione più alto che scade il 31,dicembre e quelli che arrivano dopo si beccano il coefficiente più basso, devono lavorare più anni e guadagnare anche di meno!
    La banda bassotti non avrebbe potuto fare di meglio…
    Voglio sapere perché se siamo tutti uguali non ci può essere per tutti il medesimo coefficiente di trasformazione indipendentemente dalla data di ottenimento della pensione.
    Troppo facile dire una grande bugia: In passato si andava in pensione prima perché si viveva di meno.
    È falso perché in passato c’era un cuneo fiscale inferiore, chi lavorava otteneva di più di quanto si ottiene lavorando oggi e pagava contributi in percentuale sulla busta paga inferiori a quelli che sono pagati oggi.
    Sfortunatamente le bugie di Boeri hanno le gambe corte ed il futuro vedrà parecchia gente arrabbiata.
    Vedremo chi avrà ragione tra 15 anni, se le scemenze dette da qualche uomo politico che vuole approfittare della situazione attuale o la verità di conti disastrati e di in fallimento dello stato unitario.
    Non si vogliono ricalcolare le pensioni pensioni retributive?
    Si alzino le tasse sulla parte retributiva delle pensioni e si faccia una tassazione progressiva alla parte contributiva, più alta per chi ha avuto un coefficiente di trasformazione più favorevole.
    Tasse più alte e progressive per le reversibilità date con il sistema retributivo a seconda del numero di anni di contributi.
    Una quarantina di miliardi che possono abbassare il cuneo fiscale lato impresa (per tutti i lavoratori non solo per i giovani neoassunti) per facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro dall’anno prossimo, che nel contempo produrrà aumento delle entrate fiscali ed i contributi Inps a seguito dell’aumento dell’occupazione.
    Maggiore crescita significa diminuzione del debito pubblico, diminuzione del costo degli interessi sul debito e uscita dalla crisi.
    Qualcuno però potrebbe dire che il problema permane per il futuro.
    Ma gli interessi sul debito cumulati da qui al 2040 sono 10 volte quei 120 miliardi di buco che Boeri denuncia se si blocca l’innalzamento dell’età pensionabile.
    Se l’Italia non è credibile pagherà 500 miliardi di debito in più a fronte di 120 miliardi di risparmi denunciati da Boeri e dalla corte dei conti.
    E poi,come ho scritto in passato ed anche in questa occasione, se veramente il coefficiente fosse unico, cioè se una futura legge stabilisse nero su bianco che il coefficiente non è fisso ed invariabile nel momento in cui qualcuno va in pensione, tutti i calcoli fatti dall’inps sarebbero da rifare in quanto non bisognerebbe calcolare solo i futuri pensionati ma sarebbero calcolati anche quelli che ad esempio vanno in pensione nel 2020 nel ricalcolo del coefficiente del 2025.
    Quindi avremmo una prima parte odierna dove si lavora sull’imposizione fiscale, una seconda fase quella futura dove si dichiara che i diritti acquisiti non ci sono nel senso che la legge permette(per il futuro) di avere tutti i coefficienti di trasformazione “mobili” ovvero che si aggiornano mano a mano che aumenta l’aspettativa di vita senza dunque giocare al “chi prima arriva meglio alloggia”
    Ovvio che poi la ciliegina sulla torta sarebbe anche ina riforma costituzionale per risparmiare altri miliardi in doppie pensioni, vitalizi, pensioni bonus ai sindacalisti etc etc.
    Ma questo non si potrà fare in questa legislatura.

     
  • giamps78 17:23 il 8 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    La farsa sull’eliminazione delle pensioni “assistenziali” erogate all’estero 

     

    Per una volta sembrava portassero avanti azioni incisive per ridurre l’enorme e assolutamente ingiustificata spesa pensionistica.
    Sembrava…
    Il presidente dell’INPS Boeri ha chiesto al parlamento di intervenire sulla tematica delle prestazioni “assistenziali” erogate all’estero, quali le quattordicesime ma anche l’adeguamento a 500 euro delle pensioni minime.
    Alle camere hanno decisamente recepito il messaggio solo che ne è uscito come sempre un ragionamento deviato, astruso e privo del significato iniziale che ha come obbiettivo finale solo quello di “far pagare la parte assistenziale alla germania” per i pensionati che si sono recati in quel paese ed il continuare a pagare la parte assistenziale in tutti gli altri paesi che non erogano la parte assistenziale!
    Siamo all’assurdo, è qualcosa di incredibile, si fa qualcosa per danneggiare solo germania.
    Se questi geni non ci sono ancora arrivati faccio notare parte assistenziale della pensione EVIDENTEMENTE è TERRITORIALE, in quanto la territorialità è uno dei vincoli iniziali per ottenere l’assistenza e se viene a mancare la territorialità viene a mancare uno degli elementi  che hanno permesso l’erogazione dell’assistenza che quindi va sospesa. cioè essa viene erogata a chi è residente in italia tranne nei casi dove l’inps è obbligata a pagare e cioè nel corrispondere del denaro a causa della sottoscrizione di un contratto associativo allo scattare di una clausula in esso contenuta: Ad esempio sugli incidenti sul lavoro.

    Se l’inps deve pagare, dovrà continuare farlo anche se qualcuno va all’estero in quanto stava pagando una assicurazione INAIL ed è un suo diritto percepire tali somme anche uscendo dai confini italiani, dopo tale incidente sul lavoro.
    Ma l’adeguamento delle pensioni minime a 500 euro o la 14° (o l’assistenza ips ai preti che vanno all’estero) cosa c’è da spartire con tutto un infortunio inail?
    Nulla…
    Queste sono erogate come assistenza territoriale all’interno dello stato italiano, certo erogate alla persona, ma alla persona che abita in Italia..
    Questo è il senso dell’assistenza, assistenza a chi è residente in Italia e credo proprio che sia scritto nero su bianco nella legge che le ha istituite.
    Così come dall’estero un cittadino non ha i requisiti per chiedere l’erogazione di questa assistenza in italia, allo stesso modo non si può usufruirne quando si risiede all’estero anche dopo averne ottenuto l’erogazione, NON HA ALCUN SENSO GUARDARE SE NEGLI ALTRI PAESI È PRESENTE O MENO QUALCHE FORMA DI ASSISTENZA.
    È pur vero che quell’assistenza non deve essere totalmente eliminata eliminando così il diritto del cittadino, e se qualcuno ritorna ad essere residente in Italia potrà riavere indietro l’assistenza.
    Ovviamente questa mini-riformicchia non ha bisogno di coperture in quanto le pensioni all’estero sono erogate esentasse ed in molti paesi, tipo la germania di cui sopra, non sono in alcun modo tassate.
    Se fossero state tassate dallo stato italiano allora vi era necessità di coperture finanziarie dovute alle mancate entrate.
    Anche qui, non si capisce perché l’inps non trattenga la stessa cifra a tutti i pensionati ma li differenzi a seconda se vivono in Italia o all’estero.
    Ma se vivono all’estero sarà la stessa inps a versare le tasse al paese di destinazione dall’emigrato, ovviamente La.differenza resta in Italia.
    E poi non si capisce come si possa continuare ad erogare pensioni a persone che abbiano lavorato in Italia meno di tre anni e c
    Che poi vanno all’estero ricevendo esentasse la pensione senza magari neppure avere la cittadinanza italiana.
    Qui veramente si tratta di una truffa e dovrebbero indagare le forze dell’ordine.

     
  • giamps78 20:13 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Mogli di Berlinguer, Pertini, Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito) 

    mogli di #Pertini, #Berlinguer, #Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito)

    Reversibilità sui vitalizi,incredibile!
    Quando l’ho sentito pronunciare non credevo alle mie orecchie…
    A parte il fatto che Enrico Berlinguer sarebbe il primo a non volere che le mogli degli ex politici ricevano una reversibilità sui vitalizi…
    Ma poi in questo momento mi chiedo in base a quale norma l’inps ha eroga questa reversibilità.
    Si dirà magari: In base ad una legge dello stato, quella sulle pensioni, lì è prevista la reversibilità per il superstite e quindi si è applicata quella norma.
    Peccato però che i vitalizi per gli ex-parlamentari non risultano istituiti da leggi dello stato ma da delibere degli uffici di presidenza e a queste bisogna sono soggette in tutto e per tutto.
    Questo significa che se nelle delibere degli uffici di presidenza di camera e senato non vi sono riferimenti ad eventuali reversibilità su tali vitalizi evidentemente quei vitalizi non dovevano e non debbono essere erogati.
    Stiamo parlando di due normative differenti e l’una non comprende l’altra, la legge sulle pensioni non ha nulla a che vedere con la norma interna redatta e approvata dall’ufficio di presidenza fatta in base all’autonomia finanziaria delle due camere.
    Cioè, non si può creare i vitalizi tramite l’ufficio di presidenza e creare la reversibilità usando una legge ma deve essere una decisione dell’ufficio di presidenza a stabilire questo.
    Ergo, se veramente fosse questa la situazione l’inps o qualsiasi altro istituto pubblico abbia erogato tali denari lo ha fatto impropriamente e quindi deve andare a riprendere tali somme, dalla prima all’ultima.
    Tra i beneficiari ci sono mogli illustri, di Pertini, di Almirante, di Berlinguer…non ha importanza il cognome del marito, se c’è stato veramente un errore grossolano di questo tipo tali somme dovranno essere tutte restituite, ed n ogni caso immediatamente interrotte quelle nuove

     
  • giamps78 12:34 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Eliminare vitalizi e fare riforma costituzionale per dividere pensioni assistenziali da quelle retributive 

     

    Per abolire tutti i vitalizi per un totale di 500 milioni risparmiati ogni anno si deve dividere la riforma in 3 scaglioni.

    1)la proposta di legge primo firmatario Matteo richetti in discussione in questo momento alle camere deve contenere una sola riga che indica semplicemente l’abrogazione della legge peraltro approvata in questa legislatura e che riguarderà solo ed esclusivamente i futuri ex-parlamentari.
    La camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati agli attuali parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private.

    2)si riuniscono alla camera ed al senato gli uffici di presidenza e in 15 minuti possono eliminare retroattivamente i vitalizi agli ex-parlamentari del passato.
    Nel frattempo la camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati dagli ex-parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private, ma non riceveranno più alcun vitalizio.
    Che facciano ricorso e vediamo cosa dice la corte costituzionale.
    Come dicevo, la camera ed il senato hanno autonomia costituzionale di spesa e di regolamento, non è così per una legge dello stato dovesse applicarsi anche solo all’interno del parlamento sulla quale la corte costituzionale è più libera di agire.

    3)una riforma costituzionale elimina i vitalizi degli ex consiglieri regionali e in vista magari di una sentenza negativa della corte al punto precedente prevede l’abolizione retroattiva di ogni vitalizio anche per gli ex-parlamentari.

    Per quanto riguarda il punto 3, è inutile dire che il treno è già passato, che i rottamatori sono andati alla guerra con una riformicchia costituzionale che oltre a devastare l’impianto precedente illudeva di ridurre le spese dei partiti nelle regioni, norma comunque aggirabile dando rimborsi a singole persone ed in ogni caso senza incidere minimamente sui vitalizi.
    Cioè paghiamo 500 milioni annui degli ex parlamentari e quindi riduciamo i costi della politica eliminando la politica e portando i senatori ad essere 100 invece che 315.
    Benvengano 100, in svizzera c’è una delle due camere che ne ha di meno di 100 ma c’è anche il proporzionale puro con l’assenza di sbarramento.
    Incomprensibile avere 630 deputati, creati per dare rappresentanza a tutte le parti politiche in molti territori e avere contemporaneamente sbarramenti che rendono impossibile una distribuzione razionale.
    Pagare meno i politici, e permettere ai politici di rappresentare tutte le istanze dell’elettorato senza che chi ottiene più voti sia giudice sulle delle istanze di chi ne prende meno appaltando idee e seggi ed eliminando chi ha avuto voti veri dal popolo.
    Abbiamo 500 milioni di euro in vitalizi, se c’è da fare un risparmio è da qui che si deve cominciare.
    Ma sarebbe ideologicamente sbagliata una riforma costituzionale come quella del punto 3 che guardasse solamente a queste spese pazze.

    Sbagliato guardare solo ai vitalizi dei politici e non anche a tutti quelli che hanno ricevuto favoritismi con il sistema retributivo, le doppie e le baby pensioni, chi riceve reversibilità (calcolate tra l’altro con il vecchio retributivo) senza nemmeno 10 anni di matrimonio o convivenza dimostrabile.
    La riforma costituzionale delle pensioni può anzi deve abolire tutto questo e farlo retroattivamente con una sola riga e poi alla seconda riga si scrive: “tutte le prestazioni pensionistiche sono calcolate con il sistema di calcolo contributivo. La legge stabilisce i criteri per l’assistenza a coloro i quali avessero problemi economici a seguito del nuovo ricalcolo retroattivo delle pensioni in essere tenedo conto di quanto versato durante la vita lavorativa e di quanto già ricevuto, tenendo conto delle trattenute già effettuate su quelle prestazioni ed eliminando ogni trattenuta futura da ogni erogazione pensionistica.”.
    Stop, le pensioni minime sono assistenza perché chi le riceve non ha versato molti contributi o non ne ha versato affatto, e pure quelle di vecchiaia.

     
  • giamps78 16:17 il 21 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pensioni dei giovani: Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista 

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    Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista sulle presunte pensioni dei giovani

    Il governo tenta di imburrarsi nuovamente i sindacati facendo una proposta “generosa” sulle pensioni future dei giovani.
    La proposta vedrebbe una pensione minima dopo almeno 20 anni di contributi essere di 650 euro, ai quali si aggiungono dei soldi per ogni ulteriore anno di contributo fino ad arrivare a mille euro.
    Intanto va subito chiarito un punto: Il problema non sono le pensioni future dei giovani, il problema è rappresentato da chi oggi riceve una pensione senza aver pagato i contributi.
    Stiamo parlando del 51% del totale della spesa pubblica.
    Serve una riforma, serve un taglio per fare in modo che i giovani ricevano una pensione sempre più a capitalizzazione, ovvero che i propri contributi servano per ricevere la propria pensione.
    E allora la mia proposta è semplicissima: Si prende la proposta fatta dal governo ed invece di applicarla alle pensioni future la si applica a qualsiasi pensione in essere.
    Ovviamente chi non ha versato almeno 20 anni di contributi non potrà aspirare a portare la sua pensione minima a 650 euro.
    No perché adesso c’è la proposta di Berlusconi che è un noto splafonatore della spesa pubblica, che vuol portare a mille euro le pensioni minime, di chiunque anche delle vecchie pensioni oggi abolite ma che continuano ad essere erogate senza che chi le riceve abbia pagato contributi.
    Emblematico il caso del presidente dell’inps boeri che ha parlato di “anomalia, dicendo che ci sono 300 mila pensioni erogate all’estero e di queste meno del 10% ha più di 10 anni di contributi, ma la stragrande maggioranza di queste, circa 200 mila pensioni sono erogate all’estero (esentasse) a chi ha versato meno di 3 anni di contributi.
    Il costo complessivo di questa anomalia è quasi di un miliardo di euro all’anno.
    Non bisogna continuare a portare avanti gli stessi comportamenti di chi ci ha preceduto.
    Il governo gioca con il bastone e la carota cercando di corrompere di volta in volta le generazioni che si susseguono dando condizioni pensionistiche sempre più agevolate rispetto alle condizioni economiche ma allo stesso tempo sempre peggiori rispetto alle precedenti generazioni.
    Chi si fa fregare dall’imburrata governativa è responsabile tanto quanto lo stato di questa situazione economico-sociale che peggiora giorno dopo giorno anche se chi la constata tutti i giorni viene tacciato di gufaggine acuta.
    Il comportamento corretto è quello di chiedere per tutti i pensionati, presenti e futuri, le medesime condizioni, agendo quindi con un ricalcolo totale e abolendo i vitalizi, le doppie pensioni.

    E lo voglio riscrivere ancora una volta perché qualcuno ancora una volta ha chiesto ai pensionati di essere “generosi” con i giovani.
    Le cose stanno esattamente all’opposto!
    Smettiamola di divulgare menzogne…
    I giovani sono quelli generosi perché stanno pagando delle pensioni totalmente ingiustificate agli anziani.
    Non si possono ascoltare queste richieste di generosità fatte a chi sta prendendo soldi dai contributi versati dagli attuali lavoratori con regole che sono state abolite dall’ordinamento in quanto troppo vantaggiose.
    E ribadisco ancora una volta che non si parla di pensioni d’oro ma di chi ha ricevuto più di quello che ha versato.
    Si faccia una legge costituzionale dicendo: Chi ha ricevuto più di quello che ha versato subirà il taglio della propria pensione e in base al suo ISEE potrà ricevere una pensione minima che va da 500 euro a 650 euro a seconda del numero di anni di contributi.
    Esentasse, si intende.
    Si taglia la pensione e contemporaneamente si eliminano totalmente le trattenute.
    Così come nel calcolo precedente per verificare se si sono versati più soldi di quelli ricevuti si devono anche sottrarre le tasse versate, cioè le trattenute statali sulle precedenti erogazioni pensionistiche.
    Anzi, facciamola ancora più larga: Chi ha ricevuto 100 mila euro in più di quanto ha effettivamente versato avrà una pensione minima da 500 euro.
    Ovviamente si deve fare un conto tenendo presente nel calcolo anche i vitalizi, le doppie pensioni etc etc.
    E tutti i soldi risparmiati potrebbero finire in una detassazione del cuneo fiscale lato azienda senza distinzioni tra giovani lavoratori, 55° enni, ricchi, poveri.
    Se si dice che il taglio è del 3% allora è del 3%.
    In questo modo aumenterà l’occupazione ed aumenteranno anche le entrate fiscali e le entrate dell’inps perché i nuovi assunti pagheranno i contributi( non come le renzate delle detassazioni una tantum).
    Aumenteranno le entrate fiscali e si potrà procedere ad ulteriori detassazioni diminuendo i soldi dati come assistenza e puntando ad un periodo di deflazione con il prodotto interno lordo che però aumenta.
    Le maggiori entrate dell’inps, circa 40 miliardi di surplus, non vengono quindi regalate ai poveri, i veri poveri sono quelli che devono ancora nascere e si ritrovano con 50 mila euro di debito pubblico “a testa” , “sulle spalle”.
    Quei 40 miliardi l’inps li darà a cassa depositi e prestiti che farà investimenti, si cioè attenzione, non investimenti a fondo perduto ma con un piano ESCO, in modo da diminuire i costi producendo un guadagno che permette di restituire tale cifra.

    Ovviamente questi sindacati sono contrari a questa impostazione perché la maggior parte dei loro iscritti sono quelli che hanno avuto tanti privilegi ed hanno utilizzato a man bassa ogni singolo articolo di legge che permettesse di ottenere pensioni più alte.
    In questo senso non c’è differenza tra il berlusconismo ed il sindacalismo di chi si professa di sinistra.
    Sinistra come parola aleatoria da sventolare ipocritamente per fare bella figura, ma nei fatti si applicano comportamenti che fanno marcire le fondamenta della cosa pubblica, portando poi all’eliminazione di ogni diritto per le future generazioni.
    io ritengo invece che non vi sia differenza tra chi ha versato 30 anni di contributi ma ha già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quelli che ha versato e chi ha oggi la pensione minima a 500 euro senza avere i 20 anni di contribuzione richiesta alle future generazioni come indispensabile per essere pensionati.
    Questo significa che in futuro ci saranno persone che hanno 15 anni di contributi che non avranno pensione, e oggi c’è gente che ha magari solo 3 anni di contributi che si lamenta di ricevere solo 500 euro.
    È chiaro che siamo di fronte ad una disparità clamorosa tra passato, presente e futuro e poi arriva qualcuno che vuole portare a mille quelle 500 euro!
    Assurdo.
    Vadano a vedere le statistiche dei “pensionati” negli altri paesi del mondo…
    Chiaramente prendere 500 è molto meglio di prendere zero!
    Negli altri paesi ci sono fette di ottantenni senza pensione e questi non rientrano nelle statistiche perché non sono considerati pensionati visto che il sistema funziona a capitalizzazione o risulta essere comunque privatizzato….
    Tra parentesi la proposta governista non tiene nemmeno conto delle buste arancioni spedite dall’inpa dove si dice che se qualcuno va in pensione 3 anni prima ha una riduzione che va dal 30% al 40% della sua pensione, questo in futuro, con il sistema retributivo, quindi bisogna cercare di capire come sarà possibile attuare la loro proposta.
    Inoltre la loro ape social elude alla grande il meccanismo che ci sarà in futuro.
    Però bisogna chiedersi come mai a 61 anni si può andare in pensione mentre Nello stesso momento l’inps ricorda che bloccare l’età pensionabile rispetto all’aspettativa di vita ha un costo.
    Forse che la causa dell’innalzamento dell’età sono proprio tutti i prepensionamenti fatti in questi anni?
    E quelli che vanno con l’ape social avranno quei 6 mesi in più da lavorare visto che sarebbero andati in pensione dopo il 2019?
    Certo che no!
    Ovviamente boeri non dice nulla sulla mancata copertura di questi prepensionati, ne di quelli precedenti!

     
  • giamps78 10:29 il 18 July, 2017 Permalink | Rispondi
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    Nei mesi passati ho spiegato a più riprese i motivi che mi portano a ritenere sbagliata la formulazione della legge “richetti-di Maio” per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari.
    La corte costituzionale quasi sicuramente boccerà questa legge.
    Ma ora mi viene in mente l’unica possibilità per fare in modo che la corte ne permetta invece l’applicazione eliminando questo privilegio.
    C’È stata una modifica della costituzione con l’introduzione del pareggio di bilancio, che ribadisco nulla ha a che fare con il fiscal compact.
    Se si vuole fare una metafora con una persona sovrappeso che si ingozza, applicare il fiscal compact significa stringergli la cinghia mentre quello continua a mangiare, mentre il pareggio di bilancio lascia ferma dov’è la cinghia ma punta ad evitare che continui ad ingozzarsi e gli si dice che può mangiare quanto vuole ma senza aumentare il peso di un solo grammo.
    Se fa attività sportiva e dimagrisce qualche kg, che nella metafora significa se c’è un taglio della spesa pubblica, si può mangiare e ritornare allo stesso peso precedente.
    Altra metafora è il peso in base all’altezza, ma tutti sanno che ad un certo punto si smette di crescere, e sperare nell’aumento del prodotto interno lordo per far crescere il debito risulta totalmente assurdo.
    Difatti come ho spiegato altre volte è l’inflazione ad essere volano di debito pubblico e della pseudo crescita del PIL, ma l’inflazione è inversamente proporzionale alla quantità di debito, è più alta dove il debito è più basso e più bassa dove il debito è più alto.
    Ritornando nell’argomento principale, in questi ultimi anni c’è stata una modifica della costituzione: Il pareggio di bilancio inserito in costituzione.
    Questo potrebbe essere un puntello fondamentale davanti ai giudici della corte: Quando la camera dei deputati ha ordinato che vi fossero dei vitalizi per gli ex-parlamentari non ha indicato alcuna copertura finanziaria.
    Quando poi alla legge richetti-di Maio è stato chiesto un parere alla ragioneria dello stato ci sono voluti mesi per una risposta.
    Ma se una legge del passato non contiene alcuna copertura finanziaria, può oggi essere considerata costituzionale?
    Io credo di no, ma la corte viene chiamata a dibattere non sulla vecchia legge mancante di coperture, per decidere se è ancora costituzionale ma sarà chiamata a dibattere su una nuova legge che taglia “retroattivamente” gli effetti di una precedente legge che però  non è stata dichiarata incostituzionale.

    È una norma di civiltà stabilire che un vitalizio, grazie al pareggio di bilancio inserito in costituzione, non può più essere erogato, perché quello crea debito al 100% e la costituzione non lo consente.
    Ho messo tra virgolette la parola “retroattivamente” perché la norma totalmente retroattiva chiederebbe indietro tutti i soldi ricevuti negli ultimi decenni.
    Il fatto che non si chieda indietro nulla ma che semplicemente si dica “da oggi non ricevete più nulla” è già qualcosa di diverso.
    La legge di oggi stabilisce che da oggi non si erogano più i vitalizi, dov’è la retroattività?
    Io non la vedo perché per me sarebbe più giusto andare a requisire 10 miliardi di euro ottenuti tramite i vitalizi da tutti gli ex parlamentari e dai loro successori.
    Ma questo evidentemente non si può fare, questo si è un diritto acquisito.
    Il 24 di ottobre la corte costituzionale dovrà esprimersi sul provvedimento che ha annullato il mancato adeguamento delle pensioni rispetto all’inflazione, una sentenza che potrebbe costare allo stato italiano qualcosa come 50 miliardi di euro, difatti più passano gli anni e più questi soldi “dovuti” ai pensionati aumentano anche in relazione ai successivi mancati scatti progressivi.
    Ha ragione la corte nel dire che se c’è una indicizzazione questa va rispettata, sia per i ricchi che per i poveri.
    dunque sarebbe stata meglio una riforma che ricalcolasse tutte le pensioni con il contributivo alle quali poi applicare il corretto adeguamento.
    L’inps ha detto che alcune pensioni dei dirigenti ricalcolate con il contributivo sarebbero addirittura più alte,io credo proprio di no perché evidentemente prima di effettuare il ricalcolo dal monte contributi va  sottratto quanto effettivamente ricevuto in questi anni.
    Il taglio medio sarebbe del 55%, ovviamente poi si fa come nel resto d’Europa: Si eliminano le trattenute statali.
    Quindi pensioni più basse ma senza trattenute, questo consente di avere anche un risparmio sulle pensioni erogate all’estero per le quali già oggi non sono previste trattenute.
    Se invece di erogare 100 a chi non ha versato abbastanza contributi e di questi 100 supponiamo 40 vanno in trattenute statali, si eroga 40 senza trattenute si passa da 60 ricevuti effettivamente a 40, alla quale si applica il giusto adeguamento all’inflazione.
    Ma c’è però un punto sul quale la corte dovrebbe ragionare:
    La vecchia previdenziale retributiva legge fatta dalla democrazia cristiana e dal pentapartito non ha coperture finanziarie.
    È vero che tale legge non è più in vigore ma i suoi effetti continuano ed hanno portato all’elevato debito pubblico e ad un costo complessivo  per le pensioni che va oltre il 50% del totale della spesa pubblica italiana.

    Siamo di fronte ad una legge che non è più costituzionale attualmente perché agisce sulle uscite che però devono essere pari alle entrate.
    Di solito se la costituzione cambia allora tutte le leggi che non rispettano la costituzione devono essere adeguate.
    D’altra parte questo è stato da sempre il lavoro della corte costituzionale.
    Non è che di fronte al giudizio di costituzionalità di una legge ordinaria palesemente incostituzionale si è andati a vedere se tale legge fosse in vigore da prima dell’entrata in vigore del singolo articolo della costituzione o dell’intera costituzione.
    Se una legge ordinaria del 1930 risulta incostituzionale, risulta incostituzionale rispetto all’attuale costituzione e non rispetto allo statuto albertino o alla costituzione del 1948…
    Parlando poi di diritti acquisiti va precisato che chi riceve vitalizi o pensioni retributive non ha versato denaro o se l’ha fatto ha già ricevuto di più di quello che ha dato.
    Tagliare una pensione retributiva non significa dunque togliere qualcosa che appartiene a tali persone ma evitare di dare qualcosa che non appartiene a tali persone che viene indebitamente versato, anzi in questo caso “debitamente” visto che va a finire nel debito pubblico che poi un domani qualcuno deve rifinanziare pagandoci pure gli interessi e che sarà impossibile da estinguere.
    Ma se costoro hanno un diritto acquisito, non hanno un diritto acquisito pure quelli che oggi versano i contributi  che poi vanno a finire nelle loro tasche?
    Diritto acquisito in epoca repubblicana significa che chiunque  può arrivare a goderne, ma non è questo il caso visto che le future generazioni non avranno quelle condizioni ma oggi sono costretti a pagare per dare soldi a quelli che oggi mantengono inalterate quelle condizioni.
    Sarebbe diritto acquisito de valesse anche per il futuro, ma per tutti mica solo per costoro che rappresentano il passato.
    Sarebbe diritto acquisito se quei soldi che ricevono appartenessero effettivamente a loro e non fossero invece obbligatoriamente versati dagli attuali lavoratori.
    Se avessero versato 100 guai a chi tocca quei 100, pensioni d’oro o non pensioni d’oro.
    Ma avendo versato 10 e ricevendo 100 hanno già ricevuto più di quello che hanno versato.
    Sono soldi che appartengono ad altri,sono soldi che appartengono alla collettività, non può essere un diritto acquisito.
    Altrimenti anche il re d’Italia dopo il referendum del 1946 avrebbe dovuto rimanere in carica fino alla sua morte,essendo un diritto acquisito il trono.
    E la costituzione non avrebbe potuto requisire i suoi diritti civili e politici oltreché le sue proprietà.
    Se si sono tolti i diritti civili al re allora si possono togliere le pensioni retributive ed i vitalizi ai parlamentari ,da subito,a tutti.
    Ma non si può essere alternativamente un giorno per la cancellazione del pareggio di bilancio in costituzione e un giorno per usare tale pareggio di bilancio per togliere i privilegi.

     
  • giamps78 18:57 il 13 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , età pensionabile,   

    La truffa delle pensioni e la fine dello stato italiano 

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    Quella sull’aspettativa di vita che aumenta e che porta all’aumento di altri sei mesi dell’età pensionabile è una bugia,una menzogna.
    Questo è il prezzo che le future generazioni pagheranno alle tanto aggressive quanto inutili politiche renziste degli ultimi anni.
    Soldi regalati come nel caso delle 14° ai pensionati, quella che hanno chiamar APE sociale ovvero un prepensionamento indiscriminato, crisi aziendali risolte a costo dello stato con altri prepensionamenti…
    Bonus a destra e bonus a manca come i 500 euro ai 18° per comprare porcate senza far sapere loro che quando saranno anziani avranno sulle spalle un debito pubblico di quasi 4 mila miliardi di euro (anche se l’euro molto probabilmente sarà sparito dalla faccia della terra) e andranno in pensione a 75 anni.
    Peccato che come ho già scritto la settimana scorsa, abbiano già alzato numerose volte l’età pensionabile senza dire nulla a nessuno.
    L’inps dica in base a quale legge ha diminuito i coefficienti di trasformazione per la parte contributiva dal 31 dicembre 2015.
    Adesso si inventano che mancano 1,2 miliardi per evitare questo innalzamento di 6 mesi, che truffatori.
    Siamo di fronte all’ennesima frode, diminuiscono le pensioni future aumentando inoltre l’età pensionabile e nel mentre regalano quattordicesime, fanno prepensionamenti sistemici e poi hanno il coraggio di dire che la causa è l’innalzamento dell’aspettativa di vita.
    No, non è così perché fino a 12 mesi fa dicevano che nel 2019 l’età pensionabile legata all’aspettativa di vita sarebbe diminuita di 6 mesi in quanto nel 2016 c’era stata una diminuzione di tale aspettativa rispetto al 2015.
    Se i numeri non sono opinioni è dunque falso il documento dell’inps che ha già calcolato la progressione dell’aspettativa di vita dei prossimi 30 anni.
    La verità è che il sistema non sta in piedi e questi politicanti nonché i vari dirigenti dell’inps lo sanno e fanno buon viso a cattivo gioco.
    Si alza l’età pensionabile non perché aumenta l’aspettativa di vita ma perché l’erogazione complessiva delle attuali pensioni è la più alta del mondo.
    Centinaia e centinaia di miliardi di euro erogati, a causa del il sistema retributivo che è ancora in vigore per le pensioni del passato.
    Questa è la causa principale del basso tasso di occupazione in Italia, il danno e la beffa…
    dei privilegi dati e difesi a beneficio di chi magari non ha versato un solo euro di contributi o a chi è andato in pensione a 39 anni, che grazie a questo governo ora magari avrà pure la quattordicesima.
    Questa è la giustizia dello stato della repubblica italiana!
    Ma arriverà anche un domani, e in quel domani non sarà più possibile corrompere i pensionati mentre viene svenduto alle multinazionali il futuro delle generazioni a venire.
    E in quel momento, senza questa corruttela pubblica e mediatica vedremo su quali basi si poggerà lo stato della repubblica italiana e vedremo le sue forze dell’ordine ( che vanno ancora in pensione con le vecchie regole) riusciranno a contenere l’ondata di odio scaturita da chi si sentirà truffato dai soliti furbetti amici delle multinazionali capitaliste.

    E in quel momento per pagare i creditori del default si faranno i conti
    I conti veri,quelli che oggi non si vogliono fare bisognerà farli domani e retroattivamente.
    Invece il sistema pensionistico corretto funziona per categorie, ha i fondi differenziati a seconda della tipologia di lavoro, ha la classe dei pensionati con una propria aspettativa di vita ragionando per classi d’età.
    Se uno specifico fondo , ad esempio quello degli impiegati pubblici è in rosso si alzerà l’età pensionabile solo a loro e solo a loro si aumenteranno i contributi da versare.
    È così che avviene il riconoscimento dei lavori usuranti all’interno dello stesso fondo che per forza di cose avrà l’aspettativa di vita più bassa e quindi di conseguenza l’età pensionabile più bassa.

     

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 13:54 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , , ,   

    L’inps ed i calcoli sbagliati dell’istat su innalzamento età pensionabile in base ad aspettativa di vita 

     

     

    Prima l’inps dovrebbe ricalcolare retroattivamente e con il sistema contributivo le baby pensioni (tenendo conto di quanto già ricevuto negli anni e delle trattenute pagate) e solo magari dopo dovrebbe alzare età pensionamento in base ad aspettativa di vita.
    In ogni caso il sistema di calcolo utilizzato dall’istat per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile è concettualmente errato.
    Infatti sono anche quelli che già oggi hanno la pensione ad alzare l’aspettativa di vita complessiva , ma a costoro tale mutamento di condizione non viene in nessun modo applicato.
    Anzi accade l’esatto opposto…
    E qui l’inps ha la coscienza sporca, perché più che sulla data di pensionamento si dovrebbe operare sull’indice che viene utilizzato come moltiplicatore nella parte contributiva della pensione.
    Difatti tale indice viene decurtato anno dopo anno rendendo le pensioni contributive future sempre più  povere, ma non viene aggiornato alle pensioni in essere aumentando la disparità tra i trattamenti attuali e quelli futuri.
    Se si vive 1 sanno in più non sono solo quelli che devono ancora andare in pensione ad essere gli unici a pagare il conto, ma anche quelli che in pensione ci sono già e che nelle statistiche contribuiscono a tale innalzamento.
    Non sono forse anche loro a ricevere un numero più elevato di mensilità, e a farlo nel brevissimo periodo?
    Altrimenti si facciano statistiche per “classi d’età”, per generazione.
    Inutile dire,poi, che tale innalzamento di età è del tutto fuorviante perché 12 mesi fa dicevano che nel 2019, si sarebbe ridotta l’età pensionabile di 6 mesi, a causa della riduzione dell’aspettativa di vita (salvo poi dire l’esatto opposto 15 giorni fa promettendo un ulteriore aumento)
    Peccato che 2 anni prima l’avessero aumentata di 6 mesi, e le personer a cavallo di queste due date hanno avuto o dei danni o dei benefici senza che vi sia stata una effettiva modifica della loro aspettativa di vita che non è variata in più o in meno ma poi è tornata allo stesso valore precedente.
    Questo può accadere anche nell’arco di 20 o 30,anni creando ingiustizia e disparità di trattamenti,nulla che abbia qualcosa anche fare con l’equità.

    p.s.

    Onestamente non capisco perché i familiari di chi muore un giorno prima di andare in pensione non ricevono un solo centesimo dallo stato malgrado tutti i contributi versati mentre chi fa un matrimonio d’interesse con un anziano si piglia la reversibilità per tutta la vita senza aver versato contributi e magari senza neppure avere la cittadinanza italiana.
    Il sistema pensionistico è completamente marcio se si considera che i pensionati che vanno all’estero non pagano un solo euro di tasse,non pagano l’imu sulla loro casa italiana che usano come seconda casa.
    500 milioni di euro dati come vitalizi,come indennità,doppia pensione a ex politici…
    Sindacalisti che vanno ancora in pensione con un “bonus retributivo” , attualmente sono in 16 mila a pesare su tutti i cittadini.

     
  • giamps78 14:31 il 3 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il movimento 5 stelle è il nuovo partito della spesa pubblica. 

     

    Il movimento 5 stelle e Luigi Di Maio non hanno capito che non si può più fare debito.
    Se nessuno acquista titoli di stato gli interessi salgono e lo stato italiano con il debito che si ritrova non può permettersi di pagare percentuali troppo elevate.
    Quando sarà finito il quantitative easing è facile che nessuno abbia voglia di continuare con l’acquisto di titoli e quindi lo stato italiano resterà in braghe di tela.
    Una nuova forza politica che da poco si è affacciata sullo scenario politico intende mettere in pratica le stesse politiche della vecchia democrazia cristiana, quelle stesse politiche che ci hanno fatto arrivare più volte a rischio default. Che fine ha fatto la democrazia cristiana? Scomparsa. Ecco perché attuare quelle politiche economiche fallimentari magari sul.momento possono dare un riscontro elettorale ma poi alla distanza eliminano chi le ha fatte dallo scenario politico e non sono convenienti.
    Tutto questo è deprimente perché poi, a causa loro, i cittadini elettori non crederanno più a nessuno.
    È palese e dimostrato che quel tipo di economia assomiglia sempre più al drogato sempre più nervoso in attesa della propria dose.
    Vivere di debito e di inflazione potrà far salire di qualche punto percentuale il prodotto interno lordo così come il drogato che si è appena fatto una dose sembra stare meglio.
    Ma la perdita di competitività generale del sistema paese farà peggiorare ulteriormente la situazione, proprio come un drogato che si è fatto per troppo tempo,per troppe volte.
    Quello che invece la politica italiana dovrebbe fare è ottenere una proroga del QE per quanto riguarda i titoli di stato già acquistati di modo che quando arriveranno a normale scadenza siano riacquistati.
    Infatti quando la BCE ritirerà dal mercato i soldi del QE avremo il ritorno del valore dell’euro a 1,40 sul dollaro con un grave danno per le imprese nostrane che esportano fuori dall’unione europea e avremo anche l’aumento dei tassi di interesse fino anche al 5% per il decennale.
    Poi non abbiamo bisogno di spesa pubblica ne di aumentare buste paga ma abbiamo bisogno di deflazione,soprattutto deflazione tecnologica per guadagnare competitività nei confronti degli altri paesi europei.
    Anno dopo anno abbiamo bisogno di una inflazione costantemente sotto quella degli altri paesi europei, così possiamo far aumentare l’occupazione.
    Abbiamo bisogno di un prodotto interno lordo superiore all’inflazione, questo è indice di crescita economica.
    Se il PIL è dell’1% ma l’inflazione è all’1,5% siamo in recessione anche se quei bravissimi economisti non ne sono a conoscenza malgrado tutti gli studi che hanno fatto.
    Infatti come ho spiegato varie volte(https://giamps78.wordpress.com/2016/01/28/se-si-alzano-i-prezzi-non-si-compra-di-piu-ma-si-compra-di-meno/ ) abbiamo raggiunto il limite di saturazione dei salari.
    Alzandoli ulteriormente non si aumenta il potere d’acquisto ma si manda fuori mercato i prodotti creati da chi ottiene l’aumento, quindi accade esattamente l’opposto, aumentare i salari significa diminuire i posti di lavoro e diminuire il potere d’acquisto che sarà mangiato dall’inflazione e in definitiva alzare i salari significa impoverire il tessuto sociale.

     
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