Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 16:59 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli errori di Boeri sulle pensioni future e proposta per uscire dalla crisi occupazionale 

     

    Tito Boeri non vuole capire che è finito tempo del “chi ha avuto ha avuto,chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.
    Il passato non si può scordare perché pesa su tutti gli italiani e si chiama debito pubblico con oltre 60 miliardi di euro di interessi ogni anno.
    Non vuole uscire dal vecchio di idee che vuole le pensioni fisse una volta ottenute.
    Non c’è più il posto fisso ma continuiamo ad distribuire la pensione fissa.
    Tito Boeri vuole porci davanti ad un bivio totalmente fasullo ed errato ed esclude le pensioni in essere dai suoi ragionamenti.
    Dice:”Se si andrà in pensione prima di 70 anni le pensioni saranno più basse”.
    Peccato che lui sia quello che ha fortemente voluto l’ape social, che sta mandando in pensioni delle persone a 61 anni senza alcuna riduzione della loro pensione che anzi erogata in pieno con la cessione del quinto per un debito che il pensionato fa le banche.
    Tali pensionati otterranno l’intera pensione senza tagli appena avranno terminato di pagare quel debito.
    Con quale faccia tosta l’inps continua a diminuire i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle future pensioni contributive alle sole pensioni future e non anche a quelle che già sta erogando?
    Nelle statistiche che Tito Boeri osserva per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile ci sono oppure non ci sono le persone che già sono pensionate?
    Cosa ne sanno Boeri & company dell’allungamento dell’aspettativa di vita di chi oggi ha 30 anni?
    Nulla,si presuppone che siccome gli attuali anziani vivono di più anche i futuri anziani vivranno di più, ma questa è solo un’ipotesi.
    Cosa ne sapete voi se gli attuali 30 o 40 enni sono più o meno cagionevoli di salute rispetto agli attuali 70 enni?
    Non lo si sa, lo si immagina.
    Per fare queste statistiche si tiene conto o non si tiene conto dei 70 enni?
    E come mai se si tiene conto dei 70 enni nell’allungamento dell’aspettativa di vita le loro pensioni non diminuiscono?
    Fanno parte delle statistiche e quindi anche a loro deve diminuire la pensione così come diminuisce a chi deve ancora andare in pensione.
    Lo so è brutto,si perdono voti.
    Meglio fare l’offerta speciale per il coefficiente di trasformazione più alto che scade il 31,dicembre e quelli che arrivano dopo si beccano il coefficiente più basso, devono lavorare più anni e guadagnare anche di meno!
    La banda bassotti non avrebbe potuto fare di meglio…
    Voglio sapere perché se siamo tutti uguali non ci può essere per tutti il medesimo coefficiente di trasformazione indipendentemente dalla data di ottenimento della pensione.
    Troppo facile dire una grande bugia: In passato si andava in pensione prima perché si viveva di meno.
    È falso perché in passato c’era un cuneo fiscale inferiore, chi lavorava otteneva di più di quanto si ottiene lavorando oggi e pagava contributi in percentuale sulla busta paga inferiori a quelli che sono pagati oggi.
    Sfortunatamente le bugie di Boeri hanno le gambe corte ed il futuro vedrà parecchia gente arrabbiata.
    Vedremo chi avrà ragione tra 15 anni, se le scemenze dette da qualche uomo politico che vuole approfittare della situazione attuale o la verità di conti disastrati e di in fallimento dello stato unitario.
    Non si vogliono ricalcolare le pensioni pensioni retributive?
    Si alzino le tasse sulla parte retributiva delle pensioni e si faccia una tassazione progressiva alla parte contributiva, più alta per chi ha avuto un coefficiente di trasformazione più favorevole.
    Tasse più alte e progressive per le reversibilità date con il sistema retributivo a seconda del numero di anni di contributi.
    Una quarantina di miliardi che possono abbassare il cuneo fiscale lato impresa (per tutti i lavoratori non solo per i giovani neoassunti) per facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro dall’anno prossimo, che nel contempo produrrà aumento delle entrate fiscali ed i contributi Inps a seguito dell’aumento dell’occupazione.
    Maggiore crescita significa diminuzione del debito pubblico, diminuzione del costo degli interessi sul debito e uscita dalla crisi.
    Qualcuno però potrebbe dire che il problema permane per il futuro.
    Ma gli interessi sul debito cumulati da qui al 2040 sono 10 volte quei 120 miliardi di buco che Boeri denuncia se si blocca l’innalzamento dell’età pensionabile.
    Se l’Italia non è credibile pagherà 500 miliardi di debito in più a fronte di 120 miliardi di risparmi denunciati da Boeri e dalla corte dei conti.
    E poi,come ho scritto in passato ed anche in questa occasione, se veramente il coefficiente fosse unico, cioè se una futura legge stabilisse nero su bianco che il coefficiente non è fisso ed invariabile nel momento in cui qualcuno va in pensione, tutti i calcoli fatti dall’inps sarebbero da rifare in quanto non bisognerebbe calcolare solo i futuri pensionati ma sarebbero calcolati anche quelli che ad esempio vanno in pensione nel 2020 nel ricalcolo del coefficiente del 2025.
    Quindi avremmo una prima parte odierna dove si lavora sull’imposizione fiscale, una seconda fase quella futura dove si dichiara che i diritti acquisiti non ci sono nel senso che la legge permette(per il futuro) di avere tutti i coefficienti di trasformazione “mobili” ovvero che si aggiornano mano a mano che aumenta l’aspettativa di vita senza dunque giocare al “chi prima arriva meglio alloggia”
    Ovvio che poi la ciliegina sulla torta sarebbe anche ina riforma costituzionale per risparmiare altri miliardi in doppie pensioni, vitalizi, pensioni bonus ai sindacalisti etc etc.
    Ma questo non si potrà fare in questa legislatura.

     
  • giamps78 17:15 il 28 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    lettera aperta ai presidenti delle camere: facciano rispettare art. 64 costituzione 

    La camera dei deputati, ed il senato della repubblica non rispettano l’articolo 64 della costituzione e contano come “presenti” i parlamentari che sono in missione e dunque non sono realmente presenti nell’aula.
    Qui non si parla propriamente di numero legale, ma di validità della votazione.
    C’È da dire che le due cose si intrecciano visto che con la votazione elettronica avviene in automatico la verifica del numero legale.
    Il punto è che il calcolo dei parlamentari in missione non può in alcun modo intaccare l’articolo 64 della costituzione che parla di “maggioranza assoluta dei componenti” e per componente si intende “eletto”.
    Evidentemente 316 è il numero di voti minimi affinché la votazione sia considerata valida alla camera dei deputati.
    I componenti sono 630 la maggioranza dei componenti è 316, senza tener conto di alcun deputato in missione in quanto evidentemente non presente e la costituzione parla di “presenti”, non di “assenti giustificati”.
    Possono esserci anche solo 200 voti a favore di un provvedimento, ma affinché la votazione sia valida devono esserci almeno 116 voti tra contrari e astenuti.
    Ergo, invito i presidenti delle camere ad adeguare i comportamenti alla costituzione che è una fonte del diritto ben superiore al regolamento di una delle due camere ed è come se quell’articolo fosse già compreso esplicitamente nel regolamento, ed ha un rango più alto e dunque non può essere messo in dubbio da altre parti di regolamento o da eccezioni.
    Quando è successa una situazione come questa?
    Molte volte, ad esempio durante l’Aventino della riforma costituzionale, vi ricordate? Quella della famosa ghigliottina e del super canguro!

     
  • giamps78 20:13 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Mogli di Berlinguer, Pertini, Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito) 

    mogli di #Pertini, #Berlinguer, #Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito)

    Reversibilità sui vitalizi,incredibile!
    Quando l’ho sentito pronunciare non credevo alle mie orecchie…
    A parte il fatto che Enrico Berlinguer sarebbe il primo a non volere che le mogli degli ex politici ricevano una reversibilità sui vitalizi…
    Ma poi in questo momento mi chiedo in base a quale norma l’inps ha eroga questa reversibilità.
    Si dirà magari: In base ad una legge dello stato, quella sulle pensioni, lì è prevista la reversibilità per il superstite e quindi si è applicata quella norma.
    Peccato però che i vitalizi per gli ex-parlamentari non risultano istituiti da leggi dello stato ma da delibere degli uffici di presidenza e a queste bisogna sono soggette in tutto e per tutto.
    Questo significa che se nelle delibere degli uffici di presidenza di camera e senato non vi sono riferimenti ad eventuali reversibilità su tali vitalizi evidentemente quei vitalizi non dovevano e non debbono essere erogati.
    Stiamo parlando di due normative differenti e l’una non comprende l’altra, la legge sulle pensioni non ha nulla a che vedere con la norma interna redatta e approvata dall’ufficio di presidenza fatta in base all’autonomia finanziaria delle due camere.
    Cioè, non si può creare i vitalizi tramite l’ufficio di presidenza e creare la reversibilità usando una legge ma deve essere una decisione dell’ufficio di presidenza a stabilire questo.
    Ergo, se veramente fosse questa la situazione l’inps o qualsiasi altro istituto pubblico abbia erogato tali denari lo ha fatto impropriamente e quindi deve andare a riprendere tali somme, dalla prima all’ultima.
    Tra i beneficiari ci sono mogli illustri, di Pertini, di Almirante, di Berlinguer…non ha importanza il cognome del marito, se c’è stato veramente un errore grossolano di questo tipo tali somme dovranno essere tutte restituite, ed n ogni caso immediatamente interrotte quelle nuove

     
  • giamps78 12:34 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Eliminare vitalizi e fare riforma costituzionale per dividere pensioni assistenziali da quelle retributive 

     

    Per abolire tutti i vitalizi per un totale di 500 milioni risparmiati ogni anno si deve dividere la riforma in 3 scaglioni.

    1)la proposta di legge primo firmatario Matteo richetti in discussione in questo momento alle camere deve contenere una sola riga che indica semplicemente l’abrogazione della legge peraltro approvata in questa legislatura e che riguarderà solo ed esclusivamente i futuri ex-parlamentari.
    La camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati agli attuali parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private.

    2)si riuniscono alla camera ed al senato gli uffici di presidenza e in 15 minuti possono eliminare retroattivamente i vitalizi agli ex-parlamentari del passato.
    Nel frattempo la camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati dagli ex-parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private, ma non riceveranno più alcun vitalizio.
    Che facciano ricorso e vediamo cosa dice la corte costituzionale.
    Come dicevo, la camera ed il senato hanno autonomia costituzionale di spesa e di regolamento, non è così per una legge dello stato dovesse applicarsi anche solo all’interno del parlamento sulla quale la corte costituzionale è più libera di agire.

    3)una riforma costituzionale elimina i vitalizi degli ex consiglieri regionali e in vista magari di una sentenza negativa della corte al punto precedente prevede l’abolizione retroattiva di ogni vitalizio anche per gli ex-parlamentari.

    Per quanto riguarda il punto 3, è inutile dire che il treno è già passato, che i rottamatori sono andati alla guerra con una riformicchia costituzionale che oltre a devastare l’impianto precedente illudeva di ridurre le spese dei partiti nelle regioni, norma comunque aggirabile dando rimborsi a singole persone ed in ogni caso senza incidere minimamente sui vitalizi.
    Cioè paghiamo 500 milioni annui degli ex parlamentari e quindi riduciamo i costi della politica eliminando la politica e portando i senatori ad essere 100 invece che 315.
    Benvengano 100, in svizzera c’è una delle due camere che ne ha di meno di 100 ma c’è anche il proporzionale puro con l’assenza di sbarramento.
    Incomprensibile avere 630 deputati, creati per dare rappresentanza a tutte le parti politiche in molti territori e avere contemporaneamente sbarramenti che rendono impossibile una distribuzione razionale.
    Pagare meno i politici, e permettere ai politici di rappresentare tutte le istanze dell’elettorato senza che chi ottiene più voti sia giudice sulle delle istanze di chi ne prende meno appaltando idee e seggi ed eliminando chi ha avuto voti veri dal popolo.
    Abbiamo 500 milioni di euro in vitalizi, se c’è da fare un risparmio è da qui che si deve cominciare.
    Ma sarebbe ideologicamente sbagliata una riforma costituzionale come quella del punto 3 che guardasse solamente a queste spese pazze.

    Sbagliato guardare solo ai vitalizi dei politici e non anche a tutti quelli che hanno ricevuto favoritismi con il sistema retributivo, le doppie e le baby pensioni, chi riceve reversibilità (calcolate tra l’altro con il vecchio retributivo) senza nemmeno 10 anni di matrimonio o convivenza dimostrabile.
    La riforma costituzionale delle pensioni può anzi deve abolire tutto questo e farlo retroattivamente con una sola riga e poi alla seconda riga si scrive: “tutte le prestazioni pensionistiche sono calcolate con il sistema di calcolo contributivo. La legge stabilisce i criteri per l’assistenza a coloro i quali avessero problemi economici a seguito del nuovo ricalcolo retroattivo delle pensioni in essere tenedo conto di quanto versato durante la vita lavorativa e di quanto già ricevuto, tenendo conto delle trattenute già effettuate su quelle prestazioni ed eliminando ogni trattenuta futura da ogni erogazione pensionistica.”.
    Stop, le pensioni minime sono assistenza perché chi le riceve non ha versato molti contributi o non ne ha versato affatto, e pure quelle di vecchiaia.

     
  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 12:31 il 25 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    In manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaoll 

    in manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaolo!

    Comunque vada questa faccenda delle 2 banche venete finirà malissimo perché è stata gestita malissimo.
    Il governo vorrebbe dare a banca intesa, al costo simbolico di 1€, la parte buona delle due banche facendo pagare allo stato i crediti deteriorati.
    ALT!
    Non si può scindere in questo modo la parte buona e la parte cattiva.
    Cosa verrebbe comprato al costo di 1€?
    I conti dei correntisti, immagino.
    Cioè intesa Sanpaolo riceverebbe soldi.
    C’È poco da dire, materialmente è così.
    I soldi dei correntisti delle due banche venete in crisi vengono regalati a intesa Sanpaolo.
    Ma quei soldi sono stati a loro volta utilizzati dalle due banche venete per erogare credito.
    Quanto credito?
    Questo non è possibile saperlo infatti com’è noto le banche possono creare denaro dal nulla e prestarlo utilizzando la liquidità fornita dalla banca centrale Europea.
    In pratica il governo del prestanome cerca di nascondere sotto il tappeto tutte le spregiudicatezze fatte dal sistema bancario e cerca di scindere in due parti le banche sperando che nessuno effettui dei controlli per verificare come sono andate in realtà le cose.
    Temo che però questa tecnica difficilmente funzionerà ancora una volta come in passato.
    Il governo del prestanome sta organizzando la più grande bancarotta fraudo-veloce della storia! Il tutto ai danni dello stato.
    siamo di fronte al più grande danno erariale della storia della repubblica.
    Mettano le manette a Paolo gentiloni!
    In precedenza ho parlato dei correntisti che hanno depositato denaro, ovviamente quel denaro non c’è più, quindi il governo sta dando quel denaro a banca intesa per il valore di 1€.
    Attenzione,non sta dando solo la gestione dei conti correnti, sta proprio dando in mano l’intero pacchetto compresi gli immobili ed i bancomat.
    Se con 1€ intesa Sanpaolo acquistasse anche solo un immobile che vale 100 mila €,va arrestato l’intero consiglio dei ministri.
    È chiaro a tutti che il governo sta nazionalizzando de facto le due banche venete e regalando la parte buona a intesa Sanpaolo?
    E tutto questo in spregio ad ogni normativa il governo vende ad 1 € due banche nazionalizzate de facto.

    Ma ritengo ci siano gli estremi per pensare che i soldi creati dal nulla e coperti con la liquidità della BCE siano poi a loro volta divenuti depositi.
    Ovviamente non ho alcuno strumento di verifica a mia disposizione ma l’assenza totale di regole all’interno del sistema bancario mi fa pensare che sia andata così.
    E avanti così, invece di fare le riforme vere del sistema bancario ai fanno le assurde leggi sull’unione bancaria fingendo che vada tutto bene mentre le banche sono in stato comatoso.
    Addirittura credo che non si possa nemmeno applicare il bail-in essendo che i soldi su cui girano le due banche venete sono per la maggior parte inventati e sono liquidità della BCE!
    La domanda è: Quanti soldi lo stato italiano dovrà versare a banca intesa?
    Infatti è falso dire che tale banca versa ls cifra simbolica di un euro ed è invece vero dire che lo stato italiano verserà a banca intesa Sanpaolo i presunti soldi dei presunti correntisti.
    Ma come detto, i prestiti erogati dalla banca sono molto di più dei soldi depositati dai correntisti.
    E se chi avesse dei debiti non restituiti  avesse anche un conto corrente, in quella o in altre banche perché non dovrebbe vedersi azzerato il conto che altrimenti diventa debito pubblico?

     
  • giamps78 09:46 il 24 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banche venete: L’incostituzionale bail-in impedisce la realizzazione del piano padoan! 

     

    il governo prestanome ed il precedente governo renzi hanno fatto i macellai con delle riforme fallimentari.
    Le leggi che sono state approvate con il consenso loro e dei loro partiti non possono essere applicate e fanno di tutto per cercare delle scappatoie.
    Leggi come il cd. bail- in fanno talmente schifo che se venisse anche lontanamente applicato farebbe collassare l’intero sistema delle banche.
    Così hanno cercato la scappatoia, quando una banca è in crisi ,siccome gli aiuti pubblici sono vietati proprio dal bail-in, lo stato mette una garanzia, che in teoria non significa mettere soldi ma metterli solo in caso di necessità.
    Fatta la legge trovato l’inganno!
    Abbiamo le due banche venete in crisi e intesa san Paolo che tratta segretamente con il ministro dell’economia e delle finanze l’acquisto con l’offerta simbolica di 1€.
    Attenzione, non 1€ per azione, le azioni valgono zero e chi aveva messo lì dei soldi ha già perso tutto. Intesa san Paolo offre un euro per acquistare entrambe le banche.
    Attenzione, non l’interezza delle due banche ma versando un singolo euro vogliono comprare dolo le due good bank lasciando allo stato svariati miliardi di € da pagare per le 2 bad bank bank scorporate, utilizzando  le garanzie pubbliche.
    La situazione parrebbe più grottesca che tragica se non fosse una storia vera e se non stesse accadendo proprio ora!
    Allora perché mai io non pptrei rilanciare l’offerta di 1 euro e offrire 2 euro per le due good bank?
    Intanto chiariamo un punto: Le garanzie che lo stato ha offerto sono prestiti che lo stato può dare a chi è in difficoltà e sui quali lo stato poi deve chiedere gli interessi.
    Lo stato fa 5 miliardi di debito e su quei 5 miliardi pagherà per sempre degli interessi.
    Infatti il bail in vieta tassativamente degli aiuti a fondo perduto, e in più c’è una stringente normativa sugli aiuti di stato.
    Lo stato ha costituito un fondo di garanzia per le banche che hanno un nome.
    Se si scorporano due banche evidentemente il loro nome cambia e salta pure la copertura del fondo di garanzia a loro destinato.
    Tale fondo è un prestito, se viene usato per acquistare una bad bank evidentemente non può più essere restituito, quindi il governo deve recarsi in parlamento e chiedere una modifica del documento di economia e finanza e chiedere che venga messo a bilancio questo buco che dicono potrà variare tra i 5 ed i 10 miliardi.
    Infatti il fondo di garanzia è un prestito, dunque quando verrà utilizzato si punta ad una futura restituzione e non necessita quindi di coperture finanziarie.
    Ma se si pensa di regalare soldi a fondo perduto non siamo più in questo ambito ed evidentemente servono le coperture finanziarie per dei soldi che altrimenti andrebbero a creare nuovo debito.

    E in quest’ultimo caso evidentemente serve una deroga al pareggio di bilancio e serve il voto del parlamento.
    Ma in questo caso siamo anche fuori dalle regole dello schifoso bail-in che quegli stessi politici hanno approvato ad ogni livello istituzionale, dal parlamento italiano a quello europeo, alla commissione europea…
    Quindi per poter fare questo servirebbe una deroga europea…
    Oppure c’è un’altra opzione: Applicare il bail-in.
    Chi lo ha votato penso che debba assumersi le sue responsabilità, pazienza se si troverà qualcuno con la forca che lo aspetterà sotto casa!
    Siamo alle solite, votano leggi assurde volute da altri in cambio del nulla cosmico, ne parlano bene imparando a memoria la favoletta delle riforme che fanno bene al paese, e poi quando i nodi vengono al pettine e devono confrontarsi con la realtà passano notti insonni cercando di arzigogolare qualche normetta salvifica per non applicare le schifezze che hanno approvato.
    succede sempre così, i due esempi più grandi sono il trattato di dublino e il fiscal compact.
    La domanda finale è:chi pagherà quei 100 o 200 milioni di euro annui generati dai tassi di interesse su quei 5 o 10 miliardi di euro che lo stato è costretto a chiedere alle altre banche per comprare i crediti deteriorati delle due venete?
    La risposta non è così difficile: A pagare sarà la collettività.
    Quindi tira da una parte o tira dall’altra il risultato è sempre lo stesso.
    Ovviamente quando nessuno vorrà più comprare debito pubblico italiano in quanto troppo rischioso saranno tutti i risparmiatori a pagare le conseguenze del mal governo delle lobby del prestanome

    p.s.

    fatemi capire:
    Gli immobili e le proprietà delle 2 banche venete in crisi saranno comprate da @intesasanpaolo ad 1€?!?

    è evidente che bancomat ed immobili fanno parte della liquidazione, dunque cosa comprerà intesa san Paolo, solo i 4 mila esuberi?!?

     

     
  • giamps78 10:18 il 19 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale : Non gettare via l’acqua sporca con il bambino! 

    Legge elettorale: Non gettare via l’acqua sporca con il bambino!
    Se fosse applicata la proposta che ho avuto modo di fare nelle settimane scorse, sarebbero risolti tutti i problemi sorti in questi ultimi giorni, compresi quelli riguardanti il voto in trentino.
    La riduzione del numero di collegi uninominali scesi al 33% permetterebbero a questi di essere veri collegi uninominali maggioritari senza influire eccessivamente sull’esito proporzionale della rappresentanza parlamentare e permetterebbero al tempo stesso  l’applicazione di tale normativa anche al trentino alto Adige, i cui collegi andrebbero in ogni caso ridisegnati a seguito dell’ultimo censimento.
    Quindi un 33% di collegi uninominali maggioritari senza possibilità che i candidati facciano parte anche dell’altra lista proporzionale.
    L’unico ripescaggio, se così si può chiamare, riguarderebbe il restante 17% di proporzionale con lo scorporo che fa arrivare gli eletti nei collegi uninominali al 50%.
    Un 17% di scorporo vero e senza sbarramenti elettorali,in questo modo non occorre che sia presente la regola tedesca che permette a chi vince 3 collegi di evitare le soglie di sbarramento.
    Poi il restante 50% di proporzionale manterrebbe lo sbarramento al 5%.
    Quindi quel 17% riequilibra ulteriormente verso il proporzionale l’esito dei collegi uninominali, ed evidentemente chi otterrà molti seggi nei collegi uninominali molto difficilmente ne otterrà qualcuno in quel 17%.
    Se proprio si vuole si può aggiungere il voto disgiunto e funzionerebbe perfettamente ma non è strettamente necessaria la sua introduzione.
    Il punto è che i collegi uninominali sono così pochi da non rendere imperativa la costruzione di agglomerati di liste e quindi evitare le problematiche del mattarellum.
    Abbiamo quindi 1 scheda elettorale alla camera ed una al senato e poi propongo una l’inserimento seconda scheda alla camera con le primarie di partito.
    Chi vince le primarie nazionali di partito (assieme al suo vice) ottiene un seggio se la sua forza politica ha ottenuto un seggio in quel 17% di proporzionale.
    Ovviamente il presidente della repubblica non deve sottostare a quel risultato ma guardare alla possibile presenza di maggioranze parlamentari per prendere una decisione.
    Quindi non si tratta di una elezione diretta ma di porre fine a farloccamenti  tipo gazebarie o parlamentarie.
    Ancora meglio sarebbe una mini lista bloccata nazionale, che in pratica sarebbe la lista dei ministri e permette l’elezione alla camera di 10 persone che sono in lista con chi ha vinto le primarie di partito.
    Ovviamente ogni candidato ha una sua lista.

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
  • giamps78 10:42 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sistema istituzionale: Quanto ne capisce Giuliano Amato? Esattamente zero 

     

    Chi capisce qualcosa di costituzioni, quindi non mi riferisco a giuliano amato sa perfettamente che esiste una cosa chiamata separazione dei poteri tra legislativo ed esecutivo.
    La separazione è autentica quando i due momenti elettorali sono distinti o comunque quando l’elezione della carica monocratica, cioè la presidenza non necessita di alcuna maggioranza nell’assemblea per restare in carica o per entrare in carica.
    Tradotto significa che in Francia o negli stati uniti d’America non c’è un premio di maggioranza nel caso venga eletto un presidente o un governatore piuttosto che un altro presidente o un altro governatore.
    Che altresì vi può essere la maggioranza assembleare di un “colore” e la presidenza di un colore diverso.
    Che i momenti in cui si rinnovano totalmente o parzialmente(con elezioni di medio termine) le assemblee elettive possono essere diversi dai momenti in cui si vota per la presidenza.
    Difatti in Francia votano le legislative il mese dopo,ma il governo entra in carica il mese prima.
    Quindi quando si parla di introdurre in Italia questi sistemi non si può assolutamente far passare il messaggio di un premio di maggioranza “giustificato” ,anche se abnorme, dalla presenza di una elezione ad una carica monocratica che si collegherebbe ad un premio di maggioranza per creare la governabilità in assemblea.
    L’altro sistema istituzionale è quello che ha il voto di fiducia assembleare e questo evidentemente non contiene alcuna elezione diretta.
    Sfido a trovare un paese dove c’è l’elezione diretta e c’è un premio di maggioranza assembleare legato alla vittoria di una persona piuttosto che un’altra che assegna i seggi ad una lista piuttosto che l’altra.
    Semplicemente non esiste..
    Non esiste nel regno unito dove c’è il voto di fiducia e non c’è l’elezione diretta, non esiste in germania e in nessun altro paese.
    Tutto questo indipendentemente dal tipo di legge elettorale, uninominale o proporzionale,infatti nel regno unito hanno l’uninominale mentre in germania il proporzionale.

    Quindi il dire che l’italicum sarebbe stato costituzionale se vi fosse stata l’elezione diretta del presidente del consiglio equivale a dire una fesseria anche se a dirla è un giudice della corte costituzionale nonché ex vice segretario del partito socialista italiano,ed ex presidente del consiglio.
    Questo inoltre non significa che non vi possa essere l’elezione diretta del presidente del consiglio all’interno di una assemblea eletta totalmente con un proporzionale senza sbarramenti.
    Infatti il presidente e l’assemblea avrebbero tra loro dei poteri distinti e non necessiterebbe un rapporto fiduciario con l’aggiunta del potere di vero da parte del presidente eletto.
    Ed in questo caso,come in tutti i veri sistemi proporzionali puri, non si fa campagna elettorale di ogni tematica al fine di andare al governo, ma si utilizzano i referendum ed è il popolo a decidere sui temi chiave.
    Il che risulta molto differente dalla piega che ha preso la repubblica italiana in questo neo-feudalesimo dove si regalano premi abnormi e si eliminano forze politiche del 2%.
    L’ibrido italiano, quello di regalare premi a singole persone che controllano totalmente le assemblee e le rendono supine non produce buon governo ma solo degenerazione politica e partitica.
    Per questo motivo ho fortemente criticato la sentenza della corte costituzionale che ha giustificato un premio di lista in un comune sotto i 5 mila abitanti che ha trasformato il 28% dei voti presi da un candidato sindaco,e ottenuti con una bassa affluenza, nel 60% dei seggi.
    La costituzione deve valere dal più piccolo dei comuni fino al voto per le elezioni europee, non è che siccome il comune è piccolo si trasforma nella terra di nessuno.
    Non è uguaglianza del voto e non è nemmeno ragionevole.
    Una sentenza di questo tipo ci porta fuori da una repubblica democratica.

     
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