Updates from dicembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 17:37 il 12 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    matrimoni d’interesse non sono “falsi” ,sono contratti validi a tutti gli effetti, i politicanti sono da indagare per danno erariale e invasione straniera 

     

    Io penso che la politica sia l’unica colpevole dei “matrimoni d’interesse”, in quanto sono le normative ad agevolare questi comportamenti.
    I carabinieri avrebbero scoperto dei “falsi matrimoni” che però non sono per nulla falsi, cioè sono matrimoni fatti appositamente per agevolare l’immigrazione che però evidentemente non può in alcun modo essere considerata clandestina.
    Tanto più se si considera che la maggior parte dei matrimoni d’interesse sono meramente economici e sono fatti tra cittadini che fanno già parte dell’unione europea e a causa dei nostri politicanti producono un gravissimo danno erariale, stimabile in 5 o 6 miliardi annui, per i coniugi stranieri, ma addirittura oltre 20 se entrambi i coniugi sono italiani.
    Ma ora non si può nemmeno distinguere tra italiani e non italiani,  infatti la maggior parte degli stranieri ha già ottenuto la cittadinanza e per loro valgono le stesse regole che valgono per chi era nato qui.
    Ogni cittadino ha il diritto, seguendo le regole date,di fare tutti i tipi di contratti che ritiene utile e siccome un matrimonio d’interesse è perfettamente legale nell’incartamento lo è anche negli effetti, ribadisco, se ci sono colpevoli questi sono i politici che regalano cittadinanze anziché permessi di soggiorno temporanei senza che vi sia stata una convivenza di un certo numero di anni.
    Si ha un matrimonio falso dal punto di vista codicistico quando le carte sono false, ma non è questo il caso perché le carte sono vere così come i matrimoni d’interesse che sono semplicemente dei contratti, il fatto che poi questi contratti aumentino l’immigrazione è dovuto all’incapacità legislativa dei nostri politicanti.
    Dunque non esiste alcun reato se si fa eccezione per il reato di tradimento messo in atto dai nostri politici che non vogliono fare norme di onestà che limitino l’esistenza dell’interesse all’interno di un matrimonio.
    In altre parole la legge non vieta i matrimoni di interesse e non c’è alcun reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché le carte firmate che hanno dato luogo al matrimonio sono assolutamente valide e quindi scompare la clandestinità, non c’è il reato in quanto ciò che si fa è totalmente e assolutamente legale.
    Non sta ai carabinieri e non sta alla politica stabilire se un matrimonio sia più vero o più falso dal punto di vista religioso, visto che la legge non consente a loro di stabilire quante volte bisogna andare a letto insieme al presunto partner…
    Non possono i carabinieri dire che se non hanno fatto la luna di miele il matrimonio non sarebbe un vero matrimonio.
    Carta canta, se la celebrazione è effettivamente avvenuta e le firme sono vere allora tali firme sono del tutto legittime e ogni persona ha tutto il diritto di fare i propri interessi.
    Il comportamento ha agevolato l’arrivo degli immigrati tanto quanto quello che può fare un CAF, non c’è alcuna infrazione alla legge.
    La colpa semmai è dei politici che hanno creato e continuano a creare leggi schifezza che regalano a tutti la cittadinanza.
    Basterebbe togliere l’interesse economico nei primi anni del matrimonio, come descritto altre volte ad esempio per la reversibilità e per evitare che questa diventi fonte di profitto per chi cerca una rendita e trova un anziano malato.
    Ci sono i sistemi per calcolare il dare-avere, ci sono i sistemi per calcolare il numero di anni che non si sono passati sotto lo stesso tetto rispetto al totale degli anni, per diminuire così la percentuale di reversibilità.
    Purtroppo i politicanti hanno altro da fare: Si chiama ius soli, la cittadinanza regalata in tutti i modi possibili e immaginabili.

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  • giamps78 07:54 il 3 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    No ad aberrazioni tipo un governo “del presidente” meglio un governo “della repubblica parlamentare per le riforme costituzionali” 

     

    No ad aberrazioni tipo il “governo del presidente” meglio un “governo della repubblica parlamentare”, che finalmente svolga il suo ruolo di mediatore tra tutte le forze politiche in parlamento, e che abbia la capacità di trovare soluzioni vere ai problemi, non minestre riscaldate o pannicelli caldi.
    In Italia le camere devono tornare ad avere un ruolo di indipendenza dai capi bastone e di dipendenza dal popolo.
    C’È bisogno di una riforma costituzionale sulla “separazione delle carriere” ma non quelle dei giudici, quelle dei politici dal loro segretario di partito o dal loro presidente fiduciario.
    Il raggiungimento di questo obbiettivo è l’unico in grado di far vivere un governo non del presidente ma della repubblica parlamentare.
    Incanalare subito un percorso per il raggiungimento di questo obbiettivo sarebbe di primaria importanza e a mio parere l’unica strada è rappresentata da un mix di riforme costituzionali, che in parlamento vengono discusse e votate una dietro l’altra quasi fossero una sola legge costituzionale, ma che invece sono approvate in modo distinto, in modo da far partire, se mancasse la maggioranza qualificata, una serie di referendum confermativi che si voterebbero lo stesso giorno.
    Un referendum costituzionale potrebbe riguardare proprio l’istituto dei referendum, con l’introduzione di quello propositivo (anche privo di valore legale ma con molto valore politico) possibile anche sulle materie economiche.
    Qualcosa che permetta al parlamento italiano di diventare come il parlamento svizzero, e lo ricordo, il governo svizzero è formato da tutte le forze politiche senza scellerate svelte di campo.
    A decidere il svizzera sono i referendum, ma sono i parlamentari con le loro leggi a farli entrare in vigore.
    Anche una trasformazione del bicameralismo sul modello degli stati uniti potrebbe risolvere alcune problematiche presenti nel nostro bicameralismo perfetto.
    In quel caso ognuna delle due camere approva un testo che può anche essere differente, e poi una commissione bipartisan, che ascolti anche i proponenti originari di tale proposta, cerca una soluzione intermedia, nelle parti in cui vi sono differenze e al limite si potrebbe pensare di introdurre un apposito referendum per far decidere al popolo, nei casi in cui il tema sia particolarmente divisivo e nell’opzione numero uno si scrive la versione proposta da una camera e e poi la seconda scelta ,quella dell’altra camera.

     

    Se il bicameralismo subisse una modifica di questo tipo, ed il voto su questo punto della riforma costituzionale avesse una maggioranza qualificata, non vi sarebbe bisogno del referendum e si potrebbe invece fare un referendum sulla creazione di un senato delle regioni che abbia un sistema elettorale diverso da quello della camera.
    Ad esempio il senato delle regioni potrebbe avere tutti i seggi eletti con il maggioritario uninominale con un sistema di voto australiano e la camera potrebbe rimanere proporzionale.
    Questo perché a risolvere il problema insorto tra il testo votato da una camera ed il testo votato dall’altra potrebbe essere un referendum popolare, se la commissione bipartisan non trova un accordo.

     
  • giamps78 07:23 il 1 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    Autonomia di spesa di montecitorio serve unicamente per il suo funzionamento, non per farsi belli coi terremotati 

     

    La politica italiana non si smentisce mai.
    I deputati cercano di farsi belli  con i terremotati dicendo che gli 80 milioni risparmiati quest’anno saranno dati a loro.
    Peccato che le regole contabili stabilite dalla legge non lo consentano.
    Il bilancio della camera gode di una speciale legislazione che le dà autonomia di spesa che però deve riguardare solo il bilancio stesso ed il funzionamento dell’istituzione, e non sono permesse spese fuori budget.
    In altre parole, benché si parli di aiuto ai terremotati e non di mutande verdi, rimane comunque un comportamento vietato dalla legge, e quindi punibile.
    Non esiste che la camera si metta a fare lo stato nello stato, e creda che possa fare ciò che vuole se dei soldi sono risparmiati, cercando in questo caso di farsi bella sui terremotati.
    I soldi risparmiati sono fuori dal bilancio quindi fuori dalle regole speciali,oppure sono nel bilancio e sono utilizzati in modo improprio, non dunque per il funzionamento dell’istituzione.
    Solo tramite una legge dello possono essere dati ai terremotati.
    La camera dei deputati potrebbe essere denunciata perché sebbene abbia autonomia di spesa tali spese devono avere uno specifico uso, cioè il funzionamento dell’istituzione e non è questo il caso.
    È deprimente vedere come le camere che dovrebbero essere l’esempio di democrazia e del funzionamento della repubblica dando una pubblicità positiva , siano diventate un luogo lugubre, pieno di rappresentanti autonominati e autoeletti dove risulta sempre più difficile anche solo riuscire a far votare un singolo emendamento su leggi importanti quali decreti fiscali, leggi di bilancio o leggi elettorali, e che si cerchi di far vedere che l’istituzione sia ancora utile, non per la democrazia, ormai assente a causa dell’arroccamento del potere su ogni singolo scranno, ma perché vengono dati illegittimamente 80 milioni ai terremotati.
    Le camere non svolgono più la funzione per la quale sono state create e cioè rappresentanza di tutta la popolazione e confronto fra tutti i rappresentanti di tutto il popolo per cercare le soluzioni migliori, e cerca di ovviare a questo piccolissimo problema facendo quello che non dovrebbe fare.

     
  • giamps78 10:35 il 27 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Luigi Di Maio non ha mai lavorato 

    Luigi di Maio non ha mai lavorato e non si e mai nemmeno trovato il conto corrente pieno di soldi senza mai aver lavorato.
    Luigi di Maio non ha mai lavorato e non ha mai neppure costruito fortune speculando sul mattone.
    Luigi di Maio non ha mai lavorato e  non ha neanche mai portato soldi all’estero.
    Luigi di Maio non ha mai lavorato e non ha neanche mai utilizzato la politica a scopo imprenditoriale.
    Luigi di Maio non ha mai lavorato e non ha neanche mai avuto la più grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana.
    Luigi di Maio non ha mai lavorato e non ha neanche mai aumentato i propri profitti imprenditoriali con il raddoppio dei prezzi dopo l’entrata nell’euro.
    Luigi di maio non ha mai lavorato e non ha neanche mai infiltrato il partito socialista e la democrazia cristiana attraverso il voto di preferenza tramite l’esposizione mediatica dei candidati nelle proprie televisioni locali.
    Luigi di maio non ha mai lavorato e non ha neanche utilizzato tali infiltrati per ottenere un vantaggio per le proprie imprese se i giudici le fanno chiudere.
    Luigi di maio non ha mai lavorato e  non sa neanche come si circuisce una persona proprietaria di una villa…

     
  • giamps78 08:49 il 26 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Chi pregna i media con la violenza sulle donne non condannando la violenza sugli uomini fa sembrare quest’ultima implicitamente preferibile 

     

    Abbiamo un mondo mediatico che disegna quotidianamente gli uomini come orchi e le donne come vittime di violenza.
    La violenza fisica non è solo quella che si compie con le braccia o con le gambe, anche quella che si compie con le corde vocali se queste creano un danno fisico ma invisibile alle cellule del cervello.
    In questo senso tutti ad andare a vedere quella ricerca che mostra i danni cerebrali che le donne possono causare agli uomini.
    La litigata continuativa tra una coppia crea danni fisici invisibili ma presenti nelle cellule cerebrali maschili che poi una volta danneggiate possono anche trasformarsi in atteggiamenti violenti da parte degli uomini.
    Quindi io spero che la scienza si smetta di giudicare solo le apparenze e cominci veramente a restituire la dignità a chi quotidianamente viene bombardato mediaticamente dalle molestatrici seriali del tacco 20 , dalle attrici o dalle dalle doppiatrici dello star System che poi fanno le vittime o le santarelline.
    Adesso senza entrare nella fase complottista andate a vedervi il programma della loggia massonica il grande oriente d’Italia, e quali erano i loro propositi sul rapporto tra uomo e donna.
    Poi non capisco perché si usa dire che dietro ad un grande uomo ci sarebbe una grande donna e mentre  mentre se c’è il piccolo uomo la colpa è solo sua e non di una eventuale piccola donna che magari gli ha rovinato l’esistenza, e nessuno può negare che le donne sono capaci di fare questo agli uomini.
    Io credo che va tolta la maschera a questa ipocrisia femminista che parla di parità di diritti in una costituzione dove si afferma che non ci devono essere distinzioni di sesso.
    Bisogna dire che la violenza è sbagliata, senza distinzioni di sesso, ed invece si dimenticano gli uomini che quotidianamente vengono uccisi quasi come se un cadavere donna avesse maggiori diritti di un cadavere uomo.
    Vogliono la parità di trattamento, vogliono l’uguaglianza ma le donne sono le prime a non rispettare questi parametri.
    Il numero degli uomini uccisi è di molto superiore al numero di donne uccise, solo che per la maggior parte, gli uomini uccisi sono ammazzati da uomini, ed in minima parte, da altre donne.
    Ma possiamo in qualche modo affermare l’uomo ucciso da un altro uomo o che ne subisce violenza violenza ha minori diritti umani rispetto ad una donna che subisce il medesimo trattamento?
    La risposta è no, le vittime sono vittime, indipendentemente da chi ha generato tali violenze.
    Ingiustificabile la divisione , lo squarcio nella società che le femministe tentano di creare, e la mancanza di una voce unitaria contro la violenza che si traduce in assenza inqualificabile della condanna di quella prodotta sugli uomini.
    Si condanna maggiormente la violenza sugli animali che la violenza sugli uomini.

     
  • giamps78 19:31 il 15 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Maxi-emendamento su legge di bilancio trasforma costituzione in una fiaba per bambini di una repubblica immaginaria 

     

    D’accordo, mi sto inventando io che la legge di bilancio si approva articolo per articolo…
    Non c’è scritto nella costituzione all’articolo 72 che la legge di bilancio al pari della legge elettorale deve seguire la procedura normale di approvazione delle leggi, non c’è nemmeno scritto che la camera la approva articolo per articolo.
    Mi sto inventando tutto traendo come spunto un libro delle fiabe della fantasiosa repubblica da raccontare ai bambini prima di andare a dormire, per farli dormire tranquilli.
    Ma qui non c’è da stare tranquilli perché il governo della repubblica italiana prepara un maxi emendamento proprio sulla legge di bilancio che esso stesso ha scritto e presentato alle camere!
    quindi prende tutti gli articoli e li raggruppa in un solo e unico articolo e poi pone la questione di fiducia.
    Un siffatto maxi emendamento è del tutto inammissibile, per un semplice motivo: Se gli articoli fossero 20 o 30, fossero realmente esaminati articolo per articolo come affermerebbe quella fiaba per bambini di una repubblica immaginaria significherebbe come minimo  dichiararli inammissibili e dichiarare inammissibile qualsivoglia emendamento che non si riferisca solo ed esclusivamente ad un singolo articolo.
    Questo perché il testo uscito dalla commissione vincola, a norma dell’articolo 72, “la camera stessa” alla approvazione “articolo per articolo”.
    Questo credo sia indiscutibile, e tutti i bambini che ascoltano ogni sera la favola della repubblica immaginaria sanno che il governo non può più trasformare 20 o 30 articoli in un solo articolo perché la costituzione protegge tutti quegli articoli e ne obbliga alla discussione, di quel testo, così come uscito dalla commissione.
    Ci sono precedenti che permettono di fare questo?
    Benissimo,basta costituire un precedente dove si dice chiaramente che non si può fare.

     
  • giamps78 21:41 il 11 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’eliminazione del 730 (e dell’autocertificazione) e la burocrazia che opprime l’italia 

     

    Sono felice di constatare che il direttore dell’Agenzia delle entrate si è reso conto del vespaio ingenerato da questo sistema burocratico e cerchi di porvi rimedio lanciando la proposta di eliminazione del 730.
    Da tempo sostenevo una tesi simile e avevo scritto un articolo nel quale denunciavo questo stato di cose.
    Dati che sono già a disposizione di enti pubblici che però tra loro non parlano, cittadini costretti a interminabili code e a pagare dei sindacati per ottenere quello che si potrebbe ottenere in maniera automatica.
    C’È poco da fare, le ulss non dialogano con l’inps, addirittura a distanza di anni è possibile ricevere delle notifiche che chiedono chiarimenti rispetto ad uno status che è ben noto e certificato presso un ente ma non è noto ad altri enti che ne risultano allo scuro,semplicemente perché i database non comunicano tra loro.
    Non sto dicendo che sempre,automaticamente e per forza ci debbano essere questi scambi di informazioni, ma se l’utente nette la firma su un documento tale firma può valere per acconsentire a tali dati di essere inviati anche all’altra agenzia, o viceversa all’altra agenzia per richiedere tali dati senza che il cittadino debba fare insulse code portando con se la documentazione cartacea.
    Questa burocrazia ha un costo, sia per l’ente che manda nelle case delle persone queste richieste,sia per i cittadini che devono perdere tempo dentro un labirinto.
    Basti pensare a quello che è successo con la nuova tessera sanitaria magnetica, anzi le nuove perché sono due, una con il chip, una senza il chip, e con la vecchia tessera sanitaria cartacea che ad oggi viene ancora richiesta come obbligatoria in talune richieste di documenti.
    Il presidente dell’inps boeri dice che ha bisogno di ulteriori 20 mila assunzioni presso il suo istituto per mandare avanti il baraccone, ma si continua a fare leggi che favoriscono la burocrazia, le code agli sportelli, i lavori manuali cartacei, i calcoli fatti manualmente, il ping pong tra gli uffici.
    Questo perché evidentemente c’è uno zoccolo duro di sindacati, statali, lobbisti vari e politici che campano su questa burocrazia.
    Non si capisce perché fanno le leggi  che creano queste code.
    Non capisco perché bisogna intasare l’inps ad esempio con il bonus mamma quando con un po’ di dialogo tra enti pubblici basterebbe una semplice telefonata dicendo nome e cognome.

    l’operatore in 10 secondi avendo già tutti i dati può rispondere.
    Se vogliamo l’operatore intelligente e che si fa il mazzo tutto il giorno cercando di venire a capo di tutte le leggine che i politicanti sfornano quotidianamente.
    Altrimenti e più semplicemente, chi fa le leggi deve aggiornare i database su quei parametri che ha stabilito come legge.
    Una volta programmato il software , in maniera automatica, tutta la popolazione che nella teoria degli insiemi viene chiamata universo, viene sottoposta a tale parametro e si ottiene il risultato, cioè. La lista delle persone che hanno diritto ad un determinato trattamento.
    Ed invece no, cosa succede in Italia?
    Mentre ci alzano nuovamente l’età pensionabile, e credo che questa sia la quinta volta in 17 anni, mentre mettono il limite minimo di 20 anni per avere accesso alla pensione in futuro ,regalano  fino a 200 euro ai pensionati con la minima che magari nella loro vita non hanno mai lavorato nemmeno 1 anno.
    Ma la cosa straordinaria e stupefacente è che a parte i sindacati, nessuno da che c’è questo diritto, che io però chiamo privilegio viste le condizioni alle quali saranno sottoposti i pensionati di domani cioè dei giovani di oggi.
    Quindi l’inps non solo non avverte chi ne avrebbe diritto, ma se qualcuno lo venisse a sapere con anni di ritardo gli vengono pure dati gli arretrati.
    Arretrati sui quali ci possono essere innumerevoli errori.
    Ovviamente siccome l’inps non è in contatto con l’agenzia delle entrate, e viceversa, quindi o chiede i documenti cartacei agli utenti per tutti gli anni precedenti di modo che possano dimostrare di aver diritto agli arretrati oppure darà quei soldi in maniera casuale.
    O magari forse farà firmare l’autocertificazione.
    Quindi altra carta,altra burocrazia di cui ovviamente l’agenzia delle entrate non è nemmeno a conoscenza,altri calcoli fatti dagli operatori con immense code agli sportelli.
    Queste sono cose allucinanti perché l’autocertificazione viene usata in moltissime occasioni nella pubblica amministrazione ed ovviamente non è stata ancora digitalizzata, quindi è carta che resta in archivio perché contiene una firma che non è digitale ne digitalizzabile di un documento, ovvero l’autocertificazione, che non dovrebbe nemmeno esistere.
    E tali dati neppure risultano inseriti dagli operatori nella tessera sanitaria o nel codice fiscale magnetico personale di modo che ne rimanga la storia anche in caso di disfunzioni future ai software e perché no, per permettere ad ogni contribuente di visionare lo storico dati che possono essere pescati da un software semplificatore, al momento del bisogno.
    Così come va ribaltata la responsabilità  degli errori.
    Se uno percepisce indebitamente una cifra alla quale non aveva diritto, se l’errore l’ha fatto il software non deve restituire un bel nulla, chi ha sbagliato ne deve rispondere.

    ARTICOLI CORRELATI

    Burocrazia italiana, l’odissea per avere un modello ISEE:
    https://giamps78.wordpress.com/2017/05/03/burocrazia-italiana-lodissea-per-avere-un-modello-isee/

    Il 730 precompilato e il grande fratello:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/01/20/lerrore-nel-730-precompilato-e-il-grande-fratello/

     
  • giamps78 18:58 il 1 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Berlusconi che dà la colpa a Ciampi e Prodi per il cambio lira euro, ci è o ci fa?!? 

    A me questa storiella del cambio sbagliato tra euro e lira mi sembra più una leggenda metropolitana da campagna elettorale che si ripete ormai da oltre 10 anni ad ogni nuova scadenza.
    Nessuno la smentisce ma io francamente non riesco a capire che cosa intendono dire i fautori di questa tesi.
    Non riesco a capire se volevano una lira più forte nei confronti dell’euro oppure più debole.
    Domando scusa anticipatamente di questo mio probabile errore di valutazione.
    Si, non può che essere un errore da parte mia perché secondo la mia tesi queste loro lamentele risultano essere una gigantesca panzana.
    Quindi se nessuno l’ha ancora smentita, in oltre 10 anni, allora mi par più probabile che l’errore lo stia facendo io, e che abbiano ragione questi eccelsi ed immensi economisti.
    Delle due l’una, o volevi che la lira valesse di più nei confronti dell’euro o volevi che valesse di meno.
    E questo evidentemente significa prendere buste paga (in euro) più alte o più basse.
    Ma significa in maniera inversamente proporzionale favorire o sfavorire le aziende.
    Non so se è chiaro il discorso…
    Se il cambio lira euro fosse stato favorevole alle remunerazioni sarebbe stato sfavorevole alle aziende, infatti com’è noto, queste ultime avrebbero sofferto meno da una lira più svalutata e all’interno dell’eurozona ne avrebbero tratto un vantaggio competitivo sia nelle esportazioni di prodotti sia nelle mancate importazioni di prodotti provenienti dall’estero che non costando meno come accade invece oggi, nell’ipotesi di una lira svalutata, avrebbero fatto prezzi più bassi e combattuto meglio contro quelle importazioni.
    Ma è evidente che se hai la lira svalutata hai aziende più competitive ma remunerazioni più basse ,se calcolate in euro.
    Quindi che senso ha dare la colpa a prodi e Ciampi del cambio con l’euro se poi si afferma che un milione di lire devono essere considerati come mille euro?!?
    Spero che si riesca a capire che si stanno unendo due fattori tra loro opposti.
    Cioè si stanno unendo le tesi delle remunerazioni troppo basse in euro, alle tesi del cambio sbagliato perché la lira doveva essere svalutata maggiormente nei confronti dell’euro, sempre che sia questo che intendono dire perché può essere che volessero una lira maggiormente rivalutata.
    In tutta questa storia i fatti stanno a zero, perché una iperinflazione non rilevata dall’istat nei primi anni duemila, ci ha mandato fuori mercato.
    Il cambio non c’azzecca proprio nulla, anzi c’entra solo perché è fisso ed ogni aumento di prezzi si paga in competitività.

    articoli correlati:

    risposta ad Alberto bagnai su pomicino e il cambio lira euro

    https://giamps78.wordpress.com/2016/01/18/risposta-ad-alberto-bagnai-su-pomicino-e-il-cambio-liraeuro/

     
    • Evar 09:47 il 2 novembre, 2017 Permalink | Rispondi

      Non so bene cosa abbia detto il Silvio, andrò a documentarmi anche se saranno le solite sparate elettoralistiche.

      Il cambio lira/euro non è comunque stato deciso, nè variato, al momento dello switch: sussisteva ed era pubblicato quotidianamente sul Sole già da almeno 10 anni, quando l’euro si chiamava ecu e nessuno l’aveva mai contestato.

      La colpa del mortadella imho è di non aver fatto leggi draconiane che evitassero ai troppo furbi di fregare i troppo fessi (es: doppi prezzi per almeno 2 anni).
      Purtroppo questo paese è bipolare: o lupi o pecore (o quel che peggio benpensanti che è una variazione sul tema del secondo tipo)

      Invece sempre imho la colpa del Ciampi, dottore in lettere (che caxxo ci faceva a Banca d’Italia?) risale a prima: aver bruciato nel 92 (col suo compagno di merende Amato, capo del governo) enormi riserve di valuta forte per poi calare inevitabilmente le brache e dover svalutare, non potendo vincere contro una speculazione mondiale che era mille volte più forte della povera italietta.

      Mi piace

    • Evar 03:15 il 3 novembre, 2017 Permalink | Rispondi

      Grazie per le risposte interessanti.

      (Panoramicando ho scoperto un errore che è meglio correggere: Hadolf senza H – 27 January, 2016)

      Un saluto.

      Liked by 1 persona

  • giamps78 21:50 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale e legge del contrappasso: Sergio firma pure,questa è anche la tua legge! 

    carissimo Sergio,

    È la legge del contrappasso,ti tocca firmare un’altra legge elettorale porcata.
    Tu che hai ucciso il tuo partito grazie ad una legge elettorale, a due leggi elettorali, alle quali era stato dato il tuo nome, il mattarellum.
    In questo hai avuto dei bravi insegnanti, i radicali italiani di pannella e bonino sono stati maestri del suicidio politico nella perdita della propria autonomia parlamentare, dei propri consiglieri comunali, regionali , deputati, senatori e parlamentari europei.
    Quasi un suicidio collettivo.
    Ma la forma era perfetta e la deflagrazione del sistema politico lo è stata altrettanto.
    Eri stato così attento a fare non una ma ben due leggi elettorali,una approvata dalla camera e l’altra al senato, perché c’era il bicameralismo paritario e perfetto e la camera non doveva modificare la legge elettorale del senato e viceversa il senato non doveva modificare quella della camera.
    Due leggi approvate nella stessa settimana in pienaautonomia dalle due camere , correva l’anno 1993.
    Stilisticamente tanto perfetto nella forma quanto deflagrante nella sostanza…
    Peccato solo per quel baco che alla camera ha dato la maggioranza dei seggi a Berlusconi tramite le liste civetta!
    Oggi per la legge del contrappasso ti ritrovi a firmare una legge, una sola legge, valida sia per il senato che per la camera, scritta al di fuori del parlamento ed imposta dal governo che poi a cascata l’ha imposta al parlamento tramite una decina di voti di fiducia.
    La seconda legge elettorale che ti ritrovi a firmare in pochi mesi, la precedente, denominata italicum, è stata cassata dalla corte costituzionale.
    Un bel contrappasso, visto che tu eri presidente di quella corte costituzionale che da anni priva di alcuni giudici visto che i renziani da soli non riescono a farsi eleggere il loro giudice rottamatore.
    E tu firmi ancora, e ancora la tua corte dichiarerà incostituzionale una legge elettorale sulla quale non hai fatto il controllo di costituzionalità che invece ciampi aveva in qualche modo fatto nel 2006.
    Ehhh,ciampi, non voglio aprire il capitolo dell’indipendenza della banca d’Italia, preferisco stendere un velo pietoso.
    Vendere l’anima ai berlusconini del “giglio cesare” dev’essere proprio dura!
    Il giglio renziani ti ha fatto eleggere in maniera poco istituzionale, ha voluto far vedere a tutti che tu sei stato scelto da loro, quindi tu gli devi qualcosa, non ti fare remore, firma tutto.

     

    So che ti senti obbligato,non deve essere una bella sensazione.
    Infondo infondo il modus operandi con il quale viene approvata questa legge è lo stesso utilizzato per la tua elezione a capo dello stato.
    Il voto era segreto, la maggioranza per l’elezione del presidente della repubblica doveva essere qualificata,, ma solo dalla 5° votazione sarebbe bastata la maggioranza semplice,i deputati dovevano essere indipendenti nelle loro scelte e non invece agire per fare un piacere a questo segretario di partito che poi magari li ricompensa in altro modo, sempre in maniera lecita, sia chiaro.
    Il giglio cesare renziano ha chiamato tutti i segretari di partito e ha fatto le consultazioni nella segreteria di partito, ha fatto la conferenza stampa, ha fatto il nome pubblicamente.
    La tua elezione è stata in qualche modo extra-parlamentare, mica come pertini che ci sono voluti più di 20 votazioni a garantire una sua vera indipendenza.
    Il giglio cesare renziano per evitare inconvenienti ha deciso di snobbare le prime 4 votazioni a maggioranza qualificata come se non non contassero nulla,come se fossero un impaccio,un rischio, ed ha ordinato a tutti i suoi parlamentari di votare scheda bianca o di non partecipare alla votazione, mancando di rispetto all’istituzione repubblicana ed ai padri costituenti che quelle soglie le avevano pensate appositamente.
    Dopotutto ai renziani vengono le bolle quando ci sono i voti segreti o quando qualcuno prova ad agire secondo coscienza.
    A loro della democrazia assembleare non interessa, vengono fuori dalla legge della giungla, quella che tu hai contribuito a scrivere, la legge elettorale dei comuni e delle province.
    Questi sono i tuoi frutti avvelenati, cresciuti sull’albero che tu hai piantato, con l’uomo solo che controlla l’intera assemblea.
    Sergio firma pure, questa legge infondo infondo viene indicata come “mattarellum al contrario” visto che ha le percentuali di collegi uninominali e plurinominali invertite…
    Quindi firma pure, ma ho il timore che peggio della legge del contrappasso debba ancora arrivare..

     
  • giamps78 09:05 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Giusto che la regione veneto chieda lo statuto speciale,i miei complimenti a zaia per questa scelta. 

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    I miei complimenti a Luca zaia per aver chiesto che il veneto abbia lo statuto speciale,a mio avviso era proprio questo il senso del referendum del 22 ottobre.
    Storicamente, hanno più diritto ad uno statuto speciale i veneti oppure i trentini?
    Io penso i veneti, perché non mi risulta che i trentini abbiano mai avuto una centenaria repubblica che commerciava con ogni parte del mondo e Napoleone, che regalò il veneto a Roma, è morto da 300 anni,anche se qualcuno spesso tenta di imitarlo!
    È uno schiaffo alla storia l’essere a sandwich tra due regioni a statuto speciale come il trentino alto Adige ed il Friuli venezia-giulia…
    Purtroppo il sottosegretario Bressa, che io ritengo essere abbastanza un traditore visto che nei tempi che furono veniva eletto in veneto ed oggi è passato al trentino, sposandone completamente le cause, ritiene che questa richiesta vada contro l’unitarietà e l’indivisibilità della repubblica.
    E qui ci vorrebbe una grande,grossa, risata… spieghi perché uno statuto speciale avrebbe la caratteristica di minare l’unità della repubblica, e spieghi perché invece nelle altre 5 regioni a statuto speciale , tra l’altro dalle quali lui è stato eletto, queste caratteristiche non sarebbero presenti.
    Oppure come mai pur essendo presenti queste caratteristiche il trentino alto Adige le altre 4 regioni speciali hanno questo statuto che andrebbe quindi contro la costituzione essendo la repubblica indivisibile.
    La repubblica è indivisibile, lo stato invece non lo è…
    Se si fa un referendum come quello fatto il 22 ottobre scorso, se si supera il quorum con un grande sforzo popolare, se la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto chiede maggiore autonomia votando si, la strada giusta è quella intrapresa dal presidente della regione veneto Luca zaia che ha chiesto per il veneto il riconoscimento dello statuto speciale.
    Non si poteva certo andare chiedere qualche materia che poi un qualsiasi governo avrebbe potuto cancellare in 5 minuti.
    In ogni caso se vuoi ottenere 5 devi comunque chiedere 10, e c’è da avere un obbiettivo ambizioso da raggiungere passo dopo passo,tappa dopo tappa.
    meglio avere poco e subito piuttosto che chiedere tutto e subito ottenendo però nulla e mai!
    Quindi se l’emilia Romagna ottiene qualcosina da questo governo, prima della fine della legislatura, credo sia giusto che anche il veneto sottoscriva tale intesa e porti casa quelle due o tre materie.
    Quindi è giusto mandare degli emissari a quelle riunioni anche se io credo che lo stato non dovrebbe trattare con singole regioni ma con tutte le regioni in egual modo attraverso lo strumento della conferenza stato regioni.
    Ma se bonaccini ottiene qualcosina in 30 giorni, credo che anche zaia dovrebbe firmare.
    Ma in ogni caso dalla legislatura successiva (si vota tra pochi mesi), l’autonomia deve essere costituzionalmente riconosciuta, ma la riforma costituzionale, se va in porto, ci mette anni per essere approvata e nel frattempo avere qualche materia in più farebbe comodo,altrimenti il veneto farà la fine della logica renziana sui contratti a tempo indeterminato.
    Non ci sono date sul contratto, perciò le volpi renziane lo hanno chiamato “indeterminato”.
    Il problema è che in qualsiasi momento il contratto può essere “rescisso” pagando qualche mensilità al lavoratore che si trova disoccupato senza magari aver fatto nulla di male ma solo perché qualcuno che non è nemmeno in perdita vuole aumentare il profitto.
    La stessa cosa potrebbe accadere con questa fantomatica autonomia, si finge che sia vera autonomia come si finge che il contratto a tempo indeterminato sia veramente un contratto a tempo indeterminato, e poi senza giustificato motivo, anzi, senza bisogno di specificare alcun motivo, si interrompe improvvisamente.
    Ci sono 5 regioni a statuto speciale,non capisco perché non dovrebbero diventare 6 oppure 7 se si accoda anche la Lombardia.
    Ma per me possono anche diventare tutte a statuto speciale, si può anche ridurre un pelino l’autonomia degli statuti speciali ma trasformando tutte le regioni in regioni a statuto speciale.
    Salvini vuole diventare premier oppure voterà come premier il leader indicato da un qualunque partito della sua coalizione che prenda un voto in più della Lega Nord.
    Lui è quello famoso dei programmi prima del voto,vediamo se farà sottoscrivere agli alleati un programma che preveda una forte autonomia anche per il lombardo-veneto.
    Credo sia buonsenso il prevedere ad esempio che la clausula di interesse nazionale sia votata anche da un senato delle autonomie, in una repubblica dove tutte le regioni sono a statuto speciale, evitando che un premier romano sentendosi eletto direttamente dal popolo cancelli con un tratto di penna decenni di fatica…
    Ma una cosa deve essere chiara: Non esiste in natura che per il trentino alto Adige o per la Sicilia non valga la clausola di supremazia per l’interesse Nazionale attivabile dal governo romano,mentre per i cittadini veneti e per tutte le regioni a statuto ordinario deve valere tale formulazione come era previsto ad esempio nella riforma costituzionale boschi-renzi bocciata poi dal referendum del 4 dicembre 2016.
    C’È un piccolo particolare: In tutta probabilità la prossima legislatura sarà costituente e certamente forza Italia e fratelli d’Italia chiederanno una qualche forma di elezione diretta o del premier o addirittura del presidente della Repubblica.
    È chiaro che l’autonomia locale deve essere difesa soprattutto dal pericolo proveniente dal centro attraverso delle tutele costituzionali che impediscano il costituirsi di un ricatto, di una minaccia costante verso deputati e senatori eletti in veneto, verso il presidente della Regione ed i consiglieri regionali.
    Bisogna evitare che tra le mani del “premier eletto direttamente dal popolo” vi sia una clausola di supremazia nazionale applicata a macchia di leopardo , applicata ai veneti ma non ai trentino o ai siciliani.
    Bisogna evitare che questo premier, magari nominato a costituzione vigente ottenendo la fiducia delle camere, abbia la possibilità di riprendersi in un colpo solo tutte le competenze che il governo precedente ci aveva messo anni e anni ad assegnarle.

     

    P.s.
    Ho sentito parlare ieri di federalismo fiscale, ma senza gabbie salariali sarà impossibile rilanciare il sud perché una siringa al nord deve costare di più di una siringa al sud,anche perché altrimenti tale siringa sarà acquistata dall’estero perché più conveniente.

     
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