Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 12:31 il 25 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    In manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaoll 

    in manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaolo!

    Comunque vada questa faccenda delle 2 banche venete finirà malissimo perché è stata gestita malissimo.
    Il governo vorrebbe dare a banca intesa, al costo simbolico di 1€, la parte buona delle due banche facendo pagare allo stato i crediti deteriorati.
    ALT!
    Non si può scindere in questo modo la parte buona e la parte cattiva.
    Cosa verrebbe comprato al costo di 1€?
    I conti dei correntisti, immagino.
    Cioè intesa Sanpaolo riceverebbe soldi.
    C’È poco da dire, materialmente è così.
    I soldi dei correntisti delle due banche venete in crisi vengono regalati a intesa Sanpaolo.
    Ma quei soldi sono stati a loro volta utilizzati dalle due banche venete per erogare credito.
    Quanto credito?
    Questo non è possibile saperlo infatti com’è noto le banche possono creare denaro dal nulla e prestarlo utilizzando la liquidità fornita dalla banca centrale Europea.
    In pratica il governo del prestanome cerca di nascondere sotto il tappeto tutte le spregiudicatezze fatte dal sistema bancario e cerca di scindere in due parti le banche sperando che nessuno effettui dei controlli per verificare come sono andate in realtà le cose.
    Temo che però questa tecnica difficilmente funzionerà ancora una volta come in passato.
    Il governo del prestanome sta organizzando la più grande bancarotta fraudo-veloce della storia! Il tutto ai danni dello stato.
    siamo di fronte al più grande danno erariale della storia della repubblica.
    Mettano le manette a Paolo gentiloni!
    In precedenza ho parlato dei correntisti che hanno depositato denaro, ovviamente quel denaro non c’è più, quindi il governo sta dando quel denaro a banca intesa per il valore di 1€.
    Attenzione,non sta dando solo la gestione dei conti correnti, sta proprio dando in mano l’intero pacchetto compresi gli immobili ed i bancomat.
    Se con 1€ intesa Sanpaolo acquistasse anche solo un immobile che vale 100 mila €,va arrestato l’intero consiglio dei ministri.
    È chiaro a tutti che il governo sta nazionalizzando de facto le due banche venete e regalando la parte buona a intesa Sanpaolo?
    E tutto questo in spregio ad ogni normativa il governo vende ad 1 € due banche nazionalizzate de facto.

    Ma ritengo ci siano gli estremi per pensare che i soldi creati dal nulla e coperti con la liquidità della BCE siano poi a loro volta divenuti depositi.
    Ovviamente non ho alcuno strumento di verifica a mia disposizione ma l’assenza totale di regole all’interno del sistema bancario mi fa pensare che sia andata così.
    E avanti così, invece di fare le riforme vere del sistema bancario ai fanno le assurde leggi sull’unione bancaria fingendo che vada tutto bene mentre le banche sono in stato comatoso.
    Addirittura credo che non si possa nemmeno applicare il bail-in essendo che i soldi su cui girano le due banche venete sono per la maggior parte inventati e sono liquidità della BCE!
    La domanda è: Quanti soldi lo stato italiano dovrà versare a banca intesa?
    Infatti è falso dire che tale banca versa ls cifra simbolica di un euro ed è invece vero dire che lo stato italiano verserà a banca intesa Sanpaolo i presunti soldi dei presunti correntisti.
    Ma come detto, i prestiti erogati dalla banca sono molto di più dei soldi depositati dai correntisti.
    E se chi avesse dei debiti non restituiti  avesse anche un conto corrente, in quella o in altre banche perché non dovrebbe vedersi azzerato il conto che altrimenti diventa debito pubblico?

     
  • giamps78 09:46 il 24 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banche venete: L’incostituzionale bail-in impedisce la realizzazione del piano padoan! 

     

    il governo prestanome ed il precedente governo renzi hanno fatto i macellai con delle riforme fallimentari.
    Le leggi che sono state approvate con il consenso loro e dei loro partiti non possono essere applicate e fanno di tutto per cercare delle scappatoie.
    Leggi come il cd. bail- in fanno talmente schifo che se venisse anche lontanamente applicato farebbe collassare l’intero sistema delle banche.
    Così hanno cercato la scappatoia, quando una banca è in crisi ,siccome gli aiuti pubblici sono vietati proprio dal bail-in, lo stato mette una garanzia, che in teoria non significa mettere soldi ma metterli solo in caso di necessità.
    Fatta la legge trovato l’inganno!
    Abbiamo le due banche venete in crisi e intesa san Paolo che tratta segretamente con il ministro dell’economia e delle finanze l’acquisto con l’offerta simbolica di 1€.
    Attenzione, non 1€ per azione, le azioni valgono zero e chi aveva messo lì dei soldi ha già perso tutto. Intesa san Paolo offre un euro per acquistare entrambe le banche.
    Attenzione, non l’interezza delle due banche ma versando un singolo euro vogliono comprare dolo le due good bank lasciando allo stato svariati miliardi di € da pagare per le 2 bad bank bank scorporate, utilizzando  le garanzie pubbliche.
    La situazione parrebbe più grottesca che tragica se non fosse una storia vera e se non stesse accadendo proprio ora!
    Allora perché mai io non pptrei rilanciare l’offerta di 1 euro e offrire 2 euro per le due good bank?
    Intanto chiariamo un punto: Le garanzie che lo stato ha offerto sono prestiti che lo stato può dare a chi è in difficoltà e sui quali lo stato poi deve chiedere gli interessi.
    Lo stato fa 5 miliardi di debito e su quei 5 miliardi pagherà per sempre degli interessi.
    Infatti il bail in vieta tassativamente degli aiuti a fondo perduto, e in più c’è una stringente normativa sugli aiuti di stato.
    Lo stato ha costituito un fondo di garanzia per le banche che hanno un nome.
    Se si scorporano due banche evidentemente il loro nome cambia e salta pure la copertura del fondo di garanzia a loro destinato.
    Tale fondo è un prestito, se viene usato per acquistare una bad bank evidentemente non può più essere restituito, quindi il governo deve recarsi in parlamento e chiedere una modifica del documento di economia e finanza e chiedere che venga messo a bilancio questo buco che dicono potrà variare tra i 5 ed i 10 miliardi.
    Infatti il fondo di garanzia è un prestito, dunque quando verrà utilizzato si punta ad una futura restituzione e non necessita quindi di coperture finanziarie.
    Ma se si pensa di regalare soldi a fondo perduto non siamo più in questo ambito ed evidentemente servono le coperture finanziarie per dei soldi che altrimenti andrebbero a creare nuovo debito.

    E in quest’ultimo caso evidentemente serve una deroga al pareggio di bilancio e serve il voto del parlamento.
    Ma in questo caso siamo anche fuori dalle regole dello schifoso bail-in che quegli stessi politici hanno approvato ad ogni livello istituzionale, dal parlamento italiano a quello europeo, alla commissione europea…
    Quindi per poter fare questo servirebbe una deroga europea…
    Oppure c’è un’altra opzione: Applicare il bail-in.
    Chi lo ha votato penso che debba assumersi le sue responsabilità, pazienza se si troverà qualcuno con la forca che lo aspetterà sotto casa!
    Siamo alle solite, votano leggi assurde volute da altri in cambio del nulla cosmico, ne parlano bene imparando a memoria la favoletta delle riforme che fanno bene al paese, e poi quando i nodi vengono al pettine e devono confrontarsi con la realtà passano notti insonni cercando di arzigogolare qualche normetta salvifica per non applicare le schifezze che hanno approvato.
    succede sempre così, i due esempi più grandi sono il trattato di dublino e il fiscal compact.
    La domanda finale è:chi pagherà quei 100 o 200 milioni di euro annui generati dai tassi di interesse su quei 5 o 10 miliardi di euro che lo stato è costretto a chiedere alle altre banche per comprare i crediti deteriorati delle due venete?
    La risposta non è così difficile: A pagare sarà la collettività.
    Quindi tira da una parte o tira dall’altra il risultato è sempre lo stesso.
    Ovviamente quando nessuno vorrà più comprare debito pubblico italiano in quanto troppo rischioso saranno tutti i risparmiatori a pagare le conseguenze del mal governo delle lobby del prestanome

    p.s.

    fatemi capire:
    Gli immobili e le proprietà delle 2 banche venete in crisi saranno comprate da @intesasanpaolo ad 1€?!?

    è evidente che bancomat ed immobili fanno parte della liquidazione, dunque cosa comprerà intesa san Paolo, solo i 4 mila esuberi?!?

     

     
  • giamps78 10:18 il 19 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale : Non gettare via l’acqua sporca con il bambino! 

    Legge elettorale: Non gettare via l’acqua sporca con il bambino!
    Se fosse applicata la proposta che ho avuto modo di fare nelle settimane scorse, sarebbero risolti tutti i problemi sorti in questi ultimi giorni, compresi quelli riguardanti il voto in trentino.
    La riduzione del numero di collegi uninominali scesi al 33% permetterebbero a questi di essere veri collegi uninominali maggioritari senza influire eccessivamente sull’esito proporzionale della rappresentanza parlamentare e permetterebbero al tempo stesso  l’applicazione di tale normativa anche al trentino alto Adige, i cui collegi andrebbero in ogni caso ridisegnati a seguito dell’ultimo censimento.
    Quindi un 33% di collegi uninominali maggioritari senza possibilità che i candidati facciano parte anche dell’altra lista proporzionale.
    L’unico ripescaggio, se così si può chiamare, riguarderebbe il restante 17% di proporzionale con lo scorporo che fa arrivare gli eletti nei collegi uninominali al 50%.
    Un 17% di scorporo vero e senza sbarramenti elettorali,in questo modo non occorre che sia presente la regola tedesca che permette a chi vince 3 collegi di evitare le soglie di sbarramento.
    Poi il restante 50% di proporzionale manterrebbe lo sbarramento al 5%.
    Quindi quel 17% riequilibra ulteriormente verso il proporzionale l’esito dei collegi uninominali, ed evidentemente chi otterrà molti seggi nei collegi uninominali molto difficilmente ne otterrà qualcuno in quel 17%.
    Se proprio si vuole si può aggiungere il voto disgiunto e funzionerebbe perfettamente ma non è strettamente necessaria la sua introduzione.
    Il punto è che i collegi uninominali sono così pochi da non rendere imperativa la costruzione di agglomerati di liste e quindi evitare le problematiche del mattarellum.
    Abbiamo quindi 1 scheda elettorale alla camera ed una al senato e poi propongo una l’inserimento seconda scheda alla camera con le primarie di partito.
    Chi vince le primarie nazionali di partito (assieme al suo vice) ottiene un seggio se la sua forza politica ha ottenuto un seggio in quel 17% di proporzionale.
    Ovviamente il presidente della repubblica non deve sottostare a quel risultato ma guardare alla possibile presenza di maggioranze parlamentari per prendere una decisione.
    Quindi non si tratta di una elezione diretta ma di porre fine a farloccamenti  tipo gazebarie o parlamentarie.
    Ancora meglio sarebbe una mini lista bloccata nazionale, che in pratica sarebbe la lista dei ministri e permette l’elezione alla camera di 10 persone che sono in lista con chi ha vinto le primarie di partito.
    Ovviamente ogni candidato ha una sua lista.

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
  • giamps78 10:42 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sistema istituzionale: Quanto ne capisce Giuliano Amato? Esattamente zero 

     

    Chi capisce qualcosa di costituzioni, quindi non mi riferisco a giuliano amato sa perfettamente che esiste una cosa chiamata separazione dei poteri tra legislativo ed esecutivo.
    La separazione è autentica quando i due momenti elettorali sono distinti o comunque quando l’elezione della carica monocratica, cioè la presidenza non necessita di alcuna maggioranza nell’assemblea per restare in carica o per entrare in carica.
    Tradotto significa che in Francia o negli stati uniti d’America non c’è un premio di maggioranza nel caso venga eletto un presidente o un governatore piuttosto che un altro presidente o un altro governatore.
    Che altresì vi può essere la maggioranza assembleare di un “colore” e la presidenza di un colore diverso.
    Che i momenti in cui si rinnovano totalmente o parzialmente(con elezioni di medio termine) le assemblee elettive possono essere diversi dai momenti in cui si vota per la presidenza.
    Difatti in Francia votano le legislative il mese dopo,ma il governo entra in carica il mese prima.
    Quindi quando si parla di introdurre in Italia questi sistemi non si può assolutamente far passare il messaggio di un premio di maggioranza “giustificato” ,anche se abnorme, dalla presenza di una elezione ad una carica monocratica che si collegherebbe ad un premio di maggioranza per creare la governabilità in assemblea.
    L’altro sistema istituzionale è quello che ha il voto di fiducia assembleare e questo evidentemente non contiene alcuna elezione diretta.
    Sfido a trovare un paese dove c’è l’elezione diretta e c’è un premio di maggioranza assembleare legato alla vittoria di una persona piuttosto che un’altra che assegna i seggi ad una lista piuttosto che l’altra.
    Semplicemente non esiste..
    Non esiste nel regno unito dove c’è il voto di fiducia e non c’è l’elezione diretta, non esiste in germania e in nessun altro paese.
    Tutto questo indipendentemente dal tipo di legge elettorale, uninominale o proporzionale,infatti nel regno unito hanno l’uninominale mentre in germania il proporzionale.

    Quindi il dire che l’italicum sarebbe stato costituzionale se vi fosse stata l’elezione diretta del presidente del consiglio equivale a dire una fesseria anche se a dirla è un giudice della corte costituzionale nonché ex vice segretario del partito socialista italiano,ed ex presidente del consiglio.
    Questo inoltre non significa che non vi possa essere l’elezione diretta del presidente del consiglio all’interno di una assemblea eletta totalmente con un proporzionale senza sbarramenti.
    Infatti il presidente e l’assemblea avrebbero tra loro dei poteri distinti e non necessiterebbe un rapporto fiduciario con l’aggiunta del potere di vero da parte del presidente eletto.
    Ed in questo caso,come in tutti i veri sistemi proporzionali puri, non si fa campagna elettorale di ogni tematica al fine di andare al governo, ma si utilizzano i referendum ed è il popolo a decidere sui temi chiave.
    Il che risulta molto differente dalla piega che ha preso la repubblica italiana in questo neo-feudalesimo dove si regalano premi abnormi e si eliminano forze politiche del 2%.
    L’ibrido italiano, quello di regalare premi a singole persone che controllano totalmente le assemblee e le rendono supine non produce buon governo ma solo degenerazione politica e partitica.
    Per questo motivo ho fortemente criticato la sentenza della corte costituzionale che ha giustificato un premio di lista in un comune sotto i 5 mila abitanti che ha trasformato il 28% dei voti presi da un candidato sindaco,e ottenuti con una bassa affluenza, nel 60% dei seggi.
    La costituzione deve valere dal più piccolo dei comuni fino al voto per le elezioni europee, non è che siccome il comune è piccolo si trasforma nella terra di nessuno.
    Non è uguaglianza del voto e non è nemmeno ragionevole.
    Una sentenza di questo tipo ci porta fuori da una repubblica democratica.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 08:36 il 4 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Se il movimento 5 stelle si immola per la patria avremo preferenze e voto disgiunto 

     

    1) collegi veramente uninominali
    I 3 saggi di movimento 5 stelle, forza Italia e partito democratico pare abbiano “blindato” i collegi uninominali.
    Non capisco bene che cosa questo possa significare, l’unico dato certo è la riduzione dei collegi da 303 a poco più di 200.
    In pratica il numero di collegi scende dal 50% al 33% e immagino che restante 17% sia proporzionale ma con lo scorporo e che serva per eleggere sempre nei collegi uninominali i migliori perdenti per riequilibrare quel 33% di maggioritario.
    Sarebbe logico, nel mattarellum c’erano il 75% di collegi uninominali qui solo il 33%, nel mattarellum c’era il 25% di proporzionale, qui solo il 17%.
    Quindi un maggioritario molto inferiore con uno scorporo che è molto più elevato che annacqua i collegi uninominali relativi.
    Questo immagino, che ci siano meno collegi uninominali ma che almeno siano veri collegi.
    Nel senso che sarebbe un mattarellum “al contrario” con 33% di collegi uninominali e 67% di proporzionale.
    Ma ovviamente non sarà così perché immagino che forza Italia e movimento 5 stelle non vogliano alcun collegio uninominale maggioritario e che quindi questi collegi rientrino in quel  meccanismo infernale preparato nei giorni scorsi, dove i candidati nei collegi uninominali finiscono sotto un listino bloccato proporzionale senza ottenere il seggio.
    Persone di buon senso non ci avrebbero pensato due volte nel ridurre si il numero di collegi ma di farli realmente uninominali e correrti da quell’ottimo scorporo che comunque lenisce fortemente quel maggioritario riportandolo quasi ad essere un proporzionale.
    Ed invece quelli che volevano far sapere agli elettori chi vince e chi perde la sera stessa delle elezioni finisce per non far sapere nemmeno chi viene eletto nei singoli collegi perché serviranno complicatissimi calcoli astrusi…
    Chiariamoci, non è che il maggioritario sopra descritto cambierebbe il senso della legge, infatti rimane tutto quanto l’impianto iniziale, a cambiare è solo l’astrusione dell’algoritmo forz’italiota che con la diminuzione del numero di collegi uninominali può e anzi dovrebbe essere uninominale relativo anche perché poi c’è un ulteriore 50% di proporzionale che corregge le eventuali distorsioni residue di quel 33% di collegi uninominali leniti dal 17% di scorporo.

    2) voto disgiunto, preferenze e coalizioni
    Facciamo finta che quanto descritto nel punto 1 sia realizzato.
    Abbiamo sulla sinistra il nome prestampato del candidato nel vero collegio uninominale supportato dal contrassegno e come nel fianellum sulla destra ci sono i nomi dei candidati nel listino bloccato.
    Evidentemente ancora non è possibile alcun voto disgiunto in quanto la “x” al momento è ancora una.
    Ma se al fianco di ogni candidato del listino bloccato si aggiungesse un piccolo contrassegno di partito e fosse possibile aggiungere una preferenza?
    Credo che sia una buona mediazione, forza Italia non vuole le preferenze ma vuole le coalizioni, il movimento 5″stelle non vuole le liste bloccate,non vuole le coalizioni ma vuole il voto disgiunto e le preferenze, il partito democratico vuole inveri collegi uninominali anche se sono annacquati dallo scorporo.
    Ma tutti e tre vogliono un premio di governabilità, che potrebbe essere interamente calcolato sui voti dati al contrassegno più grande,il contrassegno di coalizione, che affianca i candidati nei collegi uninominali.
    L’uninominale infatti sarebbe qui veramente maggioritario ma non sarebbe in grado di incidere realmente come numero di seggi assegnati, ma quello stesso voto può permettere l’assegnazione di un premio in seggi, calcolato sui voti proporzionali, se viene superata nel collegio unico la soglia del 40% di voti ottenuti sul simbolo che accompagna i candidati uninominali.
    Era la modifica chiesta dal movimento 5″stelle nel toninellum o legalicum che dir si voglia.
    In tutto questo la scheda elettorale rimane pressoché identica, l’unica differenza reale è che ci sono le preferenze anche per i nomi prestampato in scheda nella parte destra e ognuno di quei nomi viene affiancato da un piccolo contrassegno che serve per le preferenze ed il voto disgiunto , cioè in quello che oggi sarebbe un listino bloccato che permette alle segreterie di partito di nominarsi i parlamentari.
    Il movimento5 stelle deve decidere se immolarsi per la patria o tenersi una manciata di seggi.
    Infatti le coalizioni penalizzerebbero il movimento 5 stelle ma con le preferenze tornerebbero in parlamento persone che non sono nominate.
    È piu  importante l’interesse generale o quello particolare?

    A tal proposito, pur di avere dei veri collegi uninominali in quei 200 collegi si potrebbe pensare anche di aumentare la quota proporzionale con lo scorporo,di altri 15 punti percentuali, passando dal 32%  e sottraendoli dall’altra quota proporzionale che avrebbe così un numero inferiore di candidati e un minor numero di candidati nella scheda elettorale.

     
  • giamps78 14:47 il 2 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Forse non è chiaro che il fianellum è clamorosamente incostituzionale. 

    Forse non è chiaro…
    La predominanza dei seggi proporzionali su quelli uninominali è incostituzionale, a maggior ragione se ci sono le liste bloccate.
    Il problema non è solo il Prevedere che il candidato nel collegio uninominale entri come secondo piuttosto che come quarto rispetto ai seggi del collegio plurinominale.
    Certo,questo è sicuramente un problema perché significa trasformare di fatto il collegio uninominale in un prolungamento del collegio plurinominale, quindi c’è una prima incostituzionalità, che sia presente o meno il voto disgiunto, anzi a maggior ragione se ci fosse, sarebbe una pagliacciata ancor più grande.
    La corte è stata chiara,liste corte, conoscibilità dei candidati.
    E certamente questa prima criticità non collega il voto dato dall’elettore con l’eletto, e quindi non c’è il rapporto diretto.
    Ma poi c’è la seconda incostituzionalità, il porcellum al senato aveva gli stessi collegi di questo “fianellum” pseudo tedesco.
    Il porcellum del senato venne bocciato dalla corte per le liste bloccate troppo lunghe, ma qui il “fianellum” ha praticamente il 100% di liste bloccate esattamente come il porcellum,dato che qui l’uninominale è farlocco e dipende dai voti proporzionali e l’eletto nell’uninominale fa parte a tutti gli effetti del listino bloccato proporzionale, sia che entrasse come primo,sia che entrasse come secondo o come quarto farebbe parte in maniera mascherata della lista bloccata perché i seggi sono assegnati solo ed esclusivamente in base ai voti proporzionali proporzionali indipendentemente dall’aspetto riguardante la successiva predominanza.
    No no, in questo caso mi riferisco al fatto che se ad un movimento spetta un seggio questo seggio spetta solo ed esclusivamente in base al voto proporzionale degli elettori, quindi anche il collegio uninominale fa parte a tutti gli effetti del collegio plurinominale, indipendentemente dai voti ricevuti dai singoli candidati di collegio.
    Quindi non c’è solo il problema di eleggere prima o dopo il candidato dell’uninominale rispetto al listino plurinominale, con la predominanza di quest’ultimo, ma anche il problema ancor più grande che vede la piena condivisione dei seggi da assegnare calcolati solo sulla base del proporzionale.
    Oltre al fatto che come ho dimostrato ieri non ci possono essere 303 candidati eletti nei collegi uninominali, potranno essere di più o di meno, addirittura zero gli eletti nell’uninominale se vi fosse un risultato con 7 oppure 8 forze politiche di poco sotto al 15% di voti,anche se poco probabile.
    Il punto è che la corte ha bocciato il porcellum al senato che aveva i medesimi collegi del fianellum e aveva il medesimo numero di candidati nelle liste bloccate, cioè il 100%!
    Il fianellum ed il porcellum del senato sono identici per quanto riguarda le liste bloccate ed hanno i collegi identici,quindi anche il fianellum è clamorosamente incostituzionale.
    Se questo giro grillo si mette a fare il Berlusconi difendendo a denti stretti questa super porcata e il toninelli si traveste da brunetta, chi assumerà  questo giro le posizioni  il vero grillo ed il vero toninelli

     
  • giamps78 22:09 il 1 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Ecco perché il #fianellum è una porcata assoluta di livello astronomico! 

    Chi spiega all’onorevole cittadino Toninelli che non si può avere un sistema elettorale dove i collegi uninominali sono assegnati in base al risultato proporzionale e allo stesso tempo avere il voto disgiunto tra uninominale e proporzionale?!?
    Non è mica difficile da capire…
    Se è il voto proporzionale a far scattare il seggio bisognerebbe innanzitutto capire se questo voto proporzionale è basato sulle “x” ricevute dai contrassegni o se è basato sulle “x” ricevute dai candidati uninominali.
    Infatti non si può dire nel contempo entrambe le cose!
    Il voto disgiunto evidentemente divide in due parti la scheda e questo significa che i voti dati ai candidati nell’uninominale non sono voti che si possono conteggiare anche con voti proporzionali.
    Accade la stessa cosa per l’elezione dei sindaci: Se un elettore mette la “x” sul contrassegno il voto viene assegnato anche al candidato sindaco, salvo che non vi sia una seconda “x” su un diverso candidato sindaco.
    Ma se un elettore traccia una “x” solo sul candidato sindaco il voto non è calcolato nel proporzionale ma solo nel collegio uninominale che nel caso specifico è rappresentato dai confini comunali con l’elezione uninominale di una persona e cioè della figura del sindaco.
    Ma noi in questo caso non abbiamo un collegio uninominale maggioritario come per i sindaci,abbiamo collegi che dipendono dal voto proporzionale e quindi se un candidato dovesse anche arrivare primo superando il 50% come previsto dal maxi emendamento presentato dall’onorevole Fiano NON sarebbe ugualmente eletto se alla sua forza politica NON sono assegnati seggi proporzionali (se ad esempio resta sotto il 5% di sbarramento) o se pur superando lo sbarramento ha un numero di seggi proporzionali assegnati che risulti inferiore al numero di collegi uninominali vinti superando il 50%.
    Bisognerebbe poi analizzare  certamente l’astruso metodo di ripartizione utilizzato dall’onorevole Fiano per riuscire a far eleggere il 50% di rappresentanti nei collegi uninominali.
    Si perché oltre a tutto quello precedentemente affermato c’è un punto fisso: Devono esserci il 50% di eletti nei collegi uninominali!
    Questo lo hanno detto loro…
    Ma come si fa ad ottenere 303 eletti nei collegi non è ancora dato saperlo!
    Infatti par di capire che l’assegnazione del collegio uninominale sia una risulta del voto proporzionale ed i primi ad essere eletti sono quelli nel listino plurinominale!

    Quindi teoricamente si potrebbero avere zero eletti nei collegi uninominali e tutti gli eletti presi dai collegi plurinominali!
    Apro parentesi dicendo che questo non fa tornare i conti con il numero minimo di candidati da mettere in lista perché se tutti i candidati sono presi dai collegi plurinominali le liste di candidati devono essere raddoppiate nella loro lunghezza e questo trasforma la legge in incostituzionale come affermato dalla corte visto che sono listini bloccati!
    Chiusa parentesi…
    Ma poi c’è da interlacciare tutto con il numero massimo e minimo di candidati eletti nei vari collegi plurinominali che come dice la costituzione devono basarsi sul censimento ed essere a questo proporzionali.
    Quindi l’astruso sistema di ripartizione non  potrà creare una elevata differenza in un territorio tra numero di eletti e numero di abitanti.
    Quindi ricapitolando questo concetto: Potremmo avere zero eletti nei collegi uninominali, oppure potremmo avere 303 eletti nei collegi uninominali ma che abbiano ottenuto anche solo il 7% dei voti mentre chi in quel collegio ha preso ad esempio il 49% (o addirittura il 60% nel caso di assenza di seggi proporzionali) non risulta eletto.
    Il vero sistema uninominale proporzionale NON funziona così.
    Se viene superata la soglia nel collegio uninominale si assegna il seggio sempre e comunque, e c’è lo scorporo sui voti che sono serviti per ottenere quel seggio.
    Se la soglia non è superata si assegna il seggio proporzionalmente in un collegio plurinominale, ma una volta assegnato uno di quei seggi proporzionali questi permettono l’elezione dei candidati nei collegi uninominali che abbiano ottenuto i migliori risultati nelle rispettive forze politiche tenendo conto del rapporto tra numero di eletti e numero di elettori secondo il censimento.
    Questo significa che ci possono essere più eletti nei collegi uninominali,quindi magari 2 deputati su un collegio uninominale e si intende per preferenza la differenza di voti ricevuti tra candidati diversi della stessa forza politica in collegi uninominali differenti.
    Invece il progetto presentato in commissione ed il successivo maxi emendamento rappresentano un gigantesco pasticcio che non è possibile aggirare nemmeno introducendo una seconda scheda elettorale perché com’è noto nel mattarellum funzionava esattamente così  e c’erano le liste civetta.

    In conclusione non è possibile dire che ci saranno il 50% di deputati eletti nei collegi uninominali e dire contemporaneamente che c’è l’uninominale-proporzionale ovvero i collegi uninominali legati ai voti a livello nazionale.
    Salvo che non si ritorni al rosatellum, ovvero ai collegi uninominali maggioritari relativi o che si abbandoni l’idea del numero fisso di eletti nei collegi.
    Che poi sinceramente sia fianellum che rosatellum prevedevano il paracadute dei listini bloccari proporzionali per chi non fosse eletto nell’uninominale senza tener conto dei voti che quel candidato aveva preso in tale collegio.
    In particolare nella proposta fiano avremmo potuto avere zero candidati eletti nei collegi uninominali ma quegli stessi candidati eletti nelle liste bloccate dei collegi plurinominali!
    Una porcata astronomica.
    Ma perché in vece di ste menate non si prende il vecchio mattarellum in vigore al senato della repubblica e lo si estende anche alla camera dei deputati?
    Uninominale maggioritario secco con il 75% dei collegi, scorporo e assenza di sbarramento e collegi già disegnati.
    Scommetto che lo voterebbe anche Alfano!

     
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