Updates from maggio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 22:30 il 13 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Berlusconi alzando le pensioni minime a mille euro aumenta fatturato del “partito di Mediaset” 

     

    Alzare le pensioni minime a mille euro  significa tre cose:
    1)aumentare il fatturato al “partito di Mediaset”
    2)aumentare il debito pubblico
    3)far tramontare il sistema pensionistico contributivo.

    Il fatturato del partito di Mediaset  aumenta perché aumentando le pensioni aumentano anche l’inflazione e quindi con dei prodotti più costosi anche gli introiti pubblicitari inevitabilmente aumentano.
    Ovviamente qualcuno deve pagare il conto: Le future generazioni che vedranno imprese perdere competitività e troveranno un sistema paese che si assottiglia in sovranità e democrazia mentre si denuda con le privatizzazioni.
    Questa ricetta è la medesima seguita negli ultimi 50 anni e oggi siamo messi così A CAUSA di queste politiche.
    Ma la cosa più grave di questa proposta non è tanto il fatto che i mille euro saranno dati anche a chi non ha versato i contributi e che non ha collezionato nemmeno 20 anni di contributi,soglia questa introdotta alcuni anni fa.
    No, la cosa peggiore è l’eliminazione de facto del principio contributivo che deve ancora entrare a pieno regime e già viene smantellato.
    La profonda ingiustizia di chi ha lavorato una vita e andrà in pensione con il contributivo ottenendo mille e cento euro e chi senza aver lavorar nemmeno 1 anno si ritroverà a pigliare mille euro.
    Questa riforma sarebbe totalmente controproducente anche per chi si trovasse ad avere una pensione futura sotto i mille euro come buona parte delle future pensioni contributive.
    Il sistema contributivo sarebbe totalmente impallinato da una misura come questa visto che con 20 anni di contributi si possono ottenere mille euro.
    E dire che non è così, dire cioè che questa legge sarebbe destinata solo a chi percepisce oggi una pensione e non a chi la percepirà domani sarebbe una beffa inaccettabile proprio per le ragioni spiegate in precedenza considerando che l’inps paga le pensioni con i contributi dei lavoratori di oggi.
    Detto questo bisogna fare due conti.
    Non solo bisogna trovare le coperture finanziarie per quelli che sono oggi in pensione ma anche per quelli che un domani andranno in pensione ed avranno un aumento che li porta a percepire non più 800 ma mille euro.
    Certo, bisogna prendere i conti fatti nelle passate riforme delle pensioni e trovare la differenza tra quel costo ipotizzato ed invece i nuovi costi non solo nel bilancio triennale ma come minimo ventennale.

    ed ogni volta che qualcuno in futuro riceverà tale aumento ovvero tale differenza tra quanto avrebbe dovuto percepire e i mille euro che effettivamente percepirà dovrà di volta in volta essere trovata la copertura finanziaria di questa spesa che necessariamente dovrà essere un fondo e dovrà necessariamente smettere di funzionare per tutti non appena tali coperture non sono più trovate.
    É un calcolo non impossibile da fare visto le buste arancioni spedite dall’INPS,ma soprattutto le buste arancioni non spedite dall’INPS che sono quelle che più si distanziano dai mille euro perché daranno accesso a pensioni minime di 500 euro quindi con 500 euro di differenza.
    Evidentemente una spesa che necessiterà di una copertura nel momento in cui comincerà ad essere fatta e che non può vedere solo il povero cretino ottenere 500 euro mentre tutti gli altri continuano a prendere mille, e non può nemmeno vedere l’aumento del debito pubblico con spese che escono dal pareggio di bilancio e che quindi a rigor di logica vanno votate a maggioranza qualificata in parlamento e con l’approvazione dell’unione europea che non credo sia così favorevole soprattutto perché finito il QE le pensioni le dovremo tagliare come avvenuto in Grecia!
    L’aumento a mille euro deve tornare a diminuire a 500 euro senza le coperture,ma per tutti,non solo per le giovani generazioni.
    Si,questa riforma è degna della prima repubblica, quella prima repubblica che ci ha portato sull’orlo della bancarotta.
    In ogni caso il pareggio di bilancio e stato proposto dal governo Berlusconi e votato da berlusconi durante il suo governo e durante durante il governo monti anche se non piace al partito di Mediaset
    quindi è facile che la campagna mediatica in atto lo faccia togliere dalla costituzione in breve tempo.
    Infine una considerazione di fondo su un provvedimento di questo tipo: Se qualcuno crede che possa servire per diminuire la povertà per livellare le differenze tra ricchi e poveri migliorando le condizioni di questi ultimi si sbaglia di grosso perché accadrà l’esatto opposto.
    Non si dimentichi il precedente ,quando le pensioni minime furono portate a 500 euro mentre i prezzi raddoppiarono e raddoppiò pure il fatturato del partito di Mediaset.
    L’aumento dei prezzi farà delocalizzare le aziende sane e farà guadagnare più denaro ai libero professionisti del parassitismo di sistema grazie ai guadagni derivanti dall’aumento tali pensioni,peggiorando ogni indice del sistema paese,compresa la tanto famigerata produttività.
    Infatti siamo arrivati al livello di saturazione prezzi- salari,come ho spiegato altre volteImmagine

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 15:38 il 3 May, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: boeri, burocrazia, inps, isee   

    Burocrazia italiana: L’odissea per avere un modello ISEE 

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    Avevo bisogno del modulo ISEE, così mi sono recato dai sindacati,per l’occasione la CGIL.
    Aspetto una settimana per l’appuntamento, e poi mi dicono di rivolgermi all’INPS.
    Quindi mi reco all’INPS, ci sono circa 40 persone in attesa,prima di farmi 2 ore di coda mi suggeriscono di andare a casa a prendermi la tessera sanitaria magnetica perché c’è un innovativo sistema dove si striscia il badge per ottenere il numerino e mettersi in coda così gli impiegati faranno prima conoscendo già i miei dati.
    Faccio tempo ad andare e a tornare che vedo un numero maggiore di persone ferme in coda e gli stessi numeri in chiamata sul tabellone digitale ,come prima di andare via,ma nel frattempo sono passati 40 minuti!
    Non c’è una macchinetta del caffè e nemmeno il wi-fi ma almeno ci sono i megaschermi con la propaganda “di regime” e le interviste a Tito boeri!
    Tra voucher per l’asilo nido e bonus mamme mi sono fatto una cultura!
    Il tempo pare essersi fermato quando
    FINALMENTE tocca a me..
    Purtroppo però l’impiegata mi dice che loro il modello ISEE non lo fanno, che devo recarmi dai sindacati.
    gli faccio presente che sono stati i sindacati a mandarmi all’inps…
    Però se voglio c’è l’innovativo servizio on line,mi basta solo attivare l’innovativo PIN e potrò farmi da solo su internet questo modello.
    Così compilo moduli e scartoffie e mi danno una busta contenente questo PIN,busta che diverrà inutile poco visto che al primo utilizzo il PIN dovrà essere modificato per questioni di sicurezza!
    Quindi mi metto nuovamente in coda per l’utilizzo della postazione “self-service”.
    Va via la signora che occupava la postazione e io aspetto 5 minuti nell’attesa di vedere comparire sullo schermo il mio numero a quella postazione che ha come numero di sportello il 2.
    Aspetto altri 5 minuti e niente,la postazione è vuota ,il computer inutilizzato.
    Vengo a sapere che l’avanzamento dei numeri non è collegato al software del computer,in pratica dovrei fare la coda ad un altro sportello chiedendo agli impiegati di far andare avanti i numeri manualmente.
    Prendo l’iniziativa e mi siedo, non mi pare che tra le altre 40 persone ci sia qualcuno che scalpita per l’utilizzo di quel self-service, successivamente ho capito anche il perché!
    Fatto un nuovo PIN cerco in tutti i modi di farmi questo modello ISEE e trovo praticamente una giungla,e mi accorgo che tutti i dati sono da inserire a mano,che i database degli uffici pubblici non sono collegati, ad esempio che l’anagrafica del nucleo familiare non esiste, devo scrivermela io.
    Nei per i dati del cud mi viene
    chiesto qualcosa che non è nelle mie conoscenze, ma che gli enti pubblici conoscono bene ma evidentemente il database dell’agenzia delle entrate non è collegato al database dell’inps per cui bisogna inserire tutto a mano anche questo che francamente pur avendo davanti le carte non sono in grado di inserire.
    Non c’è il collegamento automatico con il database del catasto e così via..
    dopo due ore che stavo seduto in questa nuova postazione self-service cercando di fare questo ISEE mi rendo conto di essere rimasto l’ultimo nella stanza,gli impiegati stavano aspettando che io finissi per andare a mangiare.
    Così vado li e gli faccio una domanda su un numero e mi viene risposto “se te lo dicessi rischierei di sbagliare,pure io vado dai sindacati a fare la dichiarazione dei redditi!” E poi ancora  “in quella postazione devi fare da solo,è come se stessi usando il computer di casa tua”
    A quel punto credo di esser diventato verde , non ci ho più visto e ho gridato: “l’inps fa 14 miliardi di debito ogni anno e non rispondete nemmeno ad una domanda? Per cosa vi pagano? Spero che vi licenzino tutti!”
    In pratica ho perso settimane per fare un modulo che non sono ancora riuscito ad avere e ora mi toccherà pagare qualcuno che me lo faccia.
    A questo punto privatizziamo anche l’inps, o almeno esternalizziamo il servizio clienti, se uno deve pagare dopo che già paga le tasse allora che dia i soldi ai privati e che si abbassino le tasse.urocrazia italiana:

     
  • giamps78 13:09 il 3 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Riformare i “privilegi acquisiti” per arrivare al pareggio di bilancio,oppure subito un default 

    Se il modo per eliminare privilegi acquisiti non è il pareggio di bilancio ma il fallimento dello stato, allora facciamolo fallire questo stato.
    Indubbiamente il pareggio tra entrate e uscite inserito in costituzione non può che valere per ogni legge dello stato,quindi anche per le pensioni.
    Il sistema retributivo non è più in vigore ma i suoi effetti economici continuano a sussistere e sono proprio questi effetti economici ad essere contrari al pareggio di bilancio che da alcuni anni è stato inserito in costituzione.
    Quindi per forza di cose tali effetti devono essere eliminati retroattivamente da una sentenza della corte costituzionale, anche per eliminare una forma di ingiustizia.
    La questione del ricalcolo di ogni trattamento pensionistico sulla base del pareggio di bilancio adeguandolo al sistema contributivo non può attendere visto che senza questa riforma il sistema stato imploderà sotto i colpi della speculazione.
    Si grida contro il pareggio di bilancio e non si vuole darne  piena applicazione perché si ritiene stia creando povertà?
    Benissimo,prendiamo nota perché dopo il fallimento dello stato il pareggio di bilancio arriverà da solo quando non si potrà più fare ulteriore debito ed allora verificheremo se la povertà maggiore c’era prima o ci sarà dopo.
    Parità tra entrate ed uscite…
    Non mi risulta che il sistema retributivo rispetti questa parità.
    Mi risulta invece che lo stato stia ripianando 16 miliardi annui di buco inps, questo non va forse contro il pareggio di bilancio?
    Certo che no,infatti chi deve giudicare è parte in causa e difende i suoi privilegi quindi cambia le carte in tavola.
    A questo punto non ha più senso vivere tutti sotto il medesimo stato,lo si faccia fallire e poi vediamo se quei privilegi continueranno ad essere erogati.
    A dir la verità ci sarebbe una terza soluzione,una maledettissima riforma costituzionale.
    Ma qualcuno che aveva in mano il jolly e poteva fare questa riforma ha scelto di fare quella sostenuta da quei poteri che vivono quotidianamente di debito pubblico e che da decenni squarciano il tessuto sociale della repubblica.
    Invece di eliminare mezzo miliardo di euro in privilegi politici e 50 miliardi di euro in matrimoni economici,reversibilità fasulle,anacronistiche baby pensioni, pensioni retributive ingiustificate, e trovando un modo per far pagare le tasse ai pensionati che emigrano all’estero.

    Invece di fare tutto questo per proseguire il cammino di risanamento dei conti cominciato con l’inserimento in costituzione del pareggio di bilancio,con serietà assoluta,si preferisce chiudersi a riccio sperando che si esca dalla crisi e ci si possa tenere le prebende impunemente ottenute.
    Non è così, il giusto pareggio di bilancio,che lo ricordo nulla ha a che fare con l’assurdo fiscal compact,peraltro mai ancora applicato in Europa, e che richiederebbe manovre imponenti.
    Il giusto pareggio di bilancio,con le giuste manovre della banca centrale europea andavano accompagnate dalle giuste riforme.
    Purtroppo l’autolesionismo presente in questa società è troppo forte per poter essere debellato.
    Sono cominciate assurde riforme del lavoro, anche in questa legislatura come in quella precedente si è voluto colpire l’articolo 18, eliminando qualsiasi diritto,non collegando i licenziamenti alle situazioni patrimoniali, non prevedendo l’assenza di articolo 18 solo in un secondo momento,solo dopo una cassa integrazione di qui lavoratori,solo dopo che c’è stato un controllo dei bilanci delle aziende.
    Abbiamo superato ogni limite,la magistratura invece di difendere l’articolo 1 della costituzione ha dato ragione alle aziende dicendo che “licenziare è lecito se fa ottenere un profitto maggiore”.
    invece eliminare i privilegi acquisiti non è lecito anche se in costituzione c’è il pareggio di bilancio.
    Un diritto acquisito c’è quando si vanno a toccare soldi che sono di qualcuno.
    Se uno ha versato 500 mila euro di contributi, portarglieli via sarebbe sbagliato.
    Ma se uno non ha versato nulla e riceve dei soldi,come può trattarsi di diritto acquisito.
    Dal mio punto di vista è un furto acquisito.
    Questi hanno tolto  i privilegi, ma solo per il futuro!
    Cioè noi dobbiamo rimanere senza privilegi mentre paghiamo i loro privilegi acquisiti?
    Assurdo,meglio allora il fallimento dello stato.
    Non è ammissibile che i nostri soldi che tutti i mesi vanno all’inps finiscano nelle tasche di chi non li dovrebbe ricevere,mentre il debito aumenta e a noi ci tolgono ogni diritto e ogni dignità di lavoratori.
    Tutto questo è inaccettabile.
    Poi arriva l’intelligentone che dice:” I diritti acquisiti non si possono toccare ma possiamo chiedere un contributo di solidarietà”
    Un contributo di solidarietà?
    Questi furfanti ci stanno rubando il nostro futuro e noi si dovrebbe chiedere loro di essere solidali magari mettendoci in ginocchio?

    Dal mio punto di vista l’eliminazione di questi privilegi acquisiti si può ottenere anche con una legge ordinaria,grazie al pareggio di bilancio e tramite un controllo del dare avere.
    Si scrive una legge dove si dice che l’inps deve svolgere un controllo ogni 2 anni su tutte le prestazioni erogate,quindi indipendentemente dal quando hanno cominciato ad essere erogate.
    Non ha nulla a che fare con la retroattività,qualunque prestazione erogata subisce il medesimo controllo e nel caso in cui l’esito sia negativo si procede al ricalcolo,ovvero alla sostituzione della prestazione con una pensione sociale.
    Si dice che tale controllo viene fatto sottraendo i contributi versati da ogni lavoratore ai soldi ricevuti,tenendo conto delle tasse pagate e del costo della vita.
    Se la cifra è negativa,e quindi non è rispettato il pareggio di bilancio avviene automaticamente il ricalcolo dell’erogazione ovvero l’erogazione della pensione sociale.
    A mio parere non si tratta di una legge retroattiva, ma c’è un paletto che evita la rottura tra generazioni, sempre che questo sia l’obbiettivo dei nostri governanti.
    È inaccettabile farsi chiamare bamboccioni da degli egoisti sociali che sono la causa del nostro debito,nostro perché loro non lo pagheranno mai,e nemmeno noi  converrebbe pagarlo,meglio dunque un fallimento.

     
  • giamps78 06:15 il 3 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’interessante intervista a nino galloni e il complottismo non latente 

    Stavo rileggendo l’interessante l’intervista fatta da Alessandro Giorgiutti a nino galloni su liberoquotidiano, dove si ripercorrono gli anni in cui il debito pubblico italiano esplose.
    Bella intervista,i fondamentali sono corretti,sono d’accordo al 60%, ed in questo periodo è una gran bella percentuale.
    Non voglio contestare ne rimarcare quel 60%,ma nemmeno l’intero 40%,ma preferisco concentrarmi su un paio di fattori presenti nell’intervista.
    Intanto si riconosce che l’orientamento internazionale era per vietare l’acquisto dei di stato da parte della banca nazionale o centrale,e a tal fine venivano fatte delle pressioni e pure delle speculazioni.
    Questo piano era il piano di nixon, non a caso arrivato dopo Kennedy ammazzato dopo aver firmato l’ordine che toglieva alla fed la stampa di banconote.
    Più che complottismo A me sembra realismo visto che anche noi ci abbiamo rimesso un presidente del consiglio,Aldo moro,pure lui favorevole alla stampa di banconote da parte del tesoro,pure lui avrebbe alzato un putiferio in parlamento.
    Le famose 500 lire del 1967 fatte stampare da Aldo moro,rappresentano pure il motivo per cui i “signoraggisti” se la pigliano con me.
    Apro e chiudo parentesi: Sto dicendo tutt’atra cosa da voi,non me ne frega un emerito **** del costo delle banconote,capito?
    Io parlo del costo degli interessi sulle banconote che dovrebbero essere di proprietà di chi le stampa.
    Torniamo all’argomento..

    Non sono noccioline,stiamo parlando dell’ordinamento politico mondiale,la differenza tra capitalismo di sinistra di destra e di centro e anticapitalismo di sinistra di destra e di centro.
    Una frattura all’interno del mondo politico,un consegnarsi mani e piedi a chi,nel mondo, ha privatizzato tutto il privatizzabile e può permettersi di avere la moneta mondiale per eccellenza.
    È questo il ragionamento macroeconomico che in questi giorni porta all’eliminazione dell’obamacare mentre noi creiamo debito pubblico per le quattordicesime su pensioni erogate da una legge fatta proprio in quegli anni,il sistema retributivo, al quale siamo passati eliminando il sistema pensionistico a capitalizzazione.
    La famosa inflazione da shock petrolifero negli stati uniti durò meno di due anni,da noi divenne endemica, e fu questa la ragione che portò all’innalzamento del debito perché dall’inflazione si ottengono i tassi di interesse.
    L’inflazione non è direttamente dovuta alla stampa di banconote, ma è dovuta alla stampa di banconote utilizzate per coprire le spese correnti,che sono aumentate con le assurde riforme fatte in quegli anni.
    La speculazione poteva essere evitata se ci fosse stata in costituzione la normativa sul pareggio di bilancio.
    Mettiamoci d’accordo o privatizziamo tutto come negli stati uniti d’America,pure le elezioni,e non siamo così distanti visto che hanno già tolto il finanziamento pubblico…

    Oppure diamo un riconoscimento politico austerità, riconoscendo che questo è l’unico modo per continuare ad avere la stampa di banconote da parte del tesoro o della banca “pubblica” di riferimento.
    Tutti hanno capito che bisogna stampare banconote,lo hanno capito gli stati uniti d’America,l’Europa,il Giappone,il regno unito,ma pochi possono realmente farlo senza avere conseguenze.
    Questo ragionamento di galloni è totalmente sballato:
    «necessità di contenere la domanda interna, e quindi anche il Pil, per evitare che l’ import aumenti più della crescita. Se però si fosse trovato il modo di agganciare le maggiori emissioni monetarie a una crescita del Pil che non determinasse aumento dell’ import, avremmo trovato la quadra. Insomma, bisognava ripensare il keynesismo>>

    No,sbagliato,matita rossa,non il pil ma le maggiori spese coperte da stampa di banconote fanno perdere competitività alla quale si cerca di rimediare con il cambio monetario creando inflazione su prodotti di cui noi siamo totalmente dipendenti,esempio petrolio e che creano il cd effetto del cane che si morde la coda aumentando il debito,la spesa pubblica,le tasse,la speculazione.
    I prodotti che noi compriamo dall’estero vanno bene solo ed esclusivamente se sono acquistabili anche in Italia.
    Altrimenti non c’è concorrenza vera ma ci si lega mani e piedi al mercato internazionale.
    La benzina utilizzata in tutti i filoni produttivi rientrava in pieno nel piano di Nixon che strinse accordi di difesa militare con tutti i paesi esportatori di petrolio e tale atto portò alla difesa dello stato del qwait dall’iraq nel 1991.
    La perdita di competitività e poi di sovranità si innesca dal mancato rispetto dei vincoli di bilancio.
    Il problema è andare a recuperare i buoi una volta scappati dal recinto e soprattutto ricordarsi subito dopo che va chiuso!
    No perché c’è qualcuno che non è in grado di capire che con un default del debito scatta l’embargo economico e quindi in egual modo il fallimento delle aziende orientate al mercato globale.
    Il ritorno alla lira se non paghi il debito porta ad una situazione peggiore di quella attuale.
    Non si possono stampare banconote per pagare le spese correnti.

     
  • giamps78 17:18 il 9 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’inflazione crea la crisi della domanda e restringe il paniere 

    Volevo dimostrare come sia falsa l’affermazione di certuni economisti che vedono nell’inflazione il motore dell’economia e la deflazione come freno perché porterebbe a rimandare gli acquisti in attesa del futuro abbassamento dei prezzi.
    Intanto su questo punto mi ero già espresso in passato e già avevo spiegato come tali affermazioni fossero errate alla radice.
    Oggi volevo ribadire tale concetto con ulteriori argomentazioni.
    Intanto ogni anno ci sono i saldi che abbassano del 30% i prezzi.
    È del tutto evidente l’aumento delle vendite derivanti da tale evento.
    A prezzi più bassi corrisponde un maggior numero di vendite.
    E che nei 12 mesi ci sia l’inflazione al 2% o che ci sia la deflazione al 2% poco conta rispetto al calo del 30%.
    Quindi se qualcuno vuole rimandare un acquisto ha motivo di farlo sia con l’inflazione al 2% sia con la deflazione al 2% visto che poi i prezzi si abbassano anche del 30%!
    E mi pare che economisti e media parlano con entusiasmo di questa nuova moda del “Black friday” o di quella vecchia dei saldi invernali o estivi.
    Voglio ricordare ancora una volta che il prodotto interno lordo è un numero crudo che non contiene il numero di prodotti venduti.
    Approssimativamente, se il prodotto interno lordo è 100 e l’inflazione risulta dell’1% e se il numero di prodotti scambiati,tra l’anno prima e l’anno dopo, rimane esattamente il medesimo si avrà una crescita del prodotto interno lordo dell’1%.
    È chiaro che la considerazione precedente è valida solo dal punto di vista teorico,ma se vendo 100 ombrelli ogni anno e aumento il prezzo dell’1%, pur vendendo lo stesso numero di ombrelli la spesa complessiva aumenta ma il numero degli ombrelli venduti è lo stesso.
    Questa per gli economisti è considerata crescita,anche sedi crescita non vi è traccia se non in quella dei prezzi.
    Viceversa se il prezzo degli ombrelli diminuisce,ma vendo più di 100 ombrelli potremmo entrare in una fase di recessione!
    Ma l’argomento principale di questo articolo riguarda la crisi della domanda e la dimostrazione di come sia l’inflazione una delle principali cause.
    Tutti abbiamo un “paniere” una cifra oltre la quale non possiamo spingerci nelle spese mensili.
    Questo paniere può essere zero se non si possiedono denari mentre nella media è circa mille euro.

    L’indice di povertà assoluta ci dice quante persone non riescono a raggiungere una certa quantità minima di denaro ogni mese.
    Tale cifra 10 anni fa era sotto i 500 euro ed oggi è di poco sotto i 700.
    Questo significa che in 10 anni l’inflazione ha fatto aumentare di circa 200 € i soldi necessari per non vivere in povertà assoluta.
    Ci sono almeno 4 milioni di italiani che vorrebbero comprare molto di più di quello che possono permettersi ma non lo possono fare e più aumenta l’inflazione meno queste persone faranno acquisti quindi contribuiranno a diminuire  la domanda.
    Altri 4 milioni di italiani non sono in povertà assoluta ma spendono ogni mese tutto quello che guadagnano e se vi fosse deflazione continuerebbero a spendere tutto quello che guadagnano,comprando quindi un maggior numero di prodotti,diminuirebbero le loro difficoltà, ma essendo il loro “paniere” identico a prima, avendo cioè magari mille euro e continuando a spenderne mille,non aumenterebbero il prodotto interno lordo secondo il metodo di calcolo attuale.
    Anche per questa fascia di persone al diminuire dei prezzi non diminuisce la spesa che invece rimane costante,ma aumenta il numero di prodotti scambiati.
    Ad esempio si parla dell’aumento delle bollette ma molto difficilmente si conta il numero di kw elettrici o di litri d’acqua consumati anche se i dati sono a disposizione.
    Un comportamento virtuoso provocherebbe un minor spreco ma la bolletta magari aumenterebbe nei suoi costi fissi,più che in quelli variabili che dipendono dai consumi fino ad arrivare a dei costi fissi più alti di quelli variabili,ovvero l’avere un allacciamento alla rete elettrica costa di più Dell’energia elettrica stessa consumata durante la mensilità.
    L’aumento dell’inflazione taglia la domanda sotto tutti i punti di vista e riduce lentamente la competitività del sistema paese.
    Evidentemente se aumentano le spese si cerca di concordare con il datore di lavoro o con lo star l’aumento delle retribuzioni,questo permette di passare da mille a mille e cento euro ma di comprare i medesimi prodotti pagando bollette dove magari sono indicati medesimi consumi ma il prodotto interno lordo crescerà e dall’estero le agenzie di rating dai loro computerini stabiliranno che il nostro debito aumentato a dismisura potrà continuare ad aumentare in cifra assoluta senza alcun pericolo imminente,pagando tassi di interesse tutto sommato quasi ragionevoli.

    Chi sarà in povertà assoluta vedrà aumentare aumentare la cifra necessaria per superare tale soglia e magari il pensionato con la minima riuscirà a farsi dare ,dal promettente politico di turno l’aumento, così come successe nel 2002 quando entrammo nell’euro ,Berlusconi portò da 300 euro a 500 euro le pensioni minime e poi i prezzi raddoppiarono!
    L’inflazione dissangua l’economia,durante la fase di dissanguamento non tutte le parti se ne rendono conto,le parti periferiche avranno una circolazione ridotta ma altre parti vedranno l’afflusso di più sangue che poi però viene disperso.
    Ma siccome poi il corpo è  uno solo la fine che fanno tutti gli organi è più o meno la stessa.
    È chiaro che se raddoppi i prezzi e se aumenti le remunerazioni hai una parte che guadagna più denaro rispetto a prima ed inizialmente puoi avere anche un calo della disoccupazione come avvenuto negli anni successivi all’entrata dell’Italia nell’euro.
    Ma alla distanza la perdita di competitività del settore produttivo dovuto al più alto costo del prodotto creato da persone che chiedono più denaro per mantenere inalterato il proprio “paniere” assieme alle regole che hanno abbattuto le dogane ed alla politica monetaria che ha portato l’euro a superare quota 1,60 sul dollaro(partendo da 0,90) porteranno ad avere una situazione non più sostenibile con le agenzie di rating che in un click ti fanno fallire.
    In altre parole ogni forma di assistenzialismo che non tiene conto del debito pubblico e che pensa solo ad ottenere il 2% di inflazione ed il 2% di crescita di prodotto interno lordo non solo non risolve i problemi ma li rimanda nel tempo facendoli diventare sempre più grandi ed irrisolvibili.
    Mano a mano che perdiamo le produzioni la crisi diventa grande ed il prodotto interno lordo che cresce al 2% non risolve il problema che è strutturale.
    La divisione tra centro e periferia che si ha in ogni dove,anche all’interno del mondo “occidentale”,quando si vota per la brexit, o per Trump è esattamente lo specchio di quello che sta accadendo e che in futuro è destinato a peggiorare lasciando il mercato senza regole e senza barriere.
    L’approccio neoliberista del licenziamento facile e dell’assenza di barriere di cui l’Europa si è fatta portatrice sta fallendo miseramente perché se è vero che ottimizza le produzioni, lo fa grazie all’accentramento nei luoghi più favorevoli,dove il costo della vita è più basso e dove c’è L’assenza di diritti che sono messi in competizione con luoghi dove i diritti ci sono e vengono un pochino alla volta tolti di mezzo

    È chiaro che poi con la trasformazione del sistema produttivo e l’accentramento dei capitali presso le multinazionali anche tramite le robotizzazioni abbiamo le periferie produttive sempre più in sofferenza.
    A questo si risponde criticando l’austerità non è la causa del problema perché in ogni caso anche facendo gli spendaccioni si otterrà un prodotto interno lordo ed una inflazione fittiziamente maggiori ma una situazione economica che realmente peggiora.
    Se all’estero buste paga restano basse i prodotti costeranno meno e senza dogane evidentemente ci sarà una concorrenza che non ha nulla a che vedere con la produttività del singolo lavoratore ma dalle variabili esterne che originano dalla differenza di costo Dell vita e del lavoro in relazione alla spesa pubblica relazionata all’inflazione e al cambio monetario,non nell’arco di 12 mesi ma di decenni.
    Chiaro che anche esistendo un reddito di cittadinanza non aumenterebbero i posti di lavoro che non ci sono,aumenterebbe solo il debito.
    L’imprenditore se può far di meno di pagare le spese previdenziali e sociali e può creare lo stesso prodotto all’estero vendendolo qui,lo farà senza dubbio.
    Ma tutte le spese pazze fatte da chi dubita dell’esistenza del debito pubblico e parla contro l’austerità andrebbero ad aumentare il divario tra stati ed in assenza di dogane farebbero diventare meno costosi i prodotti creati all’estero peggiorando la situazione lavorativa e la competitività strutturale e aumentando ancora di più il debito..
    Negli esempi precedenti ho considerato il debito pubblico ma non il debito tra provati.
    Evidentemente il “paniere” del singolo cittadino può subire modifiche relative a prestiti ottenuti,mutui da pagare etc etc.
    Mancano altresì le categorie meno povere che possono avere maggiori opportunità di risparmiare denaro e quindi di rimandare gli acquisti in caso di deflazione.
    Ammesso che la deflazione li faccia desistere dall’acquisto,i soldi messi in banca non restano comunque fermi,ma vanno ad alimentare prestiti che modificano i panieri di altre persone,allargandoli.
    Questo in teoria,perché Poi in pratica vanno a fare carry-trade all’estero,ovvero speculazione finanziaria.
    Mentre se vi fossero tassi bassi per i crediti privati allora questo renderebbe meno significativa la deflazione e farebbe spendere i soldi dai quali altrimenti si ottengono interessi minimi.
    Il punto è che più salgono i prezzi più diventa difficile alzare i salari,più si restringerà la possibilità di fare acquisti dopo il deterioramento della situazione economica e finanziaria a favore di stari che hanno avuto meno inflazione e che hanno pagato nella loro storia meno interessi sul debito che oggi hanno un vantaggio perché concentrano il profitto delle multinazionali.

     
  • giamps78 18:18 il 29 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Pensioni e carburanti: Due riforme per risollevare paese 

    la condizione economica italiana,al netto delle politiche monetarie della banca centrale europea, in questi tre anni è peggiorata vistosamente.
    Se qualcuno volesse realmente migliorare questa situazione avrebbe una unica scelta: Mettere mano alle pensioni.
    Ovviamente non la solita riforma previdenziale simile a quella che viene fatta da ogni nuovo governo che entra in carica, credo di averne contate otto o nove di queste riforme negli ultimi 25 anni.
    Qui non si tratta di alzare l’età pensionistica,questo è assolutamente sbagliato, non si tratta di dare pensioni future più basse perché anche questo lo si è sempre fatto e l’unico risultato è stato quello di togliere tutto alle future generazioni mentre la situazione generale continua a peggiorare.
    Si tratta di togliere diritti acquisiti per evitare questo furto alle casse dello stato mettendo a posto retroattivamente un gigantesco errore che è la concausa del nostro debito pubblico.
    Si tratta di fare una legge costituzionale in cui si riformano le pensioni di reversibilità e si dice che il sistema pensionistico italiano è quello contributivo ovvero si riceve in base a quello che si è versato durante la propria vita lavorativa.
    Poi si aggiunge un articolo con delle disposizioni transitorie nel quale si afferma che i pensionati che utilizzano altre leggi per il calcolo pensionistico devono avere un ricalcolo basato sugli anni contributivi,in base hanno già ricevuto e sulla ricchezza isee.
    L’Italia nella parte transitoria della sua costituzione ha sospeso diritti civili al vecchio re d’italia,quindi se è  stato fatto al re si può fare anche ai pensionati,magari solo a quelli che hanno già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quello che tali lavoratori hanno versato.
    Così si recuperano alcune decine di miliardi.
    Un altro articolo di questa legge potrebbe parlare di forze dell’ordine che continuano ad andare in pensione con delle incredibili agevolazioni.
    Queste persone credono di difendere lo stato ed invece lo portano furbescamente al fallimento.
    Un ulteriore articolo di questa legge costituzionale riguarda i doppi stipendi,le indennità dei politici che devono essere retroattivamente portati a 500 euro ma solo nel caso in cui il modello l’isee sia bassostesso dicasi per i pensionati all’estero che non pagano 1 euro di tasse e non pagano nemmeno la scheda elettorale su cui qualcuno ha permesso loro di votare.
    100 mila euro è la cifra negativa tra quanto è stato versato nella vita lavorativa e quanto si è ricevuto e questo indipendentemente dalla pensione che si riceve, chi ha ricevuto tutto quello che ha versato ed in più altri 100 mila euro deve ricevere una brutta sorpresa perché ci sono giovani ai quali lascerà una pesante eredità ed è quindi giusto porre fine al ladrocinio di un sistema pensionistico del passato.
    Il pacchetto totale dovrà portare un risparmio di 50 miliardi che deve andare totalmente nell’abbattimento dell’iva, ma solo per i prodotti interamente creati e venduti in Italia.

    Vanno serrate le fila per quanto riguarda il carburante che il primo gennaio tornerà a salire del 10% e saranno tutte tasse.
    Questo aumento produrrà decrescita del prodotto interno lordo perché quei soldi incamerati dallo stato tolgono economia reale che ne viene ulteriormente appesantita a favore dell’assistenzialismo che fa morire il paese.
    C’È un circolo vizioso da invertire,prima che la situazione possa diventare irreversibile.
    Quindi quello che va fatto è prima di tutto eliminare l’iva agevolata sul carburante obbligando le aziende dei trasporti,le forze dell’ordine,il trasporto pubblico a montare quei dispositivi che utilizzando la batteria degli automezzi creano piccolissime quantità di idrogeno e ossigeno che poi finiscono nella camera di scoppio e migliorano la carburazione diminuendo i consumi del 20%,esattamente pari all’agevolazione sull’IVA che non avranno più.
    Questo apparecchio costa  1’500 euro,ma ad esempio in alte paesi lo si può trovare anche a 500 euro e può essere lo stato a fornirlo gratuitamente utilizzando i risparmi ottenuti dalle mancate agevolazioni sull’IVA.

    Otteniamo risparmi di spesa pubblica con la possibilità di abbassare le tasse,e l’unica tassa che va abbassata fino all’eliminazione è l’IVA,ma in questo caso non sul carburante fossile che viene estratto dal sottosuolo ma su tutti i carburanti creati per intero nel territorio nazionale,attraverso i biodigestori ma non attraverso le combustioni dei rifiuti,oppure per i carburanti sintetici creati da energia elettrica e co2.
    Per questi non vi sarà da pagare l’IVA di modo che diventino competitivi.
    L’Italia ha bisogno di innescare un circolo virtuoso abbassando i prezzi finali dei prodotti,migliorando così il potere d’acquisto e la competitività,ma nel contempo di dare più risorse a chi si trova all’inizio della catena produttiva che riceve pochissimo per un prodotto il cui costo poi lieviterà del triplo o del quadruplo.
    La strada giusta non è quella di alzare i prezzi con l’inflazione,ne abbiamo avuta fin troppa con il raddoppio dei prezzi con l’entrata nell’euro,(anche se pare che siano sfuggiti all’istituto di statistica),e con l’iperiflazione cominciata negli anni ’70 e poi a lungo proseguita.
    Per recuperare competitività sugli altri paesi,in quest’epoca di globalizzazione,abbiamo bisogno non di alzare le buste paga perdendo economia reale e rendendo le banche dei baracconi da economia finanziaria,ma di diminuirli recuperando il nostro ruolo nel mondo.ser

     
  • giamps78 10:26 il 14 December, 2016 Permalink | Rispondi  

    Il nuovo secolo tra robotizzazione, fallimento degli stati sociali e nuova divisione del lavoro 

    Solo chi ha i capitali può investire nella robotizzazione delle linee produttive e distributive.
    In assenza di dogane e di dazi tale investimento sarà effettuato all’interno dello stato con il più basso costo della vita e del lavoro.
    Ora qualcuno può domandarsi quale differenza ci sia tra una linea produttiva che prevede la totale assenza di operai che però viene fatta in italia da una linea produttiva che prevede la totale assenza di operai che però viene fatta in Romania o in Serbia.
    Sostanzialmente la differenza sta nelle tasse e nei costi di produzione la cui forbice tra paesi è tale da far spostare l’investimento per far ottenere ai capi il maggiore profitto ed il maggiore accumulo di capitali sui quali poi guadagnare con gli interessi ovverosia facendo aumentare i debiti pubblici degli stati che vengono scotennati della propria sovranità ovverosia della possibilità di legiferare su quelle produzioni che in qualche modo vengono imposte dai capi anche a tutto il resto della popolazione tramite il controllo dei media e lo specifico indirizzamento della ricerca scientifica.
    Ad oggi non esistono più i paesi terza via,non esiste cioè la possibilità per gli stati di calmierare la potenza delle multinazionali attraverso proprie produzioni.
    In questo ambito sarebbero rientrate anche le produzioni robotizzate statali,che pur non dando lavoro agli operai, come peraltro quelle derivanti da quella che impropriamente viene chiamata concorrenza perfetta,avrebbero consentito tramite l’assenza di scopo di lucro la distribuzione di beni a prezzi irrisori o addirittura gratuiti fino ad un certo livello di consumo mensile per nucleo familiare.
    Solo così infatti,offrendo servizi gratuiti si può dare l’alternativa vera al sistema dello stato sociale visto oggi come unico salvagente per gli anziani che sono resi dipendenti dal mercato della domanda e dell’offerta perdendo le proprie radici di società e creando un solco sempre più profondo tra generazioni.
    È del tutto evidente che se qui in italia hai una certa tipologia di stato sociale, ed in Romania ed in Serbia hai la quasi totale assenza di stato sociale,il capitale per l’investimento in robotizzazione,che lascia comunque per strada tutti gli operai,sarà fatto dove il costo dello stato è inferiore.

    Naturamente nel mondo non esiste un solo tipo di stato sociale,si distinguono almeno tre gruppi:
    A)quello italiano che negli anni è cambiato ma che risulta sostanzialmente pubblico.
    B)quello anglosassone a capitalizzazione
    C)quello dei paesi che si possono definire “in via di sviluppo” dove c’è la quasi totale assenza di uno stato sociale in linea con la povertà patita negli anni in cui in italia si viveva un periodo di miracolo economico,anch’esso peraltro successivo ad un periodo di povertà.
    Ovviamente i primi paesi ad avere il fallimento del proprio stato sociale saranno i paesi dove lo stato sociale è più costoso…
    Già me li immagino i super economisti a dire che il sistema anglosassone è il migliore dopo che sarà saltato lo stato sociale di alcuni paesi che casualmente hanno mantenuto pubblica la gestione delle casse previdenziali.
    A bhe si, son due modi di vedere le cose.
    Effettivamente non salteranno le casse previdenziali capitalizzate,ma fino a quando?
    Finché c’è capitale remunerato le casse private non hanno problemi.
    Ma se hai una robotizzazione quale disoccupato può permettersi di comprare i prodotti creati dai robot fatti nel paese dove il costo della vita e del lavoro è più Basso?
    Certamente da un fallimento degli stati sociali pubblici non capitalizzati potrebbe nascere l’opportunità per gli stati anglosassoni e per i paesi in via di sviluppo nell’egemonizzazione delle produzioni.
    Ma chi pensa questo dimentica che il mondo dei capitali ormai è interconnesso e paradossalmente rischiano di perdere prima la pensione quelli che hanno un sistema previdenziale a capitalizzazione privata.
    Se non vogliamo che il valore di un essere umano discenda fino ad essere equivalente a zero e’  quindi necessaria una nuova divisione del lavoro basata sulle comunità locali sottratte e quindi impenetrabili al mercato globale,basata sui bisogni reali delle persone e sull’ambiente,all’interno di uno stato che non sia ricattabile dai capitali esteri.

    Quindi abbiamo l’unione di più fattori e nessuno di questi viene affrontato con concretezza dalla politica.
    Anzi,l’unica risposta alla robotizzazione degna di nota è assolutamente controproducente.
    Qualcuno vorrebbe addirittura far pagare le pensioni ai robot!
    Sostituisci un robot con un umano?
    Il robot deve pagare l’inps ogni mese.
    Cosa non si inventa pur di mantenere il privilegio di vecchie pensioni pagate con il retributivo che stanno portando questo paese al fallimento!
    Si si,sono proprio intelligenti,firmano trattati di libero scambio da ultimo l’accordo con il Canada per eliminare le dogane ed i dazi e poi fanno di tutto per far scappare le produzioni.
    Ovviamente se il capitalista vede un paese che favorisce le robotizzazioni e vede che non ci sono sovraprezzi nel vendere un prodotto da quello stato a quell’altro che invece esige che i robot versino i contributi,sceglierà certamente il primo.
    Ma il problema non è il capitalista che fa la cosa più sensata, il problema è costituito da chi fa le regole che molto spesso viene pagato,molte volte legalmente,per poter intraprendere una radiosa carriera politica.
    Il punto è che più le produzioni si spostano all’estero e più il nostro debito pubblico aumenta,più il nostro debito pubblico aumenta e più siamo ricattabili dall’estero.
    Il nostro stato sociale non è più sostenibile considerando le attuali politiche di interscambio commerciale.
    Più restiamo attaccati al vecchio stato sociale più togliamo futuro alle nuove generazioni mentre quelle vecchie avevano diritti ma anche uno stato con delle proprietà pubbliche e delle pregevoli unità produttive che oggi sono state completamente svendute….si pensi ad esempio all’iri.
    Non siamo più la terza via tra prodizione pubblica e produzione di “libero” mercato e siamo da decenni sotto attacco speculativo.
    Ci hanno messo in questa europa costruita senza capo ne coda che strizza l’occhio al neoliberismo come unico punto portante del progetto con l’unico intento di renderci definitivamente schiavi del capitale speculativo.
    Per questo motivo l’unica corretta azione fatta dalla banca centrale europea,il quantitative easing che concede agli stati il guadagno sui tassi di interesse,viene costantemente aggredito.

    Una rivoluzione industriale ha spazzato via la falce, un’altra ha spazzato via il martello,la prossima può essere fatale,magari proprio per i turbo capitalisti.
    Stravolto e ridimensionato il ruolo di contadini ed operai in questa colossale sconfitta del comunismo marxista e di uno stato comunista accentratore di poteri e non democratico periti sotto i colpi di un capitalismo che vuol fare un solo boccone degli esseri umani e delle religioni in nome del progresso che però in realtà nasconde la volontà di assoggettare le persone e renderle dipendenti e sostanzialmente inutili.
    Finiti i partiti di massa ci rimangono i sindacati a difendere un mondo che non c’è più e paradossalmente a rivendicare diritti che messi all’interno di queste regole economiche hanno l’effetto di accelerare la velocità del fallimento.
    E più ci si avvicina e più serve austerità e più c’è la ribellione e lo scontento nel volere indietro condizioni che non ci sono più  e si chiede ancora una volta alla spesa pubblica di mettere in moto l’economia come un cane che si morde la coda e che aumenta il debito e rende ancora più necessaria l’austerità.
    Di fatto ad oggi si è tolto solo alle future generazioni e ovviamente non scendono in piazza perché a loro non è ancora ben chiaro,vivendo vicino a chi ha diritti acquisiti non ci si rende conto forse perché chi ha quei diritti è preso dall’individualismo capitalista e pensa solo a se stesso visto che lo fanno tutti,perché non dovrebbe farlo lui,mica vuole passare per fesso!
    Ma i fessacchiotti non hanno capito che ci aspetta un destino da cavie della scienza capitalista brevettata a fini di lucro dentro al mondo sovrappopolato e cementificato dove vige il mito della casa con il cane e con il gatto e dove i media fanno arrivare il televangelista accompagnato da messaggi subliminali e ipnotici anche questi studiati in laboratorio

     
  • giamps78 10:09 il 26 November, 2016 Permalink | Rispondi  

    Renzi aumenta stipendi e pensioni: Si avvicina il default! 

     

     

    L’aumento degli stipendi della pubblica amministrazione e delle pensioni è la ricetta utilizzata prima dalla democrazia cristiana e dal pentapartito poi da centrodestra e centrosinistra nel periodo del bipolarismo muscolare ed oggi è usata dai rottamatori al governo che dovevano rappresentare la rottura con il cambiamento mentre in realtà le ricette sono le stesse utilizzate in precedenza,quelle che ci hanno portato ad essere ultimi in Europa,quelle che aumentano terribilmente il rischio fallimento.
    Questa è la situazione reale,altri vivono o ci fanno addirittura i comizi sulle nuvole e poi passano il tempo a chiedersi come mai malgrado tutto l’impegno profuso le cose vanno sempre peggio.
    L’unica nota positiva e la sentenza della corte costituzionale sul contratto degli statali dove si afferma che anche le regioni fanno parte della partita decisionale e quindi,referendum del 4 dicembre permettendo, apre la strada alle gabbie salariali regionali per la pubblica amministrazione su due livelli di contrattazione come accade alle aziende private sparse sul territorio nazionale.
    il cane si morde la coda nel volere per bocca dei sindacati stipendi più alti per la pubblica amministrazione.
    Stipendi più alti “logorati” subito dopo dall’inflazione che azzererà il nuovo presunto aumento di potere d’acquisto.
    Si ma nel frattempo l’aumento dell’inflazione renderà più povere le classi sociali che l’aumento non l’hanno avuto tipo i pensionati.
    Se ai governanti piacciono le vittorie di Pirro saranno contenti nel constatare l’aumento del prodotto interno lordo dopo l’aumento degli stipendi della pubblica amministrazione.
    I governanti saranno pure contenti nel constatare l’incremento delle entrate fiscali in cifra assoluta contenute di per se nell’aumento stesso degli stipendi e poi nell’inflazione.
    Saranno contente le banche private,la banca centrale europea,il fondo monetario internazionale e parleranno di uscita dalla crisi.
    Ma purtroppo così non sarà,non per una gufata qualsiasi,ma perché a dirlo è la logica e la matematica.
    Infatti l’applicazione di questa ricetta fallimentare ha generato nel tempo questo effetto domino prezzi-salari che si devono confrontare con l’assenza di dogane all’interno dell’unione europea ma anche all’esterno con i vari trattati di libero scambio e con il mancato adeguamento dei dazi in corrispondenza al nostro aumentato costo della vita e del lavoro dovuto all’incremento dei salari.
    Tuto questo per dire che l’aumento dei salari facendo crescere il costo Dell vita e del lavoro porterà all’aumento della disoccupazione per un fatto molto semplice: L’imprenditore privato porta le produzioni all’estero e le fa arrivare qui ad un prezzo più basso e ottenendo pure un profitto più elevato grazie alle regole all’interno dell’Ue e alle regole del commercio wto.
    E poi il cane che si morde la coda fa un altro giro su se stesso e tutto ricomincia come prima,si chiede un nuovo aumento salariale ed un nuovo aumento delle pensioni “da fame” e l’effetto domino continua magari lentamente,magari impercettibilmente

    Sta di fatto che sarà sempre più difficile fare impresa,che le tasse per forza di cose dovranno aumentare.
    A proposito,solo l’80% dell’ici sulla prima casa abolita dal governo viene rimborsata ai comuni e questo significa che a fine anno aumenteranno nuovamente ed inevitabilmente le tasse locali mentre il governo dice di aver abbassato le tasse.
    Tra parentesi il governo ancora non ha saputo dire quale aumento di prodotto interno lordo è legato al pagamento dei debiti arretrati della pubblica amministrazione.
    Facile dire che c’è l’aumento del p.i.l dello 0,3% nel trimestre magari teleguidandolo con il mouse grazie al pagamento di un tot di quel debito solo per fare propaganda in vista del referendum.
    Perché il governo non dice quanti debiti arretrati sono rimasti da pagare ben sapendo che una volta finiti ci sarà il fisiologico calo del p.i.l oggi gonfiato da tali cifre?
    In ogni caso non c’è alcuna discontinuità tra le ricette del passato e quelle attuali.
    L’unica discontinuità è stata messa in campo da Mario draghi con il quantitative easing e con la diminuzione del prezzo del petrolio.
    A livello europeo non c’è stata alcuna discontinuità a livello di investimenti pubblici per dare una direzione a questo continente e siamo ancora in mezzo alla totale dipendenza dai combustibili fossili e dal nucleare.
    A livello italiano abbiamo sforato tutti i parametri e usati i risparmi del q.e. Di draghi per fare fascio e propaganda e tra due o tre anni staremo peggio di oggi.
    Il bazooka della BCE è un’arma a doppio taglio perché comunque diventiamo ancora più dipendenti di quanto non eravamo prima e bisognerà vedere se alla scadenza dei titoli essi saranno rifinanziati e con quali modalità,per questo motivo abbiamo perso probabilmente l’ultima occasione per invertire il lento effetto domino che ormai da decenni pesa sull’Italia.
    Ancor più grave è l’inseguimento di vecchie ricette peggiorative della situazione anche se in un primo momento come la cocaina sembrano dare sollievo e migliori prestazioni.
    Cosa posso dire agli statali…
    Godetevi l’aumento degli stipendi,godetevi i vostri diritti acquisiti,il vostro articolo 18 cancellato solo per i neo assunti e se siete tra i fortunati godetevi il prepensionamento con il sistema misto in parte retributivo.
    Che i pensionati si godano l’aumento delle 14esime e i neo 18enni possono godersi i loro 500 euro utilizzabili anche per scaricare musica.

     e’ usata dai

     
  • giamps78 21:50 il 28 September, 2016 Permalink | Rispondi  

    retorica ideologica dell’INPS sulla reversibilità 

    La fetta delle pensioni di reversibilità è grande 25 miliardi.

    L’INPS all’improvviso si sveglia e dal prossimo mese ha deciso un taglio per queste pensioni, ma purtroppo l’ideologia che è dietro a questo governo e al presidente dell’INPS nominato dal governo non ha permesso di avere una decurtazione in base a parametri oggettivi e meritocratici.

    Eppure tutti si riempiono la bocca di meritocrazia, probabilmente a vanvera per farsi belli.

    Ancora una volta siamo legati alla logica “conviene far vedere di essere più poveri altrimenti lo stato ci leva tutto”.

    Io ritengo che sia un insulto al buonsenso dire che la decurtazione della reversibilità avviene se il pensionato supera una certa soglia di ricchezza,in base al valore delle abitazioni possedute,o in base al TFR ricevuto.

    L’unico vero principale parametro per misurare la decurtazione della reversibilità riguarda un semplice calcolo del “dare-avere”.

    Se una persona è ricca ed ha versato tanti contributi, ed ha ricevuto MENO di quello che ha versato, E’ GIUSTO CHE LA PENSIONE DI REVERSIBILITA’ SIA INTERA E NON SIA DECURTATA.

    Anche perchè oltre alla meritocrazia c’è proprio un discorso di evasione fiscale, ed è inaccettabile che questo stato pantalone che fa acqua da tutte le parti invogli ad evadere le tasse perchè tanto poi la persona che dovrebbe versare i contributi evita di farlo viste le assurde decurtazioni.

    Se invece il povero ha una pensione minima ma non ha versato nemmeno una annualità nei contributi versati, come si può dare l’intera cifra malgrado sia povero?

    In futuro chi si troverà in questa situazione e non ha versato un minimo di 20 anni di contributi non avrà maturato la pensione, figuriamoci la successiva reversibilità.

    E allora è ovvio che prima di tutto, e ci si sta pochissimo tempo, si controlli il numero di anni di contributi, se questi sono inferiori a 20 la reversibilità viene eliminata,fermorestando il calcolo del dare avere della coppia sposata che dimostrerà sicuramente che si è incassato più di quanto si è versato.

    Rientrando in questi parametri la reversibilità viene totalmente eliminata e quindi se viene erogata una qualche somma questa diventa di assistenza e non come diritto acquisito per un qualche cosa che è fondamentalmente falso: i soldi mai versati e che si spera le future generazioni pagheranno attraverso il debito pubblico a queste generazioni pur sapendo che tali future generazioni non avranno tutto quello che hanno le attuali generazioni.

    Come ho già scritto in passato, avanti così e arriveremo ad un punto dove si sarà data la pensione a chi non ha versato i contributi e non si potrà più dare la pensione a chi i contributi li ha veramente versati, un mondo che gira al contrario.

    Il tema della flessibilità in uscita….

    Scrive un quotidiano ben informato: “cresce la platea dei prepensionamenti a costo zero”

    A costo zero per chi?

    A costo zero per il singolo lavoratore ma non certo per la collettività.

    Allora io faccio un invito, invito ad andare a prendere una di quelle “buste arancioni” che l’INPS ha spedito alle generazioni dei futuri pensionati, invito a verificare quali sono le condizioni per la flessibilità in uscita nel 2040 o 2050 e si scoprirà una bella cosa…

    La flessibilità in uscita è già presente nel sistema contributivo, che lo ricordo permette di ottenere meno denari rispetto a quello retributivo e a quello misto che però oggi sono pagati da lavoratori che in futuro avranno il contributivo.

    Bene, i nostri giovani avranno anche loro la flessibilità in uscita ma ad un costo incredibile…

    Per uscire 3 anni prima dal proprio posto di lavoro, ad una età più alta rispetto all’attuale flessibilità in uscita prevista da questo governo, avranno (con il contributivo) una decurtazione secca della pensione di oltre il 30%.

    Quindi una norma che è già legge per le future generazioni, la flessibilità in uscita insita nel sistema contributivo, è molto ma molto più dura della flessibilità in uscita di cui parla oggi questo governo con questa “sperimentazione”.

    Ma la costituzione italiana non parlava di uguaglianza?

    Evidentemente queste persone sono convinte di poter fare debiti e lasciarli alle future generazioni convinti che queste lo paghino.

    E’ no cari miei, ad un certo punto ci sarà da fare una scelta, e io ritengo ci siano gli estremi per dire che quel debito lo deve pagare chi lo ha fatto e perchè qui qualcuno ci vuole far passare per fessi.

    Si prendano i soldi da chi ha ricevuto più di quello che ha dato, e si usi questo calcolo come giusta compensazione con il futuro sistema retributivo per evitare che le future generazioni abbiano questo incredibile fardello.

    Si faccia un calcolo eliminando le trattenute statali mensili, in quanto evidentemente sono soldi che il pensionato non ha ricevuto.

    Si faccia il calcolo tenendo conto dell’inflazione perchè evidentemente è cambiato nel tempo sia il costo della vita che del lavoro.

    E poi se c’è qualche poveretto che riceve questi miseri “500 euro” ma che nella differenza tra il dare e l’avere è sotto di 60 mila euro, che sono soldi pubblici, che sono soldi finiti nel debito pubblico, si recuperano con la decurtazione della reversibilità o con l’aumento della tassa di successione anche retroattiva sulle generazioni precedenti che non ci sono più.

    Quelli sono soldi nostri, della collettività, è un furto e la pubblica amministrazione deve porvi rimedio.

    Se poi le condizioni sociali di quel pensionato non sono onorevoli si costituirà un fondo per le persone disagiate che abbia come parametri quelli che oggi l’INPS ha definito, considerando il TFR, il numero di case, la ricchezza complessiva…

    Si mettono quei soldi nelle social card e si facciano sparire quei soldi se non sono spesi ogni 30 giorni, impedendo che possano essere messi nei conti correnti privati.

     
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