Updates from luglio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 11:25 il 10 July, 2017 Permalink | Rispondi
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    Immigrati: Italia gioca a scaricabarile con l’Europa, la proposta di Emma Bonino sbriciolerebbe Schengen 

     

    Vedo che Emma bonino ha tirato fuori l’uovo di colombo: Una direttiva europea del 2001 che permetterebbe di dare visti di 12 mesi ai migranti per permettere loro di passare i confini degli stati europei.
    Quella del visto temporaneo ai migranti è una proposta che feci 2 anni fa, ma il fine di questa proposta non era quella di per permettere ai migranti di passare il confine,era quella di legalizzarli temporaneamente in attesa del giudizio sulla richiesta di asilo pendente.
    Infatti se fosse applicata la proposta di Emma Bonino ci sarebbero delle gravi conseguenze e smetterebbe di esistere il trattato anche di shengen, anche per gli italiani oggi possono attraversare il confine per andare negli altri stati europei,sarebbe la fine della libera circolazione delle persone.
    quando ho fatto 2 anni fa parlavi di visto temporaneo ai migranti proponevo il dovere di firma quotidiana presso il luogo di allocazione.
    Cioè l’esatto opposto di quello che propone Emma Bonino.
    il mio ragionamento rientrava nell’ambito del reato di immigrazione clandestina, e dicevo che non lo si può applicare a chi non era a conoscenza di questa legge ma solo a chi già una volta è stato trovato sul territorio nazionale senza un permesso.
    Pertanto chi non avesse firmato e fosse fuggito cercando di attraversare il confine sarebbe stato fermato e rimpatriato, non in Italia, ma nel paese di origine.
    Ovviamente questo permesso temporaneo non si può dare a chi è recidivo e per la seconda volta entra in Italia clandestinamente.
    In quel caso scatterebbe il rimpatrio immediato.
    Questa storiella dei ricollocamenti negli stati europei non sta in piedi, visto che nella classifica delle richieste d’asilo l’Italia è sesta con 160 mila richieste contro le 700 mila richieste in germania.
    Questo significa che se ci fosse una redistribuzione equa a noi verrebbero distribuiti ulteriori migranti provenienti dagli altri stati europei, non il contrario come invece vorrebbero i politicanti italiani.
    La verità è che l’Italia ha effettuato solo 300 rimpatri, a fronte di migliaia di arrivi.
    Ma dal 2014 ad oggi coloro che hanno visto bocciata la richiesta di asilo sono centinaia di migliaia.
    Che fine hanno fatto queste persone?
    Uno dei grandi problemi della legge bossi-fini sull’immigrazione è rappresentato dall’uso dei “fogli di via”.
    Si consegna un foglio e si dice di allontanarsi dal territorio.

    Ma io non ho mai visto qualcuno che invece di sbarcare a lampedusa cerca di partire da Lampedusa perché avendo ricevuto il foglio di via cerca di tornare nel suo paese di origine.
    Il problema migranti è dunque per buona parte responsabilità dello stato della repubblica italiana i cui vertici giocano a scaricabarile con l’Europa che non ha alcuna responsabilità.
    L’Italia,come ho detto fin dall’inizio, doveva rivolgersi da subito all’organizzazione delle nazioni unite e non all’unione europea.
    E le nazioni unite avrebbero dovuto aprire uno o più campi profughi in ogni stato africano, all’interno dei quali accettare solo profughi di quel paese.
    E tali campi avrebbero dovuto avere lo status di ambasciate e attrezzati con aeroporti per trasportare i migranti nel campo profughi del proprio paese.
    Li in quei campi si sarebbe dovuta fare la prima accoglienza ed il riconoscimento, li si poteva chiedere lo status di rifugiato,li si veniva nutriti e protetti da intemperie e minacce varie.
    E lì terminavano i rimpatri di chi non aveva diritto di restare nei paesi europei.
    Tali campi profughi sarebbero dovuti aumentare di superficie man mano che nuove persone vi entravano allargandosi a macchia d’olio e togliendo territorio alla sovranità del singolo stato sul quale viene costruito.

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 10:21 il 27 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    strategia del G7 è fallimentare: “prima i nostri” va declinato in africa a favore degli africani 

    Il G7 e G20 sono gli organismi che rappresentano l’egoismo internazionale dei paesi che sulla carta sono i più evoluti del pianeta.
    Fin quando dovremo pagare dazio agli speculatori finanziari che comandano questi politicanti per mantenere regole economiche assurde?
    Il continente africano è un grande esportatore di cibo ma al tempo stesso è anche il continente con la più grande malnutrizione.
    Paesi come la Cina hanno abbandonato la politica del figlio unico solo perché hanno grandi possedimenti in africa che consentono loro di produrre grandi quantità di riso, nel mentre gli africani muoiono di fame.
    Molte aziende, anche italiane, sono andate in africa e sfruttano il tasso cambio monetario e l’assenza di diritti per schiavizzare chi in precedenza aveva una propria produzione locale e aveva di che sopravvivere.
    Le multinazionali forniscono denaro ai tiranni di turno,cosicché possano comprare armi, e creano prodotti che diventano concorrenza sleale qui da noi e costringono le nostre aziende al lavoro nero per poter resistere al mercato.
    Abbiamo dunque profughi causati da guerre create dalle multinazionali e che magari a causa delle multinazionali hanno perduto il lavoro, che vengono qui a lavorare in nero per far concorrenza a prodotti creati in africa.
    Questo ad esempio è capitato con una famosa multinazionale del pomodoro.
    La soluzione proposta ieri durante il G7 di Taormina non potrà risolvere alcun problema reale, infarti i problemi che si cercano di risolvere sono stati creati in primis dal G7 e dalla totale assenza di regole economiche e sul movimento di capitali.
    Gli stati del G7 hanno insito l’egoismo economico dettato da una lettura errata del prodotto interno lordo sul quale si annidano gli speculatori dell’economia che è fondata sul debito.
    E d’altra parte a nulla è servito in passato l’eliminazione dei debiti degli stati africani, la situazione non solo non è migliorata ma se possibile è pure peggiorata.
    Il cambiamento principale per poter migliorare la situazione in africa riguarda il commercio del cibo:
    NESSUNO STATO AFRICANO DEVE POTER ESPORTARE CIBO VERSO ALTRI PAESI AFRICANI O VERSO PAESI EXTRA-AFRICANI FIN QUANDO IN QUELLO STATO CI SONO PERSONE DENUTRITE.

    “prima i nostri” deve valere anche in africa nel senso di “prima i loro”, cioè  se arriva la multinazionale deve prima pensare a dar da mangiare agli africani che abitano in quello stato e poi,il di più, può essere esportato.
    Tutto questo ad eccezione del cibo equo-solidale certificato che segue differenti regole produttive ed economiche e rientrano nell’interscambio internazionale tra le culture e necessitano di uno spazio minimo vitale in ogni stato.
    Il bene dell’Africa si fa legando il territorio alle persone evitando la privatizzazione dei servizi, ma lasciando che questi siano gratuiti.
    Ovviamente la gratuità produce un minor costo per prodotto creato,per questo motivo non ci può concorrenza perfetta e non ci può essere libero scambio perché le aziende sfruttano il lavoro per fare concorrenza sleale.
    L’egoismo ci porta a ritenere che l’integrazione si faccia prendendo dall’Africa i migliori cervelli o le persone più portate ad imparare a svolgere un’occupazione ed invece è esattamente il contrario perché si priva il continente africano di quei cervelli che avrebbero potuto garantire quello sviluppo.
    L’egoismo del prodotto interno lordo internazionalizzato ci fa vedere gli altri stati come concorrenti, sviluppare l’Africa con l’assenza totale di regole del commercio significa semplicemente far chiudere le nostre aziende.
    Insegnare ad un migrante un lavoro è doveroso ma due sono gli errori:
    1)insegnare il lavoro sbagliato,ovvero quello che serve alle nostre produzioni e non invece alle produzioni del paese di origine analizzando la morfologia,le risorse e lo stadio di sviluppo.
    2)permettere che l’Africa ci faccia concorrenza sleale, ovvero sia lasciare che l’economia internazionalista fondata su debito permetta a quel lavoratore che noi abbiamo formato e che è ritornato in africa di svolgere produzioni che successivamente creino una concorrenza sleale.
    Quindi se c’è da spendere soldi per portare l’attrezzatura affinché in un villaggio africano ci sia l’acqua,non si può lasciare che quell’acqua cada nelle ma i di multinazionali o che sia gestita da privati,fossero pure appartenenti a quel villaggio.
    Ma tale acqua dovrebbe essere gratuita per tutti gli abitanti.
    L’avere la vendita di quell’acqua,fossero pure pochi i centesimi per acquistarla innesca una serie di processi e alla fine si saranno spesi soldi inutilmente perché molta più gente di prima morirà di sete.
    Invece dire che tutti hanno diritto ad un litro di acqua al giorno ma solo se si adoperano almeno 1 ora al giorno in lavori utili a quel villaggio significa dare un’occupazione e una motivazione a tali persone.
    Stesso dicasi per altri beni e per altre attività gestite localmente e democraticamente puntando ad avere una disoccupazione zero anche seni lavori svolti sembrerebbero obsoleti visti dall’occidente,ma sono utilissimi nel villaggio. e da questo punto di vista molto da insegnare visto che abbiamo un passato di artigianato nelle professioni che però qui da noi oggi sono quasi scomparse perché uccise dal mercato.
    Continuano a fare delle pubblicità in televisione dove si mostrano questi bambini denutriti e si chiedono degli euro di donazione.
    Poi con quei soldi si comprano dei prodotti che magari sono arrivati qui proprio dall’africa,sono stati etichettati e confezionati i n itala e sembrano italiani, e poi li rimandiamo in africa per le persone che muoiono di fame.
    È assurdo

     
  • giamps78 09:35 il 19 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini e le 30 badanti di Bersani: Inseguire il capitalismo è inseguire la follia! 

    Ieri stavo guardando la trasmissione di floris su Telemontecarlo e sono rimasto colpito dal solito discorso della ex-sinistra che ha perduto la bussola.
    Dice il buon Pierluigi Bersani che nel suo paesello ci sono 30 anziani che hanno assunto badanti ma lo hanno fatto a nero perché purtroppo sono clandestini.
    Ma però sempre secondo Bersani non sono pagate in nero perché”ricevono il giusto” e lui questa cosa “la sa per certo”!
    Cosa mi tocca sentire…
    Siccome ricevono il giusto non sarebbero pagate a nero, e questo ha fatto pure il ministro e le famose liberalizzazioni!
    Poi Bersani implorava matteo salvini dicendo: “cosa ne facciamo di queste 30 badanti del mio paesello?”
    Che scena raccapricciante!
    Salvini ha preso la palla al balzo ed ha cominciato con la retorica del “prima gli italiani, basta sanatorie”.
    Come se la legge bossi fini non fosse già una sanatoria ambulante che fa acqua da tutte le parti!
    Ormai in italia in Italia ci sono più stranieri che italiani…
    Se consideriamo anche l’immigrazione regionale italiana degli ultimi 50 anni, l’immigrazione regionale europea degli ultimi 20,scopriamo che in certi borghi non c’è rimasto più nessuno di quelli che c’erano prima e nessun successore compaesano.
    Faccio notare che la retorica salviniana dei “4 milioni di poveri assoluti in Italia” è presa a pugni dal fatto che esistono nell’unione europea milioni di badanti che  possono venire in Italia senza aver bisogno di mostrare la carta d’identità.
    Di fronte a questa situazione Bersani ,che aveva il dovere di denunciare quelle 30 badanti che lavorano in nero, ne parla addirittura in televisione e ne propone la sanatoria!
    Mi è balenata per la testa l’ipotesi che il povero Bersani sia stato preso in giro persino degli ultra settantenni che si sono fatti 4 risate alle sue spalle!
    Invece di pensare alle leggi che lui ha votato in parlamento,leggi scritte con i piedi, che la corte costituzionale ha sonoramente bocciato, ad esempio la legge sui matrimoni di interessi con gli stranieri,Bersani propone l’ennesima sanatoria dei clandestini.
    Sanatoria che dal mio punto di vista equivale ad un vero e proprio condono.
    Gli unici che sanno fare le statistiche dono gli inglesi perché loro considerano stranieri anche i comunitari,oltre ad avere una nazionale di calcio per ogni “popolo” del regno unito.

    Andatevi a vedere le loro statistiche e scoprirete i dati veri che in italia non vengono rivelati e scoprirete perché gli inglesi hanno votato a favore del’uscita del regno unito dall’unione europea,perché anche noi siamo extra comunitari.
    Ecco,noi stiamo peggio di loro perché almeno per le loro strade si sente parlare ancora in inglese.
    Qui da noi si sente parlare di tutto tranne che italiano o dialetto locale.
    Questo vuol dire essere xenofobi?
    Io penso di no,io penso che una spugna possa assorbire fino ad un certo punto e poi smette.
    Ma la spugna non ha perso le sue qualità nell’assorbire i liquidi,  mantiene inalterate tutte le caratteristiche precedenti, comprese quelle relative all’assorbimento.
    Purtroppo una spugna quando è satura smette di assorbire e sarebbe ora che questi politicanti se ne accorgessero perché è esattamente quello che sta succedendo oggi.
    Ma se preferiscono fare orecchi da mercante ci penseranno gli elettori.
    Inseguire questo capitalismo, questo presunto mercato a concorrenza perfetta con l’assenza di dogane e libertà di circolazioni delle merci e delle persone è come inseguire la pazzia, buona fortuna!
    Che altro posso aggiungere, non so che cosa potrà rimanere del nostro tessuto sociale che vinca il Pd e  pseudo-sinistre ,la lega o il movimento 5 stelle i danni nel prossimo futuro saranno inimmaginabili.
    Legalizzazione di droga,di prostituzione,armi libere come se queste non aumentassero l’insicurezza, “diritti civili” chiamati così per ingannare il popolo che tra poco sarà favorevole ai matrimoni omosessuali solo perché quotidianamente subisce il lavaggio del cervello mediante ipnosi e messaggi sublimin

     
  • giamps78 09:01 il 31 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Trump e Immigrazione: Ai soviet, ai comuni o alle contee la competenza esclusiva sulle espulsioni 

    Accettare l’immigrazione deve essere una libera scelta.
    E questa scelta non può essere veramente libera se chi la propone crea una sorta di “obbligo morale” che implica l’accettazione in ogni caso dei migranti.
    I profughi vanno aiutati ed accettati,servono delle scuole culturali per i profughi e per i loro figli.
    Talo scuole culturali non devono spiegare le nostre usanze,devono mantenere il cordone ombelicale tra il profugo ed i suoi figli con il paese di origine.
    La scuola culturale insegna al figlio del profugo la lingua e la storia del paese di origine perché poi lì deve ritornare,e questo per un motivo molto semplice:
    Se viene aiutato un profugo,se viene insegnata una attività che poi può essere dal lui riprodotta,quando tale profugo sarà rimpatriato potremo aiutare un altro profugo in difficoltà con le medesime modalità.
    Bisogna integrare i paesi l’uno con l’altro,ognuno con le proprie usanze.
    Se invece si pensa ad integrare singole persone dando loro la cittadinanza dopo 5 anni e non dopo almeno 20, il risultato sarà la saturazione,l’innalzamento di muri,la vittoria elettorale dell’isolamento.
    Sbagliato parlare solo di immigrati “extra-comunitari”, va fatta una legge che sia pieni poteri e autonomia alle comunità locali,INDIPENDENTEMENTE  dalla nazionalità.
    Il consiglio comunale deve poter provvedere all’emanazione dei fogli di via,per i cittadini comunitari,e all’espulsione per i cittadini extracomunitari con l’ausilio del ministero dell’interno.
    In questo senso i comuni devono avere piena autonomia decisionale nella costruzione della propria comunità locale.
    Nel rispetto della costituzione,non ci devono essere distinzioni di razza,sesso,religione,ma chi vuole la residenza nel comune deve superare un periodo di prova,deve essere giudicato ed infine confermato e può essere espulso dal comune.
    Ribadisco,indipendentemente dalla nazionalità.
    La proprietà privata capitalista e mondialista con la libera circolazione di merci e di persone non può essere senza controllo.
    I soviet, i comuni, o altre assemblee democraticamente elette devono poter espellere anche chi è nato nel comune ma non si è integrato.
    Chi arriva da fuori non può avere come unico parametro di misurazione il denaro che fa da collante della società.
    La società si deve fondare sul mutuo soccorso favorendo lo scambio beni prima di tutto con Chi è vicino.
    Stesso dicasi per l’autonomia locale,il livello più alto può fare solo quello

    Per quanto riguarda l’ordine esecutivo del presidente degli stati uniti Trump che blocca l’immigrazione da sette nazioni,io credo che sia da analizzare bene.
    Ogni stato degli stati uniti deve avere la competenza non solo sull’immigrazione che arriva dall’estero,ma anche sui cittadini americani che abitano in altri stati e le contee all’interno degli stati devono avere la competenza esclusiva rispetto alle altre contee,e giù fino alle comunità locali, sulle quali si deve fondare la società e loro devono decidere non solo sui profughi ma anche sulla circolazione dei cittadini americani.
    Questo significa che il presidente degli stati uniti ha l’obbligo di rimpatriare tutti i cittadini non americani che risultano espulsi dalle comunità locali attraverso un voto democratico dei consigli di contea ed ha l’obbligo di far rispettare il divieto emanato dalle stesse contee anche nei confronti dei cittadini americani espulsi che salvo il caso di ravvedimento e di marcia indietro della contea stessa non possono più rientrare.
    Se vogliamo fare un bel paragone con le leggi marcatiste del capitalismo selvaggio,oserei dire che questo sistema è simile all’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che legalizza il licenziamento illegittimo senza giusta causa.
    Cari bei capitalisti,visto che vi piace privatizzare tutto,fate finta che ogni comune sia inteso come una azienda e che si possa essere mandati via,ma in questo caso non illegittimamente ma dopo un voto democratico di un soviet o di un consiglio comunale eletti democraticamente.
    Ma attenzione, non bisogna confondere un jobs act o una bossi-fini con un decreto di espulsione emanato da un soviet,da un comune o da una contea.
    L’espulsione può “avere luogo” indipendentemente dallo stato di occupazione dell’espulso e indipendentemente dalla nazionalità dell’espulso.
    Mentre per quanto riguarda il luogo di nascita si fa riferimento ad un limite massimo del 3% della popolazione che può essere espulsa nel corso dei 5 anni successivi,fermo restando che anche il controllo del numero delle nascite è demandato alle comunità locali senza alcuna ingerenza se non nei principi generali che riguardano la costituzionalità nell’assenza di discriminazioni di tali atti.

     
  • giamps78 15:09 il 1 September, 2016 Permalink | Rispondi  

    Profughi,la terza via per lo sviluppo dell’africa 

    I profughi devono scegliere tra imparare un lavoro prima di rientrare nel proprio paese oppure rientrare nel proprio paese senza aver imparato alcun lavoro.

    per il profugo non deve essere importante il trovare un lavoro qualsiasi ma l’imparare il lavoro che più gli piace e che gli sia possibile replicare nella propria terra d’origine una volta che sia terminato il conflitto in atto.

    Le alternative sono la schiavitù, cioè il far lavorare gratis i profughi oppure,come sta per fare la germania, la cosa opposta, cioè una corsia preferenziale per i profughi su tutti gli altri cittadini dell’europa, tranne che sui cittadini tedeschi, ovviamente.

    Inutile dire quanto queste manovre siano totalmente fallimentari, la prima, quella della schiavitù e la seconda quella della corsia preferenziale non sono le strade giuste da percorrere.

    Il profugo deve poter imparare il lavoro che gli è più congeniale, non gli si deve mettere davanti il lavoro che non gli piace, ma l’ottica non può certo essere quella dell’integrazione in questo paese.

    Il profugo deve sapere che tale lavoro serve solo ed esclusivamente per accrescere la sua autonomia una volta che sarà tornato nel suo paese di origine, cosa che dovrà succedere in ogni caso, senza se e senza ma.

    Pertanto va escusa a priori l’ottica capitalista della manodopera che si qualifica per rendere grande il paese che ospita il rifugiato sottraendola al paese più povero e fingendo che questo sia un modo per aiutare l’integrazione.

    Il paese che deve essere ricostruito dopo la guerra deve poter contare, volenti o nolenti, di questi rifugiati che appena finisce la guerra devono tornare in patria e prestare l’opera che hanno imparato restando in tale paese per almeno 5 anni.

    Imparare però ha un costo, e la differenza con lo sfruttamento si ha quando il datore di lavoro utilizza un profugo per fare dei guadagni e non invece quando gli insegna il lavoro perchè il profugo lo possa poi riprodurre nel suo paese di origine.

    E’ chiaro che le condizioni all’estero sono estremamente diverse da quelle che ci sono qui, che la situazione nei tre settori primario, secondario e terziario sono ribaltate per quanto concerne la percentuale sul prodotto interno lordo.

    Che nei paesi di origine del profugo non serve a nulla che arrivi un tecnico di produzione industriale ma piuttosto è meglio se arriva un artigiano, un coltivatore, un allevatore.

    Pertanto chi darà lavoro a questi profughi non dovrà guadagnare denaro insegnando loro il mestiere che viene svolto qui, ma le basi riferite alla situazione del paese d’origine, quindi probabilmente lo svolgimento e l’apprendimento di mansioni devono essere prive di macchinari vari, quindi fuori dalla logica produttiva occidentale, ed è per questo che deve essere il datore di lavoro e non il profugo ad essere pagato per concedere tale opportunità.

    Sia chiaro che deve essere vietato lo svolgimento di mansioni ordinarie atte a produrre qualche cosa destinato al mercato, l’attività del profugo deve servire solo per il suo apprendimento e l’accrescimento della sua autonomia.

    Altrimenti si farebbe un torto a chi è nato in questo territorio e magari da anni cerca di scalare le graduatorie dell’ufficio di collocamento per trovare un lavoro di 2 o 3 settimane mentre ai profughi è automaticamente destinato un lavoro socialmente utile retribuito oppure una corsia preferenziale.

    Chiaramente se poi però arriva gente che ti comincia a dire che bisogna dare la cittadinanza….il giocattolo si rompe.
    Chi fa questi ragionamenti è causa di disgregazione sociale e della successiva intolleranza che ogni giorno vediamo crescere.

    Si perchè l’ospitalità c’è nel momento del bisogno se chi arriva poi torna da dove è venuto quando è finita la guerra e segue le normali procedure presso le ambasciate per eventualmente emigrare qui regolarmente, trascorsi almeno 5 anni,evitando la furbata dell’azienda che mette davanti il mercato ai suoi connazionali e riassume il profugo immediatamente.

    Se il profugo deve imparare un lavoro per tornare al suo paese di origine questa furbata di tornare subito qui non può esistere, altrimenti è una presa in giro.

    Se così non accadesse alla guerra successiva smetterà di esserci pure l’ospitalità o comunque crescerà un sentimento anti immigrati, che è un po’ quello che sta accadendo ora.

    Non bisogna dunque mettere davanti l’economia del proprio paese prelevando i migliori cervelli che arrivano come profughi fingendo che li si sta aiutando…

    nella realtà dei fatti si preleva ricchezza(cioè manodopera qualificata) dai paesi più poveri e la si porta nei paesi più ricchi, ponendo le basi per nuove guerre e nuovi profughi.

    Analogamente, il profugo che rientra nel proprio paese di origine non può produrre quegli stessi artefatti appresi qui con il fine di esportarli proprio qui come riproduzioni perfette, ma lo scopo deve essere il proprio mercato interno e specificatamente il chilometro zero,l’economia di prossimità, l’autosostentamento.

    E nemmeno l’azienda può creare delocalizzazioni fittizie utilizzando i profughi ai quali ha insegnato un lavoro per creare prodotti a basso costo nei paesi di origine dei profughi da importare poi successivamente qui.
    Altrimenti vorrebbe dire spendere soldi pubblici per farci infinocchiare.

    In definitiva se uno arriva come profugo e va via come profugo l’ospitalità c’è da parte di tutti.
    Ma se uno arriva come profugo e scavalca quelli che sono nati qui utilizzando il mercato ed i profitti per i datori di lavoro, allora crescerà anche l’intolleranza e non sarà integrazione ma l’esatto opposto, la disintegrazione.

    Per la Siria propongo che la ricostruzione sia affidata a tutti gli stati che hanno accolto i profighi in fuga.
    Ogni stato europeo può occuparsi di una piccola parte di territorio da ricostruire, può ricostruirla per 2 o 3 anni FACENDO LAVORARE I PROFUGHI PROVENIENTI DAI TERRITORI DI GUERRA AI QUALI E’ STATO NEL FRATTEMPO INSEGNATO UN LAVORO.
    RICOSTRUZIONE per poter elargire i servizi di base facendo autoprodurre a LORO STESSI il cibo per il proprio sostentamento, in linea con le tradizioni siriane, senza imposizioni occidentali.

     
  • giamps78 11:42 il 22 April, 2016 Permalink | Rispondi  

    Meglio abolire Schengen piuttosto che l’eccesso di legittima difesa 

    Io penso che la società sia in deperimento totale e che ogni singola idea partorita da quelli che oggi vengono chiamati politici e presentata come migliorativa della situazione attuale la rende ancora peggiore.

    Una china autodistruttiva, un vortice che ci porta sempre più in basso che goccia dopo goccia porta all’autodistruzione del vivere civile.

    L’abolizione dell’eccesso di legittima difesa rientra pienamente in questo ambito.

    Poi uno potrebbe scrivere un papiro con tutte le leggi approvate e con quelle in corso di approvazione.

    Vedremo se la società sarà migliore dopo la liberalizzazione delle droghe e della prostituzione e dopo che ognuno avrà il proprio “cannone nel cortile”.

    Io penso che questa società non abbia ancora molto tempo a disposizione prima della tabula rasa che purtroppo a queste condizioni sarà inevitabile.

    Abolire l’eccesso di legittima difesa significa non ci renderà più sicuri ma accadrà esattamente l’opposto, in una società che si autodistrugge.
    Giusto di ieri era la notizia di un marito che ha ammazzato la moglie e poi si è sparato un colpo in testa per tentare il suicidio, dove si arriva a spararsi perfino per un parcheggio.

    Si vede quotidianamente gente che per tutta la vita ha usato le armi nel proprio lavoro andare fuori di testa a causa di una società sempre più stressata e dei tempi sempre più ridotti per fare le cose dove si viene sfibrati e ci vuole poco per decidere di impugnare la propria arma per usarla nel modo sbagliato.

    Io non mi sentirei affatto più sicuro se sapessi che il mio vicino di casa avesse un’arma o se girassi per la piazza sapendo che la nuova moda impone a tutti di girare armati.

    La quantità di morti generata dall’abolizione dell’eccesso di legittima difesa sarebbe certamente superiore a quella attuale.

    Aspettiamo di vedere che società avremo con gente che girerà fatta di droga legale con la propria pistola…

    E naturalmente poi tutti a dire “bisogna punire chi utilizza l’arma nel modo sbagliato”…

    GRAZIE AL CA**O!

    quando dicono “bisogna poter difendere senza alcun limite la propria casa” mi piacerebbe sapere cosa intendono per “casa”.

    Si intende all’interno delle 4 mura oppure anche nella proprietà esterna?

    Da quel che mi risulta sarebbe legittimo posizionarsi sulla finestra di casa e sparare ad un ladro che fugge ma che si trova ancora in quella proprietà.

    Se non vado errato questo è il famoso caso “Sicignano”, della persona che ha ucciso un ladro in casa e poi mentre i ladri fuggivano ha sparato dei colpi dalla finestra.

    Ma se questo vale per la casa varrà anche per l’automobile, e quindi altro caso di quello che ha sparato e colpito alla schiena il ladro d’auto considerando che la maggior parte dei furti d’auto avviene all’interno di una proprietà privata.

    Ma c’è un punto che credo vada considerato, il ladro è tale solo se ruba, in questo caso la legge non potrà parlare di furti ma di efrazione della proprietà privata.

    L’assicurazione che copre i furti sulle auto non risarcisce un bel nulla se l’auto non è chiusa e se non si dimostra che sono state prese tutte le iniziative possibili per sfavorire tale furto.

    Se uno lascia la macchina aperta, o meglio, se la macchina è chiusa ma non a chiave l’assicurazione non è tenuta a risarcire il furto nel caso avvenga.

    La maggior parte dei cancelli che delimitano la proprietà privata non richiedono alcuno sforzo per essere scavalcati, senza peraltro creare danni o forzare serrature.

    Dal mio punto di vista il presunto ladro che scavalca un cancello e non ha ancora avuto il tempo di svolgere alcuna altra operazione rientra in questa casistica, cioè è come se aprisse la portiera di un’automobile che non è stata chiusa a chiave.

    Ricordando comunque che fino a 40 anni fa le abitazioni non venivano nemmeno chiuse, e questo può capitare ancora oggi in molte località non toccate dal dono dell’immigrazione clandestina e del trattato di shengen sulla libera circolazione dei cittadini dell’unione europea.

    Il fatto è che scavalcando quel cancello alto magari solo mezzo metro e ovviamente privo di fili spinati o mine anti-uomo, il ladro si troverebbe contemporaneamente in entrambe le casistiche, anche in quella che lo può vedere vittima per procurato allarme di un colpo di pistola.

    D’altra parte non è uno scherzo se molti sui cancelli delle abitazioni hanno messo il cartello con la scritta “attenti al cane e al padrone” dove è presente anche la foto di una pistola.

    Sta di fatto che se la porta è aperta, o meglio, se è chiusa ma non a chiave e qualcuno entra e qualcuno spara per legittima difesa deve per forza di cose scattare l’indagine per omicidio.

    La legge dovrebbe prevedere tutta una serie di misure obbligatorie al fine di eliminare l’eccesso di legittima difesa prima fra tutte l’obbligo di un atifurto che deve scattare e che deve essere sentito dal ladro.

    Attenzione che se si volesse pure nel cortile acente parte della proprietà privata può essere posizionato un antifurto all’aperto, che può scattare e fare rumore.
    certo poi si aprirebbe un problema con i gatti randagi che entrano e escono e lo fanno scattare.
    Questo problema si può facilmente risolvere sparando loro a vista!

    Il ladro deve avere la possibilità di cambiare idea e di uscire dalla proprietà senza per questo essere preso a pallettoni sulla schiena.

    Il compito di chi viene rapinato non è quello di aggredire ma è quello di difendersi, anche in casa propria, non fa differenza il dove, se si è in una piazza o se si è in casa propria.

    L’arma va usata solo ed esclusivamente se il ladro ne possiede una o se si dimostra che il ladro non è in realtà un ladro ma ha altre intenzioni.

    Ci deve essere il carattere di proporzionalità per l’offesa ricevuta, altrimenti la mentalità della patria e della famiglia ci porterà al decesso della società.

    Negli stati uniti le persone normalmente si mettono nel proprio cortile e utilizzano la propria arma per provare la mira sui centri di carta.

    Io spero che rimanga un lumicino di buonsenso per evitare che la nostra società imbocchi questa strada.

    Al limite aboliamo il trattato di shengen, rispediamo i clandestini europei e non europei nel loro paese d’origine, rendiamo più sicure nel nostre strade, ma non permettiamo di rovinare la nostra società in questo modo, permettendo che chiunque si senta libero di sparare in casa propria, come se casa propria appartenesse ad uno stato diverso rispetto alla strada pubblica sotto casa.

    Personalmente non potrò mai accettare la visione di una strada pubblica dove vige la globalizzazione cosmopolita multiculturale e della casa privata dove il singolo si arma per difendersi da pericoli che arrivano da quella strada.

    Si tratta di un’idea sballata, il problema va risolto a monte, non si può rovinare così la società fondandola sulla diffidenza e sulla paura e nel contempo subire il vero furto che è quello che riguarda la nostra sovranità.

     
  • giamps78 08:16 il 23 March, 2016 Permalink | Rispondi
    Etichette: , civiltà, denaro, enciclica, imperialismo, internazionale, liberale, papa   

    L'IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO (populorum progressio) 

    Alcune parti dell’enciclicadi Paolo VI intitolata “populorum progressio” :

    Urti di civiltà:
    L’urto tra le civiltà tradizionali e le novità portate dalla civiltà industriale dirompe le strutture che non si adattano alle nuove condizioni.
    Dentro l’ambito,spesso rigido,di tali strutture s’inquadra la vita personale e familiare, che trovava in esse il suo indispensabile sostegno, e i vecchi vi rimangono(vi rimanevano NDR) attaccati, mentre i giovani tendono a liberarsene, come d’un ostacolo inutile, per volgersi avidamente verso nuove forme di vita sociale.
    Accade così che il conflitto delle generazioni si carica di un tragico dilemma: o conservare istituzioni o credenze ancestrali, ma rinunciare al progresso, o aprirsi alle tecniche e ai modi di vita venuti da fuori, ma rigettare in una con le tradizioni del passato tutta la ricchezza di valori umani che contenevano.
    Di fatto, avviene troppo spesso che i sostegni morali, spirituali e religiosi del passato vengono meno, senza che l’inserzione nel mondo nuovo sia per altro assicurata.

    In questo stato di marasma si fa piu violenta la tentazione di lasciarsi pericolosamente trascinare verso messianismi carichi di promesse, ma fabbricatori di illusioni.
    Chi non vede i pericoli che ne derivano, di reazioni popolari violente, di agitazioni insurrezionali, e di scivolamenti verso ideologie totalitarie?
    Questi sono i dati del problema, la cui gravità non può sfuggire a nessuno.

    L’uso dei redditi:
    il bene comune esige dunque talvolta l’ESPROPRIAZIONE se, per via della loro estensione, del loro sfruttamento esiguo o nullo, della miseria che ne deriva per le popolazioni, del danno considerevole arrecato agli interessi del paese, certi possedimenti sono di ostacolo alla prosperità collettiva.
    Affermandolo in maniera inequivocabile il concilio ha anche ricordato non meno chiaramente che il reddito disponibile non è lasciato al libero capriccio degli uomini, e che LE SPECULAZIONI EGOISTE DEVONO ESSERE BANDITE.
    NON E’ DI CONSEGUENZA AMMISSIBILE CHE DEI CITTADINI PROVVISTI DI REDDITI ABBONDANTI, PROVENIENTI DALLE RISORSE E DALL’ATTIVITA’ NAZIONALE, NE TRASFERISCANO UNA PARTE CONSIDEREVOLE ALL’ESTERO, A ESCLUSIVO VANTAGGIO PERSONALE, SENZA ALCUNA CONSIDERAZIONE DEL TORTO EVIDENTE CH’ESSI INFLIGGONO CON CIO’ ALLA LORO PATRIA.

    Capitalismo liberale:
    Ma su queste condizioni nuove della società si è malauguratamente instaurato un sistema, che considerava il profitto come motivo essenziale del progresso economico,LA CONCORRENZA COME LEGGE SUPREMA DELL’ECONOMIA, LA PROPRIETA’ PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE COME UN DIRITTO ASSOLUTO, SENZA LIMITI NE OBBLIGHI SOCIALI CORRISPONDENTI.
    Tale liberalismo senza freno conduceva(conduce NDR) alla dittatura a buon diritto denunciata da Pio XI come generatrice dell’ “IMPERIALISMO INTERNAZIONALE DEL DENARO”.
    NON SI CONDANNANO MAI ABBASTANZA SIMILI ABUSI, RICORDANDO ANCORA UNA VOLTA SOLENNEMENTE CHE L’ECONOMIA è AL SERVIZIO DELL’UOMO.
    Ma se è vero che un certo capitalismo è stato fonte di tante sofferenze, di tante ingiustizie e lotte fratricide, di cui perdurano gli effetti, errato sarebbe attribuire all’industrializzazione stessa dei mali che sono dovuti al nefasto sistema che l’accompagnava(l’accompagna NDR)

     
  • giamps78 10:01 il 27 February, 2016 Permalink | Rispondi
    Etichette: bergoglio, , muro, trump   

    Diatriba Bergoglio-Trump: No ai muri, no allo ius soli 

    ImmagineIl papa ha detto che vanno costruiti ponti e non muri, si ma bisogna capire a che cosa servono i ponti, per farci vivere sotto gli immigrati che non hanno un posto dove andare?
    D’altra parte vivere sotto un ponte è meglio che morire sotto un ponte!

    Come ho già scritto molti mesi nell’articolo intitolato “Lo ius soli inasprisce la lotta all’immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè.”ho avuto modo di spiegare il collegamento e le inaspettate sinergie tra questi due fenomeni apparentemente l’uno opposto all’altro.

    Se negli stati uniti non vi fosse lo ius soli, il muro che vorrebbe costruire il candidato alla presidenza americana Ronald Trump perderebbe gran parte del suo significato.

    D’altra parte bisogna prendere nota del fatto che gli stati uniti nascono con lo ius soli in quanto la maggioranza delle persone ariva da fuori, e a testimonianza di questo ci sono le armi molto diffuse tra la popolazione, derivanti appunto da questo fenomeno del passato.

    D’altra parte nell’articolo intitolato “Ci mancava solo la speculazione economica sui profughi” spiegavo le differenze tra immigrazione economica e profughi che scappano dalle guerre, questi ultimi vanno aiutati dando loro un rifugio, ma solo fin quando la guerra nel proprio paese finisce, poi devono tornare in tale paese ed aiutare la ricostruzione.

    Il capitalismo individualistico e speculativo vorrebbe tenersi i profughi migliori trasformandoli in immigrati economici perchè creano valore aggiunto e usa il buonismo volendo appunto lo ius soli per creare un’integrazione totalmente errata.

    Diverso è il caso degli immigrati economici, qui il capitalismo individualista e speculativo punta ad una competizione globale al ribasso, usando e gettando di volta in volta gli stati del mondo, creando industrializzazione e impoverendo a seconda delle convenienze del momento e della carica estorsiva che si porta dietro.

    La competizione globale punta a dire “io sono meglio di te, io produco meglio di te, io sono piu efficiente” quindi non c’è una solidarietà che viene sopraffatta dalla competizione di mercato.

    E’ dunque lo stesso capitalismo a creare l’immigrazione, dai paesi piu “ricchi” a quelli piu poveri, e nel contempo è riuscito nel capolavoro di fare l’esatto opposto, dai paesi piu ricchi porta le produzioni dove la manodopera è meno costosa.

    E’ un fenomeno difficile da capire, ma gli stati ricchi sono contretti a fare tagli sociali perchè le produzioni sono spostate all’estero, di media il costo di un lavoratore occidentale è 5 volte inferiore a quello di un lavoratore di un paese in via di sviluppo, e questo crea problemi di occupazione nei paesi sviluppati e crea quindi maggiori frizioni verso gli immigrati.

    Dall’altro queste produzioni sono sempre piu concentrate e non danno alcuna soddisfazione all’ambiente circostante, e quindi il numero di poveri non diminuisce e c’è l’emigrazione verso chi si pensa che sia “ricco” che però deve tirare la cinghia.

    I capitali e la finanza godono di questa situazione e accrescono il loro potere di interdizione e in alcuni casi spingono anche per avere nuove guerre che porterebbero nuovi sviluppi e nuovi introiti in termini di produzione e ricerca scientifica per l’industria bellica.

    Su questo specifico aspetto dell’immigrazione ribadisco qanto detto in passato, e cioè si deve stabilire una densità di popolazione massima per ogni luogo, oltre il quale non si deve andare, oltre il quale se un rifugiato ha bisogno di un rifugio il posto c’è, ma dopo deve tornare al suo paese quando la guerra è finita.
    In questo articolo spiegavo il collegamento tra consumo di suolo(che credo il candidato Trump conosca bene), l’immigrazione e la densità di popolazione.

    Noi dobbiamo diventare piu poveri, o meglio, dovremmo far in modo da non subire poteri capitalisti e dovremo dare un po’ di questa ricchezza ai paesi piu poveri in modo da non avere una disparità tra cittadini ed evitare la ragione principale dell’emigrazione.

    Ma il capitalismo non può portare ricchezza nei paesi in via di sviluppo, tutto quello che ha portato è stato lo sfruttamento della manodopera, il prosciugamento delle risorse naturali, la democrazia dittatoriale e le armi.

    Articoli correlati:

    Lo “ius soli” inasprisce la lotta all’immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè:
    https://giamps78.wordpress.com/2014/10/24/ius-soli-inasprisce-la-lotta-allimmigrazione-clandestina-e-aumenta-il-razzismo/

    Ci mancava solo la speculazione economica sui profughi:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/09/08/ci-mancava-solo-la-speculazione-economica-sui-profughi/

    Densità di popolazione, consumo del suolo e immigrazione:
    https://giamps78.wordpress.com/2014/11/13/densita-di-popolazione-consumo-del-suolo-e-immigrazione/

    Il piu grande attacco di tutti i tempi: cittadinanza,sovranità,differenza di genere:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/10/18/il-piu-grande-attacco-di-tutti-i-tempi-cittadinanzasovranitadifferenza-di-genere/

    Non ci può essere convivenza pacifica con il capitalismo d’assalto:
    https://giamps78.wordpress.com/2015/09/29/non-ci-puo-essere-convivenza-pacifica-con-il-capitalismo-dassalto/

     

     
  • giamps78 00:31 il 20 February, 2016 Permalink | Rispondi  

    Austria e Regno Unito, due pesi, due misure 

    ImmagineNell’europa dei due pesi e due misure. Fino a ieri il regno unito ha fermato i migranti sul canale della manica, nessuno ha detto nulla.

    Oggi l’austra ha deciso che farà passare 80 migrandi al giorno, quindi ben 80 di piu rispetto a quelli che il regno unito ha fatto passare fino a ieri.
    E’ successo un putiferio.
    E’ illegale ha tuonato qualcuno.

    Ma però se lo fa il regno unito (E LO FA DA SVARIATI MESI),nessuno dice nulla.
    se il regno unito controlla camion per camion, se insegue i migranti alcuni dei quali muoiono durante l’inseguimento va tutto bene.
    Guai a dire qualcosa.
    Mentre l’austra può essere presa di mira, può essere criticata.
    il Premier inglese Cameron può dire che non accetterà nemmeno un migrante proveniente dal resto d’europa, che accetterà siriani solo se arriveranno in aereo direttamente dalla Siria.
    Mentre tutti si scagliano contro l’austria se dice che ne farà entrare 80 al giorno, dicono che è illegale, che si va contro i trattati internazionali.
    E così la stessa sera si danno deroghe al regno unito con accordo all’unanimità, vincolante e irreversibile, e si condanna l’austria.
    E’ l’europa dei due pesi e due misure.
    E’ l’europa del pressapochismo, è l’europa della sudditanza psicologica.
    Ormai l’europa è naufragata.
    E’ arrivato il momento di dire basta, basta con questa europa E BASTA CON QUESTI POLITICI INADATTI E INCAPACI.
    Fermiamoci e riparliamone tra una cinquantina d’anni.
    Sciogliamo il parlamento europeo, perchè si è dimostrato capace solo di servire le lobby e i poteri forti.

     
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