Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:39 il 5 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Perfino gli indipendentisti scozzesi dello SNP sognano di avere una costituzione come quella spagnola! 

     

    Se la scozia avesse a disposizione una norma come quella prevista nella costituzione spagnola che consente di chiedere la secessione con i 2/3 dell’assemblea locale, allora oggi avremmo una scozia già indipendente.
    Difatti lo scottish National party supera di gran lunga la percentuale del 66% e quindi, dopo il referendum sulla brexit, avrebbe già potuto indire autonomamente un secondo referendum, in maniera pienamente legittima, per distaccarsi dal regno unito.
    Invece è Londra a decidere se fare o di non fare quel referendum.
    Stiamo ragionando di due casi estremi, l’uno in scozia dove un referendum sull’indipendenza c’è stato ed è un fatto molto importante dal punto di vista democratico, l’altro dove comunque c’è una costituzione che permette una secessione ma solo se si supera una certa soglia.
    Un altro mondo rispetto a quello che succede in quasi tutto il resto del mondo.
    Sta di fatto che la soglia dei 2/3, come appena dimostrato, non è oggettivamente irrilevante anzi tutt’altro vale di più di quello che oggi è a disposizione in Scozia.
    Se se la sogna la scozia figuriamoci il resto del mondo!
    Non si può fare delle lotte per ottenere norme come queste che permettono l’indipendenza e dopo scavalcarle come tenta di fare adesso il governo catalano, così non si fa il gioco della causa secessionista nel mondo ma si guarda solo egoisticamente al proprio orticello creando un danno agli altri.
    Chi si dice democratico non può non rispettare questa soglia, chi si dice repubblicano non può far finta che questa soglia non esista, democratici repubblicani non possono che accettare sportivamente il mancato raggiungimento di quel 66% in assemblea.
    Attenzione, il 66% non degli aventi diritto al voto ma dei votanti, e non proprio il 66% dei voti perché in spagna c’è uno sbarramento naturale piuttosto elevato e probabilmente chi ottiene il 4 o il 5% resta fuori dall’assemblea.
    Questo significa che con un 63 o un 64% dei voti di supera il 66% dei seggi.
    Le forze che governano in Catalogna sono circa  al 49% dei voti e al 53% dei seggi, quindi basta una buona campagna elettorale fatta contro i partiti d’opposizione che sono vicini a non superare lo sbarramento per tentare una stoccata democratica.
    Ma per far questo servono nuove elezioni locali, come ci si arriva non è indifferente.
    Un conto è arrivarci perché il presidente catalano si è dimesso dopo le violenze ai seggi, altro conto  arrivarci dopo un commissariamento, con l’esercito nelle strade.
    I catalani sembrano più dei controrivoluzionari  antidemocratici, dunque probabilmente non si meritano l’indipedenza ed il re di spagna potrebbe addirittura modificare la costituzione eliminando la regola dei due terzi. Che è. Ora colato per qualsiasi paese indipendentista, ed invece in Catalogna viene ignorato totalmente.
    Anche perché, cosa succederebbe se la Catalogna ottenesse l’indipendenza dopo un referendum come quello visto domenica e senza aver ottenuto i due terzi dei seggi assembleari locali?
    Il giorno dopo qualsiasi città della nuova repubblica catalana si sentirebbe in diritto di autoproclamarsi indipendente dalla Catalogna, così come la Catalogna ha fatto con la Spagna.
    A quel punto che cosa farà la neo-costituita polizia catalana?
    Come reagirà ad una palese violazione della propria costituzione?
    Accetterà che singole citta si autoproclamino indipendenti e che magari dicano di voler tornare con la spagna oppure reagirà magari in modo peggiore rispetto alla reazione scomposta e violenta della polizia di Madrid di domenica scorsa?
    I catalani accetteranno che singole città tornino con la spagna dopo un referendum illegittimo?
    Io credo proprio di no!
    Ecco perché ci sono delle regole, e quella dei due terzi a me pare molto equilibrata e dovrebbe essere rispettata.

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  • giamps78 13:21 il 2 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Dalla Catalogna potrebbe arrivare anche la soluzione del conflitto in Crimea 

    non ho mai mai letto la costituzione spagnola, per cui sono abbastanza ignorante in merito.
    Ma mi giungono notizie di un comma costituzionale che prevede la possibilità per le regioni che compongono la spagna di richiedere la secessione, ma solo nel caso in cui lo richiedano i 2/3 del consiglio regionale.
    Quello che è successo in questi giorni in catalogna è sbagliato.
    Nel consiglio regionale catalano gli indipendentisti si sono fermati al 55% dei seggi e dunque non avrebbero i due terzi.
    Un referendum consultivo, quindi privo di valenza giuridica ma pieno di valenza politica non si nega a nessuno anche perché la costituzione prevede la libertà di parola e di espressione prima ancora delle competenze legislative.
    Ma un referendum consultivo, quindi propositivo mi pare che ci sia già star nel 2010, mentre lo pseudo-referendum di ieri voleva essere qualcosa di diverso,voleva fare la secessione dalla spagna senza i2/3 dei seggi in consiglio.
    Ma i fattacci compiuti ieri ai seggi dalle forze di sicurezza di Madrid dal mio punto di vista hanno fatto propendere l’ago della bilancia verso la secessione.
    Quindi adesso il raggiungimento della soglia dei 2/3 a mio parere è più vicina ma il consiglio dovrebbe essere sciolto per fare nuove elezioni il più presto possibile.
    questa norma costituzionale che prevede il raggiungimento della soglia dei 2/3 è proprio carina, tanto che potrebbe applicarsi anche all’ucraina e alla Russia per risolvere il conflitto nato con l’annessione della Crimea dopo un referendum farsa.
    I termini dell’accordo tra Russia ed ucraina potrebbero essere i seguenti:
    Sia la federazione russa che l’ucraina, inseriscono nelle proprie costituzioni la possibilità di fare referendum secessionisti nel caso in cui a chiuderlo sia una maggioranza regionale dei 2/3.
    Entrambe si impegnano al mantenimento di tale norma e all’esecuzione sia in tutto il territorio russo che in tutto quello ucraino.
    D’altra parte perfino l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche lo prevedeva e difatti è stato con un referendum che l’ucraina si è distaccata dall’URSS, e tra parentesi si votò anche in Crimea e in quell’occasione gli elettori di quella regione furono per l’uscita dell’Ucraina.
    Modificate entrambe le costituzioni, quella russa e quella ucraina, l’accordo può entrare in vigore, ma se una delle due dovesse cancellarla allora retroattivamente tutti i referendum sarebbero annullati.
    La Crimea ritorna ufficialmente sotto le bandiere dell’Ucraina e gli ispettori internazionali dovranno controllare la  validità sia del rinnovo del consiglio sia del successivo referendum che prevede la secessione.
    Stesso dicasi per le regioni addicenti.

     
  • giamps78 07:58 il 24 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il quotidiano anti islamico “il tempo” ed il parlamento come bivacco di “manipolati” 

     

    il titolone nella in prima pagina del quotidiano il tempo di oggi riprende l’intercettazione di due persone di fede religiosa islamica.
    Il titolo generalizza parlando di “islamici pazzi per la legge elettorale #rosatellum che ha la soglia al 3%: così entriamo in parlamento ed è fatta”
    Un titolo balordo oltreché pieno di ignoranza.
    Di fronte a queste idiozie la pena minima sarebbe l’espulsione dall’ordine dei giornalisti, ma magari potremmo introdurre la sharia per i giornalisti che disinformano.
    Questo titolo giornalistico è di una gravità assoluta e questi non meritano di essere chiamati giornalisti in un quotidiano che in teoria non è nemmeno una testata di partito ma illude i lettori di essere nella più totale imparzialità.
    Cominciamo a smentire punto per punto quanto viene affermato.
    Lo sbarramento al 3% permetterebbe la creazione di un partito islamico.
    Falso, la camera dei deputati nella sua storia non ha mai avuto uno sbarramento superiore al 4%.
    Era zero per cento nella prima repubblica e mai un partito islamico si è candidato, eppure avrebbero potuto farlo, alla fine degli anni ’80 Israele aveva già fatto 6 o 7 guerre e gli islamici di tutto il mondo cominciavano a muovere i primi passi verso la jihad dopo che con le armi Israele prendeva pezzi di terra che negli ultimi 1600 anni non le erano mai appartenute.
    Nessuno sbarramento elettorale in Italia fino al 1994 e poi uno sbarramento del 4% fino al porcellum che ha lasciato il 4% ma ha dato modo anchi non lo superava (tipo SEL ed FDI) di entrare ugualmente in parlamento.
    Ora, che mi si dica che al 3% si fa il partito islamico e invece al 4% non lo si fa è totalmente assurdo.
    Quindi con il porcellum o con il mattarellum il partito islamico se fosse in programma lo si farebbe comunque, perché lo sbarramento è al 4%.
    In Germania ci sono milioni di turchi islamici che possono votare alle elezioni, lo sbarramento al 5% è ampiamente superabile, ma non c’è alcun partito turco che si avvicini minimamente all’1%, figuriamoci al 5%.
    Quindi ciò che scrive il quotidiano “il tempo” è privo di fondamento.
    Tra l’altro usano delle intercettazioni che probabilmente sono come sempre ottenute abusivamente, e che sarebbe illegale pubblicare.
    Ma poi sono intercettazioni di due poveri cretini, che non sono pazzi per il rosatellum (bis) sono pazzi e basta.
    Bene, tanto basta al caporedattore per farci il titolone per istruire i lettori pecoroni che non sanno distinguere notizie vere da falsità assolute scritte in totale malafede.

    Ma anche se fossero diecimila e non due persone che vogliono farsi un partito, ci lamentiamo di cosa?!?
    Avessero detto che vogliono farsi esplodere, magari in parlamento!
    Mi pare che la democrazia serva per rappresentare le istanze della popolazione non per impedire che possano farlo.
    “Entriamo in parlamento ed è fatta”.
    È scritto nel titolone di prima pagina.
    Fatta cosa?
    Entrano in parlamento, e che cosa fanno dopo che sono entrati?
    Niente, premono il pulsantino come tutti gli altri.
    Piuttosto facciamo uno sbarramento al 5% per le testate giornalistiche…
    Di modo che possiamo eliminare quelle sotto una certa soglia, non si sa mai che due pazzi islamici decidano di aprire un giornale, anche in quel caso sarebbe fatta!
    La verità lampante che esce fuori da tutto questo è una sola:
    NON SI RIESCE A PENSARE AD UNA LEGGE ELETTORALE SE NON NELL’OTTICA DI TRARNE UN VANTAGGIO DANNEGGIANDO ALTRI.
    Altro che “la legge elettorale non è un vero problema,i problemi sono altri” come ha titolato più volte quel quotidiano.
    È esattamente l’opposto, la legge elettorale è fondamentale, tanto che si presume possa consentire l’eliminazione preventiva di partiti avversi, ma io penso più all’eliminazione dei dissidenti politici, quelli nominati dal gran capo che devono restare al guinzaglio tanto più con una legge elettorale avversa e fatta di nominati in parlamento.
    Come nel proverbio “al contadin non dire  quant’è buono il formaggio con le pere” , ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino…
    Beh, abbiamo avuto 60° anni di democrazia cristiana al governo se anche un partito islamico superasse l’1% e grazie agli sbarramenti dimezzati entrasse in parlamento con 3 rappresentanti non sarebbe nulla di male.
    Che poi in parlamento ci sono già degli islamici tipo quello del PD.
    La legge elettorale non è un problema se il gran capo può nominarsi i parlamentari e può minacciarli tutti i giorni se non votano ciò che lui decide, ma diventa un  gigantesco problema se il popolo “non impara a votare” se non avviene la coercizione del voto, se i cittadini sono liberi di scegliere di votare per chi vogliono loro senza la paura di buttare via il proprio voto perché vincono i comunisti (che non entrano più in parlamento da oltre 10 anni).
    Qui c’è semplicemente la visione di un parlamento come un bivacco di “manipolati” schiaccia bottoni e l’eliminazione degli avversari dalla scena politica.
    Ladro piccolo non rubare che il ladro grande ti fa arrestare.
    E quello che non poteva nemmeno essere eletto nel 1994 visto che usufruiva di concessioni pubbliche ma ha usato quelle concessioni per farsi pubblicità ed entrare in parlamento?
    a causa della legge elettorale che aveva eliminato i partiti della prima repubblica si trovò in maggioranza e non votò mai la sua decadenza…

     
  • giamps78 17:18 il 20 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anticipo pensionistico per donne con figli ed i sindacati che vogliono allargare platea a coppie omosessuali e stranieri 

     

    Passi pure il concetto della donna che è  incinta(in Italia) e che quindi fisicamente avendo una conformazione diversa rispetto all’uomo può aver diritto ad andare in pensione 6 mesi prima per ogni figlio.
    giustamente nel caso di gravidanze può e deve esserci una differenza nell’età di pensionamento che favorisca quest’ultima di fronte alla normativa europea che dichiara l’obbligo di avere la stessa età di pensionamento per uomini e donne.
    Ma stop,qui finisce,non è che come chiedono i sindacati adesso si devono tirare dentro anche i figli adottivi e i figli la cui gravidanza non è stata condotta in Italia.
    Anche perché qualcuno potrebbe domandare perché la donna si e l’uomo no?
    Se un figlio è adottato non c’è differenza tra padre e madre, non c’è differenza di conformazione fisica, la madre non è rimasta in cinta, non ha avuto impedimenti fisici, e francamente ho già capito dove vogliono andare a parare: Ai bambini “adottati” dalle coppie omosessuali e agli extracomunitari che arrivano qui già adulti… una cosa inaccettabile.
    Se la donna resta incinta e poi vende suo figlio ad una coppia omosessuale, dal mio punto di vista nessuno di questi soggetti merita alcun mese di anticipo pensionistico,anche perché l’utero in affitto è illegale, vogliamo pure premiare questi comportamenti?
    Perché mai se qualcuno adotta dei figli che arrivano dall’estero si dovrebbe dare,tra l’altro alla sola donna, dei vantaggi pensionistici?
    È assurdo.
    Ritornando al discorso precedente: i permessi lavorativi parentali valgono sia per le mamme che per i papà,così come nulla vieta ad una donna di lavorare mentre l’uomo fa le faccende domestiche, una legge deve tenere conto di questo non può generalizzare.
    Se un figlio è adottato e la donna non è rimasta in cinta, il padre può fare la stessa fatica che fa la madre nell’allevarlo, perché dunque la legge dovrebbe dare unidirezionalmente alla donna questi sei mesi e non ad esempio 3 mesi e 3 mesi?
    Per me dovrebbero essere dati zero e zero, non 3 e 3, ma nemmeno aprioristicamente 6 e zero altrimenti si va contro la legge europea e l’uguaglianza dei sessi.
    Dovrebbe valere esclusivamente per le donne che abbiano portato avanti una o più gravidanze(in Italia), e che abbiano cresciuto i figli e certamente non dati in adozione e nemmeno adottati.
    Altrimenti la legge non può scegliere aprioristicamente quale dei due sessi fa la fatica di allevare tale figlio, può essere la donna o l’uomo, oppure la legge dovrebbe stabilire dei parametri per decidere a quale dei due genitori spettano tali mesi di anticipo pensionistico.
    Per quanto riguarda i figli adottati cosa facciamo, il doppio bonus?
    6 mesi a chi partorisce,e poi fa adottare il figlio 6 mesi per chi lo adotta per un totale di 1 anno per un solo figlio?
    Impossibile.
    Qui ci sono i soliti sindacati che cercano varchi per aumentare la spesa pubblica

     
  • giamps78 11:51 il 15 September, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: corte, , organismi geneticamente modificati   

    Sugli #OGM La corte #UE ci ha annessi alla Common law: Differenza tra scelte politiche e “scelte” scientifiche 

     

    Non è che un trattato internazionale può portare l’Italia da un sistema a civil law ad un sistema a common law dove i giudici fanno le leggi, altrimenti si tratterebbe di una vera e propria annessione che snatura la struttura giuridica.
    Invece la corte di giustizia europea sugli OGM ha fatto una sentenza da common law, hanno stabilito un precedente pericolosissimo, hanno fatto a pezzi il codice civile italiano stabilendo che i giudici sono sottomessi non alla legge, scritta come da civil law, che anche loro devono rispettare nelle loro sentenze, ma ad una legge non scritta e inventata ad arte dai giudici della Corte europea tramite un principio base che elimina di fatto i codici vigenti nel paese oggetto di quella sentenza.
    Hanno inventato dal nulla il principio secondo il quale uno stato non può vietare nulla che non abbia evidenze scientifiche di nocività per gli esseri umani.
    Con questo principio la scelta politica non esiste più, le leggi che vietano l’uso di vari prodotti non hanno più alcun effetto a meno che non lo dica la scienza.
    Ma la politica ha una sua prerogativa, il parlamento ha una sua sovranità  e dunque QUALSIASI prodotto può essere bandito anche senza alcuna evidenza scientifica, anche se non serve evidenza scientifica, lo si fa per scelta politica.
    Il giudice deve rispettare la civil law, non può improvvisamente invertire l’onere della prova e far diventare la politica serva della scienza.
    La scienza è importante, ma così come la religione, ha le sue leggi che non sono le leggi della politica che è e deve rimanere sovrana.
    Dunque si, quando qualcosa è provato che fa male quel qualcosa va ritirato dal mercato, ma non si può affermare il contrario, altrimenti al posto di andare a votare per eleggere i parlamentari bisognerà andare a votare per eleggere gli scienziati!
    Il diritto della politica è anche quello di vietare un prodotto per ragioni diverse rispetto alla nocività che non risulta in ogni caso l’unico e il solo parametro di valutazione per una scelta politica.
    Ad esempio ci sono i temi etici, sulle quali le evidenze scientifiche cozzano, cinsono le opportunità politiche ed il giudizio sulle leggi devono darlo i cittadini.

    O ci può essere una scelta  opportunità nello stabilire che il 100% del made in italy deve essere biologico, e sarebbe una scelta politica, non scientifica,magari economica, ed il giudice non può e non deve intromettersi.
    Nel caso specifico gli OGM hanno ad esempio la caratteristica nociva verso altri raccolti fatti nelle vicinanze che vengono modificati geneticamente dalle spore emesse dai raccolti OGM.
    Ma questo è solo uno dei motivi che possono far pensare ad un parlamento sovrano di effettuare una scelta di questo tipo, e un giudice non può fare le leggi al posto del parlamento stabilendo che la scienza viene prima della politica.
    La scienza viene prima della politica solo se la politica lo dice e lo scrive nero su bianco in una legge.
    Nel caso specifico la normativa europea permetteva ad ogni parlamento nazionale di decidere in merito e la scelta che ha fatto l’Italia è stata per vietare gli OGM.
    I giudici della Corte europea se proprio vogliono intromettersi a piè pari nelle faccende politiche allora devono annullare quel testo europeo che permette all’Italia di vietare gli OGM.
    Il giudice europeo stabilisca magari anche che i dazi sono illegali, che i  materiali provenienti dalla cina che non ha evidenze scientifiche di nocività per l’uomo possono essere venduti anche da chi non ha lo status di economia di mercato.
    Se il principio base espresso dalla corte è così importante allora è valido sempre ed è superiore anche ai dazi e quindi non si si può vietare la vendita di alcun prodotto dopo averne importati una certa quantità annua.

     
  • giamps78 00:51 il 14 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    prendo ufficialmente distanze dal referendum autonomista veneto del 22 ottobre 

     

    Dopo proposta legge presentata in consiglio regionale del veneto che prevede la possibilità per il governatore di apporre un voto di fiducia in salsa romana, senza cioè che possano essere presentate modifiche, neppure limitate numericamente, al provvedimento ne prima ne tantomeno dopo tale voto di fiducia, come risposta non posso che prendere ufficialmente le distanze dal referendum sull’autonomia del veneto fissato per il 22 ottobre.
    Che il potere legislativo sia a roma o Venezia poco conta se viene gestito in modo ignobile da poche persone che non hanno il minino rispetto per le assemblee elettive.
    A questo punto, piuttosto che sia accentrato nelle mani di milanesi, veneziani o trevisani in questo neo-feudalesimo post-moderno, è meglio che il potere legislativo resti dov’è.
    Questa è veramente una presa in giro, mi stavo chiedendo se avevo fatto bene a non andare a votare per il rinnovo del consiglio regionale, la risposta ora è certamente si.
    Io credo che l’antitesi è ad un livello talmente alto da farmi pensare che con queste persone non si può nemmeno stare seduti nello stesso emiciclo,aventino a tempo indeterminato..
    Le idee politiche si devono confrontare nelle regole proprie, non alterate, non manomesse, della democrazia ed invece una proposta del genere ci porta al livello di democrazia presente nello star islamico di al-bagdadi.
    Sarei curioso di sapere cosa se ne farebbe al-bagdadi del vino trevisano…
    Non lo adopererebbe nemmeno per lavare i pavimenti!
    Va quindi disconosciuto lo status di democrazia per tutti gli organi elettivi sottomessi dal governismo individualista maggioritario relativo.
    Tra l’altro è pure scritta male e incostituzionale in alcuni punti visto che “la procedura normale di approvazione delle leggi” in determinate materie vale anche per i consigli regionali nel caso in cui abbiano produzione legislativa nelle materie elencate in costituzione.
    A si, dimenticavo che nella repubblica delle banane “per procedura normale di approvazione delle leggi” si intende pure l’impossibilita di votare anche solo un emendamento.

     
  • giamps78 23:34 il 30 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Abolire le pensioni minime, i 20 anni minimi di contributi, l’età minima di pensionamento 

     

    La riforma fornero è una pataccata indicibile,cosi i successivi tentativi di modifica.
    L’introduzione dei 20 anni di contribuzione minima per poter ottenere una pensione è una vaccata che apre ad incongruenze che hanno dell’inverosimile e premia ancora una volta, come sempre, i più furbi.
    Intanto non è vero che è stata la legge Fornero ad inserire l’aumento dell’età di pensionamento in base all’aspettativa di vita dando all’istat il potere di alzare le pensioni.
    Non è stata la legge Fornero ma è stato il governo Berlusconi per iniziativa di giulio Tremonti.
    Ed i grafici dei risparmi sono stati fatti allora e poi non sono stati mai aggiornati.
    Difatti l’inserimento della contribuzione minima di 20 anni per poter accedere alla pensione determinerà in futuro dei risparmi pesanti, che non sono stati correttamente calcolati.
    A tal proposito io credo che non siano stati calcolati perché tra poco tempo troveranno un costoso escamotage a quei 20 anni tramite i contributi figurativi, quindi tale calcolo dei risparmi, che oggi è errato per difetto, tornerà al pareggio.
    Errore per errore e si appianerà il tutto.
    Un sacco di persone lavoreranno magari solo 18 anni e saranno totalmente senza pensione e queste cifre non sono inserite correttamente nelle stime dei risparmi di spesa.
    Poi ci penserà Berlusconi a regalare contributi figurativi alle casalinghe per far avere loro la pensione minima di 500 euro.
    500 euro che in futuro diventeranno 600, vanificando quindi tutti i discorsi che stanno facendo in questi giorni boeri e Poletti sulle future pensioni dei giovani.
    I giovani di oggi in futuro potranno andare in pensione con il contributivo solo se la loro pensione risulta essere almeno una volta e mezzo quella minima, cioè 1,5 moltiplicato per 500 euro.
    Oggi discutono l’abbassamento di quell’1,5 al 1,2 e dicono di garantire così 600 euro ai futuri pensionandi.
    Peccato che quando saranno alzate le pensioni minime, e sicuramente succederà così come è successo nel 2002, alla fine quell’1,2 equivarrà a quell’1,5 in termini assoluti, con una differenza: Le casalinghe avranno 20 anni di contributi minimali, probabilmente in buona parte figurativi, invece altri avranno magari 35 anni di lavoro ed una pensione solo di 1,5 volte superiore ed ha versato contributi veri a quelli che oggi ricevono una pensione per buona parte retributiva.
    Io credo che mascherare questa realtà dipingendo un qualche cosa di irrilevante come una garanzia per la pensione dei giovani sia l’ennesima presa in giro messa in atto dalla propaganda renziana, ma le bugie hanno le gambe corte ed un domani tutte queste incongruenze saranno evidenti.
    Invece la cosa giusta da fare è semplicemente quella di eliminare le pensioni minime, eliminare la quota dei 20 anni da lavorare per poter accedere al pensionamento ed eliminare l’età minima di pensionamento con il sistema contributivo.
    Chi ha lavorato 10 anni (in Italia) e vorrà andare in pensione a 61 anni riceverà la pensione totalmente calcolata con il retributivo.
    Se questa pensione è di 150€ poco importa perché eventualmente c’è la parte assistenziale,che non è previdenziale che andrà verificata con il modello ISEE , potrà implementare a 500€ la pensione.
    Attenzione che ricevere una pensione da 150€ dà  comunque molti diritti tra i quali la reversibilità della pensione del coniuge.
    Ovviamente non possiamo fare i furbetti come si fa oggi quando si abbassano gli indici di trasformazione delle pensioni retributive.
    È vero che chiunque potrà andare in pensione quando vorrà. Ma ricevendo il giusto e non invece qualcosa che non è stato versato, ma chi lavorerà per più anni dovrà avere un indice di trasformazione più elevato ma sempre con riferimento non agli anni di contribuzione ma alla cifra versata.
    È chiaro che chi versa 18 anni di contributi non può rimanere totalmente senza pensione e che chi non versa nulla ma riceve le tutele dei versamenti fittizi non può andare a prendere 500 euro al mese mentre chi lavora per 35 anni ne riceve 800.
    Qualcuno può domandarsi: Ed i lavori usuranti?
    Si deve agire anche qui sull’indice di trasformazione in base al numero di anni in cui si svolgono le varie mansioni e poi si fa una media e poi come accade per tutti quanti si sceglie la propria data di pensionamento senza avere età minima richiesta.

     
  • giamps78 10:02 il 24 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo e l’autonomia regionale del veneto 

    il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo e l’autonomia regionale del veneto

    Con l’introduzione del nuovo titolo V della 2° parte della costituzione avvenuto nel 2001, le regioni hanno assunto molti più poteri dal punto di vista legislativo.
    Io capisco l’importanza che viene data al referendum sull’autonomia della regione Veneto e della regione Lombardia, ma non bisogna dimenticarsi di applicare l’autonomia già ottenuta con la precedente riforma costituzionale citata in precedenza.
    Informazione è potere, e le regioni dal mio punto di vista hanno potestà legislativa concorrente sui mezzi di comunicazione radio, internet e televisivi.
    Il che significa che lo stato in tali materie concorrenti ha la possibili di emanare delle leggi che rappresentano i principi fondamentali.
    È la costituzione a specificarlo chiaramente.
    Nel caso specifico in riferimento al sistema radio-televisivo ed internet, la costituzione parla solo di “ordinamento della comunicazione”.
    Tale materia è dunque concorrente e vale quanto appena scritto: La regione ha la “potestà legislativa, salvo che per i principi fondamentali, riservata alla legislazione dello stato”.
    Inoltre le regioni hanno potestà regolamentare su ogni materia concorrente,quindi anche su questa.
    Infine,per tagliare la testa al toro, la costituzione prevede che “spetta alle regioni ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato”.
    Quindi se non si vuole concordare sull’analisi precedente, se non si vuole cioè ritenere che il sistema radio-televisivo e di internet rientrino all’interno della competenza concorrente denominata “ordinamento della comunicazione” c’è questa seconda possibilità, e cioè che tale competenza sia residuale ovvero interamente regionale, anche nei principi fondamentali.
    Tutto questo per dire una cosa molto semplice…
    Il presidente della regione Veneto Luca zaia vuole vietare le pubblicità del gioco d’azzardo.
    Bene,io auspico che tale decisione sia ampliata all’ambito radio-televisivo e di internet.
    Di più, propongo di andare davanti alla corte costituzionale e verificare a chi dà ragione la corte.
    Il tutto con uno scopo ben preciso, il prendersi una parte del canone rai per fare informazione regionale, visto che il governo nazionale sta chiudendo anche le sedi regionali dei telegiornali e visto che le televisioni locali annaspano.
    Questa è una buona fetta di autonomia, considerando che poi ogni legge che riguardo a questo tema dovrà essere concordato con le regioni sia a livello nazionale che europeo.
    Anche considerando che il referendum di ottobre si basa proprio su un passaggio di competenze inserite nel titolo V.

     
  • giamps78 08:14 il 12 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Petizione on line per vietare gli allevamenti di galline in “batteria” consentendo solo allevamenti “a terra” 

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    firma la petizione per Vietare gli allevamenti di polli e galline in batteria, permettere l’esistenza solo degli allevamenti a terra.

    la pratica industriale disumana degli allevamenti in batteria va vietata , polli e galline per tutta la loro vita non vedono nemmeno la luce del sole e sono bloccate per tutta la loro vita in 15 cm di spazio.

    polle e galline devono essere allevati a terra, devono aver diritto al loro spazio vitale con delle condizioni decenti.

    le uova costeranno di più?

    certo che si, 5 centesimi a uovo, ma abolendo la concorrenza sleale e disumana degli allevamenti in batteria si abbasseranno anche i costi degli allevamenti a terra perché le uniche uova vendute saranno quelle provenienti dagli allevamenti a terra e dunque il costo si abbasserà grazie all’aumento del numero delle vendite.

    ll trattato internazionale di libero scambio non permette di abolire gli allevamenti a batteria?

    non è vero, c’è sicuramente una clausula che parla di diritti e questi diritti devono valere anche per le galline e per i polli.

    http://www.giamps78.wordpress.com

    Firma la petizione per vietare l’allevamento di polli e galline in batteria(versione italiana):
    https://www.petizioni24.com/no_allevamenti_galline_in_batteria

    English version:
    https://www.change.org/p/giamps-ban-chicken-farms-in-batteries-allow-only-farms-on-the-ground

     
  • giamps78 09:49 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    l’errore della corte dei conti sull’innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita 

    wp_ss_20170809_0001

    I “risparmi” previsti dalla legge fornero non sono stati impegnati da nessun’altra legge.
    Questa è la realtà dei fatti.
    Ogni legge ha bisogno di una copertura finanziaria e le passate leggi sulle pensioni non hanno previsto alcuna copertura finanziaria.
    Ergo, i risparmi previsti dalla legge fornero non sono veri risparmi secondo quanto stabilito dal pareggio di bilancio in costituzione.
    Non sono veri risparmi tanto è vero che la legge Fornero non libera risorse da quei risparmi, non libera risorse utilizzabili come coperture finanziarie per altre leggi.
    La legge Fornero tenta invece di far tornare il sistema pensionistico nell’alveo della costituzionalità del pareggio di bilancio in quanto le leggi sulle pensioni risultano incostituzionali ed incostituzionali sono tutte le erogazioni di baby pensioni, doppie pensioni, vitalizi ai consiglieri regionali, pensioni retributive e così via.
    Incostituzionali perché le vecchie leggi che le hanno istituite non contengono alcun riferimento alle coperture finanziarie utili per poter erogare tali servizi.
    Se è vero che il pareggio di bilancio è stato inserito dopo l’ultima crisi economica e dunque risulta cronologicamente successiva alla legge sulle pensioni retributive, è anche vero che la modifica costituzionale è per sua natura retroattiva rispetto ad ogni altra legge ordinaria vigente nell’ordinamento, come accaduto ad esempio con i codici fascisti dichiarati incostituzionali in alcune parti secondo la nuova costituzione ma che nelle altre (vedi codice rocco) e risultano ancora in vigore.
    Inoltre la costituzione del 1948 già prevedeva un certo rigore tra entrate e uscite e vietava perfino l’istituzione di nuove tasse nella legge finanziaria.
    Questo per dire semplicemente che l’attuale debito pubblico sul quale ogni anno si pagano oltre 60 miliardi di interessi, nonostante decenni di avanzo primario è anche il risultato di tali leggi prive di copertura.
    La legge Fornero non solo consente di continuare a scaricare debito sulle future generazioni ma viene attuata contro le future generazioni alzando la loro età di pensionamento senza togliere nulla a chi oggi gode di privilegi assurdi e incostituzionali.
    La legge Fornero stabilisce dei risparmi futuri su una legge incostituzionale che è priva di copertura finanziaria.
    Tali risparmi non sono risparmi veri, utilizzabili ad esempio come coperture per altre leggi, ci sono solo risparmi ma nella legge Fornero non ci sono spese che possano utilizzare quei risparmi.
    Questo significa che a norma di pareggio di bilancio, tecnicamente, si può eliminare anzi abrogare completamente la legge Fornero senza bisogno di alcuna copertura finanziaria, infatti non ci sono spese nella legge Fornero e quindi eliminandola dall’ordinamento non si incorre in alcuno dei vizi espressi dalla corte dei conti.
    Le spese sono invece contenute in quelli che oggi sono definiti “diritti acquisiti” cioè le vecchie leggi sulle pensioni prive di copertura finanziaria che ancora una volta si vorrebbero scaricare sulle future generazioni

     
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