Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:14 il 12 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Petizione on line per vietare gli allevamenti di galline in “batteria” consentendo solo allevamenti “a terra” 

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    firma la petizione per Vietare gli allevamenti di polli e galline in batteria, permettere l’esistenza solo degli allevamenti a terra.

    la pratica industriale disumana degli allevamenti in batteria va vietata , polli e galline per tutta la loro vita non vedono nemmeno la luce del sole e sono bloccate per tutta la loro vita in 15 cm di spazio.

    polle e galline devono essere allevati a terra, devono aver diritto al loro spazio vitale con delle condizioni decenti.

    le uova costeranno di più?

    certo che si, 5 centesimi a uovo, ma abolendo la concorrenza sleale e disumana degli allevamenti in batteria si abbasseranno anche i costi degli allevamenti a terra perché le uniche uova vendute saranno quelle provenienti dagli allevamenti a terra e dunque il costo si abbasserà grazie all’aumento del numero delle vendite.

    ll trattato internazionale di libero scambio non permette di abolire gli allevamenti a batteria?

    non è vero, c’è sicuramente una clausula che parla di diritti e questi diritti devono valere anche per le galline e per i polli.

    http://www.giamps78.wordpress.com

    Firma la petizione per vietare l’allevamento di polli e galline in batteria(versione italiana):
    https://www.petizioni24.com/no_allevamenti_galline_in_batteria

    English version:
    https://www.change.org/p/giamps-ban-chicken-farms-in-batteries-allow-only-farms-on-the-ground

     
  • giamps78 09:49 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    l’errore della corte dei conti sull’innalzamento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita 

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    I “risparmi” previsti dalla legge fornero non sono stati impegnati da nessun’altra legge.
    Questa è la realtà dei fatti.
    Ogni legge ha bisogno di una copertura finanziaria e le passate leggi sulle pensioni non hanno previsto alcuna copertura finanziaria.
    Ergo, i risparmi previsti dalla legge fornero non sono veri risparmi secondo quanto stabilito dal pareggio di bilancio in costituzione.
    Non sono veri risparmi tanto è vero che la legge Fornero non libera risorse da quei risparmi, non libera risorse utilizzabili come coperture finanziarie per altre leggi.
    La legge Fornero tenta invece di far tornare il sistema pensionistico nell’alveo della costituzionalità del pareggio di bilancio in quanto le leggi sulle pensioni risultano incostituzionali ed incostituzionali sono tutte le erogazioni di baby pensioni, doppie pensioni, vitalizi ai consiglieri regionali, pensioni retributive e così via.
    Incostituzionali perché le vecchie leggi che le hanno istituite non contengono alcun riferimento alle coperture finanziarie utili per poter erogare tali servizi.
    Se è vero che il pareggio di bilancio è stato inserito dopo l’ultima crisi economica e dunque risulta cronologicamente successiva alla legge sulle pensioni retributive, è anche vero che la modifica costituzionale è per sua natura retroattiva rispetto ad ogni altra legge ordinaria vigente nell’ordinamento, come accaduto ad esempio con i codici fascisti dichiarati incostituzionali in alcune parti secondo la nuova costituzione ma che nelle altre (vedi codice rocco) e risultano ancora in vigore.
    Inoltre la costituzione del 1948 già prevedeva un certo rigore tra entrate e uscite e vietava perfino l’istituzione di nuove tasse nella legge finanziaria.
    Questo per dire semplicemente che l’attuale debito pubblico sul quale ogni anno si pagano oltre 60 miliardi di interessi, nonostante decenni di avanzo primario è anche il risultato di tali leggi prive di copertura.
    La legge Fornero non solo consente di continuare a scaricare debito sulle future generazioni ma viene attuata contro le future generazioni alzando la loro età di pensionamento senza togliere nulla a chi oggi gode di privilegi assurdi e incostituzionali.
    La legge Fornero stabilisce dei risparmi futuri su una legge incostituzionale che è priva di copertura finanziaria.
    Tali risparmi non sono risparmi veri, utilizzabili ad esempio come coperture per altre leggi, ci sono solo risparmi ma nella legge Fornero non ci sono spese che possano utilizzare quei risparmi.
    Questo significa che a norma di pareggio di bilancio, tecnicamente, si può eliminare anzi abrogare completamente la legge Fornero senza bisogno di alcuna copertura finanziaria, infatti non ci sono spese nella legge Fornero e quindi eliminandola dall’ordinamento non si incorre in alcuno dei vizi espressi dalla corte dei conti.
    Le spese sono invece contenute in quelli che oggi sono definiti “diritti acquisiti” cioè le vecchie leggi sulle pensioni prive di copertura finanziaria che ancora una volta si vorrebbero scaricare sulle future generazioni

     
  • giamps78 08:47 il 6 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    ridurre gli incidenti stradali riducendo costi assicurazioni senza usare le scatole nere 

    Prima di tutto va modificato il sistema utilizzato per le multe da eccesso di velocità.
    Chi va più veloce deve pagare di più.
    Chi supera di meno di 20 km/h il limite di velocità deve avere una multa ma questa deve essere inferiore a quella presa da chi ha superato di 30 di 40 o di 50 km/h tale limite e che deve anche vedersi sospesa la patente.
    Inoltre le assicurazioni devono verificare i punti sulla patente del guidatore perché non è possibile che chi fa incidenti può cambiare compagnia e pagare di meno mentre chi non ha fatto incidenti deve pagare l’incidente di chi poi cambia compagnia assicurativa perché così paga di meno.
    Questo meccanismo darebbe il giusto valore alla patente a punti che ancora oggi viene vista come distante ed inutile.
    Chi va più veloce per le strade paga di più di assicurazione,anche se non fa incidenti.
    Gli autovelox verificano le velocita ed invece che inviare multe tolgono punti alla patente.
    Le compagnie di assicurazione devono applicare contestualmente tariffe più alte a chi ha meno punti e tariffe più basse a chi ha più punti, senza che questo meccanismo provochi indebiti guadagni alle compagnie assicurative.
    Prevenire è meglio che curare pertanto questo sistema produrrà certamente una riduzione degli incidenti e contestualmente una ulteriore riduzione dei costi.
    Le compagnie assicurative devono inoltre verificare l’entità del sinistro e cioè non è possibile che un sinistro da mille euro sia considerato come uno da cento mila euro perché questo è un incentivo negativo che alimenta comportamenti scorretti.
    Inoltre ogni compagnia di assicurazione deve trasmettere,su richiesta motivata, i dati degli incidenti di qualsiasi nuovo cliente in modo da poter verificare se si tratta di una persona che fa molti incidenti e vuol farli pagare agli altri, in questo modo, considerando la storia ed i punti della patente, si potrà fare un prezzo corretto in base alla situazione.

     
  • giamps78 20:13 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Mogli di Berlinguer, Pertini, Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito) 

    mogli di #Pertini, #Berlinguer, #Almirante…restituiscano maltolto (se indebitamente percepito)

    Reversibilità sui vitalizi,incredibile!
    Quando l’ho sentito pronunciare non credevo alle mie orecchie…
    A parte il fatto che Enrico Berlinguer sarebbe il primo a non volere che le mogli degli ex politici ricevano una reversibilità sui vitalizi…
    Ma poi in questo momento mi chiedo in base a quale norma l’inps ha eroga questa reversibilità.
    Si dirà magari: In base ad una legge dello stato, quella sulle pensioni, lì è prevista la reversibilità per il superstite e quindi si è applicata quella norma.
    Peccato però che i vitalizi per gli ex-parlamentari non risultano istituiti da leggi dello stato ma da delibere degli uffici di presidenza e a queste bisogna sono soggette in tutto e per tutto.
    Questo significa che se nelle delibere degli uffici di presidenza di camera e senato non vi sono riferimenti ad eventuali reversibilità su tali vitalizi evidentemente quei vitalizi non dovevano e non debbono essere erogati.
    Stiamo parlando di due normative differenti e l’una non comprende l’altra, la legge sulle pensioni non ha nulla a che vedere con la norma interna redatta e approvata dall’ufficio di presidenza fatta in base all’autonomia finanziaria delle due camere.
    Cioè, non si può creare i vitalizi tramite l’ufficio di presidenza e creare la reversibilità usando una legge ma deve essere una decisione dell’ufficio di presidenza a stabilire questo.
    Ergo, se veramente fosse questa la situazione l’inps o qualsiasi altro istituto pubblico abbia erogato tali denari lo ha fatto impropriamente e quindi deve andare a riprendere tali somme, dalla prima all’ultima.
    Tra i beneficiari ci sono mogli illustri, di Pertini, di Almirante, di Berlinguer…non ha importanza il cognome del marito, se c’è stato veramente un errore grossolano di questo tipo tali somme dovranno essere tutte restituite, ed n ogni caso immediatamente interrotte quelle nuove

     
  • giamps78 12:34 il 25 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Eliminare vitalizi e fare riforma costituzionale per dividere pensioni assistenziali da quelle retributive 

     

    Per abolire tutti i vitalizi per un totale di 500 milioni risparmiati ogni anno si deve dividere la riforma in 3 scaglioni.

    1)la proposta di legge primo firmatario Matteo richetti in discussione in questo momento alle camere deve contenere una sola riga che indica semplicemente l’abrogazione della legge peraltro approvata in questa legislatura e che riguarderà solo ed esclusivamente i futuri ex-parlamentari.
    La camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati agli attuali parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private.

    2)si riuniscono alla camera ed al senato gli uffici di presidenza e in 15 minuti possono eliminare retroattivamente i vitalizi agli ex-parlamentari del passato.
    Nel frattempo la camera dei deputati ed il senato restituiranno i contributi versati dagli ex-parlamentari e questi saranno liberi di versarli all’inps o ad alte entità private, ma non riceveranno più alcun vitalizio.
    Che facciano ricorso e vediamo cosa dice la corte costituzionale.
    Come dicevo, la camera ed il senato hanno autonomia costituzionale di spesa e di regolamento, non è così per una legge dello stato dovesse applicarsi anche solo all’interno del parlamento sulla quale la corte costituzionale è più libera di agire.

    3)una riforma costituzionale elimina i vitalizi degli ex consiglieri regionali e in vista magari di una sentenza negativa della corte al punto precedente prevede l’abolizione retroattiva di ogni vitalizio anche per gli ex-parlamentari.

    Per quanto riguarda il punto 3, è inutile dire che il treno è già passato, che i rottamatori sono andati alla guerra con una riformicchia costituzionale che oltre a devastare l’impianto precedente illudeva di ridurre le spese dei partiti nelle regioni, norma comunque aggirabile dando rimborsi a singole persone ed in ogni caso senza incidere minimamente sui vitalizi.
    Cioè paghiamo 500 milioni annui degli ex parlamentari e quindi riduciamo i costi della politica eliminando la politica e portando i senatori ad essere 100 invece che 315.
    Benvengano 100, in svizzera c’è una delle due camere che ne ha di meno di 100 ma c’è anche il proporzionale puro con l’assenza di sbarramento.
    Incomprensibile avere 630 deputati, creati per dare rappresentanza a tutte le parti politiche in molti territori e avere contemporaneamente sbarramenti che rendono impossibile una distribuzione razionale.
    Pagare meno i politici, e permettere ai politici di rappresentare tutte le istanze dell’elettorato senza che chi ottiene più voti sia giudice sulle delle istanze di chi ne prende meno appaltando idee e seggi ed eliminando chi ha avuto voti veri dal popolo.
    Abbiamo 500 milioni di euro in vitalizi, se c’è da fare un risparmio è da qui che si deve cominciare.
    Ma sarebbe ideologicamente sbagliata una riforma costituzionale come quella del punto 3 che guardasse solamente a queste spese pazze.

    Sbagliato guardare solo ai vitalizi dei politici e non anche a tutti quelli che hanno ricevuto favoritismi con il sistema retributivo, le doppie e le baby pensioni, chi riceve reversibilità (calcolate tra l’altro con il vecchio retributivo) senza nemmeno 10 anni di matrimonio o convivenza dimostrabile.
    La riforma costituzionale delle pensioni può anzi deve abolire tutto questo e farlo retroattivamente con una sola riga e poi alla seconda riga si scrive: “tutte le prestazioni pensionistiche sono calcolate con il sistema di calcolo contributivo. La legge stabilisce i criteri per l’assistenza a coloro i quali avessero problemi economici a seguito del nuovo ricalcolo retroattivo delle pensioni in essere tenedo conto di quanto versato durante la vita lavorativa e di quanto già ricevuto, tenendo conto delle trattenute già effettuate su quelle prestazioni ed eliminando ogni trattenuta futura da ogni erogazione pensionistica.”.
    Stop, le pensioni minime sono assistenza perché chi le riceve non ha versato molti contributi o non ne ha versato affatto, e pure quelle di vecchiaia.

     
  • giamps78 10:29 il 18 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: adeguamento, , , ,   

     

    Nei mesi passati ho spiegato a più riprese i motivi che mi portano a ritenere sbagliata la formulazione della legge “richetti-di Maio” per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari.
    La corte costituzionale quasi sicuramente boccerà questa legge.
    Ma ora mi viene in mente l’unica possibilità per fare in modo che la corte ne permetta invece l’applicazione eliminando questo privilegio.
    C’È stata una modifica della costituzione con l’introduzione del pareggio di bilancio, che ribadisco nulla ha a che fare con il fiscal compact.
    Se si vuole fare una metafora con una persona sovrappeso che si ingozza, applicare il fiscal compact significa stringergli la cinghia mentre quello continua a mangiare, mentre il pareggio di bilancio lascia ferma dov’è la cinghia ma punta ad evitare che continui ad ingozzarsi e gli si dice che può mangiare quanto vuole ma senza aumentare il peso di un solo grammo.
    Se fa attività sportiva e dimagrisce qualche kg, che nella metafora significa se c’è un taglio della spesa pubblica, si può mangiare e ritornare allo stesso peso precedente.
    Altra metafora è il peso in base all’altezza, ma tutti sanno che ad un certo punto si smette di crescere, e sperare nell’aumento del prodotto interno lordo per far crescere il debito risulta totalmente assurdo.
    Difatti come ho spiegato altre volte è l’inflazione ad essere volano di debito pubblico e della pseudo crescita del PIL, ma l’inflazione è inversamente proporzionale alla quantità di debito, è più alta dove il debito è più basso e più bassa dove il debito è più alto.
    Ritornando nell’argomento principale, in questi ultimi anni c’è stata una modifica della costituzione: Il pareggio di bilancio inserito in costituzione.
    Questo potrebbe essere un puntello fondamentale davanti ai giudici della corte: Quando la camera dei deputati ha ordinato che vi fossero dei vitalizi per gli ex-parlamentari non ha indicato alcuna copertura finanziaria.
    Quando poi alla legge richetti-di Maio è stato chiesto un parere alla ragioneria dello stato ci sono voluti mesi per una risposta.
    Ma se una legge del passato non contiene alcuna copertura finanziaria, può oggi essere considerata costituzionale?
    Io credo di no, ma la corte viene chiamata a dibattere non sulla vecchia legge mancante di coperture, per decidere se è ancora costituzionale ma sarà chiamata a dibattere su una nuova legge che taglia “retroattivamente” gli effetti di una precedente legge che però  non è stata dichiarata incostituzionale.

    È una norma di civiltà stabilire che un vitalizio, grazie al pareggio di bilancio inserito in costituzione, non può più essere erogato, perché quello crea debito al 100% e la costituzione non lo consente.
    Ho messo tra virgolette la parola “retroattivamente” perché la norma totalmente retroattiva chiederebbe indietro tutti i soldi ricevuti negli ultimi decenni.
    Il fatto che non si chieda indietro nulla ma che semplicemente si dica “da oggi non ricevete più nulla” è già qualcosa di diverso.
    La legge di oggi stabilisce che da oggi non si erogano più i vitalizi, dov’è la retroattività?
    Io non la vedo perché per me sarebbe più giusto andare a requisire 10 miliardi di euro ottenuti tramite i vitalizi da tutti gli ex parlamentari e dai loro successori.
    Ma questo evidentemente non si può fare, questo si è un diritto acquisito.
    Il 24 di ottobre la corte costituzionale dovrà esprimersi sul provvedimento che ha annullato il mancato adeguamento delle pensioni rispetto all’inflazione, una sentenza che potrebbe costare allo stato italiano qualcosa come 50 miliardi di euro, difatti più passano gli anni e più questi soldi “dovuti” ai pensionati aumentano anche in relazione ai successivi mancati scatti progressivi.
    Ha ragione la corte nel dire che se c’è una indicizzazione questa va rispettata, sia per i ricchi che per i poveri.
    dunque sarebbe stata meglio una riforma che ricalcolasse tutte le pensioni con il contributivo alle quali poi applicare il corretto adeguamento.
    L’inps ha detto che alcune pensioni dei dirigenti ricalcolate con il contributivo sarebbero addirittura più alte,io credo proprio di no perché evidentemente prima di effettuare il ricalcolo dal monte contributi va  sottratto quanto effettivamente ricevuto in questi anni.
    Il taglio medio sarebbe del 55%, ovviamente poi si fa come nel resto d’Europa: Si eliminano le trattenute statali.
    Quindi pensioni più basse ma senza trattenute, questo consente di avere anche un risparmio sulle pensioni erogate all’estero per le quali già oggi non sono previste trattenute.
    Se invece di erogare 100 a chi non ha versato abbastanza contributi e di questi 100 supponiamo 40 vanno in trattenute statali, si eroga 40 senza trattenute si passa da 60 ricevuti effettivamente a 40, alla quale si applica il giusto adeguamento all’inflazione.
    Ma c’è però un punto sul quale la corte dovrebbe ragionare:
    La vecchia previdenziale retributiva legge fatta dalla democrazia cristiana e dal pentapartito non ha coperture finanziarie.
    È vero che tale legge non è più in vigore ma i suoi effetti continuano ed hanno portato all’elevato debito pubblico e ad un costo complessivo  per le pensioni che va oltre il 50% del totale della spesa pubblica italiana.

    Siamo di fronte ad una legge che non è più costituzionale attualmente perché agisce sulle uscite che però devono essere pari alle entrate.
    Di solito se la costituzione cambia allora tutte le leggi che non rispettano la costituzione devono essere adeguate.
    D’altra parte questo è stato da sempre il lavoro della corte costituzionale.
    Non è che di fronte al giudizio di costituzionalità di una legge ordinaria palesemente incostituzionale si è andati a vedere se tale legge fosse in vigore da prima dell’entrata in vigore del singolo articolo della costituzione o dell’intera costituzione.
    Se una legge ordinaria del 1930 risulta incostituzionale, risulta incostituzionale rispetto all’attuale costituzione e non rispetto allo statuto albertino o alla costituzione del 1948…
    Parlando poi di diritti acquisiti va precisato che chi riceve vitalizi o pensioni retributive non ha versato denaro o se l’ha fatto ha già ricevuto di più di quello che ha dato.
    Tagliare una pensione retributiva non significa dunque togliere qualcosa che appartiene a tali persone ma evitare di dare qualcosa che non appartiene a tali persone che viene indebitamente versato, anzi in questo caso “debitamente” visto che va a finire nel debito pubblico che poi un domani qualcuno deve rifinanziare pagandoci pure gli interessi e che sarà impossibile da estinguere.
    Ma se costoro hanno un diritto acquisito, non hanno un diritto acquisito pure quelli che oggi versano i contributi  che poi vanno a finire nelle loro tasche?
    Diritto acquisito in epoca repubblicana significa che chiunque  può arrivare a goderne, ma non è questo il caso visto che le future generazioni non avranno quelle condizioni ma oggi sono costretti a pagare per dare soldi a quelli che oggi mantengono inalterate quelle condizioni.
    Sarebbe diritto acquisito de valesse anche per il futuro, ma per tutti mica solo per costoro che rappresentano il passato.
    Sarebbe diritto acquisito se quei soldi che ricevono appartenessero effettivamente a loro e non fossero invece obbligatoriamente versati dagli attuali lavoratori.
    Se avessero versato 100 guai a chi tocca quei 100, pensioni d’oro o non pensioni d’oro.
    Ma avendo versato 10 e ricevendo 100 hanno già ricevuto più di quello che hanno versato.
    Sono soldi che appartengono ad altri,sono soldi che appartengono alla collettività, non può essere un diritto acquisito.
    Altrimenti anche il re d’Italia dopo il referendum del 1946 avrebbe dovuto rimanere in carica fino alla sua morte,essendo un diritto acquisito il trono.
    E la costituzione non avrebbe potuto requisire i suoi diritti civili e politici oltreché le sue proprietà.
    Se si sono tolti i diritti civili al re allora si possono togliere le pensioni retributive ed i vitalizi ai parlamentari ,da subito,a tutti.
    Ma non si può essere alternativamente un giorno per la cancellazione del pareggio di bilancio in costituzione e un giorno per usare tale pareggio di bilancio per togliere i privilegi.

     
  • giamps78 18:57 il 13 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , età pensionabile,   

    La truffa delle pensioni e la fine dello stato italiano 

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    Quella sull’aspettativa di vita che aumenta e che porta all’aumento di altri sei mesi dell’età pensionabile è una bugia,una menzogna.
    Questo è il prezzo che le future generazioni pagheranno alle tanto aggressive quanto inutili politiche renziste degli ultimi anni.
    Soldi regalati come nel caso delle 14° ai pensionati, quella che hanno chiamar APE sociale ovvero un prepensionamento indiscriminato, crisi aziendali risolte a costo dello stato con altri prepensionamenti…
    Bonus a destra e bonus a manca come i 500 euro ai 18° per comprare porcate senza far sapere loro che quando saranno anziani avranno sulle spalle un debito pubblico di quasi 4 mila miliardi di euro (anche se l’euro molto probabilmente sarà sparito dalla faccia della terra) e andranno in pensione a 75 anni.
    Peccato che come ho già scritto la settimana scorsa, abbiano già alzato numerose volte l’età pensionabile senza dire nulla a nessuno.
    L’inps dica in base a quale legge ha diminuito i coefficienti di trasformazione per la parte contributiva dal 31 dicembre 2015.
    Adesso si inventano che mancano 1,2 miliardi per evitare questo innalzamento di 6 mesi, che truffatori.
    Siamo di fronte all’ennesima frode, diminuiscono le pensioni future aumentando inoltre l’età pensionabile e nel mentre regalano quattordicesime, fanno prepensionamenti sistemici e poi hanno il coraggio di dire che la causa è l’innalzamento dell’aspettativa di vita.
    No, non è così perché fino a 12 mesi fa dicevano che nel 2019 l’età pensionabile legata all’aspettativa di vita sarebbe diminuita di 6 mesi in quanto nel 2016 c’era stata una diminuzione di tale aspettativa rispetto al 2015.
    Se i numeri non sono opinioni è dunque falso il documento dell’inps che ha già calcolato la progressione dell’aspettativa di vita dei prossimi 30 anni.
    La verità è che il sistema non sta in piedi e questi politicanti nonché i vari dirigenti dell’inps lo sanno e fanno buon viso a cattivo gioco.
    Si alza l’età pensionabile non perché aumenta l’aspettativa di vita ma perché l’erogazione complessiva delle attuali pensioni è la più alta del mondo.
    Centinaia e centinaia di miliardi di euro erogati, a causa del il sistema retributivo che è ancora in vigore per le pensioni del passato.
    Questa è la causa principale del basso tasso di occupazione in Italia, il danno e la beffa…
    dei privilegi dati e difesi a beneficio di chi magari non ha versato un solo euro di contributi o a chi è andato in pensione a 39 anni, che grazie a questo governo ora magari avrà pure la quattordicesima.
    Questa è la giustizia dello stato della repubblica italiana!
    Ma arriverà anche un domani, e in quel domani non sarà più possibile corrompere i pensionati mentre viene svenduto alle multinazionali il futuro delle generazioni a venire.
    E in quel momento, senza questa corruttela pubblica e mediatica vedremo su quali basi si poggerà lo stato della repubblica italiana e vedremo le sue forze dell’ordine ( che vanno ancora in pensione con le vecchie regole) riusciranno a contenere l’ondata di odio scaturita da chi si sentirà truffato dai soliti furbetti amici delle multinazionali capitaliste.

    E in quel momento per pagare i creditori del default si faranno i conti
    I conti veri,quelli che oggi non si vogliono fare bisognerà farli domani e retroattivamente.
    Invece il sistema pensionistico corretto funziona per categorie, ha i fondi differenziati a seconda della tipologia di lavoro, ha la classe dei pensionati con una propria aspettativa di vita ragionando per classi d’età.
    Se uno specifico fondo , ad esempio quello degli impiegati pubblici è in rosso si alzerà l’età pensionabile solo a loro e solo a loro si aumenteranno i contributi da versare.
    È così che avviene il riconoscimento dei lavori usuranti all’interno dello stesso fondo che per forza di cose avrà l’aspettativa di vita più bassa e quindi di conseguenza l’età pensionabile più bassa.

     

     
  • giamps78 09:37 il 12 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Modifica dell’interpretazione della legge sul trattamento dei dati personali 

    All’atto della sottoscrizione del consenso non si dovrebbe in ogni caso intendere che quei dar diventano proprietà intellettuale di chi li raccoglie.
    Cioè a dire: Non c’è nulla di male se facebook, google, twitter o altri propongono pubblicità  agli uenti utilizzando i loro dati personali,ma tali dati non devono essere passar gratuitamente o a pagamento a terzi, o a terze parti, senza il consenso dell’utente.
    L’utente quando dà il consenso al trattamenti lo dà alla singola azienda.
    Se quei dati vengono girati ad altre aziende è una chiara violazione del consenso.
    La singola azienda ha ricevuto tale consenso, non invece le altre alle quali tale consenso è totalmente mancante.
    Quindi il modulo con l’autorizzazione al trattamento deve contenere un’altra opzione ,quest’ultima facoltativa, che permetta all’utente di negare il permesso alla cessione conto terzi dei suoi dati, che permette cioè a chi fornisce un servizio di ottiene il consenso totale al trattamento di tali dati di poterli quindi cedere ad entità terze senza un ulteriore consenso dell’interessato.
    Inoltre,se qualcuno acconsente e l’azienda vende quei dati ritengo che una parte dei soldi debba finire anche a chi di quei dati ne è il vero possessore, ovvero l’utente iscritto.

    P.S. 20 luglio: Il garante ha risposto alla mia mail.

     

    Gentile Utente

    con riferimento alla Sua email sotto riportata, Le rappresentiamo che questa Autorità ha più volte ribadito come non possano considerarsi legittimi i trattamenti dei dati personali quando, al momento della prestazione del consenso, gli interessati non siano stati posti in condizione tale da poter esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte e le proprie determinazioni in merito (ex multis: provv. 22 febbraio 2007, doc. web n. 1388590; provv.  12 ot-tobre 2005, doc. web n.  1179604; provv.  3 novembre 2005, doc. web n. 1195215; provv. 10 maggio 2006, doc. web n.  1298709; provv. 15 luglio 2010, doc. web n. 1741998)

    Il Garante peraltro, con orientamento costante e consolidato, ritiene che quando il titolare abbia richiesto un solo consenso (c.d. consenso unico) per una molteplicità di eterogenee finalità del trattamento, ovvero qualora la fornitura di un servizio venga subordinata alla obbligatoria prestazione del consenso al trattamento dei dati per fini promozionali o di profilazione (c.d. consenso obbligato), tale consenso non possa considerarsi liberamente e consapevolmente prestato (ex multis provv.  24 febbraio 2005, punto 7, doc. web n.  1103045; provv. 20 dicembre 2012, doc. web n. 22236

     
  • giamps78 09:40 il 8 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: autovelox, limite velocità, multe   

    Multe stradali: Usare un sistema progressivo non per fare cassa ma per educare 

     

     

    Trovo corretta l’intenzione di eliminare le indicazioni stradali che avvertono della presenza degli autovelox.
    L’automobilista è tenuto a rispettare i limiti ovunque, quindi non si capisce perché debba essere avvertito.
    Implicitamente gli si dice che può andare alla velocità che vuole dove non sono presenti autovelox e questo aumenta il numero degli incidenti e le morti.
    Bisogna invece puntare ad un modello virtuoso che non abbia come scopo quello di fare cassa mungendo l’automobilista ma che abbia principalmente uno scopo educativo.
    Ecco perché è sbagliato porre dei segnali stradali nei pressi di un autovelox ma è giusto far sapere all’automobilista che ha superato il limite senza per forza di cose fargli una multa ma semplicemente avvisandolo del suo comportamento e togliendo un punto alla patente.
    Il metodo delle multe progressive ha proprio l’intento di educare l’automobilista.
    Oggi il sistema non funziona perché la multa è la medesima indipendentemente dalla velocità, per cui uno che va a 100 km/h oltre il limite sente di rischiare quanto uno che va a 20 km/h oltre il limite, e questo favorisce i comportamenti indisciplinati.
    Se una strada ha un limite di 50 km/h chi va a 70 e chi va a 90 non meritano lo stesso trattamento ne meritano di pagare la medesima cifra.
    Chi va a 70 km/h cioè supera il limite di velocità di oltre 20 km/h non dovrebbe pagare denaro, dovrebbe perdere 2 punti della patente e pagare una multa solo quando è recidivo o finisce i punti della patente.
    1 punto in meno per chi va fino a 15 km/h oltre il limite, sempre senza pagare multe.
    Chi invece su quella stessa strada va a 100 km/h, cioè 50 km/h oltre il limite di velocità non merita solo una multa in denaro più consistente, ma almeno 10 punti in meno sulla patente,il che significa che se lo fa una seconda volta deve rifare da zero la patente e non potrà guidare finché non è riuscito ad riottenerla.
    Quindi a saldi invariati per le casse pubbliche ci deve essere un meccanismo che tenda a far rispettare maggiormente il codice della strada.
    Da punto di vista educativo, meglio un autovelox che funziona sempre, che non sia segnalato, ma che non fa multe in denaro a chi pur andando oltre i 50 km/h  resta sotto sotto i 70 km/h , ma che a tutti costoro toglie un solo punto della patente,avvertendoli ovviamente.
    Alla ventesima volta non avendo più punti scatterà la sanzione e dovranno rifarsi la patente.
    Un sistema di autovelox che ti avverta tramite sms in tempo reale del superamento della velocità  e che ti dica in quale via è posto l’autovelox non necessita quindi a maggior ragione di altre segnalazioni stradali.

     
  • giamps78 13:54 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi
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    L’inps ed i calcoli sbagliati dell’istat su innalzamento età pensionabile in base ad aspettativa di vita 

     

     

    Prima l’inps dovrebbe ricalcolare retroattivamente e con il sistema contributivo le baby pensioni (tenendo conto di quanto già ricevuto negli anni e delle trattenute pagate) e solo magari dopo dovrebbe alzare età pensionamento in base ad aspettativa di vita.
    In ogni caso il sistema di calcolo utilizzato dall’istat per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile è concettualmente errato.
    Infatti sono anche quelli che già oggi hanno la pensione ad alzare l’aspettativa di vita complessiva , ma a costoro tale mutamento di condizione non viene in nessun modo applicato.
    Anzi accade l’esatto opposto…
    E qui l’inps ha la coscienza sporca, perché più che sulla data di pensionamento si dovrebbe operare sull’indice che viene utilizzato come moltiplicatore nella parte contributiva della pensione.
    Difatti tale indice viene decurtato anno dopo anno rendendo le pensioni contributive future sempre più  povere, ma non viene aggiornato alle pensioni in essere aumentando la disparità tra i trattamenti attuali e quelli futuri.
    Se si vive 1 sanno in più non sono solo quelli che devono ancora andare in pensione ad essere gli unici a pagare il conto, ma anche quelli che in pensione ci sono già e che nelle statistiche contribuiscono a tale innalzamento.
    Non sono forse anche loro a ricevere un numero più elevato di mensilità, e a farlo nel brevissimo periodo?
    Altrimenti si facciano statistiche per “classi d’età”, per generazione.
    Inutile dire,poi, che tale innalzamento di età è del tutto fuorviante perché 12 mesi fa dicevano che nel 2019, si sarebbe ridotta l’età pensionabile di 6 mesi, a causa della riduzione dell’aspettativa di vita (salvo poi dire l’esatto opposto 15 giorni fa promettendo un ulteriore aumento)
    Peccato che 2 anni prima l’avessero aumentata di 6 mesi, e le personer a cavallo di queste due date hanno avuto o dei danni o dei benefici senza che vi sia stata una effettiva modifica della loro aspettativa di vita che non è variata in più o in meno ma poi è tornata allo stesso valore precedente.
    Questo può accadere anche nell’arco di 20 o 30,anni creando ingiustizia e disparità di trattamenti,nulla che abbia qualcosa anche fare con l’equità.

    p.s.

    Onestamente non capisco perché i familiari di chi muore un giorno prima di andare in pensione non ricevono un solo centesimo dallo stato malgrado tutti i contributi versati mentre chi fa un matrimonio d’interesse con un anziano si piglia la reversibilità per tutta la vita senza aver versato contributi e magari senza neppure avere la cittadinanza italiana.
    Il sistema pensionistico è completamente marcio se si considera che i pensionati che vanno all’estero non pagano un solo euro di tasse,non pagano l’imu sulla loro casa italiana che usano come seconda casa.
    500 milioni di euro dati come vitalizi,come indennità,doppia pensione a ex politici…
    Sindacalisti che vanno ancora in pensione con un “bonus retributivo” , attualmente sono in 16 mila a pesare su tutti i cittadini.

     
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