Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 09:46 il 24 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banche venete: L’incostituzionale bail-in impedisce la realizzazione del piano padoan! 

     

    il governo prestanome ed il precedente governo renzi hanno fatto i macellai con delle riforme fallimentari.
    Le leggi che sono state approvate con il consenso loro e dei loro partiti non possono essere applicate e fanno di tutto per cercare delle scappatoie.
    Leggi come il cd. bail- in fanno talmente schifo che se venisse anche lontanamente applicato farebbe collassare l’intero sistema delle banche.
    Così hanno cercato la scappatoia, quando una banca è in crisi ,siccome gli aiuti pubblici sono vietati proprio dal bail-in, lo stato mette una garanzia, che in teoria non significa mettere soldi ma metterli solo in caso di necessità.
    Fatta la legge trovato l’inganno!
    Abbiamo le due banche venete in crisi e intesa san Paolo che tratta segretamente con il ministro dell’economia e delle finanze l’acquisto con l’offerta simbolica di 1€.
    Attenzione, non 1€ per azione, le azioni valgono zero e chi aveva messo lì dei soldi ha già perso tutto. Intesa san Paolo offre un euro per acquistare entrambe le banche.
    Attenzione, non l’interezza delle due banche ma versando un singolo euro vogliono comprare dolo le due good bank lasciando allo stato svariati miliardi di € da pagare per le 2 bad bank bank scorporate, utilizzando  le garanzie pubbliche.
    La situazione parrebbe più grottesca che tragica se non fosse una storia vera e se non stesse accadendo proprio ora!
    Allora perché mai io non pptrei rilanciare l’offerta di 1 euro e offrire 2 euro per le due good bank?
    Intanto chiariamo un punto: Le garanzie che lo stato ha offerto sono prestiti che lo stato può dare a chi è in difficoltà e sui quali lo stato poi deve chiedere gli interessi.
    Lo stato fa 5 miliardi di debito e su quei 5 miliardi pagherà per sempre degli interessi.
    Infatti il bail in vieta tassativamente degli aiuti a fondo perduto, e in più c’è una stringente normativa sugli aiuti di stato.
    Lo stato ha costituito un fondo di garanzia per le banche che hanno un nome.
    Se si scorporano due banche evidentemente il loro nome cambia e salta pure la copertura del fondo di garanzia a loro destinato.
    Tale fondo è un prestito, se viene usato per acquistare una bad bank evidentemente non può più essere restituito, quindi il governo deve recarsi in parlamento e chiedere una modifica del documento di economia e finanza e chiedere che venga messo a bilancio questo buco che dicono potrà variare tra i 5 ed i 10 miliardi.
    Infatti il fondo di garanzia è un prestito, dunque quando verrà utilizzato si punta ad una futura restituzione e non necessita quindi di coperture finanziarie.
    Ma se si pensa di regalare soldi a fondo perduto non siamo più in questo ambito ed evidentemente servono le coperture finanziarie per dei soldi che altrimenti andrebbero a creare nuovo debito.

    E in quest’ultimo caso evidentemente serve una deroga al pareggio di bilancio e serve il voto del parlamento.
    Ma in questo caso siamo anche fuori dalle regole dello schifoso bail-in che quegli stessi politici hanno approvato ad ogni livello istituzionale, dal parlamento italiano a quello europeo, alla commissione europea…
    Quindi per poter fare questo servirebbe una deroga europea…
    Oppure c’è un’altra opzione: Applicare il bail-in.
    Chi lo ha votato penso che debba assumersi le sue responsabilità, pazienza se si troverà qualcuno con la forca che lo aspetterà sotto casa!
    Siamo alle solite, votano leggi assurde volute da altri in cambio del nulla cosmico, ne parlano bene imparando a memoria la favoletta delle riforme che fanno bene al paese, e poi quando i nodi vengono al pettine e devono confrontarsi con la realtà passano notti insonni cercando di arzigogolare qualche normetta salvifica per non applicare le schifezze che hanno approvato.
    succede sempre così, i due esempi più grandi sono il trattato di dublino e il fiscal compact.
    La domanda finale è:chi pagherà quei 100 o 200 milioni di euro annui generati dai tassi di interesse su quei 5 o 10 miliardi di euro che lo stato è costretto a chiedere alle altre banche per comprare i crediti deteriorati delle due venete?
    La risposta non è così difficile: A pagare sarà la collettività.
    Quindi tira da una parte o tira dall’altra il risultato è sempre lo stesso.
    Ovviamente quando nessuno vorrà più comprare debito pubblico italiano in quanto troppo rischioso saranno tutti i risparmiatori a pagare le conseguenze del mal governo delle lobby del prestanome

    p.s.

    fatemi capire:
    Gli immobili e le proprietà delle 2 banche venete in crisi saranno comprate da @intesasanpaolo ad 1€?!?

    è evidente che bancomat ed immobili fanno parte della liquidazione, dunque cosa comprerà intesa san Paolo, solo i 4 mila esuberi?!?

     

     
  • giamps78 10:21 il 27 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    strategia del G7 è fallimentare: “prima i nostri” va declinato in africa a favore degli africani 

    Il G7 e G20 sono gli organismi che rappresentano l’egoismo internazionale dei paesi che sulla carta sono i più evoluti del pianeta.
    Fin quando dovremo pagare dazio agli speculatori finanziari che comandano questi politicanti per mantenere regole economiche assurde?
    Il continente africano è un grande esportatore di cibo ma al tempo stesso è anche il continente con la più grande malnutrizione.
    Paesi come la Cina hanno abbandonato la politica del figlio unico solo perché hanno grandi possedimenti in africa che consentono loro di produrre grandi quantità di riso, nel mentre gli africani muoiono di fame.
    Molte aziende, anche italiane, sono andate in africa e sfruttano il tasso cambio monetario e l’assenza di diritti per schiavizzare chi in precedenza aveva una propria produzione locale e aveva di che sopravvivere.
    Le multinazionali forniscono denaro ai tiranni di turno,cosicché possano comprare armi, e creano prodotti che diventano concorrenza sleale qui da noi e costringono le nostre aziende al lavoro nero per poter resistere al mercato.
    Abbiamo dunque profughi causati da guerre create dalle multinazionali e che magari a causa delle multinazionali hanno perduto il lavoro, che vengono qui a lavorare in nero per far concorrenza a prodotti creati in africa.
    Questo ad esempio è capitato con una famosa multinazionale del pomodoro.
    La soluzione proposta ieri durante il G7 di Taormina non potrà risolvere alcun problema reale, infarti i problemi che si cercano di risolvere sono stati creati in primis dal G7 e dalla totale assenza di regole economiche e sul movimento di capitali.
    Gli stati del G7 hanno insito l’egoismo economico dettato da una lettura errata del prodotto interno lordo sul quale si annidano gli speculatori dell’economia che è fondata sul debito.
    E d’altra parte a nulla è servito in passato l’eliminazione dei debiti degli stati africani, la situazione non solo non è migliorata ma se possibile è pure peggiorata.
    Il cambiamento principale per poter migliorare la situazione in africa riguarda il commercio del cibo:
    NESSUNO STATO AFRICANO DEVE POTER ESPORTARE CIBO VERSO ALTRI PAESI AFRICANI O VERSO PAESI EXTRA-AFRICANI FIN QUANDO IN QUELLO STATO CI SONO PERSONE DENUTRITE.

    “prima i nostri” deve valere anche in africa nel senso di “prima i loro”, cioè  se arriva la multinazionale deve prima pensare a dar da mangiare agli africani che abitano in quello stato e poi,il di più, può essere esportato.
    Tutto questo ad eccezione del cibo equo-solidale certificato che segue differenti regole produttive ed economiche e rientrano nell’interscambio internazionale tra le culture e necessitano di uno spazio minimo vitale in ogni stato.
    Il bene dell’Africa si fa legando il territorio alle persone evitando la privatizzazione dei servizi, ma lasciando che questi siano gratuiti.
    Ovviamente la gratuità produce un minor costo per prodotto creato,per questo motivo non ci può concorrenza perfetta e non ci può essere libero scambio perché le aziende sfruttano il lavoro per fare concorrenza sleale.
    L’egoismo ci porta a ritenere che l’integrazione si faccia prendendo dall’Africa i migliori cervelli o le persone più portate ad imparare a svolgere un’occupazione ed invece è esattamente il contrario perché si priva il continente africano di quei cervelli che avrebbero potuto garantire quello sviluppo.
    L’egoismo del prodotto interno lordo internazionalizzato ci fa vedere gli altri stati come concorrenti, sviluppare l’Africa con l’assenza totale di regole del commercio significa semplicemente far chiudere le nostre aziende.
    Insegnare ad un migrante un lavoro è doveroso ma due sono gli errori:
    1)insegnare il lavoro sbagliato,ovvero quello che serve alle nostre produzioni e non invece alle produzioni del paese di origine analizzando la morfologia,le risorse e lo stadio di sviluppo.
    2)permettere che l’Africa ci faccia concorrenza sleale, ovvero sia lasciare che l’economia internazionalista fondata su debito permetta a quel lavoratore che noi abbiamo formato e che è ritornato in africa di svolgere produzioni che successivamente creino una concorrenza sleale.
    Quindi se c’è da spendere soldi per portare l’attrezzatura affinché in un villaggio africano ci sia l’acqua,non si può lasciare che quell’acqua cada nelle ma i di multinazionali o che sia gestita da privati,fossero pure appartenenti a quel villaggio.
    Ma tale acqua dovrebbe essere gratuita per tutti gli abitanti.
    L’avere la vendita di quell’acqua,fossero pure pochi i centesimi per acquistarla innesca una serie di processi e alla fine si saranno spesi soldi inutilmente perché molta più gente di prima morirà di sete.
    Invece dire che tutti hanno diritto ad un litro di acqua al giorno ma solo se si adoperano almeno 1 ora al giorno in lavori utili a quel villaggio significa dare un’occupazione e una motivazione a tali persone.
    Stesso dicasi per altri beni e per altre attività gestite localmente e democraticamente puntando ad avere una disoccupazione zero anche seni lavori svolti sembrerebbero obsoleti visti dall’occidente,ma sono utilissimi nel villaggio. e da questo punto di vista molto da insegnare visto che abbiamo un passato di artigianato nelle professioni che però qui da noi oggi sono quasi scomparse perché uccise dal mercato.
    Continuano a fare delle pubblicità in televisione dove si mostrano questi bambini denutriti e si chiedono degli euro di donazione.
    Poi con quei soldi si comprano dei prodotti che magari sono arrivati qui proprio dall’africa,sono stati etichettati e confezionati i n itala e sembrano italiani, e poi li rimandiamo in africa per le persone che muoiono di fame.
    È assurdo

     
  • giamps78 14:05 il 24 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Appello a Sergio Mattarella affinché sui #vaccini Fermi il clima di terrore,non possiamo essere servi del new York Times 

    Il presidente della repubblica come guardiano della costituzione e deve far rispettare il principio della libertà di parola e di opinione.
    Su un tema delicato come quello dei vaccini il governo sta agendo con una violenza inaudita.
    Vengono radiati medici per il solo fatto di aver espresso perplessità sui vaccini.
    Il presidente della repubblica ha l’obbligo di garantire la libertà di espressione e di far reintegrare quei medici impedendo che questa violenza si perpetui.
    Mattarella è anche presidente del consiglio superiore della magistratura, cosa succederebbe se fossero radiati tutti i giudici che esprimono perplessità sulle leggi dello stato o leggi di cui sta discutendo il parlamento?
    Succederebbe il finimondo, infatti e normale per i giudici esprimere perplessità o addirittura dire che le leggi non funzionano.
    Ad esempio,radiate anche il P.M. WoodCook che ha parlato di liberalizzazione delle delle droghe leggere ed ha espresso perplessità sull’attuale legge.
    Mi pare che qui si sia superato il limite e nessun medico può essere radiato per opinioni liberamente espresse al di fuori del proprio orario di lavoro,senza che queste siano punibili da alcun giudice in quanto non costituiscono reato.
    Neanche l’avessero solo licenziato ,il che sarebbe comunque discutibile,lo hanno radiato cioè gli hanno tolto la possibilità di continuare a svolgere la sua professione.
    Per fermare questa violenza inaudita che ha creato un clima di terrore degno della corea del nord o della Turchia, è necessario l’intervento del garante della costituzione con un richiamo esplicito alle camere durante l’esame di un decreto che il presidente della repubblica non avrebbe nemmeno dovuto firmare.
    Il new York time ordina ed i servi obbediscono dicendo che vi sono i requisiti di necessità ed urgenza dettati da un articolo di giornale,questa è l’Italia,una colonia statunitense

     
  • giamps78 17:56 il 17 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Finalmente realizzata la mia proposta sulla canapa legale! 

    Già lo nel 2009 nel mio libro “vincere il consumismo globale” scrivevo un articolo dal titolo “tra proibizionismo e legalizzazione delle droghe leggere riguardo alla canapa legale,quella che la legge consente già di coltivare avendo un valore di principio attivo inferiore allo 0,6%.
    In quell’articolo per quella che aveva un principio attivo più alto proponevo una mediazione tra le due posizioni parlavo di un sistema ibrido: “si può trovare una mediazione come può essere quella di vietare la vendita,lo spaccio e la cessione gratuita ma permettendone la coltivazione per uso personale”.
    E aggiungevo:
    “penso che questa sia una via di mezzo che lascerebbe quasi inalterata la legge Giovanardi”.
    Mentre quella con principio attivo inferiore a 0,6% può già essere coltivata, venduta liberamente e può essere utilizzata in ambito edile,cartografico,energetico etc etc.
    Quindi volendo può anche essere fumata,ma nessuno lo ha mai fatto ritenendo questa idea stupida.
    Ancora nel 2014 ribadivo che la cannabis già legale poteva servire per togliere mercato non solo alla malavita organizzata ma anche a ridurre il consumo di tabacco e non plus ultra il fatturato dell’industria farmaceutiche.
    Finalmente in svizzera alcuni mesi fa hanno provato a metterla in commercio ed è stato subito boom!
    Anche in svizzera la canapa voluta dagli antiproibizionisti risulta illegale,mentre invece questa si può vendere senza alcun problema ed è stata subito apprezzata.
    Altro che idea stupida!
    Da poco pure a bologna è prodotta e venduta con una varietà che comprende basso principio attivo ma vari alcaloidi in grado ad esempio di far passare il mal di testa.
    Non posso quindi che ritenermi soddisfatto nel mentre aspetto la realizzazione della seconda parte della proposta,quella che riguarda la canapa non legale.
    Mentre la vendita di semi risulta comunque già legale la coltivazione è ancora reato.
    Quindi faccio mia la proposta del movimento 5 stelle e con una tassa annuale si potrebbe acquistare uno o piu vasi contenenti semi e terra e avere il permesso di coltivarla in un luogo appartato dando il proprio nome ed il proprio cognome all’autorità senza però che tale piantina o le sue foglie secche siano trasportabili al di fuori del luogo indicato alle forze dell’ordine per la loro coltivazione,nel mentre quella legale con basso principio attivo può essere acquistata con le stesse modalità del tabacc

     
  • giamps78 14:54 il 9 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    La robotizzazione che andrebbe fatta: “fabbriche di divisione dei rifiuti” per far chiudere i termovalorizzatori e discariche 

    Sono già passati 9 anni da quando,per la prima volta, ho proposto la costruzione delle “fabbriche di divisione dei rifiuti”.
    C’È un costo iniziale, nella programmazione e nell’investimento dell’infrastruttura, ma poi c’è un calo dei costi con l’aumento oltre il 90% della raccolta differenziata,con minori costi per i comuni e per i cittadini.
    Una fabbrica di divisione dei rifiuti può essere manuale o automatizzata.
    Nell’epoca dei software sempre più sofisticati è possibile che dei robot riescano a riconoscere i rifiuti dividendoli nel modo corretto.
    È un software che si può implementare nel tempo, quindi inizialmente fin quado non è autosufficiente e il database non sarà completo dovrà funzionare con la collaborazione umana che interagisce soprattutto nei prodotti sconosciuti.
    Il robot identifica ogni singolo rifiuto e lo pone nella giusta corsia.
    Quindi ogni sacchetto contenente rifiuti inizialmente differenziati dai cittadini passano per questa fabbrica che compie la verifica e ripara agli errori umani elevando la raccolta differenziata a percentuali superiori al 100%.
    Il rifiuto identificato,magari anche grazie al riconoscimento dell’etichetta indicante il materiale,può poi essere tagliato e lavato in modo da diminuire l’ingombro iniziale,poi può essere venduto ad un prezzo superiore all’attuale perché si trova in condizioni migliori ed ha una qualità superiore.
    Addirittura ci sarebbe la possibilità,su richiesta di specifiche aziende,di restituire le confezioni vuote dello stesso identico prodotto per effettuare un riciclo a “ciclo chiuso” di determinate confezioni utilizzando i medesimi materiali di partenza per fare nuove confezioni future, in modo da avere un riciclo specifico avente un prezzo ed una qualità superiori.
    Insomma,nell’epoca della tecnologia si potrebbe facilmente coniugare l’esigenza ambientale con l’incremento dei prodotti venduti creando un ciclo virtuoso e in pratica, facendo chiudere i termovalorizzatori e le discariche.
    Ma per ottenere pienamente questo obbiettivo servono anche leggi che eliminino l’IVA sui prodotti ottenuti con materiale riciclabile all’infinito(ad esempio l’alluminio) e la dimezzino per i prodotti creati con materiale che è riciclabile ma solo per un certo numero di volte, mentre si alza l’IVA per tutti i prodotti che contengono al loro interno, o che siano confezionati con materiale non riciclabile, che finisce nel rifiuto secco.
    Stanno robotizzando tutte le linee produttive creando prodotti sempre più difficili da realizzare e creano software per far guidare da sole le autovetture,non posso credere che non siano in grado di robotizzare lo smaltimento dei rifiuti?

    p.s.

    Fabbrica di divisione dei rifiuti” oltre a far chiudere discariche-inceneritori permette di arrivare a autarchia su materie prime importate.

     
  • giamps78 12:16 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: Alitalia   

    #Alitalia : Sindacati maestri di debito pubblico, e fallimentare ventennio Berlusconi -Prodi 

    I lavoratori di Alitalia hanno bocciato con il 67% il referendum sull’accordo raggiunto tra la compagnia aerea ed i sindacati.
    Inizialmente il piano di rilancio prevedeva condizioni molto più drastiche con il taglio del 30% del salario.
    Il fallimento dei sindacati sta nella sconfessione ricevuta dai lavoratori di un piano che prevedeva un taglio salariale dell’8%.
    Nella settimana precedente a tale accordo c’era stato pure uno sciopero dei piloti,poverini, era impensabile per loro passare da 9 mila euro al mese a 6 mila euro!
    Per questo motivo credo che Alitalia debba essere lasciata fallire senza spendere nemmeno un centesimo per il suo rilancio.
    L’ipotesi di nazionalizzare Alitalia deve essere scartata aprioristicamente.
    Semmai va fatta una nuova compagnia pubblica, alla quale assegnare le rotte aeree, che non abbia nulla a che fare con Alitalia.
    Tutti i lavoratori di Alitalia vanno licenziati e vanno messi in disoccupazione senza il pagamento del tfr.
    Si sa che i sindacati sono i maestri del debito pubblico, mentre i diritti sul posto di lavoro evaporano, e non si sono smentiti nemmeno sulla vertenza Alitalia.
    Infatti lo stato ha speso ben 6 miliardi euro di denaro pubblico, che è poi diventato debito pubblico su cui pagheremo gli interessi per sempre, con l’obbiettivo di far volare quegli aerei ed in cambio ha ricevuto questo trattamento.
    Ai lavoratori va offerto un nuovo posto di lavoro nella nuova compagnia pubblica, ma con uno stipendio dimezzato,non ridotto di un terzo ma dimezzato.
    Chi vuole può accettare liberamente questa offerta, chi non accetterà allora dovrà perdere anche l’assegno di disoccupazione.
    Se queste persone ritengono di poter trovare un nuovo lavoro dove possono ottenere una remunerazione da 9 mila euro al mese, sono libere di cercarselo.
    Alitalia non va nazionalizzata, va chiusa per sempre.
    Una nuova compagnia potrebbe chiamarsi ad esempio “linee aeree italiane” e sono certo che tramite concorso pubblico di troveranno centinaia e centinaia di piloti meritevoli che per 4 mila euro al mese farebbero qualsiasi cosa.
    Naturalmente quanto scritto sopra  vale a maggior ragione anche per i manager.

    La vertenza Alitalia non rappresenta solo il fallimento dei sindacati ma anche il fallimento della politica ed in particolare del ventennio Prodi -Berlusconi.
    Il fallimento politico dell’imprenditore “prestato alla politica” e dello svenditore ambulante di qualsiasi azienda pubblica italiana.
    Entrambi i loro governi hanno tentato di risolvere le problematiche di una Alitalia oramai completamente in mano privata ed entrambi hanno fallito facendo perdere molti miliardi allo stato.
    Imprenditori e sindacalisti sono due facce della stessa medaglia.
    La trattativa sindacale funziona sempre bene quando c’è da alzare le remunerazioni e quasi sempre fallisce  quando si tratta per una loro diminuzione.
    Gli imprenditori utilizzano l’aumento delle retribuzioni dei salari per aumentare il costo della vita per fare maggiori profitti e scaricare il tutto sulla collettività.
    Il cane che si morde la coda mentre il sistema perde competitività e aumenta il debito pubblico.
    A tal proposito imprenditori e sindacati si trovano sempre d’accordo quando è lo stato a metterci i soldi,stato che di conseguenza diviene sempre più invadente nella vita di tutti i giorni perché sempre vicino al fallimento economi

     
  • giamps78 19:38 il 13 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non ho cambiato idea sull’euro e non ho cambiato idea sulla Lira 

    Io non ho mai cambiato idea sull’euro e certamente non faccio come quelli che contemporaneamente raccolgono le firme per l’impossibile uscita dall’euro e poi nel proprio programma si dicono favorevoli agli eurobond.
    Intanto perché non è possibile uscire dall’euro senza uscire anche dall’unione europea e poi perché in tempi non sospetti parlavo di eurobond “per nobili fini”, era il 2009,vedasi alla voce “vincere il consumismo globale” e suo tempo vidi con favore anche la proposta dei “perpetual bond” proponendone l’integrazione nel QE.
    Prima di tutto il ragionamento che faccio non riguarda solamente l’euro, riguarda qualsiasi moneta ed è di questa un punto fondamentale: La proprietà pubblica della banca e l’acquisto di titoli di stato invenduti.
    Questi sono princìpi,princìpi economici, e sono più importanti del votare a destra piuttosto che a sinistra o al centro.
    Se l’euro rispetta questi principi sono favorevole all’euro, se non li rispetta sono contrario.
    Questo vale per qualsiasi moneta, fosse pire la lira di cui era stata vietata la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici già da prima dell’euro e già da prima del trattato di Maastricht, soprattutto a causa degli speculatori e dei politicanti che hanno allargato le maglie della spesa pubblica,nonché delle assurde riforme europee cominciate con l’imposta sul valore aggiunto che tra parentesi è tassa europea, creata attraverso un trattato europeo, e con una percentuale che finisce direttamente nelle casse europee.
    In pratica l’Europa ci ha fregato 100 miliardi di euro,anzi noi li abbiamo regalati a loro a fondi perduto.
    Più è alta questa tassa,più viene alzata, più l’Europa ottiene soldi, ecco perché sono sempre li ad imporre questa misura economica.
    Si dimenticano di dire che questa logora il tessuto sociale,ma lasciamo perdere…
    Tornando al discorso precedente, abbiamo avuto una banca d’Italia privatizzata segretamente per decine di anni e tutto questo andando contro alla legge dello stato.
    Ma visto che era un segreto la legge si poteva infrangere…
    Abbiamo avuto l’impossibilità di stampare banconote per acquistare titoli di stato invenduti.
    Tutto questo prima di entrare nell’euro.
    Qualcuno però continua ad affermare il contrario dicendo falsità.
    A quel tipo di moneta che si chiami euro o che si chiami lira, che sia europea o che sia nazionale, non posso che essere contrarissimo.

    Qualcuno racconta che tornando alla lira potremmo ricominciare a stampare banconote, e’ semplicemente falso.
    Credo che queste affermazioni vadano viste come quei bei ricordi di un tempo, del tipo “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”.
    Ma questo accade solo perché la situazione appare irripetibile ed il cervello umano tende a ricordare certe cose e a dimenticarne altre.
    Quindi se hai la lira vuoi l’euro, se hai l’euro vuoi la lor solo perché non ce l’hai.
    Ci si dimentica delle cose negative, ci si ricorda solo di quelle positive oppure al contrario ci si ricorda solo di quelle negative e si cerca di dimenticare quelle positive.
    Dipende da quale parte della barricata si sceglie di stare.
    Io uso dei semplici parametri e in base a questi affermo che non mi interessa se la moneta si chiama euro o si chiama lira.
    Ai 2 parametri individuati in precedenza vanno sommati ad altri parametri quali ad esempio l’austerità  e gli investimenti pubblici per opere pubbliche per dirigere il mercato in certi settori.
    L’austerità è ovvia, senza si finirebbe nelle braccia degli speculatori e questo impedirebbe di continuare ad avere la possibilità di stampare banconote per l’acquisto dei titoli di stato.
    Chi dice di tornare alla lira per stampare la propria moneta e porre di e austerità dice qualche cosa di totalmente irreale, a meno che non contempli un default del debito.
    Ci può stare, ha dichiarato default anche la Germania nel secondo dopoguerra, ha dichiarato default l’Islanda pochi anni fa ed ora cresce alla grande.
    L’importante è che si dica apertamente,poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
    Quindi,ritornando al discorso sull’euro ,non sono io a cambiare idea.
    La banca centrale europea immette nel mercato capitalista migliaia di miliardi e acquista titoli di stato, permette agli stati di ottenere i soldi dagli interessi di tali titoli permettendo così una riduzione del deficit (checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE), OVVIAMENTE non posso che guardare con favore questo fatto che ha portato ad un aumento dei posti di lavoro in tutta l’eurozona (di nuovo: checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE).
    La banca centrale europea innesta la retromarcia e non solo diminuisce gli acquisti ma addirittura disimpegna tutti quelli fatti precedentemente facendoci tornare alla situazione precedente con l’euro che torna ad apprezzarsi, i posti di lavoro che tornano a scendere, gli speculatori che si divertono  con lo spread…

    Chiaramente non posso che tornare ad avere una posizione negativa su questa moneta.
    Ma non sono mica io ad aver cambiato idea, è. La moneta a non rispettare dei principi che rimangono fissi e che non si sono mossi di un millimetro.
    D’altra parte abbiamo una banca che si chiama federale ma che è privata,totalmente privata e che governa la moneta mondiale grazie alle guerre per il petrolio e alla guerra fredda.
    Pluribus unum,in una società creata dalla massoneria pluto-democratica fondata su proprietà privata e collegi elettorali uninominali che stampa segretamente banconote per darle ai suoi accoliti in giro per il mondo senza renderlo pubblico e senza rischiare alcun processo visto che sono totalmente di rosso scudati.
    E questi ci lanciano contro i loro speculatori per farci svendere ogni proprietà pubblica visto che per loro lire le elezioni sono un fatto privato.
    Di fronte a questo,cioè ad un privato sempre più accentratore di ogni attività pubblica la risposta si ha nella stampa di banconote.
    Poco importa se si dice no al reddito di cittadinanza,se si dice no a pensioni ottenute senza aver versato i contributi.
    Qui stiamo difendendo un principio ben più elevato della lotta alla povertà dei singoli,stiamo difendendo il principio base che permette l’esistenza della proprietà pubblica,cioè di una proprietà che appartiene a tutti i cittadini, il principio di esistenza del collettivismo.
    Il pensionato sarà Pure povero,la mamma che non ha versato i contributi perché ha svolto le faccende domestiche senza essere retribuita, il lavoratore che non riesce ad ottenere l’aumento contrattuale sono tutti casi che riguardano privati cittadini.
    Nessuno si sta accorgendo che le attuali generazioni saranno le uniche a godere dei “privilegi” conquistati dalle precedenti?
    Ci sarebbero decine di esempi,il pensionato che ha il retributivo come sistema di calcolo continua ad averlo,i pensionati più giovani man mano che passa il tempo vanno verso il contributivo con l’indicizzazione sui contributi veri continua a diminuire.
    Alte esempio potrebbe essere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori,rimasto inalterato per chi un lavoro già Lo aveva ed eliminato dolo per i neo assunti sopra i 15 dipendenti ovvero dove sono presenti i sindacati.
    Stiamo difendendo posizioni dei singoli che diventano ogni giorno peggiori senza guardare al problema vero:  La moneta.

    Le società confrontano i loro sistemi produttivi e  vince quella che sta meglio, l’altra soccombe e noi stiamo soccombendo.
    Non servirà assolutamente a nulla alzare una busta paga,anzi sarà assolutamente controproducente ed è la medesima ricetta che questo stato segue da decenni e da decenni firma con i sindacati i nuovi contratti e ogni anno si sta peggio del precedente,piano piano,poco poco.
    Sarà meglio lasciare inalterate le buste paga del settore pubblico usando quei soldi per gli investimenti, piuttosto che  alzare artificialmente l’inflazione permettendo l’aumento dei profitti del settore privato che eroga qualsiasi bene e servizio e che quest’anno ha già Elevato le remunerazioni.
    Mi pare che ci siamo già passati con l’entrata nell’euro e tutti che credevano di fare maggiori profitti aumentando i prezzi, toccando il minimo storico di disoccupati.
    Ma se quel sistema avesse funzionato oggi non avremmo il record opposto di disoccupati,causati dalla perdita di competitività Dovuta a quello stesso aumento dei prezzi che non si è verificato ad esempio in Germania che mantiene prezzi dei prodotti il 30% più bassi.
    Purtroppo c’è ancora qualcuno che pensa che il profitto privato nulla ha a che fare con i soldi pubblici, che uno più riesce a guadagnare grazie alla legge della domanda e dell’offerta più è bravo,e non invece scorretto perché (così come gli altri) avrebbe potuto esigere il giusto ma ha voluto di più.
    Per questo motivo i prezzi base  devono essere fissati dalle autorità dando  al mercato un riferimento di partenza Standardizzato.
    La banca centrale o nazionale deve essere pubblica perché ogni nuova banconota che viene stampata , che non va a sostituire altre banconote, appartiene al popolo, per definizione, quindi sono soldi pubblici, quindi sono nelle disponibilità del governo, quindi ovviamente si possono acquistare titoli di stato.
    Diverso invece l’impatto che questo ha sull’economia, per questo è necessaria l’austerità per poter continuare a stampare banconote e continuare ad avere proprietà pubbliche che poi potranno operare anche nella lotta contro le povertà.
    Assurdo sarebbe privatizzare ogni cosa per fingere di dare briciole a singoli provati mentre è del tutto evidente che i diritti conquistati nel secolo scorso stanno andando a scadenza.
    E poi sono i capitalisti stessi ad inventarsi l’aiuto pubblico ai più poveri,tramite il reddito di cittadinanza o tramite la tassazione dei robot.  lo stato regala denaro ai poveri indebitandosi con le stesse multinazionali che a quei poveri vendono i prodotti che altrimenti non venderebber

     
  • giamps78 21:58 il 1 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    La moneta fiscale proposta da micromega sarebbe un Vietnam! 

    Stavo cercando di interessarmi all’argomento moneta fiscale,quindi ho scaricato un “mattoncino” scritto da micromega e ora sto cercando di leggerlo.
    Devo dire che non è scritto male ed i concetti sono chiari.
    Il concetto primitivo di moneta fiscale mi vede assolutamente d’accordo,la realizzazione che viene proposta mi lascia assolutamente perplesso.
    Non maneggio questi argomenti con competenze economiche ma con competenze logico-contabili,insomma guardo le cose da un punto di vista differente.
    La proposta non mi convince, laddove cerca di illudere le persone descrivendo questa moneta in antitesi con l’austerità.
    Ecco,se questo è il punto di partenza del ragionamento sono già da subito in disaccordo totale.
    Se invece il punto di partenza è l’immissione di “liquidità” a bassi tassi di interesse per cercare di potte rimedio con la moneta fiscale al gioco sporco delle banche con i derivati o con altre forme di creazione virtuale della moneta,allora si che sono d’accordo,cavoli se sono d’accordo!
    Ma la differenza sta nel fatto che la banca che immette nel conto corrente una cifra virtuale creata ad arte oltre a volere gli interessi vuole anche indietro i soldi!
    E ovviamente la mia posizione su questo punto è sempre la stessa già descritta varie volte ad esempio quando qualche liberista parlava di “elicopter money” o di accreditare degli euro nei conti correnti delle persone per aumentare il prodotto interno lordo: Totalmente negativa.
    Il concetto di regalare i soldi va contro i fondamentali economici di uno stato e va contro l’articolo uno della nostra costituzione,la repubblica è fondata sul lavoro.
    Quindi si alla moneta fiscale emessa dallo stato,ad un tasso ragionevole che può essere anche zero e su questo non posso che essere assolutamente d’accordo.
    No invece al “regalo” dello stato ,no ai “soldi gratis” senza che chi li riceve debba restituirli nel tempo e magari se non riesce a restituirli,  lavorando per il comune attraverso lavori pubblici locali producendo  così un risparmio nel bilancio cittadino.
    Questo non vuole certo essere un nuovo esperimento di “comune parigina” si può infatti applicare a qualsiasi forma di governo.
    Se così non accadesse,se la moneta fiscale non fosse emessa con credito da restituire ma piuttosto come fondo perduto, il sistema non reggerebbe nel tempo,sarebbe cioè una moneta fiscale paragonabile ad un fuoco di paglia.

    nel titolo dell’articolo intendo riferirmi ad   una trasfusione fatta con l’acqua contenuta nel cocco.
    In Vietnam i soldati americani avevano bisogno di trasfusioni ma c’era carenza di sangue e così l’hanno utilizzata come sostituto.
    Non è il massimo se poi si considerano anche gli effetti psicofisici con le sindromi post-belliche probabilmente aggravate da questo.
    Il punto è che la moneta,anche se fiscale, entra in circolo ma su questa moneta non si può fare affidamento per restare vivi.
    Maggiore saranno i denari distribuiti a fondo perduto con il sistema della moneta fiscale maggiore sarà il danno economico complessivo,ovvero maggiore sarà la diluizione del sangue vero che deve girare nell’organismo e minori saranno le quantità di elementi nutritivi presenti in quel sangue, con una diminuzione delle prestazioni.
    Insomma,questa moneta fiscale sarebbe un Vietnam!
    Un altro punto che mi vede contrario alla proposta di moneta fiscale fatta da micromega è la cessione a terzi del titolo di credito.
    Ritengo che questa non sia una cosa buona e ritengo che l’istituzione pubblica debba sempre essere presente al termine dello scambio tra privati.
    Questo significa che il titolo di credito deve essere dato ad una persona con nome ed un cognome magari attraverso il “codice fiscale magnetico” e che solo l’istituzione pubblica può accreditarlo su quel badge magnetico che funge anche da carta prepagata e che una volta effettuato un acquisto tale credito fiscale termina immediatamente la sua circolazione e può essere usato solo per pagare le tasse,non quindi una seconda volta per un ulteriore acquisto o per una cessione o uno scambio con l’euro.
    Evidentemente questo significa che se qualcuno paga 10 mila euro di tasse ogni anno, accetterà  pagamenti per quella cifra o magari per mille euro in più, per avere una riserva per l’anno successivo ma poi smetterà di accettare altri pagamenti con questo strumento.
    Attenzione che se ne pagano di tasse in Italia…
    Quindi non è Affatto vero che i crediti fiscali in circolazione sarebbero pochi.
    Inoltre la mia vecchia proposta del codice fiscale magnetico si affianca alla proposta delle tre aliquote iva,che in realtà  sarebbero quattro se si considera zero come una soglia.
    10,20,30% ,quest’ultima per chi non usa il codice fiscale magnetico per gli acquisti.

    Ribadisco che il codice fiscale magnetico è dotato di due bande magnetiche,l’una può Essere strisciata per utilizzare la carta prepagata,l’altra è Utile per determinare la per applicare la corretta aliquota a seconda della fascia di reddito.
    Tre aliquote Iva,se non si era capito.
    La soglia zero vale all’inizio di ogni mese indipendentemente dalla fascia di appartenenza fino ad un tot di spesa e serve per invogliare ad usare la carta.
    Ovviamente i turisti pagano l’iva al 30%, visto che non hanno la carta.
    i negozianti dovranno sempre strisciare un badge, o quello dell’acquirente,oppure nel caso questi ne sia privo,  quello universale appartenente al negozio che
    Conferma l’avvenuto versamento delle tasse ed elimina il nero.
    La quantità di crediti fiscali in circolazione sarà decisa dalle imprese a seconda della quantità di tasse da pagare.
    L’emissione come detto precedentemente non può essere fatta a fondo perduto.
    Ogni persona avrà il suo “dare-avere” ovvero il suo debito,ma l’iva diventando tassa nominale diretta sarà Pagata da chi compra non da chi vende.
    Pertanto non posso che essere contrario anche alla previsione di tenere per due anni fermi questi crediti fiscali,devono essere utilizzati immediatamente così Come le compensazioni devono avvenire al massimo con un click del muose se non proprio automaticamente e cioè in tempo zero.
    Va detto che però questa soluzione pur rappresentando una valida soluzione finanziaria,non va a risolvere i fondamentali ovvero le falle aperte dal capitalismo nel rapporto tra moneta e territorio di produzione dei beni,per porre rimedio a questo problema la scelta ricade nell’eliminazione dell’iva per qualsiasi fascia di reddito per i prodotti che subiscono concorrenza dall’estero e che vengono interamente creati e venduti nella stessa provincia.
    In ogni caso Il local ed i lavori pubblici locali dovrebbero rimanere separati dalla moneta global, e quando prima ho scritto di utilizzare la moneta fiscale per pagare i lavori pubblici comunali mi riferisco a lavori che il comune avrebbe dovuto fare in ogni caso e dai quali ne trae un minor onere di spese già a bilancio.
    Altrimenti non si capirebbe come fa dopo il comune a dare quel debito fiscale allo stato se non tramite minori entrate.
    Insomma tutto questo nulla a ha che fare con l’eliminazione della austerità, che purtroppo non si può eliminare proprio a causa dei danni provocati dalla mentalità di un tempo,identica a quella di oggi, che si rifiuta di accettare che il pozzo senza fondo esiste solo nel paese dei balocchi e crea danni, come quelli che noi stiamo subendo oggi.

     
  • giamps78 11:11 il 22 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sulla cannabis che in italia è già legale e sull’ibogaina per lottare contro le dipendenze 

    Intanto chiariamo un punto: La cannabis è già legale in Italia e lo è da moltissimi anni.
    Si tratta evidentemente di quella a basso contenuto di principio attivo che ad oggi è possibile vendere per scopi edili o per l’abbigliamento,ma non solo, anche a scopo alimentare.
    A tal proposito ho saputo che una società olandese esporta in Italia anche delle bibite che contengono principi attivi della cannabis in quantità minimali entro i termini di legge.
    È comunque da dimostrare che la riduzione dello “sballo” riduca anche il rischio disgregativo che questa pianta ha sulla nostra società, ovvero che gli effetti della cannabis a basso principio attivo siano inferiori a quelli della cannabis contenente una quantità più elevata di principio attivo proprio perché anche piccole quantità agiscono all’interno del corpo umano nello stesso identico modo,producendo certamente meno sballo ma agendo comunque in molte funzioni complesse svolte normalmente dall’organismo.
    Inoltre per chi non fa uso di cannabis illegale, quella legale appare molto più forte di come appare a chi fa uso di quella illegale.
    Penso che valga la stessa regola che vale per il tabacco o per l’alcool, chi non ha mai bevuto alcol o non ha mai fumati tabacco sentirà un effetto maggiore perché il fisico non è abituato a sopportare tali sostanze, chi invece beve e fuma tutti i giorni ha maturato una sorta di resistenza a tali effetti.
    Ecco spiegato perché basterebbe permettere l’uso a scopo ricreativo di quella che oggi è già legale,quella a basso contenuto di principio attivo, parificandola in tutto e per tutto al tabacco e tassandola come il tabacco, per riuscire a prendere due piccioni con una fava.
    Da un lato potrebbe limitare l’uso delle sigarette contenenti nicotina, non provocando dipendenza quelle che contengono cannabis,dall’altro avremmo una seria lotta allo spaccio illegale.
    Chiaramente chi vuole la legalizzazione della cannabis con qualsiasi contenuto di principio attivo non sarà d’accordi con questa proposta che infatti mantiene inalterati tutti i divieti della legge Giovanardi, mantiene inalterato il divieto di vendita già oggi presente e non permette l’istituzione di alcun coffe shop dove i drogati possono andare a fumare.
    Un fumatore di tabacco potrebbe passare alla cannabis legale venduta nel tabacchino, il basso contenuto di principio attivo fa si che se questi su fuma l’intero pacchetto nell’arco della giornata assume quasi lo stesso quantitativo di una sola di quelle illegali.

    A me questa proposta pare una super mediazione perché poi oltre a tutto questo c’è anche la possibilità dell’autocoltivazione in casa di piante (non ancora mature) di cannabis contenenti un principio attivo che  oggi viene considerato illegale,vendute dallo stato in regime di monopolio, che ogni persona può acquistare previa registrazione, al costo di 10 euro annui.
    Quest’ultima parte di proposta l’ho ricalcata da quella del movimento 5 stelle perché l’ho trovata interessante.
    Come funzionerebbe?
    Già oggi la legge stabilisce che chiunque possa coltivare cannabis legale dopo che ha avvertito le forze dell’ordine.
    Semplicemente si dice che all’interno dei muri della propria abitazione,in un luogo non accessibile ad esterni, si può coltivare un caso venduto dallo stato in regime di monopolio contenente una o più piante di cannabis a principio attivo più elevato,fermo restando il divieto di vendita di tale prodotto ad altri privati e vietando pure la cessione gratuita o la cessione familiare a chi non ha effettuato la registrazione che ribadisco segue le medesime regole di avviso alle forze dell’ordine già inserite nella attuale legislazione.
    Ribadisco che questa proposta a me pare proprio un super compromesso.
    Chi oggi fa uso di questo stupefacente illegale potrà autoprodurselo.
    Chi oggi non ne fa uso avrà la possibilità di utilizzare quelli a basso contenuto di principio attivo.
    Essendo poi la cannabis legale prodotta in Italia rispetto al tabacco potrebbero crearsi più posti di lavoro ed essendo la tassazione simile a quella del tabacco si aumenterebbero le entrate fiscali.
    Il punto è che una legge di questo tipo metterebbe in difficoltà le multinazionali del tabacco che sono quelle che ancora oggi effettuano finanziamenti importanti grazie ai capitali accumulati nel passato,quindi dubito vogliano una siffatta concorrenza.
    In più con una legge come questa si bloccherebbe anche il piccolo spaccio ma non si avrebbe una legalizzazione “ampia”.
    Ribadisco che il principio attivo si sta alzando anno dopo anno all’interno delle piante che geneticamente vengono modificate a tale scopo.
    Dunque non potrà mai esistere una legalizzazione completa perché ci sarà sempre un livello al di sopra del quale perfino gli effetti di immediata percezione ovvero lo “sballo”  sono paragonabili a droghe pesanti, e questo sarà inevitabile in futuro a meno che non si cerchi di porvi rimedio.

    In ogni caso se i proponenti della legalizzazione totale non dovessero accontentarsi di una mediazione tipo questa, perché allora i proibizionisti dovrebbero puntare ad un compromesso come questo?
    è Evidente che bisogna puntare al divieto totale.
    Infatti o il punto di mediazione pone viene presentato come punto di approdo finale e pone fine una volta per tutte alle varie lotte per la legalizzazione , o non ha alcun senso spalancare loro questa autostrada sentendo discorsi del tipo “questo è un primi passo ma l’obbiettivo è un altro”
    Per quanto riguarda la riduzione delle dipendenze in special modo quelle da droghe pesanti esiste l’ibogaina che risulta essere uno strumento tanto utile quanto pericoloso.
    Ma cominciare ad avere strutture attrezzate che possano utilizzare questa sostanza nella lotta alle dipendenze e agli effetti che si hanno quando si cerca di smettere sarebbe un buon inizio.
    Permettere poi uno studio sulla quantità minima di ibogaina che può. Essere ingerita senza avere effetti collaterali permetterebbe di legalizzarla in dosi al di sotto di tale sogli

     
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