Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 14:50 il 13 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il porcellum era veramente peggio del rosatellum 2.0? Io penso di no 

     

    Il porcellum a me piaceva perché ha permesso di fare a pezzi il bipartitismo del mattarellum e specificatamente il mattarellum applicato alla camera dei deputati, non quello applicato al senato perché privo di sbarramento e avente uno scorporo fatto bene.
    Ora però c’era in vigore il consultellum che aveva le preferenze al 100% al senato e nel 40% della camera dove c’erano i famosi 100 capilista bloccati.
    Quindi abbiamo un netto peggioramento,acuito dal fatto che il parlamento non ha potuto fare ciò che prescrive la costituzione tramite una procedura normale di approvazione della legge.
    Qui di normale non c’è nulla tranne l’arroganza renziana che oramai è la normalità.
    C’ERANO tante possibilità, il mattarellum applicato dal 1993 al 2006 al senato della repubblica, non aveva le preferenze nel 25% di proporzionale ma non aveva nemmeno liste bloccate visto che in quel 25% di proporzionale venivano eletti i miglior perdenti dei collegi uninominali.
    Tutto questo senza calcolare che un 36% di collegi uninominali senza scorporo  come nel rosatellum bis, equivalgono esattamente per numero di seggi ad un 75% di uninominale con lo scorporo come nel vecchio mattarellum del senato.
    In questo modo si sarebbe evitato il voto “a grappolo’ dell’uninominale sul proporzionale.
    Oppure in questo rosatellum con i nomi ed i cognomi dei candidati scritti in scheda elettorale, nella parte destra, potevano essere previste le preferenze.
    Queste non sarebbero state come le vecchie preferenze nelle quali l’elettore doveva scrivere nome e cognome con la matita, c’erano già scritti, questo avrebbe permesso di superare svariate criticità delle vecchie preferenze e avrebbe potuto funzionare anche senza voto disgiunto.
    Invece siamo alle solite, un parlamento eletto con liste bloccate incostituzionali vota contro la sentenza della consulta una legge che non contiene nemmeno una preferenza.
    Tutto questo fa semplicemente vomitare perché il prossimo anno ci ritroveremo in parlamento e di conseguenza poi in televisione tutte quella gente che nessuno voterebbe neanche con la pistola puntata alla tempia, e saranno li, ancora, altri 5 anni a far vedere quanto schifo fa la politica.
    Al porcellum ci ha pensato la corte che ha messo le preferenze, ed ora il nome è cambiato in consultellum, ora andiamo al voto con un’altra schifezza elettorale approvata alla camera con un voto di fiducia chiesto da un governo che è in carica grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale.
    Un governo che ha chiesto la prima fiducia al parlamento dicendo che non voleva occuparsi della legge elettorale.
    Ora i renziani cercano di dare lezioni di responsabilità, dicendo che serve una legge omogenea, ma quando io lo dicevo a loro 3 anni fa ero gufo…
    Quando dicevo che l’italicum non andava bene perché non si doveva fare una legge elettorale per una sola camera?
    Quando dicevo di far entrare in vigore l’italicum solo dopo il referendum?
    Ero gufo anche quando dicevo che poteva vincere anche il no al referendum costituzionale, che un legislatore dovrebbe legiferare guardando non solo il proprio orticello e la propria propaganda facendo credere che si tratti dell’interesse generale.
    Avevo chiesto a Mattarella con una lettera aperta che gli avevo spedito di non firmare l’italicum perché valeva per una sola camera e ciò costituiva una problematica che lui doveva considerare.
    Tutto inutile, come ora queste considerazioni sul rosatellum bis, tutto inutile.

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  • giamps78 22:15 il 11 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto 

    uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
    Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
    Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
    Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
    Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
    Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
    Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
    Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
    Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
    Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
    Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

     
  • giamps78 10:03 il 9 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Senza il voto disgiunto anche questa versione del #rosatellum è incostituzionale 

    Inutile che la maggioranza di non governo unita a forza Italia e lega gioiscano per aver rispettato i tempi del calendario ed aver mantenuto la parola data.
    Questo fallimentare schemino renziano non funziona,non ha funzionato nelle altre incostituzionali riformicchie elettorali , non ha funzionato nella riforma costituzionale e non funziona ora.
    Il rosatellum senza il voto disgiunto è totalmente e completamente illegittimo, lo ha detto la corte costituzionale in varie sentenze.
    Il voto espresso da un cittadino deve essere chiaro e non può essere manomesso dal sistema elettorale.
    Se io voto per il collegio uninominale cioè se voto per un candidato, non sto votando anche per tutti gli altri candidati del proporzionale delle liste bloccate, altrimenti la mia univoca volontà viene travisata e questo evidentemente rende la legge incostituzionale.
    Hanno creato questa specie di mostro ed esultano perché prosegue l’iter della legge, ma se queste sono le premesse è meglio che rimanga il consultellum.
    Creano dei collegi plurinominali proporzionali e affermano che il primo seggio di tale collegio si assegna col sistema uninominale.
    Peccato che sia lo stesso voto che è valido due volte per il medesimo collegio!
    Vogliamo dire che è costituzionale conteggiare due volte lo stesso voto per lo stesso collegio?!?
    Se un elettore pone una sola “x” in scheda elettorale, non mettendone altre, il voto viene conteggiato sia come preferenza del singolo candidato bloccato della forza politica ,sia come voto proporzionale dato a quella stessa forza politica, sia al candidato nell’uninominale della coalizione che però viene eletto nel collegio plurinominale.
    Io non credo che la corte costituzionale, e spero anche il presidente della repubblica, possano accettare un  meccanismo come questo.
    Ancora una volta renzi è corso da Berlusconi e ancora una volta i pozzi sono stati avvelenati.
    Errare è umano, perseverare è diabolico.
    Il senato ad esempio deve essere eletto su base regionale, così faceva il porcellum che non aveva ne sbarramenti ne premi nazionali, così faceva il mattarellum del senato che aveva lo scorporo regionale dei voti uninominali.
    Troppo difficile sarebbe stata la creazione delle coalizioni come blocco monolitico, cioè come ho suggerito io fin dall’inizio, ovvero di considerare le tre o le quattro forze politiche come una sola forza politica.

    Agli elettori sarebbe apparsa la visione di 3 o 4 contrassegni ma mettendo la sua “x” su uno di questi in realtà si votava un unico contrassegno e poi o con le preferenze o stabilendo concordemente le candidature ci sarebbero stati tot eletti di una forza e tot eletti dell’altra, ma nella stessa lista.
    Allora avrebbe avuto senso, come nel mattarellum del senato, il porre una sola “x” e l’avere automaticamente sia il voto proporzionale che uninominale ovvero lo stesso numero di voti dati nell’uninominale presi anche nel proporzionale.
    Ma sia ben inteso, se tali voti non sono scorporati sono conteggiati due volte e al senato non hanno carattere regionale come invece prescrive la costituzione.
    Aveva senso prendere il mattarellum del senato,mantenendo la prevelenza uninominale di collegi,il 75%,ma anche lo scorporo, mantenendo l’assenza di sbarramento, e facendo le alleanze come blocco monolitico, cioè come se fossero una sola lista,cioè una sola lista bloccata per coalizione nel restante 25% di proporzionale, mettendo poi questo sistema anche alla camera.
    Sarebbe stato facile,sarebbe stata una legge comprensibile,
    , non ci sarebbero state delle vere e proprie preferenze, le segreterie avrebbero avuto ugualmente il loro potere, ma almeno si faceva una legge costituzionale ed equilibrata che non avrebbe minato il voto dei cittadini e avrebbe lasciato un minimo di libertà evitando la coercizione totale del voto.
    Ma è inutile sperare in qualcosa che non avverrà…
    Preferiscono fare leggi elettorali astruse e ingannevoli, dove l’elettore non sa che mettendo una “x” su un candidato plurinominale non sta votando per lui perché c’è la lista bloccata, lo vede scritto nella scheda ma è un candidato bloccato che segue l’ordine di presentazione, una cosa di una oscenità mostruosa dal punto di vista democratico , oltretutto votando anche per il candidato uninominale senza nemmeno senza saperlo, candidato uninominale che non è messo in bella vista come accade ad esempio per i candidati sindaci, no lo mettono il più nascosto possibile.
    No, non si possono fare leggi in questa maniera dove invece di sottrarre i voti uninominali se ne tiene conto due volte all’interno del medesimo collegio.
    Poi lo capisce anche un bambino che il collegio al senato non è su base regionale che l’uninominale dà un premio di circoscrizione,c’era un motivo se il mattarellum al senato aveva lo scorporo regionale, su questo argomento consiglio questa interessante lettura: https://giamps78.wordpress.com/2017/05/10/premio-di-maggioranza-nazionale-o-uninominale-non-si-puo-applicare-al-senato-la-proposta-fragomeli-malpezzi/
    A proposito di scadenze,siete ancora in tempo a fare una legge elettorale decente.

     
  • giamps78 19:51 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il #rosatellumbis è forse la peggior porcata di sempre 

    Il #rosatellumbis è forse la peggior porcata di sempre
    Penso che il rosatellum si contenda con l’italicum il riconoscimento di “peggior porcata di sempre”.
    Ne ho viste di leggi elettorali scritte male, ma questa rischia di batterle tutte,speriamo che almeno in commissione il testo possa migliorare, ma ne dubito visto che i promotori hanno avuto 3 mesi per scrivere qualcosa di decente e ancora una volta hanno scritto delle indegne indecenze.
    Fra le righe della legge c’è uno scambio di voti e seggi di forze politiche satelliti con le forze politiche che superano il 10% dei voti.
    Abbiamo appunto uno sbarramento di coalizione dove le forze che a livello nazionale supereranno l’1% ma non il 3% consegneranno seggi alla forza politica dominante nella coalizione.
    In cambio cosa avranno?
    Ma è ovvio,avranno delle poltrone attraverso l’uninominale!
    Quindi partiti dell’1% servi del loro capo di coalizione avranno seggi in parlamento,mentre partiti del 2,9% che corrono da soli e che sono indipendenti resteranno fuori.
    Tutto questo è indegno.
    Fanno la legge che serve a loro,solo per loro portano lo sbarramento all’1%, per gli altri rimane al 3%.
    Quando io proposi i collegi uninominali con le coalizioni proposi un numero massimo di liste collegate, ad esempio 4, in un numero minimo di collegi, ovvero nel 60% dei collegi a livello nazionale o regionale per il senato.
    Questo per evitare che le schede elettorali fossero prese di mira da liste civetta e simili o che il capetto locale potesse utilizzare le coalizioni come tram.
    Il capetto del partitino locale avrebbe potuto candidarsi come indipendente nell’uninominale, come accadeva nel mattarellum, ma senza l’appoggio di nessuno dei 4 partiti che formavano la coalizione della parte politica più vicina alla sua.
    O si sarebbe candidato in quella coalizione ma senza il simbolo del suo partito perché tutti gli slot erano già occupati.
    Allora si che la legge avrebbe avuto un senso.
    Invece qui il capo della coalizione ha la capacità di decidere per la vita e la morte di tutta una miriade di partitini che nasceranno apposta per superare semplicemente l’1% e consegnare alla coalizione quei voti per ottenere in cambio dei seggi nei collegi uninominali.
    Saranno seggi dati a chi è subalterno al capo della coalizione.
    Già mi immagino il partito animalista prendere l’1,1% e portare in parlamento 4 rappresentanti attraverso i collegi uninominali mentre i partiti più grandi della coalizione ottengono i seggi di quell’1% con degli eletti attraverso delle liste bloccate che attraverso voti dati ad un’altra listandell’1% otterranno il seggio attraverso il proporzionale.
    No,così non si scrivono le leggi elettorali,discriminando chi ottiene il 2,5% e resta fuori da chi ottiene l’1%, o magari anche meno ed entra nell’aula facendo il leccapiedi del capo della coalizione, peraltro coalizione quasi certamente senza alcuna maggioranza, e quindi il giorno dopo c’è il rischio di avere una grande confusione parlamentare, causata non dallo sbarramento basso, ma dalla legge elettorale assurda.

     
  • giamps78 07:58 il 24 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il quotidiano anti islamico “il tempo” ed il parlamento come bivacco di “manipolati” 

     

    il titolone nella in prima pagina del quotidiano il tempo di oggi riprende l’intercettazione di due persone di fede religiosa islamica.
    Il titolo generalizza parlando di “islamici pazzi per la legge elettorale #rosatellum che ha la soglia al 3%: così entriamo in parlamento ed è fatta”
    Un titolo balordo oltreché pieno di ignoranza.
    Di fronte a queste idiozie la pena minima sarebbe l’espulsione dall’ordine dei giornalisti, ma magari potremmo introdurre la sharia per i giornalisti che disinformano.
    Questo titolo giornalistico è di una gravità assoluta e questi non meritano di essere chiamati giornalisti in un quotidiano che in teoria non è nemmeno una testata di partito ma illude i lettori di essere nella più totale imparzialità.
    Cominciamo a smentire punto per punto quanto viene affermato.
    Lo sbarramento al 3% permetterebbe la creazione di un partito islamico.
    Falso, la camera dei deputati nella sua storia non ha mai avuto uno sbarramento superiore al 4%.
    Era zero per cento nella prima repubblica e mai un partito islamico si è candidato, eppure avrebbero potuto farlo, alla fine degli anni ’80 Israele aveva già fatto 6 o 7 guerre e gli islamici di tutto il mondo cominciavano a muovere i primi passi verso la jihad dopo che con le armi Israele prendeva pezzi di terra che negli ultimi 1600 anni non le erano mai appartenute.
    Nessuno sbarramento elettorale in Italia fino al 1994 e poi uno sbarramento del 4% fino al porcellum che ha lasciato il 4% ma ha dato modo anchi non lo superava (tipo SEL ed FDI) di entrare ugualmente in parlamento.
    Ora, che mi si dica che al 3% si fa il partito islamico e invece al 4% non lo si fa è totalmente assurdo.
    Quindi con il porcellum o con il mattarellum il partito islamico se fosse in programma lo si farebbe comunque, perché lo sbarramento è al 4%.
    In Germania ci sono milioni di turchi islamici che possono votare alle elezioni, lo sbarramento al 5% è ampiamente superabile, ma non c’è alcun partito turco che si avvicini minimamente all’1%, figuriamoci al 5%.
    Quindi ciò che scrive il quotidiano “il tempo” è privo di fondamento.
    Tra l’altro usano delle intercettazioni che probabilmente sono come sempre ottenute abusivamente, e che sarebbe illegale pubblicare.
    Ma poi sono intercettazioni di due poveri cretini, che non sono pazzi per il rosatellum (bis) sono pazzi e basta.
    Bene, tanto basta al caporedattore per farci il titolone per istruire i lettori pecoroni che non sanno distinguere notizie vere da falsità assolute scritte in totale malafede.

    Ma anche se fossero diecimila e non due persone che vogliono farsi un partito, ci lamentiamo di cosa?!?
    Avessero detto che vogliono farsi esplodere, magari in parlamento!
    Mi pare che la democrazia serva per rappresentare le istanze della popolazione non per impedire che possano farlo.
    “Entriamo in parlamento ed è fatta”.
    È scritto nel titolone di prima pagina.
    Fatta cosa?
    Entrano in parlamento, e che cosa fanno dopo che sono entrati?
    Niente, premono il pulsantino come tutti gli altri.
    Piuttosto facciamo uno sbarramento al 5% per le testate giornalistiche…
    Di modo che possiamo eliminare quelle sotto una certa soglia, non si sa mai che due pazzi islamici decidano di aprire un giornale, anche in quel caso sarebbe fatta!
    La verità lampante che esce fuori da tutto questo è una sola:
    NON SI RIESCE A PENSARE AD UNA LEGGE ELETTORALE SE NON NELL’OTTICA DI TRARNE UN VANTAGGIO DANNEGGIANDO ALTRI.
    Altro che “la legge elettorale non è un vero problema,i problemi sono altri” come ha titolato più volte quel quotidiano.
    È esattamente l’opposto, la legge elettorale è fondamentale, tanto che si presume possa consentire l’eliminazione preventiva di partiti avversi, ma io penso più all’eliminazione dei dissidenti politici, quelli nominati dal gran capo che devono restare al guinzaglio tanto più con una legge elettorale avversa e fatta di nominati in parlamento.
    Come nel proverbio “al contadin non dire  quant’è buono il formaggio con le pere” , ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino…
    Beh, abbiamo avuto 60° anni di democrazia cristiana al governo se anche un partito islamico superasse l’1% e grazie agli sbarramenti dimezzati entrasse in parlamento con 3 rappresentanti non sarebbe nulla di male.
    Che poi in parlamento ci sono già degli islamici tipo quello del PD.
    La legge elettorale non è un problema se il gran capo può nominarsi i parlamentari e può minacciarli tutti i giorni se non votano ciò che lui decide, ma diventa un  gigantesco problema se il popolo “non impara a votare” se non avviene la coercizione del voto, se i cittadini sono liberi di scegliere di votare per chi vogliono loro senza la paura di buttare via il proprio voto perché vincono i comunisti (che non entrano più in parlamento da oltre 10 anni).
    Qui c’è semplicemente la visione di un parlamento come un bivacco di “manipolati” schiaccia bottoni e l’eliminazione degli avversari dalla scena politica.
    Ladro piccolo non rubare che il ladro grande ti fa arrestare.
    E quello che non poteva nemmeno essere eletto nel 1994 visto che usufruiva di concessioni pubbliche ma ha usato quelle concessioni per farsi pubblicità ed entrare in parlamento?
    a causa della legge elettorale che aveva eliminato i partiti della prima repubblica si trovò in maggioranza e non votò mai la sua decadenza…

     
  • giamps78 17:10 il 22 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non è vero che con la presenza dei collegi uninominali non ci può essere anche un premio nazionale 

    il presidente della commissione affari costituzionali della camera ha affermato che vista la presenza dei collegi uninominali non vi può essere anche la presenza del premio di maggioranza,nazionale per la camera e regionale per il senato,questo non è proprio vero,basta che ci sia uno scorporo fatto bene e ciò diventa possibile.

     

    Il modello italiano del mattarellum al senato scorporava i voti ottenuti dalle forze politiche,invece il modello tedesco scorpora i seggi uninominali vinti e non quindi i voti.
    questo sembra di poco conto ma nei fatti permette aggiungere un premio di maggioranza a livello nazionale.
    Difatti molti esponenti politici hanno affermato che con l’aggiunta dei collegi uninominali non sarebbe più possibile aggiungere un premio,alla prima lista o alla prima coalizione, che riescano a superare il 35%.
    Ma ciò non è vero…
    È possibile ma solo a determinate ed occulate condizioni.
    Lo scorporo elettorale “alla tedesca” sottrae i seggi vinti,non i voti ottenuti, dunque se una forza politica ottenesse ad esempio 100 seggi uninominali ed il 36% dei voti a livello nazionale alla camera dei deputati, otterrebbe il premio del 15% che farebbe arrivare il totale dei seggi ottenuti al 51%, non dunque al 51% più ulteriori 100 seggi.
    Si avrebbero cioè da sottrarre quei 100 seggi uninominali al 51%,non dunque aggiungendo premio a ulteriore premio.
    Quindi è possibile farlo ritornando nel solco della proposta fatta in precedenza dal movimento 5 stelle.
    Anzi, si può aggiungere anche il voto disgiunto,tanto la vittoria nel collegio uninominale non preclude la vittoria a livello nazionale essendo i seggi uninominali diminuiti rispetto alle prime stesure della legge.
    Uno scorporo di questo tipo permette quindi di diminuire le distorsioni ed è possibile proprio perché c’è una sola scheda nella quale si vota sia per l’uninominale che per il proporzionale.

     
  • giamps78 11:00 il 22 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il #rosatellum bis è un papocchio cottolengato! 

    Il #Rosatellum bis è un papocchio cottolengato!

    Mentre leggevo il testo del rosatellum bis non credevo ai miei occhi!
    Mi domandavo: Ma sto leggendo quello che sto leggendo?!?
    Non so se siano sviste, strafalcioni o un qualche cosa di voluto, spero le prima.
    Innanzitutto è una legge complicatissima da leggere, invito chi l’ha scritta a leggersi quella scritta per eleggere il senato nella prima repubblica, capisco che l’assemblea costituente conteneva anche contadini analfabeti e molti meno avvocati e laureati, ma è tutta un’altra cosa per semplicità e comprensione.
    Il fac simile di scheda elettorale del rosatellum bis sembra fatto da zio fester della famiglia addams!
    Inizialmente non capivo perché dover mettere il candidato nel collegio uninominale al di sopra dei contrassegni elettorali delle forze politiche e non invece di fianco come avviene ad esempio per l’elezione dei sindaci…
    Poi ho capito perché: Devono cercare di nascondere il più possibile il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale in quanto la gente metterebbe la “x” magari solo lì evitando di votare per le liste che lo sostengono.
    A tal proposito il rosatellum bis fa una cosa bizzarra, fa uno “scorporo al contrario!”.
    Invece di prendere i voti ottenuti dal candidato nel collegio uninominale e sottrarli alle liste che hanno già ottenuto quel seggio uninominale, si fa l’esatto opposto, incredibilmente.
    il voto dato al solo candidato uninominale, nel caso in cui vi siano coalizioni, certamente non può essere distribuito a tutta la coalizione.
    Soprattutto perché questo avviene “proporzionalmente” ai voti ricevuti dalle liste in quella circoscrizione.
    E se tutti gli elettori mettessero una sola  “x” solo sui nomi e sui cognomi dei candidati dell’uninominale a chi verrebbero dati quei voti proporzionali?
    No scusate, qui siamo fuori dal solco democratico,sembra il meccanismo dell’8 per mille alla chiesa cattolica: Una piccola percentuale dà il suo 8 per mille e questa piccola percentuale dirige soldi anche per tutti quelli che devono dare l’8 per mille ma non scelgono a chi darlo.
    Pensare di aggiungere voti ad una forza politica in base ai voti dati da altri cittadini non esiste in natura.
    Semmai quello che andava fatto era l’esatto opposto,sottrarre i voti dalle liste , non aggiungerli, e sottrarre solo quelli che hanno fatto vincere il seggio uninominale.

    Ovviamente se c’è come nel caso precedente una sola “x” e tale “x” è situata sul nome e sul cognome del candidato uninominale vincente (o perdente) nel collegio, quel voto non è un voto valido a livello ne di proporzionale ne di scorporo.
    Quello è solo un voto maggioritario.
    Lo scorporo individua solo i voti delle liste che hanno fatto vincere il collegio, ovvero le doppie “x” sia sul candidato che sul partito.
    Altre due considerazioni veloci prima di passare all’altro patatrac contenuto nella legge.
    1)non c’è il voto disgiunto, e si capisce visto che cercano di far scomparire dalla scheda il non ed il cognome dei candidati nell’uninominale e annullano i voti di chi vota per una lista ma per un’altro candidato. (p.s. In questo caso se ci fosse stato sia scorporo che voto disgiunto il voto sottratto dalla vittoria nell’uninominale sarebbe appartenuto ad una lista avversa).
    Non c’è alcun premio nazionale del 15% al raggiungimento del 35% dei voti, se invece ci fosse stato un vero scorporo questo sarebbe stato possibile, e ovviamente sarebbe stato un 35% sottraendo i voti dei collegi uninominali vinti.
    Passiamo all’altro patatrac:
    Per come è scritto il rosatellum bis, se una lista ottiene il 5%, ma anche il 9% ed è in una coalizione che non supera il 10% , questa rimane esclusa dal parlamento.
    Si, se una lista è da sola e supera il 3% entra in parlamento, se una lista è in coalizione e tale coalizione non supera il 10% resta fuori.
    Questo porta ad altri strafalcioni:
    Se una lista ottiene ad esempio il 3,5% ed è l’unica lista a superare il 3% in una coalizione che supera il 10% (ad esempio ci sono altre 4 forze coalizzate che sono intorno al 2%) tutto il 10% lo prenderà laforza politica che ha ottenuto il 3,5%!
    Altro strafalcione:
    I voti di una forza politica che prende a livello nazionale lo 0,9% non sono conteggiati a livello nazionale nella sua coalizione per la ripartizione dei seggi, semplicemente sono voti che scompaiono ma che sono serviti nei collegi uninominali.
    No ma dico, se lo sbarramento l’hanno messo al 3% e non invece all’1% che c’azzecca questo 1%?
    Serve per garantire le poltrone alle persone fidate, eliminando dal parlamento i partiti piccoli ma liberi.
    A loro la libertà non piace, a loro piace la caserma.
    P.p.s
    Tra l’altro ieri prima di leggere il testo avevo detto: Ma perché dire no aprioristicamente alla proposta, basta aggiungerci le preferenze.
    Bhe mi sbagliavo, la legge fa proprio schifo, e tra parentesi sono anche tutti nominati.

     
  • giamps78 00:51 il 14 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    prendo ufficialmente distanze dal referendum autonomista veneto del 22 ottobre 

     

    Dopo proposta legge presentata in consiglio regionale del veneto che prevede la possibilità per il governatore di apporre un voto di fiducia in salsa romana, senza cioè che possano essere presentate modifiche, neppure limitate numericamente, al provvedimento ne prima ne tantomeno dopo tale voto di fiducia, come risposta non posso che prendere ufficialmente le distanze dal referendum sull’autonomia del veneto fissato per il 22 ottobre.
    Che il potere legislativo sia a roma o Venezia poco conta se viene gestito in modo ignobile da poche persone che non hanno il minino rispetto per le assemblee elettive.
    A questo punto, piuttosto che sia accentrato nelle mani di milanesi, veneziani o trevisani in questo neo-feudalesimo post-moderno, è meglio che il potere legislativo resti dov’è.
    Questa è veramente una presa in giro, mi stavo chiedendo se avevo fatto bene a non andare a votare per il rinnovo del consiglio regionale, la risposta ora è certamente si.
    Io credo che l’antitesi è ad un livello talmente alto da farmi pensare che con queste persone non si può nemmeno stare seduti nello stesso emiciclo,aventino a tempo indeterminato..
    Le idee politiche si devono confrontare nelle regole proprie, non alterate, non manomesse, della democrazia ed invece una proposta del genere ci porta al livello di democrazia presente nello star islamico di al-bagdadi.
    Sarei curioso di sapere cosa se ne farebbe al-bagdadi del vino trevisano…
    Non lo adopererebbe nemmeno per lavare i pavimenti!
    Va quindi disconosciuto lo status di democrazia per tutti gli organi elettivi sottomessi dal governismo individualista maggioritario relativo.
    Tra l’altro è pure scritta male e incostituzionale in alcuni punti visto che “la procedura normale di approvazione delle leggi” in determinate materie vale anche per i consigli regionali nel caso in cui abbiano produzione legislativa nelle materie elencate in costituzione.
    A si, dimenticavo che nella repubblica delle banane “per procedura normale di approvazione delle leggi” si intende pure l’impossibilita di votare anche solo un emendamento.

     
  • giamps78 11:04 il 7 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: Super proposta per PD, M5S e Lega (non per forza Italia!) 

    sulla legge elettorale l’invito che faccio è quello di unire i voti di partito democratico, lega nord e movimento 5 stelle fregandosene di forza italia che ha già creato abbastanza casini in questa legislatura implorando Giorgio Napolitano per una sua rielezione a presidente della repubblica.
    Detto questo stiamo parlando di uninominale maggioritario, che in ogni caso con il tripolarismo non dà certezze di governabilità, e che dà solo la certezza delle ammucchiate, ma l’uninominale è anche l’unica strada per avere un accordo tra queste forze politiche.
    Questo è il punto dirimente, non snaturare il sistema politico italiano tramite la coercizione del voto e dare una vera scelta ai cittadini nei collegi uninominali evitando rasoiate alla rappresentatività che sono rasoiate alla democrazia.
    Ognun per se nel collegio uninominale, ma senza candidature imposte dall’alto come in passato, sono i cittadini dal basso a dover scegliere chi debba essere eletto nel singolo collegio.
    Però bisogna tirare via le croste della vecchia politica sul sistema elettorale e permettere che sistemi utilizzati in altre parti del mondo possano essere introdotti anche qui da noi.
    Chiaro che il movimento 5 stelle non accetterà mai l’uninominale secco in quanto sarebbe fortemente penalizzato in termini di seggi ed invece l’uninominale totalmente proporzionale non sarebbe ben visto dalla lega.
    Siamo di fronte all’evoluzione della politica, una legge elettorale può creare e annientare le forze politiche, dunque è un tema molto delicato.
    Quindi bisogna fare in modo che nel collegio uninominale maggioritario ogni forza politica corra da sola e che siano i cittadini a decidere la coalizione che porta all’elezione del singolo rappresentante.
    Ecco che dunque nella scheda elettorale si potrebbe introdurre la prima, la seconda e la terza scelta, tramite un semplice quadrettino al fianco del singolo candidato affiancato dal singolo simbolo.
    Quello delle prime, seconde e terze scelte è un sistema utilizzato in molti stati e addirittura per eleggere il presidente della repubblica d’Irlanda, e qui verrebbe applicato per eleggere il rappresentante nel singolo collegio uninominale, sempreché costui riesca a superare , sommando prime, seconde e terze scelte, il 50% dei voti, altrimenti il seggio verrebbe assegnato in maniera proporzionale pura e senza sbarramenti a livello nazionale o regionale per il senato.
    Chiaramente se uno supera il 50% senza aver bisogno delle seconde scelte o delle terze scelte sarà eletto senza il conteggio di queste ultime anche se un diverso candidato, sommando anche le terze scelte dovesse risultare primo.
    Mi pare che sia una proposta di buon senso, il mettere un 100% di collegi uninominali sia alla camera che al senato e laddove non si superasse il 50%, sommando prime,seconde e terze scelte, dare tali seggi in maniera proporzionale senza alcuno sbarramento.

     
  • giamps78 11:18 il 2 July, 2017 Permalink | Rispondi
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    #leggeelettorale a “sbarramenti dimezzati” con premio alla 1° lista per salvare democrazia 

     

    Una legge elettorale fondata sul proporzionale, semplicissima da comprendere, ma che a differenza del sistema tedesco e dell’italicum funziona diversamente nel calcolo dei seggi.
    Si parte dalle due leggi proporzionali che così bene hanno funzionato dal 1948 al 1993.
    Successivamente a tutte le forze politiche che non superano il 10% si applica lo sbarramento dimezzato ovvero si dividono in due i loro seggi.
    Se ad esempio una forza politica ha ottenuto 10 seggi ottenendo il 2% dei voti otterrà 5 seggi mentre gli altri 5 seggi vanno a costituire il premio di maggioranza dato alla prima forza politica.
    In questo modo,come dice Berlusconi, chi prende il 20% dei voti otterrà il 20% dei seggi, non un seggio in più e non un seggio in meno.
    Chi invece prenderà l’8% prenderà 25 seggi invece che 50 e gli altri 25 andranno alla prima forza politica più votata.
    Non ci sono coalizioni, ma è chiaro che chi si troverà poco sotto il 10% o chi aspirerà a diventare prima forza politica cercherà di unirsi.
    Va poi posta una percentuale massima riguardante il premio di maggioranza per evitare che questo premio possa superare il 15% dei seggi assegnati.
    Al senato invece il premio è regionale, a tal proposito viene limitato al 7% il premio alla prima lista regionale se non è la medesima che ha ottenuto il premio alla camera dei deputati
    Nel momento in cui la prima lista avesse utilizzato tutto il suo 15% e avanzassero seggi,questi tornerebbero alle leste da cui sono stati presi partendo dalla forza politica più grande e cioè da quella sotto soglia più vicina al 10% e se dovessero avanzare altri seggi via via saranno assegnati seguendo l’ordine dato dai voti ricevuti.
    Stesso dicasi nel caso in cui non ci sia bisogno di dare l’intero 15% alla prima forza politica che ha già raggiunto il 55% dei seggi, anche in quel caso i seggi saranno restituiti come detto in precedenza.
    Mi pare una proposta assolutamente ragionevole , chi invece ritiene di utilizzare la democrazia per eliminare il nemico politico con la scusa della frammentazione politica, sta semplicemente uccidendo la democrazia che è nata nel secolo scorso e può anche morire in breve tempo.

    La gente non vuol più sentir parlare di unioni e di divisioni tra forze politiche,non vuole che gli si spieghi di voto utile o la scelta di campo.
    Basta forzature, basta campagne elettorali permanenti, basta pantomime sui possibili leader, serve una scheda a parte dove si esprima il popolo sui leader di partito perché oggi il sistema dell’informazione deviata premia le Caserme.

     
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