Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 10:18 il 19 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale : Non gettare via l’acqua sporca con il bambino! 

    Legge elettorale: Non gettare via l’acqua sporca con il bambino!
    Se fosse applicata la proposta che ho avuto modo di fare nelle settimane scorse, sarebbero risolti tutti i problemi sorti in questi ultimi giorni, compresi quelli riguardanti il voto in trentino.
    La riduzione del numero di collegi uninominali scesi al 33% permetterebbero a questi di essere veri collegi uninominali maggioritari senza influire eccessivamente sull’esito proporzionale della rappresentanza parlamentare e permetterebbero al tempo stesso  l’applicazione di tale normativa anche al trentino alto Adige, i cui collegi andrebbero in ogni caso ridisegnati a seguito dell’ultimo censimento.
    Quindi un 33% di collegi uninominali maggioritari senza possibilità che i candidati facciano parte anche dell’altra lista proporzionale.
    L’unico ripescaggio, se così si può chiamare, riguarderebbe il restante 17% di proporzionale con lo scorporo che fa arrivare gli eletti nei collegi uninominali al 50%.
    Un 17% di scorporo vero e senza sbarramenti elettorali,in questo modo non occorre che sia presente la regola tedesca che permette a chi vince 3 collegi di evitare le soglie di sbarramento.
    Poi il restante 50% di proporzionale manterrebbe lo sbarramento al 5%.
    Quindi quel 17% riequilibra ulteriormente verso il proporzionale l’esito dei collegi uninominali, ed evidentemente chi otterrà molti seggi nei collegi uninominali molto difficilmente ne otterrà qualcuno in quel 17%.
    Se proprio si vuole si può aggiungere il voto disgiunto e funzionerebbe perfettamente ma non è strettamente necessaria la sua introduzione.
    Il punto è che i collegi uninominali sono così pochi da non rendere imperativa la costruzione di agglomerati di liste e quindi evitare le problematiche del mattarellum.
    Abbiamo quindi 1 scheda elettorale alla camera ed una al senato e poi propongo una l’inserimento seconda scheda alla camera con le primarie di partito.
    Chi vince le primarie nazionali di partito (assieme al suo vice) ottiene un seggio se la sua forza politica ha ottenuto un seggio in quel 17% di proporzionale.
    Ovviamente il presidente della repubblica non deve sottostare a quel risultato ma guardare alla possibile presenza di maggioranze parlamentari per prendere una decisione.
    Quindi non si tratta di una elezione diretta ma di porre fine a farloccamenti  tipo gazebarie o parlamentarie.
    Ancora meglio sarebbe una mini lista bloccata nazionale, che in pratica sarebbe la lista dei ministri e permette l’elezione alla camera di 10 persone che sono in lista con chi ha vinto le primarie di partito.
    Ovviamente ogni candidato ha una sua lista.

     
  • giamps78 10:42 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sistema istituzionale: Quanto ne capisce Giuliano Amato? Esattamente zero 

     

    Chi capisce qualcosa di costituzioni, quindi non mi riferisco a giuliano amato sa perfettamente che esiste una cosa chiamata separazione dei poteri tra legislativo ed esecutivo.
    La separazione è autentica quando i due momenti elettorali sono distinti o comunque quando l’elezione della carica monocratica, cioè la presidenza non necessita di alcuna maggioranza nell’assemblea per restare in carica o per entrare in carica.
    Tradotto significa che in Francia o negli stati uniti d’America non c’è un premio di maggioranza nel caso venga eletto un presidente o un governatore piuttosto che un altro presidente o un altro governatore.
    Che altresì vi può essere la maggioranza assembleare di un “colore” e la presidenza di un colore diverso.
    Che i momenti in cui si rinnovano totalmente o parzialmente(con elezioni di medio termine) le assemblee elettive possono essere diversi dai momenti in cui si vota per la presidenza.
    Difatti in Francia votano le legislative il mese dopo,ma il governo entra in carica il mese prima.
    Quindi quando si parla di introdurre in Italia questi sistemi non si può assolutamente far passare il messaggio di un premio di maggioranza “giustificato” ,anche se abnorme, dalla presenza di una elezione ad una carica monocratica che si collegherebbe ad un premio di maggioranza per creare la governabilità in assemblea.
    L’altro sistema istituzionale è quello che ha il voto di fiducia assembleare e questo evidentemente non contiene alcuna elezione diretta.
    Sfido a trovare un paese dove c’è l’elezione diretta e c’è un premio di maggioranza assembleare legato alla vittoria di una persona piuttosto che un’altra che assegna i seggi ad una lista piuttosto che l’altra.
    Semplicemente non esiste..
    Non esiste nel regno unito dove c’è il voto di fiducia e non c’è l’elezione diretta, non esiste in germania e in nessun altro paese.
    Tutto questo indipendentemente dal tipo di legge elettorale, uninominale o proporzionale,infatti nel regno unito hanno l’uninominale mentre in germania il proporzionale.

    Quindi il dire che l’italicum sarebbe stato costituzionale se vi fosse stata l’elezione diretta del presidente del consiglio equivale a dire una fesseria anche se a dirla è un giudice della corte costituzionale nonché ex vice segretario del partito socialista italiano,ed ex presidente del consiglio.
    Questo inoltre non significa che non vi possa essere l’elezione diretta del presidente del consiglio all’interno di una assemblea eletta totalmente con un proporzionale senza sbarramenti.
    Infatti il presidente e l’assemblea avrebbero tra loro dei poteri distinti e non necessiterebbe un rapporto fiduciario con l’aggiunta del potere di vero da parte del presidente eletto.
    Ed in questo caso,come in tutti i veri sistemi proporzionali puri, non si fa campagna elettorale di ogni tematica al fine di andare al governo, ma si utilizzano i referendum ed è il popolo a decidere sui temi chiave.
    Il che risulta molto differente dalla piega che ha preso la repubblica italiana in questo neo-feudalesimo dove si regalano premi abnormi e si eliminano forze politiche del 2%.
    L’ibrido italiano, quello di regalare premi a singole persone che controllano totalmente le assemblee e le rendono supine non produce buon governo ma solo degenerazione politica e partitica.
    Per questo motivo ho fortemente criticato la sentenza della corte costituzionale che ha giustificato un premio di lista in un comune sotto i 5 mila abitanti che ha trasformato il 28% dei voti presi da un candidato sindaco,e ottenuti con una bassa affluenza, nel 60% dei seggi.
    La costituzione deve valere dal più piccolo dei comuni fino al voto per le elezioni europee, non è che siccome il comune è piccolo si trasforma nella terra di nessuno.
    Non è uguaglianza del voto e non è nemmeno ragionevole.
    Una sentenza di questo tipo ci porta fuori da una repubblica democratica.

     
  • giamps78 18:07 il 8 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il P.D. non si azzardi a fare decreti sulla legge elettorale e il P.D.R. non si azzardi a firmarli 

     

    L’articolo 72 ultimo comma della costituzione vieta la promulgazione di decreti in materia elettorale.
    La procedura normale di esame e di approvazione è sempre adottata per le leggi elettorali.
    La “procedura normale” è l’esatto opposto della “necessità ed urgenza” richiesta ai decreti legge e la possibilità del governo di auto delegarsi nel disegnare i collegi,visto che il consultellum usa ancora il censimento del 2001.
    Spero che il presidente della repubblica,ancorché eletto a tale ruolo con i voti non segreti del partito democratico, nonché ex presidente della corte costituzionale, sia coerente con la sua storia politica, anche se ciò ultimamente non è avvenuto, e non firmi questo ennesimo atto di violenza nei confronti delle istituzioni repubblicane che lui dovrebbe difendere.
    Semmai ci fosse stato un dubbio di incostituzionalità su un voto di fiducia governativo riguardante la legge elettorale denominata italicum, e io dubbi a tal proposito non ne ho mai avuti.
    Semmai ci fosse il dubbio sulla costituzionalità di un voto di fiducia governativo non su un singolo emendamento come fece il governo Andreotti riguardo all’elezione diretta dei sindaci nei comuni, quando la DC bocciò quella singola proposta,quel singolo emendamento.
    Semmai vi fosse il dubbio, che io non avevo, su un voto di fiducia su un maxi emendamento che aveva il compito di riscrivere l’intera legge elettorale impedendo di fatto il diritto costituzionale dei senatori e dei deputati di presentare modifiche ad una legge elettorale, altro che procedura normale di approvazione…
    Qui non ci può essere dubbio, perché mai nella storia della repubblica è accaduto questo.
    Se Mattarella firmasse un siffatto decreto sarebbe certamente imputabile di alto tradimento, presso il tribunale del popolo sovrano.
    Semmai il partito democratico osasse fare una cosa del genere dovrebbe essere sciolto e ne dovrebbe essere vietata la sua riorganizzazione sotto qualsiasi forma.

     
  • giamps78 13:54 il 8 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Vogliono il modello tedesco ma siamo ostaggio dei tedeschi italiani! Si tolga sbarramento a chi vince 3 collegi 

     

    Il modello tedesco non si può applicare ai tedeschi-italiani!
    La legge elettorale deve valere in tutto il territorio nazionale tranne che in trentino alto adige-sud tirol.
    Il modello tedesco prevede che chi vince in tre collegi uninominali non abbia più la soglia di sbarramento, e se questo aspetto fosse inserito nel fianellum permetterebbe alla sud tiroler volkspartei di avere a livello nazionale una suddivisione di quello 0,5% che consente l’elezione di 2 o più rappresentanti, esattamente come accadeva nella prima repubblica quando non c’erano regimi particolari per le minoranze linguistiche.
    Questo non significa che se vincono in 5 seggi su 5 ottengono tutti e 5 quei seggi uninominali(come accade in germania) ma che in base a quello 0,5% a livello nazionale e al sistema di ripartizione adottato ne ottengono diversi, risultano in ogni caso sovra rappresentati rispetto ai voti ottenuti.
    Non è possibile abbandonare una legge solo perché uno 0,5% di privilegiati perde parte dei suoi seggi in parlamento nel mentre milioni di altri elettori a causa dello sbarramento perdono rappresentanza con forze politiche definite “partitini” o ancor peggio “cespugli” pur arrivando ad avere percentuali intorno al 2,9% a livello nazionale o addirittura del 4,9% in questo caso specifico con il “modello tedesco”.
    L’uguaglianza del voto è un valore costituzionale ma pare che qualcuno sia più uguale degli altri.
    In ogni caso se un voto segreto diventa palese la votazione come minimo è nulla.

     
  • giamps78 17:53 il 7 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #legge elettorale: Il #porcellum(e di conseguenza il #consultellum) usa il censimento del 2001?!? 

    Forse è il caso di controllare se la legge denominata “porcellum” nel 2012 ha subito la revisione dei collegi in base al censimento del 2011 o se invece ha mantenuto quelli del precedente censimento.
    Per due motivi:
    1) se si votasse con il consultellum al senato e alla camera con l’italicum cassato dalla corte ci sarebbe da fare ugualmente la revisione dei collegi.
    2) ho il vago sospetto che i collegi disegnati nel “fianellum” cioè la legge elettorale attualmente in discussione abbia fatto affidamento sulle quantità di seggi proprio del porcellum , quindi anche le tabelle dei collegi plurinominali presenti in tale progetto di legge approvato dalla commissione affari costituzionali sarebbero errate.
    Non dunque solo i collegi uninominali, ma anche quelli plurinominali potrebbero subire variazioni di qualche seggio soprattutto al senato dove secondo l’articolo 57 della costituzione nessuna regione a parte molise e valle d’aosta possono avere meno di 7 seggi e questo porta ad avere circa 7 regioni con un numero di seggi pari a 7 pur avendo una popolazione inferiore.
    Quindi ne deduco che ad esempio al veneto potrebbe spettare un seggio in meno.
    Infatti la costituzione a tale articolo afferma “previa applicazione del comma precedente”, il che significa che prima si controlla che tutte le regioni a parte molise e val d’aosta abbiano 7 seggi e poi sottraendo tali seggi dai 309 totali del senato( esclusi gli eletti all’estero) e sottraendo le popolazioni delle regioni che hanno avuto quei sette seggi si distribuiscono proporzionalmente alla popolazione delle altre regioni secondo l’ultimo censimento.

     
  • giamps78 11:19 il 7 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Le incongruenze di lega nord e movimento 5 stelle ed i profili di incostituzionalità del #fianellum 

    In tempi recenti, al tempo dell’italicum spagnolo quello prima maniera, quello famoso del patto del Nazareno che Alfano da ministro dell’interno è riuscito a far modificare nella lettura tra la camera ed il senato, mi ricordo che si parlava di una norma “salva lega”, cioè di permettere a chi avesse ottenuto un congruo numero di voti nei piccoli collegi spagnoli,arrivando magari come primi ma senza riuscire a superare lo sbarramento, evitando che tali forze politiche restassero fuori dal parlamento.
    Si parlava cioè di una eccezione allo sbarramento che non lasciasse fuori le forze locali.
    La stessa lega nord piu volte è rimasta sotto lo sbarramento, si pensi ad esempio nel 2001 quando ottenne il 3,9% dei voti, restando fuori dal riparto proporzionale della camera dei deputati dove entrò solo grazie ai collegi uninominali.
    Ecco, se si ripetesse nuovamente una situazione del genere, se cioè la lega not ottenesse questa volta il 4,9% dei voti, vincendo magari in 60 collegi uninominali, resterebbe completamente esclusa dalla rappresentanza,a differenza di quanto successe nel 2001.
    Quindi c’è sia la possibilità che un partito regionalista con collegi uninominali relativi sia sovra rappresentato,sia quella opposta in presenza di un proporzionale puro con sbarramento che non riesca ad ottenere nemmeno un seggio arrivando primo in molti collegi uninominali.
    Per non parlare di quando la lega Nord non era ancora nata e si presentò alle elezioni nazionali con i simboli di lega lombarda e Liga veneta e grazie all’assenza di sbarramento ottenne seggi che ne hanno consentito la crescita anche grazie ai soldi ricevuti ma anche grazie all’eco di un rappresentante eletto nelle istituzioni che fa campagna elettorale.
    Infatti il soprannome di “senatur” dato dal popolo all’allora segretario della lega lombarda si deve solo ed esclusivamente alla completa assenza dello sbarramento elettorale.
    Per quanto riguarda il movimento 5 stelle mi basta riportare quanto viene affermato nella proposta di legge Presentata nel 2014 dagli onorevoli Toninelli, cozzolino, dadone,d’ambrosio,lombardi etc etc, cioè la numero 2352:
    “Si è cercato di riprodurre di fatto uno sbarramento simile a quello in vigore in Germania (l’unico paese che ha uno sbarramento del 5%, il quale , tuttavia,non preclude l’accesso alla distribuzione dei seggi alle forze politiche che vincono tre collegi uninominali).
    Peraltro,dopo la sentenza n.1 del 2014 della corte costituzionale, uno sbarramento elettorale del 5%, da calcolare in un collegio unico nazionale ,specie se abbinato a circoscrizioni intermedie e a una formula elettorale selettiva quale quella che si adotta
    rischierebbe di risultare costituzionalmente illegittimo,in quanto produttivo di eccessiva distorsivitá.
    […]”

    Qui termina quanto riportato nella proposta di legge del movimento 5 stelle, che nelle righe successive continua trattando il tema delle preferenze e del voto disgiunto.

    Peraltro, come ho avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, la legge elettorale uscita ieri dalla commissione è incostituzionale anche per il singolare aspetto che riguarda “il passo del gambero” che i candidati fanno nelle liste.
    Infatti con la medesima “x” l’elettore esprime il proprio voto sia per il collegio uninominale, sia per il listino posto sulla destra.
    Quindi se l’elettore traccia una sola “x” sulla parte destra della scheda sopra ad uno dei candidati del listino plurinominale il voto viene assegnato automaticamente anche al candidato dell’uninominale che gli passerebbe davanti.
    Ad esempio una espressione di voto di questo tipo dovrebbe annullare il voto stesso.
    Anche nel caso di una sola “x” posta esclusivamente sull’unico contrassegno presente che viene assegnato a due distinte liste che sono tra loro concorrenti, ovvero lista proporzionale e lista uninominale infrange chiaramente il dettato costituzionale.
    Cioè manca la possibilità per l’elettore di esprimere una chiara e univoca volontà.
    La corte infatti ha sentenziato la possibilità di avere listini bloccati ma corti per avere conoscibilità dei candidati, ma il meccanismo che ho chiamato “passo del gambero” non lo permette affatto visto che le due liste,uninominali e proporzionali si mescolano a seconda del numero totale di voti ottenuti rispetto alle altre forze politiche, quindi a seconda dei voti ricevuti dagli altri partiti la lista viene numerata in un modo piuttosto che in uno diverso, ma non in base ai voti ottenuti da quel partito, in base ai voti ottenuti dagli avversari.
    Inoltre trattasi dei medesimi identici voti calcolati sia sull’uninominale che sul proporzionale.
    La corte ammette listini corti,anche se bloccati, ma dubito che potrà mai ammettere che la medesima ed identica “x” serva per creare un mix tra due diversi listini modificandone l’ordine.
    Ecco perché nei giorni scorsi ho proposto che i 220 collegi uninominali siano veri collegi uninominali relativi cin un vero scorporo elettorale, mantenendo inalterata la parte sinistra della scheda elettorale,magari aggiungendo le preferenze.

    Infine c’è un’altra palese incostituzionalità che riguarda l’emendamento del relatore fiano che a questo punto credo sia parte integrante della legge che permettendo assegnare a forze politiche concorrenti i seggi spettanti ad una forza politica nel caso in cui finiscano i candidati in lista.
    Non scrivo nemmeno il perché, credo che si capisca…
    Supponiamo ci siano ad esempio le tanto minacciate dimissioni di massa, il risultato finale sarebbe quello di dare seggi alle forze politiche che si vogliono avversare.
    La realtà è che qui ci avviciniamo sempre di più alla legge acerbo travestita, con i super nominati tanto pochi sono i candidati visto che si possono candidare sia sull’uninominale che nel proporzionale.
    Invece la proposta che ho fatto elimina la possibilità di candidarsi sia nel proporzionale che nell’uninominale, di modo che ci siano un numero maggiore di candidati e ci sia una vera selezione della classe dirigente,non una finta con la possibilità di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 08:36 il 4 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Se il movimento 5 stelle si immola per la patria avremo preferenze e voto disgiunto 

     

    1) collegi veramente uninominali
    I 3 saggi di movimento 5 stelle, forza Italia e partito democratico pare abbiano “blindato” i collegi uninominali.
    Non capisco bene che cosa questo possa significare, l’unico dato certo è la riduzione dei collegi da 303 a poco più di 200.
    In pratica il numero di collegi scende dal 50% al 33% e immagino che restante 17% sia proporzionale ma con lo scorporo e che serva per eleggere sempre nei collegi uninominali i migliori perdenti per riequilibrare quel 33% di maggioritario.
    Sarebbe logico, nel mattarellum c’erano il 75% di collegi uninominali qui solo il 33%, nel mattarellum c’era il 25% di proporzionale, qui solo il 17%.
    Quindi un maggioritario molto inferiore con uno scorporo che è molto più elevato che annacqua i collegi uninominali relativi.
    Questo immagino, che ci siano meno collegi uninominali ma che almeno siano veri collegi.
    Nel senso che sarebbe un mattarellum “al contrario” con 33% di collegi uninominali e 67% di proporzionale.
    Ma ovviamente non sarà così perché immagino che forza Italia e movimento 5 stelle non vogliano alcun collegio uninominale maggioritario e che quindi questi collegi rientrino in quel  meccanismo infernale preparato nei giorni scorsi, dove i candidati nei collegi uninominali finiscono sotto un listino bloccato proporzionale senza ottenere il seggio.
    Persone di buon senso non ci avrebbero pensato due volte nel ridurre si il numero di collegi ma di farli realmente uninominali e correrti da quell’ottimo scorporo che comunque lenisce fortemente quel maggioritario riportandolo quasi ad essere un proporzionale.
    Ed invece quelli che volevano far sapere agli elettori chi vince e chi perde la sera stessa delle elezioni finisce per non far sapere nemmeno chi viene eletto nei singoli collegi perché serviranno complicatissimi calcoli astrusi…
    Chiariamoci, non è che il maggioritario sopra descritto cambierebbe il senso della legge, infatti rimane tutto quanto l’impianto iniziale, a cambiare è solo l’astrusione dell’algoritmo forz’italiota che con la diminuzione del numero di collegi uninominali può e anzi dovrebbe essere uninominale relativo anche perché poi c’è un ulteriore 50% di proporzionale che corregge le eventuali distorsioni residue di quel 33% di collegi uninominali leniti dal 17% di scorporo.

    2) voto disgiunto, preferenze e coalizioni
    Facciamo finta che quanto descritto nel punto 1 sia realizzato.
    Abbiamo sulla sinistra il nome prestampato del candidato nel vero collegio uninominale supportato dal contrassegno e come nel fianellum sulla destra ci sono i nomi dei candidati nel listino bloccato.
    Evidentemente ancora non è possibile alcun voto disgiunto in quanto la “x” al momento è ancora una.
    Ma se al fianco di ogni candidato del listino bloccato si aggiungesse un piccolo contrassegno di partito e fosse possibile aggiungere una preferenza?
    Credo che sia una buona mediazione, forza Italia non vuole le preferenze ma vuole le coalizioni, il movimento 5″stelle non vuole le liste bloccate,non vuole le coalizioni ma vuole il voto disgiunto e le preferenze, il partito democratico vuole inveri collegi uninominali anche se sono annacquati dallo scorporo.
    Ma tutti e tre vogliono un premio di governabilità, che potrebbe essere interamente calcolato sui voti dati al contrassegno più grande,il contrassegno di coalizione, che affianca i candidati nei collegi uninominali.
    L’uninominale infatti sarebbe qui veramente maggioritario ma non sarebbe in grado di incidere realmente come numero di seggi assegnati, ma quello stesso voto può permettere l’assegnazione di un premio in seggi, calcolato sui voti proporzionali, se viene superata nel collegio unico la soglia del 40% di voti ottenuti sul simbolo che accompagna i candidati uninominali.
    Era la modifica chiesta dal movimento 5″stelle nel toninellum o legalicum che dir si voglia.
    In tutto questo la scheda elettorale rimane pressoché identica, l’unica differenza reale è che ci sono le preferenze anche per i nomi prestampato in scheda nella parte destra e ognuno di quei nomi viene affiancato da un piccolo contrassegno che serve per le preferenze ed il voto disgiunto , cioè in quello che oggi sarebbe un listino bloccato che permette alle segreterie di partito di nominarsi i parlamentari.
    Il movimento5 stelle deve decidere se immolarsi per la patria o tenersi una manciata di seggi.
    Infatti le coalizioni penalizzerebbero il movimento 5 stelle ma con le preferenze tornerebbero in parlamento persone che non sono nominate.
    È piu  importante l’interesse generale o quello particolare?

    A tal proposito, pur di avere dei veri collegi uninominali in quei 200 collegi si potrebbe pensare anche di aumentare la quota proporzionale con lo scorporo,di altri 15 punti percentuali, passando dal 32%  e sottraendoli dall’altra quota proporzionale che avrebbe così un numero inferiore di candidati e un minor numero di candidati nella scheda elettorale.

     
  • giamps78 16:12 il 3 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Rendere potabile il #fianellum mantenendo l’uninominale a predominanza proporzionale 

    La legge elettorale che partito democratico, forza italia e movimento 5 stelle si preparano ad approvare risulta altamente peggiorativo delle leggi attualmente in vigore(consultellum al senato e #italicum cassato alla camera).
    Non trovo un senso logico a quello che questi partiti stanno cercando di fare se non un unico obbiettivo comune: Eliminare le preferenze.
    Ora voglio dire una cosa basica, credo che sia l’abc della democrazia e dei sistemi elettorali.
    Se c’è un collegio uninominale e questo viene attribuito su base interamente e totalmente proporzionale, le preferenze risultano assolutamente indispensabili altrimenti non avrebbe alcun senso e a mio avviso sarebbe totalmente incostituzionale.
    In parole povere il collegio uninominale , quando è totalmente proporzionale necessita di almeno due se non anche tre candidati con la scelta da parte dell’elettore.
    Qui non si tiri in causa il sistema elettorale denominato “provincellum” perché è tutta un’altra cosa.
    Intanto prima di chiarire il ragionamento faccio una domanda di cui immagino la risposta:
    Cosa succede se due candidati su due distinti collegi uninominali posti all’interno del medesimo collegio plurinominale superano entrambi il 50% dei voti?
    In teoria sono a pari merito, quindi entrambi sono primi o secondi dentro la lista plurinominale ma uno di loro viene eletto come secondo e l’altro come quarto.
    Anzi,attualmente non c’è nemmeno questa eventualità perché sono assolutamente certo che ci sia un vuoto normativo ancora da sistemare, e questo pur non avendo letto la legge!

    Seconda domanda:
    Se un elettore volesse dare il suo supporto ad un candidato su una lista bloccata, del quale vede nome e cognome dove dovrebbe porre la “x”.

    Uno ovviamente è portato a rispondere che la “x” vada messa sul contrassegno di quel partito.
    È no! Risposta sbagliata.
    La medesima “x” assegna il voto sia al candidato dell’uninominale che del proporzionale e se viene superata la soglia del 50% il collegio uninominale può superare il candidato del listino bloccato.
    Ma il voto espresso cioè la “x” è la medesimo…
    INCOSTITUZIONALE,e non è la prima.

    Infine,ultimo punto che contiene anche una proposta per risolvere il problema precedente.

    Per fare un esempio si immagini la vecchia  legge elettorale della prima repubblica o si immagini l’attuale legge per le elezioni europee…
    Ci sono collegi molto grandi e liste di candidati molto lunghe e ci sono le preferenze.
    Se ora portiamo i collegi ad essere uninominali mantenendo gli effetti derivanti dalla ripartizione totalmente proporzionale non otteniamo liste con un solo candidato per forza politica che concorre con altri singoli candidati di altre forze politiche,sarebbe illogico.
    Otteniamo invece liste composte da due o tre candidati nei collegi uninominali per la stessa forza politica con i loro nomi prestampati in scheda nella parte sinistra della scheda elettorale prevista dal fianellum.
    E semmai ad esempio quel 50% previsto dal fianellum si utilizza in rapporto al numero totale di preferenze ottenute dai candidati della stessa forza politica non certamente rispetto ai voti totali ricevuti da tutti i contrassegni visto che il collegio non è maggioritario.

    Un collegio può anche essere uninominale e assegnato totalmente con il proporzionale, e quando dico totalmente proporzionale intendo senza soglie, senza seggi maggioritari, ma dovrebbe contenere le preferenze,ma non sui listini plurinominali, bensì sui collegi uninominali.
    Ma forse la domanda più sensata di oggi è questa:
    Come mai chi ha eliminato dall’ordinamento il sistema elettorale chiamato “provincellum” e sostituendolo con delle elezioni di secondo livello ora lo vuole utilizzare come sistema ideale,tra l’altro copiandolo male e senza ritegno osano affermare : “anche nel provincellum succedeva così”.
    Se portassimo il fianellum a livello provinciale non ci sarebbe più l’elezione diretta del presidente di provincia(dimenticavo che già l’hanno già tolta eppure la adoravano) e  sparirebbe pure il principio maggioritario nei collegi provinciali…

     
  • giamps78 21:25 il 2 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Ecco le modifiche per rendere potabile (e costituzionale) il #fianellum 

    Propongo qui 3 modifiche per migliorare l’intricatissimo sistema elaborato dai tre “saggi” del partito democratico, di forza Italia e del movimento 5 stelle, sistema che così com’è congeniato non reggerebbe nemmeno la prova del conteggio dei voti la sera stessa delle elezioni, figuriamoci la sentenza della corte.
    Questo giro si sono superati, hanno fatto una roba di una complessità assurda, e pensare che l’onorevole Paolo sisto diceva che altri sistemi erano complicatissimi, ma questo che lui ha contribuito s scrivere li batte tutti tanto che ogni giorno riscrivono la stessa legge e non riescono a venirne a capo nemmeno loro!
    Passiamo alle “semplicissime” modifiche, parto ovviamente dal maxi emendamento fiano che non ho potuto nemmeno leggere visto che i pdf della commissione affari costituzionali erano tagliati a pagina 1 e ora sono perfino spariti…
    Usando informazioni di terza mano sono riuscito a capire come funziona,o meglio, come non funziona!

    C’È il 50% di collegi uninominali ma sono maggioritari e relativi.
    Il primo che arriva vince.
    C’È un primo 25% di proporzionale che è collegato a quei collegi uninominali che funziona come il sistema tedesco, e quindi con lo scorporo sui seggi (o sui voti) ottenuti nell’uninominale.
    C’È un secondo 25% di proporzionale che volendo può utilizzare i medesimi identici voti usati nel primo 25% di proporzionale, ma a differenza dell’altro non ha lo scorporo.
    Il primo 25% fa eleggere i migliori candidati perdenti nei collegi uninominali esattamente come nello scorporo del mattarellum utilizzato al senato dal 1994 al 2006.
    Il secondo 25% fa eleggere i listini bloccati che saranno molto più corti di quelli presenti nel “fianellum” proprio perché il 50% di proporzionale è stato diviso a metà e quindi saranno ancor più riconoscibili.
    Ecco fatto….
    La ciliegina sulla torta: sbarramenti diversificati.
    Volendo le due quote di proporzionale possono avere sbarramenti diversi, portando magari all’8% lo sbarramento nella quota dove ci sono le liste bloccate e portando a zero (virgola zero) lo sbarramento nel 25% di proporzionale che contiene lo scorporo dei collegi uninominali, ma utilizzando anche un sistema di ripartizione dei seggi che favorisca le forze più grandi e tolga seggi ai più piccoli ma senza annientarli come fosse una bomba atomica

     
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