Updates from giugno, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 12:31 il 25 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    In manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaoll 

    in manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaolo!

    Comunque vada questa faccenda delle 2 banche venete finirà malissimo perché è stata gestita malissimo.
    Il governo vorrebbe dare a banca intesa, al costo simbolico di 1€, la parte buona delle due banche facendo pagare allo stato i crediti deteriorati.
    ALT!
    Non si può scindere in questo modo la parte buona e la parte cattiva.
    Cosa verrebbe comprato al costo di 1€?
    I conti dei correntisti, immagino.
    Cioè intesa Sanpaolo riceverebbe soldi.
    C’È poco da dire, materialmente è così.
    I soldi dei correntisti delle due banche venete in crisi vengono regalati a intesa Sanpaolo.
    Ma quei soldi sono stati a loro volta utilizzati dalle due banche venete per erogare credito.
    Quanto credito?
    Questo non è possibile saperlo infatti com’è noto le banche possono creare denaro dal nulla e prestarlo utilizzando la liquidità fornita dalla banca centrale Europea.
    In pratica il governo del prestanome cerca di nascondere sotto il tappeto tutte le spregiudicatezze fatte dal sistema bancario e cerca di scindere in due parti le banche sperando che nessuno effettui dei controlli per verificare come sono andate in realtà le cose.
    Temo che però questa tecnica difficilmente funzionerà ancora una volta come in passato.
    Il governo del prestanome sta organizzando la più grande bancarotta fraudo-veloce della storia! Il tutto ai danni dello stato.
    siamo di fronte al più grande danno erariale della storia della repubblica.
    Mettano le manette a Paolo gentiloni!
    In precedenza ho parlato dei correntisti che hanno depositato denaro, ovviamente quel denaro non c’è più, quindi il governo sta dando quel denaro a banca intesa per il valore di 1€.
    Attenzione,non sta dando solo la gestione dei conti correnti, sta proprio dando in mano l’intero pacchetto compresi gli immobili ed i bancomat.
    Se con 1€ intesa Sanpaolo acquistasse anche solo un immobile che vale 100 mila €,va arrestato l’intero consiglio dei ministri.
    È chiaro a tutti che il governo sta nazionalizzando de facto le due banche venete e regalando la parte buona a intesa Sanpaolo?
    E tutto questo in spregio ad ogni normativa il governo vende ad 1 € due banche nazionalizzate de facto.

    Ma ritengo ci siano gli estremi per pensare che i soldi creati dal nulla e coperti con la liquidità della BCE siano poi a loro volta divenuti depositi.
    Ovviamente non ho alcuno strumento di verifica a mia disposizione ma l’assenza totale di regole all’interno del sistema bancario mi fa pensare che sia andata così.
    E avanti così, invece di fare le riforme vere del sistema bancario ai fanno le assurde leggi sull’unione bancaria fingendo che vada tutto bene mentre le banche sono in stato comatoso.
    Addirittura credo che non si possa nemmeno applicare il bail-in essendo che i soldi su cui girano le due banche venete sono per la maggior parte inventati e sono liquidità della BCE!
    La domanda è: Quanti soldi lo stato italiano dovrà versare a banca intesa?
    Infatti è falso dire che tale banca versa ls cifra simbolica di un euro ed è invece vero dire che lo stato italiano verserà a banca intesa Sanpaolo i presunti soldi dei presunti correntisti.
    Ma come detto, i prestiti erogati dalla banca sono molto di più dei soldi depositati dai correntisti.
    E se chi avesse dei debiti non restituiti  avesse anche un conto corrente, in quella o in altre banche perché non dovrebbe vedersi azzerato il conto che altrimenti diventa debito pubblico?

     
  • giamps78 09:46 il 24 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banche venete: L’incostituzionale bail-in impedisce la realizzazione del piano padoan! 

     

    il governo prestanome ed il precedente governo renzi hanno fatto i macellai con delle riforme fallimentari.
    Le leggi che sono state approvate con il consenso loro e dei loro partiti non possono essere applicate e fanno di tutto per cercare delle scappatoie.
    Leggi come il cd. bail- in fanno talmente schifo che se venisse anche lontanamente applicato farebbe collassare l’intero sistema delle banche.
    Così hanno cercato la scappatoia, quando una banca è in crisi ,siccome gli aiuti pubblici sono vietati proprio dal bail-in, lo stato mette una garanzia, che in teoria non significa mettere soldi ma metterli solo in caso di necessità.
    Fatta la legge trovato l’inganno!
    Abbiamo le due banche venete in crisi e intesa san Paolo che tratta segretamente con il ministro dell’economia e delle finanze l’acquisto con l’offerta simbolica di 1€.
    Attenzione, non 1€ per azione, le azioni valgono zero e chi aveva messo lì dei soldi ha già perso tutto. Intesa san Paolo offre un euro per acquistare entrambe le banche.
    Attenzione, non l’interezza delle due banche ma versando un singolo euro vogliono comprare dolo le due good bank lasciando allo stato svariati miliardi di € da pagare per le 2 bad bank bank scorporate, utilizzando  le garanzie pubbliche.
    La situazione parrebbe più grottesca che tragica se non fosse una storia vera e se non stesse accadendo proprio ora!
    Allora perché mai io non pptrei rilanciare l’offerta di 1 euro e offrire 2 euro per le due good bank?
    Intanto chiariamo un punto: Le garanzie che lo stato ha offerto sono prestiti che lo stato può dare a chi è in difficoltà e sui quali lo stato poi deve chiedere gli interessi.
    Lo stato fa 5 miliardi di debito e su quei 5 miliardi pagherà per sempre degli interessi.
    Infatti il bail in vieta tassativamente degli aiuti a fondo perduto, e in più c’è una stringente normativa sugli aiuti di stato.
    Lo stato ha costituito un fondo di garanzia per le banche che hanno un nome.
    Se si scorporano due banche evidentemente il loro nome cambia e salta pure la copertura del fondo di garanzia a loro destinato.
    Tale fondo è un prestito, se viene usato per acquistare una bad bank evidentemente non può più essere restituito, quindi il governo deve recarsi in parlamento e chiedere una modifica del documento di economia e finanza e chiedere che venga messo a bilancio questo buco che dicono potrà variare tra i 5 ed i 10 miliardi.
    Infatti il fondo di garanzia è un prestito, dunque quando verrà utilizzato si punta ad una futura restituzione e non necessita quindi di coperture finanziarie.
    Ma se si pensa di regalare soldi a fondo perduto non siamo più in questo ambito ed evidentemente servono le coperture finanziarie per dei soldi che altrimenti andrebbero a creare nuovo debito.

    E in quest’ultimo caso evidentemente serve una deroga al pareggio di bilancio e serve il voto del parlamento.
    Ma in questo caso siamo anche fuori dalle regole dello schifoso bail-in che quegli stessi politici hanno approvato ad ogni livello istituzionale, dal parlamento italiano a quello europeo, alla commissione europea…
    Quindi per poter fare questo servirebbe una deroga europea…
    Oppure c’è un’altra opzione: Applicare il bail-in.
    Chi lo ha votato penso che debba assumersi le sue responsabilità, pazienza se si troverà qualcuno con la forca che lo aspetterà sotto casa!
    Siamo alle solite, votano leggi assurde volute da altri in cambio del nulla cosmico, ne parlano bene imparando a memoria la favoletta delle riforme che fanno bene al paese, e poi quando i nodi vengono al pettine e devono confrontarsi con la realtà passano notti insonni cercando di arzigogolare qualche normetta salvifica per non applicare le schifezze che hanno approvato.
    succede sempre così, i due esempi più grandi sono il trattato di dublino e il fiscal compact.
    La domanda finale è:chi pagherà quei 100 o 200 milioni di euro annui generati dai tassi di interesse su quei 5 o 10 miliardi di euro che lo stato è costretto a chiedere alle altre banche per comprare i crediti deteriorati delle due venete?
    La risposta non è così difficile: A pagare sarà la collettività.
    Quindi tira da una parte o tira dall’altra il risultato è sempre lo stesso.
    Ovviamente quando nessuno vorrà più comprare debito pubblico italiano in quanto troppo rischioso saranno tutti i risparmiatori a pagare le conseguenze del mal governo delle lobby del prestanome

    p.s.

    fatemi capire:
    Gli immobili e le proprietà delle 2 banche venete in crisi saranno comprate da @intesasanpaolo ad 1€?!?

    è evidente che bancomat ed immobili fanno parte della liquidazione, dunque cosa comprerà intesa san Paolo, solo i 4 mila esuberi?!?

     

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
  • giamps78 10:42 il 14 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sistema istituzionale: Quanto ne capisce Giuliano Amato? Esattamente zero 

     

    Chi capisce qualcosa di costituzioni, quindi non mi riferisco a giuliano amato sa perfettamente che esiste una cosa chiamata separazione dei poteri tra legislativo ed esecutivo.
    La separazione è autentica quando i due momenti elettorali sono distinti o comunque quando l’elezione della carica monocratica, cioè la presidenza non necessita di alcuna maggioranza nell’assemblea per restare in carica o per entrare in carica.
    Tradotto significa che in Francia o negli stati uniti d’America non c’è un premio di maggioranza nel caso venga eletto un presidente o un governatore piuttosto che un altro presidente o un altro governatore.
    Che altresì vi può essere la maggioranza assembleare di un “colore” e la presidenza di un colore diverso.
    Che i momenti in cui si rinnovano totalmente o parzialmente(con elezioni di medio termine) le assemblee elettive possono essere diversi dai momenti in cui si vota per la presidenza.
    Difatti in Francia votano le legislative il mese dopo,ma il governo entra in carica il mese prima.
    Quindi quando si parla di introdurre in Italia questi sistemi non si può assolutamente far passare il messaggio di un premio di maggioranza “giustificato” ,anche se abnorme, dalla presenza di una elezione ad una carica monocratica che si collegherebbe ad un premio di maggioranza per creare la governabilità in assemblea.
    L’altro sistema istituzionale è quello che ha il voto di fiducia assembleare e questo evidentemente non contiene alcuna elezione diretta.
    Sfido a trovare un paese dove c’è l’elezione diretta e c’è un premio di maggioranza assembleare legato alla vittoria di una persona piuttosto che un’altra che assegna i seggi ad una lista piuttosto che l’altra.
    Semplicemente non esiste..
    Non esiste nel regno unito dove c’è il voto di fiducia e non c’è l’elezione diretta, non esiste in germania e in nessun altro paese.
    Tutto questo indipendentemente dal tipo di legge elettorale, uninominale o proporzionale,infatti nel regno unito hanno l’uninominale mentre in germania il proporzionale.

    Quindi il dire che l’italicum sarebbe stato costituzionale se vi fosse stata l’elezione diretta del presidente del consiglio equivale a dire una fesseria anche se a dirla è un giudice della corte costituzionale nonché ex vice segretario del partito socialista italiano,ed ex presidente del consiglio.
    Questo inoltre non significa che non vi possa essere l’elezione diretta del presidente del consiglio all’interno di una assemblea eletta totalmente con un proporzionale senza sbarramenti.
    Infatti il presidente e l’assemblea avrebbero tra loro dei poteri distinti e non necessiterebbe un rapporto fiduciario con l’aggiunta del potere di vero da parte del presidente eletto.
    Ed in questo caso,come in tutti i veri sistemi proporzionali puri, non si fa campagna elettorale di ogni tematica al fine di andare al governo, ma si utilizzano i referendum ed è il popolo a decidere sui temi chiave.
    Il che risulta molto differente dalla piega che ha preso la repubblica italiana in questo neo-feudalesimo dove si regalano premi abnormi e si eliminano forze politiche del 2%.
    L’ibrido italiano, quello di regalare premi a singole persone che controllano totalmente le assemblee e le rendono supine non produce buon governo ma solo degenerazione politica e partitica.
    Per questo motivo ho fortemente criticato la sentenza della corte costituzionale che ha giustificato un premio di lista in un comune sotto i 5 mila abitanti che ha trasformato il 28% dei voti presi da un candidato sindaco,e ottenuti con una bassa affluenza, nel 60% dei seggi.
    La costituzione deve valere dal più piccolo dei comuni fino al voto per le elezioni europee, non è che siccome il comune è piccolo si trasforma nella terra di nessuno.
    Non è uguaglianza del voto e non è nemmeno ragionevole.
    Una sentenza di questo tipo ci porta fuori da una repubblica democratica.

     
  • giamps78 18:07 il 8 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il P.D. non si azzardi a fare decreti sulla legge elettorale e il P.D.R. non si azzardi a firmarli 

     

    L’articolo 72 ultimo comma della costituzione vieta la promulgazione di decreti in materia elettorale.
    La procedura normale di esame e di approvazione è sempre adottata per le leggi elettorali.
    La “procedura normale” è l’esatto opposto della “necessità ed urgenza” richiesta ai decreti legge e la possibilità del governo di auto delegarsi nel disegnare i collegi,visto che il consultellum usa ancora il censimento del 2001.
    Spero che il presidente della repubblica,ancorché eletto a tale ruolo con i voti non segreti del partito democratico, nonché ex presidente della corte costituzionale, sia coerente con la sua storia politica, anche se ciò ultimamente non è avvenuto, e non firmi questo ennesimo atto di violenza nei confronti delle istituzioni repubblicane che lui dovrebbe difendere.
    Semmai ci fosse stato un dubbio di incostituzionalità su un voto di fiducia governativo riguardante la legge elettorale denominata italicum, e io dubbi a tal proposito non ne ho mai avuti.
    Semmai ci fosse il dubbio sulla costituzionalità di un voto di fiducia governativo non su un singolo emendamento come fece il governo Andreotti riguardo all’elezione diretta dei sindaci nei comuni, quando la DC bocciò quella singola proposta,quel singolo emendamento.
    Semmai vi fosse il dubbio, che io non avevo, su un voto di fiducia su un maxi emendamento che aveva il compito di riscrivere l’intera legge elettorale impedendo di fatto il diritto costituzionale dei senatori e dei deputati di presentare modifiche ad una legge elettorale, altro che procedura normale di approvazione…
    Qui non ci può essere dubbio, perché mai nella storia della repubblica è accaduto questo.
    Se Mattarella firmasse un siffatto decreto sarebbe certamente imputabile di alto tradimento, presso il tribunale del popolo sovrano.
    Semmai il partito democratico osasse fare una cosa del genere dovrebbe essere sciolto e ne dovrebbe essere vietata la sua riorganizzazione sotto qualsiasi forma.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 10:04 il 28 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sui #voucher il pasticcio Boschi-Gentiloni è “servito”! 

    Il decreto per abolire i voucher è stato fatto con l’unico intento di evitare il referendum,questo non l’ho insinuato io ma lo ha candidamente ammesso il presidente del consiglio dei ministri Paolo gentiloni.
    A parte il fatto che io non ho notizia di una eventuale conversione eseguita dalle camere,pertanto entro 60 se tale decreto dovesse decadere avrebbe in ogni caso luogo tale referendum in quanto gli effetti di tale legge verrebbero meno retroattivamente.
    Ma può essere che lo abbiano già convertito e che il sottoscritto sia disinformato.
    Certamente se il decreto fosse ancora da convertire dubito che la scelta più opportuna sarebbe quella di modificare le politiche sui voucher tramite un’altra legge,la manovrina chiesta dall’Europa, e non invece tramite una modifica diretta di tale decreto.
    Infatti è tale decreto ad aver fatto sospendere il referendum e la corte verifica su tale decreto se effettivamente il referendum abbia perso la sua ragione d’essere e dunque su tale decreto andavano inseriti questi nuovi voucher che il governo sta pensando di introdurre cambiando nome e aumentandoli da 10 a 12,5 euro per ora lavorata, senza però che possano essere acquistati in tabaccheria.
    Il ministro Finocchiaro dice che chi parla di reintroduzione dei voucher dice una cosa non vera, perché questi non sono voucher.
    O ci ha presi per stupidi oppure il governo sta mostrando per l’ennesima volta l’arroganza del potere.
    L’Italia non può permettere un referendum,siamo arrivati a questo punto.
    Altro si che la svizzera,qui studiano di notte come fare per evitare che il popolo possa decidere se questi voucher debbano o non debbano essere aboliti.
    Aboliti,non è che poi arriva la boschi o gentiloni e li reintroducono.
    La corte costituzionale più volte ha detto che se un argomento è stato oggetto di referendum abrogativo esso diventa vincolato rispetto alle leggi successive di modo che la volontà popolare non sia traviata dal legislatore,salvo che non vi sia stato un cambiamento di scenario che giustifichi tale cambiamento.
    Qui che cambiamento di scenario c’è stato?
    Sono passati 30 giorni da un decreto di abolizione della disciplina…
    Prima ci deve essere il referendum,poi a seconda dell’esito il governo può agire di conseguenza.

    Non si può fare un decreto governativo che pur di evitare un referendum crea un buco normativo e poi colmare questo buco reintroducendo ciò che il referendum voleva abrogare!
    Se ora c’è un vuoto normativo in agricoltura e nei lavori famigliari c’è un solo colpevole: Il governo che ha tentato di fare il furbo con dei giochettini di una scorrettezza assoluta.
    questa reintroduzione poteva anzi doveva trasformarsi in emendamenti governativi al decreto che ha eliminato i voucher ed essere subito dopo sottoposto al vaglio della corte che avrebbe poi stabilito per l’eventuale decadenza dei referendum.
    E allo stesso modo dopo il referendum,in caso di vittoria del “si” e di superamento del quorum la corte avrebbe potuto prendere al vaglio questi nuovi voucher e dire se vanno contro la volontà popolare.
    Quello che ha fatto il governo rappresenta uno smacco non solo al popolo detentore della sovranità ma anche alla corte costituzionale stessa.
    Un consiglio: Si faccia questo referendum il più presto possibile,tanto il quorum non sarà superato…

     
  • giamps78 14:05 il 24 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Appello a Sergio Mattarella affinché sui #vaccini Fermi il clima di terrore,non possiamo essere servi del new York Times 

    Il presidente della repubblica come guardiano della costituzione e deve far rispettare il principio della libertà di parola e di opinione.
    Su un tema delicato come quello dei vaccini il governo sta agendo con una violenza inaudita.
    Vengono radiati medici per il solo fatto di aver espresso perplessità sui vaccini.
    Il presidente della repubblica ha l’obbligo di garantire la libertà di espressione e di far reintegrare quei medici impedendo che questa violenza si perpetui.
    Mattarella è anche presidente del consiglio superiore della magistratura, cosa succederebbe se fossero radiati tutti i giudici che esprimono perplessità sulle leggi dello stato o leggi di cui sta discutendo il parlamento?
    Succederebbe il finimondo, infatti e normale per i giudici esprimere perplessità o addirittura dire che le leggi non funzionano.
    Ad esempio,radiate anche il P.M. WoodCook che ha parlato di liberalizzazione delle delle droghe leggere ed ha espresso perplessità sull’attuale legge.
    Mi pare che qui si sia superato il limite e nessun medico può essere radiato per opinioni liberamente espresse al di fuori del proprio orario di lavoro,senza che queste siano punibili da alcun giudice in quanto non costituiscono reato.
    Neanche l’avessero solo licenziato ,il che sarebbe comunque discutibile,lo hanno radiato cioè gli hanno tolto la possibilità di continuare a svolgere la sua professione.
    Per fermare questa violenza inaudita che ha creato un clima di terrore degno della corea del nord o della Turchia, è necessario l’intervento del garante della costituzione con un richiamo esplicito alle camere durante l’esame di un decreto che il presidente della repubblica non avrebbe nemmeno dovuto firmare.
    Il new York time ordina ed i servi obbediscono dicendo che vi sono i requisiti di necessità ed urgenza dettati da un articolo di giornale,questa è l’Italia,una colonia statunitense

     
  • giamps78 11:23 il 24 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Con il sistema elettorale tedesco ci possono essere larghe intese anche superando il 40% 

    Il rosatellum è stato adottato come testo base dalla commissione affari costituzionali della camera dei deputati, ma ora si pensa ad un grande accordo non più su uno pseudo sistema tedesco ma bensì sul vero sistema tedesco.
    1)faccio notare che in germania il “modello elettorale tedesco” è applicato ad una singola camera e alle singole regioni,non invece ad entrambe le camere.
    Entrambe le proposte in campo,”rosatellum” o “berlusconellum”, hanno lo sbarramento nazionale al senato calcolato su base nazionale, cosa che non accade in germania e dovrebbe essere incostituzionale pure in Italia, Carlo Azelio Ciampi dixit.
    2)Se è vero che queste due proposte hanno in comune la percentuale di collegi uninominali, ovvero il 50%, è anche vero che entrambe differiscono in maniera evidente dall’autentico sistema tedesco.
    Quest’ultimo non solo non ha le coalizioni ma disincentiva pure le accozzaglie dei listoni unitari  in quanto un autentico scorporo toglie seggi proporzionali alle forze politiche che vincono nei collegi.
    Questo rende praticamente inutile fare listoni perché il gioco non vale la candela e difatti la sommatoria di CDU e CSU alle ultime elezioni ha fatto superare alla merkel il 40% dei voti ma non gli ha dato la maggioranza dei seggi, in quell’unica camera, il bundestag, dove si vota il giorno delle elezioni.
    In più se si sommano i seggi di verdi,sinistra sinistra e socialisti si ottiene la maggioranza assoluta dei seggi, di poco, di 5 o 6 seggi.
    Quindi teoricamente la merkel che era stata data grande vincitrice senza la grande coalizione non sarebbe stata cancelliera e avrebbe potuto essere all’opposizione.
    Ed è probabilmente quello che accadrà in Italia con il movimento 5 stelle all’opposizione anche se ottenesse addirittura il 42-44% dei voti a meno che non decida di allearsi dopo il voto, il che forse non sarebbe così negativo…
    Ma senza sbarramento i liberali sarebbero riusciti ad entrare nel bundestag e non ci sarebbe più stato bisogno di larghe intese,esattamente il contrario di quanto si afferma a proposito dello sbarramento.
    A tal proposito faccio notare che i socialisti in Italia hanno trovato “unità” dal 1956, in assenza dello sbarramento, e sono tornati a dividersi dal 1994 quando lo sbarramento ed i collegi uninominali sono stati introdotti.
    senza fare modifiche.

    In ogni caso nell’autentico modello tedesco non ci sono le coalizioni e ognuno corre per se.
    Se invece si mettono le coalizioni come nel rosatellum, si abbia almeno la decenza di impedire che chi si candida nei collegi uninominale si possa candidare anche nella parte proporzionale magari in liste bloccate ma al limite si ripeschino i migliori perdenti nei collegi uninominali come accadeva nel senato uninominale durante la prima repubblica.
    Il porcellum aveva i nominati, il rosatellum pare avere i super nominati, visto che se qualcuno nell’uninominale raccoglie zero voti può comunque essere eletto nelle liste bloccate proporzionali.
    Una vera e propria spartizione di poltrone.
    A questo punto potremmo modificare l’articolo 1 della costituzione in: “la sovranità appartiene alle segreterie di partito elette dal popolo attraverso gazebo di piazza”.
    Questo peraltro peggiora la situazione all’interno del parlamento per quanto riguarda i transfughi.
    Difatti è con i sistemi post-1994 privi di preferenze che si sono creati gruppuscoli grazie alle trattative tra segreterie di partito con la spartizione reciproca dei collegi sicuri.
    È con il porcellum, cioè con le liste bloccate e la sovranità totalmente in mano alle segreterie di partito che ci sono stati oltre 300 cambi di casacca in una sola legislatura e la creazione dal nulla di gruppi che nessuno aveva votato nelle urne e che nessuno si sarebbe mai immaginato di votare.
    Ha più senso che il gruppo “grandi autonomie” ottenga un solo seggio ma con voti veri,in  un parlamento privo di sbarramento, piuttosto che possa arrivare a 20 deputati ottenuti raggruppando transfughi da ogni dove ma senza essersi presentato agli elettori.
    Mi pare sia buonsenso…
    Nella prima repubblica cose del genere non sono mai accadute,quindi finiamola di dire che la colpa è dello sbarramento troppo basso e che la colpa sono le preferenze che risultano totalmente assenti da oltre 20 anni.
    Gli apparati di partito sono il problema, e questi apparati un domani toglieranno pire l’assenza del vincolo di mandato dalla costituzione,come se non bastassero tutti i danni che hanno già fatto,stiamo uscendo dal solco democratico.

     
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