Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 17:41 il 10 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ironlev: La levitazione magnetica. qualche suggerimento di modifica al Progetto 

    A.p.
    Mentre cercavo di postare questo articolo su internet ed ero seduto tranquillamente su una panchina di marmo del centro storico, mi si è avvicinato un poliziotto della volante 1 della questura di belluno, per chiedermi i documenti,proprio a me, ferma la macchina e ci sono altre 7 o 8 persone a li ferme sulle panchine ma lui punta me.
    Lo riconosco , è sempre il solito che mi ha puntato altre volte, invece di prendere ladri,farabutti e spacciatori si fermano per me,ero chiaramente indispettito sentendomi preso di mira.
    Bene,ora ho una denuncia penale, chiusa parentesi.

    Ironlev è un rivoluzionario sistema che permette di far lievitare dei treni grazie a dei magneti permanenti,senza che sia utilizzata energia elettrica,e quindi a differenza dei treni giapponesi che sfrecciano a 600 km/h ha un costo notevolmente inferiore.
    Dice un tal ghirotto, che ironlev è in grado di far andare sui binari perfino un automobile priva di ruote,facendola lievitare.
    Ora farò una serie di supposizioni:
    Se invece di puntare a sollevare le automobili si puntasse a togliere loro solamente 200 o 300 kg di peso,evitando così di togliere loro le ruote?
    Così facendo il mezzo avrebbe un peso inferiore e dunque inquinerebbe e consumerebbe di meno.
    Supponiamo che un sistema del genere venga messo su un’autostrada,con i magneti messi sotto l’asfalto in modo tale da risultare del tutto invisibili.
    e già che ci siamo magari si può supporre di avere messo su quello stesso asfalto anche una ricarica elettrica ad induzione, in modo che le auto elettriche possano percorrere centinaia di km e uscire dall’autostrada ancora cariche..
    Chi fa l’investimento sa che poi l’utente ottenendo un risparmio nel carburante sceglierà ancora quel servizio anche se il prezzo è più alto.
    Supponiamo ora di avere un tratto di un solo km 1 km dove è applicato questo sistema.
    Lo ricordo,i magneti sono permanenti, non serve energia elettrica per ridurre di 200 kg il peso del mezzo.
    Supponiamo in quel km di portare la velocità del mezzo da 30 km orari a 150 km orari, ed evidentemente avendone un risparmio di carburante rispetto allo tesso tratto di strada privo di questo sistema.
    Ora però,se esco gradualmente da quel km, la mia velocità è ancora di 150 km orari, non ho una restituzione retroattiva di quanto precedentemente risparmiato, ho solo un fabbisogno maggiore per mantenere tale velocità.
    cioè un ritorno alle condizioni “normali” di consumo.
    C’È però una differenza, sto viaggiando a 150 km orari ( s fosse un volano sarebbero giri al minuto) e se suppongo di avere un sistema per il recupero dell’energia in frenata, recupererò maggiore energia.
    Diciamo che in similitudine questo sistema è paragonabile ad una salita ed una discesa, con maggiore e minore sforzo, maggiore e minore velocità, ma se avessi una lunga discesa il recupero dell’energia in frenata lavorerebbe a pieno regime.
    Inutile continuare, credo che il concetto sia già abbastanza chiaro.
    Sia tramite magneti permanenti sia tramite quelli non permanenti,con una corrente che varia a seconda del peso del singolo mezzo da sollevare, secondo quanto prestabilito attraverso un software, si possono elaborare sistemi per un efficentamento.
    In questo caso però non credo si possa ancora parlare di motore magnetico.

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  • giamps78 10:02 il 29 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’auto del futuro potrebbe essere elettrica alimentata da un motore endotermico a giri costanti 

     

    Supponiamo di avere una vettura ibrida, con un motore endotermico ed uno elettrico al proprio interno.
    Sappiamo che il motore elettrico ha un rendimento molto alto e che quello endotermico a certe condizioni ha rendimenti migliori, in altre altre peggiori,ad esempio in città rende me o che nelle strade a lunga percorrenza.
    Sappiamo inoltre che non ci sono ancora molte colonnine per la ricarica elettrica, e che serve tempo per una ricarica, che le batterie sono costose e che nel tempo perdono rendimento alimentando sprechi ed anche con gli ultimi progressi tecnologici hanno comunque dei limiti rispetto alle automobili tradizionali ad esempio nella durata della carica,inoltre le linee elettriche fanno comunque perdere circa un 10% dell’energia prodotta alla fonte durante il trasporto.
    Queste sono le premesse per creare l’autovettura ibrida nella quale il motore endotermico funziona a giri costanti.
    C’È un punto nel quale il rendimento è maggiore se si utilizza benzina per creare energia elettrica e far funzionare l’autovettura.
    Ovverosia l’automobile risparmierà carburante se questo invece di essere utilizzato dal motore endotermico fosse trasformato da quel motore in energia elettrica e poi utilizzato dal motore elettrico per far avanzare il mezzo.
    La teoria dei giri costanti dice che, nel mentre l’auto è ferma al semaforo il motore endotermico continua a funzionare a giri costanti alimentando quello elettrico per la successiva ripartenza.
    In pratica non sarebbe più il motore endotermico a far muovere direttamente il mezzo ma a questo ci pensa quello elettrico.
    Il motore endotermico dovrà allo stesso tempo avere una efficienza massima e avere costi limitati.
    Difatti verrebbe costruito senza alcune parti che oggi invece risultano fondamentali.
    Non servirà ad esempio il cambio, appunto perché girerà su una sola marcia, o al massimo due se proprio si vuole prevedere la guida “sportiva” e c’è necessità di fornire maggiore energia al motore elettrico.
    Le batterie non avranno bisogno di essere super elaborate e costose  proprio perché si punta ad utilizzare subito in loco l’energia prodotta all’interno del range di funzionamento tra l’energia fornita da un motore e l’energia assorbita dall’altro.
    Penso che si potrebbero fare 50 km con un litro di carburante ai quali si potrebbe arrivare ad aggiungere anche il recupero dell’energia in frenata.

     

     
  • giamps78 07:32 il 11 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #irma: Costruire “droni dissipatori di energia” è meno complicato che costruire F35 militari! 

     

    So che se non si parla di petrolio,bombe o imperialismo è difficile che gli U.S.A. si impegnino a fare qualcosa…
    Ma in linea teorica sarebbe possibile assorbire tutta l’energia sprigionata da un uragano dissipandola e facendolo scomparire.
    l’uragano ha anche un punto debole: L’occhio.
    Nell’occhio del ciclone, o in questo caso dell’uragano c’è una sostanziale calma e dunque non c’è il rischio che il marchingegno che dobbiamo costruire abbia a rompersi, a patto di spostarsi nella direzione dell’uragano per rimanere sempre nel suo centro.
    Quindi una specie di “drone dissipatore” volando sopra all’uragano potrebbe calarsi nel suo centro senza essere minimamente colpito dalla forza dei suoi venti.
    Il drone dissipatore una volta entrato nell’occhio può scendere sempre più in basso e tramite dei dispositivi ad aria compressa potrebbe non toccare mai la superficie mai la superficie mantenendosi stabile.
    Il drone deve cercare di l’energia dal vento trasformandola in  rotazione di eliche nel senso di rotazione opposto a quello dell’uragano in modo da generare una leggera ma costante opposizione.
    se questo non è possibile, si deve semplicemente dissipare l’energia catturata, o magari usata per raffreddare le acque sopra cui verosimilmente si trova l’uragano.
    Dal drone potrebbero uscire delle palette orizzontali che vanno a ruotare come fossero delle pale eoliche orizzontali che assorbono energia, mentre nella parte superiore potrebbero esserci le eliche che girano in senso opposto e dissipano l’energia creata dalle prime..
    Anche se,sempre in linea teorica, in un futuro prossimo l’energia sara trasportabile al di fuori dell’uragano presso una serie di super-centrali elettriche, questo oggi non è possibile.
    Il punto è che le palette orizzontali del drone devono essere allungabili ed entrare nel vortice quel tanto che basta per riuscire ad assorbirne l’energia senza però compromettere la stabilità del marchingegno.
    Ovviamente non si sta parlando di assorbire e dissipare tutta l’energia in 5 minuti, ma ogni kW assorbito è stato complessivamente sottratto alla forza distruttiva.
    Voglio dire, chi sta cercando di costruire robot per andare sul pianeta Marte che spende tutti quei soldi per la ricerca…
    Un drone dissipatore costerebbe meno di un F35 e sarebbe costruito per evitare distruzioni, non per crearle, generando pure ingenti risparmi nelle ricostruzioni post-evento.

     
  • giamps78 09:24 il 13 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’acqua “super-ionizzata” per far funzionare le vetture ad idrogeno 

    E se si creasse l’acqua “super ionizzata”?
    Oggi c’è un grosso problema che impedisce alle vetture ad idrogeno di prendere piede: La pericolosità dell’idrogeno che costringe ad avere dei distributori appositi,delle costosissime bombole per l’immagazzinamento, i problemi di accumulo.
    L’acqua invece è l’esatto opposto e scorre libera.
    Perché dunque non creare dell’acqua “super ionizzata” e magari anche metterci dentro del glicerolo creando questo carburante del futuro che alimenta le vetture ad idrogeno?
    Si evita di costruire l’infrastruttura dell’idrogeno,le bombole,gli accumulatori…
    Tutte cose costose che frenano l’utilizzo delle auto e le rendono più costose.
    Tutto quello che serve è la creazione di una specifica acqua che accumuli cariche elettriche ma resti comunque acqua,una sorta di “batteria” invisibile che si potrebbe appunto chiamare acqua super ionizzata e può essere trasportata dalle attuali autobotti che riforniscono gli attuali distributori.
    Poi l’idrogeno viene creato direttamente dall’auto utilizzando pochissima corrente elettrica, infatti tutta l’altra corrente elettrica è già stata inserita nell’acqua e dunque l’auto non avrà bisogno di bombole e sarà dunque meno costosa.

     
  • giamps78 08:14 il 12 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Petizione on line per vietare gli allevamenti di galline in “batteria” consentendo solo allevamenti “a terra” 

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    firma la petizione per Vietare gli allevamenti di polli e galline in batteria, permettere l’esistenza solo degli allevamenti a terra.

    la pratica industriale disumana degli allevamenti in batteria va vietata , polli e galline per tutta la loro vita non vedono nemmeno la luce del sole e sono bloccate per tutta la loro vita in 15 cm di spazio.

    polle e galline devono essere allevati a terra, devono aver diritto al loro spazio vitale con delle condizioni decenti.

    le uova costeranno di più?

    certo che si, 5 centesimi a uovo, ma abolendo la concorrenza sleale e disumana degli allevamenti in batteria si abbasseranno anche i costi degli allevamenti a terra perché le uniche uova vendute saranno quelle provenienti dagli allevamenti a terra e dunque il costo si abbasserà grazie all’aumento del numero delle vendite.

    ll trattato internazionale di libero scambio non permette di abolire gli allevamenti a batteria?

    non è vero, c’è sicuramente una clausula che parla di diritti e questi diritti devono valere anche per le galline e per i polli.

    http://www.giamps78.wordpress.com

    Firma la petizione per vietare l’allevamento di polli e galline in batteria(versione italiana):
    https://www.petizioni24.com/no_allevamenti_galline_in_batteria

    English version:
    https://www.change.org/p/giamps-ban-chicken-farms-in-batteries-allow-only-farms-on-the-ground

     
  • giamps78 15:22 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli di elicotteri elettrici anti-incendio con idranti a pressione variabile 

     

     

    La velocità, la precisione e la quantità di acqua “sparata” dagli idranti determinano anche la capacità di spegnimento dell’incendio e sulle zone impervie ad esempio le montagne,nonché sui piani alti di un grattacielo, possono essere caratteristiche essenziali.
    C’È bisogno di un mezzo aereo che sia maneggevole e che possa essere utilizzato per spegnere gli incendi.
    Il mezzo giusto potrebbe essere un elicottero elettrico, dotato di idranti a pressione variabile.
    L’elicottero potrebbe funzionare grazie ad un motore elettrico ma ovviamente non può supportare un peso troppo elevato come ad esempio 10 mila Kg dovuti al peso d’acqua che si intende trasportare, altrimenti aumenta di pericolosità e perde di maneggevolezza.
    Pertanto si potrà sfruttare l’idrogeno che pesa 10 volte di meno dell’acqua e può essere messo sotto pressione all’interno di specifiche bombole, raffreddate tramite l’energia elettrica.
    Sull’elicottero dovrebbero esserci poi numerose membrane a scambio protonico (PEM) , che utilizzando l’idrogeno producono acqua ed energia elettrica.
    L’acqua verrà quindi creata in volo dalle PEM e l’energia elettrica verrà utilizzata per far funzionare l’elicottero.
    Ovviamente per ottenere quei 10 mila litri d’acqua da quell’idrogeno e farlo in breve tempo sarà necessario produrre una massiccia quantità di energia elettrica la maggior parte della quale non sarà utilizzata dall’elicottero in volo.
    Pertanto saranno necessarie delle super batterie in modo da non perdere quella massiccia quantità elettricità di energia elettrica.
    Inutile dire che se l’incendio è massiccio sarà necessaria una gigantesca capacità di idrogeno ma soprattutto delle batterie che devono godere dell’intercambiabilità.
    Il pieno di idrogeno teoricamente si fa in brevissimo tempo e questo può aiutare molto per evitare perdite di tempo durante l’emergenza.
    una volta che l’incendio sarà domato e l’elicottero tornerà in garage, l’energia accumulata dalle batterie potrà essere utilizzata dalle PEM dell’elicottero nel processo opposto, verrà utilizzata quell’energia elettrica per ricaricare le bombole di idrogeno.
    Al limite per compensare la forza esercitata dagli idranti durante le operazioni di spegnimento degli incendi potrebbe essere necessario montare degli stabilizzatori inerziali automatici ad esempio ad aria compressa.
    Inoltre la enorme precisione dovuta alla vicinanza di un elicottero all’obbiettivo,cosa non possibile utilizzando un canader, fa pensare che sia possibile  sganciare delle vere e proprie “bombe d’acqua” o dei materiali o delle polveri che possano fermare o contenere gli incendi.

     
  • giamps78 19:00 il 2 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , dragon system, gas to liquid, GTL, , inquinamento, , , shell, ultimate cell   

    La tecnologia Gas to liquid (GTL) è l’ultima fregatura propinata delle compagnie petrolifere 

     

    Prendono del metano dal sottosuolo e ottengono diesel che inquina meno.
    Questa è la spiegazione in breve della tecnologia GTL.
    In pratica è la solita fregatura che ci vogliono rifilare, facendoci credere che i danni ambientali vengono ridotti, cosa falsa visto che si continua ad estrarre metano dal sottosuolo.
    Poi hanno anche l’ardire di chiedere degli incentivi fiscali perché questa trasformazione costa il 30% in più e vorrebbero pure una defiscalizzazione.
    Affermano inoltre di Creare il GTL attraverso il processo di fisher-tropsch, ma utilizzare questo processo continuando ad estrarre il metano dal sottosuolo rappresenta un insulto al buon senso.
    Il processo di fischer-tropsch merita certamente uno sconto fiscale nel momento in cui si produce carburante tramite CO2 già presente in atmosfera, creando così un ciclo “chiuso” virtuoso.
    Non può in alcun modo applicarsi nel caso del GTL che estrae appositamente metano dal sottosuolo e quindi butta nuova CO2 in atmosfera.
    Lo sconto fiscale sul GTL ci potrebbe essere al limite quando si utilizza bio metano,ovvero quando si ricicla metano ottenuto da un bio-digestore, ad esempio dalla fermentazione anaerobica degli scarti di cibo o dell’erba tagliata in quanto si resta all’interno di un ciclo chiuso della CO2.
    Sappiamo che oggi con energia elettrica e CO2 si possono creare carburanti sintetici, questi meritano certamente gli sconti fiscali, che non vanno dati a chi crea il carburante estraendo dal sottosuolo la materia prima.
    Secondariamente, ma non troppo, c’è un sistema molto piu semplice per ottenere lo stesso risultato del GTL senza chiedere alcuno sconto fiscale anzi riducendo il consumo del carburante e riducendo anche le emissioni fino al 90%.
    Oggi ognuno di noi può già consumare ed inquinare meno, gli basta installare una di quelle scatolette che tramite l’energia della batteria producono una piccolissima quantità di idrogeno che ottimizza la carburazione.
    Ci sono varie marche si va dalla ultimate cell (azienda portoghese) all’italiana dragonsystem,  che nel comune di Soverato ha equipaggiato le auto della polizia locale.
    ecco la nota del  sindaco di Soverato, Ernesto Alecci:

    “Il 12 novembre 2016 è stata presentata presso la Sala Consiliare del Comune di Soverato una nuova iniziativa imprenditoriale (la società si chiama Dragonsystem) realizzata sul nostro territorio, a cura di un gruppo di giovani professionisti. Il progetto consiste nella realizzazione ed installazione di impianti ad idrogeno su motori benzina, diesel e GPL di qualunque cilindrata, per auto, camion, autobus, barche, generatori di corrente, trattori, ruspe, ecc

    Sono felice di constatare come anche nella nostra difficile realtà dei giovani imprenditori abbiano avuto l’ardire di investire e credere in un progetto innovativo che è volto alla tutela dell’ambiente.
    Ho da subito sposato l’idea progettuale facendo installare uno di questi impianti su un mezzo della Polizia Municipale.
    A distanza di circa tre mesi l’impianto ha prodotto un risparmio di carburante del 30% ma soprattutto ha abbattuto le emissioni di CO2 del 90%. Inoltre il mezzo è migliorato in termini di prestazioni e fluidità di marcia.
    Sono fiero di questa iniziativa e auspico a questi giovani, ed a tutti quelli che hanno la voglia di investire e credere nel loro futuro ed in quello del territorio nel quale vivono, le migliori fortune restando a loro disposizione per ogni iniziativa che possa supportarli nel loro cammino imprenditoriale.”

    Com’è facile comprendere si tratta di un investimento che si ripaga da solo e non c’è bisogno di sperare che il prezzo del petrolio salga stabilmente sopra ai 60 dollari per poter fare l’investimento con la tecnologia GTL come invece afferma la compagnia petrolifera shell.
    Anzi,montando questi apparecchietti si abbasserà ulteriormente il prezzo del petrolio migliorando la bilancia commerciale estera con i paesi esportatori di petrolio.
    Ovviamente ridurre del 30% il consumo del carburante è solo un primo ma fondamentale passo nella giusta direzione.
    Infatti meno se ne consuma meno si è da esso dipendenti.
    La mossa successiva è defiscalizzare l’autoproduzione senza che sia comprato all’estero, ma autoproducendo quello che proviene da un ciclo chiuso non utilizzando quello estratto dal sottosuolo

    p.s.

    alte che gas to Liquid, la vera rivoluzione è power to gas:

    http://m.tio.ch/finanza/borse-e-mercati/1153219/alpiq-punta-sull-idrogeno–vuole-incrementare-attivita–power-to-gas-

     
  • giamps78 14:54 il 9 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    La robotizzazione che andrebbe fatta: “fabbriche di divisione dei rifiuti” per far chiudere i termovalorizzatori e discariche 

    Sono già passati 9 anni da quando,per la prima volta, ho proposto la costruzione delle “fabbriche di divisione dei rifiuti”.
    C’È un costo iniziale, nella programmazione e nell’investimento dell’infrastruttura, ma poi c’è un calo dei costi con l’aumento oltre il 90% della raccolta differenziata,con minori costi per i comuni e per i cittadini.
    Una fabbrica di divisione dei rifiuti può essere manuale o automatizzata.
    Nell’epoca dei software sempre più sofisticati è possibile che dei robot riescano a riconoscere i rifiuti dividendoli nel modo corretto.
    È un software che si può implementare nel tempo, quindi inizialmente fin quado non è autosufficiente e il database non sarà completo dovrà funzionare con la collaborazione umana che interagisce soprattutto nei prodotti sconosciuti.
    Il robot identifica ogni singolo rifiuto e lo pone nella giusta corsia.
    Quindi ogni sacchetto contenente rifiuti inizialmente differenziati dai cittadini passano per questa fabbrica che compie la verifica e ripara agli errori umani elevando la raccolta differenziata a percentuali superiori al 100%.
    Il rifiuto identificato,magari anche grazie al riconoscimento dell’etichetta indicante il materiale,può poi essere tagliato e lavato in modo da diminuire l’ingombro iniziale,poi può essere venduto ad un prezzo superiore all’attuale perché si trova in condizioni migliori ed ha una qualità superiore.
    Addirittura ci sarebbe la possibilità,su richiesta di specifiche aziende,di restituire le confezioni vuote dello stesso identico prodotto per effettuare un riciclo a “ciclo chiuso” di determinate confezioni utilizzando i medesimi materiali di partenza per fare nuove confezioni future, in modo da avere un riciclo specifico avente un prezzo ed una qualità superiori.
    Insomma,nell’epoca della tecnologia si potrebbe facilmente coniugare l’esigenza ambientale con l’incremento dei prodotti venduti creando un ciclo virtuoso e in pratica, facendo chiudere i termovalorizzatori e le discariche.
    Ma per ottenere pienamente questo obbiettivo servono anche leggi che eliminino l’IVA sui prodotti ottenuti con materiale riciclabile all’infinito(ad esempio l’alluminio) e la dimezzino per i prodotti creati con materiale che è riciclabile ma solo per un certo numero di volte, mentre si alza l’IVA per tutti i prodotti che contengono al loro interno, o che siano confezionati con materiale non riciclabile, che finisce nel rifiuto secco.
    Stanno robotizzando tutte le linee produttive creando prodotti sempre più difficili da realizzare e creano software per far guidare da sole le autovetture,non posso credere che non siano in grado di robotizzare lo smaltimento dei rifiuti?

    p.s.

    Fabbrica di divisione dei rifiuti” oltre a far chiudere discariche-inceneritori permette di arrivare a autarchia su materie prime importate.

     
  • giamps78 12:45 il 7 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Proposta: Il solare termodinamico “verticale” 

    Le capacità di produrre energia elettrica tramite il solare termodinamico potrebbero aumentare anche del 20% se al posto di essere costruito orizzontalmente fosse costruito verticalmente.
    Infatti oltre a sfruttare il cambio di pressione si può anche sfruttare l’altimetria per far funzionare a pieno regime le centrali idroelettriche che risultano già costruite.
    Già oggi infatti queste centrali pompano acqua dal basso per farla risalire, ma per fare questo utilizzano un grande quantitativo di corrente elettrica, che arriva dall’estero ed è prodotta con il nucleare.
    Ma se tale acqua fosse vapore e fosse sotto pressione potrebbe risalire il bacino in molto meno tempo e con un fabbisogno energetico molto inferiore.
    Dal punto di vista dell’impianto termodinamico non c’è alcuna dissipazione di energia,solo che invece che essere orizzontale è verticale, cioè la produzione termodinamica si farà in cima al bacino e poi inoltre vi sarà anche la produzione elettrica tramite le turbine della centrale che sfruttano il dislivello.
    Solitamente sul fondo della centrale idroelettrica vi è sempre un bacino di scarico artificiale.
    Al di sopra del livello di tale bacino vi è tutto lo spazio per costruire la centrale termodinamica,infatti i raggi del sole che colpirebbero tale bacino artificiale possono essere facilmente concentrati verso l’impianto termodinamico.
    Chiaramente più l’acqua che scende dal bacino idroelettrico è calda meno energia servirà per ritrasformarla in vapore acqueo.
    E altresì chiaramente non è pensabile che tale acqua sia mescolata al resto dell’acqua presente nel bacino,altrimenti si avrebbe uno spreco di energia.
    Semplicemente con una piccola modifica si costruisce una seconda corsia che permette di avere un ciclo chiuso tramite il termodinamico.
    Quindi ribadisco,si tratterebbe si sfruttare due forze, all’energia prodotta normalmente dal solare termodinamico si sommerebbe quella idroelettrica che sfrutta la gravità.
    Ovviamente più è alto il salto quindi la differenza altimetrica più sarà elevata la produzione di energia.
    Volendo si può costruire anche un piccolo modello in scala,ma chiaramente non sarà esemplificativo della reale produzione combinata di energia elettrica.
    Ovvio che poi al posto dell’acqua si potrebbero usare altre sostanze tipo ammoniaca ma se il ciclo non è chiuso e se c’è l’evaporazione naturale si crea un grosso danno ambientale.
    Giampaolo

     
  • giamps78 08:41 il 31 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’assoluta incapacità di Trump mette in cattiva luce le genuine politiche protezioniste 

    Se c’è una persona che sta svilendo le politiche protezionistiche facendole odiare ai cittadini questa è Ronald Trump.
    Credo che mai nessun politico sia mai riuscito a dimostrare tutta la sia incapacità in così pochi giorni di distanza dal proprio insediamento come è riuscito a fare lui.
    Tre cose si era impegnato a fare concretamente: Il muro col Messico,la riforma dell’obamacare, il blocco dei migranti.
    Due di questi tre sono già stati bocciati sonoramente.
    Il congresso a maggioranza repubblicana ha bocciato la riforma dell’odiato obamacare che Trump aveva proposto.
    Faccio notare che la vittoria alle elezioni si deve proprio a causa dell’entrata nella campagna elettorale di questo tema mai trattato da Trump in precedenza ed utilizzato per superare la Clinton nelle ultime settimane.
    Una bocciatura come questa rappresenta,da sola,il fallimento della presidenza visto e considerato che sono stati gli stessi repubblicani a votare per tenere l’obamacare.
    Un deputato repubblicano ha affermato: “non ho mai visto una legge scritta peggio di questa” e non si riferiva all’obamacare ma alla riforma sanitaria proposta da Trump.
    Il tutto è stato condito con la minaccia di far perdere il seggio ai deputati che non avessero votato la sua riforma,dimenticando la divisione dei poteri e l’indipendenza dell’un potere rispetto all’altro.
    In questo Trump somiglia tantissimo a renzi, quando bighellono tra i banchi della camera dei deputati minacciando la fine anticipata della legislatura se non fosse stata votata la sua riforma costituzionale poi bocciata sonoramente dal referendum malgrado il quesito truffaldino che ha portato milioni di persone a votare per l’approvazione di tale riforma.
    Il secondo punto,il decreto per il blocco dell’immigrazione da 6 paesi a maggioranza islamica è stato reiterato due volte e due volte è stato bocciato dai giudici statunitensi,altro buco dell’acqua,almeno per il momento.
    Il muro con il messico pare destinato ad “arenarsi”, Trump sta cercando di elemosinare un miliardo al congresso per fare i primi 100 km, ma di questo passo nei prossimi 4 anni non riuscirà nemmeno a farne fare 50!
    Trump ha poi abolito i limiti alle emissioni nocive delle automobili perché, si sa, lui non crede a tutte le baggianate sul surriscaldamento globale e quei limiti danneggiano l’industria.

    E qui ci sarebbe spazio per una Class Action viste le centinaia di migliaia di morti e dell’aumento delle sofferenze respiratorie e allergiche che vi sono ogni anno.
    È un’invenzione pure questa?
    Oppure c’è una relazione l’abolizione del limite alle emissioni e l’abolizione dell’obamacare?
    Ma almeno gli americani avranno il carbone “really clean” per dar lavoro a quei poveri minatori si tornerà alla macchina a vapore…
    Due piccioni con una fava, inserisci il carbone e l’auto viaggia alla grande!
    Aggiungiamoci pure il buco nell’acqua che Trump ha intenzione di fare nei confronti dell’Europa mettendo i dazi al 100% nei confronti di prodotti tipo la vespa piaggio, e questo si pensa sia una ritorsione per la bocciatura effettuata dagli organismi di sicurezza alimentare europea sulla carne “dopata” cresciuta con gli ormoni negli stati uniti.
    Solo che gli scooter piaggio sono prodotti anche in Vietnam,uno stato che ha il costo del lavoro e della vita ben più basso dell’Europa.
    Il risultato finale sarà semplicemente disastroso per gli U.S.A che si ritroveranno i dazi aggirati e gli scooter ad un prezzo ancora più basso dell’attuale provenienti però dal Vietnam, e un commercio con l’Europa,dove esporta molti prodotti, che sarà ridotto.
    Ma perché allora anche i McDonald  non li spostano in Vietnam,dopotutto all’operaio vietnamita,che risulta privo di diritti ma che ha un potere d’acquisto eccezionale ,magari se lo mangerebbe un panino con carne americana dopata!
    A really hot-dog!
    Insomma, il giusto principio protezionistico viene guastato da principianti allo sbaraglio incapaci di  presentare una corretta omogenea ed oggettiva interpretazione e che quindi  lo fanno odiare ai cittadini che vedono solo gli svantaggi.
    Chi osa solo ragionare in quel modo (metto i dazi sugli scooter perché mi bloccano la carne) rappresenta la rovina di ogni futuro protezionistico e autarchico e sta avvelenando i pozzi.
    Risulta poi evidente che debba esserci una differenziazione tra prodotti che possono essere riprodotti indipendentemente dal luogo di produzione e quelli che non possono essere replicati al di fuori di quel luogo.
    E questo ad esempio per l’acqua ma anche per i prodotti equo-solidali che rientrano a pieno titolo nei trattati internazionali e che sono prodotti tipici che non sono “inscatolati” dal taylorismo.
    Un conto può essere uno scooter che può essere riprodotto ovunque e quindi è giusto far aprire una fabbrica in ogni luogo dove esso viene venduto evitando l’accentramento delle produzioni.
    Altro conto ad esempio riguarda l’acqua ad esempio la “san pellegrino” che se venisse interamente prodotta negli stati uniti si potrebbe chiamare ancora san pellegrino ma non sarebbe più san pellegrino.
    Che poi non capisco: Perché la san pellegrino si e tutte le altre acque minerali no?
    Anche qui ci sono gli estremi per un ricorso

    Quello che invece la polotica può fare dovrebbe riguardare tutte le acque importate,e dovrebbe riguardare il solo imbottigliamento e confezionamento,visto che in questo caso la materia prima non può essere prodotta in loco senza diventare un taroccamento.
    in definitiva non è che un presidente possa decidere di favorire le aziende che gli hanno pagato la campagna elettorale e sfavorire quelle che si sono schierate contro la sua elezione  se queste sono le preferite da chi ha votato per i suoi avversari.
    Non mi pare che questo sia il modo giusto di fare politica.
    Bisognerebbe guardare le cifre e guardarla tipologia di prodotti non certo i marchi.
    Un decreto dovrebbe rispettare i vincoli di generalità e astrattezza, il che impedirebbe di inserire nelle leggi il nome dei marchi ma solo la tipologia di prodotto e l’origine che in teoria dovrebbe riguardare tutti i luoghi di importazione ma con percentuali diverse a seconda del costo della vita e del lavoro oltreché la bilancia commerciale.
    Il che significa che un paese come il Vietnam dovrebbe importare di più di quanto esporta verso un paese con più alto costo della vita e del lavoro.
    Quindi risulta inaccettabile e deleterio,se non per ragioni sanitarie o di sicurezza, il blocco o il dazio riferito ad un marchio specifico,senza peraltro osservare la bilancia commerciale..

     
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