Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 09:24 il 13 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’acqua “super-ionizzata” per far funzionare le vetture ad idrogeno 

    E se si creasse l’acqua “super ionizzata”?
    Oggi c’è un grosso problema che impedisce alle vetture ad idrogeno di prendere piede: La pericolosità dell’idrogeno che costringe ad avere dei distributori appositi,delle costosissime bombole per l’immagazzinamento, i problemi di accumulo.
    L’acqua invece è l’esatto opposto e scorre libera.
    Perché dunque non creare dell’acqua “super ionizzata” e magari anche metterci dentro del glicerolo creando questo carburante del futuro che alimenta le vetture ad idrogeno?
    Si evita di costruire l’infrastruttura dell’idrogeno,le bombole,gli accumulatori…
    Tutte cose costose che frenano l’utilizzo delle auto e le rendono più costose.
    Tutto quello che serve è la creazione di una specifica acqua che accumuli cariche elettriche ma resti comunque acqua,una sorta di “batteria” invisibile che si potrebbe appunto chiamare acqua super ionizzata e può essere trasportata dalle attuali autobotti che riforniscono gli attuali distributori.
    Poi l’idrogeno viene creato direttamente dall’auto utilizzando pochissima corrente elettrica, infatti tutta l’altra corrente elettrica è già stata inserita nell’acqua e dunque l’auto non avrà bisogno di bombole e sarà dunque meno costosa.

     
  • giamps78 08:14 il 12 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Petizione on line per vietare gli allevamenti di galline in “batteria” consentendo solo allevamenti “a terra” 

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    firma la petizione per Vietare gli allevamenti di polli e galline in batteria, permettere l’esistenza solo degli allevamenti a terra.

    la pratica industriale disumana degli allevamenti in batteria va vietata , polli e galline per tutta la loro vita non vedono nemmeno la luce del sole e sono bloccate per tutta la loro vita in 15 cm di spazio.

    polle e galline devono essere allevati a terra, devono aver diritto al loro spazio vitale con delle condizioni decenti.

    le uova costeranno di più?

    certo che si, 5 centesimi a uovo, ma abolendo la concorrenza sleale e disumana degli allevamenti in batteria si abbasseranno anche i costi degli allevamenti a terra perché le uniche uova vendute saranno quelle provenienti dagli allevamenti a terra e dunque il costo si abbasserà grazie all’aumento del numero delle vendite.

    ll trattato internazionale di libero scambio non permette di abolire gli allevamenti a batteria?

    non è vero, c’è sicuramente una clausula che parla di diritti e questi diritti devono valere anche per le galline e per i polli.

    http://www.giamps78.wordpress.com

    Firma la petizione per vietare l’allevamento di polli e galline in batteria(versione italiana):
    https://www.petizioni24.com/no_allevamenti_galline_in_batteria

    English version:
    https://www.change.org/p/giamps-ban-chicken-farms-in-batteries-allow-only-farms-on-the-ground

     
  • giamps78 15:22 il 4 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli di elicotteri elettrici anti-incendio con idranti a pressione variabile 

     

     

    La velocità, la precisione e la quantità di acqua “sparata” dagli idranti determinano anche la capacità di spegnimento dell’incendio e sulle zone impervie ad esempio le montagne,nonché sui piani alti di un grattacielo, possono essere caratteristiche essenziali.
    C’È bisogno di un mezzo aereo che sia maneggevole e che possa essere utilizzato per spegnere gli incendi.
    Il mezzo giusto potrebbe essere un elicottero elettrico, dotato di idranti a pressione variabile.
    L’elicottero potrebbe funzionare grazie ad un motore elettrico ma ovviamente non può supportare un peso troppo elevato come ad esempio 10 mila Kg dovuti al peso d’acqua che si intende trasportare, altrimenti aumenta di pericolosità e perde di maneggevolezza.
    Pertanto si potrà sfruttare l’idrogeno che pesa 10 volte di meno dell’acqua e può essere messo sotto pressione all’interno di specifiche bombole, raffreddate tramite l’energia elettrica.
    Sull’elicottero dovrebbero esserci poi numerose membrane a scambio protonico (PEM) , che utilizzando l’idrogeno producono acqua ed energia elettrica.
    L’acqua verrà quindi creata in volo dalle PEM e l’energia elettrica verrà utilizzata per far funzionare l’elicottero.
    Ovviamente per ottenere quei 10 mila litri d’acqua da quell’idrogeno e farlo in breve tempo sarà necessario produrre una massiccia quantità di energia elettrica la maggior parte della quale non sarà utilizzata dall’elicottero in volo.
    Pertanto saranno necessarie delle super batterie in modo da non perdere quella massiccia quantità elettricità di energia elettrica.
    Inutile dire che se l’incendio è massiccio sarà necessaria una gigantesca capacità di idrogeno ma soprattutto delle batterie che devono godere dell’intercambiabilità.
    Il pieno di idrogeno teoricamente si fa in brevissimo tempo e questo può aiutare molto per evitare perdite di tempo durante l’emergenza.
    una volta che l’incendio sarà domato e l’elicottero tornerà in garage, l’energia accumulata dalle batterie potrà essere utilizzata dalle PEM dell’elicottero nel processo opposto, verrà utilizzata quell’energia elettrica per ricaricare le bombole di idrogeno.
    Al limite per compensare la forza esercitata dagli idranti durante le operazioni di spegnimento degli incendi potrebbe essere necessario montare degli stabilizzatori inerziali automatici ad esempio ad aria compressa.
    Inoltre la enorme precisione dovuta alla vicinanza di un elicottero all’obbiettivo,cosa non possibile utilizzando un canader, fa pensare che sia possibile  sganciare delle vere e proprie “bombe d’acqua” o dei materiali o delle polveri che possano fermare o contenere gli incendi.

     
  • giamps78 19:00 il 2 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , dragon system, gas to liquid, GTL, , inquinamento, , , shell, ultimate cell   

    La tecnologia Gas to liquid (GTL) è l’ultima fregatura propinata delle compagnie petrolifere 

     

    Prendono del metano dal sottosuolo e ottengono diesel che inquina meno.
    Questa è la spiegazione in breve della tecnologia GTL.
    In pratica è la solita fregatura che ci vogliono rifilare, facendoci credere che i danni ambientali vengono ridotti, cosa falsa visto che si continua ad estrarre metano dal sottosuolo.
    Poi hanno anche l’ardire di chiedere degli incentivi fiscali perché questa trasformazione costa il 30% in più e vorrebbero pure una defiscalizzazione.
    Affermano inoltre di Creare il GTL attraverso il processo di fisher-tropsch, ma utilizzare questo processo continuando ad estrarre il metano dal sottosuolo rappresenta un insulto al buon senso.
    Il processo di fischer-tropsch merita certamente uno sconto fiscale nel momento in cui si produce carburante tramite CO2 già presente in atmosfera, creando così un ciclo “chiuso” virtuoso.
    Non può in alcun modo applicarsi nel caso del GTL che estrae appositamente metano dal sottosuolo e quindi butta nuova CO2 in atmosfera.
    Lo sconto fiscale sul GTL ci potrebbe essere al limite quando si utilizza bio metano,ovvero quando si ricicla metano ottenuto da un bio-digestore, ad esempio dalla fermentazione anaerobica degli scarti di cibo o dell’erba tagliata in quanto si resta all’interno di un ciclo chiuso della CO2.
    Sappiamo che oggi con energia elettrica e CO2 si possono creare carburanti sintetici, questi meritano certamente gli sconti fiscali, che non vanno dati a chi crea il carburante estraendo dal sottosuolo la materia prima.
    Secondariamente, ma non troppo, c’è un sistema molto piu semplice per ottenere lo stesso risultato del GTL senza chiedere alcuno sconto fiscale anzi riducendo il consumo del carburante e riducendo anche le emissioni fino al 90%.
    Oggi ognuno di noi può già consumare ed inquinare meno, gli basta installare una di quelle scatolette che tramite l’energia della batteria producono una piccolissima quantità di idrogeno che ottimizza la carburazione.
    Ci sono varie marche si va dalla ultimate cell (azienda portoghese) all’italiana dragonsystem,  che nel comune di Soverato ha equipaggiato le auto della polizia locale.
    ecco la nota del  sindaco di Soverato, Ernesto Alecci:

    “Il 12 novembre 2016 è stata presentata presso la Sala Consiliare del Comune di Soverato una nuova iniziativa imprenditoriale (la società si chiama Dragonsystem) realizzata sul nostro territorio, a cura di un gruppo di giovani professionisti. Il progetto consiste nella realizzazione ed installazione di impianti ad idrogeno su motori benzina, diesel e GPL di qualunque cilindrata, per auto, camion, autobus, barche, generatori di corrente, trattori, ruspe, ecc

    Sono felice di constatare come anche nella nostra difficile realtà dei giovani imprenditori abbiano avuto l’ardire di investire e credere in un progetto innovativo che è volto alla tutela dell’ambiente.
    Ho da subito sposato l’idea progettuale facendo installare uno di questi impianti su un mezzo della Polizia Municipale.
    A distanza di circa tre mesi l’impianto ha prodotto un risparmio di carburante del 30% ma soprattutto ha abbattuto le emissioni di CO2 del 90%. Inoltre il mezzo è migliorato in termini di prestazioni e fluidità di marcia.
    Sono fiero di questa iniziativa e auspico a questi giovani, ed a tutti quelli che hanno la voglia di investire e credere nel loro futuro ed in quello del territorio nel quale vivono, le migliori fortune restando a loro disposizione per ogni iniziativa che possa supportarli nel loro cammino imprenditoriale.”

    Com’è facile comprendere si tratta di un investimento che si ripaga da solo e non c’è bisogno di sperare che il prezzo del petrolio salga stabilmente sopra ai 60 dollari per poter fare l’investimento con la tecnologia GTL come invece afferma la compagnia petrolifera shell.
    Anzi,montando questi apparecchietti si abbasserà ulteriormente il prezzo del petrolio migliorando la bilancia commerciale estera con i paesi esportatori di petrolio.
    Ovviamente ridurre del 30% il consumo del carburante è solo un primo ma fondamentale passo nella giusta direzione.
    Infatti meno se ne consuma meno si è da esso dipendenti.
    La mossa successiva è defiscalizzare l’autoproduzione senza che sia comprato all’estero, ma autoproducendo quello che proviene da un ciclo chiuso non utilizzando quello estratto dal sottosuolo

    p.s.

    alte che gas to Liquid, la vera rivoluzione è power to gas:

    http://m.tio.ch/finanza/borse-e-mercati/1153219/alpiq-punta-sull-idrogeno–vuole-incrementare-attivita–power-to-gas-

     
  • giamps78 14:54 il 9 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    La robotizzazione che andrebbe fatta: “fabbriche di divisione dei rifiuti” per far chiudere i termovalorizzatori e discariche 

    Sono già passati 9 anni da quando,per la prima volta, ho proposto la costruzione delle “fabbriche di divisione dei rifiuti”.
    C’È un costo iniziale, nella programmazione e nell’investimento dell’infrastruttura, ma poi c’è un calo dei costi con l’aumento oltre il 90% della raccolta differenziata,con minori costi per i comuni e per i cittadini.
    Una fabbrica di divisione dei rifiuti può essere manuale o automatizzata.
    Nell’epoca dei software sempre più sofisticati è possibile che dei robot riescano a riconoscere i rifiuti dividendoli nel modo corretto.
    È un software che si può implementare nel tempo, quindi inizialmente fin quado non è autosufficiente e il database non sarà completo dovrà funzionare con la collaborazione umana che interagisce soprattutto nei prodotti sconosciuti.
    Il robot identifica ogni singolo rifiuto e lo pone nella giusta corsia.
    Quindi ogni sacchetto contenente rifiuti inizialmente differenziati dai cittadini passano per questa fabbrica che compie la verifica e ripara agli errori umani elevando la raccolta differenziata a percentuali superiori al 100%.
    Il rifiuto identificato,magari anche grazie al riconoscimento dell’etichetta indicante il materiale,può poi essere tagliato e lavato in modo da diminuire l’ingombro iniziale,poi può essere venduto ad un prezzo superiore all’attuale perché si trova in condizioni migliori ed ha una qualità superiore.
    Addirittura ci sarebbe la possibilità,su richiesta di specifiche aziende,di restituire le confezioni vuote dello stesso identico prodotto per effettuare un riciclo a “ciclo chiuso” di determinate confezioni utilizzando i medesimi materiali di partenza per fare nuove confezioni future, in modo da avere un riciclo specifico avente un prezzo ed una qualità superiori.
    Insomma,nell’epoca della tecnologia si potrebbe facilmente coniugare l’esigenza ambientale con l’incremento dei prodotti venduti creando un ciclo virtuoso e in pratica, facendo chiudere i termovalorizzatori e le discariche.
    Ma per ottenere pienamente questo obbiettivo servono anche leggi che eliminino l’IVA sui prodotti ottenuti con materiale riciclabile all’infinito(ad esempio l’alluminio) e la dimezzino per i prodotti creati con materiale che è riciclabile ma solo per un certo numero di volte, mentre si alza l’IVA per tutti i prodotti che contengono al loro interno, o che siano confezionati con materiale non riciclabile, che finisce nel rifiuto secco.
    Stanno robotizzando tutte le linee produttive creando prodotti sempre più difficili da realizzare e creano software per far guidare da sole le autovetture,non posso credere che non siano in grado di robotizzare lo smaltimento dei rifiuti?

    p.s.

    Fabbrica di divisione dei rifiuti” oltre a far chiudere discariche-inceneritori permette di arrivare a autarchia su materie prime importate.

     
  • giamps78 12:45 il 7 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Proposta: Il solare termodinamico “verticale” 

    Le capacità di produrre energia elettrica tramite il solare termodinamico potrebbero aumentare anche del 20% se al posto di essere costruito orizzontalmente fosse costruito verticalmente.
    Infatti oltre a sfruttare il cambio di pressione si può anche sfruttare l’altimetria per far funzionare a pieno regime le centrali idroelettriche che risultano già costruite.
    Già oggi infatti queste centrali pompano acqua dal basso per farla risalire, ma per fare questo utilizzano un grande quantitativo di corrente elettrica, che arriva dall’estero ed è prodotta con il nucleare.
    Ma se tale acqua fosse vapore e fosse sotto pressione potrebbe risalire il bacino in molto meno tempo e con un fabbisogno energetico molto inferiore.
    Dal punto di vista dell’impianto termodinamico non c’è alcuna dissipazione di energia,solo che invece che essere orizzontale è verticale, cioè la produzione termodinamica si farà in cima al bacino e poi inoltre vi sarà anche la produzione elettrica tramite le turbine della centrale che sfruttano il dislivello.
    Solitamente sul fondo della centrale idroelettrica vi è sempre un bacino di scarico artificiale.
    Al di sopra del livello di tale bacino vi è tutto lo spazio per costruire la centrale termodinamica,infatti i raggi del sole che colpirebbero tale bacino artificiale possono essere facilmente concentrati verso l’impianto termodinamico.
    Chiaramente più l’acqua che scende dal bacino idroelettrico è calda meno energia servirà per ritrasformarla in vapore acqueo.
    E altresì chiaramente non è pensabile che tale acqua sia mescolata al resto dell’acqua presente nel bacino,altrimenti si avrebbe uno spreco di energia.
    Semplicemente con una piccola modifica si costruisce una seconda corsia che permette di avere un ciclo chiuso tramite il termodinamico.
    Quindi ribadisco,si tratterebbe si sfruttare due forze, all’energia prodotta normalmente dal solare termodinamico si sommerebbe quella idroelettrica che sfrutta la gravità.
    Ovviamente più è alto il salto quindi la differenza altimetrica più sarà elevata la produzione di energia.
    Volendo si può costruire anche un piccolo modello in scala,ma chiaramente non sarà esemplificativo della reale produzione combinata di energia elettrica.
    Ovvio che poi al posto dell’acqua si potrebbero usare altre sostanze tipo ammoniaca ma se il ciclo non è chiuso e se c’è l’evaporazione naturale si crea un grosso danno ambientale.
    Giampaolo

     
  • giamps78 08:41 il 31 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’assoluta incapacità di Trump mette in cattiva luce le genuine politiche protezioniste 

    Se c’è una persona che sta svilendo le politiche protezionistiche facendole odiare ai cittadini questa è Ronald Trump.
    Credo che mai nessun politico sia mai riuscito a dimostrare tutta la sia incapacità in così pochi giorni di distanza dal proprio insediamento come è riuscito a fare lui.
    Tre cose si era impegnato a fare concretamente: Il muro col Messico,la riforma dell’obamacare, il blocco dei migranti.
    Due di questi tre sono già stati bocciati sonoramente.
    Il congresso a maggioranza repubblicana ha bocciato la riforma dell’odiato obamacare che Trump aveva proposto.
    Faccio notare che la vittoria alle elezioni si deve proprio a causa dell’entrata nella campagna elettorale di questo tema mai trattato da Trump in precedenza ed utilizzato per superare la Clinton nelle ultime settimane.
    Una bocciatura come questa rappresenta,da sola,il fallimento della presidenza visto e considerato che sono stati gli stessi repubblicani a votare per tenere l’obamacare.
    Un deputato repubblicano ha affermato: “non ho mai visto una legge scritta peggio di questa” e non si riferiva all’obamacare ma alla riforma sanitaria proposta da Trump.
    Il tutto è stato condito con la minaccia di far perdere il seggio ai deputati che non avessero votato la sua riforma,dimenticando la divisione dei poteri e l’indipendenza dell’un potere rispetto all’altro.
    In questo Trump somiglia tantissimo a renzi, quando bighellono tra i banchi della camera dei deputati minacciando la fine anticipata della legislatura se non fosse stata votata la sua riforma costituzionale poi bocciata sonoramente dal referendum malgrado il quesito truffaldino che ha portato milioni di persone a votare per l’approvazione di tale riforma.
    Il secondo punto,il decreto per il blocco dell’immigrazione da 6 paesi a maggioranza islamica è stato reiterato due volte e due volte è stato bocciato dai giudici statunitensi,altro buco dell’acqua,almeno per il momento.
    Il muro con il messico pare destinato ad “arenarsi”, Trump sta cercando di elemosinare un miliardo al congresso per fare i primi 100 km, ma di questo passo nei prossimi 4 anni non riuscirà nemmeno a farne fare 50!
    Trump ha poi abolito i limiti alle emissioni nocive delle automobili perché, si sa, lui non crede a tutte le baggianate sul surriscaldamento globale e quei limiti danneggiano l’industria.

    E qui ci sarebbe spazio per una Class Action viste le centinaia di migliaia di morti e dell’aumento delle sofferenze respiratorie e allergiche che vi sono ogni anno.
    È un’invenzione pure questa?
    Oppure c’è una relazione l’abolizione del limite alle emissioni e l’abolizione dell’obamacare?
    Ma almeno gli americani avranno il carbone “really clean” per dar lavoro a quei poveri minatori si tornerà alla macchina a vapore…
    Due piccioni con una fava, inserisci il carbone e l’auto viaggia alla grande!
    Aggiungiamoci pure il buco nell’acqua che Trump ha intenzione di fare nei confronti dell’Europa mettendo i dazi al 100% nei confronti di prodotti tipo la vespa piaggio, e questo si pensa sia una ritorsione per la bocciatura effettuata dagli organismi di sicurezza alimentare europea sulla carne “dopata” cresciuta con gli ormoni negli stati uniti.
    Solo che gli scooter piaggio sono prodotti anche in Vietnam,uno stato che ha il costo del lavoro e della vita ben più basso dell’Europa.
    Il risultato finale sarà semplicemente disastroso per gli U.S.A che si ritroveranno i dazi aggirati e gli scooter ad un prezzo ancora più basso dell’attuale provenienti però dal Vietnam, e un commercio con l’Europa,dove esporta molti prodotti, che sarà ridotto.
    Ma perché allora anche i McDonald  non li spostano in Vietnam,dopotutto all’operaio vietnamita,che risulta privo di diritti ma che ha un potere d’acquisto eccezionale ,magari se lo mangerebbe un panino con carne americana dopata!
    A really hot-dog!
    Insomma, il giusto principio protezionistico viene guastato da principianti allo sbaraglio incapaci di  presentare una corretta omogenea ed oggettiva interpretazione e che quindi  lo fanno odiare ai cittadini che vedono solo gli svantaggi.
    Chi osa solo ragionare in quel modo (metto i dazi sugli scooter perché mi bloccano la carne) rappresenta la rovina di ogni futuro protezionistico e autarchico e sta avvelenando i pozzi.
    Risulta poi evidente che debba esserci una differenziazione tra prodotti che possono essere riprodotti indipendentemente dal luogo di produzione e quelli che non possono essere replicati al di fuori di quel luogo.
    E questo ad esempio per l’acqua ma anche per i prodotti equo-solidali che rientrano a pieno titolo nei trattati internazionali e che sono prodotti tipici che non sono “inscatolati” dal taylorismo.
    Un conto può essere uno scooter che può essere riprodotto ovunque e quindi è giusto far aprire una fabbrica in ogni luogo dove esso viene venduto evitando l’accentramento delle produzioni.
    Altro conto ad esempio riguarda l’acqua ad esempio la “san pellegrino” che se venisse interamente prodotta negli stati uniti si potrebbe chiamare ancora san pellegrino ma non sarebbe più san pellegrino.
    Che poi non capisco: Perché la san pellegrino si e tutte le altre acque minerali no?
    Anche qui ci sono gli estremi per un ricorso

    Quello che invece la polotica può fare dovrebbe riguardare tutte le acque importate,e dovrebbe riguardare il solo imbottigliamento e confezionamento,visto che in questo caso la materia prima non può essere prodotta in loco senza diventare un taroccamento.
    in definitiva non è che un presidente possa decidere di favorire le aziende che gli hanno pagato la campagna elettorale e sfavorire quelle che si sono schierate contro la sua elezione  se queste sono le preferite da chi ha votato per i suoi avversari.
    Non mi pare che questo sia il modo giusto di fare politica.
    Bisognerebbe guardare le cifre e guardarla tipologia di prodotti non certo i marchi.
    Un decreto dovrebbe rispettare i vincoli di generalità e astrattezza, il che impedirebbe di inserire nelle leggi il nome dei marchi ma solo la tipologia di prodotto e l’origine che in teoria dovrebbe riguardare tutti i luoghi di importazione ma con percentuali diverse a seconda del costo della vita e del lavoro oltreché la bilancia commerciale.
    Il che significa che un paese come il Vietnam dovrebbe importare di più di quanto esporta verso un paese con più alto costo della vita e del lavoro.
    Quindi risulta inaccettabile e deleterio,se non per ragioni sanitarie o di sicurezza, il blocco o il dazio riferito ad un marchio specifico,senza peraltro osservare la bilancia commerciale..

     
  • giamps78 11:40 il 23 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    “sogni d’oro” gentiloni faccia inserire il valore dell’euro nei trattati 

    È troppo chiedere che l’oscillazione
    del cambio monetario dell’euro sia previsto nei trattati europei ma anche e soprattutto nei trattati di libero scambio con un vincolo di reciprocità ad esempio nei confronti del dollaro canadese?
    Perché l’euro può arrivare a valere 1,60 dollari,può scoppiare una gravissima crisi economica in Europa e non esiste alcun trattato europeo che obblighi ad un intervento diretto le istituzioni dell’unione?
    Questo è un grave errore e ci sono forse 24 mesi per porre rimedio.
    Tempo fa i paesi europei decisero che i cambi monetari tra i principali paesi europei dovessero avere un lasco del 10%.
    La lira italiana non doveva più essere svalutata per guadagnare competitività sul marco tedesco, stesso principio per la dracma la peseta ecc ecc.
    A sancire questo principio è poi arrivato l’euro che inizialmente doveva essere la moneta unica mentre in realtà di monete ce ne sono altre 5 con altre 5 banche centrali,all’interno dell’unione europea.
    Voglio capire perché quando viene deciso un trattato di libero scambio tra l’Europa ed il canada non si parla in alcun modo del valore delle due monete.
    Com’è possibile eliminare i dazi tra i vari paesi creando quindi una maggiore interdipendenza senza che vi sia alcun vincolo sul valore della moneta?
    Come mai i paesi europei prima che nascesse l’euro avevano sottoscritto dei patti per fare in modo che non fosse più possibile la svalutazione competitiva ed invece ora si comportano diversamente con gli altri paesi?
    Infondo l’obbiettivo era lo stesso,la maggiore apertura delle economie europee eliminando il tentativo di guadagnare competitività sfruttando la debolezza della moneta.
    La risposta è semplice, il nord Europa ci sfrutta e vuole ottenere pian piano ,goccia dopo goccia,che il nostro prodotto interno lordo sia messo sul piatto della bilancia a livello mondiale come contropartita alla riunificazione della germania a cui noi stiamo pagando il vero dazio europeo a causa di politiche monetarie totalmente sbagliate e studiate a tavolino per renderci irrilevanti.
    Com’è possibile che la commissione europea non abbia ancora attivato delle procedure per il controllo politico della moneta o che non ci sia ancora una proposta per avere una forchetta all’interno della quale l’euro dovrebbe rimanere nei confronti della principale valuta mondiale cioè il dollaro alla quale si agganciano stati come la Cina con miliardi di abitanti?

    L’euro quando è stato pensato valeva 0,90,si stabilisca 0,80 come valore minimo e si stabilisca 1,15 come valore massimo, è ragionevole, l’ex cancelliere tedesco Schröder diceva che sopra 1,15 avremmo cominciato ad avere problemi.
    Se non si vuole un controllo politico della moneta si metta un valore minimo ed un valore massimo superati i quali la banca centrale europea ha l’obbligo di agire con un mandato chiaro.
    Ed invece no, la Germania e questo nuovo sacro romano impero vuole sacrificare l’economia dei paesi del sud dell’Europa sull’altare del mondialismo,come costo per la riunificazione tedesca che noi stiamo pagando da decenni.
    Se non c’è un accordo su quale valore di riferimento debba avere la moneta unica (che unica non è) allora non ha neppure senso che questa moneta vi sia.
    Grazie tedeschi per le briciole!
    Dopo ben 7 anni e mezzo il presidente tedesco del parlamento europeo Schulz si dimette.
    Gli accordi tra PSE e PPE intercorsi 7 anni e mezzo fa parlavano di due anni e mezzo ,cioè metà legislatura,e poi dimissioni ed invece sono diventati 7 anni e mezzo.
    All’Italia la consolazione dei rimanenti 2 anni e mezzo fino al termine dell’attuale legislatura.
    Ma c’è un motivo se erano due italiani su due a concorrere a questa carica.
    I tedeschi non volevano la riconferma di Draghi alla BCE e non volevano alcun italiano al suo posto.
    Ecco che la poltroncina ha fatto comodo ai politicanti nostrani e si sono buttati a capofitto per prenderla,anche se solo per due anni e mezzo,mentre i tedeschi si riprendono la BCE ,cosa che non avrebbero potuto fare se Schulz fosse stato ancora in carica.
    La Germania,non è un segreto,punta a far ritornare l’euro sopra quota 1,30 in 12 o al massimo 24 mesi.
    Siccome non esiste alcun accordo tra i singoli stati, il valore dell’euro non è scritto da nessuna parte,quindi se Draghi dice che per alzare l’inflazione e farla tornare al 2% si devono stampare banconote,allora si stampano banconote e diminuisce il valore dell’euro.
    Se la BCE decide di riprendersi indietro tutti i soldi stampati e di non reinvestirli,il valore della moneta torna immediatamente ad alzarsi.
    “Mr camomilla” cioè l’attuale presidente del consiglio italiano dovrebbe salire con i piedi sul tavolo europeo, strapparsi la camicia diventando verde come hulk per ottenere finalmente un buon accordo ed invece siamo in piena continuità con Prodi e con Berlusconi che per una poltroncina da commissario europeo e per la salvaguardia del potere imprenditoriale “di famiglia” hanno svenduto un intero popolo.

    Il renzian-rutelliano ex-margheritino Paolo gentiloni si prepara a firmare supinamente la dichiarazione d’intenti per i 60 anni dei trattati di Roma.
    “Sogni d’oro” non ci pensa minimamente a strapparsi la camicia diventando verde come hulk, si accontenta di essere preso per il naso dai tedeschi.
    E io non credo che sia un caso l’euro che arriva a 1,60 sul dollaro anche perché ci sono esplicite dichiarazioni di banchieri nord-europei che auspicavano che accadesse.
    E io non credo che sia un caso che la polonia abbia mantenuto lo sloti, che la Romania abbia mantenuto il lev quando sono entrati nell’unione europea.
    Casualmente sono tutte monete deboli che facevano comodo alla Germania per non diminuire il valore dell’euro e per sostituire le economie dei paesi del sud Europa grazie al loro basso costo della vita e del lavoro.
    Non solo ci hanno fatto pagare la riunificazione con la Germania dell’est ,ora ci stanno facendo pagare pure la riunificazione con dell’est dell’Europa che ci ruba il prodotto interno lordo lo internazionalizza.
    Se si vuole l’unità europea si parta dal medesimo costo della vita e del lavoro,si fissino per legge i tariffari minimi e massimi all’interno dei quali il mercato deve muoversi all’interno dell’unione europea.
    Si metta nei trattar il valore indicativo della moneta,si usi lo stesso metro di misura utilizzato nei confronti dell’Italia quando c’era la lira chiedendo che i cambi non subissero modifiche e si stabilisca la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici da parte della banca centrale o la successiva vendita sul mercato di tali titoli a seconda del valore indicativo concordato all’interno dei trattati di libero scambio.
    Altrimenti si stanno usando due metri e due misure diverse nei confronti del sud-Europa costretto ad un cambio fisso da ben prima dell’entrata nell’euro,e ad esempio del Canada la cui moneta ai svaluterà nei confronti dell’euro appena finirà il QE della BCE.
    Questo “serpente monetario” globale deve essere regolato e non lasciato in mano ai soliti banchieri, basterebbe scrivere nella riga successiva a quella dove si parla di inflazione al 2%, tra i mandati della banca centrale europea,anche quello di mantenere il valore dell’euro al di sotto di 1,15 e al di sopra di 0,80 acquistando o vendendo titoli di stato per rimanere all’interno di questa forchetta.
    Se c’è questa clausula di salvaguardia e se c’è nei futuri trattati di libero scambio un riferimento ai dazi in relazione alla svalutazione, ovvero l’impegno di non modificare il valore della moneta,ad esempio il dollaro canadese,noi saremmo apposto.
    Ovviamente fermo restando  l’austerità,che può esistere senza essere estremizzata da fiscal compact solo all’interno di regole ragionevoli che non ci penalizzino troppo

     
  • giamps78 06:47 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bill Gates vuole tassare i robot…cominciamo a tassare i possessori di software Microsoft! 

    Come si può pensare nell’epoca della globalizzazione di tassare dei robot che sostituiscono gli esseri umani nella catena produttiva senza che i furbi capitalisti ne traggano un vantaggio?
    Alzando muri doganali!
    Come si fa a non calcolare che se tassi i robot le produzioni robotizzate vanno all’estero,in un qualsiasi “paradiso” e poi entrano nei nostri mercati ad un prezzo molto più basso lasciando disoccupati pure i nostri robot?!?
    Il Canada ad esempio ha stretto un patto di libero scambio con l’Europa, supponiamo non intenda tassare i robot,chiaramente i loro prodotti costeranno meno al netto del trasporto.
    Questo significa che un numero di prodotti sempre crescenti, creati da robot che lavorano 24 ore al giorno senza pagare tasse manderanno qui moltissima merce creando buchi di bilancio ovvero riducendo le entrate fiscali derivanti dai robot “nostrani” fino ad azzerarle per l’assenza totale delle produzioni.
    È un ragionamento sbagliato nelle sue fondamenta a meno che questa proposta non venga assunta a livello globale,con una tassa obbligatoriamente uguale per tutti pena il divieto di vendere prodotti.
    Ma poi ci saranno comunque le triangolazioni fatte dagli stati canaglia.
    queste futuribili e ipotetiche entrate fiscali servirebbero contro la povertà per creare il magnifico reddito di cittadinanza  che non potrà essere mantenuto a lungo visto che siamo economie che si fondano sul debito.
    Invece il ragionamento corretto non è quello di tassare i robot per far costare di più il loro lavoro dando un reddito di cittadinanza agli umani che restano senza.
    Il ragionamento corretto è quello di far lavorare questi robot per creare prodotti gratuiti per quelle persone che non possono permettersi degli acquisti, senza che questi abbiano bisogno di redditi di cittadinanza.
    Quindi più lavoreranno i robot,più il costo del loro lavoro sarà basso, più persone potranno avere molti più oggetti e ricevere molti più servizi gratuiti.
    l’organizzazione lavorativa degli esseri umani deve riguardare lavori in assenza dell’ultra competizione, ma tornare come un tempo a fare qualche cosa senza che si guardi alla produttività ed invece mettendo davanti le priorità sociali e territoriali da fare obbligatoriamente per poter ricevere quei beni gratuiti.
    Penso per esempio alla corrente elettrica,se fosse gratuita fino ad una certa quantità il povero la potrebbe usare senza bisogno di soldi mettendo in atto comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

    Inoltre,non abbiamo bisogno di centralizzazioni produttive che rendano dipendenti e schiave le popolazioni che ricevono i beni, così come non c’è bisogno della centralizzazione delle fonti energetiche, ma di autoproduzione locale.
    Km zero,autoproduciamoci gli oggetti direttamente in casa con una stampante 3D,perché dovremmo tassare una stampante 3D?
    A questo punto tassiamo anche tutti i possessori di software Microsoft!
    Quanti posti di lavoro hanno portato via automatizzando le operazioni i software di Bill Gates?
    Degli scolari di una scuola,in Italia,hanno creato delle protesi per le vittime di guerra in africa.
    La particolarità stava nei materiali utilizzati,tutta plastica riciclata lavorata attraverso una stampante 3D
    Hanno cominciato le spedizioni in africa ed hanno avuto un grande riscontro.
    Ma si sono accorti che le spedizioni e le lungaggini nei controlli facevano salire il prezzo anche di 10 volte.
    Hanno preso le stampanti e le hanno inviate in africa ed hanno abbattuto i costi.
    Dunque il problema non è costituito dai robot ma dall’uso che se ne fa successivamente e dalla accessibilità a tali prodotti all’interno del sistema autocratico-capitalista.
    Dalla “lotta di mercato” dovrebbero essere quindi esclusi alcuni beni la cui distribuzione può essere gratuita.
    Beni ad esempio come l’accesso all’acqua per la quale vale lo stesso discorso fatto per la fornitura di energia elettrica, gratuita fino ad una certa quantità oltre la quale si deve pagare,senza mescolare l’una parte gratuita con la parte a pagamento e senza conguagli di sorta.
    Chi non ha pagato non può avere accesso oltre il limite gratuito giornaliero/ settimanale.
    Limite gratuito che però significa anche non avere balzelli mensili con costi di allacciamento o di servizio e di canone idrico,quelli sono fatti pagare solo a chi tale limite lo sfora.
    E questa rappresenta la terza via tra un sistema previdenziale del “dare soldi a tutti” e un sistema a capitalizzazione dove chi non ha versato i contributi diventa povero assoluto e molto probabilmente delinque.
    Il tutto mescolato con un lavoro collettivo territoriale al di fuori del mercato “a concorrenza perfetta” senza che quest’ultimo sia cancellato nei suoi principi ma cercando di limitarlo nel suo potere di schiavitù sulle popolazioni

     
  • giamps78 11:22 il 16 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco come trovare i 3,4 miliardi che chiede l’Europa senza bisogno di tagli 

    prima di leggere  l’articolo qui sotto leggi questo  “ultimate Cell per migliorare competitività”:

    :https://giamps78.wordpress.com/2015/11/30/cop21-ultimate-cell-per-migliorare-competitivita/

    In 6 mesi l’Italia può ridurre del 70% le emissioni e guadagnare competitività,può avere risparmi di spesa corrente superiori ai 3,4 miliardi di euro chiesti dall’Europa.
    Le tappe sono semplicissime e a costo zero.
    Si aumentano le accise sulla benzina di 15 centesimi,questa accisa viene interamente utilizzata per finanziare la modifica delle automobili attualmente circolanti.
    Una legge obbligherà ogni autovettura a montare questo sistema senza però alcun costo aggiuntivo che infatti sarà pagato dallo stato tramite quei 15 centesimi di accisa.
    Il sistema è formato da una piccola scatoletta che si monta all’altezza del motore all’interno del cofano.
    Chi guida un’auto che possiede tale sistema non noterà alcuna differenza ed anzi noterà dei miglioramenti.
    Lo stato concederà la possibilità ai produttori e ai concessionari di ritirare le auto della propria marca,lo stato pagherà i costi per il montaggio di tale scatola che può essere creata da chiunque anche solo guardando un filmato su. youtube.
    I costruttori di autoveicoli faranno certificare all’autorità la propria scatoletta che poi monteranno nei propri modelli e per questo lavoro saranno pagati dallo stato.
    Ma una legge dovrà prevedere l’obbligo per qualunque possessore di automezzi di montare siffatta scatoletta.
    Ne esistono per ogni cilindrata,in Australia l’hanno montata sui tir, a Lisbona l’hanno montata sui taxi,in un comune italiano l’hanno montata sulle autovetture della polizia municipale ed il risultato è sempre il medesimo:
    Diminuzione del 70% delle emissioni e diminuzione dal 20% al 30% del consumo di carburante a seguito di una migliore combustione.
    Quindi abbiamo un qualche cosa che crea un vantaggio per chiunque .
    Chi guida il mezzo pagherà 15 centesimi per ogni litro in più, ma avrà bisogno del 20% in meno di carburante,fatti due conti si vede che 15 centesimi sono inferiori agli oltre 30 centesimi risparmiati dal minor fabbisogno del mezzo.
    Ci guadagna la sanità pubblica con la riduzione dei costi visti i tanti ricoveri e i tanti morti sono dovuti a questa causa,con un miglioramento sensibile della qualità della vita.
    Risparmiamo in infrazioni europee già aperte che comportano multe salate.
    Lo stato risparmia nel costo amministrativo nella circolazione dei mezzi di pubblica sicurezza,soldi risparmiati che sono ben superiori a 3,4 miliardi di euro in minor fabbisogno di carburante.
    Basta così poco per far migliorare la competitività del sistema paese migliorando anche la bilancia commerciale con l’estero e la diminuzione del 20% del petrolio importato.
    Il funzionamento della “scatoletta” è molto semplice,la batteria dà corrente elettrica all’acqua,l’acqua si trasforma in idrogeno ed ossigeno attraverso l’elettrolisi e attraverso il tubicino dell’iniezione si buttano queste due componenti nel motore e il carburante,diesel,benzina,metano che sia,bruciano meglio offrendo prestazioni migliori consumando meno e riducendo sensibilmente la quantità di inquinanti prodotti.
    Non è difficile…
    Ad oggi dopo 3 anni dalle prime applicazioni non sono risultati danni ai motori,ripeto su motori che da tre anni utilizzano questo sistema non c’è alcun danno visibile e anzi il motore sembra abbia pure meno problemi ed abbia bisogno di un numero inferiore di riparazioni.
    Ma se dovesse succedere qualche problema dal quarto anno in poi se ne farà carico lo stato,che potrà costituire un fondo apposito per queste eventualità.
    Ma nel frattempo avremmo migliorato la vita dei cittadini,sensibilmente.
    Infine una precisazione:
    Non c’è alcuna bombola per l’idrogeno.
    Quel poco che viene prodotto,ed è veramente poco, aumenta il numero di ottani e cambia la compressione del carburante fossile per l’esplosione nel cilindro e non viene accumulato idrogeno quindi senza contravvenire alle norme di sicurezza.l

     
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