Updates from maggio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 14:54 il 9 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    La robotizzazione che andrebbe fatta: “fabbriche di divisione dei rifiuti” per far chiudere i termovalorizzatori e discariche 

    Sono già passati 9 anni da quando,per la prima volta, ho proposto la costruzione delle “fabbriche di divisione dei rifiuti”.
    C’È un costo iniziale, nella programmazione e nell’investimento dell’infrastruttura, ma poi c’è un calo dei costi con l’aumento oltre il 90% della raccolta differenziata,con minori costi per i comuni e per i cittadini.
    Una fabbrica di divisione dei rifiuti può essere manuale o automatizzata.
    Nell’epoca dei software sempre più sofisticati è possibile che dei robot riescano a riconoscere i rifiuti dividendoli nel modo corretto.
    È un software che si può implementare nel tempo, quindi inizialmente fin quado non è autosufficiente e il database non sarà completo dovrà funzionare con la collaborazione umana che interagisce soprattutto nei prodotti sconosciuti.
    Il robot identifica ogni singolo rifiuto e lo pone nella giusta corsia.
    Quindi ogni sacchetto contenente rifiuti inizialmente differenziati dai cittadini passano per questa fabbrica che compie la verifica e ripara agli errori umani elevando la raccolta differenziata a percentuali superiori al 100%.
    Il rifiuto identificato,magari anche grazie al riconoscimento dell’etichetta indicante il materiale,può poi essere tagliato e lavato in modo da diminuire l’ingombro iniziale,poi può essere venduto ad un prezzo superiore all’attuale perché si trova in condizioni migliori ed ha una qualità superiore.
    Addirittura ci sarebbe la possibilità,su richiesta di specifiche aziende,di restituire le confezioni vuote dello stesso identico prodotto per effettuare un riciclo a “ciclo chiuso” di determinate confezioni utilizzando i medesimi materiali di partenza per fare nuove confezioni future, in modo da avere un riciclo specifico avente un prezzo ed una qualità superiori.
    Insomma,nell’epoca della tecnologia si potrebbe facilmente coniugare l’esigenza ambientale con l’incremento dei prodotti venduti creando un ciclo virtuoso e in pratica, facendo chiudere i termovalorizzatori e le discariche.
    Ma per ottenere pienamente questo obbiettivo servono anche leggi che eliminino l’IVA sui prodotti ottenuti con materiale riciclabile all’infinito(ad esempio l’alluminio) e la dimezzino per i prodotti creati con materiale che è riciclabile ma solo per un certo numero di volte, mentre si alza l’IVA per tutti i prodotti che contengono al loro interno, o che siano confezionati con materiale non riciclabile, che finisce nel rifiuto secco.
    Stanno robotizzando tutte le linee produttive creando prodotti sempre più difficili da realizzare e creano software per far guidare da sole le autovetture,non posso credere che non siano in grado di robotizzare lo smaltimento dei rifiuti?

    p.s.

    Fabbrica di divisione dei rifiuti” oltre a far chiudere discariche-inceneritori permette di arrivare a autarchia su materie prime importate.

     
  • giamps78 12:45 il 7 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Proposta: Il solare termodinamico “verticale” 

    Le capacità di produrre energia elettrica tramite il solare termodinamico potrebbero aumentare anche del 20% se al posto di essere costruito orizzontalmente fosse costruito verticalmente.
    Infatti oltre a sfruttare il cambio di pressione si può anche sfruttare l’altimetria per far funzionare a pieno regime le centrali idroelettriche che risultano già costruite.
    Già oggi infatti queste centrali pompano acqua dal basso per farla risalire, ma per fare questo utilizzano un grande quantitativo di corrente elettrica, che arriva dall’estero ed è prodotta con il nucleare.
    Ma se tale acqua fosse vapore e fosse sotto pressione potrebbe risalire il bacino in molto meno tempo e con un fabbisogno energetico molto inferiore.
    Dal punto di vista dell’impianto termodinamico non c’è alcuna dissipazione di energia,solo che invece che essere orizzontale è verticale, cioè la produzione termodinamica si farà in cima al bacino e poi inoltre vi sarà anche la produzione elettrica tramite le turbine della centrale che sfruttano il dislivello.
    Solitamente sul fondo della centrale idroelettrica vi è sempre un bacino di scarico artificiale.
    Al di sopra del livello di tale bacino vi è tutto lo spazio per costruire la centrale termodinamica,infatti i raggi del sole che colpirebbero tale bacino artificiale possono essere facilmente concentrati verso l’impianto termodinamico.
    Chiaramente più l’acqua che scende dal bacino idroelettrico è calda meno energia servirà per ritrasformarla in vapore acqueo.
    E altresì chiaramente non è pensabile che tale acqua sia mescolata al resto dell’acqua presente nel bacino,altrimenti si avrebbe uno spreco di energia.
    Semplicemente con una piccola modifica si costruisce una seconda corsia che permette di avere un ciclo chiuso tramite il termodinamico.
    Quindi ribadisco,si tratterebbe si sfruttare due forze, all’energia prodotta normalmente dal solare termodinamico si sommerebbe quella idroelettrica che sfrutta la gravità.
    Ovviamente più è alto il salto quindi la differenza altimetrica più sarà elevata la produzione di energia.
    Volendo si può costruire anche un piccolo modello in scala,ma chiaramente non sarà esemplificativo della reale produzione combinata di energia elettrica.
    Ovvio che poi al posto dell’acqua si potrebbero usare altre sostanze tipo ammoniaca ma se il ciclo non è chiuso e se c’è l’evaporazione naturale si crea un grosso danno ambientale.
    Giampaolo

     
  • giamps78 08:41 il 31 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’assoluta incapacità di Trump mette in cattiva luce le genuine politiche protezioniste 

    Se c’è una persona che sta svilendo le politiche protezionistiche facendole odiare ai cittadini questa è Ronald Trump.
    Credo che mai nessun politico sia mai riuscito a dimostrare tutta la sia incapacità in così pochi giorni di distanza dal proprio insediamento come è riuscito a fare lui.
    Tre cose si era impegnato a fare concretamente: Il muro col Messico,la riforma dell’obamacare, il blocco dei migranti.
    Due di questi tre sono già stati bocciati sonoramente.
    Il congresso a maggioranza repubblicana ha bocciato la riforma dell’odiato obamacare che Trump aveva proposto.
    Faccio notare che la vittoria alle elezioni si deve proprio a causa dell’entrata nella campagna elettorale di questo tema mai trattato da Trump in precedenza ed utilizzato per superare la Clinton nelle ultime settimane.
    Una bocciatura come questa rappresenta,da sola,il fallimento della presidenza visto e considerato che sono stati gli stessi repubblicani a votare per tenere l’obamacare.
    Un deputato repubblicano ha affermato: “non ho mai visto una legge scritta peggio di questa” e non si riferiva all’obamacare ma alla riforma sanitaria proposta da Trump.
    Il tutto è stato condito con la minaccia di far perdere il seggio ai deputati che non avessero votato la sua riforma,dimenticando la divisione dei poteri e l’indipendenza dell’un potere rispetto all’altro.
    In questo Trump somiglia tantissimo a renzi, quando bighellono tra i banchi della camera dei deputati minacciando la fine anticipata della legislatura se non fosse stata votata la sua riforma costituzionale poi bocciata sonoramente dal referendum malgrado il quesito truffaldino che ha portato milioni di persone a votare per l’approvazione di tale riforma.
    Il secondo punto,il decreto per il blocco dell’immigrazione da 6 paesi a maggioranza islamica è stato reiterato due volte e due volte è stato bocciato dai giudici statunitensi,altro buco dell’acqua,almeno per il momento.
    Il muro con il messico pare destinato ad “arenarsi”, Trump sta cercando di elemosinare un miliardo al congresso per fare i primi 100 km, ma di questo passo nei prossimi 4 anni non riuscirà nemmeno a farne fare 50!
    Trump ha poi abolito i limiti alle emissioni nocive delle automobili perché, si sa, lui non crede a tutte le baggianate sul surriscaldamento globale e quei limiti danneggiano l’industria.

    E qui ci sarebbe spazio per una Class Action viste le centinaia di migliaia di morti e dell’aumento delle sofferenze respiratorie e allergiche che vi sono ogni anno.
    È un’invenzione pure questa?
    Oppure c’è una relazione l’abolizione del limite alle emissioni e l’abolizione dell’obamacare?
    Ma almeno gli americani avranno il carbone “really clean” per dar lavoro a quei poveri minatori si tornerà alla macchina a vapore…
    Due piccioni con una fava, inserisci il carbone e l’auto viaggia alla grande!
    Aggiungiamoci pure il buco nell’acqua che Trump ha intenzione di fare nei confronti dell’Europa mettendo i dazi al 100% nei confronti di prodotti tipo la vespa piaggio, e questo si pensa sia una ritorsione per la bocciatura effettuata dagli organismi di sicurezza alimentare europea sulla carne “dopata” cresciuta con gli ormoni negli stati uniti.
    Solo che gli scooter piaggio sono prodotti anche in Vietnam,uno stato che ha il costo del lavoro e della vita ben più basso dell’Europa.
    Il risultato finale sarà semplicemente disastroso per gli U.S.A che si ritroveranno i dazi aggirati e gli scooter ad un prezzo ancora più basso dell’attuale provenienti però dal Vietnam, e un commercio con l’Europa,dove esporta molti prodotti, che sarà ridotto.
    Ma perché allora anche i McDonald  non li spostano in Vietnam,dopotutto all’operaio vietnamita,che risulta privo di diritti ma che ha un potere d’acquisto eccezionale ,magari se lo mangerebbe un panino con carne americana dopata!
    A really hot-dog!
    Insomma, il giusto principio protezionistico viene guastato da principianti allo sbaraglio incapaci di  presentare una corretta omogenea ed oggettiva interpretazione e che quindi  lo fanno odiare ai cittadini che vedono solo gli svantaggi.
    Chi osa solo ragionare in quel modo (metto i dazi sugli scooter perché mi bloccano la carne) rappresenta la rovina di ogni futuro protezionistico e autarchico e sta avvelenando i pozzi.
    Risulta poi evidente che debba esserci una differenziazione tra prodotti che possono essere riprodotti indipendentemente dal luogo di produzione e quelli che non possono essere replicati al di fuori di quel luogo.
    E questo ad esempio per l’acqua ma anche per i prodotti equo-solidali che rientrano a pieno titolo nei trattati internazionali e che sono prodotti tipici che non sono “inscatolati” dal taylorismo.
    Un conto può essere uno scooter che può essere riprodotto ovunque e quindi è giusto far aprire una fabbrica in ogni luogo dove esso viene venduto evitando l’accentramento delle produzioni.
    Altro conto ad esempio riguarda l’acqua ad esempio la “san pellegrino” che se venisse interamente prodotta negli stati uniti si potrebbe chiamare ancora san pellegrino ma non sarebbe più san pellegrino.
    Che poi non capisco: Perché la san pellegrino si e tutte le altre acque minerali no?
    Anche qui ci sono gli estremi per un ricorso

    Quello che invece la polotica può fare dovrebbe riguardare tutte le acque importate,e dovrebbe riguardare il solo imbottigliamento e confezionamento,visto che in questo caso la materia prima non può essere prodotta in loco senza diventare un taroccamento.
    in definitiva non è che un presidente possa decidere di favorire le aziende che gli hanno pagato la campagna elettorale e sfavorire quelle che si sono schierate contro la sua elezione  se queste sono le preferite da chi ha votato per i suoi avversari.
    Non mi pare che questo sia il modo giusto di fare politica.
    Bisognerebbe guardare le cifre e guardarla tipologia di prodotti non certo i marchi.
    Un decreto dovrebbe rispettare i vincoli di generalità e astrattezza, il che impedirebbe di inserire nelle leggi il nome dei marchi ma solo la tipologia di prodotto e l’origine che in teoria dovrebbe riguardare tutti i luoghi di importazione ma con percentuali diverse a seconda del costo della vita e del lavoro oltreché la bilancia commerciale.
    Il che significa che un paese come il Vietnam dovrebbe importare di più di quanto esporta verso un paese con più alto costo della vita e del lavoro.
    Quindi risulta inaccettabile e deleterio,se non per ragioni sanitarie o di sicurezza, il blocco o il dazio riferito ad un marchio specifico,senza peraltro osservare la bilancia commerciale..

     
  • giamps78 11:40 il 23 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    “sogni d’oro” gentiloni faccia inserire il valore dell’euro nei trattati 

    È troppo chiedere che l’oscillazione
    del cambio monetario dell’euro sia previsto nei trattati europei ma anche e soprattutto nei trattati di libero scambio con un vincolo di reciprocità ad esempio nei confronti del dollaro canadese?
    Perché l’euro può arrivare a valere 1,60 dollari,può scoppiare una gravissima crisi economica in Europa e non esiste alcun trattato europeo che obblighi ad un intervento diretto le istituzioni dell’unione?
    Questo è un grave errore e ci sono forse 24 mesi per porre rimedio.
    Tempo fa i paesi europei decisero che i cambi monetari tra i principali paesi europei dovessero avere un lasco del 10%.
    La lira italiana non doveva più essere svalutata per guadagnare competitività sul marco tedesco, stesso principio per la dracma la peseta ecc ecc.
    A sancire questo principio è poi arrivato l’euro che inizialmente doveva essere la moneta unica mentre in realtà di monete ce ne sono altre 5 con altre 5 banche centrali,all’interno dell’unione europea.
    Voglio capire perché quando viene deciso un trattato di libero scambio tra l’Europa ed il canada non si parla in alcun modo del valore delle due monete.
    Com’è possibile eliminare i dazi tra i vari paesi creando quindi una maggiore interdipendenza senza che vi sia alcun vincolo sul valore della moneta?
    Come mai i paesi europei prima che nascesse l’euro avevano sottoscritto dei patti per fare in modo che non fosse più possibile la svalutazione competitiva ed invece ora si comportano diversamente con gli altri paesi?
    Infondo l’obbiettivo era lo stesso,la maggiore apertura delle economie europee eliminando il tentativo di guadagnare competitività sfruttando la debolezza della moneta.
    La risposta è semplice, il nord Europa ci sfrutta e vuole ottenere pian piano ,goccia dopo goccia,che il nostro prodotto interno lordo sia messo sul piatto della bilancia a livello mondiale come contropartita alla riunificazione della germania a cui noi stiamo pagando il vero dazio europeo a causa di politiche monetarie totalmente sbagliate e studiate a tavolino per renderci irrilevanti.
    Com’è possibile che la commissione europea non abbia ancora attivato delle procedure per il controllo politico della moneta o che non ci sia ancora una proposta per avere una forchetta all’interno della quale l’euro dovrebbe rimanere nei confronti della principale valuta mondiale cioè il dollaro alla quale si agganciano stati come la Cina con miliardi di abitanti?

    L’euro quando è stato pensato valeva 0,90,si stabilisca 0,80 come valore minimo e si stabilisca 1,15 come valore massimo, è ragionevole, l’ex cancelliere tedesco Schröder diceva che sopra 1,15 avremmo cominciato ad avere problemi.
    Se non si vuole un controllo politico della moneta si metta un valore minimo ed un valore massimo superati i quali la banca centrale europea ha l’obbligo di agire con un mandato chiaro.
    Ed invece no, la Germania e questo nuovo sacro romano impero vuole sacrificare l’economia dei paesi del sud dell’Europa sull’altare del mondialismo,come costo per la riunificazione tedesca che noi stiamo pagando da decenni.
    Se non c’è un accordo su quale valore di riferimento debba avere la moneta unica (che unica non è) allora non ha neppure senso che questa moneta vi sia.
    Grazie tedeschi per le briciole!
    Dopo ben 7 anni e mezzo il presidente tedesco del parlamento europeo Schulz si dimette.
    Gli accordi tra PSE e PPE intercorsi 7 anni e mezzo fa parlavano di due anni e mezzo ,cioè metà legislatura,e poi dimissioni ed invece sono diventati 7 anni e mezzo.
    All’Italia la consolazione dei rimanenti 2 anni e mezzo fino al termine dell’attuale legislatura.
    Ma c’è un motivo se erano due italiani su due a concorrere a questa carica.
    I tedeschi non volevano la riconferma di Draghi alla BCE e non volevano alcun italiano al suo posto.
    Ecco che la poltroncina ha fatto comodo ai politicanti nostrani e si sono buttati a capofitto per prenderla,anche se solo per due anni e mezzo,mentre i tedeschi si riprendono la BCE ,cosa che non avrebbero potuto fare se Schulz fosse stato ancora in carica.
    La Germania,non è un segreto,punta a far ritornare l’euro sopra quota 1,30 in 12 o al massimo 24 mesi.
    Siccome non esiste alcun accordo tra i singoli stati, il valore dell’euro non è scritto da nessuna parte,quindi se Draghi dice che per alzare l’inflazione e farla tornare al 2% si devono stampare banconote,allora si stampano banconote e diminuisce il valore dell’euro.
    Se la BCE decide di riprendersi indietro tutti i soldi stampati e di non reinvestirli,il valore della moneta torna immediatamente ad alzarsi.
    “Mr camomilla” cioè l’attuale presidente del consiglio italiano dovrebbe salire con i piedi sul tavolo europeo, strapparsi la camicia diventando verde come hulk per ottenere finalmente un buon accordo ed invece siamo in piena continuità con Prodi e con Berlusconi che per una poltroncina da commissario europeo e per la salvaguardia del potere imprenditoriale “di famiglia” hanno svenduto un intero popolo.

    Il renzian-rutelliano ex-margheritino Paolo gentiloni si prepara a firmare supinamente la dichiarazione d’intenti per i 60 anni dei trattati di Roma.
    “Sogni d’oro” non ci pensa minimamente a strapparsi la camicia diventando verde come hulk, si accontenta di essere preso per il naso dai tedeschi.
    E io non credo che sia un caso l’euro che arriva a 1,60 sul dollaro anche perché ci sono esplicite dichiarazioni di banchieri nord-europei che auspicavano che accadesse.
    E io non credo che sia un caso che la polonia abbia mantenuto lo sloti, che la Romania abbia mantenuto il lev quando sono entrati nell’unione europea.
    Casualmente sono tutte monete deboli che facevano comodo alla Germania per non diminuire il valore dell’euro e per sostituire le economie dei paesi del sud Europa grazie al loro basso costo della vita e del lavoro.
    Non solo ci hanno fatto pagare la riunificazione con la Germania dell’est ,ora ci stanno facendo pagare pure la riunificazione con dell’est dell’Europa che ci ruba il prodotto interno lordo lo internazionalizza.
    Se si vuole l’unità europea si parta dal medesimo costo della vita e del lavoro,si fissino per legge i tariffari minimi e massimi all’interno dei quali il mercato deve muoversi all’interno dell’unione europea.
    Si metta nei trattar il valore indicativo della moneta,si usi lo stesso metro di misura utilizzato nei confronti dell’Italia quando c’era la lira chiedendo che i cambi non subissero modifiche e si stabilisca la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici da parte della banca centrale o la successiva vendita sul mercato di tali titoli a seconda del valore indicativo concordato all’interno dei trattati di libero scambio.
    Altrimenti si stanno usando due metri e due misure diverse nei confronti del sud-Europa costretto ad un cambio fisso da ben prima dell’entrata nell’euro,e ad esempio del Canada la cui moneta ai svaluterà nei confronti dell’euro appena finirà il QE della BCE.
    Questo “serpente monetario” globale deve essere regolato e non lasciato in mano ai soliti banchieri, basterebbe scrivere nella riga successiva a quella dove si parla di inflazione al 2%, tra i mandati della banca centrale europea,anche quello di mantenere il valore dell’euro al di sotto di 1,15 e al di sopra di 0,80 acquistando o vendendo titoli di stato per rimanere all’interno di questa forchetta.
    Se c’è questa clausula di salvaguardia e se c’è nei futuri trattati di libero scambio un riferimento ai dazi in relazione alla svalutazione, ovvero l’impegno di non modificare il valore della moneta,ad esempio il dollaro canadese,noi saremmo apposto.
    Ovviamente fermo restando  l’austerità,che può esistere senza essere estremizzata da fiscal compact solo all’interno di regole ragionevoli che non ci penalizzino troppo

     
  • giamps78 06:47 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bill Gates vuole tassare i robot…cominciamo a tassare i possessori di software Microsoft! 

    Come si può pensare nell’epoca della globalizzazione di tassare dei robot che sostituiscono gli esseri umani nella catena produttiva senza che i furbi capitalisti ne traggano un vantaggio?
    Alzando muri doganali!
    Come si fa a non calcolare che se tassi i robot le produzioni robotizzate vanno all’estero,in un qualsiasi “paradiso” e poi entrano nei nostri mercati ad un prezzo molto più basso lasciando disoccupati pure i nostri robot?!?
    Il Canada ad esempio ha stretto un patto di libero scambio con l’Europa, supponiamo non intenda tassare i robot,chiaramente i loro prodotti costeranno meno al netto del trasporto.
    Questo significa che un numero di prodotti sempre crescenti, creati da robot che lavorano 24 ore al giorno senza pagare tasse manderanno qui moltissima merce creando buchi di bilancio ovvero riducendo le entrate fiscali derivanti dai robot “nostrani” fino ad azzerarle per l’assenza totale delle produzioni.
    È un ragionamento sbagliato nelle sue fondamenta a meno che questa proposta non venga assunta a livello globale,con una tassa obbligatoriamente uguale per tutti pena il divieto di vendere prodotti.
    Ma poi ci saranno comunque le triangolazioni fatte dagli stati canaglia.
    queste futuribili e ipotetiche entrate fiscali servirebbero contro la povertà per creare il magnifico reddito di cittadinanza  che non potrà essere mantenuto a lungo visto che siamo economie che si fondano sul debito.
    Invece il ragionamento corretto non è quello di tassare i robot per far costare di più il loro lavoro dando un reddito di cittadinanza agli umani che restano senza.
    Il ragionamento corretto è quello di far lavorare questi robot per creare prodotti gratuiti per quelle persone che non possono permettersi degli acquisti, senza che questi abbiano bisogno di redditi di cittadinanza.
    Quindi più lavoreranno i robot,più il costo del loro lavoro sarà basso, più persone potranno avere molti più oggetti e ricevere molti più servizi gratuiti.
    l’organizzazione lavorativa degli esseri umani deve riguardare lavori in assenza dell’ultra competizione, ma tornare come un tempo a fare qualche cosa senza che si guardi alla produttività ed invece mettendo davanti le priorità sociali e territoriali da fare obbligatoriamente per poter ricevere quei beni gratuiti.
    Penso per esempio alla corrente elettrica,se fosse gratuita fino ad una certa quantità il povero la potrebbe usare senza bisogno di soldi mettendo in atto comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

    Inoltre,non abbiamo bisogno di centralizzazioni produttive che rendano dipendenti e schiave le popolazioni che ricevono i beni, così come non c’è bisogno della centralizzazione delle fonti energetiche, ma di autoproduzione locale.
    Km zero,autoproduciamoci gli oggetti direttamente in casa con una stampante 3D,perché dovremmo tassare una stampante 3D?
    A questo punto tassiamo anche tutti i possessori di software Microsoft!
    Quanti posti di lavoro hanno portato via automatizzando le operazioni i software di Bill Gates?
    Degli scolari di una scuola,in Italia,hanno creato delle protesi per le vittime di guerra in africa.
    La particolarità stava nei materiali utilizzati,tutta plastica riciclata lavorata attraverso una stampante 3D
    Hanno cominciato le spedizioni in africa ed hanno avuto un grande riscontro.
    Ma si sono accorti che le spedizioni e le lungaggini nei controlli facevano salire il prezzo anche di 10 volte.
    Hanno preso le stampanti e le hanno inviate in africa ed hanno abbattuto i costi.
    Dunque il problema non è costituito dai robot ma dall’uso che se ne fa successivamente e dalla accessibilità a tali prodotti all’interno del sistema autocratico-capitalista.
    Dalla “lotta di mercato” dovrebbero essere quindi esclusi alcuni beni la cui distribuzione può essere gratuita.
    Beni ad esempio come l’accesso all’acqua per la quale vale lo stesso discorso fatto per la fornitura di energia elettrica, gratuita fino ad una certa quantità oltre la quale si deve pagare,senza mescolare l’una parte gratuita con la parte a pagamento e senza conguagli di sorta.
    Chi non ha pagato non può avere accesso oltre il limite gratuito giornaliero/ settimanale.
    Limite gratuito che però significa anche non avere balzelli mensili con costi di allacciamento o di servizio e di canone idrico,quelli sono fatti pagare solo a chi tale limite lo sfora.
    E questa rappresenta la terza via tra un sistema previdenziale del “dare soldi a tutti” e un sistema a capitalizzazione dove chi non ha versato i contributi diventa povero assoluto e molto probabilmente delinque.
    Il tutto mescolato con un lavoro collettivo territoriale al di fuori del mercato “a concorrenza perfetta” senza che quest’ultimo sia cancellato nei suoi principi ma cercando di limitarlo nel suo potere di schiavitù sulle popolazioni

     
  • giamps78 11:22 il 16 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco come trovare i 3,4 miliardi che chiede l’Europa senza bisogno di tagli 

    prima di leggere  l’articolo qui sotto leggi questo  “ultimate Cell per migliorare competitività”:

    :https://giamps78.wordpress.com/2015/11/30/cop21-ultimate-cell-per-migliorare-competitivita/

    In 6 mesi l’Italia può ridurre del 70% le emissioni e guadagnare competitività,può avere risparmi di spesa corrente superiori ai 3,4 miliardi di euro chiesti dall’Europa.
    Le tappe sono semplicissime e a costo zero.
    Si aumentano le accise sulla benzina di 15 centesimi,questa accisa viene interamente utilizzata per finanziare la modifica delle automobili attualmente circolanti.
    Una legge obbligherà ogni autovettura a montare questo sistema senza però alcun costo aggiuntivo che infatti sarà pagato dallo stato tramite quei 15 centesimi di accisa.
    Il sistema è formato da una piccola scatoletta che si monta all’altezza del motore all’interno del cofano.
    Chi guida un’auto che possiede tale sistema non noterà alcuna differenza ed anzi noterà dei miglioramenti.
    Lo stato concederà la possibilità ai produttori e ai concessionari di ritirare le auto della propria marca,lo stato pagherà i costi per il montaggio di tale scatola che può essere creata da chiunque anche solo guardando un filmato su. youtube.
    I costruttori di autoveicoli faranno certificare all’autorità la propria scatoletta che poi monteranno nei propri modelli e per questo lavoro saranno pagati dallo stato.
    Ma una legge dovrà prevedere l’obbligo per qualunque possessore di automezzi di montare siffatta scatoletta.
    Ne esistono per ogni cilindrata,in Australia l’hanno montata sui tir, a Lisbona l’hanno montata sui taxi,in un comune italiano l’hanno montata sulle autovetture della polizia municipale ed il risultato è sempre il medesimo:
    Diminuzione del 70% delle emissioni e diminuzione dal 20% al 30% del consumo di carburante a seguito di una migliore combustione.
    Quindi abbiamo un qualche cosa che crea un vantaggio per chiunque .
    Chi guida il mezzo pagherà 15 centesimi per ogni litro in più, ma avrà bisogno del 20% in meno di carburante,fatti due conti si vede che 15 centesimi sono inferiori agli oltre 30 centesimi risparmiati dal minor fabbisogno del mezzo.
    Ci guadagna la sanità pubblica con la riduzione dei costi visti i tanti ricoveri e i tanti morti sono dovuti a questa causa,con un miglioramento sensibile della qualità della vita.
    Risparmiamo in infrazioni europee già aperte che comportano multe salate.
    Lo stato risparmia nel costo amministrativo nella circolazione dei mezzi di pubblica sicurezza,soldi risparmiati che sono ben superiori a 3,4 miliardi di euro in minor fabbisogno di carburante.
    Basta così poco per far migliorare la competitività del sistema paese migliorando anche la bilancia commerciale con l’estero e la diminuzione del 20% del petrolio importato.
    Il funzionamento della “scatoletta” è molto semplice,la batteria dà corrente elettrica all’acqua,l’acqua si trasforma in idrogeno ed ossigeno attraverso l’elettrolisi e attraverso il tubicino dell’iniezione si buttano queste due componenti nel motore e il carburante,diesel,benzina,metano che sia,bruciano meglio offrendo prestazioni migliori consumando meno e riducendo sensibilmente la quantità di inquinanti prodotti.
    Non è difficile…
    Ad oggi dopo 3 anni dalle prime applicazioni non sono risultati danni ai motori,ripeto su motori che da tre anni utilizzano questo sistema non c’è alcun danno visibile e anzi il motore sembra abbia pure meno problemi ed abbia bisogno di un numero inferiore di riparazioni.
    Ma se dovesse succedere qualche problema dal quarto anno in poi se ne farà carico lo stato,che potrà costituire un fondo apposito per queste eventualità.
    Ma nel frattempo avremmo migliorato la vita dei cittadini,sensibilmente.
    Infine una precisazione:
    Non c’è alcuna bombola per l’idrogeno.
    Quel poco che viene prodotto,ed è veramente poco, aumenta il numero di ottani e cambia la compressione del carburante fossile per l’esplosione nel cilindro e non viene accumulato idrogeno quindi senza contravvenire alle norme di sicurezza.l

     
  • giamps78 06:50 il 14 January, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ministro tedesco Schäuble se la prenda con se stesso non con la b.c.e 

    Il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schäuble ha guardato due parametri della sua economia nazionale e si è accorto che i risparmiatori tedeschi stanno perdendo potere d’acquisto.
    Intatti i tassi di interesse sono bassi ed in molti casi negativi mentre l’inflazione di dicembre in Germania ha fatto segnare un più 1,7%.
    Questo evidentemente determina una perdita reale per chi mette i soldi in banca e quindi genera un impoverimento.
    Il ministro accusa le politiche espansive della banca centrale europea ed in particolare il quantitative easing sostenendo che i tassi sono bassi a causa dell’acquisto di titoli pubblici.
    Questo è vero,la banca centrale europea acquistando titoli di stato nell’eurozona ha abbassato i tassi di interesse di ogni stato,ma compresa la Germania che grazie a quei tassi negativi ha ottenuto risparmi considerevoli sul suo bilancio pubblico.
    Voglio ricordare che, in cifra assoluta, il debito pubblico tedesco è il più alto d’Europa, superando anche quello italiano.
    Poi evidentemente non c’è partita quando tale debito viene relazionato al prodotto interno lordo dove la Germania risulta uno degli stati migliori in Europa,tuttavia sfora di uno dei parametri assurdi del fiscal compact che loro stessi hanno imposto a tutta l’Europa,ovvero il raggiungimento del 60% del prodotto interno lordo.
    Secondo tali disposizioni europee,i tedeschi dovrebbero abbassare il proprio debito(in percentuale al prodotto interno lordo) ogni anno fino ad arrivare al raggiungimento di tale percentuale.
    Certamente le manovre monetarie  della b.c.e. Stanno giocando un ruolo chiave grazie alla riduzione dei tassi di interesse,e lo ricordo,un debito acquistato a tassi di interessi negativi equivale ad una monetizzazione del debito,cioè ad una sua riduzione.
    Se mi indebito di 100 ed il tasso di interesse risulta negativo,dovrò restituire meno di 100 e considerando che l’inflazione di dicembre è all’1,7%, significa che i risparmi reali per le casse tedesche sono probabilmente oltre il 2%, il che significa che il raggiungimento del parametro del 60% del prodotto interno lordo come descritto nel fiscal compact risulta essere più vicino.
    Si apre però un problema,un contrasto tra trattati europei,l’uno appena citato e l’altro che riguarda il surplus commerciale.

    Malgrado la Germania sfori anche quest’ultimo parametro e lo faccia dal primo anno di crisi dell’economia europea(e forse è una delle concause principali di tale crisi),quindi da molto prima che la b.c.e. Prendesse le decisioni di politica monetaria,i tedeschi si ostinano a dire che la colpa,anche in questo caso è della b.c.e..
    Forse le cose stanno esattamente all’opposto visto che prima la Germania ha sforato il surplus e poi c’è stata la crisi del debito,lo spread,il quantitative easing,quindi magari la causa del quantitative easing va cercata nel surplus tedesco,così come il prendere forza in Europa di tutti i movimenti anti-europeisti sono causati dalle politiche tedesche e questo principalmente per un motivo:
    A tassi negativi bisogna indebitarsi per fare investimenti che consentano di ottenere la deflazione tecnologica, in modo tale da far scendere l’inflazione, e questa cosa la Germania non la sta facendo.
    I tedeschi della Volkswagen hanno avuto la bella idea di questo “carburante sintetico”,un carburante che può essere creato a km zero, un carburante che può sostituire quello fossile proveniente dai confini extra-europei in luoghi dove ora ci sono conflitti.
    Il governo tedesco potrebbe fare 300 miliardi di novo debito.che ottiene a tasso negativo, potrebbe acquistare dalla Volkswagen il brevetto e nazionalizzare la produzione autarchica di carburante.
    Otterrebbe un grande aumento del prodotto interno lordo,la riduzione della dipendenza energetica e la riduzione dell’inflazione.
    Una volta realizzata e messa in funzione questa società, e riscontrati i risparmi sulla bilancia commerciale extra-ue ,potrà venderla ai privati recuperando tutti i 300 miliardi spesi per Investimento.
    Riducendo così il deficit commerciale extra-ue potrà migliorare il surplus commerciale all’interno della ue donando tale brevetto all’unione europea e magari realizzando impianti pubblici di conversione anche nel resto d’Europa per consentire anche agli altri stati una indipendenza energetica ed un miglioramento della bilancia commerciale extra-ue
    Il problema europeo oggi è costituito dall’immobilismo tedesco,dalla mancanza di interventi strutturali pubblici dovuti all’intervento dello stato nell’economia.
    Se sheauble tiene ai tedeschi faccia debito per offrire ai tedeschi defiscalizzazioni totali da un lato e obbligo di investimento dall’altro sul risparmio energetico,visto che nobilmente la germania ha deciso di chiudere le centrali nucleari.

    La Volkswagen ha un altro bellissimo brevetto che è chiamato eco-blue che serve per produrre energia elettrica da un motore diesel, mi pare di ricordare che 500 mila di queste eco-blue creano la stessa energia elettrica di una centrale nucleare,con la differenza delle dimensioni visto che una di esse può stare in uno scantinato,magari di un edificio pubblico, e produce molta più energia di quella che consuma e quindi può venderla ad altri edifici privati oppure tramite un accordo con il fornitore di rete può dare tale energia ad altri edifici pubblici anche a centinaia di km di distanza.
    La eco-blue può essere modificata per funzionare a diesel sintetico che può essere prodotto anche con l’investimento pubblico.
    Alla fine della storia si può creare deflazione tecnologica tramite investimenti pubblici anche per tagliare le spese pubbliche e quindi abbassare le tasse pagate dai cittadini,lasciando a loro più soldi in tasca,ma nel modo esattamente opposto a quello descritto da sheauble.
    E’ vero che i tedeschi perdono competitività,ma per causa del loro immobilismo e non per colpa della b.c.e che invece si muove.
    I tedeschi devono investire in risparmi e in deflazione tecnologica per far abbassare la loro inflazione facendo emergere l’economia reale,la parte viva della loro società e non possono continuare a incancrenirsi sull’economia finanziaria tentando di vivere di rendita,perché la rendita adesso ha i tassi negativi e quindi l’investimento in deflazione tecnologica è l’unica che può raccordare i parametri allineando tassi di interesse all’inflazione migliorando inoltre competitività del sistema paese e qualità di vita,ad esempio con la riduzione delle emissioni e diminuendo e non invece alimentando l’antieuropeismo.
    Comprando da Volkswagen sia brevetto sulla eco-blue sia il brevetto sul carburante sintetico magari risolve anche molti problemi economici di quell’azienda in modo da limitare l’impatto Dell multe che hanno ricevuto per aver superato il limite delle emissioni.
    Si,la Germania perde il 2% tra competitività e potere d’acquisto,ma la colpa è dei tedeschi

    Schäuble sostituisce
    un poker da economia reale con dei 2 di picche da rendita finanziaria tirando in ballo i risparmiatori.
    La Germania non può vivere di rendita acquisita schiacciando gli altri partner europei,deve investire e deve farlo nel modo giusto nei settori strategici.

     
  • giamps78 13:14 il 3 September, 2016 Permalink | Rispondi  

    Serve subito un piano per l’indipendenza energetica 

    Alcune notizie uscite negli ultimi giorni parlano della possibile scelta di alcuni governi di vietare dal 2030 le automobili a combustione per ridurre l’inquinamento.

    Trovo che questa scelta sarebbe insulsa perchè non è un motore a combustione a produrre inquinamento ma le fonti fossili.

    Queste ultime non vanno più usate non solo perchè inquinano,non solo perchè sono prodotte all’estero e importate,ma anche perchè il petrolio rappresenta il sangue nero della terra e va preservato per il futuro.

    Anzi, probabilmente arriverà un momento in cui pagheremo i paesi arabi per rimettere sotto terra tutto il petrolio che è stato estratto nel secolo scorso.

    Come detto, non è una macchina ad inquinare, anche una vettura d’epoca inquinerebbe zero se utilizzasse benzina sintetica.

    I carburanti sintetici si possono produrre riciclando la CO2 e aggiungendo idrogeno creato da energia eletrica prodotta da fonte rinnovabile.

    Preso atto che questo processo appare ben più costoso ben più costoso rispetto ad una normale estrazione petrolifera e farebbe lievitare il costo per litro di carburante, va detto che le cose stanno all’opposto.

    Il costo maggiore è quello che non è meno visibile, è il costo economico di non autoprodursi l’energia e di non far circolare la moneta all’interno dei nostri territori, è il costo sociale dei morti causati dalle polveri sottili, dal riscaldamento globale, e dei futuri terremoti che non dipenderanno tanto dalla pratica del fracking quanto dall’assenza di questi pozzi nel sottosuolo e della loro funzione nello scambio di calore tra il centro del pianeta e la periferia, con l’intensificarsi di un clima più aggressivo e devastante.

    Quindi da subito servono incentivi economici, esattamente il contrario di quello che viene proposto dal FMI per contrastare i cambi climatici.
    NON BISOGNA AUMENTARE LE TASSE SUI PRODOTTI FOSSILI PER OTTENERE DENARO DA REINVESTIRE SU ALTRE FONTI PIU’ PULITE.

    Le tasse sui carburanti sono già elevatissime da molti anni ed il problema non solo non si è risolto ma è peggiorato, alzarle ancora peggiorerà ulteriormente anche la competitività del sistema dove nel mondo sono presenti paesi che pagano quasi 20 volte di meno il costo del carburante e che grazie alle regole del WTO inviano qui le loro merci a prezzi stracciati costringendoli a comprarli visto che noi siamo in crisi e non arriviamo alla fine del mese, creando così l’effetto domino.

    No, bisogna detassare i prodotti “simil-petroliferi” che però sono verdi, che possono essere utilizzati sulle stesse autovetture senza bisogno di alcuna conversione ma al massimo di un cambio degli iniettori, e che sono prodotte in loco, non certamente importate dal Brasile o da luoghi dove si coltiva olio di palma per creare ad esempio il bio-diesel distruggendo foreste.

    Va fatta una lista di processi “verdi” che sono virtuosi e che danno uno sconto “alla pompa” che permette a tale prodotto di essere indicato come sostitutivo del prodotto fossile e che non inquina.
    Evidentemente tale prodotto deve poter essere utilizzato su qualsiasi autovettura già oggi circolante con al massimo piccole modifiche.
    Al posto delle “domeniche a piedi” quando si sforeranno i parametri delle polveri sottili in una determinata città, il sindaco potrà far chiudere tutti i distributori di benzina, a parte quelli verdi.

    Verdi non perchè vendono la falsa benzina verde, ma quella vera, quella prodotta ad esempio con il processo di fisher-troopsh, che unendo idrogeno alla CO2 può produrre diesel-sintetico, benzina-sintetica, metano sintetico.

    Un piccolissimo esempio:
    Se un comune dotasse ogni singolo ristorante di un contenitore per l’olio esausto, magari dotato di un sensore che riveli la quantità riversata in modo da andare a prenderlo nel momento giusto….

    Se questo comune facesse un consorzio con altri comuni per l’acquisto di costose attrezzature che permettono la trasformazione di quest’olio in bio-diesel…

    Il comune otterrebbe non solo una buona quantità di carburante da utilizzare nei propri mezzi pubblici, ma otterrebbe della glicerina come scarto di lavorazione.

    La glicerina riduce del 40% il costo per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi, e questo consentirebbe di ottenere del diesel sintetico ad un prezzo molto inferiore e quindi di far andare i mezzi pubblici riducendo i costi di esercizio, evitando dolorosi tagli e ripagando il costo delle infrastrutture.

    Non solo, queste nuove infrastrutture potranno essere luogo per dare occupazione sia a persone specializzate sia a persone che già lavorano per il comune e che ora vedono a rischio taglio il proprio posto di lavoro.

    Il comune poi potrebbe consegnare a tutta la popolazione dei contenitore per l’olio sfuso, facendo crescere di gran lunga la raccolta e quindi il numero di litri di bio-diesel utilizzato dai mezzi pubblici.

    In questo caso si potrebbero adirittura azzerare l’I.V.A. e le accise che il comune attualmente versa allo stato:
    infatti non si tratterebbe di acquistare carburante ma di autoprodurlo senza alcun tipo di vendita, dunque senza alcun tipo di accisa.
    Quindi il costo del carburante esentasse potrebbe essere intorno ai 90 centesimi,quindi inferiore agli attuali prezzi dei distributori di benzina.

    Ma all’interno di questi 90 centesimi ci sarebbero nuovi posti di lavoro locali, alcuni ad alta specializzazione, ci sarebbe minor inquinamento di laghi e fiumi grazie alla raccolta dell’olio esausto, ci sarebbe una minor quantità di denaro che va all’estero etc etc…

    Questo dell’olio esausto si può replicare per qualsiasi altra “materia prima”, che può essere anche solo ad esempio erba che oggi diventa fieno e molto spesso viene buttata perchè non sono più nutrite le bestie.
    O anche il compostaggio può essere reindirizzato per creare carburanti ecologici e nuovi posti di lavoro abbassando i costi.

    Se poi lo stato o ancora meglio l’unione europea facessero una detassazione di questi carburanti verdi, si verificherebbe la possibilità di nuovi investimenti verdi, perchè la competizione tra i vecchi carburanti e quelli nuovi permetterebbero di avere produzioni di bio-diesel ad un prezzo competitivo e la scelta dell’automobilista che alla pompa trova prezzi similari.

    Oggi sappiamo che il moltiplicatore dell’iva che si calcola perfino sulle accise, portano il litro di benzina a costare ben più di 1 euro solo pagando queste imposte.
    Quindi è impossibile competere con chi da decenni estrae petrolio o metano dall’africa, dal medio oriente o dalla Russia.
    Ecco perchè è necessaria questa detassazione mirata ed è invece sbagliato togliere dal mercato le automobili a benzina e diesel.

     
  • giamps78 14:39 il 4 July, 2016 Permalink | Rispondi  

    L’europa e l’autarchia energetica: rinnovabile, pubblica e autoprodotta localmente 

    ImmagineSi dice che l’europa stia perdendo importanza nell’economia mondiale.
    In effetti come è facile verificare sono sorti nuovi imperi produttivi in giro per il mondo.

    Forse non era da denigrare chi 20 anni fa diceva che l’italia non doveva entrare nell’euro…

    Forse non è da denigrare chi sostiene da diverso tempo che ci voglia l’euro a 2 velocità.

    Ma forse neppure i “no-global” che erano contrari al mercato del WTO una qualche ragione l’avevano anche loro.

    A distanza di 15-20 anni si vede tutta la nostra fragilità di fronte a questi accordi internazionali presi troppo alla leggera dai nostri politicanti e difesi in ogni caso a spada tratta.

    La creazione dell’euro ha appiattito la maggior parte delle economie europee su uno standard da moneta ultra-forte, con i banchieri nord-europei che hanno voluto speculare sull’euro ed hanno voluto portare il suo valore sul dollaro ad un valore di 1,60.

    Negli stessi identici anni, mentre si costruiva l’euro, si allargava pure il WTO e dunque in maniera automatica si è data in mano ai paesi europei,che storicamente hanno sempre avuto una moneta forte, una clava contro i paesi europei che storicamente avevano una moneta che si svalutava.

    Quindi la conseguenza naturale è stata la delocalizzazione di imprese da paesi che avevano una economia con una moneta che non si svalutava più, verso paesi con un più basso costo della vita e del lavoro, si trovassero anche in Cina.

    Il mercato consente di produrre di più a prezzi più bassi, la qualità si mantiene perchè viene esportato anche il “know-how” e molte volte vengono trasferiti pure i mezzi di produzione.

    Ottenere un prezzo di produzione più basso facendo lavorare più persone è il sogno di qualsiasi imprenditore.

    Solo che i lavoratori non erano più italiani, ma rimanevano italiani i consumatori.

    L’imprenditore riusciva così ad aumentare i margini di profitto per singolo pezzo prodotto e a rivenderlo ad un prezzo più basso di prima,insomma avevano trovato l’uovo di colombo.

    Quello con cui non avevano fatto i conti è che lo stato dell’economia nei paesi dove si subisce questo tipo di fregatura è destinato al fallimento.

    E’ che l’italia storicamente ha una struttura che prevede molti aiuti sociali con le casse integrazioni e la disoccupazione, pensioni ben più alte e versate senza contributi, molti lavoratori statali, un settore terziario gonfiato nei numeri dove c’è un numero di occupati molto alti, e tutta una serie di “servizi” alla persona.

    Sicchè parrebbe non fosse importante se alcune aziende produttive delocalizzano, parrebbe che si possa tirare avanti e far finta di nulla.

    E’ no, perchè alla fine si scopre che se non è assunta sufficiente manodopera nei settori primario e secondario pure il terziario va in affanno.
    Non perchè il numero dei prodotti creati sia sceso, anzi è aumentato…
    Ma perchè l’economia va in perdita strutturale nel momento in cui uno stato non è più in grado di produrre i beni di prima necessità che vengono creati.

    Uno stato che dipendesse dall’estero per la maggior parte dei suoi prodotti vitali può mettere in preventivo la propria morte.

    E che qualcuno non si sogni di guardare il numero delle esportazioni italiane confrontandole con il numero(in cifra assoluta) delle importazioni.
    Bisognerebbe sapere che la differenza del costo della vita e del lavoro influisce in maniera determinante anche su questi numeri.

    Se un pezzo è creato da 10 operai in un paese del terzo mondo e un altro pezzo è creato da 1 solo operaio italiano, e se il primo costa un decimo del secondo, è evidente che se noi importiamo 10 di quei pezzi ed esportiamo 1 solo pezzo in cifra assoluta sembra che ci sia una parità tra importazioni ed esportazioni.

    Ma così non è, perchè per fare quei 10 pezzi nel paese del terzo mondo ci hanno lavorato 100 persone, 10 per ogni pezzo, mentre per fare l’unico pezzo italiano ci ha lavorato una sola persona.

    Dopodichè i numero dell’economia dicono che magari 100 euro sono importati e 100 euro sono esportati ma come altre volte ho specificato, i numeri crudi hanno bisogno di essere interpretati.

    Quando si è fatto il WTO e il successivo allargamento del WTO non si sono mica preoccupati di tutto questo.
    E nemmeno quando si è fatto la moneta euro gestendola malissimo e con dei trattati europei sbagliatissimi si sono preoccupati.

    Ed oggi di fronte all’evidenza con l’europa che perde fette importanti di mercato e diventa serva a tutti i livelli dei poteri forti, non c’è nessuno che alzi la voce contro chi utilizza la speculazione all’interno di regole sbagliate e che ne chieda la modifica.

    Ipocritamente e con messaggi ingannevoli ci sono i servi dei poteri forti che chiedono ancora più regole sbagliate dicendo che solo così l’europa può salvarsi.
    In realtà è l’esatto opposto, loro hanno creato questa crisi e questa devastazione della nostra società e loro vorrebbero portare a termine il lavoro.

    E anche il fenomeno dell’immigrazione è strettamente correlato agli errori dei nostri politici che si sono fatti fregare dalle promesse capitaliste.

    Perchè non si può credere che non ci sia una correlazione tra la presenza delle multinazionali nelle zone dove sono presenti materie prime con una casualissima guerra civile ed una casualissima tirannia presente in quegli stati.

    Non si può credere che non vi sia una correlazione tra cacciabombardieri statunitensi e francesi che si muovono solo se sotto terra è presente del petrolio o se c’è qualche miniera con dei metalli prezioni o in alternativa in assenza di tutto questo se ne fregano…

    Detto poi che sono sbagliati i grafici a torte che contengono il prodotto interno lordo mondiale, perchè non tengono conto del potere d’aquisto delle singole monete.

    E in quel grafico sbagliato dove l’europa avrebbe ancora una parte rilevante del prodotto interno lordo mondiale, che però poi scende sotto il 20% se effettivamente si tiene conto dei poteri d’aquisto delle monete, c’è la disparità utilizzata dai capitalisti per fare le proprie fortune.

    Infatti come ho detto altre volte ci sono zone del mondo dove con 1 solo euro si riempie il carrello della spesa, ed altre dove sono necessari 100 euro.
    E non ho scritto queste cifre a caso, perchè sono le stesse dell’esempio di cui sopra riferito alle esportazioni ed alle importazioni.

    Il costo del lavoro e della vita è così differente da aver creato queste deformazioni avendo messo in mezzo a tutto questo processo un sistema economico che si fonda sul debito ed un sistema bancario che si fonda sulla speculazione internazionale.

    Ma l’europa avrebbe i mezzi per uscire da questa situazione, il problema è la mancanza di volontà perchè i poteri forti sono quelli che controllano ad esempio il comparto della produzione e della compravendita dell’energia.

    L’europa è importatore netto di energia per il trasporto, ma è anche un ottimo produttore di energia elettrica e di energia da fonti rinnovabili.

    Se l’europa ricominciasse da qui, creando un sistema di investimenti pubblici per la auto produzione di energia da trasporto smetterebbe di dipendere da quegli stati che oggi esportano questi beni, smetterebbe dunque di dare soldi a tutti i paesi che circondano l’europa.

    Dal nord africa al medio oriente alla russia.

    Ci produciamo da soli la nostra energia, non siamo più dipendenti dal mercato e dalle crisi energetiche internazionali, creiamo nuovi posti di lavoro e smettiamo di regalare soldi in giro per il mondo in luoghi dove poi sono fomentate guerre e dove sfruttiamo le materie prime e sono schiavizzati popoli.

    Ed invece no!
    I nostri politicanti vogliono farci soffocare di iva e di tasse sui carburanti e nel frattempo vogliono mantenere il sistema creato dalle multinazionali energetiche che è anche la base strategica militare delle guerre nelle varie parti del mondo.
    In questo senso è indispensabile pure i nuovI metanodottI south-stream E north-stream, è strategicamente fondamentale…
    Invece di dare incentivi alle auto elettriche che oggi costano molto di più delle altre,invece di dare incentivi al settore primario per autoprodurre bio-metano trasformando una scarto in risorsa, o di utilizzarel’energia elettrica per produrre i nuovi carbiranti sintetici sostituendo quelli fossili.

    No per questo bisogna aspettare, le multinazionali non possono pestarsi i piedi tra loro, ognuna ha il proprio settore dal quale deve trarre l’indebito guadagno sui cittadini facendo aumentare il debito pubblico.

    AI POLITICANTI EUROPEI NON INTERESSA CHE TUTT’INTORNO ALL’EUROPA NEI PAESI CHE ESPORTANO CARBURANTI FOSSILI CI SIA UNA BELLA GUERRA CIVILE.

    Ma questa volta qualcosa è andato diversamente.
    Mentre in passato ad ogni guerra di vedeva il prezzo del petrolio andare su e provocare speculazioni nelle economie, colpi di inflazione che facevano raddoppiare o triplicare il capitale a chi aveva investito in un determinato modo, questa volta è successo l’esatto opposto.

    Il prezzo del petrolio è rimasto altissimi per 10 anni dopo l’attacco alle torri gemelle e la controffensiva in irak, causando problemi alla tenuta dell’economia occidentale che ha avuto l’esito con la crisi del 2007.
    A questo si è sommato il valore dell’euro sul dollaro che ha portato ad una perdita di competitività complessiva.

    Ma ora la situazione è opposta, dopo che è scoppiata la bolla economica si è sgonfiato il prezzo del petrolio dopo che le banche centrali hanno cominciato a stampare banconote SENZA LE QUALI CI SAREBBE STATO UN DEFAULT GLOBALE DEL SISTEMA BANCARIO, nonostante sia diventata maggiore e più aspra la guerra in medio oriente e sia nato l’isis il prezzo del petrolio si è dimezzato rispetto ai valori precedenti ma è rimasto più alto del triplo rispetto ai valori del 2001, anno dell’attacco alle torri gemelle.

    Ora stiamo arrivando al dunque, ma purtroppo i nostri politicanti devono inseguire l’interesse marcatista e non l’interesse di una società che stanno continuando a devastare giorno dopo giorno, da decenni.

    L’europa può tornare grande se applica politiche di autarchia energetica rinnovabile, pubblica e autoprodotta localmente e può creare stabilità nel mondo se riesce poi ad esportare questo modello sociale.

    Ma oggi la direzione intrapresa è esattamente l’opposta.

    Un futuro florido si può immaginare con servizi minimi gratuiti e autoprodotti con i lavori pubblici comunali, senza bisogno che i cittadini ricevano pensione statale e dunque senza la creazione di debito pubblico, azzerando così la disoccupazione.

     
  • giamps78 21:04 il 27 April, 2016 Permalink | Rispondi  

    Accisa sulle bibite gassate zuccherate 

    Dal mio personale punto di vista è corretto mettere l’accisa sulle bibite gassate che contengono zucchero, ma nel contempo andrebbero ridotte le tasse alle bibite gassate non zuccherate.

    Ritengo che una differenza di costo anche di soli 20-30 centesimi di differenza per litro, tra una bibita zuccherata e una non zuccherata della stessa identica marca fare la differenza modificando le preferenze dei consumatori.

    In pratica si altererebbe il mercato incentivando il consumo virtuoso di bibite gassate non zuccherate riducendo così il costo sanitario visto che l’elemento zuccherino secondo alcuni studi è la principale causa di malattie gravi, prima ancora del tabacco.

    La nostra società è in sovrappeso ed i politici hanno il dovere di utilizzare tutte le leve legislative necessarie per migliorare lo stile di vita dei cittadini.

    Ma questo non basta, bisognerà dare soldi a tutti i produttori di zucchero che purtroppo avranno meno lavoro e lo stato dovrà comprare lo zucchero invenduto creando bioetanolo e sostituendo una parte dei combustibili fossili.

    Così facendo si salvaguardano i posti di lavoro dericante dal settore primario e si riduce l’inquinamento atmosferico, e migliorerà ulteriormente la qualità della vita dei cittadini e diminuiranno ulteriormente anche le spese sanitarie.

    Una società migliore a saldi invariati per lo stato.

    Revisionare l’IVA, portando al 5% tutte le bibite non zuccherate e tutti i sostitutivi dello zucchero come ad esempio la stevia sarebbe una buona cosa.

    Inoltre sarebbe una buona mossa anche portare dal 22% al 30% le bibite zuccherate, ed anche lo zucchero stesso.

    Evidentemente questo significa portare l’IVA al 30% o mettere l’accisa di 50 centesimi anche per gli alcolici e i super-alcolici che contengono zucchero, e cioè quasi tutti.

     
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