Updates from luglio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 10:21 il 27 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    strategia del G7 è fallimentare: “prima i nostri” va declinato in africa a favore degli africani 

    Il G7 e G20 sono gli organismi che rappresentano l’egoismo internazionale dei paesi che sulla carta sono i più evoluti del pianeta.
    Fin quando dovremo pagare dazio agli speculatori finanziari che comandano questi politicanti per mantenere regole economiche assurde?
    Il continente africano è un grande esportatore di cibo ma al tempo stesso è anche il continente con la più grande malnutrizione.
    Paesi come la Cina hanno abbandonato la politica del figlio unico solo perché hanno grandi possedimenti in africa che consentono loro di produrre grandi quantità di riso, nel mentre gli africani muoiono di fame.
    Molte aziende, anche italiane, sono andate in africa e sfruttano il tasso cambio monetario e l’assenza di diritti per schiavizzare chi in precedenza aveva una propria produzione locale e aveva di che sopravvivere.
    Le multinazionali forniscono denaro ai tiranni di turno,cosicché possano comprare armi, e creano prodotti che diventano concorrenza sleale qui da noi e costringono le nostre aziende al lavoro nero per poter resistere al mercato.
    Abbiamo dunque profughi causati da guerre create dalle multinazionali e che magari a causa delle multinazionali hanno perduto il lavoro, che vengono qui a lavorare in nero per far concorrenza a prodotti creati in africa.
    Questo ad esempio è capitato con una famosa multinazionale del pomodoro.
    La soluzione proposta ieri durante il G7 di Taormina non potrà risolvere alcun problema reale, infarti i problemi che si cercano di risolvere sono stati creati in primis dal G7 e dalla totale assenza di regole economiche e sul movimento di capitali.
    Gli stati del G7 hanno insito l’egoismo economico dettato da una lettura errata del prodotto interno lordo sul quale si annidano gli speculatori dell’economia che è fondata sul debito.
    E d’altra parte a nulla è servito in passato l’eliminazione dei debiti degli stati africani, la situazione non solo non è migliorata ma se possibile è pure peggiorata.
    Il cambiamento principale per poter migliorare la situazione in africa riguarda il commercio del cibo:
    NESSUNO STATO AFRICANO DEVE POTER ESPORTARE CIBO VERSO ALTRI PAESI AFRICANI O VERSO PAESI EXTRA-AFRICANI FIN QUANDO IN QUELLO STATO CI SONO PERSONE DENUTRITE.

    “prima i nostri” deve valere anche in africa nel senso di “prima i loro”, cioè  se arriva la multinazionale deve prima pensare a dar da mangiare agli africani che abitano in quello stato e poi,il di più, può essere esportato.
    Tutto questo ad eccezione del cibo equo-solidale certificato che segue differenti regole produttive ed economiche e rientrano nell’interscambio internazionale tra le culture e necessitano di uno spazio minimo vitale in ogni stato.
    Il bene dell’Africa si fa legando il territorio alle persone evitando la privatizzazione dei servizi, ma lasciando che questi siano gratuiti.
    Ovviamente la gratuità produce un minor costo per prodotto creato,per questo motivo non ci può concorrenza perfetta e non ci può essere libero scambio perché le aziende sfruttano il lavoro per fare concorrenza sleale.
    L’egoismo ci porta a ritenere che l’integrazione si faccia prendendo dall’Africa i migliori cervelli o le persone più portate ad imparare a svolgere un’occupazione ed invece è esattamente il contrario perché si priva il continente africano di quei cervelli che avrebbero potuto garantire quello sviluppo.
    L’egoismo del prodotto interno lordo internazionalizzato ci fa vedere gli altri stati come concorrenti, sviluppare l’Africa con l’assenza totale di regole del commercio significa semplicemente far chiudere le nostre aziende.
    Insegnare ad un migrante un lavoro è doveroso ma due sono gli errori:
    1)insegnare il lavoro sbagliato,ovvero quello che serve alle nostre produzioni e non invece alle produzioni del paese di origine analizzando la morfologia,le risorse e lo stadio di sviluppo.
    2)permettere che l’Africa ci faccia concorrenza sleale, ovvero sia lasciare che l’economia internazionalista fondata su debito permetta a quel lavoratore che noi abbiamo formato e che è ritornato in africa di svolgere produzioni che successivamente creino una concorrenza sleale.
    Quindi se c’è da spendere soldi per portare l’attrezzatura affinché in un villaggio africano ci sia l’acqua,non si può lasciare che quell’acqua cada nelle ma i di multinazionali o che sia gestita da privati,fossero pure appartenenti a quel villaggio.
    Ma tale acqua dovrebbe essere gratuita per tutti gli abitanti.
    L’avere la vendita di quell’acqua,fossero pure pochi i centesimi per acquistarla innesca una serie di processi e alla fine si saranno spesi soldi inutilmente perché molta più gente di prima morirà di sete.
    Invece dire che tutti hanno diritto ad un litro di acqua al giorno ma solo se si adoperano almeno 1 ora al giorno in lavori utili a quel villaggio significa dare un’occupazione e una motivazione a tali persone.
    Stesso dicasi per altri beni e per altre attività gestite localmente e democraticamente puntando ad avere una disoccupazione zero anche seni lavori svolti sembrerebbero obsoleti visti dall’occidente,ma sono utilissimi nel villaggio. e da questo punto di vista molto da insegnare visto che abbiamo un passato di artigianato nelle professioni che però qui da noi oggi sono quasi scomparse perché uccise dal mercato.
    Continuano a fare delle pubblicità in televisione dove si mostrano questi bambini denutriti e si chiedono degli euro di donazione.
    Poi con quei soldi si comprano dei prodotti che magari sono arrivati qui proprio dall’africa,sono stati etichettati e confezionati i n itala e sembrano italiani, e poi li rimandiamo in africa per le persone che muoiono di fame.
    È assurdo

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 13:09 il 30 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Macroregioni: Le gabbie salariali per far rinascere il sud Italia e diminuire il debito 

    Abbiamo bisogno di una grande riforma, di macroregioni che non vanno intese come semplici unioni di regioni che però mantengono le stesse competenze che hanno oggi.
    Non ha senso sprecare energie per la lotta alla criminalità presente nel sud Italia,questa infatti non è la causa ma deriva da una mancata organizzazione economica delle regioni del sud Italia e sparisce da sola se tali errori vengono corretti.
    Bisogna intervenire sulla legge della domanda e dell’offerta stabilendo delle tariffe fisse ma diversificate a seconda della macroregione.
    Il che non significa ridurre le tasse al sud Italia,anzi,l’esatto opposto.
    Un esempio:
    Lo stato attraverso l’autorità per l’energia sta decidendo il prezzo della corrente elettrica.
    C’È una sbagliatissima riforma dell’energia che vorrebbe “liberalizzare il mercato” dell’energia elettrica e che in pratica significa solo liberalizzare il profitto senza limite dei soliti speculatori capitalisti.
    Questa riforma va fermata.
    Lo stato deve stabilire il prezzo dell’energia facendola pagare il 20% in meno nelle macroregioni del sud Italia e il 30% in meno nelle isole.
    Attenzione,questo non significa diminuire la percentuale di tasse su quel prezzo,e nemmeno compensare con risorse pubbliche la differenza di prezzo.
    Anzi,essendo il prezzo più basso di 20 o 30 punti percentuali, lo stato eliminerà parte dei sussidi che oggi sono concessi,in quanto costituirebbero un doppione.
    Se quindi diminuisce il costo della componente energetica nel sud Italia,abbiamo un inizio di divergenza dell’inflazione tra macroregione e macroregione.
    Tale differenza si esplicita poi sui contratti del pubblico impiego, sull’indicizzazione delle pensioni,sulle retribuzioni dei lavoratori privati.
    Si stanno differenziando le varie zone d’Italia.
    Non piace ai sindacati,lo so,loro vorrebbero la contrattazione nazionale,le leggi che valgono per tutti e bla bla bla.
    Tutto molto bello,ma forse non si sono accorti che la stessa identica moneta che usiamo noi la usano in quasi tutta Europa e che il libero scambio ha eliminato dazi tra paesi europei.
    Forse non si sono accorti che il commercio mondiale ha accorciato le distanze,anche grazie alla digitalizzazione,al telelavoro etc etc.
    Quindi, o si stabilisce un salario fisso mondiale per ogni singola mansione,un salario che sia uguale ovunque, cosa idilliaca ma credo impossibile da realizzare,oppure ci si adegua e si fa concorrere il nord italia con la Germania ed il sud Italia con la Polonia.
    Non ci sono molte altre scelte.
    Quindi la critica al mercato la si fa fissando dei prezzi tramite le leggi e differenziando questi prezzi.
    Naturalmente nell’esempio del costo dell’energia elettrica di può affermare che nei luoghi dove la corrente elettrica costa meno ci sono meno profitti e meno soldi per gli investimenti.
    Falso,perché a fronte di una diminuzione del costo dell’energia elettrica, le aziende che forniscono il servizio saranno autorizzate a diminuire le remunerazioni dei propri occupati,per fare in modo di non avere perdite.
    Attenzione che il meccanismo è complesso: Anche chi riceverà una retribuzione inferiore dovrà pagare meno i prezzi ed i servizi di cui usufruisce.
    A lungo termine il risultato che si ottiene è l’esatto opposto, sempre se il mondo di mezzo cioè i fornitori di beni e servizi non cercano di fare i furbi aumentando i guadagni.
    Sarà il sud Italia ad aver diminuito il costo degli investimenti in quanto questo costo è strettamente relazionato al costo della vita e del lavoro.
    Sarà il sud quindi che espanderà quelle attività che al nord sono oggi troppo costose.
    Il sud avrà un calo nelle importazioni perché avrà minor potere d’acquisto sulle merci che arrivano dall’estero rispetto al nord, ma diventerà concorrenziale per un segmento produttivo che oggi è importazione,perché no magari nel ramo tecnologico.
    Sbaglia chi pensa che detassare le assunzioni dei giovani nel sud Italia possa portare qualche effetto macroeconomico.
    Rimarrà tutto come prima anzi peggiorerà ancora.
    Le percentuali tasse semmai andranno diminuite nelle macroregioni del nord,dove il costo della vita e del lavoro sono più alti.
    Va diminuito il costo della vita e quello del lavoro al sud Italia,questo è il sistema visto che i sindacati hanno fallito nella contrattazione internazionale,sono stati isolati nei propri livelli nazional, mentre subiamo la concorrenza sleale dall’estero.
    In altre parole in questi decenni il capitalismo ha fatto ciò che ha voluto delle lotte per i diritti dei lavoratori e l’unica difesa la si è trovata nella contrattazione nazionale,non in quella internazionale.
    Ma gli interessi all’interno di una nazione sono così variegati e differenziati da non poter avere una visione comune da portare a livello internazionale.
    Dividi et impera,questo ha fatto il capitalismo.

     
  • giamps78 10:17 il 24 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    La teoria del default economico evolutivo annulla distinzione tra socialismo democratico e socialismo rivoluzionario di destra o di sinistra 

    Personalmente non sono favorevole alla cancellazione di un debito,ma semmai ad una sia monetizzazione grazie agli interessi negativi e alla deflazione.
    Certo, in passato ho svolto considerazioni riguardo allo stato delle cose in Giappone,che ha il rapporto tra debito e prodotto interno lordo peggiore del pianeta, facendo però notare che quel debito pubblico è in mano pubblica, e se quindi la bank of japan (BOJ) avesse deciso di eliminarlo lo avrebbe potuto fare senza conseguenze e di colpo il Giappone sarebbe passato ad essere il più virtuoso.
    Questo serviva per far capire che la situazione giapponese non era affatto la peggiore anzi, l’assenza cronica di inflazione non rappresentava un problema ma un’opportunità, che ha permesso il mantenimento dell’esistenza di una banca pubblica e ha permesso ai giapponesi di avere gli stipendi più alti del pianeta con la disoccupazione più bassa del pianeta.
    Ma purtroppo gli economisti mondiali,pagati chissà da chi, hanno deciso che il Giappone da malato immaginario dovesse trasformarsi in malato reale,quindi l’fmi ha insistito e il premier giapponese Abe , che passerà alla storia per il completo fallimento della sua riforma economica chiamata “abenomics”, ha deciso di introdurre la tassa sul valore aggiunto con risultati che per loro non potranno che essere catastrofici.
    Non sostengo e non ho mai sostenuto l’eliminazione del debito, di principio resto contrario al fallimento degli stati, anzi le cose stanno esattamente all’opposto.
    Sono i fautori del capitalismo ad essere favorevoli ai default generalizzati perché dicono che si tratta di fenomeni naturali che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, rappresentano un qualcosa di inevitabile e poi la ruota continua a girare.
    I fautori di questa teoria hanno visto con favore la crisi del 2007 negli usa trasferitasi in Europa l’anno seguente trascinata dalla crisi delle banche e dell’immobiliare.
    I fautori di questa teoria grazie alle crisi moltiplicano i loro guadagni e scaricano le perdite sui poveri cretini.
    I fautori di questa teoria sono contrari austerità al controllo dei conti,creano volutamente instabilità politiche e guerre e dicono che il progresso compie passi da gigante proprio grazie a questo sistema che per loro funziona perfettamente.
    Loro dicono: Abbiamo una scoperta scientifica in più,stiamo avanzando velocissimamente verso il progresso,e questo grazie al sistema capitalista che sarà pure ingiusto ma ottiene risultati grazie alla promessa di profitto individuale.

    I default economici sono visti come Darwin ha descritto l’evoluzione della specie, necessaria per il perfezionamento,quindi non solo positiva ma anche indicata.
    Nel mondo reale questo accade, l’essere umano stravolge l’habitat che ne ha permesso l’esistenza ed elimina le altre specie animali portandole all’estinzione.
    Le due cose sono perfettamente collegate,battersi contro l’espianto degli ulivi per il passaggio di un metanodotto significa battere contro questo tipo di filosofia che si trasforma in religione occulta e che ogni giorno diventa sempre più pervasiva.
    Questa teoria si presenta bene perché da un lato offre denaro facile,dall’altro fa grandi discorsi contro le povertà ma nel reale delle cose si appropria del potere, dei sistemi comunicativi, crea terrorismi per utilizzare le paure delle persone e così controllarle meglio.
    Essere favorevoli all’austerità e al controllo della spesa significa ripudiare il sistema capitalista che si fonda sul debito ed essere favorevoli ad avere una banca centrale pubblica che possa stampare denaro ed acquistare titoli di stato.
    I problemi economici a cui assistiamo oggi sono molto simili ai problemi economici di 100 anni fa, il problema dell’economia è sempre lo stesso e rappresenta lo scontro con il capitalismo.
    Ma rispetto al passato c’è un’esperienza in più che è stata fatta.
    Ad esempio l’abbattere lo zar in Russia ed il fare la rivoluzione socialista non ha significato realizzare il socialismo e neppure ha significato eliminare il capitalismo che difatti ha poi vinto.
    I problemi riscontrati dagli abitanti dell’unione sovietica erano i medesimi e non sono star risolti in alcun modo da quel tipo di socialismo che era semplicemente una scatola vuota ma che spacciava contenuti quali ad esempio l’uguaglianza ed è sfociato in un regime anti democratico tanto da far rimpiangere lo zar.
    Questo perché prima di parlare di socialismo bisogna porre rimedio ai problemi costruttivi del capitalismo che altrimenti vincerà sempre.
    Se non si risolvono questi problemi,a partire da quelli relativi all’economia che si fonda sui debiti pubblici, che sia socialismo riformista o rivoluzionario poco cambia.
    Il primo andrà al governo democraticamente ma non risolverà alcun problema,il Second andrà al governo in maniera autoritaria e in egual modo non riuscirà a risolvere alcun problema.

     
  • giamps78 19:38 il 13 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non ho cambiato idea sull’euro e non ho cambiato idea sulla Lira 

    Io non ho mai cambiato idea sull’euro e certamente non faccio come quelli che contemporaneamente raccolgono le firme per l’impossibile uscita dall’euro e poi nel proprio programma si dicono favorevoli agli eurobond.
    Intanto perché non è possibile uscire dall’euro senza uscire anche dall’unione europea e poi perché in tempi non sospetti parlavo di eurobond “per nobili fini”, era il 2009,vedasi alla voce “vincere il consumismo globale” e suo tempo vidi con favore anche la proposta dei “perpetual bond” proponendone l’integrazione nel QE.
    Prima di tutto il ragionamento che faccio non riguarda solamente l’euro, riguarda qualsiasi moneta ed è di questa un punto fondamentale: La proprietà pubblica della banca e l’acquisto di titoli di stato invenduti.
    Questi sono princìpi,princìpi economici, e sono più importanti del votare a destra piuttosto che a sinistra o al centro.
    Se l’euro rispetta questi principi sono favorevole all’euro, se non li rispetta sono contrario.
    Questo vale per qualsiasi moneta, fosse pire la lira di cui era stata vietata la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici già da prima dell’euro e già da prima del trattato di Maastricht, soprattutto a causa degli speculatori e dei politicanti che hanno allargato le maglie della spesa pubblica,nonché delle assurde riforme europee cominciate con l’imposta sul valore aggiunto che tra parentesi è tassa europea, creata attraverso un trattato europeo, e con una percentuale che finisce direttamente nelle casse europee.
    In pratica l’Europa ci ha fregato 100 miliardi di euro,anzi noi li abbiamo regalati a loro a fondi perduto.
    Più è alta questa tassa,più viene alzata, più l’Europa ottiene soldi, ecco perché sono sempre li ad imporre questa misura economica.
    Si dimenticano di dire che questa logora il tessuto sociale,ma lasciamo perdere…
    Tornando al discorso precedente, abbiamo avuto una banca d’Italia privatizzata segretamente per decine di anni e tutto questo andando contro alla legge dello stato.
    Ma visto che era un segreto la legge si poteva infrangere…
    Abbiamo avuto l’impossibilità di stampare banconote per acquistare titoli di stato invenduti.
    Tutto questo prima di entrare nell’euro.
    Qualcuno però continua ad affermare il contrario dicendo falsità.
    A quel tipo di moneta che si chiami euro o che si chiami lira, che sia europea o che sia nazionale, non posso che essere contrarissimo.

    Qualcuno racconta che tornando alla lira potremmo ricominciare a stampare banconote, e’ semplicemente falso.
    Credo che queste affermazioni vadano viste come quei bei ricordi di un tempo, del tipo “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”.
    Ma questo accade solo perché la situazione appare irripetibile ed il cervello umano tende a ricordare certe cose e a dimenticarne altre.
    Quindi se hai la lira vuoi l’euro, se hai l’euro vuoi la lor solo perché non ce l’hai.
    Ci si dimentica delle cose negative, ci si ricorda solo di quelle positive oppure al contrario ci si ricorda solo di quelle negative e si cerca di dimenticare quelle positive.
    Dipende da quale parte della barricata si sceglie di stare.
    Io uso dei semplici parametri e in base a questi affermo che non mi interessa se la moneta si chiama euro o si chiama lira.
    Ai 2 parametri individuati in precedenza vanno sommati ad altri parametri quali ad esempio l’austerità  e gli investimenti pubblici per opere pubbliche per dirigere il mercato in certi settori.
    L’austerità è ovvia, senza si finirebbe nelle braccia degli speculatori e questo impedirebbe di continuare ad avere la possibilità di stampare banconote per l’acquisto dei titoli di stato.
    Chi dice di tornare alla lira per stampare la propria moneta e porre di e austerità dice qualche cosa di totalmente irreale, a meno che non contempli un default del debito.
    Ci può stare, ha dichiarato default anche la Germania nel secondo dopoguerra, ha dichiarato default l’Islanda pochi anni fa ed ora cresce alla grande.
    L’importante è che si dica apertamente,poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
    Quindi,ritornando al discorso sull’euro ,non sono io a cambiare idea.
    La banca centrale europea immette nel mercato capitalista migliaia di miliardi e acquista titoli di stato, permette agli stati di ottenere i soldi dagli interessi di tali titoli permettendo così una riduzione del deficit (checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE), OVVIAMENTE non posso che guardare con favore questo fatto che ha portato ad un aumento dei posti di lavoro in tutta l’eurozona (di nuovo: checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE).
    La banca centrale europea innesta la retromarcia e non solo diminuisce gli acquisti ma addirittura disimpegna tutti quelli fatti precedentemente facendoci tornare alla situazione precedente con l’euro che torna ad apprezzarsi, i posti di lavoro che tornano a scendere, gli speculatori che si divertono  con lo spread…

    Chiaramente non posso che tornare ad avere una posizione negativa su questa moneta.
    Ma non sono mica io ad aver cambiato idea, è. La moneta a non rispettare dei principi che rimangono fissi e che non si sono mossi di un millimetro.
    D’altra parte abbiamo una banca che si chiama federale ma che è privata,totalmente privata e che governa la moneta mondiale grazie alle guerre per il petrolio e alla guerra fredda.
    Pluribus unum,in una società creata dalla massoneria pluto-democratica fondata su proprietà privata e collegi elettorali uninominali che stampa segretamente banconote per darle ai suoi accoliti in giro per il mondo senza renderlo pubblico e senza rischiare alcun processo visto che sono totalmente di rosso scudati.
    E questi ci lanciano contro i loro speculatori per farci svendere ogni proprietà pubblica visto che per loro lire le elezioni sono un fatto privato.
    Di fronte a questo,cioè ad un privato sempre più accentratore di ogni attività pubblica la risposta si ha nella stampa di banconote.
    Poco importa se si dice no al reddito di cittadinanza,se si dice no a pensioni ottenute senza aver versato i contributi.
    Qui stiamo difendendo un principio ben più elevato della lotta alla povertà dei singoli,stiamo difendendo il principio base che permette l’esistenza della proprietà pubblica,cioè di una proprietà che appartiene a tutti i cittadini, il principio di esistenza del collettivismo.
    Il pensionato sarà Pure povero,la mamma che non ha versato i contributi perché ha svolto le faccende domestiche senza essere retribuita, il lavoratore che non riesce ad ottenere l’aumento contrattuale sono tutti casi che riguardano privati cittadini.
    Nessuno si sta accorgendo che le attuali generazioni saranno le uniche a godere dei “privilegi” conquistati dalle precedenti?
    Ci sarebbero decine di esempi,il pensionato che ha il retributivo come sistema di calcolo continua ad averlo,i pensionati più giovani man mano che passa il tempo vanno verso il contributivo con l’indicizzazione sui contributi veri continua a diminuire.
    Alte esempio potrebbe essere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori,rimasto inalterato per chi un lavoro già Lo aveva ed eliminato dolo per i neo assunti sopra i 15 dipendenti ovvero dove sono presenti i sindacati.
    Stiamo difendendo posizioni dei singoli che diventano ogni giorno peggiori senza guardare al problema vero:  La moneta.

    Le società confrontano i loro sistemi produttivi e  vince quella che sta meglio, l’altra soccombe e noi stiamo soccombendo.
    Non servirà assolutamente a nulla alzare una busta paga,anzi sarà assolutamente controproducente ed è la medesima ricetta che questo stato segue da decenni e da decenni firma con i sindacati i nuovi contratti e ogni anno si sta peggio del precedente,piano piano,poco poco.
    Sarà meglio lasciare inalterate le buste paga del settore pubblico usando quei soldi per gli investimenti, piuttosto che  alzare artificialmente l’inflazione permettendo l’aumento dei profitti del settore privato che eroga qualsiasi bene e servizio e che quest’anno ha già Elevato le remunerazioni.
    Mi pare che ci siamo già passati con l’entrata nell’euro e tutti che credevano di fare maggiori profitti aumentando i prezzi, toccando il minimo storico di disoccupati.
    Ma se quel sistema avesse funzionato oggi non avremmo il record opposto di disoccupati,causati dalla perdita di competitività Dovuta a quello stesso aumento dei prezzi che non si è verificato ad esempio in Germania che mantiene prezzi dei prodotti il 30% più bassi.
    Purtroppo c’è ancora qualcuno che pensa che il profitto privato nulla ha a che fare con i soldi pubblici, che uno più riesce a guadagnare grazie alla legge della domanda e dell’offerta più è bravo,e non invece scorretto perché (così come gli altri) avrebbe potuto esigere il giusto ma ha voluto di più.
    Per questo motivo i prezzi base  devono essere fissati dalle autorità dando  al mercato un riferimento di partenza Standardizzato.
    La banca centrale o nazionale deve essere pubblica perché ogni nuova banconota che viene stampata , che non va a sostituire altre banconote, appartiene al popolo, per definizione, quindi sono soldi pubblici, quindi sono nelle disponibilità del governo, quindi ovviamente si possono acquistare titoli di stato.
    Diverso invece l’impatto che questo ha sull’economia, per questo è necessaria l’austerità per poter continuare a stampare banconote e continuare ad avere proprietà pubbliche che poi potranno operare anche nella lotta contro le povertà.
    Assurdo sarebbe privatizzare ogni cosa per fingere di dare briciole a singoli provati mentre è del tutto evidente che i diritti conquistati nel secolo scorso stanno andando a scadenza.
    E poi sono i capitalisti stessi ad inventarsi l’aiuto pubblico ai più poveri,tramite il reddito di cittadinanza o tramite la tassazione dei robot.  lo stato regala denaro ai poveri indebitandosi con le stesse multinazionali che a quei poveri vendono i prodotti che altrimenti non venderebber

     
  • giamps78 18:14 il 26 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Terminato il quantitative easing l’Italia andrà default e arriverà la troika 

    Lo stato italiano è già praticamente fallito e appena terminerà il quantitative easing della banca centrale europea ritorneremo alla medesima situazione in cui ci siamo trovati nel 2011, con lo spread sopra quota 500.
    Se, come par di capire, la BCE ritirerà dal mercato le banconote utilizzate in questi anni per acquistare titoli di stato,appena questi arriveranno a scadenza saremo nuovamente nelle mani degli speculatori.
    Il nostro debito è alto, e così essendo alto il rischio saranno alti anche gli interessi, condizione questa per ottenere il rifinanziamento del debito pubblico dal mercato dei capitali privati internazionali.
    Il problema è che il bilancio pubblico non può sopportare i tassi di interesse che il mercato vuole.
    Chi mai comprerebbe debito dall’Italia a tassi bassi quando ha a disposizione altri titoli di stato appartenenti ad altri paesi europei che hanno rischio praticamente zero?
    Un QE che venisse disinvestito totalmente e che non si confermasse nel tempo sarebbe un fuoco di paglia, poi inevitabilmente arriverebbe la troika con le misure draconiane.
    i nostri governanti invece di preoccuparsi dei 60 anni dalla firma dei trattati, invece di operazioni di cosmesi, dovrebbero occuparsi di problemi veri.
    Se la BCE oltre a non acquistare nuovi titoli di stato decidesse di disinvestire i soldi che ha impegnato in questi anni non rinnovando gli stessi acquisti già fatti sarebbe una tragedia.
    Certo ci sarebbe in europa chi se la godrebbe una situazione come questa.
    Saranno tutti lì come sciacalli pronti a prelevare ciò che rimane del nostro prodotto interno lordo, a prendere la ricchezza senza sforzi come hanno fatto con la Grecia.
    Questa è l’unione europea, quando c’è da prendere i versamenti a fondo perduto li prende,quando c’è da strangolare gli stati con un cambio monetario insopportabile li strangola,preleva soldi,preleva prodotto interno lordo.
    Quando, una volta sola è capitato, la BCE è stata obbligata a comprare titoli di stato, visto che lo hanno fatto tutti nel mondo,  è un prestito, dura pochi anni e poi viene disinvestito facendoci tornare alla situazione precedente.
    Tempo fa ho scritto che i paesi europei con economia da svalutazione monetaria hanno bisogno della stampa di banconote della banca centrale europea mentre quelli con economia da rivalutazione monetaria, abituati cioè ad avere una moneta forte sopravvivono solo se le banconote non sono stampate e il debito viene sempre acquistato dai capitali privati.
    Mi riferivo al fatto che con tassi bassi nessuno comprerebbe i titoli di stato italiani, nel caso in cui non vi sia l’ombrello della BCE,altrimenti il rischio sarebbe troppo alto per quei bassi tassi di interesse.
    Ragionamento opposto per chi ha i conti in ordine e vive di moneta forte: Essendo lidi dove i capitali si sentono protetti il rischio è basso ed hanno bisogno di una moneta forte per attrarre finanziamenti.
    Siamo arrivati oltre la soglia di saturazione salari-inflazione, che ho già spiegato molte volte, sicché ora siamo veramente nei guai a causa di economisti che non capiscono la gravità della situazione attuale e poi cascano dal pero e fanno finta di essere sorpresi quando ormai è troppo tardi, e ammettono pubblicamente di non capirci nulla di questa crisi solo quando tutti vedono il fallimento che ci hanno portato,ma solo pochi mesi dopo rialzano la cresta e si rimettono a fare i professorini come se nulla fosse,con le stesse identiche ricette usate in precedenza.

    dicano se preferiscono perdere qualche speculatore internazionale ma sopravvivere continuando con il QE pregresso oppure se preferiscono fallire,io credo sia meglio La prima ipotesi

     
  • giamps78 11:40 il 23 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    “sogni d’oro” gentiloni faccia inserire il valore dell’euro nei trattati 

    È troppo chiedere che l’oscillazione
    del cambio monetario dell’euro sia previsto nei trattati europei ma anche e soprattutto nei trattati di libero scambio con un vincolo di reciprocità ad esempio nei confronti del dollaro canadese?
    Perché l’euro può arrivare a valere 1,60 dollari,può scoppiare una gravissima crisi economica in Europa e non esiste alcun trattato europeo che obblighi ad un intervento diretto le istituzioni dell’unione?
    Questo è un grave errore e ci sono forse 24 mesi per porre rimedio.
    Tempo fa i paesi europei decisero che i cambi monetari tra i principali paesi europei dovessero avere un lasco del 10%.
    La lira italiana non doveva più essere svalutata per guadagnare competitività sul marco tedesco, stesso principio per la dracma la peseta ecc ecc.
    A sancire questo principio è poi arrivato l’euro che inizialmente doveva essere la moneta unica mentre in realtà di monete ce ne sono altre 5 con altre 5 banche centrali,all’interno dell’unione europea.
    Voglio capire perché quando viene deciso un trattato di libero scambio tra l’Europa ed il canada non si parla in alcun modo del valore delle due monete.
    Com’è possibile eliminare i dazi tra i vari paesi creando quindi una maggiore interdipendenza senza che vi sia alcun vincolo sul valore della moneta?
    Come mai i paesi europei prima che nascesse l’euro avevano sottoscritto dei patti per fare in modo che non fosse più possibile la svalutazione competitiva ed invece ora si comportano diversamente con gli altri paesi?
    Infondo l’obbiettivo era lo stesso,la maggiore apertura delle economie europee eliminando il tentativo di guadagnare competitività sfruttando la debolezza della moneta.
    La risposta è semplice, il nord Europa ci sfrutta e vuole ottenere pian piano ,goccia dopo goccia,che il nostro prodotto interno lordo sia messo sul piatto della bilancia a livello mondiale come contropartita alla riunificazione della germania a cui noi stiamo pagando il vero dazio europeo a causa di politiche monetarie totalmente sbagliate e studiate a tavolino per renderci irrilevanti.
    Com’è possibile che la commissione europea non abbia ancora attivato delle procedure per il controllo politico della moneta o che non ci sia ancora una proposta per avere una forchetta all’interno della quale l’euro dovrebbe rimanere nei confronti della principale valuta mondiale cioè il dollaro alla quale si agganciano stati come la Cina con miliardi di abitanti?

    L’euro quando è stato pensato valeva 0,90,si stabilisca 0,80 come valore minimo e si stabilisca 1,15 come valore massimo, è ragionevole, l’ex cancelliere tedesco Schröder diceva che sopra 1,15 avremmo cominciato ad avere problemi.
    Se non si vuole un controllo politico della moneta si metta un valore minimo ed un valore massimo superati i quali la banca centrale europea ha l’obbligo di agire con un mandato chiaro.
    Ed invece no, la Germania e questo nuovo sacro romano impero vuole sacrificare l’economia dei paesi del sud dell’Europa sull’altare del mondialismo,come costo per la riunificazione tedesca che noi stiamo pagando da decenni.
    Se non c’è un accordo su quale valore di riferimento debba avere la moneta unica (che unica non è) allora non ha neppure senso che questa moneta vi sia.
    Grazie tedeschi per le briciole!
    Dopo ben 7 anni e mezzo il presidente tedesco del parlamento europeo Schulz si dimette.
    Gli accordi tra PSE e PPE intercorsi 7 anni e mezzo fa parlavano di due anni e mezzo ,cioè metà legislatura,e poi dimissioni ed invece sono diventati 7 anni e mezzo.
    All’Italia la consolazione dei rimanenti 2 anni e mezzo fino al termine dell’attuale legislatura.
    Ma c’è un motivo se erano due italiani su due a concorrere a questa carica.
    I tedeschi non volevano la riconferma di Draghi alla BCE e non volevano alcun italiano al suo posto.
    Ecco che la poltroncina ha fatto comodo ai politicanti nostrani e si sono buttati a capofitto per prenderla,anche se solo per due anni e mezzo,mentre i tedeschi si riprendono la BCE ,cosa che non avrebbero potuto fare se Schulz fosse stato ancora in carica.
    La Germania,non è un segreto,punta a far ritornare l’euro sopra quota 1,30 in 12 o al massimo 24 mesi.
    Siccome non esiste alcun accordo tra i singoli stati, il valore dell’euro non è scritto da nessuna parte,quindi se Draghi dice che per alzare l’inflazione e farla tornare al 2% si devono stampare banconote,allora si stampano banconote e diminuisce il valore dell’euro.
    Se la BCE decide di riprendersi indietro tutti i soldi stampati e di non reinvestirli,il valore della moneta torna immediatamente ad alzarsi.
    “Mr camomilla” cioè l’attuale presidente del consiglio italiano dovrebbe salire con i piedi sul tavolo europeo, strapparsi la camicia diventando verde come hulk per ottenere finalmente un buon accordo ed invece siamo in piena continuità con Prodi e con Berlusconi che per una poltroncina da commissario europeo e per la salvaguardia del potere imprenditoriale “di famiglia” hanno svenduto un intero popolo.

    Il renzian-rutelliano ex-margheritino Paolo gentiloni si prepara a firmare supinamente la dichiarazione d’intenti per i 60 anni dei trattati di Roma.
    “Sogni d’oro” non ci pensa minimamente a strapparsi la camicia diventando verde come hulk, si accontenta di essere preso per il naso dai tedeschi.
    E io non credo che sia un caso l’euro che arriva a 1,60 sul dollaro anche perché ci sono esplicite dichiarazioni di banchieri nord-europei che auspicavano che accadesse.
    E io non credo che sia un caso che la polonia abbia mantenuto lo sloti, che la Romania abbia mantenuto il lev quando sono entrati nell’unione europea.
    Casualmente sono tutte monete deboli che facevano comodo alla Germania per non diminuire il valore dell’euro e per sostituire le economie dei paesi del sud Europa grazie al loro basso costo della vita e del lavoro.
    Non solo ci hanno fatto pagare la riunificazione con la Germania dell’est ,ora ci stanno facendo pagare pure la riunificazione con dell’est dell’Europa che ci ruba il prodotto interno lordo lo internazionalizza.
    Se si vuole l’unità europea si parta dal medesimo costo della vita e del lavoro,si fissino per legge i tariffari minimi e massimi all’interno dei quali il mercato deve muoversi all’interno dell’unione europea.
    Si metta nei trattar il valore indicativo della moneta,si usi lo stesso metro di misura utilizzato nei confronti dell’Italia quando c’era la lira chiedendo che i cambi non subissero modifiche e si stabilisca la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici da parte della banca centrale o la successiva vendita sul mercato di tali titoli a seconda del valore indicativo concordato all’interno dei trattati di libero scambio.
    Altrimenti si stanno usando due metri e due misure diverse nei confronti del sud-Europa costretto ad un cambio fisso da ben prima dell’entrata nell’euro,e ad esempio del Canada la cui moneta ai svaluterà nei confronti dell’euro appena finirà il QE della BCE.
    Questo “serpente monetario” globale deve essere regolato e non lasciato in mano ai soliti banchieri, basterebbe scrivere nella riga successiva a quella dove si parla di inflazione al 2%, tra i mandati della banca centrale europea,anche quello di mantenere il valore dell’euro al di sotto di 1,15 e al di sopra di 0,80 acquistando o vendendo titoli di stato per rimanere all’interno di questa forchetta.
    Se c’è questa clausula di salvaguardia e se c’è nei futuri trattati di libero scambio un riferimento ai dazi in relazione alla svalutazione, ovvero l’impegno di non modificare il valore della moneta,ad esempio il dollaro canadese,noi saremmo apposto.
    Ovviamente fermo restando  l’austerità,che può esistere senza essere estremizzata da fiscal compact solo all’interno di regole ragionevoli che non ci penalizzino troppo

     
  • giamps78 13:26 il 7 March, 2017 Permalink | Rispondi  

    Le scelte e che non sono scritte nel libro bianco di Juncker ma che la UE deve fare 

    Juncker dice di non essere un dittatore e che vuole lasciare ai singoli stati europei la scelta dell’Europa del futuro.
    Pertanto ha predisposto un libro bianco contenente 5 possibili scenari.
    In realtà questo suo tentativo è il solito tentativo, l’ennesimo, di far vedere una realtà che non esiste con il risultato finale di scelte in perfetta continuità con quelle effettuate negli ultimi decenni che saranno fonte ulteriori ingarbugliamenti.
    Non si vogliono affrontare i veri problemi perché questa Europa ormai non è in grado di affrontare alcun problema.
    Può solo fare finta, ma risulta ormai completamente paralizzata.
    Le uniche riforme che possono essere fatte sono quelle che creano danni a qualcuno per favorire qualcun altro.
    Nel libro di juncker non si parla della banca centrale Europea,non è trattato il governo politico della moneta.
    D’altra parte come aspettarsi l’ammissione di colpa sul fallimentare trattato di Maastricht?
    È completamente ignorato il tema dell’euro.
    O tutti sono obbligati ad usare l’euro oppure si scriva nero su bianco la possibilità di uscire dall’euro restando bell’unione Europea.
    Ignorato il tema del parlamento europeo, non si accenna minimamente alla possibilità di tornare ad un parlamento come organo meramente consultivo.
    Restiamo a metà strada, senza una moneta gestita dalla politica,ma con un parlamento europeo che continua ad emanare regolamenti.
    Nessun accenno alla possibilità di un mercato unico chiuso,ad oggi è più conveniente star fuori dall’unione visto che poi si possono creare accordi di libero scambio e a pagare sono come sempre le economie pii deboli all’interno dell’unione.
    Quindi le 5 proposte di juncker in realtà rappresentano una sola proposta,quella che parte dall’Europa a 27, rimandando il chiarimento che presto o tardi ci sarà comunque.
    Questo è l’ennesimo tentativo di prendere in giro chi nell’Europa a cora ci crede.
    Questo tentativo sarà l’ennesima occasione perduta che andrà ad alimentare l’anti europeismo.
    Ecco perché bisogna dire no,no alla solita fregatura europea.
    No a statuti speciali mescolati a doppie velocità ,mescolati alle non-decisioni politiche sulla moneta “unica”, mescolati a fondi europei che favoriscono chi lucra sull’assenza di diritti prelevando risorse a fondo perduto dagli stati dove i diritti co sono (o c’erano).

    No all’assenza di un referendum europeo,no all’apertura incondizionata delle frontiere ai capitali e alle merci al di fuori del mercato unico che udite udite si deve fermare esattamente dove si ferma l’unione europea.
    Al di là non possono che esservi dazi.
    Quindi gli scenari futuri non sono 5…
    Sono a gruppi di due:
    Domanda numero 1:
    Nella futura unione europea sarà possibile non avere l’euro pur rimanendo all’interno dell’unione?

    Se la risposta è no,allora 5 dei 27 stati decidano quello che vogliono fare,o dentro o fuori.
    Se invece la risposta è no,allora si deve modificare il trattato istitutivo per dare giustizia e uguaglianza ad ogni stato per fare in modo che chiunque possa uscire dall’euro restando nell’unione,come già accade a polonia,Romania etc etc..
    A seconda di come si è risposto alla precedente domanda si decide come comportarsi con le altre problematiche ad esempio con il governo della moneta.
    Se tutti avranno l’euro è evidente che risulta anche più facile istituire un governo politico della moneta attraverso una o più istituzioni parlamentari elette a suffragio universale e diretto.
    Al contrario se la moneta rientra nella doppia o tripla velocità, allora il parlamento europeo non effettuerà un controllo politico della moneta ma per forza di cose dovrà tornare al suo status originario di organo meramente consultivo.
    Chi non volesse vedere questi problemi oggi ,chi per inerzia, vigliaccheria o incapacità preferisse mettere la testa sotto la sabbia sappia che i problemi non si risolvono ignorandoli ed anzi così facendo si ingigantiranno ulteriormente.
    Quindi dentro con chi ci sta ben sapendo che i nuovi trattar dovranno essere inseriti nelle costituzioni dei singoli stati.
    Ad esempio il commercio con l’estero che l’unione europea ha ottenuto dai singoli stati è certamente incostituzionale perché i singoli stati l’hanno approvato con procedimento normale e non con legge rafforzata.
    Siccome nelle costituzioni dei singoli stati non si accenna minimamente all’esistenza di un parlamento europeo e siccome c’è scritto che la sovranità appartiene al singolo stato, è evidente l’incostituzionalità di tale trattato che espropria impunemente sovranità.
    Ma un domani  qualcuno chiederà conto di tutti questi strafalcioni, visto che il commercio con l’estero ad esempio in italia è prerogativa regionale e nazionale, ed è scritto nero su bianco e non può quindi essere dato all’unione europea senza un procedimento rafforzat

     
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