Updates from dicembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 18:19 il 4 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ennesima follia di Nicolas Maduro: Moneta virtuale per scambi internazionali usando come controvalore petrolio e diamanti! 

     

     

     

    Il fallimento del socialismo rivoluzionario non conosce tregua.
    Il non-presidente del Venezuela pensa di creare una moneta virtuale , il “petro” basata sulle riserve di oro, petrolio, gas e diamanti del paese per fare transazioni finanziarie internazionali.
    Questo significa non aver capito nulla del capitalismo…
    Maduro avrebbe si potuto creare una moneta virtuale, sarebbe stata una buona idea, ma le premesse sono ancora una volta totalmente sbagliate.
    Avrebbe potuto stabilire i prezzi dei beni, i prezzi di vendita e di acquisto, evitando che sia il mercato a stabilirli.
    Così l’inflazione sarebbe stata zero virgola zero e lo stato avrebbe di volta in volta stabilito i prezzi e non invece le singole persone.
    Lavoro per lavoro andava stabilito il prezzo giusto, e avrebbe dovuto autoprodurre tutti i beni che potevano essere autoprodotti facendo in modo di dare dignità economica a tutte le classi sociali.
    La moneta virtuale avrebbe consentito a tutti di comprare ad esempio un uovo per 10 centesimi, stabilendo che 2 centesimi rappresentano il guadagno massimo per il venditore finale,tagliando dunque buona parte dei passaggi intermedi.
    Avrebbe potuto vietare ogni importazione ed esportazione  e fare in modo che lo stato comprasse i beni mancanti che ci sono solo all’estero per far funzionare le fabbriche ed i macchinari che altrimenti sarebbero fermi e vendere quindi quei prodotti all’interno del paese al prezzo stabilito dalla legge.
    Solo così si sarebbe combattuto il capitalismo, con la moneta virtuale e l’assenza di inflazione sarebbero scomparse le banche d’affari.
    Il reddito di cittadinanza si sarebbe dato facendo lavorare chi riceveva quei soldi, facendo fare qualcosa di utile alla collettività.
    Invece tale reddito viene dato senza far lavorare nessuno e l’inflazione lo rende insufficiente per il sostentamento e viene continuamente alzato come un cane che si morde la coda.
    Purtroppo quando si è incapaci si fanno solamente danni e tra il socialismo militaristico e fallimentare di Nicolas Maduro ed il capitalismo egoistico individualista credo proprio che sia preferibile quest’ultimo.

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  • giamps78 10:28 il 26 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Welfare,robotizzazione e sistema del debito: Spiegazione crisi economica for dummies (2° parte) 

     

    Anni fa avevo intitolato un articolo “spiegazione crisi economica for dummies:
    (https://giamps78.wordpress.com/2014/12/31/spiegazione-crisi-economica-for-dummies/

    diciamo che questa ne è la continuazione…

    Vogliamo giocare a quelli che fan finta di non vedere?
    Benissimo, regaliamo pure quattordicesime, regaliamo prepensionamenti.
    Viviamo dell’oggi, come hanno fatto quelli che c’erano prima, e condanniamo quelli che ci saranno dopo ad un destino peggiore di quello che abbiamo noi oggi a causa della visione sbagliata di chi ci ha preceduto.
    Ma non è detto che questo stato e che questa repubblica riescano a sopravvivere al combinato disposto costituito dalla fine di un sistema finanziario fondato sul debito comprato dalle multinazionali private del capitale, dall’invecchiamento della popolazione che non potrà essere mantenuta senza fare oggi una riforma mancata da 20 anni e senza che vi siano tasse esosissime che desertificheranno la struttura produttiva con conseguente default del debito.
    Oggi l’età media di pensionamento è 61 anni calcolati buona parte con un sistema retributivo ma domani i tre quarti degli abitanti avranno più di 70 anni.
    Questa è una bomba sociale che fino ad oggi si è tradotta con meno diritti per il futuro senza pensare che non ci sarà alcun futuro senza oggi siano fatte delle scelte di giustizia.
    Ed invece ci ritroviamo politici che addomesticano i sindacati, che insieme stanno aumentando il debito pubblico in cifra assoluta, d’accordo con i confindustriali e con i liberi professionisti nell’alzare le remunerazioni per alzare l’inflazione per alzare falsamente il prodotto interno lordo e remunerare maggiormente il capitale dominante che vuole interessi altrimenti va all’estero.
    Ma tutto questo è stato il normale modus operandi  nel passato, è un colossale errore che ci ha portato nella situazione in cui siamo ora, un fuoco di paglia che si cerca di alimentare con altra paglia mentre il fieno in cascina va a terminare.
    Lo stesso “basso” tasso d’inflazione è una normale conseguenza dell’indebitamento.
    Come si fa a non capire questo semplice aspetto?
    Aumenti l’inflazione se puoi fare debito, se qualcuno finanzia quel debito che ha il tasso di interesse con minimo pari all’inflazione per non perdere potere d’acquisto,altrimenti di norma i soldi non lì depositi.
    L’inflazione fa salire il debito mentre pure salgono le remunerazioni altrimenti c’è recessione anziché falso prodotto interno lordo.
    .

    In un futuro non troppo anteriore ci sarà il cosiddetto effetto imbuto con tre quarti della popolazione italiana che avrà più di settant’anni.
    Se da quel quarto di popolazione rimanente ci togliamo i neonati ed i bambini che hanno la scuola dell’obbligo,e ci togliamo i lavoratori del comparto pubblico, cosa rimane?
    Chi potrà pagare i contributi per mantenere tutti quei pensionati?
    Arriviamo ad una situazione paradossale nella quale  i futuri pensionandi troveranno pensioni veramente basse ed erogate con il sistema contributivo mentre oggi continuano ad essere erogate con il sistema retributivo e solo in minima parte con quello contributivo.
    Avremo un futuro di pensionati che hanno versato veramente dei contributi,sicuramente almeno 20 anni mentre oggi con la vecchiaia sono andati in pensione  anche stranieri con 2 anni di contributi.
    Non lo dico io lo ha detto l’inps che la media degli anni di contribuzione di chi abita all’estero e riceve la pensione dall’inps è di 3 anni.
    Com’è possibile che se uno lavora 19 anni all’estero e viene qui a farsi 1 anno di lavoro riceve la pensione pagata per intero dallo stato gruviera italiano?
    Adesso è necessario creare dei risparmi sulle pensioni prepararsi per l’effetto imbuto che poi terminerà anch’esso come un ciclo.
    Tagliare oggi a chi non ha versato contributi per mettere da parte un tesoretto che consenta di superare indenni quell’effetto imbuto che si verificherà con gente che ha lavorato una vita, portando verso di loro il massimo dell’ingiustizia.
    Quanti immigrati dobbiamo importare dall’Africa per evitare di avere una percentuale così alta di pensionati?
    O non è forse meglio tagliare di 60 miliardi annui il costo attuale del sistema pensionistico diminuendo il debito pubblico per fare in modo di superare quel temporaneo effetto imbuto?
    In futuro le fabbriche saranno robotizzate, soprattutto nelle nazioni che avranno un più alto costo della vita e del lavoro.
    Qualcuno sta scherzando con l’inflazione per aumentare falsamente un prodotto interno lordo che aumenta nelle percentuali ma diminuisce nei volumi.
    Chi scherza con l’inflazione scherza con il fuoco,avrà forse subito qualche dato positivo ma alla distanza porta alla rovina l’Intero paese.
    E noi ci troviamo in questa situazione proprio perché negli anni ’80 si vantavano di un prodotto interno lordo che cresceva, ma crescendo meno dell’inflazione è andato a logorare tutti gli indici economici.

    Quindi più è alta l’inflazione più si alzano le tasse ,sia in cifra assoluta che in percentuale, che servono per ripagare quel debito che continuerà comunque ad aumentare, più si alzano le remunerazioni più diventano costosi i prodotti creati da chi riceve quegli aumenti, e per venderli hai bisogno che i compratori o siano ricchi o abbiano a loro volta un rialzo delle remunerazioni e hai bisogno della della svalutazione della moneta(cosa che con l’euro non si può più  fare) per vendere i prodotti all’estero, ma più svaluti la moneta maggiori saranno gli effetti negativi sul debito,soprattutto se in mano straniere, e sulle importazioni soprattutto se energetiche che aumenteranno il loro prezzo creando altra inflazione e altro indebitamento,maggiori saranno le tasse, più difficile sarà trovare finanziatori per quel debito.
    non è soltanto l’inflazione a determinare i tassi di interesse, ma anche il rischio tramite la legge della domanda e dell’offerta e la solidità strutturale ch va peggiorando.
    Mano a mano si logorano gli indici produttivi fin quando per forza di cose non si possono più aumentare le remunerazioni, a causa del debito ed a causa del costo del lavoro e della vita elevati a tal punto da mettere le aziende private davanti ad un bivio: Chiudere l’azienda oppure abbassare i salari?
    Questo perché alzando i salari andrebbero fuori mercato non riuscendo più a vendere quei prodotti e portando in ogni caso l’azienda alla chiusura.
    Questo però non impedisce ai libero professionisti di sguazzare nello scopo di lucro e di avere un maggiore profitto da quella maggiorazione di prezzo creata dall’inflazione e dall’aumento delle remunerazioni delle altre classi produttive e questo ingenera il pensiero che il sistema stia ancora funziona do perché permette ancora di ottenere profitti,mentre nella realtà il sistema peggiora ma si trova la scusa della mancanza di competitività, motivazione falsa che serve per occultare questo tentativo di tirare avanti un sistema fallimentare che non si vuole riformare se non nell’ottica dei vecchi parametri di giudizio che sono completamente errati.
    Si continuano a fare riforme che nella migliore delle ipotesi non servono a niente, si fa credere che le riforme vengono fatte,ma subito dopo ne servono altre altrettanto inutili.
    I politici di oggi sono come cenerentole, utilizzano un quantitative easing della banca centrale europea per far credere che si possa uscire da questa situazione utilizzando tutti i parametri e le filosofie del passato credendo forse essi stessi che questa situazione sia passeggera e che si può uscire dalla crisi, anzi, che lo stiamo già facendo.
    Ma purtroppo arriverà la mezzanotte e la carrozza tornerà a trasformarsi in zucca.
    Ma l’importante è non essere gufi, spargere ottimismo, non in vece guardare in faccia la realtà, meglio continuare a fare lo scaricabarile, magari mettendoci un bonus balconi per fingere di avere a cuore il pollice verde, un bonus da 500 euro per i diciottenni, un bonus mamma perché la denatalità, che sta colpendo tutti i paesi vittime di questo sistema che si fonda sul debito , è ai massimi storici.)

     
  • giamps78 09:52 il 16 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Subito le gabbie salariali per limitare le disuguaglianze del centralismo romano 

     

    Quando fa comodo siamo tutti italiani, quando invece c’è da ricevere le agevolazioni, lo stato centralista,governato dai renziani effetti una sistematica contrapposizione per classi d’età o per zona geografica.
    nulla che sia fondato sul merito,anzi…
    Lo stato centralista sta minando l’unitarietà della repubblica con delle leggi a dir poco infami.
    Con i soldi del nord si detassa il sud, perché , dicono loro, bisogna aiutare le zone depresse.
    È questa la soluzione rappresentata dallo spostamento degli ordinativi da una parte all’altra dello stivale?
    Certo che no.
    Già le tasse sono le più alte d’Europa, già è difficile competere con il resto d’Europa, ma qui oltre al danno si aggiunge la beffa.
    per decisione centralista romana chi già oggi paga meno tasse, in cifra assoluta sul totale degli occupati, deve pagare ancora meno tasse rispetto a chi versa nel calderone romano il doppio o il triplo.
    E questo doppio o triplo già finisce al sud, basta verificare i trasferimenti di denaro regione per regione, ovviamente facendo i calcoli giusti, non come fa la lega nord che non considera nemmeno i soldi pagati dall’inps ai pensionati dati regione per regione
    Fatti i calcoli giusti, si evince che la cifra risulta veramente importante, non alta quanto afferma la lega ma si tratta comunque di molti denari.
    No dico, fossero almeno soldi che arrivano dall’unione europea destinati alle regioni meno sviluppate…
    Non che cambi il concetto base visto che i soldi che riceve l’unione europea è il nord Italia che li versa.
    Ma almeno se sono fondi europei si evita lo spreco di fondi non spesi che altrimenti andrebbero persi, e sono parecchi miliardi tra quelli scaduti l’anno passato ma ancora da spendere dopo una nuova deroga e quelli del nuovo ciclo di 7 anni che è da poco cominciato.
    No, non sono nemmeno fondi europei.
    Sono il primo a dire che ci devono essere una tassazione differente tra regioni del sud e regioni del nord,non solo, anche tra regioni confinanti.
    Ma questo sistema non può essere fondato sul calderone centralista romano che fa preferenze con un sistema feudale che involve dall’alto verso il basso.
    Deve essere fondato sulla responsabilità e sulla capacità.
    In definitiva, chi vuole abbassare le tasse lo può fare se ha le coperture finanziarie per farlo, se diminuisce le spese.

    Qui invece c’è un sistema che si fonda sulla irresponsabilità, meno sei meritevole più ottieni denaro e vice versa.
    Come si può dire di essere a favore della meritocrazia, del libero mercato, della produttività, e poi mettersi a fare gli apprendisti stregoni penalizzando chi è più produttivo,chi è più meritevole, in sostanza chi permette al sud di spendere i soldi di altri, oltretutto riempiendosi di debiti nelle amministrazioni locali?
    Qualcuno potrebbe controbattere dicendo che non si sta minando l’unità della repubblica perché chi ha di più aiuta chi ha di meno e questo produce sviluppo che aiuta anche chi ha di più.
    In realtà il punto di vista può anche essere ribaltato, e a me sinceramente pare una versione più credibile:
    Abbassando le tasse al nord italia invece che al sud, il Nord compete maggiormente con le altre realtà europee e mondiali, cresce e questa crescita si tira avanti anche il sud.
    Dopotutto chi spende di più deve avere anche tasse più alte, altrimenti i discorsi sul merito sono del tutto infondati alla prova dei fatti.
    Le gabbie salariali permettono alle regioni del sud, se vogliono, di abbassare le tasse, ma alla luce delle spese effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
    Il sud deve necessariamente avere stipendi più bassi se vuole rilanciarsi, ma deve avere anche un costo della vita inferiore che permetta a quegli stipendi più base un maggiore potere d’acquisto e riduca così la spesa pubblica in maniera automatica.
    Perché se un comune deve asfaltare una strada e gli operai guadagnano un 30% in meno, a parità di conoscenze, il lavoro finito costerà meno e quel comune chiederà tasse inferiori ai suoi cittadini generando un ciclo virtuoso.
    A maggior potere d’acquisto corrispondono ad esempio pensioni sociali inferiori, dunque un ulteriore risparmio per la cosa pubblica che si trasforma in minor tasse per i cittadini e per le imprese di quella regione o di quella macroregione.
    Ma i sindacati, che plaudono a questa detassazione centralista renziana che premia la disuguaglianza e mina l’unità della repubblica sono contrari.
    Sono contrari perché credono di essere paladini dei diritti che invece stanno contribuendo a far togliere, anno dopo anno.
    Io invece vedrei bene una tessera della CGIL che costa il 20% in meno al sud rispetto al Nord, ma fermando le decine di miliardi di trasferimenti che vengono buttati nel calderone centralista, con questo autolesionismo insito in costoro che magari saranno spinti dalle migliori intenzioni, ma che ,come testimoniano i fatti in decenni e decenni in cui la differenza tra nord e sud è aumentata,, non funziona per niente, anzi si ottiene l’effetto opposto.

    Siamo in Europa, abbiamo tutti la stessa moneta ma costi della vita e del lavoro differenti da stato a stato.
    Dov’è la CGIL a livello europeo?
    Semplicemente non esiste perché gli interessi nazionali dei suoi pensionati superano il famigerato internazionalismo dei sindacati.
    Abbiamo l’est Europa con l’euro e costi della vita e del lavoro differenti dai nostri, perché dunque non possiamo fare la stessa cosa con il nord e con il sud Italia?
    Non si può, perché ,dicono, si creano disuguaglianze tra cittadini.
    Ma allora cari sindacati convincere gli altri stati europei che hanno la nostra stessa moneta a pagare allo stesso modo tutti i lavoratori e facciamo in Europa quello che volete voi mantenere in Italia,per evitare le disuguaglianze!
    Non si può nemmeno questo.
    Quindi ammettendo che abbiano ragione i sindacati e che le gabbie salariali creino disuguaglianza, significa che l’unione europea che ha le gabbie salariali da stato a stato nasce sulla disuguaglianza che non risulta sanabile.
    E allora se non puoi vincerli devi unirti a loro, il sud italia deve competere con l’est Europa ed il nord italia con la Germania, senza pagare i balzelli del sud.

     
  • giamps78 12:07 il 6 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Economia e pensioni: interessanti dialoghi avuti sui social network 

    pubblico alcuni interessanti dialoghi che ho avuto con vari interlocutori nei social network

    Interlocutore 1: Ma una pensione uguale per tutti,nella fiscalita’ pugenerale come per la sanita’,
     e se la vuoi plus te la paghi e la Scarichi!?

     

    Risposta: Quello che dici prevede una diminuzione netta di contributi versati da chi guadagna molti soldi.
    Oggi le pensioni sono diverse perché c’è chi versa di più con il contributo e chi ottiene più di quello che ha versato con il retributivo.
    Se tutti avessero la stessa pensione tutti verserebbero la stessa quota di contributi all’INPS ed il risultato è un ammanco di decine e decine di miliardi di euro in versamenti da parte di chi oggi sta mettendo molti soldi nel baraccone dell’inps che gli restituirà quasi nulla di tutto ciò che ha versato.
    Paradossalmente chi avrà versato contributi per una pensione più alta avrà pagato molto di più di quelli ma riceverà una pensione uguale a chi non ha versato contributi.
    Credo che questo sia il massimo dell’ingiustizia pertanto dal giorno dopo pagheranno contributo minori per ricevere pensioni minori e questo diminuirà le entrate dell’INPS creando un considerevole ammanco.
    I più ricchi sarebbero comunque contenti di questo discorso, verserebbero meno e si farebbero la pensione privata che avrebbe dei rendimenti eccezionali se confrontati con quelli che oggi offre la pensione obbligatoria.
    Non facciamoci trarre in inganno dal vecchio sistema retributivo, chi avrà pensioni più alte con il futuro sistema contributivo avrà versato molto ma molto denaro all’INPS,quindi i più. Ricchi con il contributivo sono già parecchio penalizzati dispetto ad una qualsiasi pensione privata.
    E visto l’almanco dell’INPS, più poveri da chi prenderebbero i contributi per ricevere la loro pensione mensile che sarà uguale per tutti?
    Da nessuno…

    Ecco l’articolo scritto mesi fa sullo stesso argomento:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/04/26/11229/

     

    interlocutore 2:”Se vengono erogate pensioni da 1000 euro i prezzi aumenterebbero”
    Teniamo i poveri per calmierare i prezzi ?

    risposta: No no, non c’è nessun errore, si chiama legge della domanda e dell’offerta.
    Se qualcuno può venderti qualcosa ad un prezzo più alto e da che tu ne hai bisogno alzerà quel prezzo fin quando tu farai a meno di comprarlo, a quel punto sarà costretto a ridurlo.
    Quando Berlusconi portò le pensioni minime a 500 euro e siamo entrati nell’euro i prezzi sono raddoppiati.
    Perché è successo solo da noi?
    Perché noi siamo stati abituati alla svalutazione della lira che portava all’aumento dei prezzi a causa delle materie prime importate in dollari.
    Non c’è nessun errore, le cose stanno così.
    Ora, il costo della vita e del lavoro determinano il valore della moneta.
    Quanto vale 1 euro?
    La moneta euro ha lo stesso valore in tutti gli stati dell’unione europea oppure è variabile da stato a stato?
    Evidentemente il valore dell’euro varia da stato a stato e questo perché a stati diversi corrispondono poteri d’acquisto diversi.
    In Germania ad esempio i beni dei supermercati costano il 20% in meno che da noi perché loro da decenni avevano l’abitudine nell’utilizzo di una moneta forte e all’entrata nell’euro per loro non è cambiato nulla.
    Invece in Italia non è successo questo basti pensare al bollo auto nel passaggio dalle lire agli euro, la compravendita di abitazioni etc etc.
    Ma se il valore dell’euro è diverso tra stato e stato, in polonia che è nell’unione ma ha mantenuto perfino lo sloty un euro cale di più perché il costo della vita (carovita) è più basso.
    Una pensione da 500 euro in polonia corrisponde ad una pensione da 900 euro in Italia perché con gli stessi soldi raddoppi la spesa che puoi fare e compri il doppio dei beni mobili ed immobili.
    Si capisce che se aumentiamo a mille euro le pensioni minime il nostro carovita sale e questo rende più facile le delocalizzazioni in polonia, e aumenta il numero di disoccupati in Italia, oltreché il debito pubblico e questo significa ulteriori tagli sociali mentre i prezzi aumenteranno e chi riceverà mille euro al posto dei 500 non arriverà comunque alla fine del mese e comprerà prodotti che nell’esempio sono polacchi perché costano meno.
    È un cane che si morde la coda.
    Vedi l’argomento di cui ho parlato altre volte denominato “livello di saturazione dei prezzi e dei salari”.
    Interlocutore 3:Con tutto il rispetto per le dovute eccezione, ma a me pare che SE compri italiano alimenti lavoro nero e schiavitù.

    gli domando: Secondo te all’estero guadagnano più di 5 dollari all’ora?!?

    Interlocutore 3: molto meno di 5 dollari l’ora, ma non hanno la nostra pressione fiscale e tutto costa in proporzione

    risposta:capisci che qualcosa non funziona?
    Uno che viene pagato in Italia 10 euro con i voucher viene considerato giustamente come uno schiavo mentre chi lavora all’estero e guadagna la metà, 5 euro, dove non ci sono regole del lavoro e sindacati, grazie al minor costo della vita diventa quasi un benestante.
    Se quel prodotto creato all’estero può arrivare qui senza barriere allora non ci si può lamentare se poi le aziende italiane sono costrette ad assumere lavoratori in nero per stare dentro nei costi.
    Io credo che il mondo della finanza su tutto questo ci marcia ma non da ieri o dalla crisi economica del 2007 ma da moltissimi decenni.
    È quasi una bestemmia parlare di imprese poco competitive in Italia.

     

     
  • giamps78 06:57 il 24 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il Ministro Poletti si è accorto che il “bonus giovani” sarebbe discriminatorio 

    Finalmente il ministro Poletti si è accorto che ci può essere una discriminazione legata all’interno della sua proposta di decontribuzione per i giovani neo-assunti.
    Meglio tardi che mai, a farlo ragionare è stata la regolamentazione europea, ma ci si poteva arrivare ugualmente con un pochino di buon senso…
    Strano che mentre stanno finendo i “bonus poletti” elargiti negli anni precedenti ai neo assunti di tutte le età, dopo aver evitato di rifinanziare quello strumento che era stato comunque pensato male, ora ci si riprova con i giovani.
    Qui non si stanno creando posti di lavoro ma si sta utilizzando lo stato di diritto per discriminare chi ha più di 29 anni e chi ne ha meno, facendo ancora una volta qualcosa che non durerà nel tempo ma serve solo per farsi belli.
    Non si creano posti di lavoro perché è solo il quantitative easing della banca centrale europea che in questo momento li sta creando, mentre questo governo è come un parassita su azioni che provengono da altre parti.
    A meno che non si pensi che il l’indebolimento dell’euro sul dollaro con il passaggio da 1,40 a 1,06 (oggi risalito a 1,18) non abbia significato nulla per l’economia.
    O anche il passaggio del barile di petrolio da 140 dollari a me o di 40, che ha lasciato in mano agli italiani oltre 10 miliardi di dollari annui malgrado l’ulteriore aumento della tassazione.
    Giuliano Poletti inoltre dice “no ai furbetti, vogliamo più occupati non uno scambio tra chi parte e chi arriva”.
    Si perché forse si è accorto che il suo precedente bonus sui neoassunti conteneva qualche “vizietto” di forma.
    Si perché in molti avevano cercato di avvertire il ministro 3 anni fa dicendo che il suo bonus permetteva a delle aziende di avere la detassazione semplicemente con un cambio di contratto, addirittura licenziando persone per poi riassumere le stesse, o altre.
    Bene, 3 anni dopo il ministro si è accorto di tutto questo, non siamo più dei gufi, evidentemente la ragione era da questa parte, come molte altre volte.
    Chi era il gufo, ora che si vedono le impietose statistiche sui contratti a tempo determinato rispetto al fallimentare contratto (unico!) a tutele crescenti?!?
    E tutte le proposte fatte allora valgono allo stesso modo oggi: Il conteggiare il dare avere di ogni singolo lavoratore per evitare che ci sia gente che se ne approfitta (giovani o meno giovani) ed altri che rimangono del tutto senza.
    Altresì c’è l’esigenza che la detassazione sia universale, e che i posti di lavoro siano effettivamente stabili.

    Ecco perché le aziende dovrebbero restituire rispettivamente il 100%, il 75%, il 50% e il 25% del bonus nel caso in cui il contratto di lavoro abbia durata inferiore a 1, 2, 3 o 4 anni.
    Se ad esempio un lavoratore lavora in un’azienda per 6 mesi, verrà erogato il bonus ma poi l’azienda dovrà restituirlo per intero.
    Se invece che sei mesi sono 16 mesi allora ne dovrà restituire il 75% e così via fino al superamento del quarto anno, momento in cui il bonus non dovrà più essere restituito.
    Dal quarto anno in poi dovrebbero tornare alcune delle regole presenti nell’ex articolo 18 dell’ex statuto dei lavoratori, per evitare licenziamenti economici senza che prima non vi sia stata tutta la trafila fino ad arrivare ai contratti di solidarietà, nonché i licenziamenti collettivi, uniformizzando piccole e grandi imprese.
    Le risorse si possono trovare nel dare-avere dei lavoratori, in quanto molti abusano di soldi pubblici per arrotondare lo stipendio e oltretutto lavorano anche in nero.
    L’assegno di disoccupazione dovrebbe ricalcare il modello delle assicurazioni private, chi più ne ha bisogno più dovrà versare nei mesi in cui lavora senza però poter andare sotto la soglia minima di 25 mila euro.
    In base al livello di questa soglia si alzano di più o di meno le trattenute al singolo lavoratore, indipendentemente dal tipo di contratto.
    Questo produrrà ingenti risparmi alle casse dello stato e si potranno abbassare le tasse a tutti i lavoratori migliorando la competitività del sistema.
    Totalmente assurda è poi la detassazione sui premi o sulla “produttività” ho spiegato altre volte come questo sia solo uno stratagemma burocratico per evadere le tasse.
    Meglio prendere quel soldi e distribuirli in detassazioni uniformi piuttosto che rendersi ridicoli permettendo perfino la detassazione dei premi ai calciatori milionari.
    C’era l’altro ministro calenda che oggi era quasi euforico nel dire che il suo bonus alle aziende “funziona perché è molto usato”.
    Ma per piacere, se dai una detassazione alle aziende dicendo di grattarsi il sedere con la ma o destra invece che con la sinistra ovviamente quelle si gratteranno il sedere con la ma o destra, ma da qui a dire che è utile grattarsi il sedere con una mano piuttosto che l’altra ce ne vuole!
    La sburocratizzazione passa anche per queste cose qui,questi continui bonus,la necessita di assumere persone non per il prodotto creato ma per star dietro alla burocrazia incomprensibile, tutto questo ha un costo per l’azienda.
    Meglio eliminare questo ginepraio ed utilizzare quei soldi per diminuire il cuneo fiscale lato impresa a tutti gli assunti, anche ai non-neoassunti.

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 11:43 il 6 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    il “quadripartito di erode” (PD,FI,M5S,LN) ignora che il modello tedesco regge grazie all’austerità 

    I sistemi politici sono sottomessi ai sistemi economici.
    La prima repubblica non ha creato l’alto debito pubblico perché c’era il proporzionale puro,l’assenza di sbarramento,il pentapartito etc etc…
    Così come il sistema tedesco non regge grazie alla presenza dello sbarramento al 5%.
    Infatti nel mentre il pentapartito governava durante il “miracolo economico” italiano, in Germania avveniva un default economico, quello stesso default di cui ad esempio parlano i greci che oggi hanno a che fare con la troika, quando dicono di aver “abbonato” i debiti tedeschi del passato cioè di quel default avvenuto 10 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    L’italia ebbe un default ma lo ebbe durante il fascismo e la repubblica italiana nacque praticamente senza debiti.
    Per 30 anni la repubblica italiana marciò alla grande perché non aveva debiti, e aveva una legge proporzionale purissima senza sbarramenti, senza premi di maggioranza.
    Sono state le politiche sbagliate del pentapartito ad aver creato una voragine nei conti, ma questo nulla ha a che vedere con la legge elettorale.
    Il malcontento,l’ingovernabilità, le manovre lacrime e sangue nascono solo ed esclusivamente da scelte economiche fallimentari, così come l’anti-politica ne è una conseguenza diretta.
    Qualsiasi sistema elettorale democratico,anche il più perfetto, va in crisi sotto i colpi delle politiche economiche sbagliate.
    In germania quando nacque il nazismo c’era una situazione economica pessima,ma  la Germania aveva l’elezione diretta del presidente (che diede il mandato ad Hitler), e un parlamento eletto con il proporzionale.
    La germania porta avanti politiche di austerità e il modello elettorale tedesco regge perché regge la sua economia.
    Se salta l’economia tedesca, non c’è sistema elettorale che tenga, con o senza sbarramento, con o senza elezione diretta del presidente della repubblica.
    Le stesse forze economiche intervengono sia esternamente che internamento,sia prima delle elezioni sia dopo le elezioni , condizionando di fatto il sistema politico che ne risulta totalmente sottomesso.
    Il debito pubblico italiano è frutto di scelte sbagliate del pentapartito, ma l’Italia ha pagato, tradotti in euro, 2’500 miliardi di interessi sul debito, più dell’ammontare totale del debito debito stesso.

    Questo debito ha indebolito il sistema politico italiano,non è colpa del sistema elettorale o dalla presenza dei piccoli partiti, è colpa delle scelte politiche che hanno dato modo al sistema economico internazionale di speculare sulla collettività.
    Un interesse sul debito del 10% in meno di 10 anni fa raddoppiare il debito senza che vi siano ulteriori spese, solamente per ripagare quel debito iniziale, si ha un raddoppio del debito.
    In germania questo non è accaduto perché dopo il loro default hanno imparato la lezione, ed il loro sistema politico regge perché attuano l’austerità di bilancio.
    Ma da noi ormai i buoi sono scappati, e qualcuno tentando chiudere il recinto.
    Infatti da decenni l’Italia ha un avanzo primario ma il debito pubblico ha continuato ad aumentare a causa degli interessi.
    Ho già ricordato come il primo referendum sull’abolizione del finanziamento pubblico ebbe una maggioranza schiacciante di “no”.
    La gente riteneva giusto che i partiti fossero finanziati per le loro attività.
    Le riforme sbagliate fatte dal pentapartito quali ad esempio la riforma previdenziale retributiva sono state la prima causa di instabilità politica.
    Non subito perché in quel momento tutti pensavano che fosse una riforma giusta, se i padri costituenti avessero messo l’austerità in costituzione la nostra situazione odierna sarebbe opposta, probabilmente staremmo meglio della svizzera.
    Non parliamo poi dell’IVA introdotta in Italia mediante un trattato europeo e una parte della quale finisce direttamente nelle casse di Bruxelles.
    Più è alta l’IVA più soldi bisogna dare all’europa ma senza avere indietro più risorse!
    Ecco perché dall’Europa consigliano sempre di alzarla, è un consiglio disinteressato!
    Sarebbe giusto che la quota da versare si calcolasse su una percentuale fissa,uguale per tutti i paesi…
    Manda quando è stata introdotta l’IVA la nostra economia è andata peggiorando giorno dopo giorno.
    E quel debito che oggi abbiamo sul groppone è stato causato da quell’iperinflazione durata decenni generata anche a causa dell’IVA, oltreché dalle altre riforme ricordare in precedenza.
    L’economia interviene poi anche successivamente, e determina non solo quindi il risultato elettorale creando una sorta di “pilota automatico” (ricordato anche dal presidente della b.c.e)una ingerenza all’interno della democrazia di un paese causata dai debiti non pagati.

    Il sistema economico dunque spinge verso una semplificazione del sistema politico perché ha un duplice interesse e ne entra a far parte cercando di sostituire la politica, eliminando le distinzioni di destra e di sinistra, utilizzando i media che esistono grazie all’economia,grazie alla pubblicità.
    La svolta italiana verso i partiti personali e verso il nuovo feudalesimo dei leader locali che sostituiscono il collettivo delle assemblee elettive e dicono “non si può vivere solo di politica” rientra pienamente all’interno dell’ambito di questo internazionalismo capitalista.
    Non trovo differenza tra il “pilota automatico” attivato nei confronti un intero paese,che  che pure rappresenta anche solo lo 0,5% del pil mondiale,eliminando di fatto le elezioni democratiche, e chi insiste per uno sbarramento elettorale che vuole eliminare le forze politiche più piccole dallo scenario politico in quanto causate entrambe dal deterioramento economico.
    In svizzera ad esempio non hanno sbarramenti, hanno due camere, non ci sono elezioni dirette di premier o presidenti perché la situazione economica è florida, ed è florida perché non si fa la promessa da campagna elettorale sul reddito di cittadinanza, si chiede un referendum ed i cittadini svizzeri che sanno che la situazione economica complessiva ne avrebbe un peggioramento e dicono di no.
    Ma se c’è da pagare più tasse per trasportare le merci su rotaia invece che su camion pagano volentieri e votano si al referendum.
    Poi c’è una questione che riguarda l’omogeneità delle leggi elettorali.
    Non si possono avere sistemi così diversi ad ogni livello di governo altrimenti si crea disorientamento nell’elettorato che non capisce la differenza dell’effetto che ha il suo voto e non può votare consapevolmente.
    Quindi se il “quadripartito di erode” formato da forza Italia,lega nord, movimento 5 stelle e pd ritiene che questo sistema sia quello più opportuno lo si applichi ad ogni livello di governo eliminando ovunque i premi di maggioranza e le coalizioni

     
  • giamps78 10:21 il 27 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    strategia del G7 è fallimentare: “prima i nostri” va declinato in africa a favore degli africani 

    Il G7 e G20 sono gli organismi che rappresentano l’egoismo internazionale dei paesi che sulla carta sono i più evoluti del pianeta.
    Fin quando dovremo pagare dazio agli speculatori finanziari che comandano questi politicanti per mantenere regole economiche assurde?
    Il continente africano è un grande esportatore di cibo ma al tempo stesso è anche il continente con la più grande malnutrizione.
    Paesi come la Cina hanno abbandonato la politica del figlio unico solo perché hanno grandi possedimenti in africa che consentono loro di produrre grandi quantità di riso, nel mentre gli africani muoiono di fame.
    Molte aziende, anche italiane, sono andate in africa e sfruttano il tasso cambio monetario e l’assenza di diritti per schiavizzare chi in precedenza aveva una propria produzione locale e aveva di che sopravvivere.
    Le multinazionali forniscono denaro ai tiranni di turno,cosicché possano comprare armi, e creano prodotti che diventano concorrenza sleale qui da noi e costringono le nostre aziende al lavoro nero per poter resistere al mercato.
    Abbiamo dunque profughi causati da guerre create dalle multinazionali e che magari a causa delle multinazionali hanno perduto il lavoro, che vengono qui a lavorare in nero per far concorrenza a prodotti creati in africa.
    Questo ad esempio è capitato con una famosa multinazionale del pomodoro.
    La soluzione proposta ieri durante il G7 di Taormina non potrà risolvere alcun problema reale, infarti i problemi che si cercano di risolvere sono stati creati in primis dal G7 e dalla totale assenza di regole economiche e sul movimento di capitali.
    Gli stati del G7 hanno insito l’egoismo economico dettato da una lettura errata del prodotto interno lordo sul quale si annidano gli speculatori dell’economia che è fondata sul debito.
    E d’altra parte a nulla è servito in passato l’eliminazione dei debiti degli stati africani, la situazione non solo non è migliorata ma se possibile è pure peggiorata.
    Il cambiamento principale per poter migliorare la situazione in africa riguarda il commercio del cibo:
    NESSUNO STATO AFRICANO DEVE POTER ESPORTARE CIBO VERSO ALTRI PAESI AFRICANI O VERSO PAESI EXTRA-AFRICANI FIN QUANDO IN QUELLO STATO CI SONO PERSONE DENUTRITE.

    “prima i nostri” deve valere anche in africa nel senso di “prima i loro”, cioè  se arriva la multinazionale deve prima pensare a dar da mangiare agli africani che abitano in quello stato e poi,il di più, può essere esportato.
    Tutto questo ad eccezione del cibo equo-solidale certificato che segue differenti regole produttive ed economiche e rientrano nell’interscambio internazionale tra le culture e necessitano di uno spazio minimo vitale in ogni stato.
    Il bene dell’Africa si fa legando il territorio alle persone evitando la privatizzazione dei servizi, ma lasciando che questi siano gratuiti.
    Ovviamente la gratuità produce un minor costo per prodotto creato,per questo motivo non ci può concorrenza perfetta e non ci può essere libero scambio perché le aziende sfruttano il lavoro per fare concorrenza sleale.
    L’egoismo ci porta a ritenere che l’integrazione si faccia prendendo dall’Africa i migliori cervelli o le persone più portate ad imparare a svolgere un’occupazione ed invece è esattamente il contrario perché si priva il continente africano di quei cervelli che avrebbero potuto garantire quello sviluppo.
    L’egoismo del prodotto interno lordo internazionalizzato ci fa vedere gli altri stati come concorrenti, sviluppare l’Africa con l’assenza totale di regole del commercio significa semplicemente far chiudere le nostre aziende.
    Insegnare ad un migrante un lavoro è doveroso ma due sono gli errori:
    1)insegnare il lavoro sbagliato,ovvero quello che serve alle nostre produzioni e non invece alle produzioni del paese di origine analizzando la morfologia,le risorse e lo stadio di sviluppo.
    2)permettere che l’Africa ci faccia concorrenza sleale, ovvero sia lasciare che l’economia internazionalista fondata su debito permetta a quel lavoratore che noi abbiamo formato e che è ritornato in africa di svolgere produzioni che successivamente creino una concorrenza sleale.
    Quindi se c’è da spendere soldi per portare l’attrezzatura affinché in un villaggio africano ci sia l’acqua,non si può lasciare che quell’acqua cada nelle ma i di multinazionali o che sia gestita da privati,fossero pure appartenenti a quel villaggio.
    Ma tale acqua dovrebbe essere gratuita per tutti gli abitanti.
    L’avere la vendita di quell’acqua,fossero pure pochi i centesimi per acquistarla innesca una serie di processi e alla fine si saranno spesi soldi inutilmente perché molta più gente di prima morirà di sete.
    Invece dire che tutti hanno diritto ad un litro di acqua al giorno ma solo se si adoperano almeno 1 ora al giorno in lavori utili a quel villaggio significa dare un’occupazione e una motivazione a tali persone.
    Stesso dicasi per altri beni e per altre attività gestite localmente e democraticamente puntando ad avere una disoccupazione zero anche seni lavori svolti sembrerebbero obsoleti visti dall’occidente,ma sono utilissimi nel villaggio. e da questo punto di vista molto da insegnare visto che abbiamo un passato di artigianato nelle professioni che però qui da noi oggi sono quasi scomparse perché uccise dal mercato.
    Continuano a fare delle pubblicità in televisione dove si mostrano questi bambini denutriti e si chiedono degli euro di donazione.
    Poi con quei soldi si comprano dei prodotti che magari sono arrivati qui proprio dall’africa,sono stati etichettati e confezionati i n itala e sembrano italiani, e poi li rimandiamo in africa per le persone che muoiono di fame.
    È assurdo

     
  • giamps78 09:03 il 5 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il grande economista Luigi Di Maio va ad Harvard, ed il piede in due scarpe di Trump 

    Dice Luigi Di Maio  : “l’eurozona ha bisogno di doping per tenersi in piedi. Draghi con il suo bazooka cerca di dopare un’eurozona che non regge e questo è già un campanello d’allarme”.
    Io non penso che questa sia da considerarsi una teoria economica, credo sia più un misto tra ignoranza e falso ideologico.
    Innanzitutto la lira italiana(così come moltissime altre valute nel mondo), per 40 anni ha utilizzato la stampa di banconote per acquistare i titoli di stato invenduti.
    Se l’Italia è entrata nel G7 a questo si deve.
    Poi sono successe delle cose importanti sia a livello macroeconomici sia a livello microeconomico e l’Italia cadde vittima della speculazione internazionale e non poté più stampare banconote,la banca d’Italia fu segretamente privatizzata, venne approvato il trattato di Maastricht che impedì ulteriori acquisti di titoli pubblici.
    Decida Di Maio da che parte stare,certamente non può mettere un piede di qua e un piede di la cercando di galleggiare a seconda del pubblico che si trova davanti perché questo non è serio.
    La crisi economica del 2007-2008 non è stata una crisi globale, in alcuni luoghi ha avuto l’incidenza maggiore in altri quasi non c’è stata,ad esempio in cina.
    Casualmente ha avuto l’incidenza maggiore nei luoghi dove le banconote non venivano più stampate, e sempre casualmente TUTTI questi stati hanno cominciato ad utilizzare questo “doping” per tirarsi fuori dalla crisi causata proprio da questo motivo,cioè dalla perdita di fette di prodotto interno lordo a favore di chi le banconote le stampava.
    La Cina stampa banconote, la Cina da decenni cresce ad un ritmo vertiginoso,la Cina ci ha preso moltissime fette di mercato ed ha ridotto il nostro prodotto interno lordo ad essere lo specchio di una inflazione che ovviamente non sarebbe durata perché da decenni è in calo.
    Le politiche totalmente fallimentari dei nostri politicanti che comprendono il divieto di stampa delle banconote per acquistare titoli di stato invenduti per calmierare gli interessi, hanno regalato il nostro prodotto interno lordo alle multinazionali private che hanno delocalizzato nei paesi dove oggi si continuano a stampare banconote. economici.

    Complottismo?
    No,semplicemente matematica e statistica!
    casualmente queste multinazionali mantengono la propria casa madre in quegli stati dove vige tale divieto per continuare a vendere prodotti che arrivano da quei paesi tramite la concorrenza sleale.
    Ma l’origine della concorrenza sleale risiede nella stampa di nuove banconote ed il miracolo economico italiano c’è stato proprio per questo motivo!
    Ma il sistema della stampa di banconote ha una controindicazione: La crescita del debito pubblico.
    Se non hai debito puoi stampare banconote,l’inflazione generata permette pure di ottenere capitali dall’estero che fanno i profitti,ma quei profitti non sono altro che debito che ha bisogno di essere finanziato e sul quale si pagheranno per sempre gli interessi anche su quell’inflazione che inizialmente ha attirato i capitali stranieri.
    C’È sempre il rovescio della medaglia!
    Ritorniamo all’anno 2007-2008, per superare lo shock economico derivante dalle bolle speculative tutte le banche nazionali e centrali hanno stampato banconote, l’ultima a farlo è stata la BCE e questo ha fatto innalzare il valore della moneta euro fino a quota 1,60 mettendo in ginocchio l’economia del sud Europa e scaricando sull’Europa tutte le crisi produttive che c’erano state in giro per il mondo.
    Questi autentici geni stanno ancora oggi dando la colpa all’austerità di bilancio come causa delle difficoltà ad uscire dalla crisi mentre gli u.s.a hanno un prodotto interno lordo più alto.
    Non dicono le cose come stanno realmente, che la Fed stampò oltre 4 mila miliardi di dollari in 3 anni mentre la BCE stava a guardare la nostra competitività che andava in malora!
    No per questi geni dell’autolesionismo è la BCE ad aver usato il bazooka,ad aver dopato l’eurozona.
    E per di più questi “geniacci” si battono contro l’austerità.
    Sul fiscal compact posso essere perfettamente d’accordo con loro,l’ho avversato prima che fosse approvato e l’avverso oggi,anche se giova ricordare agli smemorati che in Italia non è ancora mai stato applicato ma è sempre stato rimandato.
    Ma sul pareggio di bilancio non si può transigere, ogni nuova spesa deve avere una copertura finanziaria.
    Ero favorevole prima che venisse inserito in costituzione resto favorevole oggi e la causa della speculazione finanziaria subita in questi decenni è da ricercare nell’assenza del pareggio di bilancio.

    D’altra parte, la riforma retributiva delle pensioni fatta dalla democrazia cristiana,che tanti danni ba fatto al nostro paese ma che fu salutata dall’ovazione della popolazione di allora, non aveva alcuna copertura finanziaria,quindi dal mio punto di vista può essere dichiarata retroattivamente incostituzionale.
    Il punto è che queste persone parlano senza cognizione di causa, e non mi riferisco solo a Luigi Di Maio ma purtroppo è una constatazione molto generale.
    Ad esempio Donald Trump assume decisioni economiche tra loro contrastanti, siamo al limite della schizofrenia economica.
    Vuole che la Fed dimetta sul mercato quelle migliaia di miliardi di dollari che hanno permesso agli u.s.a di uscire temporaneamente dalla crisi,vuole servire contemporaneamente l’alta finanza e il povero diavolo che ha votato per lui perché la sua l’azienda ha delocalizzato.
    Trump vorrebbe tenere il piede in due scarpe dimenticandosi però che migliaia di miliardi di debito pubblico statunitense sono detenuti dai cinesi proprio perché loro le banconote le stampano!
    In pratica fare il gioco dell’alta finanza e delle multinazionali ha messo gli stati uniti più volte sull’orlo del crack e li ha fatti dipendere dai soldi del partito comunista cinese!
    Molto spesso doppiogiochismo si ritorce contro chi lo fa.

     
  • giamps78 13:09 il 30 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Macroregioni: Le gabbie salariali per far rinascere il sud Italia e diminuire il debito 

    Abbiamo bisogno di una grande riforma, di macroregioni che non vanno intese come semplici unioni di regioni che però mantengono le stesse competenze che hanno oggi.
    Non ha senso sprecare energie per la lotta alla criminalità presente nel sud Italia,questa infatti non è la causa ma deriva da una mancata organizzazione economica delle regioni del sud Italia e sparisce da sola se tali errori vengono corretti.
    Bisogna intervenire sulla legge della domanda e dell’offerta stabilendo delle tariffe fisse ma diversificate a seconda della macroregione.
    Il che non significa ridurre le tasse al sud Italia,anzi,l’esatto opposto.
    Un esempio:
    Lo stato attraverso l’autorità per l’energia sta decidendo il prezzo della corrente elettrica.
    C’È una sbagliatissima riforma dell’energia che vorrebbe “liberalizzare il mercato” dell’energia elettrica e che in pratica significa solo liberalizzare il profitto senza limite dei soliti speculatori capitalisti.
    Questa riforma va fermata.
    Lo stato deve stabilire il prezzo dell’energia facendola pagare il 20% in meno nelle macroregioni del sud Italia e il 30% in meno nelle isole.
    Attenzione,questo non significa diminuire la percentuale di tasse su quel prezzo,e nemmeno compensare con risorse pubbliche la differenza di prezzo.
    Anzi,essendo il prezzo più basso di 20 o 30 punti percentuali, lo stato eliminerà parte dei sussidi che oggi sono concessi,in quanto costituirebbero un doppione.
    Se quindi diminuisce il costo della componente energetica nel sud Italia,abbiamo un inizio di divergenza dell’inflazione tra macroregione e macroregione.
    Tale differenza si esplicita poi sui contratti del pubblico impiego, sull’indicizzazione delle pensioni,sulle retribuzioni dei lavoratori privati.
    Si stanno differenziando le varie zone d’Italia.
    Non piace ai sindacati,lo so,loro vorrebbero la contrattazione nazionale,le leggi che valgono per tutti e bla bla bla.
    Tutto molto bello,ma forse non si sono accorti che la stessa identica moneta che usiamo noi la usano in quasi tutta Europa e che il libero scambio ha eliminato dazi tra paesi europei.
    Forse non si sono accorti che il commercio mondiale ha accorciato le distanze,anche grazie alla digitalizzazione,al telelavoro etc etc.
    Quindi, o si stabilisce un salario fisso mondiale per ogni singola mansione,un salario che sia uguale ovunque, cosa idilliaca ma credo impossibile da realizzare,oppure ci si adegua e si fa concorrere il nord italia con la Germania ed il sud Italia con la Polonia.
    Non ci sono molte altre scelte.
    Quindi la critica al mercato la si fa fissando dei prezzi tramite le leggi e differenziando questi prezzi.
    Naturalmente nell’esempio del costo dell’energia elettrica di può affermare che nei luoghi dove la corrente elettrica costa meno ci sono meno profitti e meno soldi per gli investimenti.
    Falso,perché a fronte di una diminuzione del costo dell’energia elettrica, le aziende che forniscono il servizio saranno autorizzate a diminuire le remunerazioni dei propri occupati,per fare in modo di non avere perdite.
    Attenzione che il meccanismo è complesso: Anche chi riceverà una retribuzione inferiore dovrà pagare meno i prezzi ed i servizi di cui usufruisce.
    A lungo termine il risultato che si ottiene è l’esatto opposto, sempre se il mondo di mezzo cioè i fornitori di beni e servizi non cercano di fare i furbi aumentando i guadagni.
    Sarà il sud Italia ad aver diminuito il costo degli investimenti in quanto questo costo è strettamente relazionato al costo della vita e del lavoro.
    Sarà il sud quindi che espanderà quelle attività che al nord sono oggi troppo costose.
    Il sud avrà un calo nelle importazioni perché avrà minor potere d’acquisto sulle merci che arrivano dall’estero rispetto al nord, ma diventerà concorrenziale per un segmento produttivo che oggi è importazione,perché no magari nel ramo tecnologico.
    Sbaglia chi pensa che detassare le assunzioni dei giovani nel sud Italia possa portare qualche effetto macroeconomico.
    Rimarrà tutto come prima anzi peggiorerà ancora.
    Le percentuali tasse semmai andranno diminuite nelle macroregioni del nord,dove il costo della vita e del lavoro sono più alti.
    Va diminuito il costo della vita e quello del lavoro al sud Italia,questo è il sistema visto che i sindacati hanno fallito nella contrattazione internazionale,sono stati isolati nei propri livelli nazional, mentre subiamo la concorrenza sleale dall’estero.
    In altre parole in questi decenni il capitalismo ha fatto ciò che ha voluto delle lotte per i diritti dei lavoratori e l’unica difesa la si è trovata nella contrattazione nazionale,non in quella internazionale.
    Ma gli interessi all’interno di una nazione sono così variegati e differenziati da non poter avere una visione comune da portare a livello internazionale.
    Dividi et impera,questo ha fatto il capitalismo.

     
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