Updates from dicembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 17:37 il 12 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    matrimoni d’interesse non sono “falsi” ,sono contratti validi a tutti gli effetti, i politicanti sono da indagare per danno erariale e invasione straniera 

     

    Io penso che la politica sia l’unica colpevole dei “matrimoni d’interesse”, in quanto sono le normative ad agevolare questi comportamenti.
    I carabinieri avrebbero scoperto dei “falsi matrimoni” che però non sono per nulla falsi, cioè sono matrimoni fatti appositamente per agevolare l’immigrazione che però evidentemente non può in alcun modo essere considerata clandestina.
    Tanto più se si considera che la maggior parte dei matrimoni d’interesse sono meramente economici e sono fatti tra cittadini che fanno già parte dell’unione europea e a causa dei nostri politicanti producono un gravissimo danno erariale, stimabile in 5 o 6 miliardi annui, per i coniugi stranieri, ma addirittura oltre 20 se entrambi i coniugi sono italiani.
    Ma ora non si può nemmeno distinguere tra italiani e non italiani,  infatti la maggior parte degli stranieri ha già ottenuto la cittadinanza e per loro valgono le stesse regole che valgono per chi era nato qui.
    Ogni cittadino ha il diritto, seguendo le regole date,di fare tutti i tipi di contratti che ritiene utile e siccome un matrimonio d’interesse è perfettamente legale nell’incartamento lo è anche negli effetti, ribadisco, se ci sono colpevoli questi sono i politici che regalano cittadinanze anziché permessi di soggiorno temporanei senza che vi sia stata una convivenza di un certo numero di anni.
    Si ha un matrimonio falso dal punto di vista codicistico quando le carte sono false, ma non è questo il caso perché le carte sono vere così come i matrimoni d’interesse che sono semplicemente dei contratti, il fatto che poi questi contratti aumentino l’immigrazione è dovuto all’incapacità legislativa dei nostri politicanti.
    Dunque non esiste alcun reato se si fa eccezione per il reato di tradimento messo in atto dai nostri politici che non vogliono fare norme di onestà che limitino l’esistenza dell’interesse all’interno di un matrimonio.
    In altre parole la legge non vieta i matrimoni di interesse e non c’è alcun reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché le carte firmate che hanno dato luogo al matrimonio sono assolutamente valide e quindi scompare la clandestinità, non c’è il reato in quanto ciò che si fa è totalmente e assolutamente legale.
    Non sta ai carabinieri e non sta alla politica stabilire se un matrimonio sia più vero o più falso dal punto di vista religioso, visto che la legge non consente a loro di stabilire quante volte bisogna andare a letto insieme al presunto partner…
    Non possono i carabinieri dire che se non hanno fatto la luna di miele il matrimonio non sarebbe un vero matrimonio.
    Carta canta, se la celebrazione è effettivamente avvenuta e le firme sono vere allora tali firme sono del tutto legittime e ogni persona ha tutto il diritto di fare i propri interessi.
    Il comportamento ha agevolato l’arrivo degli immigrati tanto quanto quello che può fare un CAF, non c’è alcuna infrazione alla legge.
    La colpa semmai è dei politici che hanno creato e continuano a creare leggi schifezza che regalano a tutti la cittadinanza.
    Basterebbe togliere l’interesse economico nei primi anni del matrimonio, come descritto altre volte ad esempio per la reversibilità e per evitare che questa diventi fonte di profitto per chi cerca una rendita e trova un anziano malato.
    Ci sono i sistemi per calcolare il dare-avere, ci sono i sistemi per calcolare il numero di anni che non si sono passati sotto lo stesso tetto rispetto al totale degli anni, per diminuire così la percentuale di reversibilità.
    Purtroppo i politicanti hanno altro da fare: Si chiama ius soli, la cittadinanza regalata in tutti i modi possibili e immaginabili.

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  • giamps78 09:46 il 9 December, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’unione europea si dovrebbe muovere immediatamente per ridurre gli sprechi energetici nelle automobili 

     

    Credo che non abbiano alcun senso le leggi fatte da vari paesi europei che intendono vietare tra 20 anni la vendita di automobili a benzina e diesel.
    Non ha senso per tre ordini di motivi:
    1) venti anni sono troppi e in questi anni potrà continuare a peggiorare la situazione
    2) in ogni caso i vecchi automezzi continueranno a circolare per ulteriori 20 anni.
    2) non è l’automezzo ad inquinare ma è il carburante fossile ed in ogni caso se oggi tutti avessero auto a metano ci sarebbero problemi ecologici ben più gravi in quanto è vero che le componenti del metano fossile che escono dal tubo di scarico inquinano meno, ma pur troppo è anche vero che restano per più tempo in atmosfera creando ben più problemi di diesel e benzina.
    Quindi il metano fossile non rappresenta in ogni caso la soluzione.
    Quello che invece andrebbe fatto e andrebbe fatto subito è il divieto di vendere automobili esclusivamente a diesel ed esclusivamente a benzina a partire dal 2019, escludendo da tale divieto quelle automobili che sono già in magazzino e mettendo una sovrattassa di duemila euro su quelle auto quando sono vendute di seconda mano,durante il passaggio di proprietà.
    Quindi si permette la vendita solo delle auto ibride ed utilizzando quella soprattassa appena descritta si crea un fondo per rendere queste auto ibride più economiche.
    Per auto ibride si intendono auto che abbiano almeno almeno il recupero dell’energia in frenata.
    L’unione europea può farlo, l’unione europea deve farlo visto che si è occupata di tostapane ed ha stabilito che non devono avere uno spreco energetico, a maggior ragione non si capisce perché per i tostapane bisogna avere solo uno dei due spazi che si riscalda se c’è solo un tost, mentre per le automobili che hanno uno spreco energetico ben più elevato non fa nulla.
    È assurdo che non ci sia una norma di questo tipo ma che l’Europa dica che ogni paese deve occuparsi delle emissioni dei “propri” produttori di automobili, come se la fiat che ha sede fiscale e sede legale in due paesi esteri nella UE ,che ha stabilimenti in vari stati della UE, e che ha cambiato nome in FCA comprando stabilimenti americani fosse invece italiana…
    E quindi partono controlli sulle emissioni ignorando lo spreco energetico a monte di quelle emissioni.
    Tra parentesi è appena uscito uno studio che afferma che con le auto ibride si percorrono in regime elettrico gli stessi km che con le auto elettriche,quindi a maggior ragione una legge di questo tipo funziona e ci mette al riparo da future turbolenze sul petrolio, nonché ci dà un vantaggio in termini di competitività dei nostri prodotti con una migliore bilancia commerciale extra-ue.
    E naturalmente sovrattassa dimezzata per le auto usate che montano sistemi ad idrogeno del tipo “dragon System” oppure “ultimate Cell”.

     
  • giamps78 07:44 il 18 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il “selezionatore meccanico” che manca ai negozi Amazon e che elimina l’odioso riconoscimento facciale 

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    Io non credo che il sistema predisposto da Amazon per i negozi fisici sia funzionale allo scopo che si vuole ottenere.
    Per cui boccio senza alcuna remora tale sistema che non ci porta solo in un altro mondo, ma in un altro universo certamente peggiore di questo che fa già abbastanza schifo.
    Inaccettabile un software di riconoscimento facciale, inaccettabili duemila telecamere che ti osservano per verificare se metti nel carrello la pastasciutta che ha la forma di spaghetti piuttosto che quella che ha la forma di mezze pippe…
    Qui ci lamentiamo del fatto che su internet usano i nostri dati e la nostra vita privata per venderla alle multinazionali e poi ci arriva il negozio che ci ruba con la telecamera perfino l’indecisione nel scegliere la pastasciutta, se prendiamo un corridoio piuttosto che l’altro, che cosa compriamo, quando dove come mangiamo.
    Io credo che Amazon sia ancora in tempo per migliorare il progetto, magari utilizzando quello che alcuni medi fa ho predisposto per quei tipi di negozi, e che ancora non avevo scritto sul mio blog, perché aspettavo il momento giusto.
    In pratica il negozio viene completamente ridisegnato, non servono tutte quelle stupide telecamere, servono invece dei distributori meccanici dei prodotti, non servono carrelli della spesa, il carrello della spesa lo si trova pronto all’uscita del negozio con tutto quello che si è preso.
    Se il negozio fosse uno di quelli normali, la persona prenderebbe il pacco della pasta e lo metterebbe nel carrello, e questo accadrebbe anche nei nuovi negozi Amazon.
    Ma anche questo passaggio può essere eliminato!
    Così come tutte quelle inutili telecamere…
    Nel negozio che può essere molto piccolo all’interno, ci potrà essere un solo prodotto per ogni tipo, mica va nel carrello.
    Infatti l’acquirente lo esaminerà in tutto e per tutto e poi lo rimetterà al suo posto, selezionando il numero nell’apposito spazio, posto appena sotto a quel prodotto.
    Ci saranno due tipologie di selezione del numero, una analogica, ed in questo caso si usa la tesserina apposita, e una digitale, ed in questo caso si può usare il proprio cellulare.
    E in questo caso basterà tramite quello stesso software del cellulare, selezionare la modalità “non in linea” per fare la spesa nel “negozio 3D” in modalità stile “Second life” dal salotto di casa.
    A quel punto uno sceglie di andarsi a prendere la spesa, e nel momento in cui arriva, lo fa sapere al selezionatore meccanico che prepara tutto in un paio di minuti, senza dover girare per forza per il negozio.
    In alternativa c’è il servizio che porta a casa tutto quello che si acquista, tramite il fattorino del negozio che ovviamente non può coprire grandi distanze, ed in questo caso si pagherà il servizio.

    Ma il tutto si fonda sul “selezionatore meccanico” che rende possibile l’automatizzazione mantenendo inalterata la possibilità di anonimato per i clienti.
    Cosa sarà mai questo selezionatore meccanico.
    Lo dice la parola stessa, è un magazzino posto su uno spazio adiacente alle casse o alla “reception” dal quale meccanicamente, tramite sistemi automatici e bracci meccanici sono selezionati i prodotti, che ovviamente vanno inseriti nel magazzino, pezzo per pezzo, codice per codice.
    Quindi c’è un lavoro manuale che avviene nelle retrovie di nascosto a chi si trova nel negozio che riguarda il caricamento dei prodotti, automatizzabile a sua volta se tali prodotti fossero impacchettati in un certo modo all’atto della produzione e del confezionamento.
    Il negozio non solo da per filo e per segno quanti prodotti ci sono ancora in magazzino, ma conosce pure la loro data di scadenza, cosa che l’attuale negozio fisico Amazon non conosce!
    Chi dice a tutte quelle belle e stupide telecamere di Amazon che il prodotto è scaduto?!?
    Nessuno!
    Invece con questa proposta i prezzi vengono scritti in maniera digitale, e possono subire modifiche in tempo reale a seconda delle quantità presenti in magazzino e sono aggiornate in tempo reale al software consultabile dal divano di casa che però si riferisce al negozio fisico più vicino a casa.
    Sarà possibile ordinare anche quello che non c’è in negozio attendendo più tempo o pagando un ulteriore sovrapprezzo per averlo non da quel negozio fisico ma dalla distribuzione Amazon che arriva per posta.
    Il software Amazon potrebbe contenere uno spot pubblicitario di ogni prodotto, che a differenza delle attuali pubblicità sarà visualizzabile sia in negozio fisico sia in quello multimediale dal salotto di casa, ma solo se il cliente lo richiederà perché ne vuole sapere di più, e finito di guardare il filmato potrà anche fare domande tramite la chat del negozio sempre attiva con risposta immediata,ovviamente a distanza!

     
  • giamps78 21:41 il 11 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’eliminazione del 730 (e dell’autocertificazione) e la burocrazia che opprime l’italia 

     

    Sono felice di constatare che il direttore dell’Agenzia delle entrate si è reso conto del vespaio ingenerato da questo sistema burocratico e cerchi di porvi rimedio lanciando la proposta di eliminazione del 730.
    Da tempo sostenevo una tesi simile e avevo scritto un articolo nel quale denunciavo questo stato di cose.
    Dati che sono già a disposizione di enti pubblici che però tra loro non parlano, cittadini costretti a interminabili code e a pagare dei sindacati per ottenere quello che si potrebbe ottenere in maniera automatica.
    C’È poco da fare, le ulss non dialogano con l’inps, addirittura a distanza di anni è possibile ricevere delle notifiche che chiedono chiarimenti rispetto ad uno status che è ben noto e certificato presso un ente ma non è noto ad altri enti che ne risultano allo scuro,semplicemente perché i database non comunicano tra loro.
    Non sto dicendo che sempre,automaticamente e per forza ci debbano essere questi scambi di informazioni, ma se l’utente nette la firma su un documento tale firma può valere per acconsentire a tali dati di essere inviati anche all’altra agenzia, o viceversa all’altra agenzia per richiedere tali dati senza che il cittadino debba fare insulse code portando con se la documentazione cartacea.
    Questa burocrazia ha un costo, sia per l’ente che manda nelle case delle persone queste richieste,sia per i cittadini che devono perdere tempo dentro un labirinto.
    Basti pensare a quello che è successo con la nuova tessera sanitaria magnetica, anzi le nuove perché sono due, una con il chip, una senza il chip, e con la vecchia tessera sanitaria cartacea che ad oggi viene ancora richiesta come obbligatoria in talune richieste di documenti.
    Il presidente dell’inps boeri dice che ha bisogno di ulteriori 20 mila assunzioni presso il suo istituto per mandare avanti il baraccone, ma si continua a fare leggi che favoriscono la burocrazia, le code agli sportelli, i lavori manuali cartacei, i calcoli fatti manualmente, il ping pong tra gli uffici.
    Questo perché evidentemente c’è uno zoccolo duro di sindacati, statali, lobbisti vari e politici che campano su questa burocrazia.
    Non si capisce perché fanno le leggi  che creano queste code.
    Non capisco perché bisogna intasare l’inps ad esempio con il bonus mamma quando con un po’ di dialogo tra enti pubblici basterebbe una semplice telefonata dicendo nome e cognome.

    l’operatore in 10 secondi avendo già tutti i dati può rispondere.
    Se vogliamo l’operatore intelligente e che si fa il mazzo tutto il giorno cercando di venire a capo di tutte le leggine che i politicanti sfornano quotidianamente.
    Altrimenti e più semplicemente, chi fa le leggi deve aggiornare i database su quei parametri che ha stabilito come legge.
    Una volta programmato il software , in maniera automatica, tutta la popolazione che nella teoria degli insiemi viene chiamata universo, viene sottoposta a tale parametro e si ottiene il risultato, cioè. La lista delle persone che hanno diritto ad un determinato trattamento.
    Ed invece no, cosa succede in Italia?
    Mentre ci alzano nuovamente l’età pensionabile, e credo che questa sia la quinta volta in 17 anni, mentre mettono il limite minimo di 20 anni per avere accesso alla pensione in futuro ,regalano  fino a 200 euro ai pensionati con la minima che magari nella loro vita non hanno mai lavorato nemmeno 1 anno.
    Ma la cosa straordinaria e stupefacente è che a parte i sindacati, nessuno da che c’è questo diritto, che io però chiamo privilegio viste le condizioni alle quali saranno sottoposti i pensionati di domani cioè dei giovani di oggi.
    Quindi l’inps non solo non avverte chi ne avrebbe diritto, ma se qualcuno lo venisse a sapere con anni di ritardo gli vengono pure dati gli arretrati.
    Arretrati sui quali ci possono essere innumerevoli errori.
    Ovviamente siccome l’inps non è in contatto con l’agenzia delle entrate, e viceversa, quindi o chiede i documenti cartacei agli utenti per tutti gli anni precedenti di modo che possano dimostrare di aver diritto agli arretrati oppure darà quei soldi in maniera casuale.
    O magari forse farà firmare l’autocertificazione.
    Quindi altra carta,altra burocrazia di cui ovviamente l’agenzia delle entrate non è nemmeno a conoscenza,altri calcoli fatti dagli operatori con immense code agli sportelli.
    Queste sono cose allucinanti perché l’autocertificazione viene usata in moltissime occasioni nella pubblica amministrazione ed ovviamente non è stata ancora digitalizzata, quindi è carta che resta in archivio perché contiene una firma che non è digitale ne digitalizzabile di un documento, ovvero l’autocertificazione, che non dovrebbe nemmeno esistere.
    E tali dati neppure risultano inseriti dagli operatori nella tessera sanitaria o nel codice fiscale magnetico personale di modo che ne rimanga la storia anche in caso di disfunzioni future ai software e perché no, per permettere ad ogni contribuente di visionare lo storico dati che possono essere pescati da un software semplificatore, al momento del bisogno.
    Così come va ribaltata la responsabilità  degli errori.
    Se uno percepisce indebitamente una cifra alla quale non aveva diritto, se l’errore l’ha fatto il software non deve restituire un bel nulla, chi ha sbagliato ne deve rispondere.

    ARTICOLI CORRELATI

    Burocrazia italiana, l’odissea per avere un modello ISEE:
    https://giamps78.wordpress.com/2017/05/03/burocrazia-italiana-lodissea-per-avere-un-modello-isee/

    Il 730 precompilato e il grande fratello:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/01/20/lerrore-nel-730-precompilato-e-il-grande-fratello/

     
  • giamps78 18:58 il 1 November, 2017 Permalink | Rispondi  

    Berlusconi che dà la colpa a Ciampi e Prodi per il cambio lira euro, ci è o ci fa?!? 

    A me questa storiella del cambio sbagliato tra euro e lira mi sembra più una leggenda metropolitana da campagna elettorale che si ripete ormai da oltre 10 anni ad ogni nuova scadenza.
    Nessuno la smentisce ma io francamente non riesco a capire che cosa intendono dire i fautori di questa tesi.
    Non riesco a capire se volevano una lira più forte nei confronti dell’euro oppure più debole.
    Domando scusa anticipatamente di questo mio probabile errore di valutazione.
    Si, non può che essere un errore da parte mia perché secondo la mia tesi queste loro lamentele risultano essere una gigantesca panzana.
    Quindi se nessuno l’ha ancora smentita, in oltre 10 anni, allora mi par più probabile che l’errore lo stia facendo io, e che abbiano ragione questi eccelsi ed immensi economisti.
    Delle due l’una, o volevi che la lira valesse di più nei confronti dell’euro o volevi che valesse di meno.
    E questo evidentemente significa prendere buste paga (in euro) più alte o più basse.
    Ma significa in maniera inversamente proporzionale favorire o sfavorire le aziende.
    Non so se è chiaro il discorso…
    Se il cambio lira euro fosse stato favorevole alle remunerazioni sarebbe stato sfavorevole alle aziende, infatti com’è noto, queste ultime avrebbero sofferto meno da una lira più svalutata e all’interno dell’eurozona ne avrebbero tratto un vantaggio competitivo sia nelle esportazioni di prodotti sia nelle mancate importazioni di prodotti provenienti dall’estero che non costando meno come accade invece oggi, nell’ipotesi di una lira svalutata, avrebbero fatto prezzi più bassi e combattuto meglio contro quelle importazioni.
    Ma è evidente che se hai la lira svalutata hai aziende più competitive ma remunerazioni più basse ,se calcolate in euro.
    Quindi che senso ha dare la colpa a prodi e Ciampi del cambio con l’euro se poi si afferma che un milione di lire devono essere considerati come mille euro?!?
    Spero che si riesca a capire che si stanno unendo due fattori tra loro opposti.
    Cioè si stanno unendo le tesi delle remunerazioni troppo basse in euro, alle tesi del cambio sbagliato perché la lira doveva essere svalutata maggiormente nei confronti dell’euro, sempre che sia questo che intendono dire perché può essere che volessero una lira maggiormente rivalutata.
    In tutta questa storia i fatti stanno a zero, perché una iperinflazione non rilevata dall’istat nei primi anni duemila, ci ha mandato fuori mercato.
    Il cambio non c’azzecca proprio nulla, anzi c’entra solo perché è fisso ed ogni aumento di prezzi si paga in competitività.

    articoli correlati:

    risposta ad Alberto bagnai su pomicino e il cambio lira euro

    https://giamps78.wordpress.com/2016/01/18/risposta-ad-alberto-bagnai-su-pomicino-e-il-cambio-liraeuro/

     
    • Evar 09:47 il 2 novembre, 2017 Permalink | Rispondi

      Non so bene cosa abbia detto il Silvio, andrò a documentarmi anche se saranno le solite sparate elettoralistiche.

      Il cambio lira/euro non è comunque stato deciso, nè variato, al momento dello switch: sussisteva ed era pubblicato quotidianamente sul Sole già da almeno 10 anni, quando l’euro si chiamava ecu e nessuno l’aveva mai contestato.

      La colpa del mortadella imho è di non aver fatto leggi draconiane che evitassero ai troppo furbi di fregare i troppo fessi (es: doppi prezzi per almeno 2 anni).
      Purtroppo questo paese è bipolare: o lupi o pecore (o quel che peggio benpensanti che è una variazione sul tema del secondo tipo)

      Invece sempre imho la colpa del Ciampi, dottore in lettere (che caxxo ci faceva a Banca d’Italia?) risale a prima: aver bruciato nel 92 (col suo compagno di merende Amato, capo del governo) enormi riserve di valuta forte per poi calare inevitabilmente le brache e dover svalutare, non potendo vincere contro una speculazione mondiale che era mille volte più forte della povera italietta.

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    • Evar 03:15 il 3 novembre, 2017 Permalink | Rispondi

      Grazie per le risposte interessanti.

      (Panoramicando ho scoperto un errore che è meglio correggere: Hadolf senza H – 27 January, 2016)

      Un saluto.

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  • giamps78 10:28 il 26 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Welfare,robotizzazione e sistema del debito: Spiegazione crisi economica for dummies (2° parte) 

     

    Anni fa avevo intitolato un articolo “spiegazione crisi economica for dummies:
    (https://giamps78.wordpress.com/2014/12/31/spiegazione-crisi-economica-for-dummies/

    diciamo che questa ne è la continuazione…

    Vogliamo giocare a quelli che fan finta di non vedere?
    Benissimo, regaliamo pure quattordicesime, regaliamo prepensionamenti.
    Viviamo dell’oggi, come hanno fatto quelli che c’erano prima, e condanniamo quelli che ci saranno dopo ad un destino peggiore di quello che abbiamo noi oggi a causa della visione sbagliata di chi ci ha preceduto.
    Ma non è detto che questo stato e che questa repubblica riescano a sopravvivere al combinato disposto costituito dalla fine di un sistema finanziario fondato sul debito comprato dalle multinazionali private del capitale, dall’invecchiamento della popolazione che non potrà essere mantenuta senza fare oggi una riforma mancata da 20 anni e senza che vi siano tasse esosissime che desertificheranno la struttura produttiva con conseguente default del debito.
    Oggi l’età media di pensionamento è 61 anni calcolati buona parte con un sistema retributivo ma domani i tre quarti degli abitanti avranno più di 70 anni.
    Questa è una bomba sociale che fino ad oggi si è tradotta con meno diritti per il futuro senza pensare che non ci sarà alcun futuro senza oggi siano fatte delle scelte di giustizia.
    Ed invece ci ritroviamo politici che addomesticano i sindacati, che insieme stanno aumentando il debito pubblico in cifra assoluta, d’accordo con i confindustriali e con i liberi professionisti nell’alzare le remunerazioni per alzare l’inflazione per alzare falsamente il prodotto interno lordo e remunerare maggiormente il capitale dominante che vuole interessi altrimenti va all’estero.
    Ma tutto questo è stato il normale modus operandi  nel passato, è un colossale errore che ci ha portato nella situazione in cui siamo ora, un fuoco di paglia che si cerca di alimentare con altra paglia mentre il fieno in cascina va a terminare.
    Lo stesso “basso” tasso d’inflazione è una normale conseguenza dell’indebitamento.
    Come si fa a non capire questo semplice aspetto?
    Aumenti l’inflazione se puoi fare debito, se qualcuno finanzia quel debito che ha il tasso di interesse con minimo pari all’inflazione per non perdere potere d’acquisto,altrimenti di norma i soldi non lì depositi.
    L’inflazione fa salire il debito mentre pure salgono le remunerazioni altrimenti c’è recessione anziché falso prodotto interno lordo.
    .

    In un futuro non troppo anteriore ci sarà il cosiddetto effetto imbuto con tre quarti della popolazione italiana che avrà più di settant’anni.
    Se da quel quarto di popolazione rimanente ci togliamo i neonati ed i bambini che hanno la scuola dell’obbligo,e ci togliamo i lavoratori del comparto pubblico, cosa rimane?
    Chi potrà pagare i contributi per mantenere tutti quei pensionati?
    Arriviamo ad una situazione paradossale nella quale  i futuri pensionandi troveranno pensioni veramente basse ed erogate con il sistema contributivo mentre oggi continuano ad essere erogate con il sistema retributivo e solo in minima parte con quello contributivo.
    Avremo un futuro di pensionati che hanno versato veramente dei contributi,sicuramente almeno 20 anni mentre oggi con la vecchiaia sono andati in pensione  anche stranieri con 2 anni di contributi.
    Non lo dico io lo ha detto l’inps che la media degli anni di contribuzione di chi abita all’estero e riceve la pensione dall’inps è di 3 anni.
    Com’è possibile che se uno lavora 19 anni all’estero e viene qui a farsi 1 anno di lavoro riceve la pensione pagata per intero dallo stato gruviera italiano?
    Adesso è necessario creare dei risparmi sulle pensioni prepararsi per l’effetto imbuto che poi terminerà anch’esso come un ciclo.
    Tagliare oggi a chi non ha versato contributi per mettere da parte un tesoretto che consenta di superare indenni quell’effetto imbuto che si verificherà con gente che ha lavorato una vita, portando verso di loro il massimo dell’ingiustizia.
    Quanti immigrati dobbiamo importare dall’Africa per evitare di avere una percentuale così alta di pensionati?
    O non è forse meglio tagliare di 60 miliardi annui il costo attuale del sistema pensionistico diminuendo il debito pubblico per fare in modo di superare quel temporaneo effetto imbuto?
    In futuro le fabbriche saranno robotizzate, soprattutto nelle nazioni che avranno un più alto costo della vita e del lavoro.
    Qualcuno sta scherzando con l’inflazione per aumentare falsamente un prodotto interno lordo che aumenta nelle percentuali ma diminuisce nei volumi.
    Chi scherza con l’inflazione scherza con il fuoco,avrà forse subito qualche dato positivo ma alla distanza porta alla rovina l’Intero paese.
    E noi ci troviamo in questa situazione proprio perché negli anni ’80 si vantavano di un prodotto interno lordo che cresceva, ma crescendo meno dell’inflazione è andato a logorare tutti gli indici economici.

    Quindi più è alta l’inflazione più si alzano le tasse ,sia in cifra assoluta che in percentuale, che servono per ripagare quel debito che continuerà comunque ad aumentare, più si alzano le remunerazioni più diventano costosi i prodotti creati da chi riceve quegli aumenti, e per venderli hai bisogno che i compratori o siano ricchi o abbiano a loro volta un rialzo delle remunerazioni e hai bisogno della della svalutazione della moneta(cosa che con l’euro non si può più  fare) per vendere i prodotti all’estero, ma più svaluti la moneta maggiori saranno gli effetti negativi sul debito,soprattutto se in mano straniere, e sulle importazioni soprattutto se energetiche che aumenteranno il loro prezzo creando altra inflazione e altro indebitamento,maggiori saranno le tasse, più difficile sarà trovare finanziatori per quel debito.
    non è soltanto l’inflazione a determinare i tassi di interesse, ma anche il rischio tramite la legge della domanda e dell’offerta e la solidità strutturale ch va peggiorando.
    Mano a mano si logorano gli indici produttivi fin quando per forza di cose non si possono più aumentare le remunerazioni, a causa del debito ed a causa del costo del lavoro e della vita elevati a tal punto da mettere le aziende private davanti ad un bivio: Chiudere l’azienda oppure abbassare i salari?
    Questo perché alzando i salari andrebbero fuori mercato non riuscendo più a vendere quei prodotti e portando in ogni caso l’azienda alla chiusura.
    Questo però non impedisce ai libero professionisti di sguazzare nello scopo di lucro e di avere un maggiore profitto da quella maggiorazione di prezzo creata dall’inflazione e dall’aumento delle remunerazioni delle altre classi produttive e questo ingenera il pensiero che il sistema stia ancora funziona do perché permette ancora di ottenere profitti,mentre nella realtà il sistema peggiora ma si trova la scusa della mancanza di competitività, motivazione falsa che serve per occultare questo tentativo di tirare avanti un sistema fallimentare che non si vuole riformare se non nell’ottica dei vecchi parametri di giudizio che sono completamente errati.
    Si continuano a fare riforme che nella migliore delle ipotesi non servono a niente, si fa credere che le riforme vengono fatte,ma subito dopo ne servono altre altrettanto inutili.
    I politici di oggi sono come cenerentole, utilizzano un quantitative easing della banca centrale europea per far credere che si possa uscire da questa situazione utilizzando tutti i parametri e le filosofie del passato credendo forse essi stessi che questa situazione sia passeggera e che si può uscire dalla crisi, anzi, che lo stiamo già facendo.
    Ma purtroppo arriverà la mezzanotte e la carrozza tornerà a trasformarsi in zucca.
    Ma l’importante è non essere gufi, spargere ottimismo, non in vece guardare in faccia la realtà, meglio continuare a fare lo scaricabarile, magari mettendoci un bonus balconi per fingere di avere a cuore il pollice verde, un bonus da 500 euro per i diciottenni, un bonus mamma perché la denatalità, che sta colpendo tutti i paesi vittime di questo sistema che si fonda sul debito , è ai massimi storici.)

     
  • giamps78 09:52 il 16 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Subito le gabbie salariali per limitare le disuguaglianze del centralismo romano 

     

    Quando fa comodo siamo tutti italiani, quando invece c’è da ricevere le agevolazioni, lo stato centralista,governato dai renziani effetti una sistematica contrapposizione per classi d’età o per zona geografica.
    nulla che sia fondato sul merito,anzi…
    Lo stato centralista sta minando l’unitarietà della repubblica con delle leggi a dir poco infami.
    Con i soldi del nord si detassa il sud, perché , dicono loro, bisogna aiutare le zone depresse.
    È questa la soluzione rappresentata dallo spostamento degli ordinativi da una parte all’altra dello stivale?
    Certo che no.
    Già le tasse sono le più alte d’Europa, già è difficile competere con il resto d’Europa, ma qui oltre al danno si aggiunge la beffa.
    per decisione centralista romana chi già oggi paga meno tasse, in cifra assoluta sul totale degli occupati, deve pagare ancora meno tasse rispetto a chi versa nel calderone romano il doppio o il triplo.
    E questo doppio o triplo già finisce al sud, basta verificare i trasferimenti di denaro regione per regione, ovviamente facendo i calcoli giusti, non come fa la lega nord che non considera nemmeno i soldi pagati dall’inps ai pensionati dati regione per regione
    Fatti i calcoli giusti, si evince che la cifra risulta veramente importante, non alta quanto afferma la lega ma si tratta comunque di molti denari.
    No dico, fossero almeno soldi che arrivano dall’unione europea destinati alle regioni meno sviluppate…
    Non che cambi il concetto base visto che i soldi che riceve l’unione europea è il nord Italia che li versa.
    Ma almeno se sono fondi europei si evita lo spreco di fondi non spesi che altrimenti andrebbero persi, e sono parecchi miliardi tra quelli scaduti l’anno passato ma ancora da spendere dopo una nuova deroga e quelli del nuovo ciclo di 7 anni che è da poco cominciato.
    No, non sono nemmeno fondi europei.
    Sono il primo a dire che ci devono essere una tassazione differente tra regioni del sud e regioni del nord,non solo, anche tra regioni confinanti.
    Ma questo sistema non può essere fondato sul calderone centralista romano che fa preferenze con un sistema feudale che involve dall’alto verso il basso.
    Deve essere fondato sulla responsabilità e sulla capacità.
    In definitiva, chi vuole abbassare le tasse lo può fare se ha le coperture finanziarie per farlo, se diminuisce le spese.

    Qui invece c’è un sistema che si fonda sulla irresponsabilità, meno sei meritevole più ottieni denaro e vice versa.
    Come si può dire di essere a favore della meritocrazia, del libero mercato, della produttività, e poi mettersi a fare gli apprendisti stregoni penalizzando chi è più produttivo,chi è più meritevole, in sostanza chi permette al sud di spendere i soldi di altri, oltretutto riempiendosi di debiti nelle amministrazioni locali?
    Qualcuno potrebbe controbattere dicendo che non si sta minando l’unità della repubblica perché chi ha di più aiuta chi ha di meno e questo produce sviluppo che aiuta anche chi ha di più.
    In realtà il punto di vista può anche essere ribaltato, e a me sinceramente pare una versione più credibile:
    Abbassando le tasse al nord italia invece che al sud, il Nord compete maggiormente con le altre realtà europee e mondiali, cresce e questa crescita si tira avanti anche il sud.
    Dopotutto chi spende di più deve avere anche tasse più alte, altrimenti i discorsi sul merito sono del tutto infondati alla prova dei fatti.
    Le gabbie salariali permettono alle regioni del sud, se vogliono, di abbassare le tasse, ma alla luce delle spese effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
    Il sud deve necessariamente avere stipendi più bassi se vuole rilanciarsi, ma deve avere anche un costo della vita inferiore che permetta a quegli stipendi più base un maggiore potere d’acquisto e riduca così la spesa pubblica in maniera automatica.
    Perché se un comune deve asfaltare una strada e gli operai guadagnano un 30% in meno, a parità di conoscenze, il lavoro finito costerà meno e quel comune chiederà tasse inferiori ai suoi cittadini generando un ciclo virtuoso.
    A maggior potere d’acquisto corrispondono ad esempio pensioni sociali inferiori, dunque un ulteriore risparmio per la cosa pubblica che si trasforma in minor tasse per i cittadini e per le imprese di quella regione o di quella macroregione.
    Ma i sindacati, che plaudono a questa detassazione centralista renziana che premia la disuguaglianza e mina l’unità della repubblica sono contrari.
    Sono contrari perché credono di essere paladini dei diritti che invece stanno contribuendo a far togliere, anno dopo anno.
    Io invece vedrei bene una tessera della CGIL che costa il 20% in meno al sud rispetto al Nord, ma fermando le decine di miliardi di trasferimenti che vengono buttati nel calderone centralista, con questo autolesionismo insito in costoro che magari saranno spinti dalle migliori intenzioni, ma che ,come testimoniano i fatti in decenni e decenni in cui la differenza tra nord e sud è aumentata,, non funziona per niente, anzi si ottiene l’effetto opposto.

    Siamo in Europa, abbiamo tutti la stessa moneta ma costi della vita e del lavoro differenti da stato a stato.
    Dov’è la CGIL a livello europeo?
    Semplicemente non esiste perché gli interessi nazionali dei suoi pensionati superano il famigerato internazionalismo dei sindacati.
    Abbiamo l’est Europa con l’euro e costi della vita e del lavoro differenti dai nostri, perché dunque non possiamo fare la stessa cosa con il nord e con il sud Italia?
    Non si può, perché ,dicono, si creano disuguaglianze tra cittadini.
    Ma allora cari sindacati convincere gli altri stati europei che hanno la nostra stessa moneta a pagare allo stesso modo tutti i lavoratori e facciamo in Europa quello che volete voi mantenere in Italia,per evitare le disuguaglianze!
    Non si può nemmeno questo.
    Quindi ammettendo che abbiano ragione i sindacati e che le gabbie salariali creino disuguaglianza, significa che l’unione europea che ha le gabbie salariali da stato a stato nasce sulla disuguaglianza che non risulta sanabile.
    E allora se non puoi vincerli devi unirti a loro, il sud italia deve competere con l’est Europa ed il nord italia con la Germania, senza pagare i balzelli del sud.

     
  • giamps78 12:07 il 6 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Economia e pensioni: interessanti dialoghi avuti sui social network 

    pubblico alcuni interessanti dialoghi che ho avuto con vari interlocutori nei social network

    Interlocutore 1: Ma una pensione uguale per tutti,nella fiscalita’ pugenerale come per la sanita’,
     e se la vuoi plus te la paghi e la Scarichi!?

     

    Risposta: Quello che dici prevede una diminuzione netta di contributi versati da chi guadagna molti soldi.
    Oggi le pensioni sono diverse perché c’è chi versa di più con il contributo e chi ottiene più di quello che ha versato con il retributivo.
    Se tutti avessero la stessa pensione tutti verserebbero la stessa quota di contributi all’INPS ed il risultato è un ammanco di decine e decine di miliardi di euro in versamenti da parte di chi oggi sta mettendo molti soldi nel baraccone dell’inps che gli restituirà quasi nulla di tutto ciò che ha versato.
    Paradossalmente chi avrà versato contributi per una pensione più alta avrà pagato molto di più di quelli ma riceverà una pensione uguale a chi non ha versato contributi.
    Credo che questo sia il massimo dell’ingiustizia pertanto dal giorno dopo pagheranno contributo minori per ricevere pensioni minori e questo diminuirà le entrate dell’INPS creando un considerevole ammanco.
    I più ricchi sarebbero comunque contenti di questo discorso, verserebbero meno e si farebbero la pensione privata che avrebbe dei rendimenti eccezionali se confrontati con quelli che oggi offre la pensione obbligatoria.
    Non facciamoci trarre in inganno dal vecchio sistema retributivo, chi avrà pensioni più alte con il futuro sistema contributivo avrà versato molto ma molto denaro all’INPS,quindi i più. Ricchi con il contributivo sono già parecchio penalizzati dispetto ad una qualsiasi pensione privata.
    E visto l’almanco dell’INPS, più poveri da chi prenderebbero i contributi per ricevere la loro pensione mensile che sarà uguale per tutti?
    Da nessuno…

    Ecco l’articolo scritto mesi fa sullo stesso argomento:
    https://giamps78.wordpress.com/2016/04/26/11229/

     

    interlocutore 2:”Se vengono erogate pensioni da 1000 euro i prezzi aumenterebbero”
    Teniamo i poveri per calmierare i prezzi ?

    risposta: No no, non c’è nessun errore, si chiama legge della domanda e dell’offerta.
    Se qualcuno può venderti qualcosa ad un prezzo più alto e da che tu ne hai bisogno alzerà quel prezzo fin quando tu farai a meno di comprarlo, a quel punto sarà costretto a ridurlo.
    Quando Berlusconi portò le pensioni minime a 500 euro e siamo entrati nell’euro i prezzi sono raddoppiati.
    Perché è successo solo da noi?
    Perché noi siamo stati abituati alla svalutazione della lira che portava all’aumento dei prezzi a causa delle materie prime importate in dollari.
    Non c’è nessun errore, le cose stanno così.
    Ora, il costo della vita e del lavoro determinano il valore della moneta.
    Quanto vale 1 euro?
    La moneta euro ha lo stesso valore in tutti gli stati dell’unione europea oppure è variabile da stato a stato?
    Evidentemente il valore dell’euro varia da stato a stato e questo perché a stati diversi corrispondono poteri d’acquisto diversi.
    In Germania ad esempio i beni dei supermercati costano il 20% in meno che da noi perché loro da decenni avevano l’abitudine nell’utilizzo di una moneta forte e all’entrata nell’euro per loro non è cambiato nulla.
    Invece in Italia non è successo questo basti pensare al bollo auto nel passaggio dalle lire agli euro, la compravendita di abitazioni etc etc.
    Ma se il valore dell’euro è diverso tra stato e stato, in polonia che è nell’unione ma ha mantenuto perfino lo sloty un euro cale di più perché il costo della vita (carovita) è più basso.
    Una pensione da 500 euro in polonia corrisponde ad una pensione da 900 euro in Italia perché con gli stessi soldi raddoppi la spesa che puoi fare e compri il doppio dei beni mobili ed immobili.
    Si capisce che se aumentiamo a mille euro le pensioni minime il nostro carovita sale e questo rende più facile le delocalizzazioni in polonia, e aumenta il numero di disoccupati in Italia, oltreché il debito pubblico e questo significa ulteriori tagli sociali mentre i prezzi aumenteranno e chi riceverà mille euro al posto dei 500 non arriverà comunque alla fine del mese e comprerà prodotti che nell’esempio sono polacchi perché costano meno.
    È un cane che si morde la coda.
    Vedi l’argomento di cui ho parlato altre volte denominato “livello di saturazione dei prezzi e dei salari”.
    Interlocutore 3:Con tutto il rispetto per le dovute eccezione, ma a me pare che SE compri italiano alimenti lavoro nero e schiavitù.

    gli domando: Secondo te all’estero guadagnano più di 5 dollari all’ora?!?

    Interlocutore 3: molto meno di 5 dollari l’ora, ma non hanno la nostra pressione fiscale e tutto costa in proporzione

    risposta:capisci che qualcosa non funziona?
    Uno che viene pagato in Italia 10 euro con i voucher viene considerato giustamente come uno schiavo mentre chi lavora all’estero e guadagna la metà, 5 euro, dove non ci sono regole del lavoro e sindacati, grazie al minor costo della vita diventa quasi un benestante.
    Se quel prodotto creato all’estero può arrivare qui senza barriere allora non ci si può lamentare se poi le aziende italiane sono costrette ad assumere lavoratori in nero per stare dentro nei costi.
    Io credo che il mondo della finanza su tutto questo ci marcia ma non da ieri o dalla crisi economica del 2007 ma da moltissimi decenni.
    È quasi una bestemmia parlare di imprese poco competitive in Italia.

     

     
  • giamps78 11:37 il 3 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il #jobsact di Matteo Renzi non solo non è utile è stato addirittura dannoso 

     

    Il jobs act di renzi è stato un
    fallimento completo…
    Si era detto: Eliminiamo completamente l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori (buona parte già eliminato dal governo presieduto da Mario Monti) ed in cambio riequilibiamo il tutto con gli incentivi alle assunzioni.
    Gli incentivi alle assunzioni sono durati solo 3 anni e poi sono stati eliminati da quello stesso governo.
    Risultato?
    C’È in corso un drogaggio del mercato dove i più lesti hanno assunto a tempo indeterminato persone che erano già assunte presso le stesse aziende con contratti a termine  e mano a mano che finiscono i 3 anni dall’assunzione finiscono anche gli incentivi.
    L’incentivo all’assunzione doveva riequilibrare il maggiore costo a cui le aziende dovevano far fronte in caso di licenziamento.
    Tale licenziamento oggi può avvenire anche senza giusta causa e per meri motivi economici non riguardanti una crisi ma una semplice diminuzione del profitto o addirittura la possibilità licenziando di aumentare tale profitto.
    Cioè si sono creati nella stessa azienda lavoratori di serie A, chi cioè risultava già assunto prima del jobs act che ha mantenuto il suddetto l’articolo 18, e chi invece è stato assunto dopo questa riforma che può essere licenziato in qualsiasi momento ed il tutto si risolve con l’azienda che paga qualche mensilità l’azienda al lavoratore secondo lo schema delle “tutele crescenti”.
    Non c’è stato alcun riequilibrio perché al venir meno della tutela sul reintegro e al venir meno degli incentivi, si corrispondono delle mensilità che aumentano il costo del lavoro per l’azienda rispetto ai contratti a tempo determinato,ovvero quelli che hanno una data di scadenza prestabilita e che non hanno ne tutele ma nemmeno mensilità da pagare se viene interrotto il rapporto di lavoro.
    Fatti due conti si vede come il jobs act che inizialmente era stato pensato come “contratto UNICO a tutele crescenti” abbia peggiorato la situazione precedente favorendo ancor di più l’uso dei contratti a termine, che è l’opposto delle intenzioni iniziali del governo presieduto da Matteo renzi che ogni mese anzi ogni settimana sbandierava contro i gufi l’aumento dei contratti a tempo “indeterminato”.
    Indeterminato tra virgolette perché non c’è più una data di scadenza ma lascia precari i lavoratori.
    È una specie di furbata linguistica degna di un venditore di pentole.

    Purtroppo non ho a disposizione quelle slide utilizzate da renzi che certificavano un +300% di contratti a tempo “indeterminato” e nemmeno lui ha interesse a tirarle fuori visto che il 97% dei nuovi contratti è a tempo determinato contro il solo 3% di quelli “a tutele crescenti”.
    Tra l’altro hanno fatto pure una modifica al conteggio degli occupati e ora bastano poche ore di lavoro per non essere più considerati disoccupati.
    Si vadano a vedere le dichiarazioni di Silvio Berlusconi negli anni successivi alla legge Biagi: Mentre l’euro raddoppiava i prezzi e diventavamo tutti più poveri perdendo competitività e c’era questo canto del cigno dove le case venivano vendute al doppio del prezzo in lire, ed il terzo settore vedendo maggior profitto assumeva persone, lui parlava di record nella diminuzione della disoccupazione grazie alla  sua legge sul lavoro.
    Si è visto qualche anno dopo quanto valeva la sua legge: Praticamente zero visto che quell’euro forte che dicevano calmierasse il prezzo degli energetici importati ci ha quasi fatto fallire e ci ha portato al tasso di disoccupazione record a due cifre.
    Ovvio che l’economia dimostri una certa lentezza nell’assorbire le modifiche ai parametri fondamentali di uno stato e questi meccanismi lavorano piano, goccia dopo goccia, anno dopo anno, ma sono inesorabili.
    Abbiamo un renzi che sta utilizzando una legge sbagliata e vedremo poi essere incostituzionale per vantarsi dell’aumento dei posti di lavoro che ci sono in tutta europa grazie al cambio monetario dell’euro che si è deprezzato del 30% sul dollaro al quale sono collegati con cambi quasi fissi alcune monete mondiali come quella cinese che viene usata da miliardi di persone.
    Un euro arrivato a quota 1,60 dollari che poi è tornato come nel 2002 a valere 1,05 per poi tornare rafforzarsi fino a quota 1,20 dollari.
    Ora è chiaro che se un turista ha da fare una scelta su dove passare le vacanze e vede un prezzo più basso del 30% rispetto all’anno prima magari è più propenso a venire in Europa.
    Stesso dicasi per le merci vendute che costando meno sono maggiormente appetibili, mentre quelle importate lo diventano meno.
    Contestualmente il prezzo del barile di petrolio è passato dai 140 dollari ai 35 dollari per poi oggi esser e intorno ai 50.
    È chiaro che questo ha favorito la crescita quantificabile in italia in almeno 10 miliardi di euro annui mentre ha mandato quasi in fallimento gli stati che il petrolio lo esportano.
    La banca centrale europea ha momentaneamente ridotto il differenziale tra i tassi d’interesse di Germania e sud Europa e in 3 anni ha prodotto dei risparmi consistenti nei bilanci pubblici, risparmi che sono stati utilizzati dal governo renzi per delle inutili prebende a scopo elettorale nella speranza di piegare anche la costituzione della repubblica alle sue volontà su un testo illeggibile ai più che avrebbe fatto rivoltare nella tomba i padri costituenti, ma fortunatamente gli è andata male e si è dovuto dimettere malgrado abbia tentato di farlo approvare perfino con un quesito truffa in stile “viva la mamma, sei favorevole o contrario?” (citazione rubata a Pierluigi bersani).
    Altro che divergenze di tipo personale e rancore nei confronti del povero Matteo, cavoli ha chiesto il voto di fiducia sulla legge elettorale scritta con i piedi ed ha cercato un colpo di mano governista su una riforma costituzionale con la beffa dei colloqui con Berlusconi avvenuti sotto il quadro di Berlinguer!
    Forse è renzi che prova rancore verso l’ordine costituito che tenta di rottamare a colpi di super-canguri e voti di fiducia.
    Ma torniamo al jobs act, che risulta essere sub iudice visto che il licenziamento economico senza giustificato motivo va contro l’articolo 1 della costituzione, vedremo cosa succederà con le sentenze ora che la questione credo sia arrivata alla corte costituzionale, magari finirà come con l’italicum e sarà cassato anche il jobs-act.
    Nel frattempo il tribunale per i diritti umani di Strasburgo ha indirettamente fatto a fette i decreti attuativi nelle parti riguardanti lo “spionaggio” dei lavoratori da parte delle aziende e il reintegro dei lavoratori sentenziando che un’azienda rumena deve reintegrare un lavoratore licenziato dopo che l’azienda ne aveva spiato mail e telefonate.
    Vedremo cosa succederà di questa schifezza chiamata jobs-act approvato con voto di fiducia parlamentare e contenente deleghe in bianco per i successivi decreti attuativi.
    Fortunatamente pare che il governo abbia cominciato a dar ascolto ai “gufi” cioè a quelli che fin dal primo istante hanno detto che tale legge non avrebbe funzionato e che finalmente abbia deciso di far costare di più i contratti a tempo determinato utilizzando quelle risorse per far costare meno i contratti a tempo “indeterminato” poca cosa rispetto a tutto il resto del Jobs act, ma meglio tardi che mai e piuttosto che niente!
    Ci risiamo purtroppo con l’arrivo di un altro bonus, stavolta il bonus giovani che renderà impossibile la già difficile vita del 30-40-50enni,che sono i primi in futuro a non avere una pensione, che non trovano lavoro, invece di fare il bonus assunzioni per i disoccupati di lungo periodo,che comprenderebbero anche parecchi giovani, rendono ancora più difficile la situazione fomentando ulteriormente lotte di classe per età, come se i 40enni disoccupati avessero i diritti che hanno avuto i loro padri e non invece gli stessi, pochi diritti, che hanno i guovani.
    Questo perché avendo la coscienza sporca cercano di dire che hanno fatto qualcosa per i più giovani, dopo l’inutile bonus di 500 euro ai 18enni , tra l’altro usato solo dal 50% degli “aventi diritto”.

     
  • giamps78 17:18 il 20 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anticipo pensionistico per donne con figli ed i sindacati che vogliono allargare platea a coppie omosessuali e stranieri 

     

    Passi pure il concetto della donna che è  incinta(in Italia) e che quindi fisicamente avendo una conformazione diversa rispetto all’uomo può aver diritto ad andare in pensione 6 mesi prima per ogni figlio.
    giustamente nel caso di gravidanze può e deve esserci una differenza nell’età di pensionamento che favorisca quest’ultima di fronte alla normativa europea che dichiara l’obbligo di avere la stessa età di pensionamento per uomini e donne.
    Ma stop,qui finisce,non è che come chiedono i sindacati adesso si devono tirare dentro anche i figli adottivi e i figli la cui gravidanza non è stata condotta in Italia.
    Anche perché qualcuno potrebbe domandare perché la donna si e l’uomo no?
    Se un figlio è adottato non c’è differenza tra padre e madre, non c’è differenza di conformazione fisica, la madre non è rimasta in cinta, non ha avuto impedimenti fisici, e francamente ho già capito dove vogliono andare a parare: Ai bambini “adottati” dalle coppie omosessuali e agli extracomunitari che arrivano qui già adulti… una cosa inaccettabile.
    Se la donna resta incinta e poi vende suo figlio ad una coppia omosessuale, dal mio punto di vista nessuno di questi soggetti merita alcun mese di anticipo pensionistico,anche perché l’utero in affitto è illegale, vogliamo pure premiare questi comportamenti?
    Perché mai se qualcuno adotta dei figli che arrivano dall’estero si dovrebbe dare,tra l’altro alla sola donna, dei vantaggi pensionistici?
    È assurdo.
    Ritornando al discorso precedente: i permessi lavorativi parentali valgono sia per le mamme che per i papà,così come nulla vieta ad una donna di lavorare mentre l’uomo fa le faccende domestiche, una legge deve tenere conto di questo non può generalizzare.
    Se un figlio è adottato e la donna non è rimasta in cinta, il padre può fare la stessa fatica che fa la madre nell’allevarlo, perché dunque la legge dovrebbe dare unidirezionalmente alla donna questi sei mesi e non ad esempio 3 mesi e 3 mesi?
    Per me dovrebbero essere dati zero e zero, non 3 e 3, ma nemmeno aprioristicamente 6 e zero altrimenti si va contro la legge europea e l’uguaglianza dei sessi.
    Dovrebbe valere esclusivamente per le donne che abbiano portato avanti una o più gravidanze(in Italia), e che abbiano cresciuto i figli e certamente non dati in adozione e nemmeno adottati.
    Altrimenti la legge non può scegliere aprioristicamente quale dei due sessi fa la fatica di allevare tale figlio, può essere la donna o l’uomo, oppure la legge dovrebbe stabilire dei parametri per decidere a quale dei due genitori spettano tali mesi di anticipo pensionistico.
    Per quanto riguarda i figli adottati cosa facciamo, il doppio bonus?
    6 mesi a chi partorisce,e poi fa adottare il figlio 6 mesi per chi lo adotta per un totale di 1 anno per un solo figlio?
    Impossibile.
    Qui ci sono i soliti sindacati che cercano varchi per aumentare la spesa pubblica

     
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