Updates from agosto, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 16:59 il 9 August, 2017 Permalink | Rispondi  

    Gli errori di Boeri sulle pensioni future e proposta per uscire dalla crisi occupazionale 

     

    Tito Boeri non vuole capire che è finito tempo del “chi ha avuto ha avuto,chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.
    Il passato non si può scordare perché pesa su tutti gli italiani e si chiama debito pubblico con oltre 60 miliardi di euro di interessi ogni anno.
    Non vuole uscire dal vecchio di idee che vuole le pensioni fisse una volta ottenute.
    Non c’è più il posto fisso ma continuiamo ad distribuire la pensione fissa.
    Tito Boeri vuole porci davanti ad un bivio totalmente fasullo ed errato ed esclude le pensioni in essere dai suoi ragionamenti.
    Dice:”Se si andrà in pensione prima di 70 anni le pensioni saranno più basse”.
    Peccato che lui sia quello che ha fortemente voluto l’ape social, che sta mandando in pensioni delle persone a 61 anni senza alcuna riduzione della loro pensione che anzi erogata in pieno con la cessione del quinto per un debito che il pensionato fa le banche.
    Tali pensionati otterranno l’intera pensione senza tagli appena avranno terminato di pagare quel debito.
    Con quale faccia tosta l’inps continua a diminuire i coefficienti di trasformazione per il calcolo delle future pensioni contributive alle sole pensioni future e non anche a quelle che già sta erogando?
    Nelle statistiche che Tito Boeri osserva per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile ci sono oppure non ci sono le persone che già sono pensionate?
    Cosa ne sanno Boeri & company dell’allungamento dell’aspettativa di vita di chi oggi ha 30 anni?
    Nulla,si presuppone che siccome gli attuali anziani vivono di più anche i futuri anziani vivranno di più, ma questa è solo un’ipotesi.
    Cosa ne sapete voi se gli attuali 30 o 40 enni sono più o meno cagionevoli di salute rispetto agli attuali 70 enni?
    Non lo si sa, lo si immagina.
    Per fare queste statistiche si tiene conto o non si tiene conto dei 70 enni?
    E come mai se si tiene conto dei 70 enni nell’allungamento dell’aspettativa di vita le loro pensioni non diminuiscono?
    Fanno parte delle statistiche e quindi anche a loro deve diminuire la pensione così come diminuisce a chi deve ancora andare in pensione.
    Lo so è brutto,si perdono voti.
    Meglio fare l’offerta speciale per il coefficiente di trasformazione più alto che scade il 31,dicembre e quelli che arrivano dopo si beccano il coefficiente più basso, devono lavorare più anni e guadagnare anche di meno!
    La banda bassotti non avrebbe potuto fare di meglio…
    Voglio sapere perché se siamo tutti uguali non ci può essere per tutti il medesimo coefficiente di trasformazione indipendentemente dalla data di ottenimento della pensione.
    Troppo facile dire una grande bugia: In passato si andava in pensione prima perché si viveva di meno.
    È falso perché in passato c’era un cuneo fiscale inferiore, chi lavorava otteneva di più di quanto si ottiene lavorando oggi e pagava contributi in percentuale sulla busta paga inferiori a quelli che sono pagati oggi.
    Sfortunatamente le bugie di Boeri hanno le gambe corte ed il futuro vedrà parecchia gente arrabbiata.
    Vedremo chi avrà ragione tra 15 anni, se le scemenze dette da qualche uomo politico che vuole approfittare della situazione attuale o la verità di conti disastrati e di in fallimento dello stato unitario.
    Non si vogliono ricalcolare le pensioni pensioni retributive?
    Si alzino le tasse sulla parte retributiva delle pensioni e si faccia una tassazione progressiva alla parte contributiva, più alta per chi ha avuto un coefficiente di trasformazione più favorevole.
    Tasse più alte e progressive per le reversibilità date con il sistema retributivo a seconda del numero di anni di contributi.
    Una quarantina di miliardi che possono abbassare il cuneo fiscale lato impresa (per tutti i lavoratori non solo per i giovani neoassunti) per facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro dall’anno prossimo, che nel contempo produrrà aumento delle entrate fiscali ed i contributi Inps a seguito dell’aumento dell’occupazione.
    Maggiore crescita significa diminuzione del debito pubblico, diminuzione del costo degli interessi sul debito e uscita dalla crisi.
    Qualcuno però potrebbe dire che il problema permane per il futuro.
    Ma gli interessi sul debito cumulati da qui al 2040 sono 10 volte quei 120 miliardi di buco che Boeri denuncia se si blocca l’innalzamento dell’età pensionabile.
    Se l’Italia non è credibile pagherà 500 miliardi di debito in più a fronte di 120 miliardi di risparmi denunciati da Boeri e dalla corte dei conti.
    E poi,come ho scritto in passato ed anche in questa occasione, se veramente il coefficiente fosse unico, cioè se una futura legge stabilisse nero su bianco che il coefficiente non è fisso ed invariabile nel momento in cui qualcuno va in pensione, tutti i calcoli fatti dall’inps sarebbero da rifare in quanto non bisognerebbe calcolare solo i futuri pensionati ma sarebbero calcolati anche quelli che ad esempio vanno in pensione nel 2020 nel ricalcolo del coefficiente del 2025.
    Quindi avremmo una prima parte odierna dove si lavora sull’imposizione fiscale, una seconda fase quella futura dove si dichiara che i diritti acquisiti non ci sono nel senso che la legge permette(per il futuro) di avere tutti i coefficienti di trasformazione “mobili” ovvero che si aggiornano mano a mano che aumenta l’aspettativa di vita senza dunque giocare al “chi prima arriva meglio alloggia”
    Ovvio che poi la ciliegina sulla torta sarebbe anche ina riforma costituzionale per risparmiare altri miliardi in doppie pensioni, vitalizi, pensioni bonus ai sindacalisti etc etc.
    Ma questo non si potrà fare in questa legislatura.

     
  • giamps78 16:17 il 21 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pensioni dei giovani: Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista 

    wp_ss_20170718_0001

    Non bisogna cadere nel tranello dell’imburrata governista sulle presunte pensioni dei giovani

    Il governo tenta di imburrarsi nuovamente i sindacati facendo una proposta “generosa” sulle pensioni future dei giovani.
    La proposta vedrebbe una pensione minima dopo almeno 20 anni di contributi essere di 650 euro, ai quali si aggiungono dei soldi per ogni ulteriore anno di contributo fino ad arrivare a mille euro.
    Intanto va subito chiarito un punto: Il problema non sono le pensioni future dei giovani, il problema è rappresentato da chi oggi riceve una pensione senza aver pagato i contributi.
    Stiamo parlando del 51% del totale della spesa pubblica.
    Serve una riforma, serve un taglio per fare in modo che i giovani ricevano una pensione sempre più a capitalizzazione, ovvero che i propri contributi servano per ricevere la propria pensione.
    E allora la mia proposta è semplicissima: Si prende la proposta fatta dal governo ed invece di applicarla alle pensioni future la si applica a qualsiasi pensione in essere.
    Ovviamente chi non ha versato almeno 20 anni di contributi non potrà aspirare a portare la sua pensione minima a 650 euro.
    No perché adesso c’è la proposta di Berlusconi che è un noto splafonatore della spesa pubblica, che vuol portare a mille euro le pensioni minime, di chiunque anche delle vecchie pensioni oggi abolite ma che continuano ad essere erogate senza che chi le riceve abbia pagato contributi.
    Emblematico il caso del presidente dell’inps boeri che ha parlato di “anomalia, dicendo che ci sono 300 mila pensioni erogate all’estero e di queste meno del 10% ha più di 10 anni di contributi, ma la stragrande maggioranza di queste, circa 200 mila pensioni sono erogate all’estero (esentasse) a chi ha versato meno di 3 anni di contributi.
    Il costo complessivo di questa anomalia è quasi di un miliardo di euro all’anno.
    Non bisogna continuare a portare avanti gli stessi comportamenti di chi ci ha preceduto.
    Il governo gioca con il bastone e la carota cercando di corrompere di volta in volta le generazioni che si susseguono dando condizioni pensionistiche sempre più agevolate rispetto alle condizioni economiche ma allo stesso tempo sempre peggiori rispetto alle precedenti generazioni.
    Chi si fa fregare dall’imburrata governativa è responsabile tanto quanto lo stato di questa situazione economico-sociale che peggiora giorno dopo giorno anche se chi la constata tutti i giorni viene tacciato di gufaggine acuta.
    Il comportamento corretto è quello di chiedere per tutti i pensionati, presenti e futuri, le medesime condizioni, agendo quindi con un ricalcolo totale e abolendo i vitalizi, le doppie pensioni.

    E lo voglio riscrivere ancora una volta perché qualcuno ancora una volta ha chiesto ai pensionati di essere “generosi” con i giovani.
    Le cose stanno esattamente all’opposto!
    Smettiamola di divulgare menzogne…
    I giovani sono quelli generosi perché stanno pagando delle pensioni totalmente ingiustificate agli anziani.
    Non si possono ascoltare queste richieste di generosità fatte a chi sta prendendo soldi dai contributi versati dagli attuali lavoratori con regole che sono state abolite dall’ordinamento in quanto troppo vantaggiose.
    E ribadisco ancora una volta che non si parla di pensioni d’oro ma di chi ha ricevuto più di quello che ha versato.
    Si faccia una legge costituzionale dicendo: Chi ha ricevuto più di quello che ha versato subirà il taglio della propria pensione e in base al suo ISEE potrà ricevere una pensione minima che va da 500 euro a 650 euro a seconda del numero di anni di contributi.
    Esentasse, si intende.
    Si taglia la pensione e contemporaneamente si eliminano totalmente le trattenute.
    Così come nel calcolo precedente per verificare se si sono versati più soldi di quelli ricevuti si devono anche sottrarre le tasse versate, cioè le trattenute statali sulle precedenti erogazioni pensionistiche.
    Anzi, facciamola ancora più larga: Chi ha ricevuto 100 mila euro in più di quanto ha effettivamente versato avrà una pensione minima da 500 euro.
    Ovviamente si deve fare un conto tenendo presente nel calcolo anche i vitalizi, le doppie pensioni etc etc.
    E tutti i soldi risparmiati potrebbero finire in una detassazione del cuneo fiscale lato azienda senza distinzioni tra giovani lavoratori, 55° enni, ricchi, poveri.
    Se si dice che il taglio è del 3% allora è del 3%.
    In questo modo aumenterà l’occupazione ed aumenteranno anche le entrate fiscali e le entrate dell’inps perché i nuovi assunti pagheranno i contributi( non come le renzate delle detassazioni una tantum).
    Aumenteranno le entrate fiscali e si potrà procedere ad ulteriori detassazioni diminuendo i soldi dati come assistenza e puntando ad un periodo di deflazione con il prodotto interno lordo che però aumenta.
    Le maggiori entrate dell’inps, circa 40 miliardi di surplus, non vengono quindi regalate ai poveri, i veri poveri sono quelli che devono ancora nascere e si ritrovano con 50 mila euro di debito pubblico “a testa” , “sulle spalle”.
    Quei 40 miliardi l’inps li darà a cassa depositi e prestiti che farà investimenti, si cioè attenzione, non investimenti a fondo perduto ma con un piano ESCO, in modo da diminuire i costi producendo un guadagno che permette di restituire tale cifra.

    Ovviamente questi sindacati sono contrari a questa impostazione perché la maggior parte dei loro iscritti sono quelli che hanno avuto tanti privilegi ed hanno utilizzato a man bassa ogni singolo articolo di legge che permettesse di ottenere pensioni più alte.
    In questo senso non c’è differenza tra il berlusconismo ed il sindacalismo di chi si professa di sinistra.
    Sinistra come parola aleatoria da sventolare ipocritamente per fare bella figura, ma nei fatti si applicano comportamenti che fanno marcire le fondamenta della cosa pubblica, portando poi all’eliminazione di ogni diritto per le future generazioni.
    io ritengo invece che non vi sia differenza tra chi ha versato 30 anni di contributi ma ha già ricevuto dall’inps 100 mila euro di più di quelli che ha versato e chi ha oggi la pensione minima a 500 euro senza avere i 20 anni di contribuzione richiesta alle future generazioni come indispensabile per essere pensionati.
    Questo significa che in futuro ci saranno persone che hanno 15 anni di contributi che non avranno pensione, e oggi c’è gente che ha magari solo 3 anni di contributi che si lamenta di ricevere solo 500 euro.
    È chiaro che siamo di fronte ad una disparità clamorosa tra passato, presente e futuro e poi arriva qualcuno che vuole portare a mille quelle 500 euro!
    Assurdo.
    Vadano a vedere le statistiche dei “pensionati” negli altri paesi del mondo…
    Chiaramente prendere 500 è molto meglio di prendere zero!
    Negli altri paesi ci sono fette di ottantenni senza pensione e questi non rientrano nelle statistiche perché non sono considerati pensionati visto che il sistema funziona a capitalizzazione o risulta essere comunque privatizzato….
    Tra parentesi la proposta governista non tiene nemmeno conto delle buste arancioni spedite dall’inpa dove si dice che se qualcuno va in pensione 3 anni prima ha una riduzione che va dal 30% al 40% della sua pensione, questo in futuro, con il sistema retributivo, quindi bisogna cercare di capire come sarà possibile attuare la loro proposta.
    Inoltre la loro ape social elude alla grande il meccanismo che ci sarà in futuro.
    Però bisogna chiedersi come mai a 61 anni si può andare in pensione mentre Nello stesso momento l’inps ricorda che bloccare l’età pensionabile rispetto all’aspettativa di vita ha un costo.
    Forse che la causa dell’innalzamento dell’età sono proprio tutti i prepensionamenti fatti in questi anni?
    E quelli che vanno con l’ape social avranno quei 6 mesi in più da lavorare visto che sarebbero andati in pensione dopo il 2019?
    Certo che no!
    Ovviamente boeri non dice nulla sulla mancata copertura di questi prepensionati, ne di quelli precedenti!

     
  • giamps78 18:57 il 13 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , età pensionabile,   

    La truffa delle pensioni e la fine dello stato italiano 

    wp_ss_20170717_0001

    Quella sull’aspettativa di vita che aumenta e che porta all’aumento di altri sei mesi dell’età pensionabile è una bugia,una menzogna.
    Questo è il prezzo che le future generazioni pagheranno alle tanto aggressive quanto inutili politiche renziste degli ultimi anni.
    Soldi regalati come nel caso delle 14° ai pensionati, quella che hanno chiamar APE sociale ovvero un prepensionamento indiscriminato, crisi aziendali risolte a costo dello stato con altri prepensionamenti…
    Bonus a destra e bonus a manca come i 500 euro ai 18° per comprare porcate senza far sapere loro che quando saranno anziani avranno sulle spalle un debito pubblico di quasi 4 mila miliardi di euro (anche se l’euro molto probabilmente sarà sparito dalla faccia della terra) e andranno in pensione a 75 anni.
    Peccato che come ho già scritto la settimana scorsa, abbiano già alzato numerose volte l’età pensionabile senza dire nulla a nessuno.
    L’inps dica in base a quale legge ha diminuito i coefficienti di trasformazione per la parte contributiva dal 31 dicembre 2015.
    Adesso si inventano che mancano 1,2 miliardi per evitare questo innalzamento di 6 mesi, che truffatori.
    Siamo di fronte all’ennesima frode, diminuiscono le pensioni future aumentando inoltre l’età pensionabile e nel mentre regalano quattordicesime, fanno prepensionamenti sistemici e poi hanno il coraggio di dire che la causa è l’innalzamento dell’aspettativa di vita.
    No, non è così perché fino a 12 mesi fa dicevano che nel 2019 l’età pensionabile legata all’aspettativa di vita sarebbe diminuita di 6 mesi in quanto nel 2016 c’era stata una diminuzione di tale aspettativa rispetto al 2015.
    Se i numeri non sono opinioni è dunque falso il documento dell’inps che ha già calcolato la progressione dell’aspettativa di vita dei prossimi 30 anni.
    La verità è che il sistema non sta in piedi e questi politicanti nonché i vari dirigenti dell’inps lo sanno e fanno buon viso a cattivo gioco.
    Si alza l’età pensionabile non perché aumenta l’aspettativa di vita ma perché l’erogazione complessiva delle attuali pensioni è la più alta del mondo.
    Centinaia e centinaia di miliardi di euro erogati, a causa del il sistema retributivo che è ancora in vigore per le pensioni del passato.
    Questa è la causa principale del basso tasso di occupazione in Italia, il danno e la beffa…
    dei privilegi dati e difesi a beneficio di chi magari non ha versato un solo euro di contributi o a chi è andato in pensione a 39 anni, che grazie a questo governo ora magari avrà pure la quattordicesima.
    Questa è la giustizia dello stato della repubblica italiana!
    Ma arriverà anche un domani, e in quel domani non sarà più possibile corrompere i pensionati mentre viene svenduto alle multinazionali il futuro delle generazioni a venire.
    E in quel momento, senza questa corruttela pubblica e mediatica vedremo su quali basi si poggerà lo stato della repubblica italiana e vedremo le sue forze dell’ordine ( che vanno ancora in pensione con le vecchie regole) riusciranno a contenere l’ondata di odio scaturita da chi si sentirà truffato dai soliti furbetti amici delle multinazionali capitaliste.

    E in quel momento per pagare i creditori del default si faranno i conti
    I conti veri,quelli che oggi non si vogliono fare bisognerà farli domani e retroattivamente.
    Invece il sistema pensionistico corretto funziona per categorie, ha i fondi differenziati a seconda della tipologia di lavoro, ha la classe dei pensionati con una propria aspettativa di vita ragionando per classi d’età.
    Se uno specifico fondo , ad esempio quello degli impiegati pubblici è in rosso si alzerà l’età pensionabile solo a loro e solo a loro si aumenteranno i contributi da versare.
    È così che avviene il riconoscimento dei lavori usuranti all’interno dello stesso fondo che per forza di cose avrà l’aspettativa di vita più bassa e quindi di conseguenza l’età pensionabile più bassa.

     

     
  • giamps78 08:42 il 9 July, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: , Amburgo, G20, sviluppo   

    Fallito su tutto il G20 di #Amburgo, All’Africa servono animali,non trattori! 

     

    Nel vertice tra i 20 stati più sviluppati del mondo, l’unica cosa che ha visto tutti d’accordo è l’aumento dei profitti delle società private creando debito pubblico!
    La padrona di casa Angela Merkel tra una stretta di mano al dittatore bombarolo Erdogan, al quale farà arrivare 6 miliardi di euro (di soldi non tedeschi ma europei) e una stretta di mano a Donald Trump al quale ha concesso nel documento finale l’inserimento del riferimento ai combustibili fossili, che tradotto significa che gli stati uniti cercheranno di vendere all’Europa carbone “veramente pulito” in modo da far contenti i minatori che hanno chiuso bottega negli state’s e che hanno votato per Trump sperando di avere indietro il proprio posto di lavoro.
    Un G20 a misura di azienda privata, siamo all’ammutinamento generale della politica dai problemi reali del pianeta,nascosti detto tentativi di risoluzione che altro non sono se non l’egoismo mascherato che punta ad aumentare il proprio prodotto interno lordo ed i profitti di chi poi paga la campagna elettorale ai politici.
    Nel mentre angela merkel si fa paladina dei cambiamenti climatici  si fa infilzare da Trump da una parte e lavora di nascosto con il presidente russo Putin e con il dittatore bombarolo Erdogan per creare due nuovi metanodotti.
    Metano fossile che resta in atmosfera più anni del petrolio.
    Tradotto significa che se tutti quelli che oggi usano petrolio si mettessero ad usare metano saremmo già tutti spacciati.
    Il metano fossile inquina più del petrolio, la sua fortuna è che viene usato di meno e per questo fa attualmente dei danni inferiori.
    Vogliamo poi parlare dell’Africa compact?
    Si distingue per il tentativo di portare forzosamente lo sviluppo l’Africa a livello dei paesi sviluppati ma di fatto questa è la maschera utilizzata per nascondere  il tentativo di continuare a sfruttare le ricchezze africane ottenendole mediante sfruttamento della manodopera e con i prezzi sottocosto.
    Anche qui c’è la storiella dei governi in questo caso africani, premiati se “fanno le riforme”.
    Quali riforme?
    Ma è ovvio, le riforme del “libero mercato” quelle che permettono alle aziende private dei paesi sviluppati di utilizzare un differente costo della vita e del lavoro per fare profitti ed influire con i loro capitali nei paesi sviluppati di origine, dove finanziano le campagne elettorali dei politici, comprano l’informazione, fanno andare la scienza nella direzione che vogliono loro.

    La verità è che l’interesse delle aziende private dei paesi sviluppati non coincidono con gli interessi generali del pianeta.
    Non si può andare in africa portando il modello di sviluppo capitalista perché questo modello privo di qualsiasi è già fallito in tutto il resto del mondo.
    Si deve invece puntare a sviluppare l’Africa mediante la creazione di lavori “obsoleti” dove più persone fanno quello che negli stati sviluppati può essere fatto da meno persone.
    Il tutto si può riassumere nel detto: “animali, non trattori”.
    questo è l’unico modo per dare stabilità a quel continente, creando collanti sociali nei singoli villaggi e indipendenza alimentare.
    Indipendenza alimentare significa che nessun aiuto alimentare deve essere portato da fuori.
    Ma gli stati sviluppati si devono impegnare a fare investimenti per dare strutture di base che migliorino le condizioni di quelle zone, ma senza che questo provochi la scomparsa dei vecchi posti di lavoro.
    Tradotto significa che se manca l’acqua si fanno investimenti per fare in modo che in tale luogo possano autoprodurla, senza che questi significhi dare profitto ad aziende private che poi la vendono.
    Sono zone a fallimento di mercato,come ce ne sono tante anche qui da noi, non si può pensare di dare uno sviluppo all’Africa come fosse l’Europa.
    Tra parentesi uno sviluppo loro significherebbe una povertà nostra senza regole al capitalismo selvaggio.
    Lavori obsoleti significa che gli aiuti umanitari devono essere acquistati direttamente nello stato dove c’è carenza alimentare.
    Si fanno lavorare le persone per produrre cibo e si fanno gli investimenti per fare in modo che tale cibo possa essere creato direttamente lì tramite dei lavori che qui da noi oggi sono considerati obsoleti, il tutto deve restare in mano pubblica intesa come singolo villaggio e non come intero stato.
    Invece la cancelliere Merkel vuole dare soldi alle sue aziende private tedesche che vanno in africa a fare profitti.
    oggi partono vagonate di cibi preconfezionati con metodo industriale tylorista che vanno a finire nei paesi africani da gente che non ha un lavoro e non potrà mai averne uno all’interno della globalizzazione.
    Non abbiano bisogno di africani acculturati che facciano scambi commerciali ad uno stadio di sviluppo elevato,abbiamo bisogno di creare il loro autosostentamento per fare in modo che i prodotti da loro creati servano a loro stessi africani e non puntino ad eliminare il nostro tessuto sociale con la concorrenza sleale.
    E neppure noi dobbiamo puntare ad eliminare il loro tessuto sociale cercando di sviluppare l’Africa secondo canoni che non appartengono loro.

     
  • giamps78 14:31 il 3 July, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il movimento 5 stelle è il nuovo partito della spesa pubblica. 

     

    Il movimento 5 stelle e Luigi Di Maio non hanno capito che non si può più fare debito.
    Se nessuno acquista titoli di stato gli interessi salgono e lo stato italiano con il debito che si ritrova non può permettersi di pagare percentuali troppo elevate.
    Quando sarà finito il quantitative easing è facile che nessuno abbia voglia di continuare con l’acquisto di titoli e quindi lo stato italiano resterà in braghe di tela.
    Una nuova forza politica che da poco si è affacciata sullo scenario politico intende mettere in pratica le stesse politiche della vecchia democrazia cristiana, quelle stesse politiche che ci hanno fatto arrivare più volte a rischio default. Che fine ha fatto la democrazia cristiana? Scomparsa. Ecco perché attuare quelle politiche economiche fallimentari magari sul.momento possono dare un riscontro elettorale ma poi alla distanza eliminano chi le ha fatte dallo scenario politico e non sono convenienti.
    Tutto questo è deprimente perché poi, a causa loro, i cittadini elettori non crederanno più a nessuno.
    È palese e dimostrato che quel tipo di economia assomiglia sempre più al drogato sempre più nervoso in attesa della propria dose.
    Vivere di debito e di inflazione potrà far salire di qualche punto percentuale il prodotto interno lordo così come il drogato che si è appena fatto una dose sembra stare meglio.
    Ma la perdita di competitività generale del sistema paese farà peggiorare ulteriormente la situazione, proprio come un drogato che si è fatto per troppo tempo,per troppe volte.
    Quello che invece la politica italiana dovrebbe fare è ottenere una proroga del QE per quanto riguarda i titoli di stato già acquistati di modo che quando arriveranno a normale scadenza siano riacquistati.
    Infatti quando la BCE ritirerà dal mercato i soldi del QE avremo il ritorno del valore dell’euro a 1,40 sul dollaro con un grave danno per le imprese nostrane che esportano fuori dall’unione europea e avremo anche l’aumento dei tassi di interesse fino anche al 5% per il decennale.
    Poi non abbiamo bisogno di spesa pubblica ne di aumentare buste paga ma abbiamo bisogno di deflazione,soprattutto deflazione tecnologica per guadagnare competitività nei confronti degli altri paesi europei.
    Anno dopo anno abbiamo bisogno di una inflazione costantemente sotto quella degli altri paesi europei, così possiamo far aumentare l’occupazione.
    Abbiamo bisogno di un prodotto interno lordo superiore all’inflazione, questo è indice di crescita economica.
    Se il PIL è dell’1% ma l’inflazione è all’1,5% siamo in recessione anche se quei bravissimi economisti non ne sono a conoscenza malgrado tutti gli studi che hanno fatto.
    Infatti come ho spiegato varie volte(https://giamps78.wordpress.com/2016/01/28/se-si-alzano-i-prezzi-non-si-compra-di-piu-ma-si-compra-di-meno/ ) abbiamo raggiunto il limite di saturazione dei salari.
    Alzandoli ulteriormente non si aumenta il potere d’acquisto ma si manda fuori mercato i prodotti creati da chi ottiene l’aumento, quindi accade esattamente l’opposto, aumentare i salari significa diminuire i posti di lavoro e diminuire il potere d’acquisto che sarà mangiato dall’inflazione e in definitiva alzare i salari significa impoverire il tessuto sociale.

     
  • giamps78 21:59 il 26 June, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: bail in, , , , intesa san, intesa Sanpaolo, popolare, Veneto banca, Vicenza   

    Banche venete: lo stato non è più in grado di intendere e di volere,questa svendita è peggio di quella dell’IRI 

     

    Io credo che non esista una legge che permetta allo stato italiano di depositare 5 miliardi di euro nei conti di banca intesa Sanpaolo.
    Infatti tecnicamente le due operazioni non si tengono in piedi l’una con l’altra.
    Se il versamento dello stato avviene grazie al fondo di garanzia, evidentemente viene dato alle due banche venete non quindi a banca intesa.
    Se invece vengono versati 5 miliardi sul conto di banca intesa, allora non è possibile utilizzare tale fondo di garanzia perché banca intesa non è in crisi e quindi non si possono versare quei soldi.
    Tra l’altro l’europa chiedeva che per utilizzare tale fondo ci fosse l’affiancamento di capitali privati ma così non è se si eccetta un singolo euro versato simbolicamente.
    Ma qui si fa una cosa che ha dell’incredibile, con i soldi pubblici non si nazionalizza la banca, si fanno miliardi di debito pubblico per salvare correntisti regalando profitti a banca intesa Sanpaolo.
    Quindi quelli che un giorno si e l’altro pure danno lezioni sulla concorrenza perfetta è meglio se stanno zitti.
    Lo stato entra a gamba tesa nel mercato e crea di fatto un aumento di capitale a banca intesa.
    Questo infrange non una ma almeno 3 leggi e normative europee.
    Aiuti di stato, alterazione del mercato perché banca intesa prima di essere una banca è un’impresa a scopo di lucro e l’intervento dello stato crea un vantaggio di competitività nei confronti di tutte le altre banche, qui c’è un danno erariale perché banca intesa farà almeno 500 milioni di euro di profitto ogni anno grazie a quei 5 miliardi, e di quei 500 milioni meno della metà finiranno nelle tasche dei correntisti. Incredibilmente poi il ministro prende dei contatti privati con una banca privata e dice che è l’unica manifestazione di interesse ricevuta. Siamo oltre ogni limite, provino i sindaci a fare una cosa del genere, a dare appalti a privati senza gare,senza aste, senza regole..
    Con monte dei paschi lo stato ha comprato un pezzo di banca, e ne ottiene gli interessi grazie ai monti-bond.
    Qui al contrario vengono erogati soldi senza avere nulla e regalando denaro ad una banca terza.
    Banca intesa prenderà quei 5 miliardi e comprerà debito pubblico ottenendo il 2% di interessi senza aver mosso un dito.
    Ma quel debito pubblico è lo stesso che lo stato ha fatto per darlo a banca intesa.
    Un gigantesco regalo.
    Quindi quel singolo euro lo daremo noi a loro non il contrario e lo faremo  ogni anno.
    Ogni anno ogni cittadino italiano regalerà 1 € delle sue tasse a intesa Sanpaolo.
    Ricapitolando:
    UNA SVENDITA AI DANNI DELLO STATO,PEGGIO DELLA SVENDITA DELL’IRI FATTA DA PRODI.
    @intesasanpaolo si troverà 5 miliardi sul conto corrente, così potrà comprare i 5 miliardi di debito che lo stato ha fatto per darli a loro.
    Risultato?
    La collettività pagherà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Intesa Sanpaolo riscuoterà PER SEMPRE gli interessi su quei 5 miliardi.
    Se il governo voleva garantire i correntisti avrebbe potuto farlo senza regalare profitto a banca intesa.bincredibileminc

     
  • giamps78 12:31 il 25 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    In manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaoll 

    in manette il governo del prestanome per aver regalato 7 miliardi a @intesasanpaolo!

    Comunque vada questa faccenda delle 2 banche venete finirà malissimo perché è stata gestita malissimo.
    Il governo vorrebbe dare a banca intesa, al costo simbolico di 1€, la parte buona delle due banche facendo pagare allo stato i crediti deteriorati.
    ALT!
    Non si può scindere in questo modo la parte buona e la parte cattiva.
    Cosa verrebbe comprato al costo di 1€?
    I conti dei correntisti, immagino.
    Cioè intesa Sanpaolo riceverebbe soldi.
    C’È poco da dire, materialmente è così.
    I soldi dei correntisti delle due banche venete in crisi vengono regalati a intesa Sanpaolo.
    Ma quei soldi sono stati a loro volta utilizzati dalle due banche venete per erogare credito.
    Quanto credito?
    Questo non è possibile saperlo infatti com’è noto le banche possono creare denaro dal nulla e prestarlo utilizzando la liquidità fornita dalla banca centrale Europea.
    In pratica il governo del prestanome cerca di nascondere sotto il tappeto tutte le spregiudicatezze fatte dal sistema bancario e cerca di scindere in due parti le banche sperando che nessuno effettui dei controlli per verificare come sono andate in realtà le cose.
    Temo che però questa tecnica difficilmente funzionerà ancora una volta come in passato.
    Il governo del prestanome sta organizzando la più grande bancarotta fraudo-veloce della storia! Il tutto ai danni dello stato.
    siamo di fronte al più grande danno erariale della storia della repubblica.
    Mettano le manette a Paolo gentiloni!
    In precedenza ho parlato dei correntisti che hanno depositato denaro, ovviamente quel denaro non c’è più, quindi il governo sta dando quel denaro a banca intesa per il valore di 1€.
    Attenzione,non sta dando solo la gestione dei conti correnti, sta proprio dando in mano l’intero pacchetto compresi gli immobili ed i bancomat.
    Se con 1€ intesa Sanpaolo acquistasse anche solo un immobile che vale 100 mila €,va arrestato l’intero consiglio dei ministri.
    È chiaro a tutti che il governo sta nazionalizzando de facto le due banche venete e regalando la parte buona a intesa Sanpaolo?
    E tutto questo in spregio ad ogni normativa il governo vende ad 1 € due banche nazionalizzate de facto.

    Ma ritengo ci siano gli estremi per pensare che i soldi creati dal nulla e coperti con la liquidità della BCE siano poi a loro volta divenuti depositi.
    Ovviamente non ho alcuno strumento di verifica a mia disposizione ma l’assenza totale di regole all’interno del sistema bancario mi fa pensare che sia andata così.
    E avanti così, invece di fare le riforme vere del sistema bancario ai fanno le assurde leggi sull’unione bancaria fingendo che vada tutto bene mentre le banche sono in stato comatoso.
    Addirittura credo che non si possa nemmeno applicare il bail-in essendo che i soldi su cui girano le due banche venete sono per la maggior parte inventati e sono liquidità della BCE!
    La domanda è: Quanti soldi lo stato italiano dovrà versare a banca intesa?
    Infatti è falso dire che tale banca versa ls cifra simbolica di un euro ed è invece vero dire che lo stato italiano verserà a banca intesa Sanpaolo i presunti soldi dei presunti correntisti.
    Ma come detto, i prestiti erogati dalla banca sono molto di più dei soldi depositati dai correntisti.
    E se chi avesse dei debiti non restituiti  avesse anche un conto corrente, in quella o in altre banche perché non dovrebbe vedersi azzerato il conto che altrimenti diventa debito pubblico?

     
  • giamps78 09:46 il 24 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banche venete: L’incostituzionale bail-in impedisce la realizzazione del piano padoan! 

     

    il governo prestanome ed il precedente governo renzi hanno fatto i macellai con delle riforme fallimentari.
    Le leggi che sono state approvate con il consenso loro e dei loro partiti non possono essere applicate e fanno di tutto per cercare delle scappatoie.
    Leggi come il cd. bail- in fanno talmente schifo che se venisse anche lontanamente applicato farebbe collassare l’intero sistema delle banche.
    Così hanno cercato la scappatoia, quando una banca è in crisi ,siccome gli aiuti pubblici sono vietati proprio dal bail-in, lo stato mette una garanzia, che in teoria non significa mettere soldi ma metterli solo in caso di necessità.
    Fatta la legge trovato l’inganno!
    Abbiamo le due banche venete in crisi e intesa san Paolo che tratta segretamente con il ministro dell’economia e delle finanze l’acquisto con l’offerta simbolica di 1€.
    Attenzione, non 1€ per azione, le azioni valgono zero e chi aveva messo lì dei soldi ha già perso tutto. Intesa san Paolo offre un euro per acquistare entrambe le banche.
    Attenzione, non l’interezza delle due banche ma versando un singolo euro vogliono comprare dolo le due good bank lasciando allo stato svariati miliardi di € da pagare per le 2 bad bank bank scorporate, utilizzando  le garanzie pubbliche.
    La situazione parrebbe più grottesca che tragica se non fosse una storia vera e se non stesse accadendo proprio ora!
    Allora perché mai io non pptrei rilanciare l’offerta di 1 euro e offrire 2 euro per le due good bank?
    Intanto chiariamo un punto: Le garanzie che lo stato ha offerto sono prestiti che lo stato può dare a chi è in difficoltà e sui quali lo stato poi deve chiedere gli interessi.
    Lo stato fa 5 miliardi di debito e su quei 5 miliardi pagherà per sempre degli interessi.
    Infatti il bail in vieta tassativamente degli aiuti a fondo perduto, e in più c’è una stringente normativa sugli aiuti di stato.
    Lo stato ha costituito un fondo di garanzia per le banche che hanno un nome.
    Se si scorporano due banche evidentemente il loro nome cambia e salta pure la copertura del fondo di garanzia a loro destinato.
    Tale fondo è un prestito, se viene usato per acquistare una bad bank evidentemente non può più essere restituito, quindi il governo deve recarsi in parlamento e chiedere una modifica del documento di economia e finanza e chiedere che venga messo a bilancio questo buco che dicono potrà variare tra i 5 ed i 10 miliardi.
    Infatti il fondo di garanzia è un prestito, dunque quando verrà utilizzato si punta ad una futura restituzione e non necessita quindi di coperture finanziarie.
    Ma se si pensa di regalare soldi a fondo perduto non siamo più in questo ambito ed evidentemente servono le coperture finanziarie per dei soldi che altrimenti andrebbero a creare nuovo debito.

    E in quest’ultimo caso evidentemente serve una deroga al pareggio di bilancio e serve il voto del parlamento.
    Ma in questo caso siamo anche fuori dalle regole dello schifoso bail-in che quegli stessi politici hanno approvato ad ogni livello istituzionale, dal parlamento italiano a quello europeo, alla commissione europea…
    Quindi per poter fare questo servirebbe una deroga europea…
    Oppure c’è un’altra opzione: Applicare il bail-in.
    Chi lo ha votato penso che debba assumersi le sue responsabilità, pazienza se si troverà qualcuno con la forca che lo aspetterà sotto casa!
    Siamo alle solite, votano leggi assurde volute da altri in cambio del nulla cosmico, ne parlano bene imparando a memoria la favoletta delle riforme che fanno bene al paese, e poi quando i nodi vengono al pettine e devono confrontarsi con la realtà passano notti insonni cercando di arzigogolare qualche normetta salvifica per non applicare le schifezze che hanno approvato.
    succede sempre così, i due esempi più grandi sono il trattato di dublino e il fiscal compact.
    La domanda finale è:chi pagherà quei 100 o 200 milioni di euro annui generati dai tassi di interesse su quei 5 o 10 miliardi di euro che lo stato è costretto a chiedere alle altre banche per comprare i crediti deteriorati delle due venete?
    La risposta non è così difficile: A pagare sarà la collettività.
    Quindi tira da una parte o tira dall’altra il risultato è sempre lo stesso.
    Ovviamente quando nessuno vorrà più comprare debito pubblico italiano in quanto troppo rischioso saranno tutti i risparmiatori a pagare le conseguenze del mal governo delle lobby del prestanome

    p.s.

    fatemi capire:
    Gli immobili e le proprietà delle 2 banche venete in crisi saranno comprate da @intesasanpaolo ad 1€?!?

    è evidente che bancomat ed immobili fanno parte della liquidazione, dunque cosa comprerà intesa san Paolo, solo i 4 mila esuberi?!?

     

     
  • giamps78 08:47 il 18 June, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Referendum sui #voucher: La viltà governista ha superato ogni limite 

     

    L’attuale presidente del consiglio Paolo gentiloni ha ammesso candidamente che il decreto legge utilizzato per eliminare i voucher aveva come unico scopo quello di evitare due referendum abrogativo.
    La costituzione non permette ad un governo l’utilizzo di siffatta motivazione per poter procedere alla formulazione di decreti legge.
    Difatti il referendum abrogativo è previsto dalla costituzione ed è una derivazione del primo articolo della costituzione: La sovranità appartiene al popolo.
    Il governo non ha dunque alcun potere e quel decreto come poi dimostrato successivamente era incostituzionale e pertanto la corte dovrebbe annullarlo retroattivamente.
    Inoltre se quel decreto fosse stato veramente necessario ed urgente non sarebbe stato sostituito 2 mesi dopo da un secondo decreto che sconfessa radicalmente il primo, quello che ha eliminato i voucher.
    È evidente che come ha ammesso gentiloni l’unico motivo fonte di urgenza era il referendum abrogativo e questa come spiegato precedentemente non può essere una motivazione valida perché è la stessa costituzione a dare piena “cittadinanza” a questo strumento, non si capisce come evitarne l’espletamento possa rappresentare fonte di urgenza..
    Una normale corte costituzionale non può che constatare come un potere dello stato eletto in secondo grado dal parlamento stia cercando di eliminare il potere popolare su cui il parlamento stesso,che poi vota la fiducia al governo, dovrebbe essere sottoposto, cioè la sovranità popolare.
    Da vili è aprire vuoti normativi per evitare referendum e poi ripristinare delle norme che il referendum avrebbe potuto eliminare dalla giurisprudenza.
    Difatti in caso di superamento del quorum e di vittoria del “si” al referendum avrebbe reso incostituzionale anche il secondo decreto che poi ha sostituito i vecchi voucher.

     
  • giamps78 10:04 il 28 May, 2017 Permalink | Rispondi  

    Sui #voucher il pasticcio Boschi-Gentiloni è “servito”! 

    Il decreto per abolire i voucher è stato fatto con l’unico intento di evitare il referendum,questo non l’ho insinuato io ma lo ha candidamente ammesso il presidente del consiglio dei ministri Paolo gentiloni.
    A parte il fatto che io non ho notizia di una eventuale conversione eseguita dalle camere,pertanto entro 60 se tale decreto dovesse decadere avrebbe in ogni caso luogo tale referendum in quanto gli effetti di tale legge verrebbero meno retroattivamente.
    Ma può essere che lo abbiano già convertito e che il sottoscritto sia disinformato.
    Certamente se il decreto fosse ancora da convertire dubito che la scelta più opportuna sarebbe quella di modificare le politiche sui voucher tramite un’altra legge,la manovrina chiesta dall’Europa, e non invece tramite una modifica diretta di tale decreto.
    Infatti è tale decreto ad aver fatto sospendere il referendum e la corte verifica su tale decreto se effettivamente il referendum abbia perso la sua ragione d’essere e dunque su tale decreto andavano inseriti questi nuovi voucher che il governo sta pensando di introdurre cambiando nome e aumentandoli da 10 a 12,5 euro per ora lavorata, senza però che possano essere acquistati in tabaccheria.
    Il ministro Finocchiaro dice che chi parla di reintroduzione dei voucher dice una cosa non vera, perché questi non sono voucher.
    O ci ha presi per stupidi oppure il governo sta mostrando per l’ennesima volta l’arroganza del potere.
    L’Italia non può permettere un referendum,siamo arrivati a questo punto.
    Altro si che la svizzera,qui studiano di notte come fare per evitare che il popolo possa decidere se questi voucher debbano o non debbano essere aboliti.
    Aboliti,non è che poi arriva la boschi o gentiloni e li reintroducono.
    La corte costituzionale più volte ha detto che se un argomento è stato oggetto di referendum abrogativo esso diventa vincolato rispetto alle leggi successive di modo che la volontà popolare non sia traviata dal legislatore,salvo che non vi sia stato un cambiamento di scenario che giustifichi tale cambiamento.
    Qui che cambiamento di scenario c’è stato?
    Sono passati 30 giorni da un decreto di abolizione della disciplina…
    Prima ci deve essere il referendum,poi a seconda dell’esito il governo può agire di conseguenza.

    Non si può fare un decreto governativo che pur di evitare un referendum crea un buco normativo e poi colmare questo buco reintroducendo ciò che il referendum voleva abrogare!
    Se ora c’è un vuoto normativo in agricoltura e nei lavori famigliari c’è un solo colpevole: Il governo che ha tentato di fare il furbo con dei giochettini di una scorrettezza assoluta.
    questa reintroduzione poteva anzi doveva trasformarsi in emendamenti governativi al decreto che ha eliminato i voucher ed essere subito dopo sottoposto al vaglio della corte che avrebbe poi stabilito per l’eventuale decadenza dei referendum.
    E allo stesso modo dopo il referendum,in caso di vittoria del “si” e di superamento del quorum la corte avrebbe potuto prendere al vaglio questi nuovi voucher e dire se vanno contro la volontà popolare.
    Quello che ha fatto il governo rappresenta uno smacco non solo al popolo detentore della sovranità ma anche alla corte costituzionale stessa.
    Un consiglio: Si faccia questo referendum il più presto possibile,tanto il quorum non sarà superato…

     
c
scrivi un nuovo post
j
post successivo/commento successivo
k
post precedente/commento precedente
r
Rispondi
e
Modifica
o
mostra/nascondi commenti
t
torna a inizio pagina
l
vai all'accesso
h
mostra/nascondi aiuto
shift + esc
Annulla