Versare (e rimborsare) l’IVA ogni 3 mesi ma su base volontaria per aumentare prodotto interno lordo ed entrate fiscali

 

Notizia della scorsa settimana è la decisione dell’agenzia delle entrate di versare i rimborsi IVA direttamente sui conti correnti delle aziende evitando in ulteriore passaggio presso le tesorerie provinciali.
Non era esattamente quello che intendevo dire io quando affermavo che l’IVA rallenta la circolazione delle merci, ma in ogni caso con questa soluzione si lenisce parzialmente il problema.
Un importante passo successivo al fine di un aumento del prodotto interno lordo è quello non solo di chiedere che le imprese versino l’IVA ogni tre mesi, ma che magari si riesca a trasformare questo disagio in opportunità.
Dobbiamo però fare un passo avanti, non solo l’azienda può se vuole versare l’IVA ogni tre mesi, ma nel caso questo avvenga, anche lo stato dovrà dare risposta immediata nei rimborsi, e magari perché no, allargando l’iniziativa anche alle persone fisiche che una volta all’anno preparano la dichiarazione dei redditi.
In altre parole  se abbiamo una dichiarazione dei redditi precompilata, come abbiamo visto che a parte qualche errore o imprecisione viene messa a disposizione, abbiamo anche la possibilità che questa sia pronta subito, a inizio anno, una volta confermata quella dell’anno precedente.
Perché dunque aspettare 12 mesi per creare la nuova dichiarazione dei redditi precompilata e non farla subito, visto che allo stato costa zero fin quando rimane digitalizzata?
In realtà se fosse creata a inizio anno e se fosse consultabile e se si trovasse un semplice sistema per aggiornare le spese fatte, senza dunque avere tutte le volte bisogno di un esperto, c’è questa possibilità che però il cittadino continua a vedere come una rogna piuttosto che come un’opportunità, a meno che lo stato cominci (in buona fede) da subito ad effettuare i rimborsi iva per tali spese aggiornate mano a mano dalle imprese o dai privati cittadini.
Se lo stato fa questo abbiamo un aumento del PIL nonché delle entrate tributarie.
Difatti se io verso 10 euro di IVA e lo stato me la restituisce dopo 10 mesi, in quei 10 mesi non effettuerò alcuna spesa, cioè fino al nuovo anno.
Ma se invece lo star restituisce subito quei 10 euro molto probabilmente saranno spesi, se non tutti almeno una parte, supponiamo in media il 70% saranno spesi.
Quindi in quello stesso anno io potrò spendere quegli ulteriori 7 euro, pagherò una seconda volta l’IVA, versando nelle casse dell’erario altri 2 euro che supponiamo lo stato mi restituisca e che potrò spendere una terza volta e così via.

Ovviamente la sto facendo facile, nella realtà i rimborsi hanno caratteristiche diverse, a volte c’è un tetto oltre il quale non si può ottenere alcun rimborso a seconda del tipo di spesa, altre volte c’è la restituzione solamente di metà dell’IVA versata e così via.
Per questo deve esserci una interfaccia amichevole sul sito web, con un drag and drop del muose si potrebbe prendere l’icona indicante una spesa farmaceutica (che ha la croce della farmacia) e lasciare l’icona dopo averla trasportata dentro la dichiarazione dei redditi per poter immettere nella giusta posizione la spesa effettuata, permettendo una facile compilazione anche ai non addetti ai lavori.
Chiaramente i tre mesi ora sembrano una rivoluzione, ma poi con nuovo codice fiscale magnetico la compilazione della dichiarazione dei redditi e il relativo rimborso potranno avvenire in tempo reale, inserendo nel codice fiscale magnetico la cifra stessa.
E le maggiori entrate fiscali derivanti dall’entrata a pieno regime di questo sistema potranno poi diminuire la stessa tassazione, visto che si prevede un aumento futuro dell’IVA fino al 25% se entro due anni non saranno trovati 30 miliardi di euro di coperture all’aumento già stabilito per legge.
Proporrei anche l’aliquota sempre più bassa di 1 punto percentuale se il caricamento e il pagamento avvengono nella settimana, e di un punto percentuale più alta se avviene una volta ogni anno.

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