Dalla pala eolica alla pala “acqua-ammoniaca”

 

in precedenza avevo parlato del solare termodinamico “verticale”, e di un suo possibile utilizzo associato ai sistemi idroelettrici.
Ora invece vorrei soffermarmi sulla possibilità di creare sistemi molto più piccoli che risultano anch’essi tra loro associati e sfruttano anch’essi la forza di gravità per produrre energia.
In questo caso si associa un comune sistema di raffreddamento ad ammoniaca e il principio di rotazione delle pale eoliche.
In pratica, mentre nel solare termodinamico “verticale” si fa risalire al vapore il condotto per poi ottenere acqua calda che scendendo nuovamente crea energia idroelettrica, qui non c’è una turbina, c’è invece la rotazione della pala, dunque una risalita di poche decine di metri e subito dopo una discesa, poi una nuova risalita e così via, tanto rapida quanto più la pala compie la sua rotazione, che appunto rispetto al suo centro sale e scende.
Un sistema di raffreddamento tra i più noti ed utilizzati in passato è quello che funziona con acqua ed ammoniaca.
L’ammoniaca evaporando diventa più leggera dell’aria e il cambio di pressione permette il cambio di temperatura.
Si ha cioè l’utilizzo di energia elettrica per creare tale raffreddamento.
Quello che invece si cerca di ottenere con questo sistema non è il freddo? Ma l’energia elettrica prodotta dalla rotazione della pala.
Semplicemente, basterà far cambiare stato e pressione al momento opportuno per creare un liquido pesante nella parte in cui la pala scende e un gas più leggero dell’aria poco prima che la pala cominci la normale risalita.
Chiarisco che in questo caso non si parla ne di energia eolica ne di energia solare, anche se credo di ritenere che sia possibile pure l’utilizzo di quest’ultima tramite un concentratore solare per riuscire ad aumentarne il rendimento e creare un elevatissimo coefficiente di trasformazione tra energia solare ed energia elettrica sempre tramite la rotazione della pala.
Chiaramente all’acqua e all’ammoniaca si possono sostituire alte gas più nobili, che ne migliorino il rendimento e l’efficacia.
In pratica ogni pala avrebbe un circuito chiuso che segue la linea della pala stesa,ma in teoria potrebbe essere opportuno collegare le pale a due a due che si trovano tra loro in posizioni opposte collegandole con un solo circuito chiuso.

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