Subito le gabbie salariali per limitare le disuguaglianze del centralismo romano

 

Quando fa comodo siamo tutti italiani, quando invece c’è da ricevere le agevolazioni, lo stato centralista,governato dai renziani effetti una sistematica contrapposizione per classi d’età o per zona geografica.
nulla che sia fondato sul merito,anzi…
Lo stato centralista sta minando l’unitarietà della repubblica con delle leggi a dir poco infami.
Con i soldi del nord si detassa il sud, perché , dicono loro, bisogna aiutare le zone depresse.
È questa la soluzione rappresentata dallo spostamento degli ordinativi da una parte all’altra dello stivale?
Certo che no.
Già le tasse sono le più alte d’Europa, già è difficile competere con il resto d’Europa, ma qui oltre al danno si aggiunge la beffa.
per decisione centralista romana chi già oggi paga meno tasse, in cifra assoluta sul totale degli occupati, deve pagare ancora meno tasse rispetto a chi versa nel calderone romano il doppio o il triplo.
E questo doppio o triplo già finisce al sud, basta verificare i trasferimenti di denaro regione per regione, ovviamente facendo i calcoli giusti, non come fa la lega nord che non considera nemmeno i soldi pagati dall’inps ai pensionati dati regione per regione
Fatti i calcoli giusti, si evince che la cifra risulta veramente importante, non alta quanto afferma la lega ma si tratta comunque di molti denari.
No dico, fossero almeno soldi che arrivano dall’unione europea destinati alle regioni meno sviluppate…
Non che cambi il concetto base visto che i soldi che riceve l’unione europea è il nord Italia che li versa.
Ma almeno se sono fondi europei si evita lo spreco di fondi non spesi che altrimenti andrebbero persi, e sono parecchi miliardi tra quelli scaduti l’anno passato ma ancora da spendere dopo una nuova deroga e quelli del nuovo ciclo di 7 anni che è da poco cominciato.
No, non sono nemmeno fondi europei.
Sono il primo a dire che ci devono essere una tassazione differente tra regioni del sud e regioni del nord,non solo, anche tra regioni confinanti.
Ma questo sistema non può essere fondato sul calderone centralista romano che fa preferenze con un sistema feudale che involve dall’alto verso il basso.
Deve essere fondato sulla responsabilità e sulla capacità.
In definitiva, chi vuole abbassare le tasse lo può fare se ha le coperture finanziarie per farlo, se diminuisce le spese.

Qui invece c’è un sistema che si fonda sulla irresponsabilità, meno sei meritevole più ottieni denaro e vice versa.
Come si può dire di essere a favore della meritocrazia, del libero mercato, della produttività, e poi mettersi a fare gli apprendisti stregoni penalizzando chi è più produttivo,chi è più meritevole, in sostanza chi permette al sud di spendere i soldi di altri, oltretutto riempiendosi di debiti nelle amministrazioni locali?
Qualcuno potrebbe controbattere dicendo che non si sta minando l’unità della repubblica perché chi ha di più aiuta chi ha di meno e questo produce sviluppo che aiuta anche chi ha di più.
In realtà il punto di vista può anche essere ribaltato, e a me sinceramente pare una versione più credibile:
Abbassando le tasse al nord italia invece che al sud, il Nord compete maggiormente con le altre realtà europee e mondiali, cresce e questa crescita si tira avanti anche il sud.
Dopotutto chi spende di più deve avere anche tasse più alte, altrimenti i discorsi sul merito sono del tutto infondati alla prova dei fatti.
Le gabbie salariali permettono alle regioni del sud, se vogliono, di abbassare le tasse, ma alla luce delle spese effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
Il sud deve necessariamente avere stipendi più bassi se vuole rilanciarsi, ma deve avere anche un costo della vita inferiore che permetta a quegli stipendi più base un maggiore potere d’acquisto e riduca così la spesa pubblica in maniera automatica.
Perché se un comune deve asfaltare una strada e gli operai guadagnano un 30% in meno, a parità di conoscenze, il lavoro finito costerà meno e quel comune chiederà tasse inferiori ai suoi cittadini generando un ciclo virtuoso.
A maggior potere d’acquisto corrispondono ad esempio pensioni sociali inferiori, dunque un ulteriore risparmio per la cosa pubblica che si trasforma in minor tasse per i cittadini e per le imprese di quella regione o di quella macroregione.
Ma i sindacati, che plaudono a questa detassazione centralista renziana che premia la disuguaglianza e mina l’unità della repubblica sono contrari.
Sono contrari perché credono di essere paladini dei diritti che invece stanno contribuendo a far togliere, anno dopo anno.
Io invece vedrei bene una tessera della CGIL che costa il 20% in meno al sud rispetto al Nord, ma fermando le decine di miliardi di trasferimenti che vengono buttati nel calderone centralista, con questo autolesionismo insito in costoro che magari saranno spinti dalle migliori intenzioni, ma che ,come testimoniano i fatti in decenni e decenni in cui la differenza tra nord e sud è aumentata,, non funziona per niente, anzi si ottiene l’effetto opposto.

Siamo in Europa, abbiamo tutti la stessa moneta ma costi della vita e del lavoro differenti da stato a stato.
Dov’è la CGIL a livello europeo?
Semplicemente non esiste perché gli interessi nazionali dei suoi pensionati superano il famigerato internazionalismo dei sindacati.
Abbiamo l’est Europa con l’euro e costi della vita e del lavoro differenti dai nostri, perché dunque non possiamo fare la stessa cosa con il nord e con il sud Italia?
Non si può, perché ,dicono, si creano disuguaglianze tra cittadini.
Ma allora cari sindacati convincere gli altri stati europei che hanno la nostra stessa moneta a pagare allo stesso modo tutti i lavoratori e facciamo in Europa quello che volete voi mantenere in Italia,per evitare le disuguaglianze!
Non si può nemmeno questo.
Quindi ammettendo che abbiano ragione i sindacati e che le gabbie salariali creino disuguaglianza, significa che l’unione europea che ha le gabbie salariali da stato a stato nasce sulla disuguaglianza che non risulta sanabile.
E allora se non puoi vincerli devi unirti a loro, il sud italia deve competere con l’est Europa ed il nord italia con la Germania, senza pagare i balzelli del sud.

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