#Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto

uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

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