Economia e pensioni: interessanti dialoghi avuti sui social network

pubblico alcuni interessanti dialoghi che ho avuto con vari interlocutori nei social network

Interlocutore 1: Ma una pensione uguale per tutti,nella fiscalita’ pugenerale come per la sanita’,
 e se la vuoi plus te la paghi e la Scarichi!?

 

Risposta: Quello che dici prevede una diminuzione netta di contributi versati da chi guadagna molti soldi.
Oggi le pensioni sono diverse perché c’è chi versa di più con il contributo e chi ottiene più di quello che ha versato con il retributivo.
Se tutti avessero la stessa pensione tutti verserebbero la stessa quota di contributi all’INPS ed il risultato è un ammanco di decine e decine di miliardi di euro in versamenti da parte di chi oggi sta mettendo molti soldi nel baraccone dell’inps che gli restituirà quasi nulla di tutto ciò che ha versato.
Paradossalmente chi avrà versato contributi per una pensione più alta avrà pagato molto di più di quelli ma riceverà una pensione uguale a chi non ha versato contributi.
Credo che questo sia il massimo dell’ingiustizia pertanto dal giorno dopo pagheranno contributo minori per ricevere pensioni minori e questo diminuirà le entrate dell’INPS creando un considerevole ammanco.
I più ricchi sarebbero comunque contenti di questo discorso, verserebbero meno e si farebbero la pensione privata che avrebbe dei rendimenti eccezionali se confrontati con quelli che oggi offre la pensione obbligatoria.
Non facciamoci trarre in inganno dal vecchio sistema retributivo, chi avrà pensioni più alte con il futuro sistema contributivo avrà versato molto ma molto denaro all’INPS,quindi i più. Ricchi con il contributivo sono già parecchio penalizzati dispetto ad una qualsiasi pensione privata.
E visto l’almanco dell’INPS, più poveri da chi prenderebbero i contributi per ricevere la loro pensione mensile che sarà uguale per tutti?
Da nessuno…

Ecco l’articolo scritto mesi fa sullo stesso argomento:
https://giamps78.wordpress.com/2016/04/26/11229/

 

interlocutore 2:”Se vengono erogate pensioni da 1000 euro i prezzi aumenterebbero”
Teniamo i poveri per calmierare i prezzi ?

risposta: No no, non c’è nessun errore, si chiama legge della domanda e dell’offerta.
Se qualcuno può venderti qualcosa ad un prezzo più alto e da che tu ne hai bisogno alzerà quel prezzo fin quando tu farai a meno di comprarlo, a quel punto sarà costretto a ridurlo.
Quando Berlusconi portò le pensioni minime a 500 euro e siamo entrati nell’euro i prezzi sono raddoppiati.
Perché è successo solo da noi?
Perché noi siamo stati abituati alla svalutazione della lira che portava all’aumento dei prezzi a causa delle materie prime importate in dollari.
Non c’è nessun errore, le cose stanno così.
Ora, il costo della vita e del lavoro determinano il valore della moneta.
Quanto vale 1 euro?
La moneta euro ha lo stesso valore in tutti gli stati dell’unione europea oppure è variabile da stato a stato?
Evidentemente il valore dell’euro varia da stato a stato e questo perché a stati diversi corrispondono poteri d’acquisto diversi.
In Germania ad esempio i beni dei supermercati costano il 20% in meno che da noi perché loro da decenni avevano l’abitudine nell’utilizzo di una moneta forte e all’entrata nell’euro per loro non è cambiato nulla.
Invece in Italia non è successo questo basti pensare al bollo auto nel passaggio dalle lire agli euro, la compravendita di abitazioni etc etc.
Ma se il valore dell’euro è diverso tra stato e stato, in polonia che è nell’unione ma ha mantenuto perfino lo sloty un euro cale di più perché il costo della vita (carovita) è più basso.
Una pensione da 500 euro in polonia corrisponde ad una pensione da 900 euro in Italia perché con gli stessi soldi raddoppi la spesa che puoi fare e compri il doppio dei beni mobili ed immobili.
Si capisce che se aumentiamo a mille euro le pensioni minime il nostro carovita sale e questo rende più facile le delocalizzazioni in polonia, e aumenta il numero di disoccupati in Italia, oltreché il debito pubblico e questo significa ulteriori tagli sociali mentre i prezzi aumenteranno e chi riceverà mille euro al posto dei 500 non arriverà comunque alla fine del mese e comprerà prodotti che nell’esempio sono polacchi perché costano meno.
È un cane che si morde la coda.
Vedi l’argomento di cui ho parlato altre volte denominato “livello di saturazione dei prezzi e dei salari”.
Interlocutore 3:Con tutto il rispetto per le dovute eccezione, ma a me pare che SE compri italiano alimenti lavoro nero e schiavitù.

gli domando: Secondo te all’estero guadagnano più di 5 dollari all’ora?!?

Interlocutore 3: molto meno di 5 dollari l’ora, ma non hanno la nostra pressione fiscale e tutto costa in proporzione

risposta:capisci che qualcosa non funziona?
Uno che viene pagato in Italia 10 euro con i voucher viene considerato giustamente come uno schiavo mentre chi lavora all’estero e guadagna la metà, 5 euro, dove non ci sono regole del lavoro e sindacati, grazie al minor costo della vita diventa quasi un benestante.
Se quel prodotto creato all’estero può arrivare qui senza barriere allora non ci si può lamentare se poi le aziende italiane sono costrette ad assumere lavoratori in nero per stare dentro nei costi.
Io credo che il mondo della finanza su tutto questo ci marcia ma non da ieri o dalla crisi economica del 2007 ma da moltissimi decenni.
È quasi una bestemmia parlare di imprese poco competitive in Italia.

 

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