Updates from ottobre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 18:52 il 27 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Pubblicità in RAI: differenziare trasmissioni pagate dal canone da quelle con presentatori artisti. 

     

    Se i presentatori della rai sono artisti e quindi rispettano il tetto agli stipendi e sono pagati dalla pubblicità allora si faccia più pubblicità durante quelle trasmissioni, e meno in quelle pagate dal canone.
    Sempre nel rispetto del tetto pubblicitario, in quelle trasmissioni ci dovrebbe essere la pubblicità con la medesima frequenza delle altre televisioni private concorrenti.
    Facile dire che si fa audience, ma però si , bravo hai fatto un alto audience, ma bisogna vedere con quanti minuti di pubblicità all’interno della trasmissione.
    Senza il canone rai quelle trasmissioni avrebbero necessità di un maggior numero di minuti in pubblicità esattamente come avviene nelle altre reti televisive private senza il canone.
    Ed è anche ingiusto che il medesimo numero di pubblicità vada in onda sia sulle trasmissioni pagate attraverso il canone sia su quelle pagate dalle pubblicità stesse che non hanno alcun tetto agli stipendi dei presentatori artisti.
    Siccome un minuto di pubblicità con audience elevato vale anche 3 o 4 volte un minuto di pubblicità quando l’audience è più bassa, aumentandola di 60 secondi nelle trasmissioni dove vi sono i presentatori con contratti da artista si può probabilmente anche azzerare la pubblicità nelle altre ore del giorno quando è il canone a pagare le spese.

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  • giamps78 10:28 il 26 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Welfare,robotizzazione e sistema del debito: Spiegazione crisi economica for dummies (2° parte) 

     

    Anni fa avevo intitolato un articolo “spiegazione crisi economica for dummies:
    (https://giamps78.wordpress.com/2014/12/31/spiegazione-crisi-economica-for-dummies/

    diciamo che questa ne è la continuazione…

    Vogliamo giocare a quelli che fan finta di non vedere?
    Benissimo, regaliamo pure quattordicesime, regaliamo prepensionamenti.
    Viviamo dell’oggi, come hanno fatto quelli che c’erano prima, e condanniamo quelli che ci saranno dopo ad un destino peggiore di quello che abbiamo noi oggi a causa della visione sbagliata di chi ci ha preceduto.
    Ma non è detto che questo stato e che questa repubblica riescano a sopravvivere al combinato disposto costituito dalla fine di un sistema finanziario fondato sul debito comprato dalle multinazionali private del capitale, dall’invecchiamento della popolazione che non potrà essere mantenuta senza fare oggi una riforma mancata da 20 anni e senza che vi siano tasse esosissime che desertificheranno la struttura produttiva con conseguente default del debito.
    Oggi l’età media di pensionamento è 61 anni calcolati buona parte con un sistema retributivo ma domani i tre quarti degli abitanti avranno più di 70 anni.
    Questa è una bomba sociale che fino ad oggi si è tradotta con meno diritti per il futuro senza pensare che non ci sarà alcun futuro senza oggi siano fatte delle scelte di giustizia.
    Ed invece ci ritroviamo politici che addomesticano i sindacati, che insieme stanno aumentando il debito pubblico in cifra assoluta, d’accordo con i confindustriali e con i liberi professionisti nell’alzare le remunerazioni per alzare l’inflazione per alzare falsamente il prodotto interno lordo e remunerare maggiormente il capitale dominante che vuole interessi altrimenti va all’estero.
    Ma tutto questo è stato il normale modus operandi  nel passato, è un colossale errore che ci ha portato nella situazione in cui siamo ora, un fuoco di paglia che si cerca di alimentare con altra paglia mentre il fieno in cascina va a terminare.
    Lo stesso “basso” tasso d’inflazione è una normale conseguenza dell’indebitamento.
    Come si fa a non capire questo semplice aspetto?
    Aumenti l’inflazione se puoi fare debito, se qualcuno finanzia quel debito che ha il tasso di interesse con minimo pari all’inflazione per non perdere potere d’acquisto,altrimenti di norma i soldi non lì depositi.
    L’inflazione fa salire il debito mentre pure salgono le remunerazioni altrimenti c’è recessione anziché falso prodotto interno lordo.
    .

    In un futuro non troppo anteriore ci sarà il cosiddetto effetto imbuto con tre quarti della popolazione italiana che avrà più di settant’anni.
    Se da quel quarto di popolazione rimanente ci togliamo i neonati ed i bambini che hanno la scuola dell’obbligo,e ci togliamo i lavoratori del comparto pubblico, cosa rimane?
    Chi potrà pagare i contributi per mantenere tutti quei pensionati?
    Arriviamo ad una situazione paradossale nella quale  i futuri pensionandi troveranno pensioni veramente basse ed erogate con il sistema contributivo mentre oggi continuano ad essere erogate con il sistema retributivo e solo in minima parte con quello contributivo.
    Avremo un futuro di pensionati che hanno versato veramente dei contributi,sicuramente almeno 20 anni mentre oggi con la vecchiaia sono andati in pensione  anche stranieri con 2 anni di contributi.
    Non lo dico io lo ha detto l’inps che la media degli anni di contribuzione di chi abita all’estero e riceve la pensione dall’inps è di 3 anni.
    Com’è possibile che se uno lavora 19 anni all’estero e viene qui a farsi 1 anno di lavoro riceve la pensione pagata per intero dallo stato gruviera italiano?
    Adesso è necessario creare dei risparmi sulle pensioni prepararsi per l’effetto imbuto che poi terminerà anch’esso come un ciclo.
    Tagliare oggi a chi non ha versato contributi per mettere da parte un tesoretto che consenta di superare indenni quell’effetto imbuto che si verificherà con gente che ha lavorato una vita, portando verso di loro il massimo dell’ingiustizia.
    Quanti immigrati dobbiamo importare dall’Africa per evitare di avere una percentuale così alta di pensionati?
    O non è forse meglio tagliare di 60 miliardi annui il costo attuale del sistema pensionistico diminuendo il debito pubblico per fare in modo di superare quel temporaneo effetto imbuto?
    In futuro le fabbriche saranno robotizzate, soprattutto nelle nazioni che avranno un più alto costo della vita e del lavoro.
    Qualcuno sta scherzando con l’inflazione per aumentare falsamente un prodotto interno lordo che aumenta nelle percentuali ma diminuisce nei volumi.
    Chi scherza con l’inflazione scherza con il fuoco,avrà forse subito qualche dato positivo ma alla distanza porta alla rovina l’Intero paese.
    E noi ci troviamo in questa situazione proprio perché negli anni ’80 si vantavano di un prodotto interno lordo che cresceva, ma crescendo meno dell’inflazione è andato a logorare tutti gli indici economici.

    Quindi più è alta l’inflazione più si alzano le tasse ,sia in cifra assoluta che in percentuale, che servono per ripagare quel debito che continuerà comunque ad aumentare, più si alzano le remunerazioni più diventano costosi i prodotti creati da chi riceve quegli aumenti, e per venderli hai bisogno che i compratori o siano ricchi o abbiano a loro volta un rialzo delle remunerazioni e hai bisogno della della svalutazione della moneta(cosa che con l’euro non si può più  fare) per vendere i prodotti all’estero, ma più svaluti la moneta maggiori saranno gli effetti negativi sul debito,soprattutto se in mano straniere, e sulle importazioni soprattutto se energetiche che aumenteranno il loro prezzo creando altra inflazione e altro indebitamento,maggiori saranno le tasse, più difficile sarà trovare finanziatori per quel debito.
    non è soltanto l’inflazione a determinare i tassi di interesse, ma anche il rischio tramite la legge della domanda e dell’offerta e la solidità strutturale ch va peggiorando.
    Mano a mano si logorano gli indici produttivi fin quando per forza di cose non si possono più aumentare le remunerazioni, a causa del debito ed a causa del costo del lavoro e della vita elevati a tal punto da mettere le aziende private davanti ad un bivio: Chiudere l’azienda oppure abbassare i salari?
    Questo perché alzando i salari andrebbero fuori mercato non riuscendo più a vendere quei prodotti e portando in ogni caso l’azienda alla chiusura.
    Questo però non impedisce ai libero professionisti di sguazzare nello scopo di lucro e di avere un maggiore profitto da quella maggiorazione di prezzo creata dall’inflazione e dall’aumento delle remunerazioni delle altre classi produttive e questo ingenera il pensiero che il sistema stia ancora funziona do perché permette ancora di ottenere profitti,mentre nella realtà il sistema peggiora ma si trova la scusa della mancanza di competitività, motivazione falsa che serve per occultare questo tentativo di tirare avanti un sistema fallimentare che non si vuole riformare se non nell’ottica dei vecchi parametri di giudizio che sono completamente errati.
    Si continuano a fare riforme che nella migliore delle ipotesi non servono a niente, si fa credere che le riforme vengono fatte,ma subito dopo ne servono altre altrettanto inutili.
    I politici di oggi sono come cenerentole, utilizzano un quantitative easing della banca centrale europea per far credere che si possa uscire da questa situazione utilizzando tutti i parametri e le filosofie del passato credendo forse essi stessi che questa situazione sia passeggera e che si può uscire dalla crisi, anzi, che lo stiamo già facendo.
    Ma purtroppo arriverà la mezzanotte e la carrozza tornerà a trasformarsi in zucca.
    Ma l’importante è non essere gufi, spargere ottimismo, non in vece guardare in faccia la realtà, meglio continuare a fare lo scaricabarile, magari mettendoci un bonus balconi per fingere di avere a cuore il pollice verde, un bonus da 500 euro per i diciottenni, un bonus mamma perché la denatalità, che sta colpendo tutti i paesi vittime di questo sistema che si fonda sul debito , è ai massimi storici.)

     
  • giamps78 21:50 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale e legge del contrappasso: Sergio firma pure,questa è anche la tua legge! 

    carissimo Sergio,

    È la legge del contrappasso,ti tocca firmare un’altra legge elettorale porcata.
    Tu che hai ucciso il tuo partito grazie ad una legge elettorale, a due leggi elettorali, alle quali era stato dato il tuo nome, il mattarellum.
    In questo hai avuto dei bravi insegnanti, i radicali italiani di pannella e bonino sono stati maestri del suicidio politico nella perdita della propria autonomia parlamentare, dei propri consiglieri comunali, regionali , deputati, senatori e parlamentari europei.
    Quasi un suicidio collettivo.
    Ma la forma era perfetta e la deflagrazione del sistema politico lo è stata altrettanto.
    Eri stato così attento a fare non una ma ben due leggi elettorali,una approvata dalla camera e l’altra al senato, perché c’era il bicameralismo paritario e perfetto e la camera non doveva modificare la legge elettorale del senato e viceversa il senato non doveva modificare quella della camera.
    Due leggi approvate nella stessa settimana in pienaautonomia dalle due camere , correva l’anno 1993.
    Stilisticamente tanto perfetto nella forma quanto deflagrante nella sostanza…
    Peccato solo per quel baco che alla camera ha dato la maggioranza dei seggi a Berlusconi tramite le liste civetta!
    Oggi per la legge del contrappasso ti ritrovi a firmare una legge, una sola legge, valida sia per il senato che per la camera, scritta al di fuori del parlamento ed imposta dal governo che poi a cascata l’ha imposta al parlamento tramite una decina di voti di fiducia.
    La seconda legge elettorale che ti ritrovi a firmare in pochi mesi, la precedente, denominata italicum, è stata cassata dalla corte costituzionale.
    Un bel contrappasso, visto che tu eri presidente di quella corte costituzionale che da anni priva di alcuni giudici visto che i renziani da soli non riescono a farsi eleggere il loro giudice rottamatore.
    E tu firmi ancora, e ancora la tua corte dichiarerà incostituzionale una legge elettorale sulla quale non hai fatto il controllo di costituzionalità che invece ciampi aveva in qualche modo fatto nel 2006.
    Ehhh,ciampi, non voglio aprire il capitolo dell’indipendenza della banca d’Italia, preferisco stendere un velo pietoso.
    Vendere l’anima ai berlusconini del “giglio cesare” dev’essere proprio dura!
    Il giglio renziani ti ha fatto eleggere in maniera poco istituzionale, ha voluto far vedere a tutti che tu sei stato scelto da loro, quindi tu gli devi qualcosa, non ti fare remore, firma tutto.

     

    So che ti senti obbligato,non deve essere una bella sensazione.
    Infondo infondo il modus operandi con il quale viene approvata questa legge è lo stesso utilizzato per la tua elezione a capo dello stato.
    Il voto era segreto, la maggioranza per l’elezione del presidente della repubblica doveva essere qualificata,, ma solo dalla 5° votazione sarebbe bastata la maggioranza semplice,i deputati dovevano essere indipendenti nelle loro scelte e non invece agire per fare un piacere a questo segretario di partito che poi magari li ricompensa in altro modo, sempre in maniera lecita, sia chiaro.
    Il giglio cesare renziano ha chiamato tutti i segretari di partito e ha fatto le consultazioni nella segreteria di partito, ha fatto la conferenza stampa, ha fatto il nome pubblicamente.
    La tua elezione è stata in qualche modo extra-parlamentare, mica come pertini che ci sono voluti più di 20 votazioni a garantire una sua vera indipendenza.
    Il giglio cesare renziano per evitare inconvenienti ha deciso di snobbare le prime 4 votazioni a maggioranza qualificata come se non non contassero nulla,come se fossero un impaccio,un rischio, ed ha ordinato a tutti i suoi parlamentari di votare scheda bianca o di non partecipare alla votazione, mancando di rispetto all’istituzione repubblicana ed ai padri costituenti che quelle soglie le avevano pensate appositamente.
    Dopotutto ai renziani vengono le bolle quando ci sono i voti segreti o quando qualcuno prova ad agire secondo coscienza.
    A loro della democrazia assembleare non interessa, vengono fuori dalla legge della giungla, quella che tu hai contribuito a scrivere, la legge elettorale dei comuni e delle province.
    Questi sono i tuoi frutti avvelenati, cresciuti sull’albero che tu hai piantato, con l’uomo solo che controlla l’intera assemblea.
    Sergio firma pure, questa legge infondo infondo viene indicata come “mattarellum al contrario” visto che ha le percentuali di collegi uninominali e plurinominali invertite…
    Quindi firma pure, ma ho il timore che peggio della legge del contrappasso debba ancora arrivare..

     
  • giamps78 09:05 il 24 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Giusto che la regione veneto chieda lo statuto speciale,i miei complimenti a zaia per questa scelta. 

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    I miei complimenti a Luca zaia per aver chiesto che il veneto abbia lo statuto speciale,a mio avviso era proprio questo il senso del referendum del 22 ottobre.
    Storicamente, hanno più diritto ad uno statuto speciale i veneti oppure i trentini?
    Io penso i veneti, perché non mi risulta che i trentini abbiano mai avuto una centenaria repubblica che commerciava con ogni parte del mondo e Napoleone, che regalò il veneto a Roma, è morto da 300 anni,anche se qualcuno spesso tenta di imitarlo!
    È uno schiaffo alla storia l’essere a sandwich tra due regioni a statuto speciale come il trentino alto Adige ed il Friuli venezia-giulia…
    Purtroppo il sottosegretario Bressa, che io ritengo essere abbastanza un traditore visto che nei tempi che furono veniva eletto in veneto ed oggi è passato al trentino, sposandone completamente le cause, ritiene che questa richiesta vada contro l’unitarietà e l’indivisibilità della repubblica.
    E qui ci vorrebbe una grande,grossa, risata… spieghi perché uno statuto speciale avrebbe la caratteristica di minare l’unità della repubblica, e spieghi perché invece nelle altre 5 regioni a statuto speciale , tra l’altro dalle quali lui è stato eletto, queste caratteristiche non sarebbero presenti.
    Oppure come mai pur essendo presenti queste caratteristiche il trentino alto Adige le altre 4 regioni speciali hanno questo statuto che andrebbe quindi contro la costituzione essendo la repubblica indivisibile.
    La repubblica è indivisibile, lo stato invece non lo è…
    Se si fa un referendum come quello fatto il 22 ottobre scorso, se si supera il quorum con un grande sforzo popolare, se la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto chiede maggiore autonomia votando si, la strada giusta è quella intrapresa dal presidente della regione veneto Luca zaia che ha chiesto per il veneto il riconoscimento dello statuto speciale.
    Non si poteva certo andare chiedere qualche materia che poi un qualsiasi governo avrebbe potuto cancellare in 5 minuti.
    In ogni caso se vuoi ottenere 5 devi comunque chiedere 10, e c’è da avere un obbiettivo ambizioso da raggiungere passo dopo passo,tappa dopo tappa.
    meglio avere poco e subito piuttosto che chiedere tutto e subito ottenendo però nulla e mai!
    Quindi se l’emilia Romagna ottiene qualcosina da questo governo, prima della fine della legislatura, credo sia giusto che anche il veneto sottoscriva tale intesa e porti casa quelle due o tre materie.
    Quindi è giusto mandare degli emissari a quelle riunioni anche se io credo che lo stato non dovrebbe trattare con singole regioni ma con tutte le regioni in egual modo attraverso lo strumento della conferenza stato regioni.
    Ma se bonaccini ottiene qualcosina in 30 giorni, credo che anche zaia dovrebbe firmare.
    Ma in ogni caso dalla legislatura successiva (si vota tra pochi mesi), l’autonomia deve essere costituzionalmente riconosciuta, ma la riforma costituzionale, se va in porto, ci mette anni per essere approvata e nel frattempo avere qualche materia in più farebbe comodo,altrimenti il veneto farà la fine della logica renziana sui contratti a tempo indeterminato.
    Non ci sono date sul contratto, perciò le volpi renziane lo hanno chiamato “indeterminato”.
    Il problema è che in qualsiasi momento il contratto può essere “rescisso” pagando qualche mensilità al lavoratore che si trova disoccupato senza magari aver fatto nulla di male ma solo perché qualcuno che non è nemmeno in perdita vuole aumentare il profitto.
    La stessa cosa potrebbe accadere con questa fantomatica autonomia, si finge che sia vera autonomia come si finge che il contratto a tempo indeterminato sia veramente un contratto a tempo indeterminato, e poi senza giustificato motivo, anzi, senza bisogno di specificare alcun motivo, si interrompe improvvisamente.
    Ci sono 5 regioni a statuto speciale,non capisco perché non dovrebbero diventare 6 oppure 7 se si accoda anche la Lombardia.
    Ma per me possono anche diventare tutte a statuto speciale, si può anche ridurre un pelino l’autonomia degli statuti speciali ma trasformando tutte le regioni in regioni a statuto speciale.
    Salvini vuole diventare premier oppure voterà come premier il leader indicato da un qualunque partito della sua coalizione che prenda un voto in più della Lega Nord.
    Lui è quello famoso dei programmi prima del voto,vediamo se farà sottoscrivere agli alleati un programma che preveda una forte autonomia anche per il lombardo-veneto.
    Credo sia buonsenso il prevedere ad esempio che la clausula di interesse nazionale sia votata anche da un senato delle autonomie, in una repubblica dove tutte le regioni sono a statuto speciale, evitando che un premier romano sentendosi eletto direttamente dal popolo cancelli con un tratto di penna decenni di fatica…
    Ma una cosa deve essere chiara: Non esiste in natura che per il trentino alto Adige o per la Sicilia non valga la clausola di supremazia per l’interesse Nazionale attivabile dal governo romano,mentre per i cittadini veneti e per tutte le regioni a statuto ordinario deve valere tale formulazione come era previsto ad esempio nella riforma costituzionale boschi-renzi bocciata poi dal referendum del 4 dicembre 2016.
    C’È un piccolo particolare: In tutta probabilità la prossima legislatura sarà costituente e certamente forza Italia e fratelli d’Italia chiederanno una qualche forma di elezione diretta o del premier o addirittura del presidente della Repubblica.
    È chiaro che l’autonomia locale deve essere difesa soprattutto dal pericolo proveniente dal centro attraverso delle tutele costituzionali che impediscano il costituirsi di un ricatto, di una minaccia costante verso deputati e senatori eletti in veneto, verso il presidente della Regione ed i consiglieri regionali.
    Bisogna evitare che tra le mani del “premier eletto direttamente dal popolo” vi sia una clausola di supremazia nazionale applicata a macchia di leopardo , applicata ai veneti ma non ai trentino o ai siciliani.
    Bisogna evitare che questo premier, magari nominato a costituzione vigente ottenendo la fiducia delle camere, abbia la possibilità di riprendersi in un colpo solo tutte le competenze che il governo precedente ci aveva messo anni e anni ad assegnarle.

     

    P.s.
    Ho sentito parlare ieri di federalismo fiscale, ma senza gabbie salariali sarà impossibile rilanciare il sud perché una siringa al nord deve costare di più di una siringa al sud,anche perché altrimenti tale siringa sarà acquistata dall’estero perché più conveniente.

     
  • giamps78 12:55 il 20 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Vi presento il “menefreghellum” 

     

    Il rosatellum è un sistema completamente bloccato ed io credo sia anche incostituzionale senza la possibilità del voto disgiunto che esiste in qualsiasi altra elezione, da quella comunale a quella regionale è possibile votare per una forza politica ma anche per un diverso sindaco o in diverso presidente di regione.
    Non ha alcun senso mantenere l’uso di una sola scheda elettorale anziché di due se non è presente lo scorporo dei voti ricevuti dall’uninominale e se non è possibile votare il capo politico su una apposita seconda scheda, raggruppando quindi giustamente uninominale e proporzionale in una unica.
    L’essenza della legge elettorale che propongo qui, il menefreghellum, non cerca di correggere gli errori di base del rosatellum, ma li utilizza per fare in modo che gli elettori abbiano comunque una scelta in più, così il sistema non risulta essere totalmente bloccato.
    Anziché un solo nome per Collegio, la coalizione be presenta 3  e l’elettore può mettere la preferenza su uno dei tre.
    L’errore del rosatellum rimane inalterato, se qualcuno vota uno dei tre candidati, il voto va a tutte le forze politiche della coalizione nel proporzionale.
    Se al contrario l’elettore vota solo per la forza politica, il voto viene assegnato a tutti e tre i candidati uninominali.
    Attenzione,anche senza la presenza del voto disgiunto, un candidato di altra forza politica che prendesse meno voti come coalizione ma più voti come candidato uninominale, risulterebbe eletto nel collegio.
    Questo può capitare quando un candidato ottiene molti più voti dei concorrenti all’interno della stessa coalizione e lo scarto di voti con la coalizione avversaria risulta inferiore a tale differenza.
    Dopotutto è pur sempre un collegio uninominale e c’è pur sempre un ripescaggio proporzionale e per i migliori perdenti dell’uninominale.

     
  • giamps78 16:55 il 19 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Referendum 22 ottobre: governo ha deciso di privatizzare le forze dell’ordine? 

     

    Il governo chiede il conto alle due regioni, veneto e Lombardia, per il dispiegamento delle forze dell’ordine ai seggi il 22 ottobre in occasione dei referendum per chiedere ulteriori forme di l’autonomia.
    Sono allibito!
    Dovrebbe essere lo stato a dare 2 milioni di euro al giorno alle regioni per tutto il resto dell’anno, per tutte quelle forze dell’ordine che dovrebbero essere retribuite dalle regioni, dalle province e dai comuni con proprie tasse!
    Sono allibito perché le regioni compongono la repubblica al pari dello stato ed i cittadini pagano le tasse per pagare lo stipendio quotidiano a quelle forze dell’ordine.
    Sono allibito perché quei soldi chiesti rientrano nei costi fissi che sarebbero comunque ed in ogni caso sostenuti in quanto nn vengono assunte persone solo ed esclusivamente per questa circostanza, ma sono già assunte con posto fisso.
    Sono allibito perché allora il conto deve essere mandato sempre a chiunque per qualsiasi evento, dalla partita di calcio a quella di pallacanestro, ai concerti.
    E questi eventi sono privati.
    Ma perfino un comizio politico allora dovrebbe prevedere che il partito paghi le forze dell’ordine come se si trattasse di sicurezza privata.
    Ma se ognuno dovesse pagare le forze di sicurezza, come se fossero private, allora bisogna abbassare le tasse che servono poi per remunerare quelle forze di sicurezza.
    Mica possiamo pagarle due volte, la prima con le tasse e la seconda successivamente pagando un servizio privato.
    Se così fosse, allora le regioni potrebbero allo stesso modo far pervenire il conto allo stato per tutti i servizi che le regioni erogano ogni giorno per conto dello stato.
    Un governo che ha speso 300 milioni per un referendum costituzionale che ha poi perso, ed un partito, il partito democratico, che puntava a ricevere un rimborso elettorale in caso di vittoria!
    Come rimborso elettorale?!?
    Paghino prima il costo per la sicurezza predisposta nei seggi!
    Chi paga dal biglietto del treno per le forze dell’ordine che stanno seguendo la dirigenza del partito democratico intorno all’Italia e che viaggiano gratis su dei treni regionali dove magari le regioni hanno speso molti soldi pubblici per l’investimento?

     
  • giamps78 21:24 il 18 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    referendum del 22 ottobre in lombardia non è nemmeno la preistoria del voto elettronico 

     

    Vengo a sapere che non è possibile annullare la scheda, vengo a sapere che la scheda bianca non è veramente una scheda bianca, cioè l’assenza di una scelta, ma che è diventata una vera e propria scelta.
    Il cittadino troverà si uno schermo tattile, ma quello schermo non sarà accoppiato a matite digitali, non sarà possibile scrivere nulla.
    Mi pare poi di aver capito che non ci sarà alcuna delle 2 proposte antifrode che da anni propongo perché sono a costo zero e sono di buon senso.
    Non ci sarà il fermo immagine, ovverosia la registrazione in formato fotografico (ad esempio jpeg) di ogni singolo voto, nel momento in cui questo avviene,ovviamente facendo in modo che il voto resti anonimo.
    Questo sistema che ho ideato personalmente alcuni anni fa, permette di avere un database digitale con le foto di ogni voto all’interno dell’urna digitale, ovviamente il database non deve essere posto su memoria riscrivibile, non deve essere quella che con l’abbreviazione inglese si indica con le due lettere RW, ma deve essere memoria indelebile.
    Quindi se qualcuno vota alle 8:05 della mattina , quel fermoimmagine che finisce nel supporto removibile (ad esempio un DVD) posto all’interno del seggio digitale registrerà il voto in maniera indelebile a meno che non sia toccato il tasto “cancella”.
    Il fatto che manchi una matita copiativa,ancorché digitale, credo che vada contro la legge sui referendum, e potrebbe anche renderlo non valido.
    Così come l’impossibilità di non votare alcuna delle possibilità previste in scheda, ovvero votare scheda bianca che si è invece trasformata in una scelta posta all’interno della scheda.
    Poi c’è un secondo sistema antifrode, che è rappresentato da uno scontrino cartaceo(che ultimamente ho visto essere stato proposto anche nel rosatellum) di avvenuto voto che finisce dentro una vera e propria urna sempre all’interno del seggio elettronico, contenente i dati fondamentali della votazione che in caso di ricorso possono essere incrociati con i fermi immagini descritti precedentemente.
    Insomma, il software non è intelligente, non riesce a rilevare i tocchi sullo schermo (ovviamente tocchi digitali indelebili) e a rilevare l’assegnazione del voto chiedendo conferma all’utente, dicendogli ad esempio:
    Stai votando per il si, confermi
    Stai annullando la scheda,confermi?
    Il tuo voto non contiene scelte, quindi sarà considerato scheda bianca, confermi?

    P.s. Ovviamente l’antifrode sta anche nella possibilità che ha l’elettore di controllare il proprio voto anonimo descritto nel piccolo scontrino che poi finisce nell’urna.

     
  • giamps78 09:52 il 16 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    Subito le gabbie salariali per limitare le disuguaglianze del centralismo romano 

     

    Quando fa comodo siamo tutti italiani, quando invece c’è da ricevere le agevolazioni, lo stato centralista,governato dai renziani effetti una sistematica contrapposizione per classi d’età o per zona geografica.
    nulla che sia fondato sul merito,anzi…
    Lo stato centralista sta minando l’unitarietà della repubblica con delle leggi a dir poco infami.
    Con i soldi del nord si detassa il sud, perché , dicono loro, bisogna aiutare le zone depresse.
    È questa la soluzione rappresentata dallo spostamento degli ordinativi da una parte all’altra dello stivale?
    Certo che no.
    Già le tasse sono le più alte d’Europa, già è difficile competere con il resto d’Europa, ma qui oltre al danno si aggiunge la beffa.
    per decisione centralista romana chi già oggi paga meno tasse, in cifra assoluta sul totale degli occupati, deve pagare ancora meno tasse rispetto a chi versa nel calderone romano il doppio o il triplo.
    E questo doppio o triplo già finisce al sud, basta verificare i trasferimenti di denaro regione per regione, ovviamente facendo i calcoli giusti, non come fa la lega nord che non considera nemmeno i soldi pagati dall’inps ai pensionati dati regione per regione
    Fatti i calcoli giusti, si evince che la cifra risulta veramente importante, non alta quanto afferma la lega ma si tratta comunque di molti denari.
    No dico, fossero almeno soldi che arrivano dall’unione europea destinati alle regioni meno sviluppate…
    Non che cambi il concetto base visto che i soldi che riceve l’unione europea è il nord Italia che li versa.
    Ma almeno se sono fondi europei si evita lo spreco di fondi non spesi che altrimenti andrebbero persi, e sono parecchi miliardi tra quelli scaduti l’anno passato ma ancora da spendere dopo una nuova deroga e quelli del nuovo ciclo di 7 anni che è da poco cominciato.
    No, non sono nemmeno fondi europei.
    Sono il primo a dire che ci devono essere una tassazione differente tra regioni del sud e regioni del nord,non solo, anche tra regioni confinanti.
    Ma questo sistema non può essere fondato sul calderone centralista romano che fa preferenze con un sistema feudale che involve dall’alto verso il basso.
    Deve essere fondato sulla responsabilità e sulla capacità.
    In definitiva, chi vuole abbassare le tasse lo può fare se ha le coperture finanziarie per farlo, se diminuisce le spese.

    Qui invece c’è un sistema che si fonda sulla irresponsabilità, meno sei meritevole più ottieni denaro e vice versa.
    Come si può dire di essere a favore della meritocrazia, del libero mercato, della produttività, e poi mettersi a fare gli apprendisti stregoni penalizzando chi è più produttivo,chi è più meritevole, in sostanza chi permette al sud di spendere i soldi di altri, oltretutto riempiendosi di debiti nelle amministrazioni locali?
    Qualcuno potrebbe controbattere dicendo che non si sta minando l’unità della repubblica perché chi ha di più aiuta chi ha di meno e questo produce sviluppo che aiuta anche chi ha di più.
    In realtà il punto di vista può anche essere ribaltato, e a me sinceramente pare una versione più credibile:
    Abbassando le tasse al nord italia invece che al sud, il Nord compete maggiormente con le altre realtà europee e mondiali, cresce e questa crescita si tira avanti anche il sud.
    Dopotutto chi spende di più deve avere anche tasse più alte, altrimenti i discorsi sul merito sono del tutto infondati alla prova dei fatti.
    Le gabbie salariali permettono alle regioni del sud, se vogliono, di abbassare le tasse, ma alla luce delle spese effettuate dalle pubbliche amministrazioni.
    Il sud deve necessariamente avere stipendi più bassi se vuole rilanciarsi, ma deve avere anche un costo della vita inferiore che permetta a quegli stipendi più base un maggiore potere d’acquisto e riduca così la spesa pubblica in maniera automatica.
    Perché se un comune deve asfaltare una strada e gli operai guadagnano un 30% in meno, a parità di conoscenze, il lavoro finito costerà meno e quel comune chiederà tasse inferiori ai suoi cittadini generando un ciclo virtuoso.
    A maggior potere d’acquisto corrispondono ad esempio pensioni sociali inferiori, dunque un ulteriore risparmio per la cosa pubblica che si trasforma in minor tasse per i cittadini e per le imprese di quella regione o di quella macroregione.
    Ma i sindacati, che plaudono a questa detassazione centralista renziana che premia la disuguaglianza e mina l’unità della repubblica sono contrari.
    Sono contrari perché credono di essere paladini dei diritti che invece stanno contribuendo a far togliere, anno dopo anno.
    Io invece vedrei bene una tessera della CGIL che costa il 20% in meno al sud rispetto al Nord, ma fermando le decine di miliardi di trasferimenti che vengono buttati nel calderone centralista, con questo autolesionismo insito in costoro che magari saranno spinti dalle migliori intenzioni, ma che ,come testimoniano i fatti in decenni e decenni in cui la differenza tra nord e sud è aumentata,, non funziona per niente, anzi si ottiene l’effetto opposto.

    Siamo in Europa, abbiamo tutti la stessa moneta ma costi della vita e del lavoro differenti da stato a stato.
    Dov’è la CGIL a livello europeo?
    Semplicemente non esiste perché gli interessi nazionali dei suoi pensionati superano il famigerato internazionalismo dei sindacati.
    Abbiamo l’est Europa con l’euro e costi della vita e del lavoro differenti dai nostri, perché dunque non possiamo fare la stessa cosa con il nord e con il sud Italia?
    Non si può, perché ,dicono, si creano disuguaglianze tra cittadini.
    Ma allora cari sindacati convincere gli altri stati europei che hanno la nostra stessa moneta a pagare allo stesso modo tutti i lavoratori e facciamo in Europa quello che volete voi mantenere in Italia,per evitare le disuguaglianze!
    Non si può nemmeno questo.
    Quindi ammettendo che abbiano ragione i sindacati e che le gabbie salariali creino disuguaglianza, significa che l’unione europea che ha le gabbie salariali da stato a stato nasce sulla disuguaglianza che non risulta sanabile.
    E allora se non puoi vincerli devi unirti a loro, il sud italia deve competere con l’est Europa ed il nord italia con la Germania, senza pagare i balzelli del sud.

     
  • giamps78 14:50 il 13 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il porcellum era veramente peggio del rosatellum 2.0? Io penso di no 

     

    Il porcellum a me piaceva perché ha permesso di fare a pezzi il bipartitismo del mattarellum e specificatamente il mattarellum applicato alla camera dei deputati, non quello applicato al senato perché privo di sbarramento e avente uno scorporo fatto bene.
    Ora però c’era in vigore il consultellum che aveva le preferenze al 100% al senato e nel 40% della camera dove c’erano i famosi 100 capilista bloccati.
    Quindi abbiamo un netto peggioramento,acuito dal fatto che il parlamento non ha potuto fare ciò che prescrive la costituzione tramite una procedura normale di approvazione della legge.
    Qui di normale non c’è nulla tranne l’arroganza renziana che oramai è la normalità.
    C’ERANO tante possibilità, il mattarellum applicato dal 1993 al 2006 al senato della repubblica, non aveva le preferenze nel 25% di proporzionale ma non aveva nemmeno liste bloccate visto che in quel 25% di proporzionale venivano eletti i miglior perdenti dei collegi uninominali.
    Tutto questo senza calcolare che un 36% di collegi uninominali senza scorporo  come nel rosatellum bis, equivalgono esattamente per numero di seggi ad un 75% di uninominale con lo scorporo come nel vecchio mattarellum del senato.
    In questo modo si sarebbe evitato il voto “a grappolo’ dell’uninominale sul proporzionale.
    Oppure in questo rosatellum con i nomi ed i cognomi dei candidati scritti in scheda elettorale, nella parte destra, potevano essere previste le preferenze.
    Queste non sarebbero state come le vecchie preferenze nelle quali l’elettore doveva scrivere nome e cognome con la matita, c’erano già scritti, questo avrebbe permesso di superare svariate criticità delle vecchie preferenze e avrebbe potuto funzionare anche senza voto disgiunto.
    Invece siamo alle solite, un parlamento eletto con liste bloccate incostituzionali vota contro la sentenza della consulta una legge che non contiene nemmeno una preferenza.
    Tutto questo fa semplicemente vomitare perché il prossimo anno ci ritroveremo in parlamento e di conseguenza poi in televisione tutte quella gente che nessuno voterebbe neanche con la pistola puntata alla tempia, e saranno li, ancora, altri 5 anni a far vedere quanto schifo fa la politica.
    Al porcellum ci ha pensato la corte che ha messo le preferenze, ed ora il nome è cambiato in consultellum, ora andiamo al voto con un’altra schifezza elettorale approvata alla camera con un voto di fiducia chiesto da un governo che è in carica grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale.
    Un governo che ha chiesto la prima fiducia al parlamento dicendo che non voleva occuparsi della legge elettorale.
    Ora i renziani cercano di dare lezioni di responsabilità, dicendo che serve una legge omogenea, ma quando io lo dicevo a loro 3 anni fa ero gufo…
    Quando dicevo che l’italicum non andava bene perché non si doveva fare una legge elettorale per una sola camera?
    Quando dicevo di far entrare in vigore l’italicum solo dopo il referendum?
    Ero gufo anche quando dicevo che poteva vincere anche il no al referendum costituzionale, che un legislatore dovrebbe legiferare guardando non solo il proprio orticello e la propria propaganda facendo credere che si tratti dell’interesse generale.
    Avevo chiesto a Mattarella con una lettera aperta che gli avevo spedito di non firmare l’italicum perché valeva per una sola camera e ciò costituiva una problematica che lui doveva considerare.
    Tutto inutile, come ora queste considerazioni sul rosatellum bis, tutto inutile.

     
  • giamps78 22:15 il 11 October, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Leggeelettorale: Mattarella blocchi l’#abortellum perché non rispetta l’uguaglianza del voto 

    uguaglianza del voto significa che a parità di voti la coalizione non può essere una discriminante.
    Se una forza politica ottiene il 3,5% dei consensi senza fare apparentamenti e  un’altra ottiene i medesimi voti ma risulta apparentata con una forza politica che magari ottiene zero voti, secondo il rosatellum bis, la prima lista che va da sola entra in parlamento mentre la seconda lista non ci entra in quanto lo sbarramento è del 10% per le coalizioni ed al 3% per le singole liste.
    Questo non è nemmeno ragionevole in quanto le coalizioni sono formate da singole liste e pertanto all’interno delle coalizioni devono valere gli stessi sbarramenti che valgono per le singole liste.
    Invece qui si dice che il 3% vale solo se non ci sono apparentamenti ed inoltre, se ci dovessero essere apparentamenti quel 3% non smette di esistere a favore del 10% ma diventa condizione successiva a quel 10%, ovverosia , se una coalizione dovesse superare quel 10% per ottenere seggi dovrebbe avere al proprio interno singole liste che superano il 3%.
    Quindi quel 3% continua ad esistere anche nelle coalizioni ma è utilizzato in maniera discriminatoria urtando evidentemente contro l’uguaglianza del voto che tra le altre cose dice semplicemente che a parità di voti corrispondono parità di seggi.
    Ma così non è perché la stessa soglia di sbarramento serve per discriminare le liste che prendono più voti da quelle che ne prendono meno,serve per discriminare chi ha deciso di fare un apparentamento con altre liste.
    Paradossalmente una lista del 9% può non ottenere seggi mentre una del 3% non solo li ottiene, ma si spartisce pure quelli che non ha ottenuto quella del 9%.
    Il 3% deve avere lo stesso valore per tutte le liste,se viene subordinato al 10% nelle coalizioni deve essere subordinato a quel 10% anche per le singole liste.
    Anche perché le singole liste sono in realtà coalizioni formate da singoli contrassegni che presentano candidati esattamente come le coalizioni formate da più di un contrassegno,quindi devono valere le stesse regole nel conteggio dei voti.
    Oppure,al contrario, il 3% deve essere sempre predominante,sia per singole liste,sia per coalizioni ,quindi anche sull’altra soglia del 10%, facendo entrare in parlamento qualunque lista superi tale soglia anche se risulta coalizzata e risulta non aver superato il 10%.
    Analisi simili potrebbero essere fatte su un arbitrario 1%, e non si capisce perché i voti sotto tale soglia dovrebbero essere conteggiati nel collegio uninominale, ma non nel collegio nazionale presso la medesima coalizione che con quei voti potrebbe ottenere dei seggi uninominali.

     
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