Updates from settembre, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 13:07 il 30 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea” 

    L’approvazione del #CETA mostra chiaramente l’incostituzionalità della “costituzione europea”

    L’approvazione del CETA, il trattato internazionale di libero scambio tra unione europea e Canada, mette in luce perfettamente la situazione che avevo descritto in uno dei miei ultimi articoli (https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/ ) sull’ incostituzionalità di quella che viene chiamata “costituzione europea”.
    In pratica il 70% di tale trattato internazionale risulta già entrato in vigore,anche in Italia, mentre il rimanente 30% attente le ratifiche dei parlamenti degli stati membri dell’unione.
    Ma la costituzione italiana non permette al parlamento italiano di delegare una materia com’è quella dell’approvazione dei trattati internazionali, per fare ciò serve una modifica della costituzione italiana, che non è mai stata fatta.
    Il Parlamento deve concedere volta per volta, l’autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, invece in questo preciso istante la materia “commercio con l’estero” è stata ceduta all’unione europea tramite una legge ordinaria che non aveva avuto alcun procedimento rafforzato di approvazione.
    In poche parole ne il presidente del consiglio dei ministri,ne il presidente della repubblica italiana hanno ricevuto alcuna autorizzazione alla ratifica del CETA da parte del parlamento italiano.
    Formalmente l’unione europea ha già fatto entrare in vigore il 70% di questo trattato con l’approvazione del presidente del consiglio italiano senza che questi abbia ricevuto alcuna autorizzazione dal parlamento italiano.
    Per il restante 30% servirà tale l’autorizzazione, e dicono loro, che se tale 30% fosse bocciato sarebbe bocciato anche il rimanente 70%,in tutta l’unione europea.
    Ma questo accade solo perché lo ha voluto espressamente il presidente della commissione europea,non perché si tratta di un modus operandi esplicito nelle norme.
    Infatti,com’è possibile che il parlamento italiano possa autorizzare alla ratifica di un intero trattato internazionale se buona parte di questo risulta già in vigore?
    È evidente che non vi può essere alcuna autorizzazione alla ratifica su un testo che a parer loro non ha bisogno di alcuna ratifica perché già entrato in vigore.
    Che cosa voterà il parlamento su quel 70%, certamente non quello che prescrive la costituzione,ovvero una esplicita autorizzazione su qualcosa che non necessita di alcuna autorizzazione.
    È chiaro che si tratta di una presa per i fondelli per far vedere che i parlamenti nazionali mantengono la propria sovranità che nei fatti è stata scippata in modo totalmente incostituzionale.
    Il fatto è che in questo momento un trattato internazionale è entrato in vigore anche in Italia senza l’autorizzazione del parlamento, quindi non bisogna guardare il dito ma la luna, non bisogna guardare al CETA ma alla “costituzione europea” che è incostituzionale ed ha i suoi effetti immediati con norme già approvate in luoghi esterni a quelli deputati dalla costituzione della repubblica italiana.

    Articoli correlati:
    Almeno 2 trattati comunitari sono incostituzionali,chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare
    https://giamps78.wordpress.com/2017/09/27/almeno-2-trattati-comunitari-sono-incostituzionali-chi-ha-giurato-sulla-costituzione-la-faccia-rispettare/

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  • giamps78 10:02 il 29 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    L’auto del futuro potrebbe essere elettrica alimentata da un motore endotermico a giri costanti 

     

    Supponiamo di avere una vettura ibrida, con un motore endotermico ed uno elettrico al proprio interno.
    Sappiamo che il motore elettrico ha un rendimento molto alto e che quello endotermico a certe condizioni ha rendimenti migliori, in altre altre peggiori,ad esempio in città rende me o che nelle strade a lunga percorrenza.
    Sappiamo inoltre che non ci sono ancora molte colonnine per la ricarica elettrica, e che serve tempo per una ricarica, che le batterie sono costose e che nel tempo perdono rendimento alimentando sprechi ed anche con gli ultimi progressi tecnologici hanno comunque dei limiti rispetto alle automobili tradizionali ad esempio nella durata della carica,inoltre le linee elettriche fanno comunque perdere circa un 10% dell’energia prodotta alla fonte durante il trasporto.
    Queste sono le premesse per creare l’autovettura ibrida nella quale il motore endotermico funziona a giri costanti.
    C’È un punto nel quale il rendimento è maggiore se si utilizza benzina per creare energia elettrica e far funzionare l’autovettura.
    Ovverosia l’automobile risparmierà carburante se questo invece di essere utilizzato dal motore endotermico fosse trasformato da quel motore in energia elettrica e poi utilizzato dal motore elettrico per far avanzare il mezzo.
    La teoria dei giri costanti dice che, nel mentre l’auto è ferma al semaforo il motore endotermico continua a funzionare a giri costanti alimentando quello elettrico per la successiva ripartenza.
    In pratica non sarebbe più il motore endotermico a far muovere direttamente il mezzo ma a questo ci pensa quello elettrico.
    Il motore endotermico dovrà allo stesso tempo avere una efficienza massima e avere costi limitati.
    Difatti verrebbe costruito senza alcune parti che oggi invece risultano fondamentali.
    Non servirà ad esempio il cambio, appunto perché girerà su una sola marcia, o al massimo due se proprio si vuole prevedere la guida “sportiva” e c’è necessità di fornire maggiore energia al motore elettrico.
    Le batterie non avranno bisogno di essere super elaborate e costose  proprio perché si punta ad utilizzare subito in loco l’energia prodotta all’interno del range di funzionamento tra l’energia fornita da un motore e l’energia assorbita dall’altro.
    Penso che si potrebbero fare 50 km con un litro di carburante ai quali si potrebbe arrivare ad aggiungere anche il recupero dell’energia in frenata.

     

     
  • giamps78 08:04 il 28 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    È incostituzionale il voto di fiducia governativo per approvare provvedimenti 

     

    La costituzione della repubblica italiana non ammette il voto di fiducia chiesto dal governo per approvare interi provvedimenti, ad esempio utilizzando la tecnica dei maxiemendamenti.
    Tutto questo è incostituzionale.
    Il voto di fiducia è obbligatorio ai sensi dell’articolo 94 della costituzione, per fare in modo che il governo possa insediarsi, e tale fiducia deve essere votata entro 10 giorni dalla sua formazione, ovvero da quando ha prestato giuramento presso il presidente della repubblica.
    L’articolo 94 è l’unico articolo della costituzione in cui si parla del voto di fiducia e guarda caso ne parla per indicare l’insediamento del governo, non certo per indicare l’approvazione di leggi tramite tale voto magari usando i maxi emendamenti.
    Anzi, nello stesso articolo al terzo comma si dice che “il voto contrario di una o di entrambe le camere su una proposta del governo non importa l’obbligo di dimissioni” non si intende minimamente parlare di “voto di fiducia”, che non esiste nel nostro ordinamento se non al momento dell’insediamento.
    D’altra parte, accadrebbe l’esatto opposto, se vi fosse un voto contrario ad un “voto di fiducia” vi sarebbe l’obbligo di dimissioni, evidentemente perché verrebbe me o il rapporto fiduciario.
    Ma questo è esattamente il contrario di quello che la costituzione prevede al terzo comma appena descritto.
    Difatti qui si utilizza un fantomatico foto di fiducia, e lo si trasforma in “proposta del governo” mentre queste parole non hanno questo significato ma intendono quanto poi spiegato nei successivi articoli della costituzione,il governo può presentare disegni di legge alle camere, e l’articolo 81 nel quale si dice che il governo presenta i bilanci ed i rendiconti consuntivi.
    In poche parole per “proposta del governo” non si intende la richiesta del voto di fiducia, ma semplicemente dei testi che il.governo presenta alle camere e che possono essere bocciati.
    Questo non comporta le dimissioni del governo.
    Il governo deve dimettersi se viene approvata mozione di sfiducia, che è opportunamente prevista.
    Ma non è previsto alcun voto di fiducia che il governo può chiedere…
    Quindi nessun provvedimento può essere approvato tramite un voto di fiducia che ribadisco ancora una volta,non esiste se non per l’insediamento del governo.
    Il fatto che un governo riceva la fiducia NON PERMETTE AL GOVERNO DI AVERE CARTA BIANCA CON I SUOI MAXI EMENDAMENTI.

    Si continua a fare qualcosa che la costituzione non permettendo fare.
    Anzi, dice l’esatto opposto: Il governo non deve dimettersi se viene bocciata una sua proposta,evidentemente non con un voto di fiducia che non è permesso.
    Si continua a ritenere erroneamente che il fatto di avere la fiducia dalle camere permetta al governo di scrivere le leggi impedendo la presentazione degli emendamenti, ma tutto questo più che falso è sovversivo.
    Il governo non può approvarsi le leggi tanto è vero che l’articolo 76 lo specifica, la funzione legislativa non può essere delegata al governo.
    L’articolo 72 afferma poi che le leggi devono essere approvate articolo per articolo, e questa è indiscutibilmente “la procedura normale di esame e di approvazione delle leggi” descritta nell’ultimo comma dello stesso articolo dove c’è anche la lista delle materie nelle quali non è possibile derogare a questo principio.
    E nella lista sono presenti le leggi costituzionali, elettorali, delegazione legislativa,approvazione bilanci ecc. ecc.
    Significa che per queste leggi l’approvazione deve avvenire articolo per articolo.
    Non si paventa un voto di fiducia governativo,perché come spiegato in precedenza la costituzione non lo ammette, e tantomeno  si paventa un maxi emendamento che riscrive l’intero testo ad esempio sulla legge elettorale o sulla finanziaria che devono essere approvati articolo per articolo ai sensi del già citato articolo 72 primo comma della costituzione.
    L’articolo 72 nei commi intermedi permette invece una “sotto specie” di voto di fiducia, che però non riguarda solo il governo, in quanto anche il parlamento può chiedere di arrivare subito all’approvazione finale un testo con le sole dichiarazioni di voto.
    Ma innanzitutto questo può accadere solo su delimitate materie, e quindi evidentemente quelle escluse dal successivo ultimo comma dell’articolo 72 già citato in precedenza (leggi costituzionali,elettorali,di bilancio) e su un testo che evidentemente è immodificabile ma non è un emendamento bensì trattasi di un testo base della commissione.
    Non esiste in natura un maxi-emendamento del governo che riscrive l’intera legge sulla quale viene posto un fantomatico voto di fiducia magari in materia elettorale, di bilancio o di delega legislativa.
    Ovviamente la furbata del maxi emendamento sta nel mettere tutto il testo su un solo articolo e poi fare un voto a chiamata per appello nominale.
    Ma questa è la procedura con la quale entra in carica il governo, non è in alcun modo sovrapponibile alla procedura per approvare le leggi.
    Uno perché non c’è scritto si possa fare, due perché la costituzione obbliga all’approvazione articolo per articolo su determinate materie..

     
  • giamps78 19:51 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il #rosatellumbis è forse la peggior porcata di sempre 

    Il #rosatellumbis è forse la peggior porcata di sempre
    Penso che il rosatellum si contenda con l’italicum il riconoscimento di “peggior porcata di sempre”.
    Ne ho viste di leggi elettorali scritte male, ma questa rischia di batterle tutte,speriamo che almeno in commissione il testo possa migliorare, ma ne dubito visto che i promotori hanno avuto 3 mesi per scrivere qualcosa di decente e ancora una volta hanno scritto delle indegne indecenze.
    Fra le righe della legge c’è uno scambio di voti e seggi di forze politiche satelliti con le forze politiche che superano il 10% dei voti.
    Abbiamo appunto uno sbarramento di coalizione dove le forze che a livello nazionale supereranno l’1% ma non il 3% consegneranno seggi alla forza politica dominante nella coalizione.
    In cambio cosa avranno?
    Ma è ovvio,avranno delle poltrone attraverso l’uninominale!
    Quindi partiti dell’1% servi del loro capo di coalizione avranno seggi in parlamento,mentre partiti del 2,9% che corrono da soli e che sono indipendenti resteranno fuori.
    Tutto questo è indegno.
    Fanno la legge che serve a loro,solo per loro portano lo sbarramento all’1%, per gli altri rimane al 3%.
    Quando io proposi i collegi uninominali con le coalizioni proposi un numero massimo di liste collegate, ad esempio 4, in un numero minimo di collegi, ovvero nel 60% dei collegi a livello nazionale o regionale per il senato.
    Questo per evitare che le schede elettorali fossero prese di mira da liste civetta e simili o che il capetto locale potesse utilizzare le coalizioni come tram.
    Il capetto del partitino locale avrebbe potuto candidarsi come indipendente nell’uninominale, come accadeva nel mattarellum, ma senza l’appoggio di nessuno dei 4 partiti che formavano la coalizione della parte politica più vicina alla sua.
    O si sarebbe candidato in quella coalizione ma senza il simbolo del suo partito perché tutti gli slot erano già occupati.
    Allora si che la legge avrebbe avuto un senso.
    Invece qui il capo della coalizione ha la capacità di decidere per la vita e la morte di tutta una miriade di partitini che nasceranno apposta per superare semplicemente l’1% e consegnare alla coalizione quei voti per ottenere in cambio dei seggi nei collegi uninominali.
    Saranno seggi dati a chi è subalterno al capo della coalizione.
    Già mi immagino il partito animalista prendere l’1,1% e portare in parlamento 4 rappresentanti attraverso i collegi uninominali mentre i partiti più grandi della coalizione ottengono i seggi di quell’1% con degli eletti attraverso delle liste bloccate che attraverso voti dati ad un’altra listandell’1% otterranno il seggio attraverso il proporzionale.
    No,così non si scrivono le leggi elettorali,discriminando chi ottiene il 2,5% e resta fuori da chi ottiene l’1%, o magari anche meno ed entra nell’aula facendo il leccapiedi del capo della coalizione, peraltro coalizione quasi certamente senza alcuna maggioranza, e quindi il giorno dopo c’è il rischio di avere una grande confusione parlamentare, causata non dallo sbarramento basso, ma dalla legge elettorale assurda.

     
  • giamps78 12:56 il 27 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Almeno 2 trattati “comunitari” sono incostituzionali: Chi ha giurato sulla costituzione la faccia rispettare 

    Trattati comunitari incostituzionali…

    I grandi giuristi politici-costituzionali affermano di voler inserire nella costituzione della repubblica italiana una frase che permetta alla stessa costituzione di essere in qualche modo “superiore” ai trattati internazionali ed in particolare ai trattati europei, perché a parer loro oggi non è così ovvero un trattato internazionale potrebbe soprassedere al dettato costituzionale, ed invece secondo costoro la costituzione tedesca prevedrebbe questo tipo di subalternità.
    Come ho già scritto altre volte le cose non stanno così.
    L’articolo 117 al primo comma dice esplicitamente che la potestà legislativa (che è esercitata dallo stato e dalle regioni) deve si rispettare i vincoli comunitari, ma anche la costituzione stessa.
    E siccome non esiste vincolo comunitario che abbia assunto validità senza prima un voto del parlamento italiano, si evince che anche i vincoli comunitari,validi proprio perché il parlamento italiano li ha “convertiti” devono rispettare in pieno il dettato costituzionale.
    Dunque un vincolo comunitario che fosse contrario alla costituzione sarebbe eliminato dalla corte costituzionale italiana e non sarebbe più in vigore in quanto la decisione della corte risulta retroattiva e le regole europee sancivano (prima dell’entrata in vigore degli ultimi trattati) che solo l’unanimità nell’approvazione di tutti gli stati membri facesse entrare in vigore tale trattato all’interno dell’unione europea.
    Quindi una bocciatura della corte italiana di una qualsiasi legge (ordinaria) di “conversione” di un trattato comunitario fatta dal parlamento italiano corrisponde all’annullamento di tale trattato in tutta l’unione europea, non solo in Italia.
    Tutto questo per dire cosa?
    Intanto per ribadire che una legge ordinaria con la quale il parlamento italiano approva i trattai comunitari non corrisponde ad una legge costituzionale che ha un diverso metodo di approvazione e può prevedere un referendum confermativo.
    Gli stessi trattati europei denominati “costituzione europea” possono e anzi io credo debbano essere soggetti ad un ricorso presso la corte costituzionale anche da parte delle regioni italiane oltreché da un nuovo prossimo governo nazionale, e con motivazioni varie che tenterò di spiegare in seguito.
    Innanzitutto si prevede una cessione di sovranità della repubblica italiana all’unione europea, ma con una bella differenza rispetto al passato.
    In passato c’era l’unanimità, quella cosa che ho appena finito di spiegare:
    Se uno stato non era d’accordo saltava l’intero trattato comunitario, è successo in passato con il referendum francese che ha eliminato quella che vilmente veniva chiamata “costituzione europea”, poi riproposta e purtroppo approvata con un differente testo.
    E tale principio resta valido per tutti i vecchi trattati approvati all’unanimità, che se dunque fossero dichiarati incostituzionali decadrebbero come spiegato in precedenza.
    La stessa “costituzione europea” risulta approvata all’unanimità e dunque decadrebbe in tutta l’unione in maniera retroattiva se una corte la dichiarasse incostituzionale.
    Stavo spiegano i motivi che renderebbero a mio giudizio incostituzionale tale trattato:
    Tale trattato stabilisce a propria volta che non è più necessaria l’unanimità degli stati membri per approvare i successivi trattati comunitari, tra i quali a propria volta sono previsti trattati internazionali ad esempio sul commercio con l’estero.
    In poche parole la costituzione italiana stabilisce punto per punto le materie dove lo stato italiano ha la competenza legislativa,quello dove le regioni hanno la competenza legislativa (nella fattispecie “a ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello stato) , nonché la legislazione concorrente tra stato e regioni.
    Quindi in pratica tutto l’universo delle competenze legislative risulta “esplicitamente” assegnato o allo stato o alle regioni.
    Il tutto è ancora più esplicito all’ultimo comma del 117 dove la costituzione prevede che le regioni nelle materie di loro competenza possano “concludere accordi con stati” nelle materie di propria competenza.
    Quindi anche le regioni italiane possono sottoscrivere trattati internazionali ed il commercio con l’estero risulta una materia concorrente che però lo stato ha regalato completamente all’unione europea.
    Completamente significa che l’unione europea può prendere decisioni in merito e far entrare nel sistema legislativo italiano delle norme anche se il parlamento fosse contrario.
    Qui bisogna fare una distinzione, i binari sono due e sono paralleli.
    Un conto è una legge costituzionale che concede esplicitamente sovranità ad enti superiori dichiarando quali materie vengono cedute.
    Altro conto è una legge ordinaria che “converte” un trattato comunitario che non può cedere sovranità ad un ente superiore che non adotti più il principio dell’unanimità per l’approvazione di nuove normative e addirittura di nuovi trattati senza nemmeno l’assenso del parlamento italiano o delle regioni competenti per materia.

    Non è possibile immaginare il rispetto dell’articolo 1 della costituzione, la sovranità appartiene al popolo nel momento in cui il parlamento italiano(o una regione  su una materia di sua competenza) votando contro ad un provvedimento, vede comunque entrare in vigore lo stesso nell’ordinamento italiano.
    Ed il trattato che istituisce tutto questo non ha avuto, ed ecco il secondo binario, nessun voto nella conferenza stato regioni ed è stato approvato dal parlamento con una legge ordinaria e non invece con una legge costituzionale.
    Essendo che tale trattato dichiara esplicitamente che anche un voto negativo del parlamento italiano può essere reso inutile da una maggioranza qualificata di popolazione europea o di numero di stati membri della UE, risulta evidente che le competenze “esplicitamente” elencate dalla costituzione italiana e appartenenti a stato e regioni vengono letteralmente bypassate andando quindi contro l’articolo 1 della costituzione in cui si afferma che la sovranità nella repubblica italiana appartiene al popolo, cosa non vera non essendoci più l’unanimità europea con la nuova costituzione europea non costituzionalizzata in Italia se non con una legge ordinaria e con un trattato che regala all’unione europea il commercio con l’estero by-passando di fatto le regioni e lo stato italiano.
    Per questo motivo chi ha giurato sulla costituzione italiana,non sulla costituzione europea, deve farla rispettare dichiarando incostituzionale la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che ha creato la cd. Costituzione europea, nonché la legge ordinaria approvata dal parlamento italiano che regala (senza alcun controllo da parte di regioni e parlamento italiano) il commercio con l’estero, tra l’altro materia concorrente tra stato e regioni.
    Solo una legge costituzionale, non un trattato, non una legge ordinaria, può modificare la potestà legislativa descritta nella costituzione, o al limite, come indicato nell’articolo 117, dove si afferma che lo stato può delegare le materie alle regioni.
    Non mi risulta che ci sia scritto che possa delegarle alla comunità internazionale e se non è scritto nella costituzione tale delega non è costituzionalmente prevista, e quindi non si può attuare.
    L’unanimità permetteva il mantenimento di questa potestà legislativa, ora che non c’è più è palese l’incostituzionalità con il dettato esplicito contenuto nella costituzione.
    La cessione di potestà legislativa si effettua solo con legge costituzionale , non con leggi ordinarie, a meno che una legge costituzionale non lo preveda.
    Siccome nessuna legge costituzionale ha mai previsto una cessione esplicita di sovranità all’unione europea, tale cessione non ci può essere.
    L’unica legge costituzionale in tal senso è stata  un referendum confermativo in cui si parlava di “procedere all’integrazione europea” ma ha il valore di un ordine del giorno,oltre che un valore politico, ma nulla più perché dal punto di vista giuridico non sono espressamente indicate materie cedute a quella che allora era chiamata comunità europea.
    Quindi serviva una nuova legge costituzionale che contenesse esplicitamente tali modifiche puntuali alle materie di competenza o che contenesse la possibilità di delegare tali competenze a enti superiori così come si parla deleghe a enti regionali.
    La repubblica italiana non è composta dall’unione Europea, ne c’è scritto che l’Italia compone l’unione europea, dunque non si può regalare competenze con leggi ordinarie e senza che sia previsto, visto che nella repubblica italiana la sovranità appartiene al popolo, non il popolo europeo che può decidere anche contrariamente a quanto deciso nella repubblica italiana o nelle regioni.
    Le parole “obbligo comunitario” non significano niente se non è spiegato in che cosa consiste questa comunità ed ovviamente tale spiegazione essere fatta con legge costituzionale, stiamo dando per sottinteso qualcosa che giuridicamente non è sottinteso.
    Non è vero che manca il referendum popolare sui trattati europei, manca la corretta approvazione di tali trattati, nelle forme giuridiche opportunamente rafforzate.
    La costituzione non è modificabile se non con un procedimento rafforzato e questo non si può fare con una legge ordinaria.
    Si dirà che sono i trattati internazionali stessi a contenere queste regole , ma tutti i trattati internazionali sono stati approvati con leggi ordinarie, anche quello di Roma,quindi nella scala gerarchica delle fonti del diritto è di grado inferiore alla costituzione.
    In similitudine si prenda il caso del trentino, servono leggi costituzionali per modifiche statutarie, qui abbiamo creato una “costituzione europea” con delle leggi ordinarie.
    Altrimenti la corte costituzionale dovrebbe cancellare il commercio con l’estero tra le materie esplicitamente elencate e aggiungere che appartiene all’unione europea.
    Poi dovrebbe cancellare l’articolo uno e dire che la sovranità della repubblica italiana non appartiene più al popolo ma agli organismi comunitari, perché di questo si tratta vista l’impossibilità di dire no nel caso in cui vi sia una maggioranza qualificata europea.

     
  • giamps78 07:58 il 24 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    #leggeelettorale: Il quotidiano anti islamico “il tempo” ed il parlamento come bivacco di “manipolati” 

     

    il titolone nella in prima pagina del quotidiano il tempo di oggi riprende l’intercettazione di due persone di fede religiosa islamica.
    Il titolo generalizza parlando di “islamici pazzi per la legge elettorale #rosatellum che ha la soglia al 3%: così entriamo in parlamento ed è fatta”
    Un titolo balordo oltreché pieno di ignoranza.
    Di fronte a queste idiozie la pena minima sarebbe l’espulsione dall’ordine dei giornalisti, ma magari potremmo introdurre la sharia per i giornalisti che disinformano.
    Questo titolo giornalistico è di una gravità assoluta e questi non meritano di essere chiamati giornalisti in un quotidiano che in teoria non è nemmeno una testata di partito ma illude i lettori di essere nella più totale imparzialità.
    Cominciamo a smentire punto per punto quanto viene affermato.
    Lo sbarramento al 3% permetterebbe la creazione di un partito islamico.
    Falso, la camera dei deputati nella sua storia non ha mai avuto uno sbarramento superiore al 4%.
    Era zero per cento nella prima repubblica e mai un partito islamico si è candidato, eppure avrebbero potuto farlo, alla fine degli anni ’80 Israele aveva già fatto 6 o 7 guerre e gli islamici di tutto il mondo cominciavano a muovere i primi passi verso la jihad dopo che con le armi Israele prendeva pezzi di terra che negli ultimi 1600 anni non le erano mai appartenute.
    Nessuno sbarramento elettorale in Italia fino al 1994 e poi uno sbarramento del 4% fino al porcellum che ha lasciato il 4% ma ha dato modo anchi non lo superava (tipo SEL ed FDI) di entrare ugualmente in parlamento.
    Ora, che mi si dica che al 3% si fa il partito islamico e invece al 4% non lo si fa è totalmente assurdo.
    Quindi con il porcellum o con il mattarellum il partito islamico se fosse in programma lo si farebbe comunque, perché lo sbarramento è al 4%.
    In Germania ci sono milioni di turchi islamici che possono votare alle elezioni, lo sbarramento al 5% è ampiamente superabile, ma non c’è alcun partito turco che si avvicini minimamente all’1%, figuriamoci al 5%.
    Quindi ciò che scrive il quotidiano “il tempo” è privo di fondamento.
    Tra l’altro usano delle intercettazioni che probabilmente sono come sempre ottenute abusivamente, e che sarebbe illegale pubblicare.
    Ma poi sono intercettazioni di due poveri cretini, che non sono pazzi per il rosatellum (bis) sono pazzi e basta.
    Bene, tanto basta al caporedattore per farci il titolone per istruire i lettori pecoroni che non sanno distinguere notizie vere da falsità assolute scritte in totale malafede.

    Ma anche se fossero diecimila e non due persone che vogliono farsi un partito, ci lamentiamo di cosa?!?
    Avessero detto che vogliono farsi esplodere, magari in parlamento!
    Mi pare che la democrazia serva per rappresentare le istanze della popolazione non per impedire che possano farlo.
    “Entriamo in parlamento ed è fatta”.
    È scritto nel titolone di prima pagina.
    Fatta cosa?
    Entrano in parlamento, e che cosa fanno dopo che sono entrati?
    Niente, premono il pulsantino come tutti gli altri.
    Piuttosto facciamo uno sbarramento al 5% per le testate giornalistiche…
    Di modo che possiamo eliminare quelle sotto una certa soglia, non si sa mai che due pazzi islamici decidano di aprire un giornale, anche in quel caso sarebbe fatta!
    La verità lampante che esce fuori da tutto questo è una sola:
    NON SI RIESCE A PENSARE AD UNA LEGGE ELETTORALE SE NON NELL’OTTICA DI TRARNE UN VANTAGGIO DANNEGGIANDO ALTRI.
    Altro che “la legge elettorale non è un vero problema,i problemi sono altri” come ha titolato più volte quel quotidiano.
    È esattamente l’opposto, la legge elettorale è fondamentale, tanto che si presume possa consentire l’eliminazione preventiva di partiti avversi, ma io penso più all’eliminazione dei dissidenti politici, quelli nominati dal gran capo che devono restare al guinzaglio tanto più con una legge elettorale avversa e fatta di nominati in parlamento.
    Come nel proverbio “al contadin non dire  quant’è buono il formaggio con le pere” , ma tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino…
    Beh, abbiamo avuto 60° anni di democrazia cristiana al governo se anche un partito islamico superasse l’1% e grazie agli sbarramenti dimezzati entrasse in parlamento con 3 rappresentanti non sarebbe nulla di male.
    Che poi in parlamento ci sono già degli islamici tipo quello del PD.
    La legge elettorale non è un problema se il gran capo può nominarsi i parlamentari e può minacciarli tutti i giorni se non votano ciò che lui decide, ma diventa un  gigantesco problema se il popolo “non impara a votare” se non avviene la coercizione del voto, se i cittadini sono liberi di scegliere di votare per chi vogliono loro senza la paura di buttare via il proprio voto perché vincono i comunisti (che non entrano più in parlamento da oltre 10 anni).
    Qui c’è semplicemente la visione di un parlamento come un bivacco di “manipolati” schiaccia bottoni e l’eliminazione degli avversari dalla scena politica.
    Ladro piccolo non rubare che il ladro grande ti fa arrestare.
    E quello che non poteva nemmeno essere eletto nel 1994 visto che usufruiva di concessioni pubbliche ma ha usato quelle concessioni per farsi pubblicità ed entrare in parlamento?
    a causa della legge elettorale che aveva eliminato i partiti della prima repubblica si trovò in maggioranza e non votò mai la sua decadenza…

     
  • giamps78 17:10 il 22 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non è vero che con la presenza dei collegi uninominali non ci può essere anche un premio nazionale 

    il presidente della commissione affari costituzionali della camera ha affermato che vista la presenza dei collegi uninominali non vi può essere anche la presenza del premio di maggioranza,nazionale per la camera e regionale per il senato,questo non è proprio vero,basta che ci sia uno scorporo fatto bene e ciò diventa possibile.

     

    Il modello italiano del mattarellum al senato scorporava i voti ottenuti dalle forze politiche,invece il modello tedesco scorpora i seggi uninominali vinti e non quindi i voti.
    questo sembra di poco conto ma nei fatti permette aggiungere un premio di maggioranza a livello nazionale.
    Difatti molti esponenti politici hanno affermato che con l’aggiunta dei collegi uninominali non sarebbe più possibile aggiungere un premio,alla prima lista o alla prima coalizione, che riescano a superare il 35%.
    Ma ciò non è vero…
    È possibile ma solo a determinate ed occulate condizioni.
    Lo scorporo elettorale “alla tedesca” sottrae i seggi vinti,non i voti ottenuti, dunque se una forza politica ottenesse ad esempio 100 seggi uninominali ed il 36% dei voti a livello nazionale alla camera dei deputati, otterrebbe il premio del 15% che farebbe arrivare il totale dei seggi ottenuti al 51%, non dunque al 51% più ulteriori 100 seggi.
    Si avrebbero cioè da sottrarre quei 100 seggi uninominali al 51%,non dunque aggiungendo premio a ulteriore premio.
    Quindi è possibile farlo ritornando nel solco della proposta fatta in precedenza dal movimento 5 stelle.
    Anzi, si può aggiungere anche il voto disgiunto,tanto la vittoria nel collegio uninominale non preclude la vittoria a livello nazionale essendo i seggi uninominali diminuiti rispetto alle prime stesure della legge.
    Uno scorporo di questo tipo permette quindi di diminuire le distorsioni ed è possibile proprio perché c’è una sola scheda nella quale si vota sia per l’uninominale che per il proporzionale.

     
  • giamps78 11:00 il 22 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il #rosatellum bis è un papocchio cottolengato! 

    Il #Rosatellum bis è un papocchio cottolengato!

    Mentre leggevo il testo del rosatellum bis non credevo ai miei occhi!
    Mi domandavo: Ma sto leggendo quello che sto leggendo?!?
    Non so se siano sviste, strafalcioni o un qualche cosa di voluto, spero le prima.
    Innanzitutto è una legge complicatissima da leggere, invito chi l’ha scritta a leggersi quella scritta per eleggere il senato nella prima repubblica, capisco che l’assemblea costituente conteneva anche contadini analfabeti e molti meno avvocati e laureati, ma è tutta un’altra cosa per semplicità e comprensione.
    Il fac simile di scheda elettorale del rosatellum bis sembra fatto da zio fester della famiglia addams!
    Inizialmente non capivo perché dover mettere il candidato nel collegio uninominale al di sopra dei contrassegni elettorali delle forze politiche e non invece di fianco come avviene ad esempio per l’elezione dei sindaci…
    Poi ho capito perché: Devono cercare di nascondere il più possibile il nome e il cognome del candidato nel collegio uninominale in quanto la gente metterebbe la “x” magari solo lì evitando di votare per le liste che lo sostengono.
    A tal proposito il rosatellum bis fa una cosa bizzarra, fa uno “scorporo al contrario!”.
    Invece di prendere i voti ottenuti dal candidato nel collegio uninominale e sottrarli alle liste che hanno già ottenuto quel seggio uninominale, si fa l’esatto opposto, incredibilmente.
    il voto dato al solo candidato uninominale, nel caso in cui vi siano coalizioni, certamente non può essere distribuito a tutta la coalizione.
    Soprattutto perché questo avviene “proporzionalmente” ai voti ricevuti dalle liste in quella circoscrizione.
    E se tutti gli elettori mettessero una sola  “x” solo sui nomi e sui cognomi dei candidati dell’uninominale a chi verrebbero dati quei voti proporzionali?
    No scusate, qui siamo fuori dal solco democratico,sembra il meccanismo dell’8 per mille alla chiesa cattolica: Una piccola percentuale dà il suo 8 per mille e questa piccola percentuale dirige soldi anche per tutti quelli che devono dare l’8 per mille ma non scelgono a chi darlo.
    Pensare di aggiungere voti ad una forza politica in base ai voti dati da altri cittadini non esiste in natura.
    Semmai quello che andava fatto era l’esatto opposto,sottrarre i voti dalle liste , non aggiungerli, e sottrarre solo quelli che hanno fatto vincere il seggio uninominale.

    Ovviamente se c’è come nel caso precedente una sola “x” e tale “x” è situata sul nome e sul cognome del candidato uninominale vincente (o perdente) nel collegio, quel voto non è un voto valido a livello ne di proporzionale ne di scorporo.
    Quello è solo un voto maggioritario.
    Lo scorporo individua solo i voti delle liste che hanno fatto vincere il collegio, ovvero le doppie “x” sia sul candidato che sul partito.
    Altre due considerazioni veloci prima di passare all’altro patatrac contenuto nella legge.
    1)non c’è il voto disgiunto, e si capisce visto che cercano di far scomparire dalla scheda il non ed il cognome dei candidati nell’uninominale e annullano i voti di chi vota per una lista ma per un’altro candidato. (p.s. In questo caso se ci fosse stato sia scorporo che voto disgiunto il voto sottratto dalla vittoria nell’uninominale sarebbe appartenuto ad una lista avversa).
    Non c’è alcun premio nazionale del 15% al raggiungimento del 35% dei voti, se invece ci fosse stato un vero scorporo questo sarebbe stato possibile, e ovviamente sarebbe stato un 35% sottraendo i voti dei collegi uninominali vinti.
    Passiamo all’altro patatrac:
    Per come è scritto il rosatellum bis, se una lista ottiene il 5%, ma anche il 9% ed è in una coalizione che non supera il 10% , questa rimane esclusa dal parlamento.
    Si, se una lista è da sola e supera il 3% entra in parlamento, se una lista è in coalizione e tale coalizione non supera il 10% resta fuori.
    Questo porta ad altri strafalcioni:
    Se una lista ottiene ad esempio il 3,5% ed è l’unica lista a superare il 3% in una coalizione che supera il 10% (ad esempio ci sono altre 4 forze coalizzate che sono intorno al 2%) tutto il 10% lo prenderà laforza politica che ha ottenuto il 3,5%!
    Altro strafalcione:
    I voti di una forza politica che prende a livello nazionale lo 0,9% non sono conteggiati a livello nazionale nella sua coalizione per la ripartizione dei seggi, semplicemente sono voti che scompaiono ma che sono serviti nei collegi uninominali.
    No ma dico, se lo sbarramento l’hanno messo al 3% e non invece all’1% che c’azzecca questo 1%?
    Serve per garantire le poltrone alle persone fidate, eliminando dal parlamento i partiti piccoli ma liberi.
    A loro la libertà non piace, a loro piace la caserma.
    P.p.s
    Tra l’altro ieri prima di leggere il testo avevo detto: Ma perché dire no aprioristicamente alla proposta, basta aggiungerci le preferenze.
    Bhe mi sbagliavo, la legge fa proprio schifo, e tra parentesi sono anche tutti nominati.

     
  • giamps78 17:18 il 20 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Anticipo pensionistico per donne con figli ed i sindacati che vogliono allargare platea a coppie omosessuali e stranieri 

     

    Passi pure il concetto della donna che è  incinta(in Italia) e che quindi fisicamente avendo una conformazione diversa rispetto all’uomo può aver diritto ad andare in pensione 6 mesi prima per ogni figlio.
    giustamente nel caso di gravidanze può e deve esserci una differenza nell’età di pensionamento che favorisca quest’ultima di fronte alla normativa europea che dichiara l’obbligo di avere la stessa età di pensionamento per uomini e donne.
    Ma stop,qui finisce,non è che come chiedono i sindacati adesso si devono tirare dentro anche i figli adottivi e i figli la cui gravidanza non è stata condotta in Italia.
    Anche perché qualcuno potrebbe domandare perché la donna si e l’uomo no?
    Se un figlio è adottato non c’è differenza tra padre e madre, non c’è differenza di conformazione fisica, la madre non è rimasta in cinta, non ha avuto impedimenti fisici, e francamente ho già capito dove vogliono andare a parare: Ai bambini “adottati” dalle coppie omosessuali e agli extracomunitari che arrivano qui già adulti… una cosa inaccettabile.
    Se la donna resta incinta e poi vende suo figlio ad una coppia omosessuale, dal mio punto di vista nessuno di questi soggetti merita alcun mese di anticipo pensionistico,anche perché l’utero in affitto è illegale, vogliamo pure premiare questi comportamenti?
    Perché mai se qualcuno adotta dei figli che arrivano dall’estero si dovrebbe dare,tra l’altro alla sola donna, dei vantaggi pensionistici?
    È assurdo.
    Ritornando al discorso precedente: i permessi lavorativi parentali valgono sia per le mamme che per i papà,così come nulla vieta ad una donna di lavorare mentre l’uomo fa le faccende domestiche, una legge deve tenere conto di questo non può generalizzare.
    Se un figlio è adottato e la donna non è rimasta in cinta, il padre può fare la stessa fatica che fa la madre nell’allevarlo, perché dunque la legge dovrebbe dare unidirezionalmente alla donna questi sei mesi e non ad esempio 3 mesi e 3 mesi?
    Per me dovrebbero essere dati zero e zero, non 3 e 3, ma nemmeno aprioristicamente 6 e zero altrimenti si va contro la legge europea e l’uguaglianza dei sessi.
    Dovrebbe valere esclusivamente per le donne che abbiano portato avanti una o più gravidanze(in Italia), e che abbiano cresciuto i figli e certamente non dati in adozione e nemmeno adottati.
    Altrimenti la legge non può scegliere aprioristicamente quale dei due sessi fa la fatica di allevare tale figlio, può essere la donna o l’uomo, oppure la legge dovrebbe stabilire dei parametri per decidere a quale dei due genitori spettano tali mesi di anticipo pensionistico.
    Per quanto riguarda i figli adottati cosa facciamo, il doppio bonus?
    6 mesi a chi partorisce,e poi fa adottare il figlio 6 mesi per chi lo adotta per un totale di 1 anno per un solo figlio?
    Impossibile.
    Qui ci sono i soliti sindacati che cercano varchi per aumentare la spesa pubblica

     
  • giamps78 14:58 il 16 September, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini si arrabbia con Bossi per il blocco dei conti correnti della Lega Nord,ma ha speso lui quei soldi! 

     

    I giudici hanno bloccato i conti correnti della lega nord dopo la sentenza sui bilanci errati presentati dal partito che avrebbe come conseguenza la restituzione di tali somme, alcune decine di milioni di euro.
    Innanzitutto penso che Matteo salvini non possa prendersela con Umberto Bossi, in quanto è stato lui a spendere materialmente quei soldi.
    Basta guardare le entrate e le uscite della lega in questi ultimi anni e si vede chiaramente che i soldi spesi sono di più dei soldi che sono entrati e tali spese sono state fatte su ordine Matteo salvini.
    Bossi aveva fatto sapere a salvini che i soldi contestati nel processo non dovevano essere usati, ma lui li ha usati lo stesso.
    E questa azione è stata da lui intrapresa in maniera volontaria, e successivamente verso la fine di questo articolo ritornerò su questo discorso perché si collega ad un secondo filone.
    Salvi i dice che l nuova segreteria non può essere responsabile la vecchia ma ha usato i fondi ottenuti da quella vecchia per fare campagna elettorale,quindi è a se stesso semmai che dovrebbe fare causa, se non fosse, come ho scritto in precedenza, una possibile tattica per uscire dall’impasse.
    Infatti se è vero che salvini ha usato i soldi investiti nei diamanti in Tanzania, è anche vero che quei soldi sono stati usati in maniera del tutto regolare per fare campagna elettorale.
    L’averlo usati in modo regolare dimostrerebbe,carte alla mano che quei soldi spettavano di dirotto al partito.
    In poche parole la legge affermava ad ogni voto ricevuto ogni partito avrebbe dovuto ottenere se non ricordo male 5€.
    Questo secondo la legge sui rimborsi elettorali che non è la legge sul finanziamento pubblico abrogato negli anni ’90.
    una irregolarità non elimina il diritto di quel partito ricevere tali somme, ma dovrebbe restituire solo ed esclusivamente le somme spese in modo scorretto.
    Ecco che dunque se sono stati acquistati dei diamanti in Tanzania, si è compiuta una irregolarità e dunque quei soldi devono essere restituiti alle camere.
    Ma se quei diamanti sono rivenduto e si ottiene indietro la stessa cifra e se tale cifra è poi stata utilizzata in modo regolare per le attività politiche e la campagna elettorale, allora l’irregolarità è sanata perché. Non c’è il danno erariale.
    Ci sarebbe il danno se nel frattempo quei diamanti avessero perso ad esempio la metà del loro valore, e tale.metà in questo caso sarebbe la cifra da restituire al parlamento.
    Quindi basterebbe che salvini portasse le carte di tutti i soldi spesi in questi ultimi anni, spiegano quanti soldi effettivamente mancano all’appello perché spesi irregolarmente, e solo per quei soldi varrebbe il blocco dei conti correnti perché sarebbe la spesa effettiva che ha creato il danno erariale.
    D’altra parte il PD di veltroni ha speso 12 milioni per la campagna elettorale del 2008 e ne ha ricevuto oltre 100.
    Se non si chiama più finanziamento pubblico ma rimborso elettorale avrebbe dovuto riceverne solo 12 ed invece ne ha ricevuto più di 100.

     
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