Abolire le pensioni minime, i 20 anni minimi di contributi, l’età minima di pensionamento

 

La riforma fornero è una pataccata indicibile,cosi i successivi tentativi di modifica.
L’introduzione dei 20 anni di contribuzione minima per poter ottenere una pensione è una vaccata che apre ad incongruenze che hanno dell’inverosimile e premia ancora una volta, come sempre, i più furbi.
Intanto non è vero che è stata la legge Fornero ad inserire l’aumento dell’età di pensionamento in base all’aspettativa di vita dando all’istat il potere di alzare le pensioni.
Non è stata la legge Fornero ma è stato il governo Berlusconi per iniziativa di giulio Tremonti.
Ed i grafici dei risparmi sono stati fatti allora e poi non sono stati mai aggiornati.
Difatti l’inserimento della contribuzione minima di 20 anni per poter accedere alla pensione determinerà in futuro dei risparmi pesanti, che non sono stati correttamente calcolati.
A tal proposito io credo che non siano stati calcolati perché tra poco tempo troveranno un costoso escamotage a quei 20 anni tramite i contributi figurativi, quindi tale calcolo dei risparmi, che oggi è errato per difetto, tornerà al pareggio.
Errore per errore e si appianerà il tutto.
Un sacco di persone lavoreranno magari solo 18 anni e saranno totalmente senza pensione e queste cifre non sono inserite correttamente nelle stime dei risparmi di spesa.
Poi ci penserà Berlusconi a regalare contributi figurativi alle casalinghe per far avere loro la pensione minima di 500 euro.
500 euro che in futuro diventeranno 600, vanificando quindi tutti i discorsi che stanno facendo in questi giorni boeri e Poletti sulle future pensioni dei giovani.
I giovani di oggi in futuro potranno andare in pensione con il contributivo solo se la loro pensione risulta essere almeno una volta e mezzo quella minima, cioè 1,5 moltiplicato per 500 euro.
Oggi discutono l’abbassamento di quell’1,5 al 1,2 e dicono di garantire così 600 euro ai futuri pensionandi.
Peccato che quando saranno alzate le pensioni minime, e sicuramente succederà così come è successo nel 2002, alla fine quell’1,2 equivarrà a quell’1,5 in termini assoluti, con una differenza: Le casalinghe avranno 20 anni di contributi minimali, probabilmente in buona parte figurativi, invece altri avranno magari 35 anni di lavoro ed una pensione solo di 1,5 volte superiore ed ha versato contributi veri a quelli che oggi ricevono una pensione per buona parte retributiva.
Io credo che mascherare questa realtà dipingendo un qualche cosa di irrilevante come una garanzia per la pensione dei giovani sia l’ennesima presa in giro messa in atto dalla propaganda renziana, ma le bugie hanno le gambe corte ed un domani tutte queste incongruenze saranno evidenti.
Invece la cosa giusta da fare è semplicemente quella di eliminare le pensioni minime, eliminare la quota dei 20 anni da lavorare per poter accedere al pensionamento ed eliminare l’età minima di pensionamento con il sistema contributivo.
Chi ha lavorato 10 anni (in Italia) e vorrà andare in pensione a 61 anni riceverà la pensione totalmente calcolata con il retributivo.
Se questa pensione è di 150€ poco importa perché eventualmente c’è la parte assistenziale,che non è previdenziale che andrà verificata con il modello ISEE , potrà implementare a 500€ la pensione.
Attenzione che ricevere una pensione da 150€ dà  comunque molti diritti tra i quali la reversibilità della pensione del coniuge.
Ovviamente non possiamo fare i furbetti come si fa oggi quando si abbassano gli indici di trasformazione delle pensioni retributive.
È vero che chiunque potrà andare in pensione quando vorrà. Ma ricevendo il giusto e non invece qualcosa che non è stato versato, ma chi lavorerà per più anni dovrà avere un indice di trasformazione più elevato ma sempre con riferimento non agli anni di contribuzione ma alla cifra versata.
È chiaro che chi versa 18 anni di contributi non può rimanere totalmente senza pensione e che chi non versa nulla ma riceve le tutele dei versamenti fittizi non può andare a prendere 500 euro al mese mentre chi lavora per 35 anni ne riceve 800.
Qualcuno può domandarsi: Ed i lavori usuranti?
Si deve agire anche qui sull’indice di trasformazione in base al numero di anni in cui si svolgono le varie mansioni e poi si fa una media e poi come accade per tutti quanti si sceglie la propria data di pensionamento senza avere età minima richiesta.

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