La farsa sull’eliminazione delle pensioni “assistenziali” erogate all’estero

 

Per una volta sembrava portassero avanti azioni incisive per ridurre l’enorme e assolutamente ingiustificata spesa pensionistica.
Sembrava…
Il presidente dell’INPS Boeri ha chiesto al parlamento di intervenire sulla tematica delle prestazioni “assistenziali” erogate all’estero, quali le quattordicesime ma anche l’adeguamento a 500 euro delle pensioni minime.
Alle camere hanno decisamente recepito il messaggio solo che ne è uscito come sempre un ragionamento deviato, astruso e privo del significato iniziale che ha come obbiettivo finale solo quello di “far pagare la parte assistenziale alla germania” per i pensionati che si sono recati in quel paese ed il continuare a pagare la parte assistenziale in tutti gli altri paesi che non erogano la parte assistenziale!
Siamo all’assurdo, è qualcosa di incredibile, si fa qualcosa per danneggiare solo germania.
Se questi geni non ci sono ancora arrivati faccio notare parte assistenziale della pensione EVIDENTEMENTE è TERRITORIALE, in quanto la territorialità è uno dei vincoli iniziali per ottenere l’assistenza e se viene a mancare la territorialità viene a mancare uno degli elementi  che hanno permesso l’erogazione dell’assistenza che quindi va sospesa. cioè essa viene erogata a chi è residente in italia tranne nei casi dove l’inps è obbligata a pagare e cioè nel corrispondere del denaro a causa della sottoscrizione di un contratto associativo allo scattare di una clausula in esso contenuta: Ad esempio sugli incidenti sul lavoro.

Se l’inps deve pagare, dovrà continuare farlo anche se qualcuno va all’estero in quanto stava pagando una assicurazione INAIL ed è un suo diritto percepire tali somme anche uscendo dai confini italiani, dopo tale incidente sul lavoro.
Ma l’adeguamento delle pensioni minime a 500 euro o la 14° (o l’assistenza ips ai preti che vanno all’estero) cosa c’è da spartire con tutto un infortunio inail?
Nulla…
Queste sono erogate come assistenza territoriale all’interno dello stato italiano, certo erogate alla persona, ma alla persona che abita in Italia..
Questo è il senso dell’assistenza, assistenza a chi è residente in Italia e credo proprio che sia scritto nero su bianco nella legge che le ha istituite.
Così come dall’estero un cittadino non ha i requisiti per chiedere l’erogazione di questa assistenza in italia, allo stesso modo non si può usufruirne quando si risiede all’estero anche dopo averne ottenuto l’erogazione, NON HA ALCUN SENSO GUARDARE SE NEGLI ALTRI PAESI È PRESENTE O MENO QUALCHE FORMA DI ASSISTENZA.
È pur vero che quell’assistenza non deve essere totalmente eliminata eliminando così il diritto del cittadino, e se qualcuno ritorna ad essere residente in Italia potrà riavere indietro l’assistenza.
Ovviamente questa mini-riformicchia non ha bisogno di coperture in quanto le pensioni all’estero sono erogate esentasse ed in molti paesi, tipo la germania di cui sopra, non sono in alcun modo tassate.
Se fossero state tassate dallo stato italiano allora vi era necessità di coperture finanziarie dovute alle mancate entrate.
Anche qui, non si capisce perché l’inps non trattenga la stessa cifra a tutti i pensionati ma li differenzi a seconda se vivono in Italia o all’estero.
Ma se vivono all’estero sarà la stessa inps a versare le tasse al paese di destinazione dall’emigrato, ovviamente La.differenza resta in Italia.
E poi non si capisce come si possa continuare ad erogare pensioni a persone che abbiano lavorato in Italia meno di tre anni e c
Che poi vanno all’estero ricevendo esentasse la pensione senza magari neppure avere la cittadinanza italiana.
Qui veramente si tratta di una truffa e dovrebbero indagare le forze dell’ordine.

Annunci