Nei mesi passati ho spiegato a più riprese i motivi che mi portano a ritenere sbagliata la formulazione della legge “richetti-di Maio” per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari.
La corte costituzionale quasi sicuramente boccerà questa legge.
Ma ora mi viene in mente l’unica possibilità per fare in modo che la corte ne permetta invece l’applicazione eliminando questo privilegio.
C’È stata una modifica della costituzione con l’introduzione del pareggio di bilancio, che ribadisco nulla ha a che fare con il fiscal compact.
Se si vuole fare una metafora con una persona sovrappeso che si ingozza, applicare il fiscal compact significa stringergli la cinghia mentre quello continua a mangiare, mentre il pareggio di bilancio lascia ferma dov’è la cinghia ma punta ad evitare che continui ad ingozzarsi e gli si dice che può mangiare quanto vuole ma senza aumentare il peso di un solo grammo.
Se fa attività sportiva e dimagrisce qualche kg, che nella metafora significa se c’è un taglio della spesa pubblica, si può mangiare e ritornare allo stesso peso precedente.
Altra metafora è il peso in base all’altezza, ma tutti sanno che ad un certo punto si smette di crescere, e sperare nell’aumento del prodotto interno lordo per far crescere il debito risulta totalmente assurdo.
Difatti come ho spiegato altre volte è l’inflazione ad essere volano di debito pubblico e della pseudo crescita del PIL, ma l’inflazione è inversamente proporzionale alla quantità di debito, è più alta dove il debito è più basso e più bassa dove il debito è più alto.
Ritornando nell’argomento principale, in questi ultimi anni c’è stata una modifica della costituzione: Il pareggio di bilancio inserito in costituzione.
Questo potrebbe essere un puntello fondamentale davanti ai giudici della corte: Quando la camera dei deputati ha ordinato che vi fossero dei vitalizi per gli ex-parlamentari non ha indicato alcuna copertura finanziaria.
Quando poi alla legge richetti-di Maio è stato chiesto un parere alla ragioneria dello stato ci sono voluti mesi per una risposta.
Ma se una legge del passato non contiene alcuna copertura finanziaria, può oggi essere considerata costituzionale?
Io credo di no, ma la corte viene chiamata a dibattere non sulla vecchia legge mancante di coperture, per decidere se è ancora costituzionale ma sarà chiamata a dibattere su una nuova legge che taglia “retroattivamente” gli effetti di una precedente legge che però  non è stata dichiarata incostituzionale.

È una norma di civiltà stabilire che un vitalizio, grazie al pareggio di bilancio inserito in costituzione, non può più essere erogato, perché quello crea debito al 100% e la costituzione non lo consente.
Ho messo tra virgolette la parola “retroattivamente” perché la norma totalmente retroattiva chiederebbe indietro tutti i soldi ricevuti negli ultimi decenni.
Il fatto che non si chieda indietro nulla ma che semplicemente si dica “da oggi non ricevete più nulla” è già qualcosa di diverso.
La legge di oggi stabilisce che da oggi non si erogano più i vitalizi, dov’è la retroattività?
Io non la vedo perché per me sarebbe più giusto andare a requisire 10 miliardi di euro ottenuti tramite i vitalizi da tutti gli ex parlamentari e dai loro successori.
Ma questo evidentemente non si può fare, questo si è un diritto acquisito.
Il 24 di ottobre la corte costituzionale dovrà esprimersi sul provvedimento che ha annullato il mancato adeguamento delle pensioni rispetto all’inflazione, una sentenza che potrebbe costare allo stato italiano qualcosa come 50 miliardi di euro, difatti più passano gli anni e più questi soldi “dovuti” ai pensionati aumentano anche in relazione ai successivi mancati scatti progressivi.
Ha ragione la corte nel dire che se c’è una indicizzazione questa va rispettata, sia per i ricchi che per i poveri.
dunque sarebbe stata meglio una riforma che ricalcolasse tutte le pensioni con il contributivo alle quali poi applicare il corretto adeguamento.
L’inps ha detto che alcune pensioni dei dirigenti ricalcolate con il contributivo sarebbero addirittura più alte,io credo proprio di no perché evidentemente prima di effettuare il ricalcolo dal monte contributi va  sottratto quanto effettivamente ricevuto in questi anni.
Il taglio medio sarebbe del 55%, ovviamente poi si fa come nel resto d’Europa: Si eliminano le trattenute statali.
Quindi pensioni più basse ma senza trattenute, questo consente di avere anche un risparmio sulle pensioni erogate all’estero per le quali già oggi non sono previste trattenute.
Se invece di erogare 100 a chi non ha versato abbastanza contributi e di questi 100 supponiamo 40 vanno in trattenute statali, si eroga 40 senza trattenute si passa da 60 ricevuti effettivamente a 40, alla quale si applica il giusto adeguamento all’inflazione.
Ma c’è però un punto sul quale la corte dovrebbe ragionare:
La vecchia previdenziale retributiva legge fatta dalla democrazia cristiana e dal pentapartito non ha coperture finanziarie.
È vero che tale legge non è più in vigore ma i suoi effetti continuano ed hanno portato all’elevato debito pubblico e ad un costo complessivo  per le pensioni che va oltre il 50% del totale della spesa pubblica italiana.

Siamo di fronte ad una legge che non è più costituzionale attualmente perché agisce sulle uscite che però devono essere pari alle entrate.
Di solito se la costituzione cambia allora tutte le leggi che non rispettano la costituzione devono essere adeguate.
D’altra parte questo è stato da sempre il lavoro della corte costituzionale.
Non è che di fronte al giudizio di costituzionalità di una legge ordinaria palesemente incostituzionale si è andati a vedere se tale legge fosse in vigore da prima dell’entrata in vigore del singolo articolo della costituzione o dell’intera costituzione.
Se una legge ordinaria del 1930 risulta incostituzionale, risulta incostituzionale rispetto all’attuale costituzione e non rispetto allo statuto albertino o alla costituzione del 1948…
Parlando poi di diritti acquisiti va precisato che chi riceve vitalizi o pensioni retributive non ha versato denaro o se l’ha fatto ha già ricevuto di più di quello che ha dato.
Tagliare una pensione retributiva non significa dunque togliere qualcosa che appartiene a tali persone ma evitare di dare qualcosa che non appartiene a tali persone che viene indebitamente versato, anzi in questo caso “debitamente” visto che va a finire nel debito pubblico che poi un domani qualcuno deve rifinanziare pagandoci pure gli interessi e che sarà impossibile da estinguere.
Ma se costoro hanno un diritto acquisito, non hanno un diritto acquisito pure quelli che oggi versano i contributi  che poi vanno a finire nelle loro tasche?
Diritto acquisito in epoca repubblicana significa che chiunque  può arrivare a goderne, ma non è questo il caso visto che le future generazioni non avranno quelle condizioni ma oggi sono costretti a pagare per dare soldi a quelli che oggi mantengono inalterate quelle condizioni.
Sarebbe diritto acquisito de valesse anche per il futuro, ma per tutti mica solo per costoro che rappresentano il passato.
Sarebbe diritto acquisito se quei soldi che ricevono appartenessero effettivamente a loro e non fossero invece obbligatoriamente versati dagli attuali lavoratori.
Se avessero versato 100 guai a chi tocca quei 100, pensioni d’oro o non pensioni d’oro.
Ma avendo versato 10 e ricevendo 100 hanno già ricevuto più di quello che hanno versato.
Sono soldi che appartengono ad altri,sono soldi che appartengono alla collettività, non può essere un diritto acquisito.
Altrimenti anche il re d’Italia dopo il referendum del 1946 avrebbe dovuto rimanere in carica fino alla sua morte,essendo un diritto acquisito il trono.
E la costituzione non avrebbe potuto requisire i suoi diritti civili e politici oltreché le sue proprietà.
Se si sono tolti i diritti civili al re allora si possono togliere le pensioni retributive ed i vitalizi ai parlamentari ,da subito,a tutti.
Ma non si può essere alternativamente un giorno per la cancellazione del pareggio di bilancio in costituzione e un giorno per usare tale pareggio di bilancio per togliere i privilegi.

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