L’inps ed i calcoli sbagliati dell’istat su innalzamento età pensionabile in base ad aspettativa di vita

 

 

Prima l’inps dovrebbe ricalcolare retroattivamente e con il sistema contributivo le baby pensioni (tenendo conto di quanto già ricevuto negli anni e delle trattenute pagate) e solo magari dopo dovrebbe alzare età pensionamento in base ad aspettativa di vita.
In ogni caso il sistema di calcolo utilizzato dall’istat per stabilire l’innalzamento dell’età pensionabile è concettualmente errato.
Infatti sono anche quelli che già oggi hanno la pensione ad alzare l’aspettativa di vita complessiva , ma a costoro tale mutamento di condizione non viene in nessun modo applicato.
Anzi accade l’esatto opposto…
E qui l’inps ha la coscienza sporca, perché più che sulla data di pensionamento si dovrebbe operare sull’indice che viene utilizzato come moltiplicatore nella parte contributiva della pensione.
Difatti tale indice viene decurtato anno dopo anno rendendo le pensioni contributive future sempre più  povere, ma non viene aggiornato alle pensioni in essere aumentando la disparità tra i trattamenti attuali e quelli futuri.
Se si vive 1 sanno in più non sono solo quelli che devono ancora andare in pensione ad essere gli unici a pagare il conto, ma anche quelli che in pensione ci sono già e che nelle statistiche contribuiscono a tale innalzamento.
Non sono forse anche loro a ricevere un numero più elevato di mensilità, e a farlo nel brevissimo periodo?
Altrimenti si facciano statistiche per “classi d’età”, per generazione.
Inutile dire,poi, che tale innalzamento di età è del tutto fuorviante perché 12 mesi fa dicevano che nel 2019, si sarebbe ridotta l’età pensionabile di 6 mesi, a causa della riduzione dell’aspettativa di vita (salvo poi dire l’esatto opposto 15 giorni fa promettendo un ulteriore aumento)
Peccato che 2 anni prima l’avessero aumentata di 6 mesi, e le personer a cavallo di queste due date hanno avuto o dei danni o dei benefici senza che vi sia stata una effettiva modifica della loro aspettativa di vita che non è variata in più o in meno ma poi è tornata allo stesso valore precedente.
Questo può accadere anche nell’arco di 20 o 30,anni creando ingiustizia e disparità di trattamenti,nulla che abbia qualcosa anche fare con l’equità.

p.s.

Onestamente non capisco perché i familiari di chi muore un giorno prima di andare in pensione non ricevono un solo centesimo dallo stato malgrado tutti i contributi versati mentre chi fa un matrimonio d’interesse con un anziano si piglia la reversibilità per tutta la vita senza aver versato contributi e magari senza neppure avere la cittadinanza italiana.
Il sistema pensionistico è completamente marcio se si considera che i pensionati che vanno all’estero non pagano un solo euro di tasse,non pagano l’imu sulla loro casa italiana che usano come seconda casa.
500 milioni di euro dati come vitalizi,come indennità,doppia pensione a ex politici…
Sindacalisti che vanno ancora in pensione con un “bonus retributivo” , attualmente sono in 16 mila a pesare su tutti i cittadini.

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