Il movimento 5 stelle è il nuovo partito della spesa pubblica.

 

Il movimento 5 stelle e Luigi Di Maio non hanno capito che non si può più fare debito.
Se nessuno acquista titoli di stato gli interessi salgono e lo stato italiano con il debito che si ritrova non può permettersi di pagare percentuali troppo elevate.
Quando sarà finito il quantitative easing è facile che nessuno abbia voglia di continuare con l’acquisto di titoli e quindi lo stato italiano resterà in braghe di tela.
Una nuova forza politica che da poco si è affacciata sullo scenario politico intende mettere in pratica le stesse politiche della vecchia democrazia cristiana, quelle stesse politiche che ci hanno fatto arrivare più volte a rischio default. Che fine ha fatto la democrazia cristiana? Scomparsa. Ecco perché attuare quelle politiche economiche fallimentari magari sul.momento possono dare un riscontro elettorale ma poi alla distanza eliminano chi le ha fatte dallo scenario politico e non sono convenienti.
Tutto questo è deprimente perché poi, a causa loro, i cittadini elettori non crederanno più a nessuno.
È palese e dimostrato che quel tipo di economia assomiglia sempre più al drogato sempre più nervoso in attesa della propria dose.
Vivere di debito e di inflazione potrà far salire di qualche punto percentuale il prodotto interno lordo così come il drogato che si è appena fatto una dose sembra stare meglio.
Ma la perdita di competitività generale del sistema paese farà peggiorare ulteriormente la situazione, proprio come un drogato che si è fatto per troppo tempo,per troppe volte.
Quello che invece la politica italiana dovrebbe fare è ottenere una proroga del QE per quanto riguarda i titoli di stato già acquistati di modo che quando arriveranno a normale scadenza siano riacquistati.
Infatti quando la BCE ritirerà dal mercato i soldi del QE avremo il ritorno del valore dell’euro a 1,40 sul dollaro con un grave danno per le imprese nostrane che esportano fuori dall’unione europea e avremo anche l’aumento dei tassi di interesse fino anche al 5% per il decennale.
Poi non abbiamo bisogno di spesa pubblica ne di aumentare buste paga ma abbiamo bisogno di deflazione,soprattutto deflazione tecnologica per guadagnare competitività nei confronti degli altri paesi europei.
Anno dopo anno abbiamo bisogno di una inflazione costantemente sotto quella degli altri paesi europei, così possiamo far aumentare l’occupazione.
Abbiamo bisogno di un prodotto interno lordo superiore all’inflazione, questo è indice di crescita economica.
Se il PIL è dell’1% ma l’inflazione è all’1,5% siamo in recessione anche se quei bravissimi economisti non ne sono a conoscenza malgrado tutti gli studi che hanno fatto.
Infatti come ho spiegato varie volte(https://giamps78.wordpress.com/2016/01/28/se-si-alzano-i-prezzi-non-si-compra-di-piu-ma-si-compra-di-meno/ ) abbiamo raggiunto il limite di saturazione dei salari.
Alzandoli ulteriormente non si aumenta il potere d’acquisto ma si manda fuori mercato i prodotti creati da chi ottiene l’aumento, quindi accade esattamente l’opposto, aumentare i salari significa diminuire i posti di lavoro e diminuire il potere d’acquisto che sarà mangiato dall’inflazione e in definitiva alzare i salari significa impoverire il tessuto sociale.

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