#leggeelettorale: Le incongruenze di lega nord e movimento 5 stelle ed i profili di incostituzionalità del #fianellum

In tempi recenti, al tempo dell’italicum spagnolo quello prima maniera, quello famoso del patto del Nazareno che Alfano da ministro dell’interno è riuscito a far modificare nella lettura tra la camera ed il senato, mi ricordo che si parlava di una norma “salva lega”, cioè di permettere a chi avesse ottenuto un congruo numero di voti nei piccoli collegi spagnoli,arrivando magari come primi ma senza riuscire a superare lo sbarramento, evitando che tali forze politiche restassero fuori dal parlamento.
Si parlava cioè di una eccezione allo sbarramento che non lasciasse fuori le forze locali.
La stessa lega nord piu volte è rimasta sotto lo sbarramento, si pensi ad esempio nel 2001 quando ottenne il 3,9% dei voti, restando fuori dal riparto proporzionale della camera dei deputati dove entrò solo grazie ai collegi uninominali.
Ecco, se si ripetesse nuovamente una situazione del genere, se cioè la lega not ottenesse questa volta il 4,9% dei voti, vincendo magari in 60 collegi uninominali, resterebbe completamente esclusa dalla rappresentanza,a differenza di quanto successe nel 2001.
Quindi c’è sia la possibilità che un partito regionalista con collegi uninominali relativi sia sovra rappresentato,sia quella opposta in presenza di un proporzionale puro con sbarramento che non riesca ad ottenere nemmeno un seggio arrivando primo in molti collegi uninominali.
Per non parlare di quando la lega Nord non era ancora nata e si presentò alle elezioni nazionali con i simboli di lega lombarda e Liga veneta e grazie all’assenza di sbarramento ottenne seggi che ne hanno consentito la crescita anche grazie ai soldi ricevuti ma anche grazie all’eco di un rappresentante eletto nelle istituzioni che fa campagna elettorale.
Infatti il soprannome di “senatur” dato dal popolo all’allora segretario della lega lombarda si deve solo ed esclusivamente alla completa assenza dello sbarramento elettorale.
Per quanto riguarda il movimento 5 stelle mi basta riportare quanto viene affermato nella proposta di legge Presentata nel 2014 dagli onorevoli Toninelli, cozzolino, dadone,d’ambrosio,lombardi etc etc, cioè la numero 2352:
“Si è cercato di riprodurre di fatto uno sbarramento simile a quello in vigore in Germania (l’unico paese che ha uno sbarramento del 5%, il quale , tuttavia,non preclude l’accesso alla distribuzione dei seggi alle forze politiche che vincono tre collegi uninominali).
Peraltro,dopo la sentenza n.1 del 2014 della corte costituzionale, uno sbarramento elettorale del 5%, da calcolare in un collegio unico nazionale ,specie se abbinato a circoscrizioni intermedie e a una formula elettorale selettiva quale quella che si adotta
rischierebbe di risultare costituzionalmente illegittimo,in quanto produttivo di eccessiva distorsivitá.
[…]”

Qui termina quanto riportato nella proposta di legge del movimento 5 stelle, che nelle righe successive continua trattando il tema delle preferenze e del voto disgiunto.

Peraltro, come ho avuto modo di spiegare nei giorni scorsi, la legge elettorale uscita ieri dalla commissione è incostituzionale anche per il singolare aspetto che riguarda “il passo del gambero” che i candidati fanno nelle liste.
Infatti con la medesima “x” l’elettore esprime il proprio voto sia per il collegio uninominale, sia per il listino posto sulla destra.
Quindi se l’elettore traccia una sola “x” sulla parte destra della scheda sopra ad uno dei candidati del listino plurinominale il voto viene assegnato automaticamente anche al candidato dell’uninominale che gli passerebbe davanti.
Ad esempio una espressione di voto di questo tipo dovrebbe annullare il voto stesso.
Anche nel caso di una sola “x” posta esclusivamente sull’unico contrassegno presente che viene assegnato a due distinte liste che sono tra loro concorrenti, ovvero lista proporzionale e lista uninominale infrange chiaramente il dettato costituzionale.
Cioè manca la possibilità per l’elettore di esprimere una chiara e univoca volontà.
La corte infatti ha sentenziato la possibilità di avere listini bloccati ma corti per avere conoscibilità dei candidati, ma il meccanismo che ho chiamato “passo del gambero” non lo permette affatto visto che le due liste,uninominali e proporzionali si mescolano a seconda del numero totale di voti ottenuti rispetto alle altre forze politiche, quindi a seconda dei voti ricevuti dagli altri partiti la lista viene numerata in un modo piuttosto che in uno diverso, ma non in base ai voti ottenuti da quel partito, in base ai voti ottenuti dagli avversari.
Inoltre trattasi dei medesimi identici voti calcolati sia sull’uninominale che sul proporzionale.
La corte ammette listini corti,anche se bloccati, ma dubito che potrà mai ammettere che la medesima ed identica “x” serva per creare un mix tra due diversi listini modificandone l’ordine.
Ecco perché nei giorni scorsi ho proposto che i 220 collegi uninominali siano veri collegi uninominali relativi cin un vero scorporo elettorale, mantenendo inalterata la parte sinistra della scheda elettorale,magari aggiungendo le preferenze.

Infine c’è un’altra palese incostituzionalità che riguarda l’emendamento del relatore fiano che a questo punto credo sia parte integrante della legge che permettendo assegnare a forze politiche concorrenti i seggi spettanti ad una forza politica nel caso in cui finiscano i candidati in lista.
Non scrivo nemmeno il perché, credo che si capisca…
Supponiamo ci siano ad esempio le tanto minacciate dimissioni di massa, il risultato finale sarebbe quello di dare seggi alle forze politiche che si vogliono avversare.
La realtà è che qui ci avviciniamo sempre di più alla legge acerbo travestita, con i super nominati tanto pochi sono i candidati visto che si possono candidare sia sull’uninominale che nel proporzionale.
Invece la proposta che ho fatto elimina la possibilità di candidarsi sia nel proporzionale che nell’uninominale, di modo che ci siano un numero maggiore di candidati e ci sia una vera selezione della classe dirigente,non una finta con la possibilità di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.

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