#leggeelettorale: Ecco perché il #fianellum è una porcata assoluta di livello astronomico!

Chi spiega all’onorevole cittadino Toninelli che non si può avere un sistema elettorale dove i collegi uninominali sono assegnati in base al risultato proporzionale e allo stesso tempo avere il voto disgiunto tra uninominale e proporzionale?!?
Non è mica difficile da capire…
Se è il voto proporzionale a far scattare il seggio bisognerebbe innanzitutto capire se questo voto proporzionale è basato sulle “x” ricevute dai contrassegni o se è basato sulle “x” ricevute dai candidati uninominali.
Infatti non si può dire nel contempo entrambe le cose!
Il voto disgiunto evidentemente divide in due parti la scheda e questo significa che i voti dati ai candidati nell’uninominale non sono voti che si possono conteggiare anche con voti proporzionali.
Accade la stessa cosa per l’elezione dei sindaci: Se un elettore mette la “x” sul contrassegno il voto viene assegnato anche al candidato sindaco, salvo che non vi sia una seconda “x” su un diverso candidato sindaco.
Ma se un elettore traccia una “x” solo sul candidato sindaco il voto non è calcolato nel proporzionale ma solo nel collegio uninominale che nel caso specifico è rappresentato dai confini comunali con l’elezione uninominale di una persona e cioè della figura del sindaco.
Ma noi in questo caso non abbiamo un collegio uninominale maggioritario come per i sindaci,abbiamo collegi che dipendono dal voto proporzionale e quindi se un candidato dovesse anche arrivare primo superando il 50% come previsto dal maxi emendamento presentato dall’onorevole Fiano NON sarebbe ugualmente eletto se alla sua forza politica NON sono assegnati seggi proporzionali (se ad esempio resta sotto il 5% di sbarramento) o se pur superando lo sbarramento ha un numero di seggi proporzionali assegnati che risulti inferiore al numero di collegi uninominali vinti superando il 50%.
Bisognerebbe poi analizzare  certamente l’astruso metodo di ripartizione utilizzato dall’onorevole Fiano per riuscire a far eleggere il 50% di rappresentanti nei collegi uninominali.
Si perché oltre a tutto quello precedentemente affermato c’è un punto fisso: Devono esserci il 50% di eletti nei collegi uninominali!
Questo lo hanno detto loro…
Ma come si fa ad ottenere 303 eletti nei collegi non è ancora dato saperlo!
Infatti par di capire che l’assegnazione del collegio uninominale sia una risulta del voto proporzionale ed i primi ad essere eletti sono quelli nel listino plurinominale!

Quindi teoricamente si potrebbero avere zero eletti nei collegi uninominali e tutti gli eletti presi dai collegi plurinominali!
Apro parentesi dicendo che questo non fa tornare i conti con il numero minimo di candidati da mettere in lista perché se tutti i candidati sono presi dai collegi plurinominali le liste di candidati devono essere raddoppiate nella loro lunghezza e questo trasforma la legge in incostituzionale come affermato dalla corte visto che sono listini bloccati!
Chiusa parentesi…
Ma poi c’è da interlacciare tutto con il numero massimo e minimo di candidati eletti nei vari collegi plurinominali che come dice la costituzione devono basarsi sul censimento ed essere a questo proporzionali.
Quindi l’astruso sistema di ripartizione non  potrà creare una elevata differenza in un territorio tra numero di eletti e numero di abitanti.
Quindi ricapitolando questo concetto: Potremmo avere zero eletti nei collegi uninominali, oppure potremmo avere 303 eletti nei collegi uninominali ma che abbiano ottenuto anche solo il 7% dei voti mentre chi in quel collegio ha preso ad esempio il 49% (o addirittura il 60% nel caso di assenza di seggi proporzionali) non risulta eletto.
Il vero sistema uninominale proporzionale NON funziona così.
Se viene superata la soglia nel collegio uninominale si assegna il seggio sempre e comunque, e c’è lo scorporo sui voti che sono serviti per ottenere quel seggio.
Se la soglia non è superata si assegna il seggio proporzionalmente in un collegio plurinominale, ma una volta assegnato uno di quei seggi proporzionali questi permettono l’elezione dei candidati nei collegi uninominali che abbiano ottenuto i migliori risultati nelle rispettive forze politiche tenendo conto del rapporto tra numero di eletti e numero di elettori secondo il censimento.
Questo significa che ci possono essere più eletti nei collegi uninominali,quindi magari 2 deputati su un collegio uninominale e si intende per preferenza la differenza di voti ricevuti tra candidati diversi della stessa forza politica in collegi uninominali differenti.
Invece il progetto presentato in commissione ed il successivo maxi emendamento rappresentano un gigantesco pasticcio che non è possibile aggirare nemmeno introducendo una seconda scheda elettorale perché com’è noto nel mattarellum funzionava esattamente così  e c’erano le liste civetta.

In conclusione non è possibile dire che ci saranno il 50% di deputati eletti nei collegi uninominali e dire contemporaneamente che c’è l’uninominale-proporzionale ovvero i collegi uninominali legati ai voti a livello nazionale.
Salvo che non si ritorni al rosatellum, ovvero ai collegi uninominali maggioritari relativi o che si abbandoni l’idea del numero fisso di eletti nei collegi.
Che poi sinceramente sia fianellum che rosatellum prevedevano il paracadute dei listini bloccari proporzionali per chi non fosse eletto nell’uninominale senza tener conto dei voti che quel candidato aveva preso in tale collegio.
In particolare nella proposta fiano avremmo potuto avere zero candidati eletti nei collegi uninominali ma quegli stessi candidati eletti nelle liste bloccate dei collegi plurinominali!
Una porcata astronomica.
Ma perché in vece di ste menate non si prende il vecchio mattarellum in vigore al senato della repubblica e lo si estende anche alla camera dei deputati?
Uninominale maggioritario secco con il 75% dei collegi, scorporo e assenza di sbarramento e collegi già disegnati.
Scommetto che lo voterebbe anche Alfano!

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