Sui #voucher il pasticcio Boschi-Gentiloni è “servito”!

Il decreto per abolire i voucher è stato fatto con l’unico intento di evitare il referendum,questo non l’ho insinuato io ma lo ha candidamente ammesso il presidente del consiglio dei ministri Paolo gentiloni.
A parte il fatto che io non ho notizia di una eventuale conversione eseguita dalle camere,pertanto entro 60 se tale decreto dovesse decadere avrebbe in ogni caso luogo tale referendum in quanto gli effetti di tale legge verrebbero meno retroattivamente.
Ma può essere che lo abbiano già convertito e che il sottoscritto sia disinformato.
Certamente se il decreto fosse ancora da convertire dubito che la scelta più opportuna sarebbe quella di modificare le politiche sui voucher tramite un’altra legge,la manovrina chiesta dall’Europa, e non invece tramite una modifica diretta di tale decreto.
Infatti è tale decreto ad aver fatto sospendere il referendum e la corte verifica su tale decreto se effettivamente il referendum abbia perso la sua ragione d’essere e dunque su tale decreto andavano inseriti questi nuovi voucher che il governo sta pensando di introdurre cambiando nome e aumentandoli da 10 a 12,5 euro per ora lavorata, senza però che possano essere acquistati in tabaccheria.
Il ministro Finocchiaro dice che chi parla di reintroduzione dei voucher dice una cosa non vera, perché questi non sono voucher.
O ci ha presi per stupidi oppure il governo sta mostrando per l’ennesima volta l’arroganza del potere.
L’Italia non può permettere un referendum,siamo arrivati a questo punto.
Altro si che la svizzera,qui studiano di notte come fare per evitare che il popolo possa decidere se questi voucher debbano o non debbano essere aboliti.
Aboliti,non è che poi arriva la boschi o gentiloni e li reintroducono.
La corte costituzionale più volte ha detto che se un argomento è stato oggetto di referendum abrogativo esso diventa vincolato rispetto alle leggi successive di modo che la volontà popolare non sia traviata dal legislatore,salvo che non vi sia stato un cambiamento di scenario che giustifichi tale cambiamento.
Qui che cambiamento di scenario c’è stato?
Sono passati 30 giorni da un decreto di abolizione della disciplina…
Prima ci deve essere il referendum,poi a seconda dell’esito il governo può agire di conseguenza.

Non si può fare un decreto governativo che pur di evitare un referendum crea un buco normativo e poi colmare questo buco reintroducendo ciò che il referendum voleva abrogare!
Se ora c’è un vuoto normativo in agricoltura e nei lavori famigliari c’è un solo colpevole: Il governo che ha tentato di fare il furbo con dei giochettini di una scorrettezza assoluta.
questa reintroduzione poteva anzi doveva trasformarsi in emendamenti governativi al decreto che ha eliminato i voucher ed essere subito dopo sottoposto al vaglio della corte che avrebbe poi stabilito per l’eventuale decadenza dei referendum.
E allo stesso modo dopo il referendum,in caso di vittoria del “si” e di superamento del quorum la corte avrebbe potuto prendere al vaglio questi nuovi voucher e dire se vanno contro la volontà popolare.
Quello che ha fatto il governo rappresenta uno smacco non solo al popolo detentore della sovranità ma anche alla corte costituzionale stessa.
Un consiglio: Si faccia questo referendum il più presto possibile,tanto il quorum non sarà superato…

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