Si al super ministro europeo delle finanze con poteri su bilanci stati dell’eurozona,ma a condizione che…

 

Sono favorevole alla creazione del super ministro europeo delle finanze che possa entrare a gamba tesa nei bilanci degli stati membri imponendo misure.
Sono favorevole anche a mantenere e addirittura anche a far aumentare il surplus commerciale tedesco.
Sono disposto a dimenticare che regaliamo all’Europa ogni anno ben 4 miliardi a fondo perduto di contribuzione netta anzi ad essere favorevole a dare all’Europa non più 4 ma addirittura 5 o 6 miliardi annui a fondo perduto.
Sono disposto a dimenticare che negli ultimi 25 anni abbiamo  regalato ,alla comunità europea prima e all’unione europea poi, oltre 100 miliardi di euro andati a chi ci ha fatto concorrenza sleale usando quei soldi per darli ai nostri imprenditori per fare le delocalizzazioni.
Sono diventato improvvisamente europeista che è sinonimo di masochista?
Ma certo che no!
C’È una condizione…una sola condizione:
Si faccia contestualmente un meccanismo per eliminare definitivamente lo spread.
Come?
Molto semplicemente con l’acquisto comune di un debito che però rimane separato tra stato e stato.
Chi compra un titolo di stato non sarà più a conoscenza a quale paese appartenente all’eurozona va questo finanziamento perché non sarà reso pubblico.
Il ministro delle finanze europee avrà anche il compito di rifinanziare i debiti degli stati della zona euro,senza eccezioni.
Si crea così la centrale unica per il finanziamento dei titoli pubblici degli stati che utilizzano l’euro.

Ovviamente chi non utilizza l’euro ma è nell’unione europea lo fa volontariamente e si tiene lo spread.
Altrettanto ovviamente un trattato di questo tipo toglie sovranità agli stati membri dell’eurozona,pertanto va costituzionalizzato ovvero ogni singolo stato dovrà inserire questa cessione di sovranità nella propria carta costituzionale ed eventualmente fare un referendum popolare confermativo come ad esempio può capitare in Italia.
Chi dirà si e avrà modificato la costituzione entro i successivi 2 anni,continuerà a far parte dell’unione europea e dell’euro.
Gli stati membri che diranno no resteranno nell’unione europea ma dovranno uscire dall’euro.
Questo vale anche per chi si trova già in questa situazione e vuole fare un referendum per cambiare la sua costituzione.
Ad esempio i cittadini polacchi polonia potrebbero dire si al referendum ma in quel caso la polonia entrerebbe da subito nell’euro.
Tutto questo per dire che lo stesso giorno in tutta Europa potrebbe svolgersi tale referendum ed in base all’esito si saprà chi vuole stare con la prima velocità e chi con la seconda.
Naturalmente il nuovo parlamento europeo eletto al termine di questa legislatura dovrà avere delle sedute apposite dove gli europarlamentari dell’eurozona si confrontano con il ministro delle finanze europee e dove si prendono le decisioni.
E tale ministro da tali europarlamentari dovrà ricevere un voto di insediamento ad inizio mandato.
Se è il caso si può pensare di far slittare di 12 mesi le elezioni europee per dar modo a tutti i paesi di modificare la costituzione  e di fare il referendum popolare il cui esito sarà decisivo per le scelte dei che dovranno essere fatte dai governi nei mesi successivi.

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