riforma della giustizia: La prescrizione “differenziata” in base all’esito del 1° grado di giudizio

 

Mi pare una ottima idea quella di allungare la prescrizione per i processi che in 1° grado abbiano avuto delle assoluzioni,dando priorità in appello a processi dove in 1° grado ci sono state condanne, in modo da evitare che questi ultimi cadano in prescrizione.
Si crea così una corsia preferenziale.
Chi è stato condannato in primo grado avrà una prescrizione ridotta e quindi la garanzia di una durata consona del processo.
Chi invece ha avuto una assoluzione in primo grado non ha fretta di dimostrare la sua innocenza, e può attendere anche tempi più lunghi, e in questo modo il suo processo non ingombra i tribunali.
In questo caso i tempi della prescrizione sarebbero più lunghi perché la corsia preferenziale è per altri processi che hanno una prescrizione più breve visto che in primo grado sono terminati con una condanna.
Una riforma di questo tipo dovrebbe puntare ad avere prescrizioni solo per i processi che in primo grado hanno avuto assoluzioni in modo da azzerare ad azzerare le prescrizioni per i processi che in primo grado hanno avuto condanne.
Il giudice di 2° grado nel decidere quale processo deve andare avanti dovrà quindi prima di tutto assicurarsi che nessuno dei processi che ha in carico dove in primo grado ci sono state delle condanne corra il rischio di cadere in prescrizione e poi potrà procedere con i processi che in primo grado hanno visto assoluzioni.
Inoltre,anche la rinuncia alla prescrizione da parte dell’imputato dovrebbe essere riformata.
Tale indicazione non può avvenire come oggi solo al raggiungimento di tale traguardo ma deve essere possibile dare tale indicazione anche in anticipo,prevedendo delle formule di agevolazione processuale e dibattimentale.
Questo favorirebbe la programmazione ed il grado di priorità dei processi.
Anche quest’aspetto va riformato, non dovrebbe essere il singolo giudice a scegliere a quale processo dare la precedenza ma un collegio esterno,che non deve essere per forza formato da giudici, che assegna tali compiti tramite una programmazione a tavolino che deve essere la più efficiente possibile.
Ovviamente rispettando le priorità che la legge stabilisce.
Infine una riforma costituzionale dovrebbe stabilire la presenza di un terzo grado di giudizio solo nel caso in cui le sentenze di primo e di secondo grado presentino delle elevate divergenze.

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