Legge elettorale: “mattarellum di coalizione” è sinonimo di “sindaco di collegio”

Due giorni fa ho spiegato il funzionamento del sistema elettorale che ho chiamato “mattarellum di coalizione” e che partiva dal sistema elettorale denominato “tatarellum”.
C’È un secondo percorso per arrivare praticamente al medesimo risultato, questa volta si parte dalla legge elettorale per l’elezione dei sindaci.
Il nome che ho dato a questo sistema è “sindaco di collegio”, praticamente è un sinonimo del sistema che ho spiegato due giorni fa, il “mattarellum di coalizione”.
Si pensi alla scheda elettorale per l’elezione in un comune e si trasli quella scheda elettorale nel collegio uninominale del mattarellum applicato al senato dal 1994 al 2006.
Ci sono i nomi ed i cognomi che sono prestampati in scheda che sarebbero i candidati sindaci, di fianco ci sono le liste,apparentate o meno, che sostengono quei candidati, e la possibilità di dare le preferenze che vanno ad eleggere il restante 25% di proporzionale.
L’unica e sola differenza con il sistema che ho spiegato ieri è l’assenza in scheda elettorale del contrassegno di coalizione, che  nel tatarellum indica il listino regionale del candidato presidente.
Chi voleva il sindaco d’Italia e il mattarellum credo sia accontentato,così come chi voleva le coalizioni.
Rimangono intatte tutte le peculiarità spiegate nella proposta di due giorni fa,cioè la presenza della soglia minima del 40% da superare nel singolo collegio uninominale per chi arriva primo.
L’assenza di sbarramento, visto che il sistema è già parecchio deformante della rappresentanza popolare.
Su questo argomento c’è un vecchio proverbio che credo possa essere tranquillamente applicato:
Ladro piccolo non rubare che il ladro grande ti fa impiccare.
Il ladro grande ovviamente si riferisce ai partiti più grandi che poverini a causa delle piccole forze politiche non hanno potuto fare le riforme utili al paese!i ladroni vogliono impiccare i piccoli ladri da quattro soldi mentre loro si sono mangiati il paese.
Ritornando al discorso, c’è anche la soglia minima del 40% nel singolo collegio da superare per ottenere il seggio uninominale.
con il sistema del sindaco di collegio abbiamo una scheda elettorale al senato ed una sola sola scheda elettorale alla camera,mente nel vecchio mattarellum erano due.
A tal proposito si può prendere dal porcellum la figura del “capo della coalizione”, creando una nuova scheda elettorale e mettendoci dentro tre nomi per ogni coalizione.
Così  si avrebbero le famigerate primarie,fatte in modo regolare ed il presidente della repubblica potrebbe osservare tali voti popolari per dare il mandato per formare il governo.
Ovviamente così come il vecchio mattarellum,nemmeno questo sistema dà la garanzia della governabilità,ma permette la governabilità con una probabilità molto più alta del cosiddetto. “sistema lauricella” dove bisogna ottenere il 40% a livello nazionale sia camera che al senato, considerando che ci sono due elettorati diversi, ad esempio al movimento 5 stelle o al centro-destra servirebbe il 43% alla camera per poter sperare di arrivare al 40% al senato dove votano un numero inferiore di giovani.
Con questo sistema chi supera il 35% dei voti ha un incremento dei seggi rispetto al proporzionale del sistema Lauricella e senla prima coalizione ottenesse un 38% con 5 punti percentuali di distacco dalla seconda avrebbe grossissime possibilità di avere la maggioranza assoluta sia alla camera che al senato.

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