Tassare siti web che vendono beni e servizi al dettaglio e no ad aumenti di IVA per dare aumenti a remunerazioni

Internet sta diventando concorrente sleale dei negozi, delle attività e dei servizi.
Vale quanto detto nei mesi scorsi per uber, facendo pagare le tasse ad uber si ottengono delle entrate che possono essere utilizzate per dare ai tassisti una parte del denaro speso per le licenze.
In questo si ottiene un servizio migliore e a più basso costo per i cittadini.
Se vale per uber perché non dovrebbe valere ad esempio per Amazon?
I negozi reali pagano una serie di tasse che i negozi virtuali non pagano.
Ad esempio un supermercato ha bisogno di un permesso che è il comune a dover concedere e vi è una certa programmazione sul territorio, tale negozio paga varie tasse tra le quali l’imposta municipale unificata.
Con internet si eliminano questi passaggi, si eliminano molte tasse ed i prezzi finali sono più bassi.
Le farmacie ad esempio hanno bisogno di un permesso della regione,non può una farmacia vendere i suoi prodotti in una diversa città, ma internet permette a chi non paga licenze di vendere ovunque attraverso un siti web.
Se vogliamo avere concorrenza parificata le regole devono essere le medesime e quindi anche le tasse ed i permessi.
Per avere una parificazione totale ci sono due strade:
1) si eliminano tutte le tasse di quelli che hanno un negozio fisico per avere una concorrenza reale con quelli che hanno un negozio virtuale
2)si aggiungono le tasse oggi pagate da chi ha un negozio fisico anche a chi ha un negozio virtuale.
Poi c’è la terza strada che prevedrebbe la chiusura del fornitore di servizio in line,tipo la chiusura di uber.
Quel che bisogna capire è che non basta una semplice tassa sul profitto oggi magari eluso da chi utilizzando le assurde regole europee riesce a pagare le tasse sui profitti in uno dei 27 stati dell’unione,notoriamente quello che ha la tassazione più bassa.
Infatti anche i negozi fisici hanno una tassazione sui profitti, il fatto che i negozi virtuali ne comincino a pagare una in Italia invece che in Lussemburgo rappresenterebbe un piccolissimo passetto in avanti, ma in alcun modo potrebbe mettere il mercato in concorrenza perfetta.
Bisogna che i negozi virtuali paghino una maggiore quantità di tasse e che queste tasse vadano a diminuire,lato impresa,il costo del lavoro e che vadano a diminuire l’imposta sul valore aggiunto.
Lo so che è brutto da dire ,perché fa bello aumentare le remunerazioni dei lavoratori, è più di sinistra!
Se c’è da far scattare l’aumento dell’IVA la si può far scattare per le vendite on line utilizzando quelle risorse per diminuire l’iva nei negozi fisici.
Se l’Europa non avesse bloccato in partenza il reverse change dell’IVA sull’edilizia adesso si sarebbe potuto allargare questo meccanismo anche ai prodotti acquistati su internet.
Nel momento in cui si abbassa il cuneo fiscale lato impresa otteniamo un alleggerimento fiscale che in teoria potrebbe produrre un maggiore profitto.
Inoltre tale manovra avrebbe bisogno di coperture adeguate.
Per questo motivo le tasse sui profitti non reinvestiti vanno alzate.
Va ribadito innanzitutto un concetto: La clausula di salvaguardia non è una copertura finanziaria ma necessita di una copertura finanziaria per non scattare.
In altre parole se si utilizzano le presunte entrate derivanti dall’aumento dell’iva e con quelle si abbassa il cuneo fiscale allora non si è capito il significato di clausula di salvaguardia, che scatta in mancanza delle coperture per una spesa fatta precedentemente.
Se qualcuno volesse fare un’operazione di questo tipo quantomeno dovrebbe diminuire il cuneo fiscale lato impresa e non lato lavoratore,altrimenti si farà bello con gli elettori che riceveranno più denaro in busta paga ma che froderanno loro stessi purtroppo senza nemmeno accorgersene.
Una manovra di questo tipo farà solo aumentare il lavoro nero,porterà nuove delocalizzazioni con imprese che andranno all’estero e farà aumentare il costo dei prodotti e dei servizi creati qui che dunque andranno fuori mercato a causa dell’aumento del costo del lavoro.
Questi pensano così di avere trovato l’uovo di colombo mentre distruggono il nostro tessuto sociale.
Una manovra come questa potrebbe addirittura portare l’inflazione italiana al pari con la media europea, è come quando siamo entrati nell’euro e dicevano che saremmo diventati più ricchi lavorando meno.
Una operazione veramente assurda.
Semmai avrebbe più senso l’innalzamento dell’IVA abbassando il cuneo fiscale lato impresa.
Avrebbe senso perché da una parte le aziende hanno l’iva più alta e dall’altra si compensa con la diminuzione del costo che l’impresa ha per il lavoratore.
Questo sarebbe un’operazione che avrebbe un qualche senso logse

Annunci