Non ho cambiato idea sull’euro e non ho cambiato idea sulla Lira

Io non ho mai cambiato idea sull’euro e certamente non faccio come quelli che contemporaneamente raccolgono le firme per l’impossibile uscita dall’euro e poi nel proprio programma si dicono favorevoli agli eurobond.
Intanto perché non è possibile uscire dall’euro senza uscire anche dall’unione europea e poi perché in tempi non sospetti parlavo di eurobond “per nobili fini”, era il 2009,vedasi alla voce “vincere il consumismo globale” e suo tempo vidi con favore anche la proposta dei “perpetual bond” proponendone l’integrazione nel QE.
Prima di tutto il ragionamento che faccio non riguarda solamente l’euro, riguarda qualsiasi moneta ed è di questa un punto fondamentale: La proprietà pubblica della banca e l’acquisto di titoli di stato invenduti.
Questi sono princìpi,princìpi economici, e sono più importanti del votare a destra piuttosto che a sinistra o al centro.
Se l’euro rispetta questi principi sono favorevole all’euro, se non li rispetta sono contrario.
Questo vale per qualsiasi moneta, fosse pire la lira di cui era stata vietata la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici già da prima dell’euro e già da prima del trattato di Maastricht, soprattutto a causa degli speculatori e dei politicanti che hanno allargato le maglie della spesa pubblica,nonché delle assurde riforme europee cominciate con l’imposta sul valore aggiunto che tra parentesi è tassa europea, creata attraverso un trattato europeo, e con una percentuale che finisce direttamente nelle casse europee.
In pratica l’Europa ci ha fregato 100 miliardi di euro,anzi noi li abbiamo regalati a loro a fondi perduto.
Più è alta questa tassa,più viene alzata, più l’Europa ottiene soldi, ecco perché sono sempre li ad imporre questa misura economica.
Si dimenticano di dire che questa logora il tessuto sociale,ma lasciamo perdere…
Tornando al discorso precedente, abbiamo avuto una banca d’Italia privatizzata segretamente per decine di anni e tutto questo andando contro alla legge dello stato.
Ma visto che era un segreto la legge si poteva infrangere…
Abbiamo avuto l’impossibilità di stampare banconote per acquistare titoli di stato invenduti.
Tutto questo prima di entrare nell’euro.
Qualcuno però continua ad affermare il contrario dicendo falsità.
A quel tipo di moneta che si chiami euro o che si chiami lira, che sia europea o che sia nazionale, non posso che essere contrarissimo.

Qualcuno racconta che tornando alla lira potremmo ricominciare a stampare banconote, e’ semplicemente falso.
Credo che queste affermazioni vadano viste come quei bei ricordi di un tempo, del tipo “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”.
Ma questo accade solo perché la situazione appare irripetibile ed il cervello umano tende a ricordare certe cose e a dimenticarne altre.
Quindi se hai la lira vuoi l’euro, se hai l’euro vuoi la lor solo perché non ce l’hai.
Ci si dimentica delle cose negative, ci si ricorda solo di quelle positive oppure al contrario ci si ricorda solo di quelle negative e si cerca di dimenticare quelle positive.
Dipende da quale parte della barricata si sceglie di stare.
Io uso dei semplici parametri e in base a questi affermo che non mi interessa se la moneta si chiama euro o si chiama lira.
Ai 2 parametri individuati in precedenza vanno sommati ad altri parametri quali ad esempio l’austerità  e gli investimenti pubblici per opere pubbliche per dirigere il mercato in certi settori.
L’austerità è ovvia, senza si finirebbe nelle braccia degli speculatori e questo impedirebbe di continuare ad avere la possibilità di stampare banconote per l’acquisto dei titoli di stato.
Chi dice di tornare alla lira per stampare la propria moneta e porre di e austerità dice qualche cosa di totalmente irreale, a meno che non contempli un default del debito.
Ci può stare, ha dichiarato default anche la Germania nel secondo dopoguerra, ha dichiarato default l’Islanda pochi anni fa ed ora cresce alla grande.
L’importante è che si dica apertamente,poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
Quindi,ritornando al discorso sull’euro ,non sono io a cambiare idea.
La banca centrale europea immette nel mercato capitalista migliaia di miliardi e acquista titoli di stato, permette agli stati di ottenere i soldi dagli interessi di tali titoli permettendo così una riduzione del deficit (checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE), OVVIAMENTE non posso che guardare con favore questo fatto che ha portato ad un aumento dei posti di lavoro in tutta l’eurozona (di nuovo: checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE).
La banca centrale europea innesta la retromarcia e non solo diminuisce gli acquisti ma addirittura disimpegna tutti quelli fatti precedentemente facendoci tornare alla situazione precedente con l’euro che torna ad apprezzarsi, i posti di lavoro che tornano a scendere, gli speculatori che si divertono  con lo spread…

Chiaramente non posso che tornare ad avere una posizione negativa su questa moneta.
Ma non sono mica io ad aver cambiato idea, è. La moneta a non rispettare dei principi che rimangono fissi e che non si sono mossi di un millimetro.
D’altra parte abbiamo una banca che si chiama federale ma che è privata,totalmente privata e che governa la moneta mondiale grazie alle guerre per il petrolio e alla guerra fredda.
Pluribus unum,in una società creata dalla massoneria pluto-democratica fondata su proprietà privata e collegi elettorali uninominali che stampa segretamente banconote per darle ai suoi accoliti in giro per il mondo senza renderlo pubblico e senza rischiare alcun processo visto che sono totalmente di rosso scudati.
E questi ci lanciano contro i loro speculatori per farci svendere ogni proprietà pubblica visto che per loro lire le elezioni sono un fatto privato.
Di fronte a questo,cioè ad un privato sempre più accentratore di ogni attività pubblica la risposta si ha nella stampa di banconote.
Poco importa se si dice no al reddito di cittadinanza,se si dice no a pensioni ottenute senza aver versato i contributi.
Qui stiamo difendendo un principio ben più elevato della lotta alla povertà dei singoli,stiamo difendendo il principio base che permette l’esistenza della proprietà pubblica,cioè di una proprietà che appartiene a tutti i cittadini, il principio di esistenza del collettivismo.
Il pensionato sarà Pure povero,la mamma che non ha versato i contributi perché ha svolto le faccende domestiche senza essere retribuita, il lavoratore che non riesce ad ottenere l’aumento contrattuale sono tutti casi che riguardano privati cittadini.
Nessuno si sta accorgendo che le attuali generazioni saranno le uniche a godere dei “privilegi” conquistati dalle precedenti?
Ci sarebbero decine di esempi,il pensionato che ha il retributivo come sistema di calcolo continua ad averlo,i pensionati più giovani man mano che passa il tempo vanno verso il contributivo con l’indicizzazione sui contributi veri continua a diminuire.
Alte esempio potrebbe essere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori,rimasto inalterato per chi un lavoro già Lo aveva ed eliminato dolo per i neo assunti sopra i 15 dipendenti ovvero dove sono presenti i sindacati.
Stiamo difendendo posizioni dei singoli che diventano ogni giorno peggiori senza guardare al problema vero:  La moneta.

Le società confrontano i loro sistemi produttivi e  vince quella che sta meglio, l’altra soccombe e noi stiamo soccombendo.
Non servirà assolutamente a nulla alzare una busta paga,anzi sarà assolutamente controproducente ed è la medesima ricetta che questo stato segue da decenni e da decenni firma con i sindacati i nuovi contratti e ogni anno si sta peggio del precedente,piano piano,poco poco.
Sarà meglio lasciare inalterate le buste paga del settore pubblico usando quei soldi per gli investimenti, piuttosto che  alzare artificialmente l’inflazione permettendo l’aumento dei profitti del settore privato che eroga qualsiasi bene e servizio e che quest’anno ha già Elevato le remunerazioni.
Mi pare che ci siamo già passati con l’entrata nell’euro e tutti che credevano di fare maggiori profitti aumentando i prezzi, toccando il minimo storico di disoccupati.
Ma se quel sistema avesse funzionato oggi non avremmo il record opposto di disoccupati,causati dalla perdita di competitività Dovuta a quello stesso aumento dei prezzi che non si è verificato ad esempio in Germania che mantiene prezzi dei prodotti il 30% più bassi.
Purtroppo c’è ancora qualcuno che pensa che il profitto privato nulla ha a che fare con i soldi pubblici, che uno più riesce a guadagnare grazie alla legge della domanda e dell’offerta più è bravo,e non invece scorretto perché (così come gli altri) avrebbe potuto esigere il giusto ma ha voluto di più.
Per questo motivo i prezzi base  devono essere fissati dalle autorità dando  al mercato un riferimento di partenza Standardizzato.
La banca centrale o nazionale deve essere pubblica perché ogni nuova banconota che viene stampata , che non va a sostituire altre banconote, appartiene al popolo, per definizione, quindi sono soldi pubblici, quindi sono nelle disponibilità del governo, quindi ovviamente si possono acquistare titoli di stato.
Diverso invece l’impatto che questo ha sull’economia, per questo è necessaria l’austerità per poter continuare a stampare banconote e continuare ad avere proprietà pubbliche che poi potranno operare anche nella lotta contro le povertà.
Assurdo sarebbe privatizzare ogni cosa per fingere di dare briciole a singoli provati mentre è del tutto evidente che i diritti conquistati nel secolo scorso stanno andando a scadenza.
E poi sono i capitalisti stessi ad inventarsi l’aiuto pubblico ai più poveri,tramite il reddito di cittadinanza o tramite la tassazione dei robot.  lo stato regala denaro ai poveri indebitandosi con le stesse multinazionali che a quei poveri vendono i prodotti che altrimenti non venderebber

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