Niente tasse senza rappresentanza per il 10% dei votanti che vedranno cancellato un voto validamente espresso

non è dimostrato e non è dimostrabile che la differenza nella qualità delle leggi dipenda dal numero di forze politiche che sostengono un governo,dal numero di seggi di maggioranza che queste portano in dote nel parlamento.
Se così fosse allora il governo di Mario Monti,che aveva la più ampia maggioranza della storia della repubblica, avrebbe dovuto “partorire” buone leggi essendo stato un governo stabile nei numeri in parlamento.
Invece risulta il più odiato dagli italiani e le sue leggi contenevano grossolani errori.
I due partiti più grandi hanno votato entrambi la fiducia allo stesso governo ma questo non ha aumentato la qualità delle leggi,anzi, se possibile l’ha diminuita.
È la morte del parlamento che continua da decenni.
Una sola persona,mai stata parlamentare, che diventa presidente del consiglio e comanda a bacchetta tutte le istituzioni rappresentative, la prima delle quali , il parlamento, che viene espropriato del potere di fare le leggi.
I parlamentari non rappresentano la nazione,rappresentano il capo partito che li nomina nelle liste bloccate, e per lo stesso motivo non hanno assenza di vincolo di mandato.
Ma il migliore offerente può dar loro un posto sicuro in una differente lista bloccata e allora cominciano le transumanze che nessuno ha intenzione di vietare.
Tutto deve andare contro la collegialità degli organismi elettivi,tutto deve essere centralizzato al singolo cervello,l’animale politico che meglio imbroglia i suoi simili e che poi costringe  i sottoposti a votare leggi scritte “da cani” tramite i voti di fiducia.
Questo non ha nulla a che vedere con la forza politica che ottiene l’1% che ha pari diritto delle altre nel partecipare alla formazione degli organi di governo e che invece si tenta in tutti i modi di eliminare.
Abbiamo da una parte i voti veri,anche se sono solo l’1%, che i cittadini hanno dato in cabina elettorale, e dall’altra la nascita di gruppi parlamentari che non corrispondono ad alcun voto dato dai cittadini e la contestuale transumanza.
C’È poi chi ritiene giusto,oltre ad eliminare tali voti veri, il sostituirli nei seggi in modo da dare ad una forza politica che ottiene il 40% dei voti il 55% dei seggi.
Insomma, si elimina completamente una parte dell’elettorato ed i suoi diritti politici e si danno quei seggi ad altre forze che quei voti non li hanno ricevuti.
Tutto questo perché non si può tollerare che il capo politico sia costretto a trattare con forze che hanno preso l’1% di voti veri.
La somma dei voti di chi viene cancellato da uno sbarramento del 3% è circa il 10%.
Cioè il 10% di chi si reca alle urne non riceve alcuna rappresentanza politica.
Se è vero il detto “niente tasse senza rappresentanza” si dia almeno la possibilità a coloro che non sono rappresentati, a causa di questi sotterfugi elettorali, di non pagare le tasse.
Chi governerà con il 40% divenuto 55% potrà avere stabilità di governo nelle aule parlamentari, ma dovrà far pagare tasse aggiuntive a tutti quelli che la rappresentanza in parlamento l’hanno ottenuta.
Oppure organizziamo un bellissimo sciopero fiscale al quale possono partecipare tutti quelli che hanno votato partiti sotto il 3%.
Il presidente del consiglio avrà anche una maggioranza stabile ma dovrà fare a meno di decine di miliardi di tasse e fare quindi una manovra aggiuntiva,ovviamente chiedendo la fiducia al parlamento,malgrado la costituzione vieti procedure di quel tipo su leggi che modificano la speson

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