Updates from aprile, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 13:09 il 30 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Macroregioni: Le gabbie salariali per far rinascere il sud Italia e diminuire il debito 

    Abbiamo bisogno di una grande riforma, di macroregioni che non vanno intese come semplici unioni di regioni che però mantengono le stesse competenze che hanno oggi.
    Non ha senso sprecare energie per la lotta alla criminalità presente nel sud Italia,questa infatti non è la causa ma deriva da una mancata organizzazione economica delle regioni del sud Italia e sparisce da sola se tali errori vengono corretti.
    Bisogna intervenire sulla legge della domanda e dell’offerta stabilendo delle tariffe fisse ma diversificate a seconda della macroregione.
    Il che non significa ridurre le tasse al sud Italia,anzi,l’esatto opposto.
    Un esempio:
    Lo stato attraverso l’autorità per l’energia sta decidendo il prezzo della corrente elettrica.
    C’È una sbagliatissima riforma dell’energia che vorrebbe “liberalizzare il mercato” dell’energia elettrica e che in pratica significa solo liberalizzare il profitto senza limite dei soliti speculatori capitalisti.
    Questa riforma va fermata.
    Lo stato deve stabilire il prezzo dell’energia facendola pagare il 20% in meno nelle macroregioni del sud Italia e il 30% in meno nelle isole.
    Attenzione,questo non significa diminuire la percentuale di tasse su quel prezzo,e nemmeno compensare con risorse pubbliche la differenza di prezzo.
    Anzi,essendo il prezzo più basso di 20 o 30 punti percentuali, lo stato eliminerà parte dei sussidi che oggi sono concessi,in quanto costituirebbero un doppione.
    Se quindi diminuisce il costo della componente energetica nel sud Italia,abbiamo un inizio di divergenza dell’inflazione tra macroregione e macroregione.
    Tale differenza si esplicita poi sui contratti del pubblico impiego, sull’indicizzazione delle pensioni,sulle retribuzioni dei lavoratori privati.
    Si stanno differenziando le varie zone d’Italia.
    Non piace ai sindacati,lo so,loro vorrebbero la contrattazione nazionale,le leggi che valgono per tutti e bla bla bla.
    Tutto molto bello,ma forse non si sono accorti che la stessa identica moneta che usiamo noi la usano in quasi tutta Europa e che il libero scambio ha eliminato dazi tra paesi europei.
    Forse non si sono accorti che il commercio mondiale ha accorciato le distanze,anche grazie alla digitalizzazione,al telelavoro etc etc.
    Quindi, o si stabilisce un salario fisso mondiale per ogni singola mansione,un salario che sia uguale ovunque, cosa idilliaca ma credo impossibile da realizzare,oppure ci si adegua e si fa concorrere il nord italia con la Germania ed il sud Italia con la Polonia.
    Non ci sono molte altre scelte.
    Quindi la critica al mercato la si fa fissando dei prezzi tramite le leggi e differenziando questi prezzi.
    Naturalmente nell’esempio del costo dell’energia elettrica di può affermare che nei luoghi dove la corrente elettrica costa meno ci sono meno profitti e meno soldi per gli investimenti.
    Falso,perché a fronte di una diminuzione del costo dell’energia elettrica, le aziende che forniscono il servizio saranno autorizzate a diminuire le remunerazioni dei propri occupati,per fare in modo di non avere perdite.
    Attenzione che il meccanismo è complesso: Anche chi riceverà una retribuzione inferiore dovrà pagare meno i prezzi ed i servizi di cui usufruisce.
    A lungo termine il risultato che si ottiene è l’esatto opposto, sempre se il mondo di mezzo cioè i fornitori di beni e servizi non cercano di fare i furbi aumentando i guadagni.
    Sarà il sud Italia ad aver diminuito il costo degli investimenti in quanto questo costo è strettamente relazionato al costo della vita e del lavoro.
    Sarà il sud quindi che espanderà quelle attività che al nord sono oggi troppo costose.
    Il sud avrà un calo nelle importazioni perché avrà minor potere d’acquisto sulle merci che arrivano dall’estero rispetto al nord, ma diventerà concorrenziale per un segmento produttivo che oggi è importazione,perché no magari nel ramo tecnologico.
    Sbaglia chi pensa che detassare le assunzioni dei giovani nel sud Italia possa portare qualche effetto macroeconomico.
    Rimarrà tutto come prima anzi peggiorerà ancora.
    Le percentuali tasse semmai andranno diminuite nelle macroregioni del nord,dove il costo della vita e del lavoro sono più alti.
    Va diminuito il costo della vita e quello del lavoro al sud Italia,questo è il sistema visto che i sindacati hanno fallito nella contrattazione internazionale,sono stati isolati nei propri livelli nazional, mentre subiamo la concorrenza sleale dall’estero.
    In altre parole in questi decenni il capitalismo ha fatto ciò che ha voluto delle lotte per i diritti dei lavoratori e l’unica difesa la si è trovata nella contrattazione nazionale,non in quella internazionale.
    Ma gli interessi all’interno di una nazione sono così variegati e differenziati da non poter avere una visione comune da portare a livello internazionale.
    Dividi et impera,questo ha fatto il capitalismo.

     
  • giamps78 11:56 il 26 April, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: elezioni, fallimento, francia,   

    Il clamoroso fallimento delle primarie francesi 

    Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha messo in luce il totale fallimento del metodo delle primarie.
    I primi due candidati meglio classificati non hanno fatto le primarie, addirittura uno dei due ha lasciato il partito socialista per evitare di farle e si è candidato come indipendente “centrista”.
    Non solo, nelle primarie del partito socialista c’è stata la vittoria del voto “di protesta” e dunque di un candidato dell’estrema sinistra che dunque è divenuto il candidato unico di tutto il partito,cosa non accettata da molti che hanno spinto per una ulteriore candidatura al di fuori di tale schieramento,non accettando l’esito delle primarie.
    La somma dei voti avrebbe portato uno di questi due candidati al ballottaggio, ma così non è stato
    Dall’altra parte gli ex-gollisti di destra che tentavano di costituire un fronte repubblicano con i centristi sono stati clamorosamente asfaltati da questo nuovo centro indipendente che guarda più a sinistra e che al ballottaggio costituirà un fronte repubblicano senza “i repubblicani”!
    C’è poi un particolare da non dimenticare, se è vero che chi ha vinto le primarie nei due partiti tradizionali francesi non è nemmeno riuscito ad arrivare al ballottaggio, è anche vero che in tali e pressoché inutili primarie dono stati clamorosamente battuti un ex presidente della repubblica e un ex premier dell’attuale governo, che non sono riusciti ad arrivare nemmeno al ballottaggio delle inutili primarie!
    Io ritengo comunque  che le primarie abbiano un senso quando sono votate da tutti i cittadini come primo turno elettorale.
    Ferma restando la mia contrarietà ad un presidenzialismo dove il presidente mantenga un ruolo politico e non invece super partes.
    Se fosse super partes e vi fosse l’elezione diretta non vi dovrebbe essere alcun simbolo di partito al di fuori del nome e del cognome e di conseguenza nessuna elezione primaria di partito.
    ma per le cariche monocratiche di parte quindi non super partes, bisogna obbligare ogni partito che a candidare almeno due o 3 persone all’interno di un vero primo turno elettorale che si disputa nel medesimo giorno e che quindi abbia anche le primarie incorporate.
    Poi si può trovare una soluzione per il secondo turno, si può far passare al secondo turno ogni forza politica che riesca a superare il 15% dei voti.
    Ad esempio si può introdurre il voto singolo trasferibile con prima,seconda e terza scelta per far superare il 50% dei voti nel secondo turno.

     
  • giamps78 12:48 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    INAIL condannato per il nesso telefoni-tumori: A questo punto meglio privatizzare l’ente. 

    se c’è un nesso  tra l’uso del telefono e le malattie all’orecchio,la colpa certamente non è dell’inail ma di chi ha fabbricato il telefono e non ha inserito nel libretto d’istruzioni le informazioni corrette.
    L’inail in questa faccenda non c’azzecca proprio nulla,infatti molti utenti senza essere al lavoro hanno utilizzato il telefono per uso personale per molte ore al giorno perché non sapevano che fosse nocivo e se si dovessero ammalare chi dovrebbero citare in giudizio,le normative europee?!?
    Se ti ammali perché usi il telefono al lavoro hai un trattamento,se ti ammali perché usi il telefono per i fatti tuoi ne hai uno diverso.
    La sentenza è totalmente sballata, questo non è minimamente accettabile.
    Tre sono gli attori,ma casualmente paga sempre pantalone, casualmente tutti sono sempre  d’accordo quando c’è da fare debito pubblico, sindacati, aziende, politica, giudici… TUTTI D’ACCORDO, SEMPRE.
    Abbiamo un fabbricante di telefoni che attesta la bontà del suo prodotto, che non non vieta l’uso prolungato e non consiglia affatto la moderazione nel suo utilizzo continuativo e prolungato.
    Abbiamo un secondo attore,un’azienda qualsiasi che acquista tale telefono e lo fa utilizzare nel modo corretto,cioè quello specificato nel libretto di istruzioni,dove non è presente alcuna regola
    E poi abbiamo l’istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro che viene condannato a pagare perché quell’azienda qualsiasi ha fatto utilizzare 10 anni per due ore al giorno il telefono.
    Se questo fosse il metro di misura,qualsiasi persona riscontrasse un tumore all’orecchio ed avesse utilizzato anche a scopo personale un telefono, merita un risarcimento, che certamente non potrà essere dato dall’inail perché non di tratta di un infortunio sul lavoro.
    Ribadisco,l’inail in questa faccenda non c’azzecca nulla,difatti tale persona malata, magari ha utilizzato il telefono,anche se magari di diversa marca,anche fuori dal lavoro,magari per altre due ore al giorno, come qualsiasi altra persona può fare nella sua vita privata, come fa il giudice ad emettere una sentenza simile?
    La situazione è simile al problema dell’amianto, quando venne utilizzato per la prima volta tutti ne lodavano le qualità, poi si è scoperto quanto fosse nocivo, sono state fatte delle normative e sono state condannate delle aziende.

    Io non credo che si possa condannare l’inail per un qualcosa che somiglia più ad un vuoto normativo per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro, di un comportamento tanto usuale al lavoro quanto usuale fuori dal lavoro: L’uso del telefono.
    Dobbiamo chiederci se in altri paesi ,dove tutto è stato privatizzato, dove anche l’istituto per gli infortuni sul lavoro è stato privatizzato, avremmo avuto una sentenza di questo tipo.
    Dubito che in quei paesi si sarebbe arrivati alla condanna di un istituto privato per un presunto vuoto normativo, per in difetto costruttivo o per la mancanza di informazioni sul suo uso sicuro.
    Allo stesso modo non si può condannare questo istituto solo perché è pubblico.
    Altrimenti meglio che lo privatizziamo, perché non è possibile avere due pesi e due misure da parte di queste “toghe nere”.
    I lavoratori si facciano l’assicurazione privata e facciamo una bella revisione della spesa,come per le automobili, d’altra parte nessuna assicurazione ha mai pagato per i morti causati dall’inquinamento dell’aria.
    Poi dimezziamo le buste paga di tutti i giudici in modo da far capire a loro spese che il pareggio di bilancio ha un qualche valore, e magari abbassando i costi si riesce ad assumere qualche giudice in più per avere sentenze in tempi più

     

     
  • giamps78 12:16 il 25 April, 2017 Permalink | Rispondi
    Etichette: Alitalia   

    #Alitalia : Sindacati maestri di debito pubblico, e fallimentare ventennio Berlusconi -Prodi 

    I lavoratori di Alitalia hanno bocciato con il 67% il referendum sull’accordo raggiunto tra la compagnia aerea ed i sindacati.
    Inizialmente il piano di rilancio prevedeva condizioni molto più drastiche con il taglio del 30% del salario.
    Il fallimento dei sindacati sta nella sconfessione ricevuta dai lavoratori di un piano che prevedeva un taglio salariale dell’8%.
    Nella settimana precedente a tale accordo c’era stato pure uno sciopero dei piloti,poverini, era impensabile per loro passare da 9 mila euro al mese a 6 mila euro!
    Per questo motivo credo che Alitalia debba essere lasciata fallire senza spendere nemmeno un centesimo per il suo rilancio.
    L’ipotesi di nazionalizzare Alitalia deve essere scartata aprioristicamente.
    Semmai va fatta una nuova compagnia pubblica, alla quale assegnare le rotte aeree, che non abbia nulla a che fare con Alitalia.
    Tutti i lavoratori di Alitalia vanno licenziati e vanno messi in disoccupazione senza il pagamento del tfr.
    Si sa che i sindacati sono i maestri del debito pubblico, mentre i diritti sul posto di lavoro evaporano, e non si sono smentiti nemmeno sulla vertenza Alitalia.
    Infatti lo stato ha speso ben 6 miliardi euro di denaro pubblico, che è poi diventato debito pubblico su cui pagheremo gli interessi per sempre, con l’obbiettivo di far volare quegli aerei ed in cambio ha ricevuto questo trattamento.
    Ai lavoratori va offerto un nuovo posto di lavoro nella nuova compagnia pubblica, ma con uno stipendio dimezzato,non ridotto di un terzo ma dimezzato.
    Chi vuole può accettare liberamente questa offerta, chi non accetterà allora dovrà perdere anche l’assegno di disoccupazione.
    Se queste persone ritengono di poter trovare un nuovo lavoro dove possono ottenere una remunerazione da 9 mila euro al mese, sono libere di cercarselo.
    Alitalia non va nazionalizzata, va chiusa per sempre.
    Una nuova compagnia potrebbe chiamarsi ad esempio “linee aeree italiane” e sono certo che tramite concorso pubblico di troveranno centinaia e centinaia di piloti meritevoli che per 4 mila euro al mese farebbero qualsiasi cosa.
    Naturalmente quanto scritto sopra  vale a maggior ragione anche per i manager.

    La vertenza Alitalia non rappresenta solo il fallimento dei sindacati ma anche il fallimento della politica ed in particolare del ventennio Prodi -Berlusconi.
    Il fallimento politico dell’imprenditore “prestato alla politica” e dello svenditore ambulante di qualsiasi azienda pubblica italiana.
    Entrambi i loro governi hanno tentato di risolvere le problematiche di una Alitalia oramai completamente in mano privata ed entrambi hanno fallito facendo perdere molti miliardi allo stato.
    Imprenditori e sindacalisti sono due facce della stessa medaglia.
    La trattativa sindacale funziona sempre bene quando c’è da alzare le remunerazioni e quasi sempre fallisce  quando si tratta per una loro diminuzione.
    Gli imprenditori utilizzano l’aumento delle retribuzioni dei salari per aumentare il costo della vita per fare maggiori profitti e scaricare il tutto sulla collettività.
    Il cane che si morde la coda mentre il sistema perde competitività e aumenta il debito pubblico.
    A tal proposito imprenditori e sindacati si trovano sempre d’accordo quando è lo stato a metterci i soldi,stato che di conseguenza diviene sempre più invadente nella vita di tutti i giorni perché sempre vicino al fallimento economi

     
  • giamps78 10:17 il 24 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    La teoria del default economico evolutivo annulla distinzione tra socialismo democratico e socialismo rivoluzionario di destra o di sinistra 

    Personalmente non sono favorevole alla cancellazione di un debito,ma semmai ad una sia monetizzazione grazie agli interessi negativi e alla deflazione.
    Certo, in passato ho svolto considerazioni riguardo allo stato delle cose in Giappone,che ha il rapporto tra debito e prodotto interno lordo peggiore del pianeta, facendo però notare che quel debito pubblico è in mano pubblica, e se quindi la bank of japan (BOJ) avesse deciso di eliminarlo lo avrebbe potuto fare senza conseguenze e di colpo il Giappone sarebbe passato ad essere il più virtuoso.
    Questo serviva per far capire che la situazione giapponese non era affatto la peggiore anzi, l’assenza cronica di inflazione non rappresentava un problema ma un’opportunità, che ha permesso il mantenimento dell’esistenza di una banca pubblica e ha permesso ai giapponesi di avere gli stipendi più alti del pianeta con la disoccupazione più bassa del pianeta.
    Ma purtroppo gli economisti mondiali,pagati chissà da chi, hanno deciso che il Giappone da malato immaginario dovesse trasformarsi in malato reale,quindi l’fmi ha insistito e il premier giapponese Abe , che passerà alla storia per il completo fallimento della sua riforma economica chiamata “abenomics”, ha deciso di introdurre la tassa sul valore aggiunto con risultati che per loro non potranno che essere catastrofici.
    Non sostengo e non ho mai sostenuto l’eliminazione del debito, di principio resto contrario al fallimento degli stati, anzi le cose stanno esattamente all’opposto.
    Sono i fautori del capitalismo ad essere favorevoli ai default generalizzati perché dicono che si tratta di fenomeni naturali che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, rappresentano un qualcosa di inevitabile e poi la ruota continua a girare.
    I fautori di questa teoria hanno visto con favore la crisi del 2007 negli usa trasferitasi in Europa l’anno seguente trascinata dalla crisi delle banche e dell’immobiliare.
    I fautori di questa teoria grazie alle crisi moltiplicano i loro guadagni e scaricano le perdite sui poveri cretini.
    I fautori di questa teoria sono contrari austerità al controllo dei conti,creano volutamente instabilità politiche e guerre e dicono che il progresso compie passi da gigante proprio grazie a questo sistema che per loro funziona perfettamente.
    Loro dicono: Abbiamo una scoperta scientifica in più,stiamo avanzando velocissimamente verso il progresso,e questo grazie al sistema capitalista che sarà pure ingiusto ma ottiene risultati grazie alla promessa di profitto individuale.

    I default economici sono visti come Darwin ha descritto l’evoluzione della specie, necessaria per il perfezionamento,quindi non solo positiva ma anche indicata.
    Nel mondo reale questo accade, l’essere umano stravolge l’habitat che ne ha permesso l’esistenza ed elimina le altre specie animali portandole all’estinzione.
    Le due cose sono perfettamente collegate,battersi contro l’espianto degli ulivi per il passaggio di un metanodotto significa battere contro questo tipo di filosofia che si trasforma in religione occulta e che ogni giorno diventa sempre più pervasiva.
    Questa teoria si presenta bene perché da un lato offre denaro facile,dall’altro fa grandi discorsi contro le povertà ma nel reale delle cose si appropria del potere, dei sistemi comunicativi, crea terrorismi per utilizzare le paure delle persone e così controllarle meglio.
    Essere favorevoli all’austerità e al controllo della spesa significa ripudiare il sistema capitalista che si fonda sul debito ed essere favorevoli ad avere una banca centrale pubblica che possa stampare denaro ed acquistare titoli di stato.
    I problemi economici a cui assistiamo oggi sono molto simili ai problemi economici di 100 anni fa, il problema dell’economia è sempre lo stesso e rappresenta lo scontro con il capitalismo.
    Ma rispetto al passato c’è un’esperienza in più che è stata fatta.
    Ad esempio l’abbattere lo zar in Russia ed il fare la rivoluzione socialista non ha significato realizzare il socialismo e neppure ha significato eliminare il capitalismo che difatti ha poi vinto.
    I problemi riscontrati dagli abitanti dell’unione sovietica erano i medesimi e non sono star risolti in alcun modo da quel tipo di socialismo che era semplicemente una scatola vuota ma che spacciava contenuti quali ad esempio l’uguaglianza ed è sfociato in un regime anti democratico tanto da far rimpiangere lo zar.
    Questo perché prima di parlare di socialismo bisogna porre rimedio ai problemi costruttivi del capitalismo che altrimenti vincerà sempre.
    Se non si risolvono questi problemi,a partire da quelli relativi all’economia che si fonda sui debiti pubblici, che sia socialismo riformista o rivoluzionario poco cambia.
    Il primo andrà al governo democraticamente ma non risolverà alcun problema,il Second andrà al governo in maniera autoritaria e in egual modo non riuscirà a risolvere alcun problema.

     
  • giamps78 10:58 il 21 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Lo "ius soli" inasprisce la lotta all'immigrazione clandestina e aumenta il razzismo. Applicazione della nuova tassa sul Thè. 

    In questo articolo spiego perché lo #iussoli fa aumentare il razzismo,chi lo vuole ci manderà tutti a destra.
    Cara sinistra autolesionista,ottieni percentuali da prefisso telefonico,chiediti perché…

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    E’ un dato di fatto, nei paesi c.d. occidentali , quelli presi a modello per lo ius soli , c’è un grado molto elevato di respingimenti di immigrati clandestini e un ferreo controllo delle frontiere, e a seconda della conformazione della popolazione c’è un piu elevato rischio razzismo.
    Ad esempio negli stati uniti hanno perfino costruito un muro anti immigrazione con il Messico, questo perchè chiunque nasce nel territorio americano diventa senza eccezioni cittadino americano e acquisisce tutti i diritti degli americani.
    Ci sono vari tipi di legislazione ius soli , piu è aperta, cioè piu è facile ottenere la cittadinanza piu la lotta all’immigrazione clandestina è aspra, le due cose sono legate.
    Negli stati uniti non si parla di razzismo verso i messicani quando si rispediscono al paese di origine, ma di legge da far rispettare.
    Ma gli stessi stati uniti sono l’esempio di come vi possa essere una…

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  • giamps78 11:46 il 20 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Tassare siti web che vendono beni e servizi al dettaglio e no ad aumenti di IVA per dare aumenti a remunerazioni 

    Internet sta diventando concorrente sleale dei negozi, delle attività e dei servizi.
    Vale quanto detto nei mesi scorsi per uber, facendo pagare le tasse ad uber si ottengono delle entrate che possono essere utilizzate per dare ai tassisti una parte del denaro speso per le licenze.
    In questo si ottiene un servizio migliore e a più basso costo per i cittadini.
    Se vale per uber perché non dovrebbe valere ad esempio per Amazon?
    I negozi reali pagano una serie di tasse che i negozi virtuali non pagano.
    Ad esempio un supermercato ha bisogno di un permesso che è il comune a dover concedere e vi è una certa programmazione sul territorio, tale negozio paga varie tasse tra le quali l’imposta municipale unificata.
    Con internet si eliminano questi passaggi, si eliminano molte tasse ed i prezzi finali sono più bassi.
    Le farmacie ad esempio hanno bisogno di un permesso della regione,non può una farmacia vendere i suoi prodotti in una diversa città, ma internet permette a chi non paga licenze di vendere ovunque attraverso un siti web.
    Se vogliamo avere concorrenza parificata le regole devono essere le medesime e quindi anche le tasse ed i permessi.
    Per avere una parificazione totale ci sono due strade:
    1) si eliminano tutte le tasse di quelli che hanno un negozio fisico per avere una concorrenza reale con quelli che hanno un negozio virtuale
    2)si aggiungono le tasse oggi pagate da chi ha un negozio fisico anche a chi ha un negozio virtuale.
    Poi c’è la terza strada che prevedrebbe la chiusura del fornitore di servizio in line,tipo la chiusura di uber.
    Quel che bisogna capire è che non basta una semplice tassa sul profitto oggi magari eluso da chi utilizzando le assurde regole europee riesce a pagare le tasse sui profitti in uno dei 27 stati dell’unione,notoriamente quello che ha la tassazione più bassa.
    Infatti anche i negozi fisici hanno una tassazione sui profitti, il fatto che i negozi virtuali ne comincino a pagare una in Italia invece che in Lussemburgo rappresenterebbe un piccolissimo passetto in avanti, ma in alcun modo potrebbe mettere il mercato in concorrenza perfetta.
    Bisogna che i negozi virtuali paghino una maggiore quantità di tasse e che queste tasse vadano a diminuire,lato impresa,il costo del lavoro e che vadano a diminuire l’imposta sul valore aggiunto.
    Lo so che è brutto da dire ,perché fa bello aumentare le remunerazioni dei lavoratori, è più di sinistra!
    Se c’è da far scattare l’aumento dell’IVA la si può far scattare per le vendite on line utilizzando quelle risorse per diminuire l’iva nei negozi fisici.
    Se l’Europa non avesse bloccato in partenza il reverse change dell’IVA sull’edilizia adesso si sarebbe potuto allargare questo meccanismo anche ai prodotti acquistati su internet.
    Nel momento in cui si abbassa il cuneo fiscale lato impresa otteniamo un alleggerimento fiscale che in teoria potrebbe produrre un maggiore profitto.
    Inoltre tale manovra avrebbe bisogno di coperture adeguate.
    Per questo motivo le tasse sui profitti non reinvestiti vanno alzate.
    Va ribadito innanzitutto un concetto: La clausula di salvaguardia non è una copertura finanziaria ma necessita di una copertura finanziaria per non scattare.
    In altre parole se si utilizzano le presunte entrate derivanti dall’aumento dell’iva e con quelle si abbassa il cuneo fiscale allora non si è capito il significato di clausula di salvaguardia, che scatta in mancanza delle coperture per una spesa fatta precedentemente.
    Se qualcuno volesse fare un’operazione di questo tipo quantomeno dovrebbe diminuire il cuneo fiscale lato impresa e non lato lavoratore,altrimenti si farà bello con gli elettori che riceveranno più denaro in busta paga ma che froderanno loro stessi purtroppo senza nemmeno accorgersene.
    Una manovra di questo tipo farà solo aumentare il lavoro nero,porterà nuove delocalizzazioni con imprese che andranno all’estero e farà aumentare il costo dei prodotti e dei servizi creati qui che dunque andranno fuori mercato a causa dell’aumento del costo del lavoro.
    Questi pensano così di avere trovato l’uovo di colombo mentre distruggono il nostro tessuto sociale.
    Una manovra come questa potrebbe addirittura portare l’inflazione italiana al pari con la media europea, è come quando siamo entrati nell’euro e dicevano che saremmo diventati più ricchi lavorando meno.
    Una operazione veramente assurda.
    Semmai avrebbe più senso l’innalzamento dell’IVA abbassando il cuneo fiscale lato impresa.
    Avrebbe senso perché da una parte le aziende hanno l’iva più alta e dall’altra si compensa con la diminuzione del costo che l’impresa ha per il lavoratore.
    Questo sarebbe un’operazione che avrebbe un qualche senso logse

     
  • giamps78 09:35 il 19 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Salvini e le 30 badanti di Bersani: Inseguire il capitalismo è inseguire la follia! 

    Ieri stavo guardando la trasmissione di floris su Telemontecarlo e sono rimasto colpito dal solito discorso della ex-sinistra che ha perduto la bussola.
    Dice il buon Pierluigi Bersani che nel suo paesello ci sono 30 anziani che hanno assunto badanti ma lo hanno fatto a nero perché purtroppo sono clandestini.
    Ma però sempre secondo Bersani non sono pagate in nero perché”ricevono il giusto” e lui questa cosa “la sa per certo”!
    Cosa mi tocca sentire…
    Siccome ricevono il giusto non sarebbero pagate a nero, e questo ha fatto pure il ministro e le famose liberalizzazioni!
    Poi Bersani implorava matteo salvini dicendo: “cosa ne facciamo di queste 30 badanti del mio paesello?”
    Che scena raccapricciante!
    Salvini ha preso la palla al balzo ed ha cominciato con la retorica del “prima gli italiani, basta sanatorie”.
    Come se la legge bossi fini non fosse già una sanatoria ambulante che fa acqua da tutte le parti!
    Ormai in italia in Italia ci sono più stranieri che italiani…
    Se consideriamo anche l’immigrazione regionale italiana degli ultimi 50 anni, l’immigrazione regionale europea degli ultimi 20,scopriamo che in certi borghi non c’è rimasto più nessuno di quelli che c’erano prima e nessun successore compaesano.
    Faccio notare che la retorica salviniana dei “4 milioni di poveri assoluti in Italia” è presa a pugni dal fatto che esistono nell’unione europea milioni di badanti che  possono venire in Italia senza aver bisogno di mostrare la carta d’identità.
    Di fronte a questa situazione Bersani ,che aveva il dovere di denunciare quelle 30 badanti che lavorano in nero, ne parla addirittura in televisione e ne propone la sanatoria!
    Mi è balenata per la testa l’ipotesi che il povero Bersani sia stato preso in giro persino degli ultra settantenni che si sono fatti 4 risate alle sue spalle!
    Invece di pensare alle leggi che lui ha votato in parlamento,leggi scritte con i piedi, che la corte costituzionale ha sonoramente bocciato, ad esempio la legge sui matrimoni di interessi con gli stranieri,Bersani propone l’ennesima sanatoria dei clandestini.
    Sanatoria che dal mio punto di vista equivale ad un vero e proprio condono.
    Gli unici che sanno fare le statistiche dono gli inglesi perché loro considerano stranieri anche i comunitari,oltre ad avere una nazionale di calcio per ogni “popolo” del regno unito.

    Andatevi a vedere le loro statistiche e scoprirete i dati veri che in italia non vengono rivelati e scoprirete perché gli inglesi hanno votato a favore del’uscita del regno unito dall’unione europea,perché anche noi siamo extra comunitari.
    Ecco,noi stiamo peggio di loro perché almeno per le loro strade si sente parlare ancora in inglese.
    Qui da noi si sente parlare di tutto tranne che italiano o dialetto locale.
    Questo vuol dire essere xenofobi?
    Io penso di no,io penso che una spugna possa assorbire fino ad un certo punto e poi smette.
    Ma la spugna non ha perso le sue qualità nell’assorbire i liquidi,  mantiene inalterate tutte le caratteristiche precedenti, comprese quelle relative all’assorbimento.
    Purtroppo una spugna quando è satura smette di assorbire e sarebbe ora che questi politicanti se ne accorgessero perché è esattamente quello che sta succedendo oggi.
    Ma se preferiscono fare orecchi da mercante ci penseranno gli elettori.
    Inseguire questo capitalismo, questo presunto mercato a concorrenza perfetta con l’assenza di dogane e libertà di circolazioni delle merci e delle persone è come inseguire la pazzia, buona fortuna!
    Che altro posso aggiungere, non so che cosa potrà rimanere del nostro tessuto sociale che vinca il Pd e  pseudo-sinistre ,la lega o il movimento 5 stelle i danni nel prossimo futuro saranno inimmaginabili.
    Legalizzazione di droga,di prostituzione,armi libere come se queste non aumentassero l’insicurezza, “diritti civili” chiamati così per ingannare il popolo che tra poco sarà favorevole ai matrimoni omosessuali solo perché quotidianamente subisce il lavaggio del cervello mediante ipnosi e messaggi sublimin

     
  • giamps78 19:38 il 13 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non ho cambiato idea sull’euro e non ho cambiato idea sulla Lira 

    Io non ho mai cambiato idea sull’euro e certamente non faccio come quelli che contemporaneamente raccolgono le firme per l’impossibile uscita dall’euro e poi nel proprio programma si dicono favorevoli agli eurobond.
    Intanto perché non è possibile uscire dall’euro senza uscire anche dall’unione europea e poi perché in tempi non sospetti parlavo di eurobond “per nobili fini”, era il 2009,vedasi alla voce “vincere il consumismo globale” e suo tempo vidi con favore anche la proposta dei “perpetual bond” proponendone l’integrazione nel QE.
    Prima di tutto il ragionamento che faccio non riguarda solamente l’euro, riguarda qualsiasi moneta ed è di questa un punto fondamentale: La proprietà pubblica della banca e l’acquisto di titoli di stato invenduti.
    Questi sono princìpi,princìpi economici, e sono più importanti del votare a destra piuttosto che a sinistra o al centro.
    Se l’euro rispetta questi principi sono favorevole all’euro, se non li rispetta sono contrario.
    Questo vale per qualsiasi moneta, fosse pire la lira di cui era stata vietata la stampa di banconote e l’acquisto di titoli pubblici già da prima dell’euro e già da prima del trattato di Maastricht, soprattutto a causa degli speculatori e dei politicanti che hanno allargato le maglie della spesa pubblica,nonché delle assurde riforme europee cominciate con l’imposta sul valore aggiunto che tra parentesi è tassa europea, creata attraverso un trattato europeo, e con una percentuale che finisce direttamente nelle casse europee.
    In pratica l’Europa ci ha fregato 100 miliardi di euro,anzi noi li abbiamo regalati a loro a fondi perduto.
    Più è alta questa tassa,più viene alzata, più l’Europa ottiene soldi, ecco perché sono sempre li ad imporre questa misura economica.
    Si dimenticano di dire che questa logora il tessuto sociale,ma lasciamo perdere…
    Tornando al discorso precedente, abbiamo avuto una banca d’Italia privatizzata segretamente per decine di anni e tutto questo andando contro alla legge dello stato.
    Ma visto che era un segreto la legge si poteva infrangere…
    Abbiamo avuto l’impossibilità di stampare banconote per acquistare titoli di stato invenduti.
    Tutto questo prima di entrare nell’euro.
    Qualcuno però continua ad affermare il contrario dicendo falsità.
    A quel tipo di moneta che si chiami euro o che si chiami lira, che sia europea o che sia nazionale, non posso che essere contrarissimo.

    Qualcuno racconta che tornando alla lira potremmo ricominciare a stampare banconote, e’ semplicemente falso.
    Credo che queste affermazioni vadano viste come quei bei ricordi di un tempo, del tipo “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”.
    Ma questo accade solo perché la situazione appare irripetibile ed il cervello umano tende a ricordare certe cose e a dimenticarne altre.
    Quindi se hai la lira vuoi l’euro, se hai l’euro vuoi la lor solo perché non ce l’hai.
    Ci si dimentica delle cose negative, ci si ricorda solo di quelle positive oppure al contrario ci si ricorda solo di quelle negative e si cerca di dimenticare quelle positive.
    Dipende da quale parte della barricata si sceglie di stare.
    Io uso dei semplici parametri e in base a questi affermo che non mi interessa se la moneta si chiama euro o si chiama lira.
    Ai 2 parametri individuati in precedenza vanno sommati ad altri parametri quali ad esempio l’austerità  e gli investimenti pubblici per opere pubbliche per dirigere il mercato in certi settori.
    L’austerità è ovvia, senza si finirebbe nelle braccia degli speculatori e questo impedirebbe di continuare ad avere la possibilità di stampare banconote per l’acquisto dei titoli di stato.
    Chi dice di tornare alla lira per stampare la propria moneta e porre di e austerità dice qualche cosa di totalmente irreale, a meno che non contempli un default del debito.
    Ci può stare, ha dichiarato default anche la Germania nel secondo dopoguerra, ha dichiarato default l’Islanda pochi anni fa ed ora cresce alla grande.
    L’importante è che si dica apertamente,poi ognuno trarrà le proprie conclusioni.
    Quindi,ritornando al discorso sull’euro ,non sono io a cambiare idea.
    La banca centrale europea immette nel mercato capitalista migliaia di miliardi e acquista titoli di stato, permette agli stati di ottenere i soldi dagli interessi di tali titoli permettendo così una riduzione del deficit (checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE), OVVIAMENTE non posso che guardare con favore questo fatto che ha portato ad un aumento dei posti di lavoro in tutta l’eurozona (di nuovo: checché ne dica Renzi il merito non è suo ma della BCE).
    La banca centrale europea innesta la retromarcia e non solo diminuisce gli acquisti ma addirittura disimpegna tutti quelli fatti precedentemente facendoci tornare alla situazione precedente con l’euro che torna ad apprezzarsi, i posti di lavoro che tornano a scendere, gli speculatori che si divertono  con lo spread…

    Chiaramente non posso che tornare ad avere una posizione negativa su questa moneta.
    Ma non sono mica io ad aver cambiato idea, è. La moneta a non rispettare dei principi che rimangono fissi e che non si sono mossi di un millimetro.
    D’altra parte abbiamo una banca che si chiama federale ma che è privata,totalmente privata e che governa la moneta mondiale grazie alle guerre per il petrolio e alla guerra fredda.
    Pluribus unum,in una società creata dalla massoneria pluto-democratica fondata su proprietà privata e collegi elettorali uninominali che stampa segretamente banconote per darle ai suoi accoliti in giro per il mondo senza renderlo pubblico e senza rischiare alcun processo visto che sono totalmente di rosso scudati.
    E questi ci lanciano contro i loro speculatori per farci svendere ogni proprietà pubblica visto che per loro lire le elezioni sono un fatto privato.
    Di fronte a questo,cioè ad un privato sempre più accentratore di ogni attività pubblica la risposta si ha nella stampa di banconote.
    Poco importa se si dice no al reddito di cittadinanza,se si dice no a pensioni ottenute senza aver versato i contributi.
    Qui stiamo difendendo un principio ben più elevato della lotta alla povertà dei singoli,stiamo difendendo il principio base che permette l’esistenza della proprietà pubblica,cioè di una proprietà che appartiene a tutti i cittadini, il principio di esistenza del collettivismo.
    Il pensionato sarà Pure povero,la mamma che non ha versato i contributi perché ha svolto le faccende domestiche senza essere retribuita, il lavoratore che non riesce ad ottenere l’aumento contrattuale sono tutti casi che riguardano privati cittadini.
    Nessuno si sta accorgendo che le attuali generazioni saranno le uniche a godere dei “privilegi” conquistati dalle precedenti?
    Ci sarebbero decine di esempi,il pensionato che ha il retributivo come sistema di calcolo continua ad averlo,i pensionati più giovani man mano che passa il tempo vanno verso il contributivo con l’indicizzazione sui contributi veri continua a diminuire.
    Alte esempio potrebbe essere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori,rimasto inalterato per chi un lavoro già Lo aveva ed eliminato dolo per i neo assunti sopra i 15 dipendenti ovvero dove sono presenti i sindacati.
    Stiamo difendendo posizioni dei singoli che diventano ogni giorno peggiori senza guardare al problema vero:  La moneta.

    Le società confrontano i loro sistemi produttivi e  vince quella che sta meglio, l’altra soccombe e noi stiamo soccombendo.
    Non servirà assolutamente a nulla alzare una busta paga,anzi sarà assolutamente controproducente ed è la medesima ricetta che questo stato segue da decenni e da decenni firma con i sindacati i nuovi contratti e ogni anno si sta peggio del precedente,piano piano,poco poco.
    Sarà meglio lasciare inalterate le buste paga del settore pubblico usando quei soldi per gli investimenti, piuttosto che  alzare artificialmente l’inflazione permettendo l’aumento dei profitti del settore privato che eroga qualsiasi bene e servizio e che quest’anno ha già Elevato le remunerazioni.
    Mi pare che ci siamo già passati con l’entrata nell’euro e tutti che credevano di fare maggiori profitti aumentando i prezzi, toccando il minimo storico di disoccupati.
    Ma se quel sistema avesse funzionato oggi non avremmo il record opposto di disoccupati,causati dalla perdita di competitività Dovuta a quello stesso aumento dei prezzi che non si è verificato ad esempio in Germania che mantiene prezzi dei prodotti il 30% più bassi.
    Purtroppo c’è ancora qualcuno che pensa che il profitto privato nulla ha a che fare con i soldi pubblici, che uno più riesce a guadagnare grazie alla legge della domanda e dell’offerta più è bravo,e non invece scorretto perché (così come gli altri) avrebbe potuto esigere il giusto ma ha voluto di più.
    Per questo motivo i prezzi base  devono essere fissati dalle autorità dando  al mercato un riferimento di partenza Standardizzato.
    La banca centrale o nazionale deve essere pubblica perché ogni nuova banconota che viene stampata , che non va a sostituire altre banconote, appartiene al popolo, per definizione, quindi sono soldi pubblici, quindi sono nelle disponibilità del governo, quindi ovviamente si possono acquistare titoli di stato.
    Diverso invece l’impatto che questo ha sull’economia, per questo è necessaria l’austerità per poter continuare a stampare banconote e continuare ad avere proprietà pubbliche che poi potranno operare anche nella lotta contro le povertà.
    Assurdo sarebbe privatizzare ogni cosa per fingere di dare briciole a singoli provati mentre è del tutto evidente che i diritti conquistati nel secolo scorso stanno andando a scadenza.
    E poi sono i capitalisti stessi ad inventarsi l’aiuto pubblico ai più poveri,tramite il reddito di cittadinanza o tramite la tassazione dei robot.  lo stato regala denaro ai poveri indebitandosi con le stesse multinazionali che a quei poveri vendono i prodotti che altrimenti non venderebber

     
  • giamps78 10:15 il 12 April, 2017 Permalink | Rispondi  

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro € 

    Una buona proposta per la costituzione del ministro unico delle finanze europee.(febbraio 2016).

    Blog di GIAMPaolo SPOnga

    Banca centrale europea franco-tedesca si accorge dopo 18 anni che manca ministro €.
    buona proposta solo se tassi di interesse sui debiti sono uguali per tutti

    Se lo spread si azzera con la creazione del ministro delle finanze europeo noi siamo a posto.
    Avendo un avanzo primario positivo, se i tassi di interesse si attestassero a livelli tedeschi, significa riuscire a bloccare ed anzi far scendere in cifra assoluta il debito pubblico.
    In pratica risolvere il problema in partenza, anche solo mantenendo una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5% ogni anno, a queste condizioni si può abbassare ulteriormente il debito.
    Porsi in una situazione di questo tipo significa non avere piu il cappio al collo.
    La Germania ci ha fregato e alla grande in questi ultimi 20 anni, ha fatto i suoi interessi CONTRO gli interessi del sud-europa.
    Il suo debito è piu basso proprio perchè il suo metodo…

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