Terminato il quantitative easing l’Italia andrà default e arriverà la troika

Lo stato italiano è già praticamente fallito e appena terminerà il quantitative easing della banca centrale europea ritorneremo alla medesima situazione in cui ci siamo trovati nel 2011, con lo spread sopra quota 500.
Se, come par di capire, la BCE ritirerà dal mercato le banconote utilizzate in questi anni per acquistare titoli di stato,appena questi arriveranno a scadenza saremo nuovamente nelle mani degli speculatori.
Il nostro debito è alto, e così essendo alto il rischio saranno alti anche gli interessi, condizione questa per ottenere il rifinanziamento del debito pubblico dal mercato dei capitali privati internazionali.
Il problema è che il bilancio pubblico non può sopportare i tassi di interesse che il mercato vuole.
Chi mai comprerebbe debito dall’Italia a tassi bassi quando ha a disposizione altri titoli di stato appartenenti ad altri paesi europei che hanno rischio praticamente zero?
Un QE che venisse disinvestito totalmente e che non si confermasse nel tempo sarebbe un fuoco di paglia, poi inevitabilmente arriverebbe la troika con le misure draconiane.
i nostri governanti invece di preoccuparsi dei 60 anni dalla firma dei trattati, invece di operazioni di cosmesi, dovrebbero occuparsi di problemi veri.
Se la BCE oltre a non acquistare nuovi titoli di stato decidesse di disinvestire i soldi che ha impegnato in questi anni non rinnovando gli stessi acquisti già fatti sarebbe una tragedia.
Certo ci sarebbe in europa chi se la godrebbe una situazione come questa.
Saranno tutti lì come sciacalli pronti a prelevare ciò che rimane del nostro prodotto interno lordo, a prendere la ricchezza senza sforzi come hanno fatto con la Grecia.
Questa è l’unione europea, quando c’è da prendere i versamenti a fondo perduto li prende,quando c’è da strangolare gli stati con un cambio monetario insopportabile li strangola,preleva soldi,preleva prodotto interno lordo.
Quando, una volta sola è capitato, la BCE è stata obbligata a comprare titoli di stato, visto che lo hanno fatto tutti nel mondo,  è un prestito, dura pochi anni e poi viene disinvestito facendoci tornare alla situazione precedente.
Tempo fa ho scritto che i paesi europei con economia da svalutazione monetaria hanno bisogno della stampa di banconote della banca centrale europea mentre quelli con economia da rivalutazione monetaria, abituati cioè ad avere una moneta forte sopravvivono solo se le banconote non sono stampate e il debito viene sempre acquistato dai capitali privati.
Mi riferivo al fatto che con tassi bassi nessuno comprerebbe i titoli di stato italiani, nel caso in cui non vi sia l’ombrello della BCE,altrimenti il rischio sarebbe troppo alto per quei bassi tassi di interesse.
Ragionamento opposto per chi ha i conti in ordine e vive di moneta forte: Essendo lidi dove i capitali si sentono protetti il rischio è basso ed hanno bisogno di una moneta forte per attrarre finanziamenti.
Siamo arrivati oltre la soglia di saturazione salari-inflazione, che ho già spiegato molte volte, sicché ora siamo veramente nei guai a causa di economisti che non capiscono la gravità della situazione attuale e poi cascano dal pero e fanno finta di essere sorpresi quando ormai è troppo tardi, e ammettono pubblicamente di non capirci nulla di questa crisi solo quando tutti vedono il fallimento che ci hanno portato,ma solo pochi mesi dopo rialzano la cresta e si rimettono a fare i professorini come se nulla fosse,con le stesse identiche ricette usate in precedenza.

dicano se preferiscono perdere qualche speculatore internazionale ma sopravvivere continuando con il QE pregresso oppure se preferiscono fallire,io credo sia meglio La prima ipotesi

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