Legge elettorale: Il compromesso al rialzo nella scelta tra liste bloccate e preferenze

 

Nella diatriba tra preferenze e liste bloccate ci sarebbe una soluzione di compromesso al rialzo.
Si può fare in modo che siano gli elettori a scegliere in quali collegi il parlamentare viene eletto con le preferenze e in quali il candidato

viene eletto secondo l’ordine di presentazione.

Il punto debole delle preferenze, lo sanno tutti, è che sono manipolabili nel senso che poche preferenze possono consentire l’elezione di un rappresentante.
Altro punto debole il dover scrivere a matita il nome ed il cognome del candidato.
Il punto forte del collegio uninominale è che i nomi dei candidati sono prestampato in scheda ma che sono le segreterie a scegliere e chi viene eletto diventa praticamente un nominato subalterno.
Unendo le cose positive di entrambe queste metodologie si riescono a limitare le parti negative.
Si immagini un collegio uninominale, dove ogni contrassegno deve presentare 3 candidati.
In parlamento sono depositate varie proposte che utilizzano i collegi uninominali,alcune hanno la ripartizione proporzionale altre quella maggioritaria relativa secca.
Nessuna di queste paventa la possibilità che vi siano preferenze vere all’interno del medesimo contrassegno.
Io qui propongo che ogni contrassegno debba candidare minimo e massimo 3 candidati.
L’elettore potrà mettere 2 crocette, una sul contrassegno e una sul nome di uno dei tre candidati del medesimo contrassegno.
Fin qui sono cose che ho già scritto varie volte anche molti medi fa.
La novità starebbe nel tentativo di conciliare preferenze e liste bloccate.
Innanzitutto esiste un ordine di presentazione dei tre candidati, quindi c’è un capolista, un secondo ed un terzo candidato.
Ma anche il capolista risulta votabile con le preferenze, in pratica si misura con gli elettori.
Nel momento in cui avviene il conteggio delle schede, si considera le percentuali sulle preferenze ricevute dai candidati rispetto ai voti totali ricevuti dal contrassegno e se un candidato ha superato il 50%+1 delle preferenze sarà il primo(e unico) degli eletti di quel contrassegno in quel collegio.
L’esempio è presto fatto e appare quasi banale:

Tre candidati della stessa forza politica ottengo pari preferenze,significa che ognuno di essi ha ottenuto circa il 33% dei voti ricevuti dal proprio contrassegno.
La soglia da superare per essere eletti con le preferenze è del 50%+1 delle preferenze.
Dunque il primo degli eventuali eletti di tale forza politica sarà deciso tramite le liste bloccate ovvero l’ordine di presentazione visto che nessuno è andato oltre il 33%.
Se invece uno dei tre avesse superato il 50%+1 delle preferenze e gli altri avessero preso ad esempio il 10% ed il 39%,quel candidato sarebbe stato il primo degli eletti in quel collegio nel caso in cui a tale contrassegno fosse assegnato il seggio.
Mi pare che questo sia buonsenso, invece di lasciar nominare alle segreterie il candidato unico si lascia la possibilità che il popolo sovrano scelga altrimenti e se le percentuali risultassero inferiori,solo in quel caso, scatterebbe l’ordine di presentazione della lista e l’elezione del capolista che comunque non risulta totalmente bloccato perché anch’egli fa campagna elettorale e può ricevere preferenze.
Sembra di no ma il 50%+1 delle preferenze è molto alto,anche perché c’è da considerare che non tutti gli elettori metteranno due crocette, per cui se ad esempio il contrassegno elettorale riceve 100 voti magari le preferenze espresse dai cittadini possono essere solo 60.
Quindi per avere un vero equilibrio tra preferenze e liste bloccate non bisognerebbero considerare i voti ricevuti dalla coalizione ma invece la somma totale delle preferenze ottenute dai candidati.
Esempio:
100 voti a favore de contrassegno,che esprime i tre candidati dove un primo candidato ottiene 10 preferenze un secondo ne ottiene 19 ed un terzo ne ottiene 31.
Come descritto precedentemente Abbiamo a disposizione due sistemi di calcolo:
Con primo sistema si calcola la percentuale mettendo al denominatore i voti ottenuti dal contrassegno, cioè i 100 voti.
Con il secondo sistema,che io ritengo essere il migliore, si mette al denominatore la somma delle preferenze per ottenere così la percentuale del 50%+1 rispetto alle preferenze dei candidati e non invece rispetto ai voti ricevuti dal contrassegno.
Anche perché se così non fosse avremmo zone d’Italia elette sempre con liste bloccate visto che la percentuale di preferenze risulta più bassa,in specie al Nord.

Nell’esempio precedente se si adotta il primo sistema di calcolo,il primo candidato ottiene 10 preferenze su 100 voti al contrassegno,quindi il 10%, il secondo ottiene 19 voti cioè il 19% il terzo 31 voti cioè il 31%.
Nessuno risulterebbe eletto con le preferenze.
Invece adottando il secondo sistema di calcolo,cioè guardando il totale delle preferenze ricevute dai tre candidati e non i voti del contrassegno abbiamo che con 31 preferenze su 60 totali uno dei candidati ottiene più del 50%+1 delle preferenze e dunque risulterebbe il primo degli eletti se in quel collegio fosse assegnato un seggio a tale contrassegno.
Invece i 100 voti ricevuti dal contrassegno potrebbero essere utilizzati come riferimento rispetto agli altri collegi uninominali e ai voti ottenuti dalla stessa lista in un differente collegio,per assegnare il seggio in una circoscrizione piuttosto che l’altra.
Questo sistema funziona sia con l’uninominale maggioritario relativo sia con l’uninominale proporzionale.
Credo sia  un buon punto di equilibrio.
Uno potrebbe chiedersi che senso ha questa mediazione tra liste bloccate e preferenze: Semplice il candidato del partito cioè il capolista viene eletto se ottiene il 50%+1 delle preferenze oppure se gli altri non ottengono tale percentuale, in questo modo la scelta del capolista è ponderata al numero di preferenze effettive.
In pratica con poche preferenze vale la scelta del segretario perché conta più il voto al nella diatriba tra preferenze e liste bloccate ci sarebbe una soluzione di compromesso altialzo.Nella diatriba tra preferenze e liste bloccate ci sarebbe una soluzione di compromesso al rialzo

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