Le scelte e che non sono scritte nel libro bianco di Juncker ma che la UE deve fare

Juncker dice di non essere un dittatore e che vuole lasciare ai singoli stati europei la scelta dell’Europa del futuro.
Pertanto ha predisposto un libro bianco contenente 5 possibili scenari.
In realtà questo suo tentativo è il solito tentativo, l’ennesimo, di far vedere una realtà che non esiste con il risultato finale di scelte in perfetta continuità con quelle effettuate negli ultimi decenni che saranno fonte ulteriori ingarbugliamenti.
Non si vogliono affrontare i veri problemi perché questa Europa ormai non è in grado di affrontare alcun problema.
Può solo fare finta, ma risulta ormai completamente paralizzata.
Le uniche riforme che possono essere fatte sono quelle che creano danni a qualcuno per favorire qualcun altro.
Nel libro di juncker non si parla della banca centrale Europea,non è trattato il governo politico della moneta.
D’altra parte come aspettarsi l’ammissione di colpa sul fallimentare trattato di Maastricht?
È completamente ignorato il tema dell’euro.
O tutti sono obbligati ad usare l’euro oppure si scriva nero su bianco la possibilità di uscire dall’euro restando bell’unione Europea.
Ignorato il tema del parlamento europeo, non si accenna minimamente alla possibilità di tornare ad un parlamento come organo meramente consultivo.
Restiamo a metà strada, senza una moneta gestita dalla politica,ma con un parlamento europeo che continua ad emanare regolamenti.
Nessun accenno alla possibilità di un mercato unico chiuso,ad oggi è più conveniente star fuori dall’unione visto che poi si possono creare accordi di libero scambio e a pagare sono come sempre le economie pii deboli all’interno dell’unione.
Quindi le 5 proposte di juncker in realtà rappresentano una sola proposta,quella che parte dall’Europa a 27, rimandando il chiarimento che presto o tardi ci sarà comunque.
Questo è l’ennesimo tentativo di prendere in giro chi nell’Europa a cora ci crede.
Questo tentativo sarà l’ennesima occasione perduta che andrà ad alimentare l’anti europeismo.
Ecco perché bisogna dire no,no alla solita fregatura europea.
No a statuti speciali mescolati a doppie velocità ,mescolati alle non-decisioni politiche sulla moneta “unica”, mescolati a fondi europei che favoriscono chi lucra sull’assenza di diritti prelevando risorse a fondo perduto dagli stati dove i diritti co sono (o c’erano).

No all’assenza di un referendum europeo,no all’apertura incondizionata delle frontiere ai capitali e alle merci al di fuori del mercato unico che udite udite si deve fermare esattamente dove si ferma l’unione europea.
Al di là non possono che esservi dazi.
Quindi gli scenari futuri non sono 5…
Sono a gruppi di due:
Domanda numero 1:
Nella futura unione europea sarà possibile non avere l’euro pur rimanendo all’interno dell’unione?

Se la risposta è no,allora 5 dei 27 stati decidano quello che vogliono fare,o dentro o fuori.
Se invece la risposta è no,allora si deve modificare il trattato istitutivo per dare giustizia e uguaglianza ad ogni stato per fare in modo che chiunque possa uscire dall’euro restando nell’unione,come già accade a polonia,Romania etc etc..
A seconda di come si è risposto alla precedente domanda si decide come comportarsi con le altre problematiche ad esempio con il governo della moneta.
Se tutti avranno l’euro è evidente che risulta anche più facile istituire un governo politico della moneta attraverso una o più istituzioni parlamentari elette a suffragio universale e diretto.
Al contrario se la moneta rientra nella doppia o tripla velocità, allora il parlamento europeo non effettuerà un controllo politico della moneta ma per forza di cose dovrà tornare al suo status originario di organo meramente consultivo.
Chi non volesse vedere questi problemi oggi ,chi per inerzia, vigliaccheria o incapacità preferisse mettere la testa sotto la sabbia sappia che i problemi non si risolvono ignorandoli ed anzi così facendo si ingigantiranno ulteriormente.
Quindi dentro con chi ci sta ben sapendo che i nuovi trattar dovranno essere inseriti nelle costituzioni dei singoli stati.
Ad esempio il commercio con l’estero che l’unione europea ha ottenuto dai singoli stati è certamente incostituzionale perché i singoli stati l’hanno approvato con procedimento normale e non con legge rafforzata.
Siccome nelle costituzioni dei singoli stati non si accenna minimamente all’esistenza di un parlamento europeo e siccome c’è scritto che la sovranità appartiene al singolo stato, è evidente l’incostituzionalità di tale trattato che espropria impunemente sovranità.
Ma un domani  qualcuno chiederà conto di tutti questi strafalcioni, visto che il commercio con l’estero ad esempio in italia è prerogativa regionale e nazionale, ed è scritto nero su bianco e non può quindi essere dato all’unione europea senza un procedimento rafforzat

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