Riforma delle pensioni: Pensione sociale a chi ha ricevuto più di quanto ha dato

Ho ascoltato ieri la trasmissione Ballarò di floris su raitre, a no scusate,in epoca renziana la veltroniana raitre è passata di mano.
Ricominciamo…
Ho ascoltato ieri sera “di martedì” di floris in una interessante prima parte di trasmissione dove c’era perfino un rimasuglio di contraddittorio apparentemente vero (come nel periodo pre-post renziano) sul confronto tra pensioni retributive e contributive.
Interessanti spunti di cui non ero a conoscenza chissà come mai non mi hanno sorpreso come i trattamenti pensionistici di alcune casse separate dall’inps, di alcune aziende private (ex-statali) che riguardano ad esempio la telefonia o le banche che sono oggi in clamoroso rosso e che con l’accorpamento delle casse previdenziali pagano tutti i cittadini.
È brutto fare antipolitica su un tema così serio e siccome non voglio allinearmi a chi sbandiera questi temi a scopo elettoralistico,sbagliando perché non si accorge che allineare le pensioni al sistema contributivo è esattamente l’opposto di una manovra elettoralistica,preferisco descrivere una delle variabili che ha portato quelle casse ad avere un così ampio disavanzo.
L’ho già spiegato mille volte che i tagli sociali e l’austerità non sono la ricetta della persona cattiva che vuole il male dei cittadini,non sono la causa ma sono l’effetto delle casse allegre e dell’iper inflazione che ha colpito l’Italia in passato e che ci ha fatto perdere competitività anche se pare che nessuno se ne sia accorto,in questi termini.
Senza farla troppo lunga il risultato dell’aumento del costo del lavoro generato dall’aumento del debito e da un sistema pensionistico assurdo quale quello retributivo ha dato come esito il taglio del numero dei dipendenti statali e la svendita del patrimonio pubblico comprendente anche telefonia e pure la banca d’Italia.
Il “fondo” del discorso porta a dire che i tagli del personale fatti in questi ultimi decenni,frutto di quelle spese pazze e di quelle ignobili riforme del passato hanno costretto austerità ed hanno mandato in rosso quelle casse che fino a ieri erano separate dall’inps.
Chiaro che se c’è il blocco del turn-over ci sono meno lavoratori assunti ogni tot che vanno in pensione ergo c’è un rosa di bilancio.
Questa è una spiegazione che non sottrae responsabilità alla mancata riforma retroattiva di privilegi pensionistici decisi privatamente e poi mantenuti con l’unificazione delle casse previdenziali.

E non sottrae responsabilità nemmeno alla mancata riforma non solo della 2° pensione retributiva maturata da molti sindacalisti di cui ho sentito parlare ieri durante la trasmissione , ma anche della mancata riforma dei privilegi pensionistici delle forze dell’ordine soprattutto dopo la manifestazione dei vigili del fuoco della settimana scorsa che chiedevano pari trattamenti.
Pari trattamenti si,ma pari privilegi,tipo baby pensioni, tutt’oggi erogabili alle forze dell’ordine, no.
A tal proposito, si potrebbe stabilire che il 60% dei risparmi dovuti alla riforma costituzionale retroattiva che porta integralmente il sistema contributivo alle forze dell’ordine, sia utilizzato per migliorare i trattamenti salariali nel rinnovo dei contratti e nell’aumento delle spese per la sicurezza.
Il restante 40% deve per forza di cose ridurre l’aumento dell’indebitamento.
Ho scritto ridurre l’aumento e non invece “tagliare il debito” perché purtroppo sono questi privilegi ad averci fatto perdere competitività all’interno della quale ha avuto gioco facile la speculazione capitalista che ci ha costretto ai tagli e austerità , come forma di difesa attiva.
Togliendo di mezzo quei privilegi non si taglia effettivamente il debito ma se ne riduce solo l’aumento proprio perché oggi la situazione è veramente grave e non si può far finta di non aver fatto tutta una concatenazione di errori in questi decenni avendo in testa solo il consenso elettorale e la propaganda e non invece il bene comune.
Ma i nodi poi vengono al pettine e le bugie hanno le gambe corte anche se i ristoranti sono pieni e non si vede la crisi che è frutto psicologico di un panico generato mediaticamente!
Tornando alla trasmissione di martedì, ho notato pure alcune imprecisioni grossolane, quale quella che riguarda un presunto incremento delle pensioni d’oro nel caso in cui queste fossero calcolate con il sistema contributivo invece che con quello retributivo utilizzato ancora oggi per erogare la maggior parte delle prestazioni.
C’È un errore clamoroso, presumo dia lo stesso errore che ci portiamo dietro da almeno 12 mesi,cioè da quando il centro studi dell’inps ha elaborato il documento che ha portato nella commissione parlamentare, e che oggi non solo non viene smentito da ulteriori studi ma diviene verità!
Come può accadere che una pensione contributiva sia più alta di una retributiva lo sanno solo loro!
Questi insinuano che se una persona ha guadagnato tanto ed ha pagato tanti contributi e per molti anni con il retributivo oggi prende meno soldi di quanti ne prenderebbe con il contributivo.

No ma dico: Qualcuno cerca di pigliare gli altri per il ****?
A giudicare dall’effetto pare ci sia riuscito se pure giuliano cazzola che è uno che se ne intende ci è cascato in pieno.
Quanto affermato sopra varrebbe solo in un caso,e nemmeno in quello se i calcoli sono fatti bene.
Il caso è semplice,più unico che raro, la media delle ultime buste paga usate nel retributivo sono più basse di altre buste paga che quel lavoratore ha avuto ad esempio nei primi anni di lavoro,ma deve essere un cambiamento notevolissimo per far si che il retributivo sia più basso del contributivo.
Ora però smentisco che questo possa accadere,infatti il retributivo si è accompagnato ad una età pensionabile più bassa si oggi alle volte anche di 15 anni,alle volte anche di più per le baby pensioni.
Se anche vi fossero 10 mila casi di pensioni d’oro che aumentano con il ricalcolo contributivo,facendo la sottrazione tra quanto dato e quanto ricevuto tenendo conto del costo della vita e delle tasse pagate ed eseguendo il ricalcolo sulla cifra restante, si nota la flessione,che non è un incremento,è una flessione.
E quand’anche vi fossero 10 casi in Italia dove questo non accade, basterebbe stabilire nella legge che raggiunta la parità tra dare e avere si procede all’erogazione della pensione minima.
E quest’ultimo principio,di una sola riga andrebbe mese in costituzione,anche se tecnicamente non ve ne sarebbe bisogno visto che questo è il principio di bilancio tra entrate e uscite che in costituzione c’è già.
È iniquità assoluta la lotta politica per istituire un tetto alle pensioni d’oro, non risolve un solo problema dal punto di vista del bilancio e regala palate di soldi alle pensioni integrative private alle quali chissà come mai non si chiede alcun tetto.
Qui qualcuno tenta di collettivizzare le perdite e ci fa pure antipolitica prendendosi gli applausi.
Se uno ha una pensione d’oro ed ha ricevuto meno di quello che ha dato io lo difendo,ma non è una novità ho detto questa cosa svariate volte,ma nel momento in cui ha ricevuto di più scatta la pensione sociale magari basata sull’issee, se è alto non viene erogata.
Tra parentesi un ricalcolo totalmente contributivo taglierebbe in media del 40% le pensioni, ma sarebbe una pensione esentasse come avviene nel resto d’Europa,quindi il taglio darebbe di molto inferiore.
In ogni caso se il parlamento dovesse togliere una delle 3 pensioni a giuliano amato sarebbe già un buon inizio..

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