Bersani smacchi il “cavallo pazzo” Renzi terminando ora la XVII legislatura

Quando si cambia gruppo parlamentare bisognerebbe prima dimettersi,o far sciogliere le camere affinché il popolo sovrano possa decidere se quei parlamentari meritano la riconferma.
Martedì c’è la riunione del partito democratico sulle regole e sulla data delle primarie.
I renziani hanno fatto orecchie da mercante, ma non hanno capito che il coltello dalla parte del manico non ce l’hanno loro.
Si va lì ed invece di minacciarli di scissione,alla quale rispondono facendo spallucce si minacciano elezioni politiche immediate,entro 70 giorni dice la costituzione,quindi prima del velocissimo congresso che loro vorrebbero fare a maggio alle quali arriverebbero con un segretario ancora dimissionario e non ancora riconfermato.
Gli si dice che la data delle primarie è novembre,non settembre,non ottobre,ma novembre.
Prendere o lasciare.
La mossa del cavallo fatta da renzi e suggeritagli da Fassino è quella cosa che il cavallo fa con un angolo di 90°!
Mattarella a differenza di settembre oggi le camere le può sciogliere,sia perché non ci sarebbe più una maggioranza,dato che anche se verdini si mettesse in ginocchio senza i voti di forza Italia,che a loro rischio e pericolo votano la fiducia, il numero di fuoriusciti scissionisti sarebbe superiore.
Sia perché a differenza di dicembre non c’è più di mezzo la sentenza della corte e soprattutto il ballottaggio che era la parte dell’italicum a rendere maggiormente disomogenee le leggi delle due camere.
La corte poi con la sentenza 1/2014 riportata anche nel pdf della sentenza del 2017, ha scritto di riservarsi il diritto di limare tale legge nel caso vi fossero dei problemi e soprattutto ha detto che risulta immediatamente applicabile.
Poi dopo le elezioni se Bersani vuole sostenere gentiloni come premier può farlo,in continuità con quanto fatto fino ad oggi ma magari con ministri differenti.
È il momento di far vedere se là sotto ci sono due cocomeri o se ce la si fa sotto come tutte le altre volte!
È una minaccia?
È  un diktat?
Certo che lo è,poi ognuno è libero di far quel che vuole ma questa minaccia non somiglia un pochino a quella che i 20 renzianissimi in consiglio regionale della toscana hanno fatto al presidente Rossi?
Cos’è, legittimo minacciare ma non è legittimo essere minacciati?
Bersani smacchi il cavallo renzi ricordando che l’uccello in mano è meglio del tacchino sul tetto.

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