Ecco le primarie nel “mattarellum ponderato a doppio turno” senza registrazione degli iscritti

Stavo leggendo la proposta virgiu-matarrese per la “legalizzazione” delle elezioni primarie nelle regioni.
L’ho trovata sbagliata nella sua impostazione.
Non esiste che ci si debba iscrivere ad un registro per poter votare.
Il suffragio universale diretto è un principio dal quale non si può retrocedere.
Essendo poi che l’elezione del presidente determina il premio di maggioranza e comportare anche lo scioglimento del consiglio in caso di dimissioni, si sta dicendo che una piccola cerchia di persone nelle elezioni primarie prende la decisione per tutte le altre che poi si trovano tutto preconfezionato quando si recano al seggio.
Questo è contrario ai principi repubblicani.
Quindi se ci devono essere le primarie queste non possono che rappresentare il primo turno delle successive elezioni.
Ecco quindi una buona proposta,che però riguarda livello nazionale, l’aggiornamento del sistema elettorale che ho denominato “mattarellum ponderato” al quale ho aggiunto doppio turno e primarie.

Si,uninominale doppio turno, ma non proprio alla francese…

Al primo turno nei collegi uninominali ci sono le primarie di collegio, dove singoli contrassegni candidano ognuno 3 persone.
Al secondo turno cioè 4 settimane dopo ci sono le elezioni vere e proprie alle quali.
Tutti i candidati usciti vincitori dal primo turno,all’interno del proprio contrassegno, possono partecipare al secondo turno candidandosi nel collegio uninominale.
Nessun altra persona potrà candidarsi se non quelle che risultano vincenti all’interno del proprio schieramento alle elezioni primarie.
Quindi per un partito non risulta obbligatorio parteciparvi,infatti nel secondo turno ogni candidato vincitore può se lo vorrà ritirarsi oppure farsi appoggiare da una coalizione di contrassegni

Ad esempio “forza nuova” non riesce a raccogliere le molte firme necessarie per partecipare alle elezioni primarie che si tengono ad esempio il giorno 10 maggio.
A tali primarie si presentano 8 contrassegni e ognuno corre da solo, visto che al primo turno non si fanno alleanze ma al limite si fanno “agglomerati”,ma come spiegherò in seguito questo non sarà ne prevalente ne necessario.
Quindi ritornando all’esempio precedente forza nuova non viene ammessa alle primarie e risultano ammessi 8 contrassegni con 8 vincitori.
Supponiamo che forza nuova invece sia riuscita a raccogliere le firme per il secondo turno, reciprocamente gli 8 vincitori non vogliono accordarsi con forza nuova al secondo turno e supponiamo altresì che forza nuova non si riconosca in alcuno di quegli 8 candidati.
Senza accordo “forza nuova” non potrà partecipare al secondo turno infatti si ritroverebbe senza il candidato di collegio che risulta indispensabile.
Al contrario può accadere che il contrassegno di una forza politica non partecipi al primo turno ma solo al secondo, appunto per questo al primo turno si possono creare agglomerati.
Ma l’esempio va avanti parlando di quelle 8 persone vincitrici.
Controlleranno il numero di voti ricevuti e verificheranno le possibilità di vittoria e decideranno se è il caso di ritirarsi o di continuare.
Ovviamente il loro nome prestampato in scheda potrà esserci solo se continueranno la corsa mentre scomparirà se daranno appoggio ad un altro.
C’È dunque una raccolta di firme “per parti separate” quella delle primarie e quella del secondo turno che ovviamente per questioni di tempo dovranno essere tutte consegnate entro lo stesso giorno cioè entro 60 giorni prima.
Chi non partecipa alle primarie deve comunque mettere in sicurezza la presenza al secondo turno tramite la raccolta di firme che comincia 6 mesi prima, altrimenti saranno presenti solo i contrassegni del primo turno,senza aggiunte.
Ovviamente le firme raccolte per le primarie e le firme raccolte per il secondo turno dono distinte e sovrapponibili,cioè esattamente quello che già succede oggi per le firme del candidato presidente di regione e per le liste che lo sostengono.

Questa tipologia di primarie ha bisogno di particolari regole per poter funzionare all’interno del “mattarellum ponderato”.
Considerando questa tipologia di primarie, e considerando la conformazione della scheda elettorale del secondo turno che sarebbe in stile tatarellum,cioè un candidato con il proprio cognome prestampato,un simbolo di coalizione, e l’appoggio di coalizione di liste come avviene per le elezioni regionali,considerando questi fattori bisogna che sia permesso,come in Francia,la possibile modifica dei contrassegni di coalizione tra primo e secondo turno.
Altrimenti al primo turno in ogni collegio si farebbero primarie con contrassegni tra loro diversi e verrebbe fuori l’arlecchinata, irrimediabile al secondo turno con quindi l’impossibilità di far scattare il premio di maggioranza ed un corretto scorporo elettorale(di coalizione) privo di sbarramento nel rimanante 10% dei seggi..
A mio modesto avviso,per avere uno scorporo veritiero e allo stesso tempo per semplificare il tutto bisogna sottrarre i voti uninominali che consentono l’elezione di un candidato di collegio alla lista che ha preso più voti all’interno della coalizione in quello specifico collegio.
Prendiamo ad esempio il pd alleato con sel, che fanno le primarie di collegio al primo turno io che si allei o al secondo turno e vincano il collegio uninominale.
È razionale pensare che il candidato vincitore rappresenti la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di voti ed è ragionevole pensare che tranne in rari casi questo sia il candidato del pd.
Per carità può capitare che bontà d’animo il pd decida al primo turno di far candidare tre persone di sel w che ad essere eletta sia una figura del partito minore.
Ma di fatto in tutti gli altri collegi sono i candidati di sel a “portare acqua” ai vincitori del pd.
Ecco perché quel 10% di proporzionale (che come ho spiegato nel “mattarellum ponderato” può assumere valenza anche maggiore) deve essere scorporato togliendo dal proporzionale i voti ottenuti da chi ha vinto i collegi che presumibilmente appartiene proprio alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti in quello specifico collegio.

FONDAMENTALE è che se si utilizza il mattarellum della camera dei deputati si può fare lo scorporo sulle liste,visto che le schede elettorali sono due,e mettendo dentro la norma anti lista civetta ovvero la perfetta coincidenza tra contrassegni uninominali e proporzionali evitando che qualcuno tenti di fare il furbo con lo scorporo.
Invece se si utilizza il mattarellum del senato lo scorporo non potrà che applicarsi al contrassegno di coalizione.
L’alternativa sarebbe rappresentata dal 100% dei collegi tutti uninominali e relativi senza scorporo e senza proporzionale,il che potrebbe anche rappresentare una soluzione al senato.
C’È però da chiedersi se se sia costituzionale ottenere il il%% dei seggi come fece il centrodestra in sicilia dove ottenne nell’uninominale 61 eletti su 61.
Il premio certamente è Stato ben superiore a quel 15% indicato dalla corte per avere la ragionevole uguaglianza del voto.
Ecco perché il mattarellum va ponderato sia verso l’alto che vera il basso facendo in modo di non superare quel 55% ma facendo altresì in modo da facilitare il raggiungimento di un 51 anche se questo non permette una perfetta governabilità,il tutto senza uccidere i piccoli che altrimenti non crescono e non sostituiscono i grandi da questo punto di vista c’è un conflitto di interessi oltreché un abuso di posizione dominante da parte di chi fa la legge elettoral

Annunci