ovvero tatarellum nei collegi uninominali (3° parte)

Un mattarellum che nei singoli collegi uninominali utilizzi il “tatarellum” che aveva sia i simboli delle singole forze politiche che il simbolo di coalizione,nonché il nome e cognome prestampato in scheda di un candidato,che a mio parere dovrebbero essere non più e non meno di due per eliminare definitivamente i seggi sicuri e lasciare il potere di ultima scelta al popolo.
Si prende così il meglio dalle preferenze e il meglio dai collegi uninominali,evitando le liste bloccate e lo sbarramento nella rimanente parte proporzionale come il vecchio mattarellum del senato. Rimarrebbe il problema di uno che viene eletto a parlamentare e poi si dimette.
In questo caso non si sa come comportare per la nomina del successore,non si sa chi dovrebbe essere il primo dei non eletti.
In questo caso si verifica se l’elezione del parlamentare e’ avvenuta nel collegio uninominale o nella parte proporzionale.
Nel primo caso le dimissioni portano al ritorno alle urne in quel singolo collegio.
Nel secondo caso,ovvero con l’elezione grazie ai resti proporzionali si ha la sostituzione diretta del primo dei non eletti di quella stessa forza politica.
Mi sembra innovativa la soglia minima del 36% nel singolo collegio per poter vincere il seggio e mi sembra innovativa la soglia minima del 36% dei seggi a livello nazionale per poter aspirare al premio del 15%.
Si badi bene che nella mia proposta se una forza politica dovesse ottenere il 60% di collegi uninominali ne vedrebbe ridursi il 5%, perche a differenza del mattarellum non si può ablndare oltre quella percentuale nemmeno con i resti proporzionali.
Questa soglia di sicurezza non l’ho vista in nessun’altra proposta,eppue basta poco perché si realizzi.
Quindi se e’ vero che esiste un premio del 15% è anche vero che esiste una limitazione ai seggi che si possono ottenere anche se quel premio non dovesse scattare.
Perché 36%?
Semplicemente perché 36+15=51.
Se uno ottiene il 36% dei seggi tramite il 15% di premio arriva al 51% di seggi, c’è un vincitore che però non domina e probabilmente dovrà fare degli accordi in parlamento.
La corte ha detto che il 15% e’ il massimo premio che si può dare.
Per quanto riguarda il senato,a differenza della proposta Lauricella che utilizza la cifra nazionale dei voti al senato e determina un premio nazionale al senato,nella mia proposta ci si riferisce sempre alla cifra nazionale,ma della camera non del senato.
A seconda se chi vince alla camera risulta vincente in una specifica regione,si ha il premio intero che porta almeno al 51% il vincitore (sempre se supera la soglia valida anche per il senato del 36% dei seggi).
Altrimenti se in quella specifica regione vince qualcuno che non ha vinto alla camera si becca un premio regionale del solo 7,5%, evitando così l’effetto porcellum sul senato che assegnava il 55% dei seggi regionali anche a chi avesse perso nell’altra camera ma avesse vinto la specifica regione.
Vi fosse un doppio turno questo potrebbe esserci anche solo per la camera dei deputati, essendo che i premi del senato,interi o dimezzati, si assegnano solo dopo che e’ conosciuto il nome del vincitore alla camera,quindi dopo un eventuale ballottaggio,usando i voti al senato del primo e unico turno avremmo il premi al senato stabilito al termine del ballottaggio.
Ovvio che non è sicura la governabilità perché se non si superano le soglie i seggi sono assegnati con il proporzionale,e se non si vincono abbastanza regioni anche vincendo il ballottaggio non si ha la maggioranza assoluta al senato,ma si ha comunque una maggioranza relativa importante,e questa cosa si chiama democrazia che non prevede un vincitore la sera stessa del voto,anche perché non esiste vincitore senza voti.
La corte costituzionale ha detto che avere un vincitore la sera stessa del voto,sempre e comunque,risulta incostituzionale.
Bisogna prenderne atto.
Ovviamente il ballottaggio di cui sopra che risulta presente nella mia proposta si ha quando due forze politiche siano riuscite entrambe a superare la soglia del 36% dei seggi,non certamente con nell’italicum dove sarebbe bastato arrivare secondi con il 20% dei voti.
Infine l’ultimo punto ma non meno importante è l’aggiunta della scheda per le primarie nazionali e per la scelta dei leader.
E’ una semplice scheda,può essere previsto che non assegni seghi e sia solo per bellezza,così come può spostare 10 seggi proporzionali in un collegio unico nazionale con un sistema di ripartizione che preveda l’elezione di tutti quelli che arrivano primi.
Ovviamente si parla di prestampare i nomi ed i cognomi di almeno due leader, di coalizione o di movimento,sulla scheda elettorale che può avere la stessa forma di quella utilizzata nei collegi uninominali ovvero il “tatarellum” che è la legge elettorale per il rinnovo dei consigli regionali.
P.s.
Il simbolo di coalizione sarebbe utile ad esempio anche in trentino,di modo che agli elettori trentini si fa sapere quale coalizione sostiene la swp.

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