Legge elettorale: La perfezione del tatarellum nei collegi uninominali e gli errori nella proposta vassallo

Mi ero ripromesso di dare una letta anche alla proposta del deputato vassallo.
Dopo aver letto una sola riga,il primo articolo ho capito subito che la situazione era ben peggiore perfino della proposta Lauricella di cui ho scritto ieri.
Alla prima riga si utilizza come riferimento per le modifiche alla legge elettorale un qualche cosa di inesistente: Il testo unico per le elezioni della camera dei deputati.
Sarebbe bastato informarsi,io ho fatto due click del mouse ed ho capito subito che tale testo non ha alcuna legittimazione nell’ordinamento,è un qualcosa di non ufficiale predisposto dagli uffici della camera dei deputati e inoltre non risulta nemmeno aggiornato alle ultime leggi elettorali ma è aggiornato fino al 2006.
Vassallo pare la signora longari in quella famosa puntata televisiva presentata da Mike Bongiorno!
Pertanto,tutte le considerazioni fatte ieri sulla proposta Lauricella valgono anche per quella del deputato vassallo,con le aggravanti del caso.
Mi domando come si possano sostituire delle frasi che risultano già abrogate.
Come puoi scrivere si sostituisca “xyz” con “123” se quel “xyz” risulta già abrogato.
Evidentemente non si può inserire alcun “123”.
Evidentemente tutta la legge vassallo è da riscrivere completamente.
Mi permetto di dare un suggerimento:
Copiare ed incollare tutto il presunto testo unico in una nuova legge,senza inserire alcun riferimento ad altre leggi del passato,anzi abrogandole tutte,dalla prima all’ultima.
Cominciare la discussione sulla nuova legge elettorale partendo dall’approvazione del testo unico lasciando alla fine quel che concerne la nuova normativa elettorale.
Se ad esempio della legge del 1957 vanno bene 3 pagine,si copiano e si incollano quelle tre pagine e si abroga in maniera esplicita l’intera legge del 1957.
In questo modo non devono fare riferimenti e poi con il taglia e cuci mettere insieme i pezzi,ma si ottiene un testo unico valido e omogeneo senza avere tutti questi problemi acuiti da ben due sentenze della corte che non parte di alcuna legge ma la modificano.
Si abrogheranno esplicitamente tutte le leggi elettorali e se ne riporterà solo il testo effettivamente utile,senza che a questo ci si riferisca come fosse parte di una legge del passato in quanto le parole faranno parte a tutti gli effetti della nuova legge.
Per quanto riguarda il dettaglio proposta vassallo,vedo che c’è uno sbarramento del 2% a cui si aggiunge uno sbarramento “naturale” dovuto a circoscrizioni molto piccole.
Vale lo stesso discorso che ho fatto per lo sbarramento al 4%.
Come si può affermare che l’ufficio circoscrizionale stabilisca che dei voti validi siano considerati schede bianche?
Sono voti validi,c’è la ragionevole uguaglianza del voto,quindi devono partecipare anche questi voti alla ripartizione dei seggi.
Appaiono troppi 8 seggi dati a chi ottiene l’ 1,5% dei voti come accadeva nella prima repubblica, si possono possono ridurre a 6 seggi o a 4 seggi ma non si possono certo eliminare perché eliminarli completamente significa fare un torto non solo a quelle forze politiche ma anche agli elettori che non torneranno al seggio per votare voi ma se ne staranno a casa delegittimando i sempre meno voti che voi ottenete con la sempre più bassa affluenza.
Per quanto riguarda l’articolo 4 comma 83, mi pare sia incostituzionale laddove si afferma che in caso di parità nelle cifre elettorali a prevalere sia il candidato femmina.
Incostituzionale e discriminatorio proprio in base alla norma che dispone parità di accesso alle cariche elettive.
E qui si rivela l’incapacità del legislatore e probabilmente il deficit di comprensione di chi quelle leggi e quelle riforme costituzionali le ha pure votate.
È sbagliato scrivere che in caso di parità della cifra elettorale sia eletta una femmina tanto quanto è sbagliato che ci sia scritto che ad essere eletto sia un maschio.
Tra parentesi oggi ci sono più eletti uomini ma domani potrebbe succedere il contrario e la legge scritta in quel modo rappresenterebbe una palese violazione della costituzione.
Ma siccome la legge ha carattere generale non si deve far portatrice di un trend,quindi è incostituzionale dall’assenza di distinzione di sesso oltreché dalla parità di accesso alle cariche pubbliche.
E’ proprio una roba inguardabile.
Per quanto riguarda i collegi uninominali questi sono senza soglia,che a mio parere dovrebbero essere almeno del 36% dei voti validi come accadeva nell’uninominale del senato nella prima repubblica,anche se in quel caso era del 65%.
La soglia del 36% funziona anche come garanzia per le minoranze interne ai partiti,senza le quali non scatterebbe l’assegnazione del seggio causa il mancato raggiungimento della soglia,ma anche in caso di agglomerati politici che si devono mettere d’accordo a tutti i costi per non lasciare il seggio all’avversario se questo è distante dal 36%.
Quindi la distribuzione dei seggi 50% proporzionali e 50% uninominali hanno un proporzionale non realmente proporzionale e un uninominale relativo appunto senza soglia.
Io penso che sia meglio pochi seggi proporzionali ma veramente proporzionali piuttosto che questa robaccia qui.

Quindi credo sia di gran lunga migliore l’aumento al 75% di collegi uninominali ma con soglia con un proporzionale vero, piuttosto che un 50% di collegi uninominali senza soglia e con un proporzionale farlocco.
Tra l’altro anche aggiungendo un premio di maggioranza nazionale del 15% che contiene una soglia come richiesto dalla corte ovvero il 36% dei collegi conquistati a livello nazionale,ognuno dei quali per scattare deve essere ottenuto con almeno il 36% dei voti nel singolo collegio ai quali si aggiungono i voti proporzionali ottenuti dopo lo scorporo come prevedeva la legge mattarella al senato della repubblica,fatta valere in questo caso anche per il senato.

Io penso che il tatarellum sia perfetto per i collegi uninominali.
C’È un simbolo di coalizione che può fare da riferimento per tutto il territorio nazionale e per l’altra camera.
Ci sono le coalizioni con i simboli dei partiti e c’è prestampato il nome del candidato a presidente di regione che  sarebbe il candidato del collegio uninominale,anche se a mio avviso i nomi dovrebbero essere due per coalizione mettendo a preferenza.
i voti dati alle liste nei collegi uninominali andrebbero conteggiati solo ed esclusivamente come voti di coalizione per avere così uno scorporo efficiente e poi comunque ci sarebbe un’altra scheda elettorale per le primarie nazionali,similmente a quanto accadeva per il mattarellum alla camera dei deputati dove erano presenti due schede e la seconda valeva a livello nazionale ,si possono prestampare in scheda elettorale i nomi di due leader nazionali in e far scegliere ai cittadini.

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