Urgente: Giudici corte costituzionale e senatore Lauricella cambino mestiere!

Stavo leggendo il disegno di legge proposta dal senatore Lauricella e mi è sembrato di trovarmi davanti ad una giungla.
Davvero non capisco come si possano scrivere leggi in questo modo.
Dove sono le abrogazioni delle leggi elettorali successive a quelle usate come riferimento per stendere questa proposta?
Non ci sono.
Dunque non c’è abrogazione esplicita,quindi quelle norme restano valide se non contrastano con quelle nuove creando l’effetto ginepraio.
La proposta lauricella modifica una legge del 1957 e una legge del 1993,per l’elezione di camera e senato senza considerare minimamente le modifiche che ci sono state nel tempo.
Non sono un giurista,ma se una norma è stata sostituita da un’altra norma, se c’è dunque una abrogazione,non si può prenderla a riferimento richiamandola,infatti tale frase,tale articolo non risulta più essere presente nell’ordinamento,quindi una legge che lo richiama è come minimo un generatore di confusione e con massimo risulta totalmente illegittima.
Non sarebbe più semplice copiare ed incollare il testo del 1953 e quello del 1993 in una nuova legge abrogando sia quelle leggi,sia tutte le successive modifiche?
Ultimamente ho scoperto che basta una legge di una riga per far tornare in vigore una legge abrogata.
Una vera e propria aberrazione.
Questo non può accadere per un motivo molto semplice:
La legge che torna in vigore non è una nuova legge,non viene ripubblicata in gazzetta e quindi mantiene inalterato lo stesso anno di approvazione.
Se viene abrogato l’articolo di una legge del 1957,o peggio ancora l’intera legge del 1957 e poi nell’anno 2017 si vuole farla tornare in vigore con una legge di una sola riga che dice: ” la legge numero tal dei tali del 1957 ritorna in vigore”, ad andare in gazzetta ufficiale nel 2017 non è la legge del 1957, ne un articolo di legge del 1957,bensì la legge costituita da una sola riga fatta nel 2017.
Piccolo particolare,le abrogazioni esplicite, cosi come quelle non esplicite, utilizzano l’anno di approvazione delle leggi per stabilire quali restano in vigore.
Una abrogazione tacita utilizza l’anno di entrata in vigore della legge, che in questo caso è  e rimane il 1957.

Penso che sia facile dedurre come nell’istante successivo alla nuova entrata in vigore della legge del 1957 o di un suo articolo poi successivamente abrogato, si abbia automaticamente una nuova abrogazione,secondo la storia.
Una cosa che non si può fare non si può fare,inutile fare copia e incolla dei modus operandi degli altri onorevoli dicendo: Se lo fanno loro allora si può fare.
Chi non è in grado cambi lavoro.
Questi concetti erano chiari anche ai contadini senza laurea eletti nell’assemblea costituente,com’è possibile che dei laureati non ci arrivino?
È grave sta cosa.
È grave non riuscire a capire che una norma abrogata non può tornare in vigore se le parole abrogate non ricompaiono tutte nella Gazzetta ufficiale.
L’unica che può far tornare in vigore una legge abrogata è la corte costituzionale perché dichiarando incostituzionale una legge non solo la elimina dall’ordinamento ma ne elimina retroattivamente ogni effetto.
Ergo,ad oggi,non esiste alcun riferimento legislativo alla sentenza della corte costituzionale ne sul porcellum poi divenuto consultellum ne tantomeno dell’italicum recentemente rivisto dalla corte.
Ad esempio: Come si modificano le preferenze al senato,quelle inserite dalla corte con la sentenza 1/2014?
Non possono essere abrogate esplicitamente perché fanno parte di una sentenza non di una legge,benché la corte indichi l’anno 1993,tale legge non conteneva la preferenza così come nessuna legge di elezione del senato dal 1948 ad oggi.
La corte l’ha inventata e forse l’ha fatta pure incostituzionale visto che da due legislature è stata inserita la parità di genere!
L’invito è quello di scrivere una legge completa, senza riferimenti strani abrogando esplicitamente ogni legge fatta negli ultimi decenni,e riportando su questa nuova legge completa le parole che si vogliono mantenere che però devono avere un proprio significato non un rimando alla legge del 1957.
Nei prossimi giorni cercherò di analizzare la proposta cuperlo e quella Lauricella nei dettagli.
Quella toninelli no perché è stata ritirata,si dopo due mesi di inviti al parlamento per portare il “legalicum” (ovvero l’italicum uscito dalla consulta) anche al senato,si sono accorti che c’erano le liste bloccate!
Si perché le liste bloccate sarebbero incostituzionali ma la corte con il pasticcio che ha fatto con la sentenza 1/2014 dove ha messo la preferenza anche al senato,dove nella prima repubblica c’erano singoli candidati di  senza preferenze,forse aveva la coda  di paglia.

 

P.S. 11 giugno 2017

anche Paolo becchi fa la stessa proposta: Utilizzare la legge legge 4 agosto 1993, n. 276 così. Com’è.

no ma dico, hanno provato ad aprirla e hanno notato che i riferimenti normativi sono riferiti a legislazioni elettorali precedenti?

pure io ho sempre detto di usare il mattarellum del senato,ma va riscritto e inserito in una nuova legge, facendo copia ed incolla e poi facendo le modifiche necessarie.

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