L’interessante intervista a nino galloni e il complottismo non latente

Stavo rileggendo l’interessante l’intervista fatta da Alessandro Giorgiutti a nino galloni su liberoquotidiano, dove si ripercorrono gli anni in cui il debito pubblico italiano esplose.
Bella intervista,i fondamentali sono corretti,sono d’accordo al 60%, ed in questo periodo è una gran bella percentuale.
Non voglio contestare ne rimarcare quel 60%,ma nemmeno l’intero 40%,ma preferisco concentrarmi su un paio di fattori presenti nell’intervista.
Intanto si riconosce che l’orientamento internazionale era per vietare l’acquisto dei di stato da parte della banca nazionale o centrale,e a tal fine venivano fatte delle pressioni e pure delle speculazioni.
Questo piano era il piano di nixon, non a caso arrivato dopo Kennedy ammazzato dopo aver firmato l’ordine che toglieva alla fed la stampa di banconote.
Più che complottismo A me sembra realismo visto che anche noi ci abbiamo rimesso un presidente del consiglio,Aldo moro,pure lui favorevole alla stampa di banconote da parte del tesoro,pure lui avrebbe alzato un putiferio in parlamento.
Le famose 500 lire del 1967 fatte stampare da Aldo moro,rappresentano pure il motivo per cui i “signoraggisti” se la pigliano con me.
Apro e chiudo parentesi: Sto dicendo tutt’atra cosa da voi,non me ne frega un emerito **** del costo delle banconote,capito?
Io parlo del costo degli interessi sulle banconote che dovrebbero essere di proprietà di chi le stampa.
Torniamo all’argomento..

Non sono noccioline,stiamo parlando dell’ordinamento politico mondiale,la differenza tra capitalismo di sinistra di destra e di centro e anticapitalismo di sinistra di destra e di centro.
Una frattura all’interno del mondo politico,un consegnarsi mani e piedi a chi,nel mondo, ha privatizzato tutto il privatizzabile e può permettersi di avere la moneta mondiale per eccellenza.
È questo il ragionamento macroeconomico che in questi giorni porta all’eliminazione dell’obamacare mentre noi creiamo debito pubblico per le quattordicesime su pensioni erogate da una legge fatta proprio in quegli anni,il sistema retributivo, al quale siamo passati eliminando il sistema pensionistico a capitalizzazione.
La famosa inflazione da shock petrolifero negli stati uniti durò meno di due anni,da noi divenne endemica, e fu questa la ragione che portò all’innalzamento del debito perché dall’inflazione si ottengono i tassi di interesse.
L’inflazione non è direttamente dovuta alla stampa di banconote, ma è dovuta alla stampa di banconote utilizzate per coprire le spese correnti,che sono aumentate con le assurde riforme fatte in quegli anni.
La speculazione poteva essere evitata se ci fosse stata in costituzione la normativa sul pareggio di bilancio.
Mettiamoci d’accordo o privatizziamo tutto come negli stati uniti d’America,pure le elezioni,e non siamo così distanti visto che hanno già tolto il finanziamento pubblico…

Oppure diamo un riconoscimento politico austerità, riconoscendo che questo è l’unico modo per continuare ad avere la stampa di banconote da parte del tesoro o della banca “pubblica” di riferimento.
Tutti hanno capito che bisogna stampare banconote,lo hanno capito gli stati uniti d’America,l’Europa,il Giappone,il regno unito,ma pochi possono realmente farlo senza avere conseguenze.
Questo ragionamento di galloni è totalmente sballato:
«necessità di contenere la domanda interna, e quindi anche il Pil, per evitare che l’ import aumenti più della crescita. Se però si fosse trovato il modo di agganciare le maggiori emissioni monetarie a una crescita del Pil che non determinasse aumento dell’ import, avremmo trovato la quadra. Insomma, bisognava ripensare il keynesismo>>

No,sbagliato,matita rossa,non il pil ma le maggiori spese coperte da stampa di banconote fanno perdere competitività alla quale si cerca di rimediare con il cambio monetario creando inflazione su prodotti di cui noi siamo totalmente dipendenti,esempio petrolio e che creano il cd effetto del cane che si morde la coda aumentando il debito,la spesa pubblica,le tasse,la speculazione.
I prodotti che noi compriamo dall’estero vanno bene solo ed esclusivamente se sono acquistabili anche in Italia.
Altrimenti non c’è concorrenza vera ma ci si lega mani e piedi al mercato internazionale.
La benzina utilizzata in tutti i filoni produttivi rientrava in pieno nel piano di Nixon che strinse accordi di difesa militare con tutti i paesi esportatori di petrolio e tale atto portò alla difesa dello stato del qwait dall’iraq nel 1991.
La perdita di competitività e poi di sovranità si innesca dal mancato rispetto dei vincoli di bilancio.
Il problema è andare a recuperare i buoi una volta scappati dal recinto e soprattutto ricordarsi subito dopo che va chiuso!
No perché c’è qualcuno che non è in grado di capire che con un default del debito scatta l’embargo economico e quindi in egual modo il fallimento delle aziende orientate al mercato globale.
Il ritorno alla lira se non paghi il debito porta ad una situazione peggiore di quella attuale.
Non si possono stampare banconote per pagare le spese correnti.

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