Updates from febbraio, 2017 Attiva/disattiva nidificazione dei commenti | Scorciatoie da tastiera

  • giamps78 08:40 il 26 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco perché lo sbarramento elettorale risulta incostituzionale 

    Questa corte costituzionale sarebbe perfino in grado di dire che legge acerbo è costituzionale solo con elezione diretta Benito Mussolini!

    Voglio ricordare che perfino la legge acerbo era priva di sbarramento.
    Nemmeno la legge acerbo arrivò ad eliminare le piccole forze politiche.
    Certo,poi chi entrò in parlamento fu preso a randellate e andò sull’aventino,ma questo è un altro discorso.
    La legge truffa del 1953,per quanto truffa fosse, lo sbarramento non lo aveva.
    Io penso che l’autoreferenzialità delle attuali forze politiche abbia superato il limite.
    In pratica le stesse persone,le stesse segreterie,le stesse dirigenze vorrebbero il diritto esclusivo nella creazione di nuove forze politiche usando come un manganello il loro potere mediatico.
    Uno potrebbe dire che il movimento 5 stelle è nuovo,certo che è nuovo ma è stato creato da qualcuno che per decenni è stato in televisione e che aveva una certa capacità economica,altrimenti il movimento 5 stelle lo sbarramento non lo avrebbe superato.
    Vogliono i diritti esclusivi sulla politica e questo risulta inaccettabile.
    La costituzione parla chiaro,parla di rimozione degli ostacoli.
    Articolo 3:
    “È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del paese.”

    Ora qualche individualista potrebbe affermare che questo articolo riguarda gli ostacoli economici della singola persona.
    Questa lettura limiterebbe l’ampiezza di questo articolo.
    Difatti concorrere all’organizzazione politica del paese significa anche entrare nell’istituzione parlamentare e concorrere a fare le leggi.
    Quale può essere un sinonimo che più di tutti si avvicina alla parola ostacolo se non la parola sbarramento.
    Lo sbarramento è oppure non è un ostacolo?
    Lo è al mille per mille.
    È di fatto quell’ostacolo a rendere diseguale il lavoratore che vota “A” dal lavoratore che vota “B” e che non ottiene alcuna rappresentanza proprio dalla presenza di quell’ostacolo e che dunque non eleggendo alcun rappresentante non concorre all’organizzazione politica,economica e sociale del paese.

    Certo,non mi aspetto che chi pigia ripetutamente un pulsantino su ordine del capo politico su dei maxi-emendamenti del governo che pone la questione di fiducia,riesca a capire tutto questo.
    Io credo che lo sbarramento leda anche la pari dignità sociale,in relazione alla fondatissima “teoria della coca-cola” spiegata più volte da alcuni uomini politici che consisterebbe in un calo delle vendite al calare della pubblicità.
    Ed ecco che i partiti arroccandosi sulle loro posizioni di potere con lo sbarramento tolgono ogni visibilità alle nuove forze di fatto eliminandole.
    Mentre dal giorno dopo le elezioni continuano a crearsi nuovi gruppi parlamentari che non piglierebbero nemmeno il voto dei loro parenti stretti ma che sono decisivi per tenere in piedi un governo.
    Questo risulta inaccettabile.
    Se non vi può essere un premio di maggioranza o di governabilità superiore al 15% non si può nemmeno pretendere che sia totalmente eliminato dal parlamento  chi con un sistema proporzionale puro ovvero con la perfetta uguaglianza descritta dagli articoli 3 e 51 avrebbe ottenuto 8 seggi e se ne ritrova non 4, non 2 ma nemmeno uno.
    L’articolo 51 dice chiaramente che tutti i cittadini devono accedere alle cariche elettive in condizione di uguaglianza,ma quanto fin qui descritto fa ben capire che così non è.
    Non accedere al parlamento malgrado i voti ottenuti  non permette nemmeno di ottenere i soldi dei gruppi parlamentari,l’ostacolo economico che i partir più grandi mettono sul cammino di qualsiasi cittadino volesse fare politica.
    E non si dica che quei soldi servono per far funzionare il gruppo perché i senatori del partito democratico hanno usato quei soldi ad ottobre per tappezzare l’Italia con i loro  inutili manifesti.
    Io penso che lo sbarramento possa considerare a tutti gli effetti una limitazione della libertà di voto,ai sensi dell,articolo 48 della costituzione,al di fuori di ogni “ragionevole” uguaglianza in quanto voti veri,voti validi espressi dai cittadini vengono scartati e non vengono conteggiati nella ripartizione dei seggi.
    In pratica dei voti validi vengono conteggiati come schede bianche e questo a causa della legge elettorale che esplicitamente dice di escluderli dall’assegnazione dei seggi ai quali avrebbero diritto.
    E questo in cambio di cosa?
    Della governabilità.
    Strano, cercavo la governabilità in costituzione e non l’ho trovata!

    Peccato che con 3 poli al 30% e con le recenti sentenze della corte sui premi di maggioranza la governabilità manchi in ogni caso.
    Tale premio inoltre si può ottenere teoricamente anche con un voto in più della seconda lista classificata,e questo significa che quel singolo voto regala 90 seggi mentre magari il 2% dei voti non serve nemmeno ad eleggere un rappresentante,questo non è ragionevole è assurdo.
    Se lo sbarramento fosse l’unità di misura allora si misuri con lo stesso metro e se al senato tale sbarramento fosse all’8% allora ci sia l’8% dei voti tra prima e seconda classificata affinché possa essere assegnato il premio.
    Altra scusa:
    C’È troppa frammentazione politica.
    E allora?
    Non mi risulta che l’articolo 49 che parla di libertà di tutti i cittadini di associarsi in partiti ponga un limite a questa frammentazione ma anzi parla di “metodo democratico” cioè una legge elettorale democratica per determinare la politica nazionale.
    Agli attuali partiti dà fastidio proprio questo,quando un parlamentare determina la politica nazionale questo non va bene, deve essere il loro capo ad ordinare al parlamento che cosa fare senza subire alcuna ” minacci” dalle piccole forze fino a ritenere che non debbano sedere in parlamento perché conterebbero troppo anche con quei pochi seggi e toglierebbero il l’opportunità di essere determinanti a loro e ai loro gruppi che si formano e poi di cambiano durante la legislatura.
    Questa è stata una legislatura di transfughi com’è stato possibile cancellare milioni di voti veri con lo sbarramento per poi avere tutti questi cambi di gruppo?

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  • giamps78 06:00 il 23 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Legge elettorale: proposta di Forza Italia è “sboba” invotabile 

    Molto intelligentemente o furbescamente forza Italia ha preso le proposte di esponenti del partito democratico per produrre una proposta che solo in apparenza è di buon senso,in realtà è fuffa totale.
    Loro vogliono sostanzialmente due cose:
    1)L’assenza totale delle preferenze cosicché il cittadino va avanti a subire le segreterie di partito come negli ultimi 20 anni.
    2) la presenza dello sbarramento che serve a delimitare il proprio campo politico ed in pratica serve semplicemente per fare in modo che l’assenza di vincolo di mandato venga limitata dall’impossibilità di essere rieletti se si fuoriesce da una forza politica e se ne crea un’altra evitando che gli “scissionisti” possano avere una qualche visibilità in parlamento.
    Tutti vedono quanta fatica ha fatto la lista di fratelli d’Italia ad aumentare i propri consensi.
    Loro sono fuori dall’Europa a causa dello sbarramento che tra parentesi loro stessi hanno votato nella riforma della legge elettorale europea.
    Sarebbero fuori anche dal parlamento se avessero avuto davanti lo sbarramento ed invece il porcellum li ha esentati ed ora dopo anni sono arrivati alle soglie del 6%,con molta fatica.
    Ma essi sarebbero a zero se lo sbarramento avesse impedito loro di entrare in Parlamento come invece è successo a rivoluzione civile di Ingroia.
    E quale sarebbe la discriminante?
    Le coalizioni!
    Ridicolo perché la coalizione non c’è mai stata ne lato sinistra ecologia e libertà,ne lato fratelli d’Italia,però ingroia vale zero mentre loro hanno mantenuto o aumentato le loro percentuali grazie ad una norma truffaldina.
    Dicano poi se intendono conteggiare per arrivare al 40% anche le loro liste civetta tipo i “verdi-verdi” che diventano parte della coalizione ma non superano lo sbarramento,cioè che permettono l’assegnazione del premio al 55% pur non essendo voti conteggiati nella ripartizione dei seggi!
    Forza Italia è partita dalla proposta chiti-formato la famosa proposta preparata per il senato dopo la vittoria del “si” al referendum.
    Forza italia per convincere il PD ci ha messo dentro l’emendamento Lauricella.
    Così facendo cambierà tutto perché nulla cambi.
    Avremo molto probabilmente una camera ed un senato al 100% proporzionali ma con lo sbarramento.

    Le coalizioni nel collegio uninominali serviranno solo per condividere l’unico candidato che invece di essere scelto dai cittadini,(mettendo magari l’obbligo di presentare non meno di due e non più di due candidati) è scelto dalla coalizione di segreterie di partito,da questa accozzaglia impropria sconosciuta ai tempi della prima repubblica quando il senato era eletto in collegi al 100% uninominali ed aveva pure I RESTI proporzionali, ma prevedeva che il premio di maggioranza potesse scattare già nel singolo collegio e non aveva sbarramento.
    Siamo di fronte ad una truffa che i partiti pagheranno cara quando ci si accorgerà degli effetti dell’emendamento Lauricella sulla prossima legislatura.
    Stiamo parlando di un proporzionale al 100% con lo sbarramento e con il 100% di collegi uninominali di coalizione!
    Non so se ci si rende conto del fatto che il giorno dopo le elezioni avremmo quasi certamente la rottura di queste coalizioni che insieme hanno concorso all’elezione dei rappresentanti,salvando pero dallo sbarramento il “miglior perdente” di una coalizione non più esistente.
    Tutto questo è a dir poco assurdo.
    Cosa non si fa per impedire agli altri di ricevere seggi democraticamente ottenuti!
    Cosa non si fa per mantenere questo sistema,questa melma di potere che in questi 20 anni ha rovinato la vita agli italiani!
    Per non parlare della fantasiosa “elezione” del capo della coalizione che ancora una volta non piglia un solo voto in cabina ma che ottiene la priorità davanti al presidente della repubblica in base ai voti di lista.
    Come può esserci un capo della coalizione se il giorno dopo le elezioni avviene il dissolvimento delle coalizioni?
    In pratica questa normetta serve a forza Italia per mettere il cognome dell’incandidabile Berlusconi nel contrassegno elettorale per fare in modo che un suo fantoccio o un Bertolaso qualsiasi che lui nomina e dirige possa diventare presidente del consiglio avendo ottenuto forza Italia magari solo cento mila voti più della lega nord ma non avendo conseguito ,Bertolaso, alcuna preferenza vera da parte dei cittadini.
    Questa è una sboba invotabile.
    Misuratevi nelle urne come si misura la febbre del malato di traffico d’influenze,constatate quanta è alta la voglia del popolo di disarcionarvi democraticamente invece che chiudervi nella melma di potere della stanza dei bottoni!
    Predisponete invece una scheda apposita dove i cittadini esprimono il gradimento dei leader e verifichiamo se i sondaggi sono giusti!

     
  • giamps78 20:01 il 22 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Primarie #PD: Bersani candidi Prodi per “scindere” elettori renziani da renzi 

    Bersani telefoni a Prodi e gli dica: “se ti candidi a segretario con la mia lista noi rientriamo”.
    STOP.
    Partita chiusa, la mossa del cavallo viene neutralizzata e diventa mossa della pecora!
    Però ovviamente Prodi non deve accettare renziani in lista,e nemmeno francescani ops pardon franceschiniani…
    Lettiani si e pure emiliani ma non giovani turchi sempre pronti a cambiar bandiera al cambiare delle maggioranze.
    Prodi rientrerebbe in politica sfidando probabilmente i suoi 101 franchi tiratori che probabilmente sono tutti renziani.
    Non che io non abbia esultato con la mortadella in mano quella sera!
    Ma il nemico del mio nemico e il tuo nemico!
    Ma io penso che Prodi sarebbe l’uomo giusto per trattare con Grillo,io mi ricordo dell’incontro alla fabbrica del programma.
    Dubito che anche con Prodi segretario e anche con il premio dato alla coalizione mettendo insieme altre forze politiche loro riescano a superare il 40% ottenendo il 55% dei seggi.
    Poco male!
    L’importante ora è la sfida in segreteria e prodi asfalterebbe sia i renziani che gli emiliani( la corrente del presidente della puglia!)
    Prodi otterrebbe un duplice vantaggio,apparirebbe come il ricucitore e renzi che già oggi è commissariato prenderebbe se va bene il 30% dei posti in direzione dei quali solo il 10% sarebbero renziani-renziani.
    Se astutamente renzi sa di perdere e non si candida e magari dice di votare per Prodi,benissimo,in questo caso i renziani in direzione avranno zero posti …
    D’altra parte non si può mica spartire il listone per correnti!
    Come fa prodi a perdere?
    Nemmeno se renzi contatta uno per uno tutti i verdiniani che possono infilarsi nei gazebo a votare per lui,grazie al famoso “venite” come l’altra volta ha esplicitamente chiesto agli elettori di centrodestra di andare a votare per lui nei gazebo,nemmeno in questo caso riuscirebbe a prevalere e probabilmente non arriverebbe neppure al ballottaggio visto che buona parte del suo elettorato sarebbe “scisso” tra emiliano e prodi!
    Le cose sono due: O renzi si candida oppure renzi non si candida.
    Se renzi si candida allora Prodi lo può sfidare.

     
    Se renzi non si candida non serve che si candidi nemmeno Prodi, lui lo comunica pubblicamente ed i bersaniani rimangono.
    P.s

    Lasci ai renziani anche Arturo Parisi!

     
  • giamps78 09:32 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Congresso pd: “Berlusconini renziani” si scelgono avversario mediante traffico d’influenze 

    Chiariamoci,non che renzi non possa scegliere chi vuole con candidato alle primarie.
    Se vuole telefonare ad Andrea orlando,che è star suo ministro, e convincerlo a candidarsi per tenere unito il partito può tranquillamente farlo.
    Ma in tal caso orlando dovrebbe essere un suo candidato, non una alternativa a lui, mi sembra sia palese.
    Pare quasi che i berlusconini renziani abbiano ereditato dal loro mentore pure questo vizio, quello di scegliersi pure gli avversari.
    Insomma,il piano ben congeniato era quello di tagliar fuori dalla possibilità di vincere il congresso alcune candidature che ora sembrano destinate a lasciare il partito, e di farsi il suo congresso su misura.
    Questi sono i fatti,smentisca di aver telefonato venerdì sera ad orlando,cioè prima dell’assemblea del pd di domenica, smentisca di averlo supplicato di candidarsi come alternativa a lui.
    Quindi la realtà dei fatti ci narra non della povera vittima renzi che viene minacciata di scissione nel caso in cui si dovesse ricandidare ma l’esatto opposto,un renzi che tenta di eliminare ad esempio con la decisione sui tempi stretti del congresso, ogni possibilità di vittoria degli avversari e che già prima dell’assemblea aveva già scelto il suo avversario che stranamente è quello che ha messo in minoranza ordini all’interno della corrente dei giovani turchi.

     
  • giamps78 06:47 il 21 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bill Gates vuole tassare i robot…cominciamo a tassare i possessori di software Microsoft! 

    Come si può pensare nell’epoca della globalizzazione di tassare dei robot che sostituiscono gli esseri umani nella catena produttiva senza che i furbi capitalisti ne traggano un vantaggio?
    Alzando muri doganali!
    Come si fa a non calcolare che se tassi i robot le produzioni robotizzate vanno all’estero,in un qualsiasi “paradiso” e poi entrano nei nostri mercati ad un prezzo molto più basso lasciando disoccupati pure i nostri robot?!?
    Il Canada ad esempio ha stretto un patto di libero scambio con l’Europa, supponiamo non intenda tassare i robot,chiaramente i loro prodotti costeranno meno al netto del trasporto.
    Questo significa che un numero di prodotti sempre crescenti, creati da robot che lavorano 24 ore al giorno senza pagare tasse manderanno qui moltissima merce creando buchi di bilancio ovvero riducendo le entrate fiscali derivanti dai robot “nostrani” fino ad azzerarle per l’assenza totale delle produzioni.
    È un ragionamento sbagliato nelle sue fondamenta a meno che questa proposta non venga assunta a livello globale,con una tassa obbligatoriamente uguale per tutti pena il divieto di vendere prodotti.
    Ma poi ci saranno comunque le triangolazioni fatte dagli stati canaglia.
    queste futuribili e ipotetiche entrate fiscali servirebbero contro la povertà per creare il magnifico reddito di cittadinanza  che non potrà essere mantenuto a lungo visto che siamo economie che si fondano sul debito.
    Invece il ragionamento corretto non è quello di tassare i robot per far costare di più il loro lavoro dando un reddito di cittadinanza agli umani che restano senza.
    Il ragionamento corretto è quello di far lavorare questi robot per creare prodotti gratuiti per quelle persone che non possono permettersi degli acquisti, senza che questi abbiano bisogno di redditi di cittadinanza.
    Quindi più lavoreranno i robot,più il costo del loro lavoro sarà basso, più persone potranno avere molti più oggetti e ricevere molti più servizi gratuiti.
    l’organizzazione lavorativa degli esseri umani deve riguardare lavori in assenza dell’ultra competizione, ma tornare come un tempo a fare qualche cosa senza che si guardi alla produttività ed invece mettendo davanti le priorità sociali e territoriali da fare obbligatoriamente per poter ricevere quei beni gratuiti.
    Penso per esempio alla corrente elettrica,se fosse gratuita fino ad una certa quantità il povero la potrebbe usare senza bisogno di soldi mettendo in atto comportamenti virtuosi di risparmio energetico.

    Inoltre,non abbiamo bisogno di centralizzazioni produttive che rendano dipendenti e schiave le popolazioni che ricevono i beni, così come non c’è bisogno della centralizzazione delle fonti energetiche, ma di autoproduzione locale.
    Km zero,autoproduciamoci gli oggetti direttamente in casa con una stampante 3D,perché dovremmo tassare una stampante 3D?
    A questo punto tassiamo anche tutti i possessori di software Microsoft!
    Quanti posti di lavoro hanno portato via automatizzando le operazioni i software di Bill Gates?
    Degli scolari di una scuola,in Italia,hanno creato delle protesi per le vittime di guerra in africa.
    La particolarità stava nei materiali utilizzati,tutta plastica riciclata lavorata attraverso una stampante 3D
    Hanno cominciato le spedizioni in africa ed hanno avuto un grande riscontro.
    Ma si sono accorti che le spedizioni e le lungaggini nei controlli facevano salire il prezzo anche di 10 volte.
    Hanno preso le stampanti e le hanno inviate in africa ed hanno abbattuto i costi.
    Dunque il problema non è costituito dai robot ma dall’uso che se ne fa successivamente e dalla accessibilità a tali prodotti all’interno del sistema autocratico-capitalista.
    Dalla “lotta di mercato” dovrebbero essere quindi esclusi alcuni beni la cui distribuzione può essere gratuita.
    Beni ad esempio come l’accesso all’acqua per la quale vale lo stesso discorso fatto per la fornitura di energia elettrica, gratuita fino ad una certa quantità oltre la quale si deve pagare,senza mescolare l’una parte gratuita con la parte a pagamento e senza conguagli di sorta.
    Chi non ha pagato non può avere accesso oltre il limite gratuito giornaliero/ settimanale.
    Limite gratuito che però significa anche non avere balzelli mensili con costi di allacciamento o di servizio e di canone idrico,quelli sono fatti pagare solo a chi tale limite lo sfora.
    E questa rappresenta la terza via tra un sistema previdenziale del “dare soldi a tutti” e un sistema a capitalizzazione dove chi non ha versato i contributi diventa povero assoluto e molto probabilmente delinque.
    Il tutto mescolato con un lavoro collettivo territoriale al di fuori del mercato “a concorrenza perfetta” senza che quest’ultimo sia cancellato nei suoi principi ma cercando di limitarlo nel suo potere di schiavitù sulle popolazioni

     
  • giamps78 21:25 il 20 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Il colpo di stato a scoppio ritardato del duo Berlusconi-Friedman 

    C’È stato un colpo di stato nel 2011,strano che nessuno se ne sia accorto,non se ne accorse neppure chi lo denuncia quel colpo di stato.
    L’artefice di questo colpo di stato sarebbe l’allora presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
    La vittima sarebbe stata silvio Berlusconi che dovette dimettersi da presidente del consiglio non per il famoso “che fai mi cacci” quando il cofondatore del popolo della libertà Gianfranco Fini lamentò mancanza di democrazia interna,ruppe e lasciò senza maggioranza parlamentare Berlusconi che accolse a braccia aperte dei parlamentari eletti in forze politiche di altro schieramento e tirò avanti a stento per alcuni mesi in un partir dilaniato che di lì a poco avrebbe perso 2/3 dei suoi consensi e sarebbe scomparso dalla scena politica in attesa del prossimo predellino.
    No,non fu un problema di democrazia interna,dell’individualismo all’interno di un sistema politico marcio nelle fondamenta utile solo a chi in quel momento si trova in una posizione di forza.
    E’ no,molto più semplice dare tutta la colpa a Napolitano.
    Ora non è che mi metto a difenderlo ma almeno io non ho mai pensato che una sua rielezione al quirinale fosse una cosa positiva e strategica per la repubblica italiana e per la famosa “pacificazione nazionale” di cui forza Italia a parole si fa portabandiera.
    Loro invece si, loro lo hanno votato nell’urna,hanno scritto il suo nome e cognome nella scheda,ne hanno determinato l’elezione.
    Di più loro,il Berlusconi il Brunetta,lo hanno convinto a fare rieleggere per un secondo mandato,cosa mai successa nella storia della repubblica.
    Napolitano non aveva alcuna intenzione di ricandidarsi e neppure la maggioranza di centrosinistra che lo elesse al primo mandato avrebbe mai pensato rivotarlo.
    Berlusconi decise che Napolitano doveva essere rieletto e lo pregò in ginocchio e alla fine lo convinse.
    Questi sono fatti che non possono essere smentiti.
    La rielezione di Napolitano avviene nel 2013 mentre il famoso colpo di stato a scopo ritardato avviene nel 2011.
    Quale persona sana di mente si mette in ginocchio per chiedere a qualcuno che appena 24 mesi prima fatto un colpo di stato di ricandidarsi?
    O chi oggi denuncia il colpo di stato ne è anche complice e quindi si sta auto denunciando, oppure tutto questo è scaturito della fantasia di un seggio che Guglielmo epifani gli ha fatto perdere con il voto per la sua decadenza da senatore.

    Seggio che non avrebbe potuto avere nel 1994 perché contrario alla legge sulle telecomunicazioni,seggio che però nel 1994 venne confermato perché la commissione parlamentare che doveva valutare l’applicazione della legge aveva una maggioranza berlusconiana!
    E poi se c’è stato un colpo di stato forza italia ne ha fatto parte visto che ha votato la fiducia a tutti i governi che denuncia oggi come “non eletti dal popolo”.
    Senza i voti della forza politica presieduta da Berlusconi si sarebbero forse insediati il governo monti ed il governo letta?
    La risposta è no.
    Se non erano eletti dal popolo, Berlusconi ha appoggiato chi non è stato votato dal popolo, quindi è pienamente responsabile delle cose che egli stesso denuncia.
    Si poi trova le scuse dicendo che lui è stato costretto, per questo sarebbe un colpo di stato.
    Si poi lui stesso dice che l’assenza del vincolo di mandato deve essere tolta per obbligare tutti i parlamentari ad obbedire cecamente altrimenti perdono il posto.
    Ha votato la fiducia a quei governi e con il suo voto parlamentare ha istituito l’imu del governo monti,cioè la tassa sulla casa, e tutto questo a sua insaputa!
    Non vi è traccia di lamentela alcuna nei verbali della votazione,poi però per anni ha parlato contro quella legge che lui votò senza battere ciglio.
    Alt, c’è anche una terza possibilità,il colpo di stato effettivamente c’è stato,anzi a sentir lui addirittura 4 colpi in 4 anni, alla media di uno all’anno…
    lui non ne era partecipe consciamente,semplicemente non se ne accorto.
    Ma come si può votare uno che non si accorge di un colpo di stato?
    È come se un rapinatore non si accorgesse di fare da palo in una rapina!
    Gli dicono stai li vicino al lampione e avvertici se arriva qualcuno che non vogliamo fare la coda alla cassa e quello ci crede!
    Come si può votare qualcuno che non si accorge di una della peggiore violazione che si possa fare ad uno stato?
    Friedman può scrivere quanti libri vuole sulla faccenda,ma non è che più libri scrive e più la storiella diventa vera.

     
  • giamps78 12:35 il 20 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Bersani smacchi il “cavallo pazzo” Renzi terminando ora la XVII legislatura 

    Quando si cambia gruppo parlamentare bisognerebbe prima dimettersi,o far sciogliere le camere affinché il popolo sovrano possa decidere se quei parlamentari meritano la riconferma.
    Martedì c’è la riunione del partito democratico sulle regole e sulla data delle primarie.
    I renziani hanno fatto orecchie da mercante, ma non hanno capito che il coltello dalla parte del manico non ce l’hanno loro.
    Si va lì ed invece di minacciarli di scissione,alla quale rispondono facendo spallucce si minacciano elezioni politiche immediate,entro 70 giorni dice la costituzione,quindi prima del velocissimo congresso che loro vorrebbero fare a maggio alle quali arriverebbero con un segretario ancora dimissionario e non ancora riconfermato.
    Gli si dice che la data delle primarie è novembre,non settembre,non ottobre,ma novembre.
    Prendere o lasciare.
    La mossa del cavallo fatta da renzi e suggeritagli da Fassino è quella cosa che il cavallo fa con un angolo di 90°!
    Mattarella a differenza di settembre oggi le camere le può sciogliere,sia perché non ci sarebbe più una maggioranza,dato che anche se verdini si mettesse in ginocchio senza i voti di forza Italia,che a loro rischio e pericolo votano la fiducia, il numero di fuoriusciti scissionisti sarebbe superiore.
    Sia perché a differenza di dicembre non c’è più di mezzo la sentenza della corte e soprattutto il ballottaggio che era la parte dell’italicum a rendere maggiormente disomogenee le leggi delle due camere.
    La corte poi con la sentenza 1/2014 riportata anche nel pdf della sentenza del 2017, ha scritto di riservarsi il diritto di limare tale legge nel caso vi fossero dei problemi e soprattutto ha detto che risulta immediatamente applicabile.
    Poi dopo le elezioni se Bersani vuole sostenere gentiloni come premier può farlo,in continuità con quanto fatto fino ad oggi ma magari con ministri differenti.
    È il momento di far vedere se là sotto ci sono due cocomeri o se ce la si fa sotto come tutte le altre volte!
    È una minaccia?
    È  un diktat?
    Certo che lo è,poi ognuno è libero di far quel che vuole ma questa minaccia non somiglia un pochino a quella che i 20 renzianissimi in consiglio regionale della toscana hanno fatto al presidente Rossi?
    Cos’è, legittimo minacciare ma non è legittimo essere minacciati?
    Bersani smacchi il cavallo renzi ricordando che l’uccello in mano è meglio del tacchino sul tetto.

     
  • giamps78 15:17 il 19 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Non i bersaniani ma i cattivi (e fedeli) consiglieri hanno impantanato #renzi 

    Non i bersaniani ma i fedeli (cattivi) consiglieri hanno fregato Renzi

    La minoranza del partito democratico ha fatto di tutto perché renzi non si impantanasse sul cammino delle riforme.
    Renzi invece ha preferito seguire i suoi cattivi consiglieri e questa situazione è solo ed esclusivamente colpa sua.
    La minoranza del partito democratico ha cercato di legare l’entrata in vigore dell’italicum all’approvazione della legge elettorale.
    Il tira e molla è durato settimane e la ministra delle riforme che credeva di essere la più furba del mondo ha si modificato tale data, ma invece di legarla all’esito del referendum confermativo sulla legge costituzionale l’ha fatta entrare in vigore prima,a giugno del 2016.
    Credevano di essere furbi i renziani,andavano in giro a dire “li abbiamo fregati ancora una volta i bersaniani” ma poi mesi dopo la loro furbizia è divenuta pallore quando mattarella ha chiamato renzi e gli ha detto che non avrebbe potuto procedere allo scioglimento delle camere perché in una c’era l’italicum e nell’altra il consultellum.
    La furbizia non ha pagato, i dilettanti allo sbaraglio sono caduti vittima del tranello che loro stessi avevano preparato per gli altri, renzi ai è dimesso da presidente del consiglio ed è stato costretto a far votare la fiducia ad un’altro governo identico in tutto e per tutto a quello da lui preceduto,dagli stessi ministri,ma senza di lui!
    Si può forse accusare il presidente della repubblica di non avere fatto il proprio mestiere oppure si dovrebbe accusare l’incompetenza di un ministro per le riforme alla quale chiunque da ogni parte dell’emiciclo aveva fatto notare che il referendum avrebbe potuto avere esito negativo e che a quel punto le due leggi sarebbero state troppo differenti per far si che il presidente della repubblica potesse sciogliere le camere.
    Se c’è qualcuno che deve chiedere scusa a renzi dovrebbero essere i suoi cattivi consiglieri.
    Mentre tutti dicevano di tornare in commissione,di fare una legge costituzionale votata a larga maggioranza loro mettevano i muri in parlamento e mentre ricattavano lo scioglimento anticipato della legislatura emettevano i loro diktat quotidiani dicendo che non accettavano ricatti dagli altri.
    Mi pare che la legge del contrappasso sia stata applicata perfettamente,dal renzi che “bighellona” tra i banchi di forza Italia minacciano le urne mentre la boschi si gusta il suo cioccolatino tra i banchi del governo al renzi che piglia la telefonata di Mattarella che gli dice : ” mi dispiace Matteo,le camere non le posso sciogliere”.

    Erano gufi quelli che dicevano: “fermati,ragiona” erano portatori di sventura del grande uomo solo al comando oppure erano persone lungimiranti che descrivevano la realtà dei fatti.
    I gufi che volevano bloccare l’ascesa di quello che è partito scontrandosi con chiunque dai sindacati agli insegnanti ed è finito con l’ammuina generale tentando di salvare la poltrona tentando di vincere un referendum costituzionale divisivo portato avanti in maniera a dir poco spregiudicata.
    Una porcheria nel merito una porcheria anche nel metodo ma non nessuno poteva farlo notare senza prendere le ire del capo e di tutta la sua cerchia.
    Ma soprattutto hanno fallito tutti i tentativi di mediazione,perché non c’è solo la fregatura sull’entrata in vigore dell’italicum ma anche ad esempio la mediazione che riguardava l’elettività dei senatori.
    Una porcata mai scritta!
    Menomale che ha vinto il no,non capisco con quale dignità chi rappresenta la nazione in parlamento abbia potuto votare quel guazzabuglio di norme.
    L’incompatibilità di renziani e bersaniani non permette a queste due correnti di stare sotto lo stesso tetto politico e quando fanno un compromesso è quasi migliore la peggiore situazione che richiede quel compromesso.
    Quindi o una delle due correnti viene rasa al suolo oppure devono nascere due partiti diversi.
    La terza scelta è che la loro lotta vada avanti fin quando non sparirà per entrambi il partito in cui sono ora.
    Forse dovrebbero cospargersi il capo di carbone attivo!

     
  • giamps78 08:00 il 19 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    Ecco le primarie nel “mattarellum ponderato a doppio turno” senza registrazione degli iscritti 

    Stavo leggendo la proposta virgiu-matarrese per la “legalizzazione” delle elezioni primarie nelle regioni.
    L’ho trovata sbagliata nella sua impostazione.
    Non esiste che ci si debba iscrivere ad un registro per poter votare.
    Il suffragio universale diretto è un principio dal quale non si può retrocedere.
    Essendo poi che l’elezione del presidente determina il premio di maggioranza e comportare anche lo scioglimento del consiglio in caso di dimissioni, si sta dicendo che una piccola cerchia di persone nelle elezioni primarie prende la decisione per tutte le altre che poi si trovano tutto preconfezionato quando si recano al seggio.
    Questo è contrario ai principi repubblicani.
    Quindi se ci devono essere le primarie queste non possono che rappresentare il primo turno delle successive elezioni.
    Ecco quindi una buona proposta,che però riguarda livello nazionale, l’aggiornamento del sistema elettorale che ho denominato “mattarellum ponderato” al quale ho aggiunto doppio turno e primarie.

    Si,uninominale doppio turno, ma non proprio alla francese…

    Al primo turno nei collegi uninominali ci sono le primarie di collegio, dove singoli contrassegni candidano ognuno 3 persone.
    Al secondo turno cioè 4 settimane dopo ci sono le elezioni vere e proprie alle quali.
    Tutti i candidati usciti vincitori dal primo turno,all’interno del proprio contrassegno, possono partecipare al secondo turno candidandosi nel collegio uninominale.
    Nessun altra persona potrà candidarsi se non quelle che risultano vincenti all’interno del proprio schieramento alle elezioni primarie.
    Quindi per un partito non risulta obbligatorio parteciparvi,infatti nel secondo turno ogni candidato vincitore può se lo vorrà ritirarsi oppure farsi appoggiare da una coalizione di contrassegni

    Ad esempio “forza nuova” non riesce a raccogliere le molte firme necessarie per partecipare alle elezioni primarie che si tengono ad esempio il giorno 10 maggio.
    A tali primarie si presentano 8 contrassegni e ognuno corre da solo, visto che al primo turno non si fanno alleanze ma al limite si fanno “agglomerati”,ma come spiegherò in seguito questo non sarà ne prevalente ne necessario.
    Quindi ritornando all’esempio precedente forza nuova non viene ammessa alle primarie e risultano ammessi 8 contrassegni con 8 vincitori.
    Supponiamo che forza nuova invece sia riuscita a raccogliere le firme per il secondo turno, reciprocamente gli 8 vincitori non vogliono accordarsi con forza nuova al secondo turno e supponiamo altresì che forza nuova non si riconosca in alcuno di quegli 8 candidati.
    Senza accordo “forza nuova” non potrà partecipare al secondo turno infatti si ritroverebbe senza il candidato di collegio che risulta indispensabile.
    Al contrario può accadere che il contrassegno di una forza politica non partecipi al primo turno ma solo al secondo, appunto per questo al primo turno si possono creare agglomerati.
    Ma l’esempio va avanti parlando di quelle 8 persone vincitrici.
    Controlleranno il numero di voti ricevuti e verificheranno le possibilità di vittoria e decideranno se è il caso di ritirarsi o di continuare.
    Ovviamente il loro nome prestampato in scheda potrà esserci solo se continueranno la corsa mentre scomparirà se daranno appoggio ad un altro.
    C’È dunque una raccolta di firme “per parti separate” quella delle primarie e quella del secondo turno che ovviamente per questioni di tempo dovranno essere tutte consegnate entro lo stesso giorno cioè entro 60 giorni prima.
    Chi non partecipa alle primarie deve comunque mettere in sicurezza la presenza al secondo turno tramite la raccolta di firme che comincia 6 mesi prima, altrimenti saranno presenti solo i contrassegni del primo turno,senza aggiunte.
    Ovviamente le firme raccolte per le primarie e le firme raccolte per il secondo turno dono distinte e sovrapponibili,cioè esattamente quello che già succede oggi per le firme del candidato presidente di regione e per le liste che lo sostengono.

    Questa tipologia di primarie ha bisogno di particolari regole per poter funzionare all’interno del “mattarellum ponderato”.
    Considerando questa tipologia di primarie, e considerando la conformazione della scheda elettorale del secondo turno che sarebbe in stile tatarellum,cioè un candidato con il proprio cognome prestampato,un simbolo di coalizione, e l’appoggio di coalizione di liste come avviene per le elezioni regionali,considerando questi fattori bisogna che sia permesso,come in Francia,la possibile modifica dei contrassegni di coalizione tra primo e secondo turno.
    Altrimenti al primo turno in ogni collegio si farebbero primarie con contrassegni tra loro diversi e verrebbe fuori l’arlecchinata, irrimediabile al secondo turno con quindi l’impossibilità di far scattare il premio di maggioranza ed un corretto scorporo elettorale(di coalizione) privo di sbarramento nel rimanante 10% dei seggi..
    A mio modesto avviso,per avere uno scorporo veritiero e allo stesso tempo per semplificare il tutto bisogna sottrarre i voti uninominali che consentono l’elezione di un candidato di collegio alla lista che ha preso più voti all’interno della coalizione in quello specifico collegio.
    Prendiamo ad esempio il pd alleato con sel, che fanno le primarie di collegio al primo turno io che si allei o al secondo turno e vincano il collegio uninominale.
    È razionale pensare che il candidato vincitore rappresenti la forza politica che ha ottenuto il maggior numero di voti ed è ragionevole pensare che tranne in rari casi questo sia il candidato del pd.
    Per carità può capitare che bontà d’animo il pd decida al primo turno di far candidare tre persone di sel w che ad essere eletta sia una figura del partito minore.
    Ma di fatto in tutti gli altri collegi sono i candidati di sel a “portare acqua” ai vincitori del pd.
    Ecco perché quel 10% di proporzionale (che come ho spiegato nel “mattarellum ponderato” può assumere valenza anche maggiore) deve essere scorporato togliendo dal proporzionale i voti ottenuti da chi ha vinto i collegi che presumibilmente appartiene proprio alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti in quello specifico collegio.

    FONDAMENTALE è che se si utilizza il mattarellum della camera dei deputati si può fare lo scorporo sulle liste,visto che le schede elettorali sono due,e mettendo dentro la norma anti lista civetta ovvero la perfetta coincidenza tra contrassegni uninominali e proporzionali evitando che qualcuno tenti di fare il furbo con lo scorporo.
    Invece se si utilizza il mattarellum del senato lo scorporo non potrà che applicarsi al contrassegno di coalizione.
    L’alternativa sarebbe rappresentata dal 100% dei collegi tutti uninominali e relativi senza scorporo e senza proporzionale,il che potrebbe anche rappresentare una soluzione al senato.
    C’È però da chiedersi se se sia costituzionale ottenere il il%% dei seggi come fece il centrodestra in sicilia dove ottenne nell’uninominale 61 eletti su 61.
    Il premio certamente è Stato ben superiore a quel 15% indicato dalla corte per avere la ragionevole uguaglianza del voto.
    Ecco perché il mattarellum va ponderato sia verso l’alto che vera il basso facendo in modo di non superare quel 55% ma facendo altresì in modo da facilitare il raggiungimento di un 51 anche se questo non permette una perfetta governabilità,il tutto senza uccidere i piccoli che altrimenti non crescono e non sostituiscono i grandi da questo punto di vista c’è un conflitto di interessi oltreché un abuso di posizione dominante da parte di chi fa la legge elettoral

     
  • giamps78 17:19 il 16 February, 2017 Permalink | Rispondi  

    #Taxi: cittadini non possono pagare conto speculazione su compravendita delle licenze 

    Il problema della concorrenza del trasporto locale in ambito privato deriva dalla avvenuta speculazione sulla compravendita delle licenze dei taxi.
    Il risultato di questa speculazione a monte si traduce a valle con delle tariffe dei taxi che risultano a dir poco esorbitanti.
    Il problema è che le licenze dei taxi possono essere vendute da privato a privato e non hanno una scadenza prefissata.
    Quindi nella compravendita da privato a privato di tale permesso di esercitare la professione si è intromessa la legge di mercato a scopo di lucro e questo ha danneggiato i cittadini.
    Giustamente se uno paga 180 mila euro per una licenza deve rientrare nei costi e quindi farà dei prezzi più alti quantomeno per non averne una perdita.
    Porre fine a questa speculazione è di primaria importanza per riuscire ad abbassare il prezzo del servizio ed allo stesso tempo per permettere a chi esercita tale professione di avere il giusto guadagno rientrando nei costi che diventano sostenibili.
    Quindi serve una legge che vieti la vendita delle licenze nel mercato speculativo e che lasci al solo comune questo compito.
    Il prezzo delle licenze va quindi fissato per legge e le licenze vanno liberalizzate aggiungendo per i primi 3 anni un 10%.
    Questo 10% serve per restituire ai tassisti una parte dei soldi spesi sia per la licenza sia per l’automezzo facendo un calcolo basato sul numero di anni e sui guadagni ottenuti.
    In definitiva il tassista deve dimostrare di aver pagato tale cifra per ottenere tale licenza e potrà avere indietro una parte dei soldi spesi.
    La liberalizzazione delle licenze temporanee permetterà ad uber l’acquisto delle licenze in ogni città nelle quantità decise dai singoli comuni.
    Ad esempio se uber compra tre licenze in uno specifico comune per 12 mesi potrà far girare contemporaneamente fino ad un massimo di 3 mezzi e con i soldi di quelle tre licenze si risarciscono parzialmente i tassisti di quel comune per le perdite avute.
    Il punto centrale è l’eliminazione della speculazione e l’abbassamento dei prezzi.
    Il punto non è che i vigili del fuoco,anch’essi oggi in sciopero, hanno buste basse.
    Tutto è relativo, a contare è il potere d’acquisto.
    Abbassando il prezzo dei servizi e dei prodotti ed eliminando la speculazione migliorerà il potere d’acquisto e la competitività internazionale senza bisogno di alzare le buste paga.

     
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